100 e più buone ragioni per regalare un libro ad un bambino

“Riempite le case e le scuole dei libri. Colmate le stanze di albi illustrati, enciclopedie e raccolte d’arte. Un libro per un bambino vale più di cento giochi. Un libro per un bambino può essere scintilla d’infinito”.

Serendipità – Associazione Lilliput (Osimo)

 

Illustrazione di Gennine Zlatkis

Il Natale si avvicina. I giorni che ci dividono dal gioioso giorno di festa sono sempre meno. Lo percepiamo anche senza controllare il calendario o il cellulare. Le vetrine dei negozi hanno da tempo ricreato spazi “innevati”, tra i prodotti esposti si intravedono i tipici animali che tanto ci ricordano i boschi e l’inverno: cervi, orsi di tutte le misure, scoiattoli, pettirossi, gufi…E’ un tripudio di rosso, oro, verde. Conifere vere o artificiali riempiono le case e gli spazi pubblici insieme alle amate e caratteristiche luminarie, che tanto fanno quella sensazione di “festa collettiva” per il solo fatto di essere accese.

Più il tempo passa e più ci sopraggiunge nel cuore il dilemma dei regali. La lista è lunga: figli, genitori, parenti e amici. Corriamo alla ricerca di un regalo per ciascuno.

Ovviamente (e ancora per fortuna) tra i regali più gettonati ci sono anche i libri. Nel periodo natalizio il numero degli acquisti in questo settore schizza alle stelle eppure i dati statistici derivati da interviste e rilevazioni ci dicono che in Italia i non lettori aumentano e che il 30% degli intervistati non legge a causa della mancanza di tempo.

In ogni caso il settore dell’editoria sta crescendo e sviluppandosi. I dati positivi ci sono:  è aumentato il numero di case editrici, rispetto al 2010 sul mercato ci sono 755 nuove case editrici che cercano un posticino per il loro marchio e per il loro progetto editoriale sugli scaffali delle librerie di tutta la Penisola e non solo.

Nel nostro Paese ogni anno vengono pubblicati circa 6.000 nuovi titoli dedicati alla letteratura per l’infanzia e i ragazzi (albi illustrati e narrativa). E qui viene il difficile. In tutto questo “mare” di libri e pubblicazioni come ci orientiamo?

Cosa distingue un buon libro da un libro meno buono?

Cosa ci guida nella scelta e nell’acquisto di un libro per i nostri bambini?

Recentemente ho avuto il piacere di partecipare ad un seminario di formazione tenuto da Alessia Napolitano, libraia e formatrice della Libreria Radice-Labirinto di Carpi (MO) ed organizzato dalla Biblioteca Civica “G. Bedeschi” di Arzignano (VI) durante la settimana nazionale “Nati per Leggere 2018”.

Illustrazione di Gennine Zlatkis

Il titolo era affascinante ma allo stesso tempo impegnativo “Il Passepartout. Accedere al senso critico del lettore e aprire la porta dell’infanzia” (il seminario fa parte di un ciclo più ampio di incontri “Nuove chiavi per leggere e pensare la letteratura per bambini e ragazzi” https://www.radicelabirinto.it/formazione/i-seminari-dal-vivo/nuove-chiavi/)

L’infanzia è stato il fulcro di tutta la giornata, partendo da due domande che possono sembrare molto banali ma che racchiudono in sé un potere enorme: dov’è il bambino? Quale infanzia andiamo cercando?

Alessia Napolitano introduce e spiega anche nel suo blog quello che spesso accade: “Meditavo sul fatto che per molti adulti che entrano in libreria le memorie d’infanzia sono spesso stereotipate, come se di fronte all’acquisto di un libro ( e forse non solo in questa circostanza) essi perdessero la capacità di ricondursi al loro sé bambino. Una sorta di indicibilità acquisita, una difficoltà cioè non tanto intrinseca all’infanzia, ma alla memoria, che non sa più ricordare e raccontarsi davvero, come se un’infanzia altra (o di qualcun altro) si sovrapponesse inesorabilmente alla propria. Ma di quest’altra infanzia, così canonizzata, e così assoluta e così paradossalmente impersonale, si trovano ovunque immagini e parole ( e a buon mercato!) perché il commercio ha bisogno di vendere e quindi di veicolare sapori, odori, sensazioni, emozioni …peccato che i ricordi costruiti in questo modo siano fittizi o peggio – perché i più difficili da sradicare – idealizzati”.

