NOVEMBRE. DIDATTICA IN CITTA’

Novembre. Eccoci giunti al’unidicesimo mese dell’anno. E’ iniziato con giorni carichi di pioggia, che ci annunciano con decisione che l’estate è ufficialmente finita e l’inverno è alle porte. Ammetto che per me ha un sapore casalingo. Proprio così. Mi ricorda il compleanno di mia sorella, le prove di canto emozionate in vista delle feste del prossimo mese, la quotidianità di casa e lavoro, il cambio dell’armadio, i dolci in forno. Profumo di famiglia e amici.

Sto scrivendo dalla mia cucina, mentre fuori il cielo è plumbeo e gli alberi intorno sembrano lacrimare tristemente, tra sfumature di verdi e gialli ingrigiti. I bimbi giocano nella stanza accanto. Oggi non si esce ma ci si coccola e ci si riposa. Insieme.

Tradizionalmente però è conosciuto come un mese ricco di contrasti, che ha ispirato, per le loro composizioni, poeti e musicisti. Le festività dei santi e dei morti che accompagnano con sacralità all’estate di San Martino, mentre sulle montagne compaiono le prime coltri bianche: silenziosa e rituale poesia.

La didattica museale come sempre rimane attiva ed è ancora più appropriata e adatta a colmare il tempo di queste giornate fredde e piovose. Dentro un museo, tra le opere d’arte della nostra città, imparando in famiglia, con serenità e calore.

Ecco le proposte di Novembre!

1 NOVEMBRE

PALAZZO LEONI MONTANARI

FAMILY LAB: RITROVARSI IN UN’IMMAGINE … ore 10.00-17.00:

Dal selfie alla risata, dalla curiosità alla narrazione: quattro opere da scoprire, giocando con il proprio smartphone, per comporre un fantasioso puzzle di immagini. In occasione della mostra Paparazzi. Fotografi e divi dalla Dolce Vita a oggi. Percorso ludico, da svolgere in autonomia. Età consigliata 4/12 anni. Costo: 3 euro a bambino + biglietto d’ingresso per accompagnatore.

BASILICA PALLADIANA

PASSEGGIATA DIDATTICA ore 11.00 e 17.30:

Tutti i possessori del biglietto di ingresso alla Basilica avranno la possibilità di essere accompagnati dalle esperte di didattica museale di Ardea alla scoperta del gioiello palladiano. Ingresso gratuito. La guida offrirà il servizio anche per un solo visitatore fino ad un massimo di 25 persone.

2 NOVEMBRE

BASILICA PALLADIANA

PASSEGGIATA DIDATTICA ore 11.00 e 17.30:

Tutti i possessori del biglietto di ingresso alla Basilica avranno la possibilità di essere accompagnati dalle esperte di didattica museale di Ardea alla scoperta del gioiello palladiano. Ingresso gratuito. La guida offrirà il servizio anche per un solo visitatore fino ad un massimo di 25 persone.

3 NOVEMBRE

PALAZZO LEONI MONTANARI

FAMILY LAB: RITROVARSI IN UN’IMMAGINE … ore 10.00-17.00:

Dal selfie alla risata, dalla curiosità alla narrazione: quattro opere da scoprire, giocando con il proprio smartphone, per comporre un fantasioso puzzle di immagini. In occasione della mostra Paparazzi. Fotografi e divi dalla Dolce Vita a oggi. Percorso ludico, da svolgere in autonomia. Età consigliata 4/12 anni. Costo: 3 euro a bambino + biglietto d’ingresso per accompagnatore.

4 NOVEMBRE

PALAZZO LEONI MONTANARI

FAMILY LAB: RITROVARSI IN UN’IMMAGINE … ore 10.00-17.00:

Dal selfie alla risata, dalla curiosità alla narrazione: quattro opere da scoprire, giocando con il proprio smartphone, per comporre un fantasioso puzzle di immagini. In occasione della mostra Paparazzi. Fotografi e divi dalla Dolce Vita a oggi. Percorso ludico, da svolgere in autonomia. Età consigliata 4/12 anni. Costo: 3 euro a bambino + biglietto d’ingresso per accompagnatore.

UNO SPAZIO PER LE FAMIGLIE. CHE STILE! LABORATORIO D’ARTE ore 16.00

Laboratorio creativo 90 min.

Passeggiando tra le fotografie dei divi del cinema, scoprire alcuni oggetti misteriosi del passato. Curiosi occhiali, borsette, cappelli, orologi e gioielli capaci di ispirare la nostra fantasia. Laboratorio d’arte: realizzare un oggetto “portasegreti”.
Età consigliata da 4 a 12 anni. Costo: 5 euro a bambino + biglietto d’ingresso ridotto per accompagnatore.
Prenotazione obbligatoria.

10 NOVEMBRE

PALAZZO LEONI MONTANARI

FAMILY LAB: RITROVARSI IN UN’IMMAGINE … ore 10.00-17.00:

Dal selfie alla risata, dalla curiosità alla narrazione: quattro opere da scoprire, giocando con il proprio smartphone, per comporre un fantasioso puzzle di immagini. In occasione della mostra Paparazzi. Fotografi e divi dalla Dolce Vita a oggi. Percorso ludico, da svolgere in autonomia. Età consigliata 4/12 anni. Costo: 3 euro a bambino + biglietto d’ingresso per accompagnatore.

11 NOVEMBRE

PALAZZO LEONI MONTANARI

FAMILY LAB: RITROVARSI IN UN’IMMAGINE … ore 10.00-17.00:

Dal selfie alla risata, dalla curiosità alla narrazione: quattro opere da scoprire, giocando con il proprio smartphone, per comporre un fantasioso puzzle di immagini. In occasione della mostra Paparazzi. Fotografi e divi dalla Dolce Vita a oggi. Percorso ludico, da svolgere in autonomia. Età consigliata 4/12 anni. Costo: 3 euro a bambino + biglietto d’ingresso per accompagnatore.

UNO SPAZIO PER LE FAMIGLIE. APELLE FIGLIO DI APOLLO ore 16.00

Laboratorio creativo 90 min.

Capire il linguaggio segreto degli antichi vasi greci, e decorare un nuovo oggetto in ceramica, traendo spunto da storie e miti presenti nella preziosa collezione delle Gallerie. Attività creativa: realizzare un disegno su ceramica.
Età consigliata da 4 a 12 anni. Costo: 5 euro a bambino + biglietto d’ingresso ridotto per accompagnatore.
Prenotazione obbligatoria.

17 NOVEMBRE

PALAZZO LEONI MONTANARI

FAMILY LAB: RITROVARSI IN UN’IMMAGINE … ore 10.00-17.00:

Dal selfie alla risata, dalla curiosità alla narrazione: quattro opere da scoprire, giocando con il proprio smartphone, per comporre un fantasioso puzzle di immagini. In occasione della mostra Paparazzi. Fotografi e divi dalla Dolce Vita a oggi. Percorso ludico, da svolgere in autonomia. Età consigliata 4/12 anni. Costo: 3 euro a bambino + biglietto d’ingresso per accompagnatore.

PALLADIO MUSEUM

UN REGALO PER ANDREA ore 16.00:

Laboratorio di design

18 NOVEMBRE

PALAZZO LEONI MONTANARI

FAMILY LAB: RITROVARSI IN UN’IMMAGINE … ore 10.00-17.00:

Dal selfie alla risata, dalla curiosità alla narrazione: quattro opere da scoprire, giocando con il proprio smartphone, per comporre un fantasioso puzzle di immagini. In occasione della mostra Paparazzi. Fotografi e divi dalla Dolce Vita a oggi. Percorso ludico, da svolgere in autonomia. Età consigliata 4/12 anni. Costo: 3 euro a bambino + biglietto d’ingresso per accompagnatore.

MUSEO DIOCESANO

CONVIVIUM ROMANORUM ore 14.00 e ore 16.00:

Laboratorio creativo 90 min.

Le sale del museo sono aperte ai più piccoli accompagnati da genitori, nonni o zii. La bellezza, l’arte e la cultura saranno meravigliose compagne di viaggio che porteranno, attraverso il gioco e vari laboratori, a condividere momenti indimenticabili per una domenica insieme. Questo appuntamento è con la creativa Elena Zanotto del “mondo si Bu”.

24 NOVEMBRE

PALAZZO LEONI MONTANARI

FAMILY LAB: RITROVARSI IN UN’IMMAGINE … ore 10.00-17.00:

Dal selfie alla risata, dalla curiosità alla narrazione: quattro opere da scoprire, giocando con il proprio smartphone, per comporre un fantasioso puzzle di immagini. In occasione della mostra Paparazzi. Fotografi e divi dalla Dolce Vita a oggi. Percorso ludico, da svolgere in autonomia. Età consigliata 4/12 anni. Costo: 3 euro a bambino + biglietto d’ingresso per accompagnatore.

25 NOVEMBRE

PALAZZO LEONI MONTANARI

FAMILY LAB: RITROVARSI IN UN’IMMAGINE … ore 10.00-17.00:

Dal selfie alla risata, dalla curiosità alla narrazione: quattro opere da scoprire, giocando con il proprio smartphone, per comporre un fantasioso puzzle di immagini. In occasione della mostra Paparazzi. Fotografi e divi dalla Dolce Vita a oggi. Percorso ludico, da svolgere in autonomia. Età consigliata 4/12 anni. Costo: 3 euro a bambino + biglietto d’ingresso per accompagnatore.

Passeggiate in Basilica Palladiana:

Info e prenotazioni cell 346 5933662 – Email ass.ardea@gmail.com – Pagina Fb Ardea Associazione per la didattica museale

Palazzo Leoni Montanari:
Per partecipare ai racconti animati, alla caccia al dettaglio e ai laboratori è consigliata la prenotazione al numero di telefono 800 578875. Per info e contatti: Email info@palazzomontanari.com – sito www.gallerieditalia.com

Palladio Museum:
Per info e contatti: telefono 0444 323014 – Email didattica@palladiomuseum.org – sito www.palladiomuseum.org – Pagina Fb Palladio Museum

Museo Diocesano:
Per info e contatti: telefono 0444 226400 – Email museo@vicenzachiesacattolica.it – sito www.museodiocesanovicenza.it


Elena PiazzaElena PiazzaAutrice cura la rubrica “Bambini a regola d’arte

Mamma di Cesare, Agostino e Letizia

Adoro tutto ciò che è arte, musica e letteratura. E sin da piccolina ho iniziato a esplorare questi mondi, che piano piano sono diventati i miei strumenti necessari per esprimermi.

