Perdi peso con la dieta del momento

Perdere peso con la dieta del momento è una grande tentazione!
Facili, veloci ed efficaci, le “Fad Diets” spopolano nelle riviste e nel modo del web.
Promettono di eliminare i chiletti di troppo in poco tempo, ma sarà tutto vero?

Fad diet-diete commerciali

A tutte sarà capitato di attraversare un periodo in cui ci si sente appesantite e fuori forma.
Lo specchio ci restituisce un’immagine che non ci soddisfa e allora cerchiamo subito un rimedio.

Questo articolo è dedicato a voi mamme che spesso mi chiedete come perdere peso per ritornare in linea e sentirvi meglio.

Il discorso è molto ampio e merita il giusto approfondimento, pertanto non è possibile racchiudere tutte le informazioni in un unico articolo.

Questa sarà quindi soltanto una panoramica tra le diete più famose, di cui posso parlarvi in modo più specifico separatamente. Intanto spero di contribuire a farvi chiarezza su cosa sia meglio fare o non fare per non mettere a rischio la vostra salute.

Il web è una grande risorsa da cui attingere informazioni facilmente reperibili e il tema delle diete è uno fra i più gettonati. Basta cliccare la parola “dieta” e si aprono circa 300.000.000 di risultati con dentro tutto e il contrario di tutto.
E’ impossibile non trovare qualcosa che faccia al caso nostro.
Il business della dieta sembra valga oltre 500 miliardi di dollari.

Nonostante ciò siamo tutt’altro che magri, il sovrappeso e l’obesità infatti rimangono uno dei problemi sanitari di maggiore rilevanza nei paesi più ricchi.

Mettersi a dieta tuttavia non è un gioco, non è solo una questione di peso ma è soprattutto una questione di SALUTE. 

Il sito U.S. News and World Report [1] stila ogni anno una classifica delle diete più popolari dalla migliore alla peggiore.
Inutile dire che la nostra dieta, quella Mediterranea, primeggia come la migliore assieme alla dieta DASH (studiata per combattere l’ipertensione).
Che orgoglio!

Peccato che se ci mettiamo in testa di dimagrire immediatamente ricorriamo ai soliti stratagemmi: porzioni ridotte, via i carboidrati, via i grassi (anche quelli buoni)..
Nella migliore delle ipotesi ci diamo dentro con le verdure e le proteine, nel peggiore dei casi sotto con tisane, infusi e bibitoni vari.

Ma quali sono le diete commerciali che spopolano?

Nella categoria delle diete ad alto contenuto proteico (e basso contenuto di carboidrati) le più famose sono la Dukan e la dieta Paleo.
Tra quelle low-carb (bassissimo contenuto di carboidrati) le più famose sono la Atkins (anche nella sua versione eco), la Ketogenica, la Whole30.
Quella a ridotto contenuto di grassi più conosciuta in assoluto è la Macrobiotica.

Poi c’è tutta la categoria delle diete detox fortemente ipocaloriche e che si avvalgono dell’aiuto di integratori e/o beveroni sostitutivi dei pasti come la conosciutissima Juice Plus, la Tisanoreica, Life 120, Forever Living, Erba Life, Slim Fast, per citarne alcune.

Se siete già abbastanza confuse, vi dico che queste non sono certo le uniche!
Ve ne sono innumerevoli altre, che spesso prendono il nome dai loro ideatori, che attingono in parte da quelle che vi ho citato sopra e che sono accumunate dalla mancanza di una base scientifica.

La pericolosità delle diete commerciali infatti risiede nella mancanza di studi scientifici che ne comprovino la sicurezza e l’efficacia.
Quando dunque leggete di una o dell’altra dieta dovete essere consapevoli che gli effetti sulla vostra salute possono essere anche molto negativi.

Nel 2017 è stato pubblicato uno studio nella rivista Current Gastroenterology Reports [2] in cui sono state prese in considerazione le 4 tecniche più diffuse per perdere peso: dieta Detox, Paleo dieta, Digiuno intermittente e la HIT (High Intensity Training), che più che una dieta è un approccio sportivo.

Diete detox.

Generalmente si riferiscono ad un breve periodo (purtroppo non sempre) di circa 2-3 settimane (per limitarne i danni) in cui si riducono fortemente le calorie derivate dalla normale alimentazione in favore di estratti, infusi o bibitoni a base di integratori detossificanti.
Se non vi siete mai accorte, la maggior parte dei prodotti che si acquistano attraverso queste “diete” sono a base di sostanze ad effetto lassativo.