Che parole associamo al termine “Infanzia”? Abbiamo provato durante il seminario, ad occhi chiusi, una sorta di brainstorming ma senza problemi da risolvere. Eravamo una ventina di persone diverse e la lettura dell’elenco di parole è stato alla fine l’atto di chiusura del seminario.

Alla parola “Infanzia” abbiamo associato solo termini “positivi” riconducibili a ricordi offuscati  della nostra: sole, risate, bicicletta, giallo, nonni, scuola, gioia, regali, Natale, neve, festa, giocattoli, coccole, mamma, amici ecc….

E pian piano nell’analisi concreta, attraverso la lettura di alcuni titoli, abbiamo via via scoperto che la nostra idea di infanzia è spesso influenzata da concetti introdotti dal mondo dei consumi, dalla moda del momento, da pregiudizi e da giudizi esterni.

L’infanzia, come ci viene presentata dalla televisione, dai film, dai cartoni animati, negli oggetti che quotidianamente compriamo e anche nei libri, risulta essere idealizzata, emozionale, sentimentalista, edulcorata, estasiata.

Ci siamo tutti sorpresi di quanto le immagini veicolate dalla nostra società contemporanea siano così totalizzanti e minino i concetti più puri e vicini al cuore, fino ad arrivare a sostitursi a ricordi, a sensazioni, a pensieri nostri autentici.

E’ faticoso riaccuffare quell’io bambino, comporta una grande fatica quasi una lotta ad uscire da una melma che ormai ci ha inghiottito giorno per giorno. La nostra idea di infanzia e di come dovrà essere quella dei nostri bambini potrebbe essere compromessa per sempre in quest’ottica, ma la speranza di poter ritrovare quanto smarrito non deve spegnersi.

illustrazione di Gerda Muller

Ed è proprio da qui che bisogna ripartire quando scegliamo o regaliamo un libro per un bambino.

Una buona storia è come un bosco di sentieri nel quale si aprono una multitudine di scelte. Non deve avere per forza lo scopo di insegnare o avere una morale. Le vere storie lasciano la libertà anche di non prendere nulla.

Come un sasso nello stagno

Ci sono 100 e più buone ragioni per regalare un libro ad un bambino ma siete voi che dovete fare la differenza. Non fidatevi solo delle pubblicità e degli sconti, entrate dentro i libri che siete in procinto di comprare. Toccate la fattura della carta, la qualità delle illustrazioni, sviscerate le parole che compongono il testo e sentite se qualcosa stona…andate oltre continuate ad investigare e a domandare al vostro io: dov’è il bambino?

Non andate al supermercato a comprare i libri, andate in una libreria. Condividete con i librai i vostri dubbi, le vostre perplessità e le vostre domande sui prodotti dell’editoria che vi stanno vendendo. Dialogate perchè possiate trovare il sentiero che desiderate percorrere ma allo stesso tempo lasciarvi alle spalle. E fatelo fare anche ai vostri bambini.

Uno dei più grandi ostacoli che poniamo noi adulti è questo: ai bambini si legge solo ciò che possono comprendere appieno. Quanti libri scartiamo, censuriamo, modifichiamo convinti di fare un bene al nostro bambino, senza però riflettere di quante privazioni intellettuali impoveriamo il suo entusiamo.

Regalando un libro e/o leggendolo insieme stiamo regalando anche PAROLE. Le parole non sono solo significato. Sono in primo luogo SUONO.

Ancora una volta Gianni Rodari è maestro nel coinvolgerci con una semplice immagine: un sasso lanciato in uno stagno.