Dai tre anni il disegno è diventata la mia passione. Ho continuato scegliendo di studiare arte e laureandomi in Archeologia. Ho fondato e gestito un’associazione culturale e ho trovato lavoro in un museo, dove svolgo diverse mansioni tra cui anche quella di operatrice didattica e guida. E’ un lavoro impegnativo che però mi permette di stare a contatto con persone di tutte le età, di tenermi allenata con lo studio, di approfondire continuamente diversi aspetti del mondo dell’arte e di tenermi aggiornata su tutto ciò che accade in città!

Figlia e sorella di musicisti ho masticato note e pentagrammi da quando sono nata. In particolare prediligo il canto che ho sempre esercitato facendo parte di vari cori e sperimentando generi diversi.

Diventata mamma (tris da pochissimo!!!) non ho rinunciato alle mie passioni e inclinazioni e cerco sempre di trovare un modo per conciliarle con la famiglia. Ed eccomi qui a provare a raccontare il mio mondo!

Ottobre d’arte. Didattica a Vicenza.

Magico OTTOBRE! Ormai l’autunno è iniziato ma le giornate di sole non ci abbandonano ed ancora bello poter passare i pomeriggi al parco o organizzare una gita in bicicletta! Assorbiamo e godiamo di questo calore prolungato mentre programmiamo i prossimi mesi di freddo.

Cosa accade in Ottobre? E’ un mese molto fortunato per l’arte!

Innanzitutto c’è la Giornata ABI-INVITO A PALAZZO, Sabato 6 ottobre. Di cosa si tratta?
E’ una manifestazione annuale che prevede, ogni primo sabato di ottobre, l’apertura con visite guidate e gratuite delle sedi storiche delle banche e delle Fondazioni di origine bancaria nelle città italiane.
L’obiettivo è di dare la possibilità a decine di migliaia di cittadini, turisti e appassionati di visitare questi palazzi, generalmente chiusi perché sedi di lavoro.
Nelle più recenti edizioni, la giornata di apertura è stata estesa alle sedi bancarie che operano in edifici moderni di particolare valore architettonico.

Segue poi la Giornata del Contemporaneo, Sabato 13 ottobre. Di cosa si tratta? E’ un grande evento che AMACI (Associazione dei musei d’arte contemporanea italiani) dedica all’arte contemporanea e al suo pubblico. I musei associati ad AMACI o tutti quelli che liberamente aderiscono all’iniziativa aprono gratuitamente le loro porte e offrono mostre, laboratori, visite guidate…. Per conoscere da vicino l’arte di oggi.

Infine, ecco le Giornata F@mu, la Giornata delle famiglie al Museo, Domenica 14 ottobre. I musei di tutta Italia aprono le loro porte alle famiglie e offorno loro variegate attività. Titolo della Giornata 2018 è “Piccolo ma prezioso” ed è un omaggio a tutti i piccoli musei, strettamente legati al territorio, che ogni anno partecipano all’iniziativa “Famiglie al museo”, ma anche ai bambini destinatari dell’iniziativa.

Quindi Ottobre mese d’arte. Perché non approfittarne? Scopriamo insieme cosa offre in questo periodo la città ai nostri piccoli e a noi famiglie!

TUTTI I GIORNI (ESCLUSO LUNEDI)
BASILICA PALLADIANA
PASSEGGIATA DIDATTICA ore 11.00 e ore 17.30
Tutti i possessori del biglietto di ingresso alla Basilica avranno la possibilità di essere accompagnati dalle esperte di didattica museale di Ardea alla scoperta del gioiello palladiano. Dopo una breve introduzione sull’origine e collocazione dei primitivi palazzi comunali, verrà infatti trattato il significato storico e artistico della loro trasformazione nel Palazzo della Ragione, con l’annessione delle prime logge “Formenton” sostituite poi da quelle palladiane. Le visite didattiche proseguiranno poi al primo piano, dove verrà posta particolare attenzione, dal portale d’ingresso, al salone e al loggiato, lungo il quale sarà esposto materiale strutturato che aiuterà a visualizzare i passaggi della spiegazione. L’ascesa alla terrazza, l’osservazione dell’originario paramento bicromo, il corredo statuario e la grande volta carenata concluderanno la visita. Ingresso gratuito. La guida offrirà il servizio anche per un solo visitatore fino ad un massimo di 25 persone

6 OTTOBRE 2018
PALAZZO LEONI MONTANARI (Tutte le attività sono gratuite in occasione della giornata ABI)

ore 10.00-17.00 FAMILY LAB: RITROVARSI IN UN’IMMAGINE…
Dal selfie alla risata, dalla curiosità alla narrazione: quattro opere da scoprire, giocando con il proprio smartphone, per comporre un fantasioso puzzle di immagini.
Percorso ludico, da svolgere in autonomia.
Età consigliata 4/12 anni.

Ore 10.30 e ore 15.00 UNO SPAZIO PER FAMIGLIE. UN VASO RACCONTA … RACCONTO ANIMATO
Laboratorio espressivo 45 min
Tante storie e curiosità contenute nell’immagine ideata da un importante artista del passato, abilissimo ma perfettamente sconosciuto. Proviamo a immaginare il suo volto, ascoltando con gli occhi il misterioso racconto del suo disegno, tracciato a pennello sul corpo di un prezioso vaso in ceramica.
Età consigliata da 4 a 12 anni.

7 OTTOBRE 2018
PALAZZO LEONI MONTANARI

ore 10.00-17.00 FAMILY LAB: RITROVARSI IN UN’IMMAGINE…
Dal selfie alla risata, dalla curiosità alla narrazione: quattro opere da scoprire, giocando con il proprio smartphone, per comporre un fantasioso puzzle di immagini.
Percorso ludico, da svolgere in autonomia.
Età consigliata 4/12 anni. Costo: 3 euro a bambino + biglietto d’ingresso per accompagnatore.

MUSEO NATURALISTICO ARCHEOLOGICO

Ore 15.00 ORSI E UOMINI: A CACCIA NEL PALEOLITICO
Attività gratuita per famiglie nell’ambito della mostra “Orsi & uomini. Una preistoria dei colli Berici”. Breve visita alla mostra approfondendo il tema ella caccia nelle preistoria. Segue un minilaboratorio dedicato all’uso della pelle e dei colori nella preistoria. Prenotazione consigliata.

13 OTTOBRE 2018

PALAZZO LEONI MONTANARI

ore 10.00-17.00 FAMILY LAB: RITROVARSI IN UN’IMMAGINE…
Dal selfie alla risata, dalla curiosità alla narrazione: quattro opere da scoprire, giocando con il proprio smartphone, per comporre un fantasioso puzzle di immagini.
Percorso ludico, da svolgere in autonomia.
Età consigliata 4/12 anni. Costo: 3 euro a bambino + biglietto d’ingresso per accompagnatore

14 OTTOBRE 2018

PALAZZO LEONI MONTANARI

ore 10.00-17.00 FAMILY LAB: RITROVARSI IN UN’IMMAGINE…
Dal selfie alla risata, dalla curiosità alla narrazione: quattro opere da scoprire, giocando con il proprio smartphone, per comporre un fantasioso puzzle di immagini.
Percorso ludico, da svolgere in autonomia.
Età consigliata 4/12 anni. Costo: 3 euro a bambino + biglietto d’ingresso per accompagnatore.

Ore 16.00 UNO SPAZIO PER LE FAMIGLIE. LA MAGICA MELA
Laboratorio espressivo 90 min.
Tantissimo tempo fa, in un luogo dove il sole ama tuffarsi nel mare, nacque una bimba davvero speciale, vestita di raggi dorati… Ascoltare con orecchie, occhi e altri sensi una storia fantastica, ispirata ai preziosi vasi greci. Attività creativa: realizzare di un curioso libretto illustrato.
Età consigliata da 4 a 12 anni. Ingresso gratuito, in occasione della Giornata F@Mu Famiglie al Museo.
Prenotazione obbligatoria.

PALLADIO MUSEUM

10.30-12.00 PICCOLO MA PREZIOSO
Laboratorio creativo 90 min.
Forse non tutti sanno che… Andrea Palladio, oltre a costruire oggetti grandissimi come case, palazzi, chiese, ponti, ne realizzò di molto più piccoli e maneggevoli: libri. Nel 1554 pubblica due guide ai monumenti di Roma in un formato tascabile, più o meno la dimensione di una cartolina. Sedici anni dopo dà alle stampe un volume un po’ più grande, all’incirca come un foglio A4, uno dei libri di architettura più influenti della cultura occidentale. Sulle orme del grande architetto del Rinascimento, ogni giovane partecipante a questo laboratorio creativo costruirà il proprio libro di architettura, piccolo ma prezioso! Prenotazione obbligatoria. Costi: intero per bambini e adulti € 6,00 (ingresso al museo + lab), ridotto per chi possiede la tessera Palladio Museum Kids € 2,00 (ingresso al museo + lab).

20 OTTOBRE 2018

PALAZZO LEONI MONTANARI
ore 10.00-17.00 FAMILY LAB: RITROVARSI IN UN’IMMAGINE…
Dal selfie alla risata, dalla curiosità alla narrazione: quattro opere da scoprire, giocando con il proprio smartphone, per comporre un fantasioso puzzle di immagini.
Percorso ludico, da svolgere in autonomia.
Età consigliata 4/12 anni. Costo: 3 euro a bambino + biglietto d’ingresso per accompagnatore.

PALLADIO MUSEUM
Ore 11.00 e 16.00 LO SPAZIO NELLA MENTE DEI BAMBINI
Laboratorio percettivo-costruttivo
Sappiamo come vedono il mondo i cani, i gatti, le api… e i nostri bambini? Vi aspettiamo con un divertente gioco sensoriale-architettonico per scoprire cosa passa nella mente dei bambini quando entrano in relazione con un nuovo ambiente e per dare forma agli spazi della loro immaginazione.
Prenotazione obbligatoria. Attività gratuita in collaborazione con Fondazione Zoé, nell’ambito del programma Vivere sani, Vivere bene

21 OTTOBRE 2018

PALAZZO LEONI MONTANARI
ore 10.00-17.00 FAMILY LAB: RITROVARSI IN UN’IMMAGINE…
Dal selfie alla risata, dalla curiosità alla narrazione: quattro opere da scoprire, giocando con il proprio smartphone, per comporre un fantasioso puzzle di immagini.
Percorso ludico, da svolgere in autonomia.
Età consigliata 4/12 anni. Costo: 3 euro a bambino + biglietto d’ingresso per accompagnatore.