Funzionano? Certamente!
Si passa più tempo al bagno, si perdono liquidi, massa grassa e massa magra indistintamente e l’ago della bilancia scende regalandoci gran soddisfazione.

Tuttavia si sottopone il fisico ad uno stress tale per cui si ha, tra le altre cose, un’incremento nella produzione di cortisolo che si traduce alla fine con l’aumento dell’appetito e la ripresa del peso in breve tempo.
Gli studi eseguiti su questa tipologia di diete hanno evidenziato la comparsa di danni renali anche importanti.

Il digiuno intermittente.

Le radici di questa strategia si rifanno allo stile dei nostri antenati cacciatori-raccoglitori che non mangiavano regolarmente come facciamo noi oggi.
Questo metodo consiste nell’alternanza di un periodo di digiuno (o altissima restrizione calorica) della durata di 16-48 ore con un periodo di alimentazione normale.
Durante il periodo di digiuno si abbassa fortemente la glicemia, si mobilitano le riserve di glucosio e dei grassi ma ancora una volta si tende a sottoporre l’organismo ad uno stato di stress.

La perdita di peso è dovuta essenzialmente al minor apporto calorico e studi su animali da laboratorio hanno dimostrato che tra le diete ipocaloriche questa è quella che preserva maggiormente la massa magra.
Se sia consigliabile, non lo so, attualmente non ci sono sufficienti informazioni riguardo la sua efficacia e la sua sicurezza.

Dieta Paleo.

Ecco un’altra dieta che attinge dalle abitudini dei nostri antenati del periodo Paleolitico (età della pietra, 2,5 milioni-10.000 anni fa).
Il principio su cui si basa è che l’evoluzione genica si sia fermata a quell’epoca e quindi il nostro patrimonio genetico sia adattato a quel tipo di alimentazione.
Tale principio non tiene conto che il genoma si evolve sotto la spinta di diversi fattori, tra cui quello ambientale, che è estremamente cambiato.

La dieta si basa sul consumo di prodotti di origine animale (carne e pesce) e di vegetali (frutta e verdura) escludendo tutti i latticini, i cereali e i legumi, rei di essere dannosi per il loro contenuto di antinutrienti.

Alcuni studi hanno dimostrato che questa dieta comporta dei benefici nel breve periodo (riduzione del peso, del giro-vita, miglioramento della glicemia e del profilo lipidico) ma è molto difficile da mantenere nel tempo, risulta più costosa e a mio modo di vedere non è compatibile con le attuali problematiche ambientali e la numerosità della popolazione.
Inoltre alcuni studi riportano effetti indesiderati quali debolezza, diarrea, mal di testa e riduzione della massa ossea.

HIT (High Intensity Training)

Questa metodica consiste nell’alternare periodi di intensa attività fisica con periodi di riposo da abbinare ad uno stile alimentare adeguato e bilanciato.
E’ una tecnica efficace che richiede pochi minuti (circa 20) di esercizio molto intenso per 3/4 volte la settimana.

Gli studi effettuati hanno dimostrato una perdita di peso effettiva a carico della massa grassa, con conservazione della massa magra, e miglioramenti a livello cardiovascolare.
Un neo di questa tecnica è l’impossibilità di applicazione per chi ha delle disabilità fisiche o delle patologie che precludono l’esercizio fisico intenso.

Spesso non si tratta di un problema di efficacia, ma di non sapere quanto l’una o l’altra dieta siano effettivamente adeguate a noi e al nostro fisico.

Un regime alimentare particolarmente rigoroso, se preso alla leggera, può in modo inconsapevole arrecare dei danni anche cronici al nostro organismo.

Delegare la propria salute a figure commerciali o a coach alimentari più o meno improvvisati è un po’ come giocare d’azzardo: può andarci bene, ma può andarci anche molto male!

E’ sempre consigliabile affidarsi ad una figura professionale preparata e autorizzata legalmente al rilascio di consigli di tipo nutrizionale. Ci guadagna la nostra salute, in primis, e il nostro portafoglio.