Illustrazione di ELsa Beskow

«Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore. Oggetti che se ne stavano ciascuno per conto proprio, nella sua pace o nel suo sonno, sono come richiamati in vita, obbligati a reagire, a entrare in rapporto tra loro. Altri movimenti invisibili si propagano in profondità, in tutte le direzioni, mentre il sasso precipita smuovendo alghe, spaventando pesci, causando sempre nuove agitazioni molecolari. Quando poi tocca il fondo, sommuove la fanghiglia, urta gli oggetti che vi giacevano dimenticati, alcuni dei quali ora vengono dissepolti, altri ricoperti a turno dalla sabbia. Innumerevoli eventi, o microeventi, si succedono in un tempo brevissimo. Forse nemmeno ad avere tempo e voglia si potrebbero registrare tutti, senza omissioni.
Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni, in un movimento che interessa l’esperienza e la memoria, la fantasia e l’inconscio e che è complicato dal fatto che la stessa mente non assiste passiva alla rappresentazione, ma vi interviene continuamente per accettare e respingere, collegare e censurare, costruire e distruggere.» (Grammatica della fantasia, Einaudi Ragazzi, 2017, pag. 11)

Illustrazione di Lennart Helje

Anche una singola parola può produrre molto, può creare pensieri perchè da “belle” parole si producono “bei” pensieri, che nella nostra società stanno via via scomparendo, lasciando un deserto di idee e di concetti che ci assopisce e ci fa addormentare di fronte al mondo che ci circonda. Questa ragione è la prima della mia lista…e per voi, qual è la vostra?

 


Mariairene Didoni – Autrice –

Mamma di Matilde e appassionata di libri e d’arte.

Sono laureata in Storia dell’Arte e conservazione dei beni artistici e sin da piccola il mondo dei libri e dell’illustrazione mi ha sempre affascinato. Mi dedico alla pittura ad acquerello e all’organizzazione di letture condivise per bambini come volontaria presso la Biblioteca del quartiere di Anconetta, succursale della sede centrale di Vicenza della Biblioteca Civica Bertoliana.

Ho seguito diversi seminari e corsi di formazione nell’ambito della promozione della lettura per tutte le età a partire dalla primissima infanzia ma anche dalle letture al pancione durante la gravidanza.

Sono diventata “Lettore Custode” grazie alla formazione ideata e realizzata da Alessia Napoletano presso la sua Libreria per l’Infanzia “Radice-Labirinto” di Carpi (MO). La metodologia del “Lettore custode” è in via di definizione e sperimentazione e si prefigge lo scopo di infondere l’amore per le storie e la lettura.Diventare mamma mi ha dato la possibilità di riscoprire e riassaporare le mie diverse passioni e mi ha portato a “rileggere” nel vero senso della parola una lunga lista di libri, ripartendo dagli albi illustrati e dai grandi classici della letteratura per l’infanzia e per i ragazzi, oltre ad altri libri non convenzionali.

La mia mente ha sempre fame di parole e di immagini che facciano vibrare le corde del cuore e dell’anima.

Con la rubrica “Un mondo di cose da leggere” vorrei accompagnarvi e aiutarvi a far visita al vostro “io” bambino/bambina e a condividere con tutta la vostra famiglia le potenzialità che la lettura e i libri possono offrire.

“Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo”. (Gianni Rodari)

Neonati: solo libri cartonati?

Neonati: solo libri cartonati?

Ci preoccupiamo di ciò che un bambino diventerà domani,  ma ci dimentichiamo che lui è qualcuno oggi.

Stacia Tauscher

 L’aspetto ludico del libro cartonato e dei suoi numerosi derivati è diventato l’ago della bilancia nella scelta di quali pubblicazioni proporre ai nostri piccoli. Ma le storie? La ricchezza delle parole? La qualità delle immagini? Che fine fanno?Libri cartonati, libri tattili, libri con le alette a sorpresa, libri di stoffa, libri con sonagli, libri con i buchi, libri con le finestrelle, libri per il bagnetto, libri per la culla, libri da viaggio ecc…la lista potrebbe essere ancora lunga e le mamme lo sanno. Sanno che quando si entra in una libreria con un neonato si viene subito spediti verso lo scaffale dedicato. Il libro cartonato regna sovrano e ormai il mercato editoriale, a partire dagli anni Settanta, ha creato decine di “modelli” riempiendo i negozi e di conseguenza le nostre case.