Ore 16.00 UNO SPAZIO PER LE FAMIGLIE. CHE STILE! LABORATORIO D’ARTE
Laboratorio espressivo 90 min.
Passeggiando tra le fotografie dei divi del cinema, scoprire alcuni oggetti misteriosi del passato. Curiosi occhiali, borsette, cappelli, orologi e gioielli capaci di ispirare la nostra fantasia. Laboratorio d’arte: realizzare gli occhiali delle meraviglie con cui ornare in modo originale il proprio volto.
Età consigliata da 4 a 12 anni. Costo: 5 euro a bambino + biglietto d’ingresso ridotto per accompagnatore.
Prenotazione obbligatoria.

27 OTTOBRE 2018

PALAZZO LEONI MONTANARI

ore 10.00-17.00 FAMILY LAB: RITROVARSI IN UN’IMMAGINE…
Dal selfie alla risata, dalla curiosità alla narrazione: quattro opere da scoprire, giocando con il proprio smartphone, per comporre un fantasioso puzzle di immagini.
Percorso ludico, da svolgere in autonomia.
Età consigliata 4/12 anni. Costo: 3 euro a bambino + biglietto d’ingresso per accompagnatore.

28 OTTOBRE 2018

PALAZZO LEONI MONTANARI
ore 10.00-17.00 FAMILY LAB: RITROVARSI IN UN’IMMAGINE…
Dal selfie alla risata, dalla curiosità alla narrazione: quattro opere da scoprire, giocando con il proprio smartphone, per comporre un fantasioso puzzle di immagini.
Percorso ludico, da svolgere in autonomia.
Età consigliata 4/12 anni. Costo: 3 euro a bambino + biglietto d’ingresso per accompagnatore.

Passeggiate in Basilica Palladiana:
Info e prenotazioni cell 346 5933662 – Email ass.ardea@gmail.com – Pagina Fb Ardea Associazione per la didattica museale

Palazzo Leoni Montanari:
Per partecipare ai racconti animati, alla caccia al dettaglio e ai laboratori è consigliata la prenotazione al numero di telefono 800 578875. Per info e contatti: Email info@palazzomontanari.com – sito www.gallerieditalia.com

Palladio Museum:
Per info e contatti: telefono 0444 323014 – Email didattica@palladiomuseum.org – sito www.palladiomuseum.org – Pagina Fb Palladio Museum

Museo Naturalistico Archeologico:
Per info e contatti: telefono 349 1364173 – Email scatolacultura@gmail.com

Neonati: solo libri cartonati?

Neonati: solo libri cartonati?

Ci preoccupiamo di ciò che un bambino diventerà domani,  ma ci dimentichiamo che lui è qualcuno oggi.

Stacia Tauscher

 L’aspetto ludico del libro cartonato e dei suoi numerosi derivati è diventato l’ago della bilancia nella scelta di quali pubblicazioni proporre ai nostri piccoli. Ma le storie? La ricchezza delle parole? La qualità delle immagini? Che fine fanno?Libri cartonati, libri tattili, libri con le alette a sorpresa, libri di stoffa, libri con sonagli, libri con i buchi, libri con le finestrelle, libri per il bagnetto, libri per la culla, libri da viaggio ecc…la lista potrebbe essere ancora lunga e le mamme lo sanno. Sanno che quando si entra in una libreria con un neonato si viene subito spediti verso lo scaffale dedicato. Il libro cartonato regna sovrano e ormai il mercato editoriale, a partire dagli anni Settanta, ha creato decine di “modelli” riempiendo i negozi e di conseguenza le nostre case.

Il libro cartonato diventa così un giocattolo e la sua funzione di “LIBRO” perde gran parte del suo significato.

Sembra proprio che i libri cartonati e i suoi “fratelli” libri-gioco non possano contenere una storia, una trama ricca di suoni e di testo, anzi più è essenziale e privo di parole più sarà gestibile. Ma per chi? Per noi o per il bambino?

I neonati, nella loro infinita passione per la ricerca e la comprensione dell’ambiente, sono spinti ad esplorare con la bocca, le mani, il corpo e tutti i sensi. Prima dei 14/15 mesi raramente un bambino sfoglierà diligentemente un libro pagina per pagina, ma non per questo non è in grado di apprezzare le storie, la voce della mamma e del papà o dei fratelli.

Beatrice Alemagna (scrittrice e illustratrice) nel suo libro “Che cos’è un bambino?” (Topipittori editore) ci dona delle brevi ed intense riflessioni sulla loro bellezza e il loro essere delle persone fin dalla nascita:

” Un bambino è una persona piccola,
E’ piccolo solo per un po’, poi diventa grande.
Cresce senza neanche farci caso.
Piano piano e in silenzio, il suo corpo si allunga.
Un bambino non è un bambino per sempre.
Un bel giorno cambia.

Un bambino ha piccole mani, piccoli
piedi e piccole orecchie, ma non per questo
ha idee piccole.
Le idee dei bambini a volte sono grandissime,
divertono i grandi, fanno loro spalancare
la bocca e dire “Ah!”.”

I bambini posseggono delle cose piccole,
proprio come loro: un piccolo letto, piccoli libri
colorati, un piccolo ombrello, una piccola sedia.
Però vivono in un mondo grandissimo; talmente
grande che le città non esistono, gli autobus
salgono su nello spazio e le scale non finiscono mai.

I bambini vogliono essere ascoltati con gli occhi spalancati.

Ogni bambino è una persona piccola.
Ora, per addormentarsi , ha bisogno di occhi gentili.
E di una lucina vicino al letto.”

L’esperienza offerta da un libro tattile o da un libro-gioco non può essere paragonata a quella data da un libro nella quale un racconto e una storia  trovano il loro posto naturale. Ed ecco perché dovremmo scegliere libri cartonati e non solo di qualità. Certo libri cartonati che possano incuriosire e stupire i loro piccoli occhi e le loro piccole mani ma dovremmo mettere a disposizione anche libri più complessi per scoprire l’ambiente, la realtà e il mondo che li circonda.

Trovo che le parole di Alessia Napolitano[1] (libraia proprietaria della libreria Radice-Labirinto di Carpi) siano emblematiche e ci possano aiutare a rompere la “tradizione” e la consuetudine con le quali siamo ormai abituati a ragionare quando compriamo o regaliamo un libro ad un neonato:

“Lasciamo dunque che il tuttotondo di stampo più disneyano si affianchi a segni grafici e pittorici che riescano a cogliere altri aspetti del quotidiano perché i bambini amano sì le cose dolci, ma sanno anche leggere la poesia laddove l’adulto, già indottrinato, vede solo confusione e trascuratezza.

Cerchiamo di non imbrigliare un libro in una fascia di età precisa perché rischiamo di depauperare un bambino di una complessità vitale alla sua crescita e al suo sviluppo.
Permettiamo ai nostri bambini di affinare il loro senso critico leggendogli la poesia fin da piccini anche se pare non ci ascoltino.

Diamo a bambini esplosivi libri altrettanto spumeggianti capaci di entrare in sintonia con il loro essere e la loro sensibilità, e ai sognatori e ai timidi libri senza parole dove sono le immagini a costruire ogni volta una storia diversa, oppure facciamo esattamente viceversa e stiamo a vedere cosa succede […].Non priviamo i nostri bambini di suoni belli, di parole armoniose, di trame complesse, di spunti di gioco interessanti: essi prenderanno della narrazione solo ciò che possono, ma non importa; noi gliela offriamo comunque su un piatto d’argento, luccicante e splendente in tutta la sua raffinatezza, poesia, magia.

Amiamo noi per primi i testi che proponiamo ai nostri bambini e il nostro entusiasmo sarà per loro contagioso”.

 

Diamo l’esempio: i libri sono oggetti preziosi. Se ci vedranno maneggiarli con cura, tenerli in ordine (la frase “Ogni cosa al suo posto, un posto per ogni cosa” non è così scontata), riporli in luoghi dedicati anche loro impareranno a rispettarli.

Possiamo creare un angolo dedicato, dove a rotazione esporre i libri. Può essere la mensola più bassa di uno scaffale, oppure una mensolina ad altezza “bimbi” dove riporre i volumi con la copertina esposta. Costruire piccole librerie con materiale riciclato (vedi le cassette di legno della frutta e della verdura) o convertire quelle già esistenti è un’ottima soluzione anche per risparmiare. Il web è pieno di idee fai da te di facile realizzazione (hacks). Aggiungete un tappeto e qualche cuscino per stare comodi seduti insieme, per fare spazio alle storie, alla voce e al contatto.

Per i bambini anche i più piccolini diventerà un punto di riferimento visivo dove potersi rasserenare in braccio alla mamma o al papà. Persino il bambino o la bambina più vivace un giorno troverà interessante le storie e le fiabe raccontate. Offrirgli solo ed esclusivamente libri-gioco non farà altro che posticipare il momento della lettura condivisa e lascerà poco spazio alle innumerevoli occasioni di dialogo profondo che potrete avere con lui o con lei di fronte alle illustrazioni e alle parole di un “BUON LIBRO”.

Come già accennato negli articoli precedenti riportando le riflessioni dello scrittore Bruno Tognolini, un libro può aiutarvi a trovare le parole dopo una giornata frenetica di lavoro o altro. Un libro può essere un punto di partenza verso la quiete e il riposo della notte, oppure l’inizio di un bel pomeriggio anche se fuori piove. E se invece fuori c’è il sole può essere un momento di ulteriore condivisione all’aperto, cullati ed accompagnati dai rumori tenui della Natura.

Concludo con una frase di Maria Montessori, l’ho incorniciata e appesa in soggiorno perché ci ricordi ogni giorno qual è la nostra missione di genitori:


[1] Vi consiglio di iscrivervi alla Newsletter sul sito http://www.radicelabirinto.it/. Nel blog Alessia Napolitano approfondisce numerose tematiche legate alla letteratura per l’infanzia, recensioni di libri e pubblicazioni per bambini e ragazzi.


Sul comodino ma non solo: libri dappertutto

Per la sezione dei consigli di oggi partiamo da alcuni…libri cartonati.

Vi segnalo la trilogia della scrittrice Giovanna Zoboli e dell’illustratore Philip Giordano.

  • Sul prato e sotto il prato
  • Nel cielo e nel mare
  • Quando il sole si sveglia

Editi dalla casa editrice Topipittori, i protagonisti di questi libri sono gli elementi naturali, il tempo e gli spazi.