[1] US News & World Report

[2] Obert, J., Pearlman, M., Obert, L. et al. Curr Gastroenterol Rep (2017) 19: 61. https://doi.org/10.1007/s11894-017-0603-8


Francesca Rigon – Autrice – cura la rubrica “Una mamma per nutrizionista”

Mamma di Raffaele dal primo giorno del 2018. Mi sono laureata in Biologia Evoluzionistica a Padova nel 2009 dove ho conseguito anche un Dottorato di Ricerca in Bioscienze e Biotecnologie nel 2012 e infine un Master Internazionale in Nutrizione e Dietetica con una tesi sullo svezzamento nel 2017 presso l’Università Politecnica delle Marche.

Mi occupo di nutrizione da circa 3 anni ma l’interesse per l’alimentazione nei più piccoli è una passione relativamente recente che fonda le sue radici nella scoperta dell’esistenza di Raffaele.

Quindi perché non unire due grandi mondi, l’essere mamma e l’essere nutrizionista, in un’unica realtà da condividere con altre mamme?

Gestisco un gruppo chiuso su Facebook “NUNA: Nutrirsi Naturalmente”, dove le persone possono porre domande in totale riservatezza e ho aperto l’omonimo BLOG dove approfondisco temi di alimentazione e riporto i dati dei più recenti studi pubblicati nelle riviste scientifiche, dando concretezza e fondamento ad ogni informazione riportata o discussa.

Certa che sarà un’avventura che mi permetterà di crescere assieme a molte persone, sono lieta di potermi occupare di questa rubrica e di poter mettere a disposizione un po’ del mio sapere.

Pediatri di famiglia su Facebook

Pediatri di famiglia: nasce la pagina Facebook “Il tuo pediatra a Vicenza” per sensibilizzare ed essere più vicini alle famiglie

Si chiama “Il tuo pediatra a Vicenza” ed è la nuovissima pagina che hanno messo in rete, su Facebook, i pediatri di famiglia della provincia di Vicenza.

Sono almeno 100 i pediatri di famiglia che lavorano ogni giorno a fianco delle famiglie e dei bambini vicentini.

Sono una pedina importante della sanità pubblica e si fanno carico dello stato di salute della popolazione infantile, lavorando nell’ambito della prevenzione e cura e nello stesso tempo sensibilizzando e informando gli adulti su benessere, medicina, farmaci e cure.

Andare dal pediatra per malattie acute spesso non gravi, ma amplificate dalle preoccupazioni dei genitori, significa in molti casi evitare di intasare il Pronto Soccorso dell’Ospedale che rimane dunque appannaggio delle urgenze vere e delle cure di secondo e terzo livello.

Il Pediatra di Famiglia è un aiuto importante per le neo-mamme fin nascita del loro bambino che verrà poi seguito fino a 14 o 16 anni nel delicato periodo dell’adolescenza.

Per questo i pediatri della provincia di Vicenza hanno deciso di aprire un canale comunicativo all’esterno, uscendo anche se virtualmente dai propri ambulatori.

Vogliono così essere più vicini alle famiglie, mettersi a disposizione per dubbi, informazioni, vogliono sensibilizzare, sfatando le tante fake news rispetto alla salute pubblica.

Nello stesso tempo vogliono raccontare cosa fanno dalla mattina alla sera dentro i loro ambulatori, al telefono con i genitori, nei bilanci di salute. Vogliono raccontare le ultime novità in materia di salute infantile, parlare di prevenzione, aiutare i genitori a capire quando è necessario un consulto medico o meno.

Scorrendo la pagina fb si parla di doppia pesata dei neonati, di copertura vaccinale, di influenza, ma anche dei social network per i ragazzi.

L’iniziativa vede il patrocinio della Fimp di Vicenza, la federazione italiana medici pediatri , a cui aderisce nella nostra provincia la quasi totalità dei pediatri di famiglia convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale.

Abbiamo voluto stare al passo con i tempi – spiega Bruno Ruffato segretario provinciale della Fimp, – e uscire dai nostri studi dove vediamo ogni giorno tanti genitori con i bambini e ragazzini, utilizzando le nuove tecnologie. Solo così possiamo essere più vicini alle famiglie e fare un’importantissima opera di sensibilizzazione e informazione sulla salute pubblica. Vogliamo fare da guida alle mamme e ai papà nel percorso di crescita dei loro figli. Nello stesso tempo la pagina facebook permette anche a noi pediatri di collaborare assieme, di confrontarci su tematiche a noi care di metterci in rete con altri colleghi e specialisti.”

Un progetto che, nato a Vicenza, potrebbe presto essere seguito anche da altre realtà provinciali dei pediatri del Veneto.