Il libro cartonato diventa così un giocattolo e la sua funzione di “LIBRO” perde gran parte del suo significato.

Sembra proprio che i libri cartonati e i suoi “fratelli” libri-gioco non possano contenere una storia, una trama ricca di suoni e di testo, anzi più è essenziale e privo di parole più sarà gestibile. Ma per chi? Per noi o per il bambino?

I neonati, nella loro infinita passione per la ricerca e la comprensione dell’ambiente, sono spinti ad esplorare con la bocca, le mani, il corpo e tutti i sensi. Prima dei 14/15 mesi raramente un bambino sfoglierà diligentemente un libro pagina per pagina, ma non per questo non è in grado di apprezzare le storie, la voce della mamma e del papà o dei fratelli.

Beatrice Alemagna (scrittrice e illustratrice) nel suo libro “Che cos’è un bambino?” (Topipittori editore) ci dona delle brevi ed intense riflessioni sulla loro bellezza e il loro essere delle persone fin dalla nascita:

” Un bambino è una persona piccola,
E’ piccolo solo per un po’, poi diventa grande.
Cresce senza neanche farci caso.
Piano piano e in silenzio, il suo corpo si allunga.
Un bambino non è un bambino per sempre.
Un bel giorno cambia.

Un bambino ha piccole mani, piccoli
piedi e piccole orecchie, ma non per questo
ha idee piccole.
Le idee dei bambini a volte sono grandissime,
divertono i grandi, fanno loro spalancare
la bocca e dire “Ah!”.”

I bambini posseggono delle cose piccole,
proprio come loro: un piccolo letto, piccoli libri
colorati, un piccolo ombrello, una piccola sedia.
Però vivono in un mondo grandissimo; talmente
grande che le città non esistono, gli autobus
salgono su nello spazio e le scale non finiscono mai.

I bambini vogliono essere ascoltati con gli occhi spalancati.

Ogni bambino è una persona piccola.
Ora, per addormentarsi , ha bisogno di occhi gentili.
E di una lucina vicino al letto.”

L’esperienza offerta da un libro tattile o da un libro-gioco non può essere paragonata a quella data da un libro nella quale un racconto e una storia  trovano il loro posto naturale. Ed ecco perché dovremmo scegliere libri cartonati e non solo di qualità. Certo libri cartonati che possano incuriosire e stupire i loro piccoli occhi e le loro piccole mani ma dovremmo mettere a disposizione anche libri più complessi per scoprire l’ambiente, la realtà e il mondo che li circonda.

Trovo che le parole di Alessia Napolitano[1] (libraia proprietaria della libreria Radice-Labirinto di Carpi) siano emblematiche e ci possano aiutare a rompere la “tradizione” e la consuetudine con le quali siamo ormai abituati a ragionare quando compriamo o regaliamo un libro ad un neonato:

“Lasciamo dunque che il tuttotondo di stampo più disneyano si affianchi a segni grafici e pittorici che riescano a cogliere altri aspetti del quotidiano perché i bambini amano sì le cose dolci, ma sanno anche leggere la poesia laddove l’adulto, già indottrinato, vede solo confusione e trascuratezza.

Cerchiamo di non imbrigliare un libro in una fascia di età precisa perché rischiamo di depauperare un bambino di una complessità vitale alla sua crescita e al suo sviluppo.
Permettiamo ai nostri bambini di affinare il loro senso critico leggendogli la poesia fin da piccini anche se pare non ci ascoltino.