Affinità e differenze si alternano e ciascuno racconta con frasi minime, essenziali ma cariche di significato i fenomeni della natura e offrono al bambino la possibilità di osservare i piccoli mutamenti e allo stesso tempo la sottile stabilità delle diverse creature raffigurate. Microcosmi che si amplificano racchiusi in illustrazioni raffinate e delicate.

Per proseguire con la tematica del mondo naturale e i suoi mutamenti, ecco uno dei miei albi illustrati non cartonato preferito: Le quattro stagioni di un ramo di melo di Anne Crausaz (editore L’Ippocampo).

Un anno, cinquantadue settimane. In primissimo piano vi è un ramo di un albero di melo. Il tempo scorre voltando le pagine. Un nuovo uccello si posa sul ramo e ci resta quel tanto che basta per farci scoprire i particolari del suo piumaggio, il suono del suo canto, il colore dei fiori e delle foglie, il freddo della neve e il caldo del sole primaverile.

Che noia direte voi…e invece scoprirete insieme al vostro bambino quanta vita accoglie un semplice ramo:  un luogo di rifugio per insetti e uccelli, un posto sicuro per cercare cibo e per riposarsi dopo il lungo viaggio migratorio. Un altro curioso microcosmo!

Altro libro non convenzionale è Cecino di Olalla Gonzalez con le illustrazioni di Marc Taeger (editore Kalandraka). Ciò che di primo impatto colpisce è il segno grafico. Sembra quasi disegnato proprio da un bambino. Le illustrazioni sembrano quasi “ingenue”, quasi infantili, stridono un poco con l’immaginario che  abbiamo noi adulti di quel che dovrebbe essere una illustrazione adatta ad essere pubblicata in un libro, ma creano un perfetto equilibrio con la storia narrata. Cecino è un moderno pollicino, un bambino piccolo di statura. Ed è proprio la sua statura la causa delle sue “piccole” disavventure. Un libro esilarante che racchiude nel testo una certa musicalità e per questo adatto alla lettura ad alta voce. La storia narrata lascia anche un messaggio finale rivolto a noi grandi: anche nei bambini più piccoli occorre riporre fiducia, permettendo loro di sperimentare e di mettersi in gioco per aiutarli a crescere.

E i libri di poesia si possono leggere ai neonati o ai bambini? Certo!

Se siete amanti delle poesie ecco un piccolo volume tascabile da portare sempre con voi:

Poesie della notte, del giorno, di ogni cosa intorno di Silvia Vecchini con le illustrazioni della vicentina Marina Marcolin (editore Topipittori). E’ un libro-tesoro da leggere e rileggere all’infinito. Ogni volta si scoprono sfumature e significati nuovi.

Incanto e ricordo, memoria e semplicità dei gesti. Le parole sono ricche e abbondanti. I nostri bambini ascoltano tutto e questo è un libro anche per loro.


Mariairene Didoni – Autrice – cura la rubrica “Un mondo di cose da leggere… più vicino di quanto immagini…

Mamma di Matilde e appassionata di libri e d’arte.

Sono laureata in Storia dell’Arte e conservazione dei beni artistici e sin da piccola il mondo dei libri e dell’illustrazione mi ha sempre affascinato. Mi dedico alla pittura ad acquerello e all’organizzazione di letture condivise per bambini come volontaria presso la Biblioteca del quartiere di Anconetta, succursale della sede centrale di Vicenza della Biblioteca Civica Bertoliana.

Ho seguito diversi seminari e corsi di formazione nell’ambito della promozione della lettura per tutte le età a partire dalla primissima infanzia ma anche dalle letture al pancione durante la gravidanza.

Sono diventata “Lettore Custode” grazie alla formazione ideata e realizzata da Alessia Napoletano presso la sua Libreria per l’Infanzia “Radice-Labirinto” di Carpi (MO). La metodologia del “Lettore custode” è in via di definizione e sperimentazione e si prefigge lo scopo di infondere l’amore per le storie e la lettura.

Diventare mamma mi ha dato la possibilità di riscoprire e riassaporare le mie diverse passioni e mi ha portato a “rileggere” nel vero senso della parola una lunga lista di libri, ripartendo dagli albi illustrati e dai grandi classici della letteratura per l’infanzia e per i ragazzi, oltre ad altri libri non convenzionali.

La mia mente ha sempre fame di parole e di immagini che facciano vibrare le corde del cuore e dell’anima.

Con la rubrica “Un mondo di cose da leggere” vorrei accompagnarvi e aiutarvi a far visita al vostro “io” bambino/bambina e a condividere con tutta la vostra famiglia le potenzialità che la lettura e i libri possono offrire.

“Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo”. (Gianni Rodari)

Primavera di Maggio: didattica a Vicenza

Ed eccoci a Maggio, il mese della piena Primavera!

Mentre scrivo guardo fuori, finestra aperta, il verde degli alberi e della siepe mi riempie gli occhi e mi rinfranca. Un cielo terso sopra la testa e un bel venticello che scaccia ogni pensiero negativo e ogni problema da risolvere. MI concedo una pausa. Almeno per questo attimo sospeso nel vuoto tutto sorride, rigenera. La forza della terra mi invade e mi scuote. Poi mi risveglio e riparto. Pronta!
Il nome stesso lo dice: Maggio, dal latino Maius, che ricorda la dea romana Maia, dea della terra, nonchè della fertilità e dell’abbondanza.

La didattica di Maggio si apre a queste meravigliose giornate e ci concede di concepirla non solo negli spazi chiusi dellle pareti di stupendi palazzi ma anche tra le vie, i cortili e le piazze cittadine. Come sempre le proposte sono disparate e numerose e ricordano la festa dei lavoratori, il 1 maggio, la festa della mamma e la notte dei musei, il 19 maggio (da ricordare perchè comporterà diverse sorprese i città!).

Scopriamo quella più curiosa e adatta a noi!

1 MAGGIO 2018

PALAZZO LEONI MONTANARI – L’UOVO DEL MONDO ore 16.00:
Racconto animato e attività creativa 90 min.
Come nascono gli dei? Da neonati stanno in culla o crescono subito a dismisura? Quali sono i loro giochi preferiti? Una caccia al dettaglio per scoprire alcuni miti presenti sugli affreschi del Palazzo e su alcuni vasi, partendo dal racconto dell’infanzia dei loro illustri protagonisti. Attività creativa: realizzare un’immagine in pop-up. Età consigliata 4-11 anni. Prenotazione consigliata.

6 MAGGIO 2018

PALAZZO LEONI MONTANARI – A VOYAGE INTO A CAPRICCIO: DISCOVERING AN IMAGINARY VICENZA ore 16.00:
Itinerario in lingua inglese 60-75 min.
E’ possibile imparare l’inglese esplorando un quadro al museo? Un’opera d’arte offre infinite possibilità di utilizzare la lingua in modo laboratoriale, autentico e creativo. Il museo offre uno spazio di apprendimento dove è più facile mettersi in gioco e collaborare insieme alla scoperta di un’opera. Età consigliata 4-11 anni. Prenotazione consigliata.

12 MAGGIO 2018

PALLADIO MUSEUM – MAMMA MIA!!! Ore 16.00:
Laboratorio espressivo 90 min.
L’architettura è maschio o femmina? Stavolta facciamo che sia femmina e partiamo da un esempio antico: le Cariatidi. Se avete voglia di inventare una donna-colonna, di costruirla e di vestirla dalla testa ai piedi, questo è il laboratorio che fa per voi. Noi ci mettiamo i materiali, la fantasia portatela voi! Attività gratuita e aperta a un massimo di 20 partecipanti dai 5 ai 12 anni. Prenotazione obbligatoria. I genitori dei bambini che hanno la tessera Palladio Museum Kids hanno diritto al biglietto d’ingresso ridotto al museo e alle mostre (6,00 €) e a uno sconto del 15% sull’acquisto degli articoli per bambini disponibili al bookshop.

CENTRO ZONA3 DI SAN PIO X (via Toaldo 9, Vi) – PALLADIO ABBATTE I MURI/CANTIERE IN LIBERTA’ ore 16.00:
Laboratorio espressivo 90 min.
Il Palladio Museum in collaborazione con Cooperativa sociale Aster Tre: Un nuovo, allegro cantiere si apre in città. Bambine e bambini saranno i progettisti e gli artefici di una costruzione più grande di loro: potranno far crescere la propria architettura in altezza, larghezza, lunghezza, o le tre cose insieme. Per mattoni i giovani architetti avranno a disposizione grandi fogli di cartone assemblabili ad incastro su qualsiasi lato; tempere e pennarelli faranno da intonaco. Attività gratuita e aperta a un massimo di 20 partecipanti dai 5 ai 12 anni. Prenotazione obbligatoria. I genitori dei bambini che hanno la tessera Palladio Museum Kids hanno diritto al biglietto d’ingresso ridotto al museo e alle mostre (6,00 €) e a uno sconto del 15% sull’acquisto degli articoli per bambini disponibili al bookshop.

13 MAGGIO 2018

PALAZZO LEONI MONTANARI – CON MAMMA AL MUSEO ore 11.00 e ore 16.00:
Racconto animato 40 min.
Una giornata particolare per passeggiare assieme tra i dipinti ispirati ad alcune mamme speciali l passato e i loro pargoli a volte un po’ birichini. In occasione della festa della mamma. Età consigliata 4-11 anni. Prenotazione consigliata.