Diamo a bambini esplosivi libri altrettanto spumeggianti capaci di entrare in sintonia con il loro essere e la loro sensibilità, e ai sognatori e ai timidi libri senza parole dove sono le immagini a costruire ogni volta una storia diversa, oppure facciamo esattamente viceversa e stiamo a vedere cosa succede […].Non priviamo i nostri bambini di suoni belli, di parole armoniose, di trame complesse, di spunti di gioco interessanti: essi prenderanno della narrazione solo ciò che possono, ma non importa; noi gliela offriamo comunque su un piatto d’argento, luccicante e splendente in tutta la sua raffinatezza, poesia, magia.

Amiamo noi per primi i testi che proponiamo ai nostri bambini e il nostro entusiasmo sarà per loro contagioso”.

 

Diamo l’esempio: i libri sono oggetti preziosi. Se ci vedranno maneggiarli con cura, tenerli in ordine (la frase “Ogni cosa al suo posto, un posto per ogni cosa” non è così scontata), riporli in luoghi dedicati anche loro impareranno a rispettarli.

Possiamo creare un angolo dedicato, dove a rotazione esporre i libri. Può essere la mensola più bassa di uno scaffale, oppure una mensolina ad altezza “bimbi” dove riporre i volumi con la copertina esposta. Costruire piccole librerie con materiale riciclato (vedi le cassette di legno della frutta e della verdura) o convertire quelle già esistenti è un’ottima soluzione anche per risparmiare. Il web è pieno di idee fai da te di facile realizzazione (hacks). Aggiungete un tappeto e qualche cuscino per stare comodi seduti insieme, per fare spazio alle storie, alla voce e al contatto.

Per i bambini anche i più piccolini diventerà un punto di riferimento visivo dove potersi rasserenare in braccio alla mamma o al papà. Persino il bambino o la bambina più vivace un giorno troverà interessante le storie e le fiabe raccontate. Offrirgli solo ed esclusivamente libri-gioco non farà altro che posticipare il momento della lettura condivisa e lascerà poco spazio alle innumerevoli occasioni di dialogo profondo che potrete avere con lui o con lei di fronte alle illustrazioni e alle parole di un “BUON LIBRO”.

Come già accennato negli articoli precedenti riportando le riflessioni dello scrittore Bruno Tognolini, un libro può aiutarvi a trovare le parole dopo una giornata frenetica di lavoro o altro. Un libro può essere un punto di partenza verso la quiete e il riposo della notte, oppure l’inizio di un bel pomeriggio anche se fuori piove. E se invece fuori c’è il sole può essere un momento di ulteriore condivisione all’aperto, cullati ed accompagnati dai rumori tenui della Natura.

Concludo con una frase di Maria Montessori, l’ho incorniciata e appesa in soggiorno perché ci ricordi ogni giorno qual è la nostra missione di genitori:


[1] Vi consiglio di iscrivervi alla Newsletter sul sito http://www.radicelabirinto.it/. Nel blog Alessia Napolitano approfondisce numerose tematiche legate alla letteratura per l’infanzia, recensioni di libri e pubblicazioni per bambini e ragazzi.


Sul comodino ma non solo: libri dappertutto

Per la sezione dei consigli di oggi partiamo da alcuni…libri cartonati.

Vi segnalo la trilogia della scrittrice Giovanna Zoboli e dell’illustratore Philip Giordano.

  • Sul prato e sotto il prato
  • Nel cielo e nel mare
  • Quando il sole si sveglia

Editi dalla casa editrice Topipittori, i protagonisti di questi libri sono gli elementi naturali, il tempo e gli spazi.

Affinità e differenze si alternano e ciascuno racconta con frasi minime, essenziali ma cariche di significato i fenomeni della natura e offrono al bambino la possibilità di osservare i piccoli mutamenti e allo stesso tempo la sottile stabilità delle diverse creature raffigurate. Microcosmi che si amplificano racchiusi in illustrazioni raffinate e delicate.

Per proseguire con la tematica del mondo naturale e i suoi mutamenti, ecco uno dei miei albi illustrati non cartonato preferito: Le quattro stagioni di un ramo di melo di Anne Crausaz (editore L’Ippocampo).

Un anno, cinquantadue settimane. In primissimo piano vi è un ramo di un albero di melo. Il tempo scorre voltando le pagine. Un nuovo uccello si posa sul ramo e ci resta quel tanto che basta per farci scoprire i particolari del suo piumaggio, il suono del suo canto, il colore dei fiori e delle foglie, il freddo della neve e il caldo del sole primaverile.

Che noia direte voi…e invece scoprirete insieme al vostro bambino quanta vita accoglie un semplice ramo:  un luogo di rifugio per insetti e uccelli, un posto sicuro per cercare cibo e per riposarsi dopo il lungo viaggio migratorio. Un altro curioso microcosmo!

Altro libro non convenzionale è Cecino di Olalla Gonzalez con le illustrazioni di Marc Taeger (editore Kalandraka). Ciò che di primo impatto colpisce è il segno grafico. Sembra quasi disegnato proprio da un bambino. Le illustrazioni sembrano quasi “ingenue”, quasi infantili, stridono un poco con l’immaginario che  abbiamo noi adulti di quel che dovrebbe essere una illustrazione adatta ad essere pubblicata in un libro, ma creano un perfetto equilibrio con la storia narrata. Cecino è un moderno pollicino, un bambino piccolo di statura. Ed è proprio la sua statura la causa delle sue “piccole” disavventure. Un libro esilarante che racchiude nel testo una certa musicalità e per questo adatto alla lettura ad alta voce. La storia narrata lascia anche un messaggio finale rivolto a noi grandi: anche nei bambini più piccoli occorre riporre fiducia, permettendo loro di sperimentare e di mettersi in gioco per aiutarli a crescere.

E i libri di poesia si possono leggere ai neonati o ai bambini? Certo!

Se siete amanti delle poesie ecco un piccolo volume tascabile da portare sempre con voi:

Poesie della notte, del giorno, di ogni cosa intorno di Silvia Vecchini con le illustrazioni della vicentina Marina Marcolin (editore Topipittori). E’ un libro-tesoro da leggere e rileggere all’infinito. Ogni volta si scoprono sfumature e significati nuovi.

Incanto e ricordo, memoria e semplicità dei gesti. Le parole sono ricche e abbondanti. I nostri bambini ascoltano tutto e questo è un libro anche per loro.


Mariairene Didoni – Autrice – cura la rubrica “Un mondo di cose da leggere… più vicino di quanto immagini…

Mamma di Matilde e appassionata di libri e d’arte.

Sono laureata in Storia dell’Arte e conservazione dei beni artistici e sin da piccola il mondo dei libri e dell’illustrazione mi ha sempre affascinato. Mi dedico alla pittura ad acquerello e all’organizzazione di letture condivise per bambini come volontaria presso la Biblioteca del quartiere di Anconetta, succursale della sede centrale di Vicenza della Biblioteca Civica Bertoliana.

Ho seguito diversi seminari e corsi di formazione nell’ambito della promozione della lettura per tutte le età a partire dalla primissima infanzia ma anche dalle letture al pancione durante la gravidanza.

Sono diventata “Lettore Custode” grazie alla formazione ideata e realizzata da Alessia Napoletano presso la sua Libreria per l’Infanzia “Radice-Labirinto” di Carpi (MO). La metodologia del “Lettore custode” è in via di definizione e sperimentazione e si prefigge lo scopo di infondere l’amore per le storie e la lettura.

Diventare mamma mi ha dato la possibilità di riscoprire e riassaporare le mie diverse passioni e mi ha portato a “rileggere” nel vero senso della parola una lunga lista di libri, ripartendo dagli albi illustrati e dai grandi classici della letteratura per l’infanzia e per i ragazzi, oltre ad altri libri non convenzionali.

La mia mente ha sempre fame di parole e di immagini che facciano vibrare le corde del cuore e dell’anima.

Con la rubrica “Un mondo di cose da leggere” vorrei accompagnarvi e aiutarvi a far visita al vostro “io” bambino/bambina e a condividere con tutta la vostra famiglia le potenzialità che la lettura e i libri possono offrire.

“Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo”. (Gianni Rodari)