PIAZZA DELLE ERBE – LA PIAZZA IN SCENA ore 15.00, 16.00 e 17.00:
Laboratorio espressivo 60 min.
Non ho l’età – Mercato Antiquariato Collezionismo & Vintage, in concomitanza del mercato dell’antiquariato, collezionismo & vintage, propone il laboratorio didattico “La piazza in scena” a cura di Ardea associazione per la didattica museale.
Il laboratorio per bambini è finalizzato alla scoperta della Piazza dei Signori di Vicenza, con il mercato e i mestieri di una volta. A partire dall’osservazione di un’opera pittorica che rappresenta la Piazza nell’Ottocento e dalla sua interpretazione attraverso l’utilizzo di materiale strutturato, i bambini saranno guidati alla creazione de “La piazza in scena” ornata dagli edifici palladiani e animata, ieri come oggi, dalla gente del mercato. Per bambini dai 5 agli 11 anni. È necessaria la presenza di un adulto. Max 20 bambini per ognuno dei tre turni. Ingresso libero – attività interamente sostenuta da Non ho l’età – Mercato Antiquariato Collezionismo & Vintage

MUSEO DIOCESANO – LA MAMMA è Più BUONA DEL CIOCCOLATO ore 16.00:
Attività e laboratorio 120 min. Con l’attrice Stefania Carlesso

LA LOCOMOTIVA DEI FERROVIERI (via Rismondo 2, Vi) – PALLADIO ABBATTE I MURI/ HULA HOOP ore11.00:
Laboratorio espressivo 90 min.
Il Palladio Museum in collaborazione con Cooperativa La Casetta, Associazione genitori “Insieme con le scuole”, Non ho l’età: Per la storica rivista VOGUE moda e architettura hanno qualcosa in comune, «intercettano il cambiamento delle città e lo mostrano: l’una lo fa abitando corpi, l’altra vestendo i luoghi». In questo laboratorio bambini e bambine realizzeranno il più chiacchierato – e secondo noi il più architettonico – accessorio delle collezioni primavera/estate 2013. Saranno in grado di superare l’originale? Attività gratuita e aperta a un massimo di 20 partecipanti dai 5 ai 12 anni. Prenotazione obbligatoria. I genitori dei bambini che hanno la tessera Palladio Museum Kids hanno diritto al biglietto d’ingresso ridotto al museo e alle mostre (6,00 €) e a uno sconto del 15% sull’acquisto degli articoli per bambini disponibili al bookshop.

19 MAGGIO 2018

PALAZZO LEONI MONTANARI – LA NOTTE NEL BOSCO INCANTATO dalle 20.00 alle 23.00:
Caccia al dettaglio per scoprire i segreti dei fantastici animali che animano le stanze del palazzo barocco. In occasione della Notte dei Musei. Attività a pagamento: 1 euro.

26 MAGGIO 2018

PALLADIO MUSEUM – ALLA CARLONA SI VUOL MANGIARE ore 16.00:
Laboratorio espressivo 90 min.
In collaborazione con Il mondo di Bu: La cucina, oggi come nel Cinquecento, è il cuore della casa. Dove l’aveva posizionata Palladio nel palazzo dei Barbarano? Che cosa conteneva e quali piatti vi si preparavano? L’ultimo, divertente laboratorio è dedicato alla cucina come ambiente architettonico, ma anche come cibo e come rito. Grazie alla speciale collaborazione con Il mondo di Bu, lo scopriremo cucinando insieme! ! Attività gratuita e aperta a un massimo di 20 partecipanti dai 5 ai 12 anni. Prenotazione obbligatoria. I genitori dei bambini che hanno la tessera Palladio Museum Kids hanno diritto al biglietto d’ingresso ridotto al museo e alle mostre (6,00 €) e a uno sconto del 15% sull’acquisto degli articoli per bambini disponibili al bookshop.

27 MAGGIO 2018

PALAZZO LEONI MONTANARI – LA MAGICA MELA ore 16.00:
Laboratorio espressivo 120 min.
Tantissimo tempo fà, in un luogo dove il sole ama tuffarsi nel mare, nacque una bimba davvero speciale, vestita di raggi dorati…. Ascoltare con orecchie, occhi e altri sensi una storia fantastica, ispirata ai preziosi vasi greci. Attività creativa: realizzare un curioso libretto illustrato. Ingresso a pagamento per gli adulti e attività a pagamento per i bambini. Età consigliata 4-12 anni.

CONTATTI

Evento “La piazza in scena”:
Tel. 349 6410654 e-mail: info@antiquariatovicenza.it e-mail: nonholetaeventi@gmail.com

Palazzo Leoni Montanari:
Per partecipare ai racconti animati, alla caccia al dettaglio e ai laboratori è consigliata la prenotazione al numero di telefono 800 578875. Per info e contatti: Email info@palazzomontanari.com – sito www.gallerieditalia.com

Palladio Museum:
Per info e contatti: telefono 0444 323014 – Email didattica@palladiomuseum.org – sito www.palladiomuseum.org

Museo Diocesano:
Per info e contatti: telefono 0444 226400 – Email museo@vicenzachiesacattolica.it – sito www.museodiocesanovicenza.it

Zeppole di San Giuseppe al forno

Oggi prepariamo insieme una ricetta da leccarsi i baffi: Le Zeppole di San Giuseppe!

Zeppole di San Giuseppe

Ok, per la festa del papà di quest’anno ormai siamo in ritardo ma le Zeppole sono buone tutto l’anno!

E perchè non inventarsi una festa per il papà che non rispetti il calendario? Oppure, se siete ligie al rispetto delle festività classiche, non tenete questa ricetta nel cassetto per sfoderarla il prossimo anno?

RICETTA

DIFFICOLTA’: media

Ingredienti per le zeppole :
  • 4 uova intere
  • 50 gr di burro
  • 250 ml di acqua
  • 150 gr di farina
  • Un pizzico di sale
Ingredienti per la crema pasticcera:
  • 500 ml di latte
  • 4 tuorli
  • 120 gr di zucchero
  • 40 gr amido di mais
  • Aroma di vaniglia e limone
Ingredienti per decorare:

Amarene sciroppate e zucchero a velo q.b.

Procedimento:

Portare a bollore l’aqua assieme con il burro , poi unire la farina in un’unica volta.

Mescolare rapidamente per circa 10 minuti o fino a quando non si sarà formata una pallina bianca e omogenea.

Trasferite l’impasto in una ciotola e lasciare raffreddare. Trasferitelo poi nella planetaria munita di frusta e lavoratelo assieme alle uova aggiunte poco per volta.

Il composto deve risultare liscio e denso. Riponete la pasta choux in un sac-a poche dotato di bocchetta stellata.

In una teglia vestita di carta forno formate le zeppole facendo 2 giri uno sopra l’atro. Cuocere in forno già caldo ventilato con 200° per 25 minuti. Lasciate raffreddare completamente.

Adesso preparate la crema pasticcera: portate a bollore il latte e nel frattempo dividete i tuorli dagli albumi,  lavorate i tuorli con lo zucchero e poi unite l’amido,  il composto con il latte e mescolate senza fermarvi fino a che la crema non risulterà lucida e densa.

Raffreddate completamente la crema e poi con un sac-a poche dotato di bocchetta stellata decorate le zeppole con la crema pasticcera , la ciliegia e una spolveratina di zucchero a velo

Buon Appetito!!!


Zeudi Rota Conti Autricecura la rubrica “Le ricette di Zeudorela” insieme a Sidorela Shaqiri

Ciao sono Zeudi, mamma di Noemi, originaria di un paesino di Bergamo dove cultura e tradizione si tramandano da generazioni. Appassionata di cucina: passione tramandata da mio papa’, il mio maestro. Per me la cucina e’ passione, un momento di svago, cucinare e’ un modo per “dare”.

Mi trovate anche sulla pagina Facebook “L’amore x la cucina di Zeudi” oppure sul mio blog zeudiamoreincucina.blogspot.com


Sidorela Shaqiri Autrice cura la rubrica “Le ricette di Zeudorela” insieme a Zeudi Rota Conti

Ciao a tutte io sono Sidorela, originaria dell’Albania, operaia e mamma di Redis ed Eglis.
Sono appassionata di fotografia, libri e cucina. Cucino da sempre, venuta in Italia ho rivoluzionato tutta la mia alimentazione e imparato a cucinare e mangiare in modo sano ed equilibrato il più possibile…. il mio moto è cucinare senza limite e mangiare con cautela, metto la salute sopra ogni cosa.
Spero di riuscire a trasmettere positività e allegria oltre che piatti e ricette sfioziosi!

Caterina e la nascita di Alessandra

Per la rubrica “Ti racconto il mio parto”, mamma Caterina racconta dell’arrivo della piccola Alessandra – 05/10/2017

Care mamme,

sono una delle madri MAR: Mamme A Rischio. Per entrambe le mie gravidanze ho dovuto tribolare, credo come ogni madre che rispecchi questo ruolo, ma quando sei una mamma a rischio, ti assale il senso di colpa per quella creatura che il tuo corpo rifiuta e che il tuo cuore e la tua mente vorrebbero ad ogni costo. Ed è proprio qualsiasi costo quello da pagare. L’allettamento, le cure, i continui controlli, il terrore al risveglio sporca di sangue e la speranza sempre che quel cuoricino batta ancora, ed aspettare con ansia, molta troppa ansia, di riascoltarlo battere.

Del primo parto ho un ricordo meraviglioso, nonostante l’episiotomia e i circa 40 punti. Ma ho deciso di raccontarvi il secondo parto, ancora più meraviglioso (si può dire?) del primo.

Premetto che sono una dalla soglia del dolore molto alta e questa cosa, nonostante sia invidiata molto, non mi ha sempre consentito di riconoscere quando è il momento di intervenire, in questo caso di partorire. Spesso nelle nostre confidenze di madri, ci troviamo a chiederci quale sia il momento giusto per andare in ospedale, quali siano le sensazioni che ti permettono di riconoscere che stai iniziando il travaglio. La risposta più comune è che te ne accorgi, che quel dolore difficilmente puoi confonderlo con altro. Ecco io posso dire che sia andata così la prima volta, ma la seconda proprio no, ma siamo arrivate giuste in tempo lo stesso 😉

Ho desiderato tanto questa gravidanza che non arrivava. E’ stata una gravidanza strapiena di eventi: vabbè la gravidanza a rischio in sé, che ogni giorno ti porta un pensiero, la decisione di partorire dai nonni in Sicilia, il trasferimento di tutta la famiglia, così sistema il grande, iscrivilo a scuola, parla con la psicologa per capire quanto madre di mxxxa sei… Poi arriva anche la bella notizia di un nuovo lavoro, quindi dimettiti dal tuo indeterminato decennale, fallo a distanza, col caldo, d’estate, al mare, con la connessione internet debole e la pancia sempre più abbondante. Una gravidanza in cui realmente non mi sono concentrata sulla mia bambina, o meglio si ovviamente, ma non nel concreto, non nel nuovo ruolo di mamma bis, non a distanza.

Sono pronta a partorire prima del termine, perché questo è sempre stato il mio terrore, perché il primo è nato in 39 settimane e perché “con i secondi si fa prima”. E invece Alessandra è arrivata a 40+0, dpp spaccata, una puntualità tutta la mamma.

Due giorni prima del parto, mi reco in ospedale per il 2° tracciato. Mi trattengono per contrazioni regolari e vicine, ma io, soglia del dolore alto, non ne do’ peso, non mi sento psicologicamente pronta a partorire. Alla visita risulto dilatata di due dita, direi 3/4 cm guardando le mani dell’ostetrica, tanto quanto ero dilatata del primo ad inizio travaglio. L’ostetrica mi dice che però non è ancora il momento e mi anticipa di “aiutarmi”. Così torno a casa con quello che capisco dopo essere stato lo scollamento delle membrane. Un dolore che perfino la mia sensibilità ha sentito. A casa partono contrazioni regolari ogni 5 minuti, correlate da dolori mestruali in pancia e nella schiena. Decido di tornare in ospedale solo dopo la perdita di sangue (e forse del tappo, non so, non ci capivo più nulla, a quella chi glielo aveva detto che io volevo partorire?!).

In ospedale passo tutto il pomeriggio, tra tracciati che via via si affievoliscono, visite e…malessere.

Torno a casa, liquidata con un “signora potremmo vederci tra un’ora come tra due giorni. Se sente contrazioni, venga subito”. Eh magari, na parola, non le sento, non le valuto.

Sto circa altre 24 ore col male, sangue e qualche contrazione, che la sera prima del parto si infittisce, ma il primogenito reclama attenzioni, ci sono i vestiti da preparargli per la scuola il giorno dopo, e la merenda, e la doccia, e la nanna.

Inizio il mio travaglio all’una di notte. Sento le contrazioni come movimenti della pancia, ma il dolore era sopportabile. Col primo lo ricordo bene il dolore delle contrazioni del travaglio. Queste non mi facevano sudare freddo, non mi facevano stringere forte le lenzuola sotto di me.

Decido che alle 4 è ora di andare in ospedale, dopo tre ore di contrazioni regolari ogni 10 minuti, con dolore per me sopportabile. Sveglio piano mio marito. Si rigira dall’altro lato. Mio figlio dorme lì con noi: non posso svegliarlo. Allora un’altra scrollatina al papà che guarda l’ora, mi guarda dritto in faccia e dice: “Che c’è?” E io: “Andiamo!”.

Il tempo della strada, della visita – “Signora è completamente dilatata, non c’è tempo, andiamo in sala parto” – Io: “No un attimo, ho preparato questa frase da qualche settimana, voi dovete farmi l’antibiotico per tampone vaginale positivo, e dovete farmelo subito!”.

Avevo una maglia nera lunga ed un leggins. Il giorno prima avevo chiesto scherzosamente a mio marito di stirarmi i capelli, perché così, in caso di parto, avrei avuto le foto alla Belen. Ma il vestito nero, no, non lo avevo previsto. Non c’era tempo. Non potevo spogliarmi. E quindi così in sala parto. Guardo mio marito dritto negli occhi affinchè capisse che non c’era tempo e doveva ancora registrarmi in pronto soccorso e prendere tutto in macchina.

Mi posizionano, mi fanno la flebo di antibiotico ed aspettiamo. Compilo tutto quanto la nostra burocrazia preveda, chiedendo solo un attimo all’atto della firma, perché avevo giusto una contrazione da parto. Mentre aspettiamo che finisca la flebo e che arrivi il mio ginecologo, scherziamo e parliamo, smorzando la tensione del momento. Io, l’ostetrica e la ginecologa prendiamo in giro mio marito, augurandoci tutte che la scienza faccia progressi ed un giorno possano partorire anche gli uomini. L’infermiere del nido ha già preparato la cartella tutta rosa e io esprimo il mio dubbio che possa essere un maschio. Parliamo di dieta, di vacanze, del fatto che volevo ancora aspettare a casa e “Complimenti signora, avrebbe fatto un bel parto casalingo!”.

Siamo pronti. La flebo è finita. La mia pressione bassa l’ha fatta circolare.

Ho un rapporto molto intenso di sguardi con l’ostetrica, che mi dice per filo e per segno cosa sta facendo. Mi rompe le acque. Primo forte dolore nell’espulsione, tanto che ho pensato “Col cavolo che torno per un terzo figlio, mai mai mai più, mai più”.

Mi somministra non ricordo cosa per accelerarmi le contrazione, che erano sempre ferme a una ogni 10 minuti. Ci siamo. Paura. Tanta.

L’ostetrica mi guarda dritta negli occhi e mi chiede: “Cosa dici, la facciamo nascere?”. Non so che ore sono. Vorrei che l’antibiotico avesse fatto effetto. Vorrei fosse tutto perfetto. Non sono pronta a sentire quel dolore. Non sarò brava a spingere, il primo me lo hanno espulso.

Parto, spingo, spingo più forte, perché in quel momento voglio che qualsiasi cosa stia passando da lì, passi in fretta. Ho urlato. Mi dicevano di fare piano, ma non potevo tenermi lì quel fagottino incastrato. E spingevo forte. Sento passare tutto il suo corpo. Col primo ho avuto la manovra fatta dal ginecologo, quindi non ho nemmeno sentito passare il suo corpicino, è stato un attimo. È stato bello, nel dolore, sentire il suo corpo. La sento piangere. Mio marito non lo vedo più. Sento che mi accarezza la testa e mi asciuga il sudore. L’infermiere ridendo mi conferma che è femmina e mi mostra. Mi preoccupo solo che pianga bene e che il papà la segua. Me la riportano. Ho male: devo espellere la placenta e considerano di darmi due punticini. Guardo mia figlia e chiedo se stia soffrendo alla notizia che aveva ingerito muchi. Mio marito mi saluta: vanno a farle il bagnetto. Finito tutto. Passato il dolore. Mi sistemano. Mi accompagnano in stanza. Per fortuna la maglia nera, pur se nera, era lunga da coprirmi il pannolone. L’ostetrica viene a controllarmi e mi bacia: “Vorrei augurarmi di rivederci, ma ho finito il turno e parto per le ferie, quindi meglio se non ci rivediamo che vorrebbe dire che sei ancora qua”. Il ginecologo se ne torna a casa, dicendomi che così posso fare altri 10 figli. Io resto dell’opinione in quel momento che non ci torno. Tanti complimenti, brava brava e veloce veloce.

Adesso ho qui il mio fagottino bellissimo, calma, mangiona e cacona 😉 Le mie prime foto sono con l’abito nero, subito in piedi, ma lei è una principessa. Il papà non ha fatto in tempo ad accorgersi, forse è convinto che vadano proprio così i parti.

Io se avessi spinto meno, non avrei avuto neanche quei due punti che cadranno da soli. Dico che dal travaglio in poi mi riescono cose bellissime, ma che il prima un po’ scoraggia. Ora non penso più che non vorrei mai più tornarci. Il dolore è passato e con esso la sua memoria.

Buoni parti a tutte! Siamo donne, siamo speciali. Forza e coraggio! Baci

Mamme Glam: Cerimonia in vista.. AAA Vestito Cercasi!!

Hai ricevuto un invito ad un matrimonio e non sai cosa indossare?

 

Ciao mamme!

La primavera finalmente è con noi e, a parte qualche giornata grigia che vuole ricordarci che ci siamo lasciati alle spalle l’inverno solo da poche settimane, il sole comincia a splendere e a farci sentire il suo calore 🙂

E con l’arrivo della primavera, anche voi avete ricevuto l’invito di partecipazione ad un matrimonio?

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Allora pensiamo subito al vestito da indossare per l’occasione! Ma… il matrimonio sarà tra qualche settimana o tra un paio di mesi… e il mio pancione per allora sarà ancora piu grosso… cosa mi metto??!!??

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Non preoccupatevi!

Per fortuna il mondo fashion ci corre in aiuto proponendoci abiti che sono sempre di tendenza e che ci faranno sentire a nostro agio anche nelle occasioni piu importanti.

Non è possibile qui elencare le innumerevoli possibilità, anche dettate dalle varianti possibili presenti ad ogni matrimonio: location, formalità, stagione, orario di svolgimento, ecc. Ma cercherò di darvi dei suggerimenti base, che vi aiuteranno a togliervi d’impaccio.

Se siete all’inizio della gravidanza, la pancia non è ancora troppo prominente e la cerimonia non è troppo formale, possiamo ricorrere al wrap dress. Pensate, nasce nel 1973, lanciato da Diane Von Fürstemberg, ma è ancora super attuale

Il drappeggio sul davanti e la cintura in vita o sotto al seno aiutano a camuffare rotondità che preferiamo nascondere in questa fase.

I tessuti devono essere morbidi e scivolati.

Per una cerimonia che si svolge di pomeriggio, il cocktail dress con drappeggi o disegni strategici nei punti giusti, è l’ideale.

COCKTAIL DRESS

Per una cerimonia che si svolge invece in ore serali o laddove richiesto dal dress code dettato dalla sposa, potete optare per l’abito lungo.

Anche per le gravidanze più avanzate l’abito stile impero è perfetto!

Fantasie floreali e colori pastello per il pomeriggio e colori piu intensi man mano che si avvicina la sera, fino al verde intenso, blu notte e al viola.

Non solo si adatta perfettamente alle forme del nostro corpo, ma ci permette di celare sotto il vestito scarpe comode che ci regalano maggior comfort per le gambe ed i nostri piedi.

Un’ottima soluzione sia per il giorno che per la sera, è la Jumpsuit! La jumpsuit può essere indossata nella vita di tutti i giorni nelle sue versioni piu sportive, ma è adatta anche ad una cerimonia, con il pantalone largo e tessuti scivolati

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E gli accessori?

  • Per il giorno va bene una borsa di grandezza media, per la sera invece meglio optare per una pochette o una clutch.
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  • Le scarpe chiuse o aperte? Dipende dal luogo in cui si svolge la cerimonia e dalla formalità o dal dress code richiesto. In generale andrebbero chiuse, ma oggi i matrimoni sono meno formali e si può optare anche per scarpe aperte o addirittura sandali gioiello se si svolge al mattino. Non dimenticate che siete incinta, le temperature saranno piuttosto elevate e le nostre estremità tenderanno a gonfiarsi.
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  • I gioielli dovrebbero essere piu discreti per eventi che si svolgono al mattino. Sono ammessi gioielli piu importanti alla sera. Ovviamente, ricordiamoci che gli abbinamenti devono essere bilanciati: se indossiamo un abito ricco di motivi o già adorno di dettagli, meglio non esagerare con vistosi orecchini o collane sgargianti
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In generale:

  1. evitiamo tutto ciò che attira l’attenzione sul punto vita, come fibbie o orli che finiscono proprio sulla pancia.
  2. Ricordate che l’attenzione dell’occhio cade sempre dove ci sono punti di stacco.
  3. Cerchiamo di indossare abiti con linee e drappeggi diagonali, possibilmente che partano da sotto il seno
  4. I colori dell’abito che indosseremo dipendono dalla formalità della cerimonia, ma in generale saranno colori pastello per la cerimonia al mattino e si intensificheranno verso sera. I motivi floreali e gli abiti fantasia vanno bene, ma sono meno formali.
  5. Le spalle, in caso di cerimonia in chiesa, vanno coperte. Quindi non dimenticate di portarvi una stola, un coprispalle o una giacca, a seconda dell’outfit che avrete scelto. Super consigliata anche se l’evento si svolge di sera, quando la temperatura comincia a scendere.

Bene! Anche per questa volta è tutto!

Se volete approfondire o avete bisogno di suggerimenti personalizzati, non esitate a contattarmi!

Alla prossima!

Elena Beaupain

Image Consultant

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Ingrid e la nascita di Joseline

Per la rubrica “Ti racconto il mio parto” mamma Ingrid ci parla dell’arrivo della sua “Castagna”

Ingrid e la nascita di Joseline

Era domenica 6 ottobre 2013 quando iniziai ad avere le prime contrazioni; essendo la mia prima gravidanza non sapevo come comportarmi e così andai in ospedale.

Mi ricoverarono dicendomi che ormai mancava poco per l’arrivo della mia bambina…avevo paura.

Tutto d’un tratto non mi sentivo pronta e sentendo i piccolini piangere, iniziai a piangere anch’io.

Rimasi in ospedale fino a mercoledì 9 e poi tornai a casa..ancora senza la mia bimba. Ero tristissima, avevo scadenza il 20 ottobre e il mio compagno sarebbe partito lunedì 14 per star via due settimane. Era un nuovo lavoro, non poteva mancare e ormai mi stavo abituando all’idea di dover far nascere la mia bimba senza lui.

Sabato 12 ottobre 2013, buongiorno e tanti auguri di buon compleanno amore..oggi compi 21 anni!

Mi alzo dal letto per far colazione e tac! Ore 11.00 mi si rompono le acque, emozione a mille.. non ci posso credere.. andiamo direttamente in ospedale, mi fanno una visita e giù altra acqua.

Ore 12.30 iniziano le prime forti contrazioni. Signora, lei tra poco vedrà la sua bambina.. non mi sembra vero, non avevo più paura, mi sentivo pronta! La verità è che avevo troppo male per provare altro!

Lui sempre al mio fianco, come avevo sempre sognato..mi sopporta, mi supporta, mi incoraggia dalle 16.00 che ero ormai pronta a spingere.

Ore 18.10..eccola! 3.170 kg di castagna! Benvenuta Joseline, sei bellissima come ti avevo immaginata, anzi, molto di più!

Lui la guarda, “è bellina” esclama.. come “bellina”? Niente, sono troppo stanca per guardarlo male.
Guardo lei che è meglio, la tengo con delicatezza sul mio petto e la allatto.. la allatto e la allatto talmente tanto che ormai siamo a due anni e 4 mesi di tetta!

Ti amo Joseline!

Se anche tu vuoi condividere la tua esperienza di parto scrivici su esseremammeavicenza@gmail.com

Elena e la nascita di Francesca

Per la rubrica “Ti racconto il mio parto”, mamma Elena ci parla dell’arrivo della piccola Francesca

Elena e la nascita di Francesca

Dicono che quando dai alla luce un figlio sia il giorno piu’ bello della tua vita….io fino al 1 giugno di quest’anno non reputavo questa affermazione del tutto veritiera nonostante avessi gia’ avuto due figli meravigliosi di 14 e 12 ani!!!!!

Ciao mi chiamo Elena e ho 39 anni.

Ho aspettato nove mesi con sensazioni di felicita’ ma allo stesso tempo di terrore e paura la nascita di questa mia meravigliosa creatura fino a mercoledi’ 1 giugno quando alle cinque e mezza del mattino mi sono svegliata con dei dolori costanti ogni cinque sei minuti sempre piu’ forti tanto da farmi dire: Tesoro e’ ora!!! penso che dobbiamo partire!!!!

Proprio per la mia paura del parto, del dolore, ero terrorizzata e piena di ansia. Il ricordo delle mie due esperienze, che non sono state negative o problematiche, anzi, due parti veloci (4 e 3 ore il secondo) tradizionali, senza epidurale, niente parto in acqua o qualsiasi metodo adottato tutt’oggi per affrontare nel miglior dei modi questo evento, mi ha portato ad informarmi sulla possibilita’ di fare l’epidurale. Ho seguito il corso sul parto in analgesia tenuto a Vicenza dal Dott. Gulino ho fatto gli esami e ho conosciuto l’ostetrica Manolita che assieme al Dott. Gulino per me sono diventati due angeli in terra!!!!!

Ho deciso di usufruire della possibilita’ di essere seguita privatamente da loro durante il parto per la paura di dover combattere o convincere alcune ostetriche a farmi l’epidurale durante il travaglio proprio perche’ sapevo che giusto o non giusto molte sono sfavorevoli a questa possibilita’.

Devo dire che sono stati i soldi meglio spesi di tutta la mia vita!!!!!!

Sono arrivata in ospedale e in auto durante il tragitto ho chiamato la Manolita che mi ha rincuorata dicendomi che sarebbe arrivata in 20 minuti e cosi’ e’ stato. Nel giro di 10 minuti dopo l’arrivo in ospedale i dolori erano fortissimi non me li ricordavo cosi’ forti credevo di morire e sono convinta che non sarei arrivata in fondo come le altre due volte!!!

Poco dopo e’ arrivato anche il Dott. Gulino che mi ha fatto subito l’epidurale, ero spaventata anche del dolore dell’ago sulla schiena invece non ho sentito assolutamente nulla!!!! incredibile!!!!

Magicamente mi sono trovata poco dopo in una pace incredibile a parlare del piu’ e del meno con mio marito e con la mia meravigliosa ostetrica a fare foto a chiamare e tranquillizzare mia madre al telefono fino a che non ero dopo un ora gia’ dilatata totalmente pronta per le spinte!!!!

Dopo due spinte l’ostetrica mi dice che alla prossima sarebbe nata la mia bambina io non ci credevo, non credevo che era gia’ tutto finito cosi’ stupendamente leggero e cosciente ero presente totalmente e fisicamente alla nascita della mia creatura!!!

Nella spinta finale la Manolita mi dice guarda Elena, guarda la tua bambina che sta nascendo!!!

elena francesca papàHo aperto gli occhi e ho visto che usciva Francesca prima la testa, il corpo, e poi in un secondo l’avevo gia io in grembo, la stavo abbracciando ricoperta dalle lacrime mie e del suo papa’!!

Credo che non smettero’ mai di ringraziare e lodare queste due persone che mi hanno fatto vivere il momento piu’ bello della mia vita in questo modo, anche se ero scettica all’inizio e non credevo alla possibilita’ che potesse essere possibile un parto dl genere, ora posso dire e urlare grazie alla Manolita e al Dott. Gulino per il servizio che offrono alle future mamme a Vicenza! Sono delle persone magnifiche, disponibili prima e dopo il fatidico giorno, sono professionali umane e hanno reso il mio giorno in un giornata UNICA!!!!

Sarei tornata a casa con la mia Francesca anche dopo un ora dal parto da quanto bene Elena-Francesca-papàstavamo entrambe e non smettero’ mai di consigliare a tutte le mamme che incontro di conocere queste due persone uniche!! Mamme fidatevi, io ho partorito tre volte in due maniere diversissime e posso dire che il parto in analgesia e’ un sogno il sogno vero di diventare mamma!

Se vuoi anche tu raccontarci la tua esperienza di parto, scivici su esseremammeavicenza@gmail.com

Alessandra e le nascite di Aurora e Niccolò

Alessandra

Per la rubrica “Ti racconto il mio parto”, mamma Alessandra ci parla delle nascite dei piccoli Aurora e Niccolò

Aurora Picco03.04.2012 Aurora Karol la nostra dolce e caparbia principessa

Questa bambina ci ha fatto prendere uno spavento sin dall’inizio… i test di gravidanza sono risultati negativi un bel po’ dopo il mancato il ciclo: io però avevo fatto un sogno che non mi ha quasi mai fatto crollare nonostante gli spaventi iniziali.

Ho sognato di essere in Piazza San Pietro, e Papa Wojtyla stava facendo il giro consueto con la papamobile. Nel mio sogno però era senza i vetri di protezione e si faceva passare i bambini come faceva di solito prima dell’attentato. Ad un certo punto ha fatto spostare tutti, dopo aver passato una bambina ai legittimi genitori è venuto verso di me, ha appoggiato una mano sulla mia pancia ed  ha detto: “non ti preoccupare, anche se tutto dice che non sei incinta, in realtà lo sei, sarà una bambina e te la proteggerò io!” Sulla pancia che mi doleva già da parecchi giorni nonostante appunto i test negativi, ho sentito un grande calore e mi sono svegliata serena.

Finalmente dopo 12 giorni di ritardo il test ha deciso di dirmi che ero incinta. Ad otto settimane inoltrate, 8+5 mi sembra, ho fatto la prima visita però ci è crollato il mondo addosso perché non c’era battito. Allora il ginecologo ci ha fatto fare il dosaggio delle beta, cosa che il mio medico di base non aveva consigliato. Essendo io alle prime armi non sapevo come muovermi.

Per fortuna il dosaggio andava bene e cresceva in proporzione però diciamo che il ginecologo non ci aveva dato molte speranze anche perché dall’ecografia non sembravo in otto settimane avanzate, ma in 5 + 6. Dopo una settimana abbondante di agonia, siamo tornati dal ginecologo e finalmente eccolo lì il battito del nostro fagiolino, con età ecografica di 6 + 5 e battito forte forte forte.

I conti di questa gravidanza fortemente voluta non ci sono mai tornati…ancora non sappiamo bene quando sia avvenuto il concepimento, nonostante tenessi i conti di tutto. È stato un mio miracolo, il nostro miracolo! In effetti la gravidanza poi mi è stata ridatata di 9 giorni.

Tutto è andato avanti liscio, a parte il fatto che comunque fin da subito, questo Fagiolino non si è dimostrato un colosso. Ovviamente alla morfologica abbiamo scoperto con grande gioia che sarebbe arrivata una bambina. Io nel mio cuore non avevo dubbi. L’unica un po’ delusa era la nonna materna che voleva il maschietto, ma si è rifatta più avanti!

A 20  settimane, avevo accompagnato la nonna a fare una visita e sono caduta in ospedale. Ho sbattuto pancia, ginocchio e naso per cui poi in preda all’agitazione mi sono partite le contrazioni. Sono andata a farmi visitare ed ho detto alla nonna che non aveva mai visto una ecografia,di entrare con me. L’unica cosa che ha chiesto alla dottoressa è se per caso non si fossero sbagliati e fosse un maschio. La dottoressa ha detto che quella cosa non l’aveva controllata, visto che non le interessava al momento.

Poco prima della nascita, alla terza ecografia di controllo, abbiamo visto che Aurora -così si sarebbe chiamato il nostro gioiello- aveva ed ha tuttora una ciste addominale. Ogni settimana andavo quindi a fare ecografie di secondo livello perché nonostante tutto le cisti sono considerate “malformazioni”. Per fortuna, perché così abbiamo potuto vedere e controllare il liquido amniotico.

Per tutto quello che era successo mi ero convinta che mia figlia sarebbe nata il 2 aprile, giorno della morte di Karol Wojtyla. Il 1 aprile, non ne potevo più… Mi sembravo una balena spiaggiata e così ho cominciato a far sentire ad Aurora la canzone omonima di Eros Ramazzotti, non una ma penso una trentina di volte… Al corso preparto avevano detto che potevamo durante il travaglio chiamare il bambino, che avrebbe aiutato. Non so se sia vero, io comunque l’ho fatto.
Al pomeriggio ho iniziato ad aver un terribile mal di schiena, e la sera finita la partita del Milan ho cominciato a sentire dei dolori molto forti. Non sapevo che fossero contrazioni ma poi sono andata in bagno ed ho visto delle perdite di sangue. Con calma ho iniziato a segnare la frequenza dei dolori e sono andata a farmi una doccia. All’inizio erano ogni cinque minuti, poi ogni tre minuti e mezzo. Questo nel giro di un’ora perciò abbiamo deciso di fare un salto in ospedale.
In effetti, si stava muovendo qualcosa però il canale era ancora chiuso, solo 1 cm di dilatazione ed eravamo ancora molto lontani nonostante le contrazioni. Per fortuna sono andata in ospedale perché il liquido che al giovedì era regolare, la domenica notte era praticamente un terzo. Hanno deciso di farmi ritornare la mattina dopo per un controllo e di tener monitorate le perdite.Ho avuto contrazioni tutta la notte e verso le cinque ho sentito uscire molto liquido. Il sacco però non si è mai rotto. Solo crepato in alto. Tornata per il controllo, mi hanno ricoverata perché appunto avevo crepato il sacco.
In sala d’aspetto ricordo di aver incontrato una ex infermiera che ha una casa di accoglienza per ragazze madri. Ha “monitorato” le contrazioni e mi ha detto appunto che erano ogni tre minuti. Ha previsto un parto entro due o tre ore. Magari! Tutto il giorno in queste condizioni con contrazioni ogni tre minuti anche ogni due. Un male pazzesco e canale che non si dilatava.
Alla fine verso le 22 mi hanno mandato a fare un’altra doccia però dovevo restare dentro almeno 40 minuti. L’avessi fatta prima! Finalmente sono partite le contrazioni giuste e verso le 23:40, ero a 3 cm e mezzo. Mi hanno portato in sala parto dove mi hanno rotto il sacco e verso l’1:30 del 3 Aprile mi hanno fatto chiamare mio marito (era tornato a casa alle 23 dopo un tracciato).
L’ostetrica era uscita un attimo a prendere delle cose per il parto e ne aveva approfittato per farmi chiamare a casa. Dico a mio marito in preda ad una contrazione: “vieni che sta per nascere!” E lui: “per nascere chi?”. Questo per tre-quattro volte! Alla fine mi sono messa ad urlare ed è corsa pure l’ostetrica da quanto ho urlato.
Il travaglio è andato avanti abbastanza lentamente e mi hanno praticato anche un’episiotomia… Ad un certo punto avevano già mobilitato anche il ginecologo per un cesareo visto ad ogni spinta il battito di Aurora calava e non cambiava nulla. Alla fine, mi hanno fatto la manovra di Kristellerer di cui non sapevo nulla e mi sono fidata.
Per fortuna è andato tutto bene ed alle 4:25 del 3 aprile 2012 sono diventata mamma di una splendida creatura di 48 cm per 2,670 kg (minuscola se si pensa che ero ingrassata di 23 kg!) di nome Aurora Karol .
Volete sapere perché non nasceva? La signorina aveva in mano il cordone ombelicale e non voleva saperne di lasciarlo! È nata proprio così, col cordone in mano! Ha pianto un sacco quando gliel’hanno tolto ma poi l’hanno appoggiata sul mio seno ed i suoi occhietti vispi e scurissimi hanno conquistato il mio cuore!

Niccolò Picco21.02.2015 Niccolò Karol : l’esuberante

Se possibile questo mio dono è stato desiderato ancora di più di sua sorella. Dopo un tentativo andato male ed un periodo nerissimo e buio, quelle due lineette rosa nel test di gravidanza mi hanno restituito la vita.
Sono stata a riposo da subito visti i precedenti ma nonostante un ricovero dopo la villocentesi ed Aurora che le provava tutte per mettere alla prova la mia resistenza è andato tutto bene!
La villocentesi ha confermato ciò che già sentivo nel mio cuore. Sarebbe arrivato un maschietto,anche se il papà ,che ora lo adora, avrebbe voluto un’altra principessa! La nonna invece non poteva crederci, tanto che questa volta ha messo pure in dubbio la veridicità della villocentesi!
Il 18 febbraio verso sera inizio a stare malissimo per un’influenza intestinale devastante. Tralascio i dettagli ma ero piegata in due ed il giorno dopo avevo una visita importante di Aurora per la sua ciste ma non sono riuscita ad alzarmi dal letto. Ho mandato nonna e papà.
La data prevista per il parto era il 24( per l’ospedale) o 25 febbraio ( per la ginecologa) e speravo di riuscire a passare questo brutto momento. La sera del 19 mi sento un po’ meglio però inizio dei dolori di pancia che io confondevo con quelli dell’influenza intestinale. Mi accorgo di avere anche perdite ematiche e sono veramente sconsolata perché non me la sento di affrontare un parto. Per fortuna le contrazioni erano molto irregolari così ho deciso di non fare nulla.
La notte è passata abbastanza tranquilla, ed anche tutto il giorno dopo ho avuto contrazioni molto irregolari che nel pomeriggio si sono fatte più forti. Alla fine ho deciso di fare la classica doccia che consigliano in questi casi. Ho aspettato di cenare per farla anche perché il marito era al lavoro. Alle 19.40 entro in doccia (dopo una marea di messaggi con Giada Meggiolaro che ancora non conoscevo di persona ma che forse per telepatia, aveva iniziato a scrivermi per sapere come andasse) e da brava scolaretta che esegue gli ordini me ne esco alle 20:25.
Non avevo ancora appoggiato il piede fuori dalla vasca (ho la doccia in vasca) quando mi sembra di aver rotto le acque. Quindi chiamo mio marito che venga a casa da lavorare. Avrei ucciso il centralinista della ditta. Lo chiamo e lui, che sapeva benissimo del possibile parto, inizia a farmi chiacchierare e quando  gli chiedo di chiamare mio marito, mi risponde: “ma è qui?” Volevo anche rispondergli : “no è al bar che si fa uno spritz però mi andava di chiamare te!” Finalmente riesco a parlare con il marito il quale mi risponde:” ma non riesci ad aspettare le 21?” Altro possibile omicidio! Gli ho detto che sicuramente stavo crepando il sacco perché avevo sentito liquido che non ero sicura si fosse rotto del tutto ma che le contrazioni che avevo erano erano forti.
Metto giù il telefono, esco dal bagno ed allago il corridoio. Gli ho mandato subito un messaggio dicendo :”adesso non ho più dubbi! Corri a casa subito.” Ore 21:20 montiamo in macchina dopo aver lasciato Aurora con i nonni che per fortuna l’avevano tenuta anche il pomeriggio ed effettivamente mi hanno ricoverata per rottura sacco. Le contrazioni comunque erano sì forti ma molto irregolari.
Tranquillissima vado in stanza dove Alessandra Rossetto mi riconosce subito e così iniziamo a chiacchierare. Conosco lei, la sua Emma ed anche Ilenia Crema, con il suo piccolo Enrico. Praticamente una stanza  di mamme EMAVI presenti e future.
Sono lì bella tranquilla quando iniziano le contrazioni fortissime ed inizio a contare ogni quanto le avessi. Ero entrata che erano circa una ogni cinque minuti (ricovero alle 22.30) ma in poco tempo si sono ravvicinate una all’altra. Anche Alessandra, me l’ha fatto notare e mi ha suggerito di chiamare perché eravamo molto lontane dal nido. Appena mi ha visto l’infermiera mi ha detto: ero così tranquilla, quando sono cambiate così tanto? Effettivamente ero già dilatata di 4cm e mi sembrava di essere stata investita da un tir da quanto erano forti.
Chiamo il marito che nel frattempo era appena arrivato a casa, minacciandolo di non chiedermi chi stesse per nascere… Le ostetriche addirittura mi hanno proposto un parto in acqua, cosa che non osavo chiedere ma che desideravo tanto. Purtroppo Niccolò si muoveva così tanto che è stato impossibile farlo, non si fidavano di riuscire a controllarlo.
Accantonata l’idea del parto in acqua io stavo malissimo però non mi veniva da spingere. Una delle ostetriche, diceva che sentiva un leggero tumore da parto e che probabilmente era quello che non mi faceva sentire lo stimolo. Vedendo però che proprio non mi veniva da spingere nonostante fossi sfigurata dal dolore, la mitica Manolita ha preso in pugno la situazione e ha scoperto che un lembo del sacco era davanti agli occhietti di Niccolò e così non riusciva ad uscire perché arretrava la testina.
Sistemato il lembo, all’1.05 (sul cartoncino l’ora è sbagliata) del 21.02.2015  in due spinte a 39 sett e 4 giorni esattamente come sua sorella, è nato Niccolò Karol, un tipetto rossiccio di 47 cm X 2,930 kg con due occhi azzurro cielo …. Impossibile non innamorarsi!
Quel giorno ha segnato per me una svolta, un nuovo inizio conquistato con i denti ma forse per questo ancora più bello ed apprezzato.