Voci di Mamma e Papà

Voci di Mamma e Papà

E finalmente la voce. La voce materna che segna per sempre col suo marchio il bambino. Egli la conosce, questa voce, molto prima di vedere la luce. E’ come tessuto sul suo ordito, sulle sfumature, le sue inflessioni, i suoi umori.

Frédérick Leboyer

E’ con queste parole del “padre” del parto dolce che vorrei iniziare, riprendendo alcune riflessioni dell’articolo precedente sull’importanza di uno strumento semplice e scontato quanto potentissimo: la Voce. Le nostre Voci di Mamma e Papà.

E’ un essere minuscolo, non ancora del tutto percepibile. Così piccolo che misura poco più di qualche centimetro ma già in grado di poter captare suoni e sensazioni filtrate dal grembo materno.

Ed è proprio fin da questo inizio che noi mamme iniziamo a parlare con lui.Iniziamo a sussurrargli piccole frasi, parole dolci, accarezzando quella pancia che ancora non si vede ma che sappiamo essere “abitata” da quel Qualcuno che presto si farà sentire e vedere in tutto il suo splendore.

Inizia così un dialogo d’amore con la nostra creatura ben prima della nascita. La nostra voce quindi lo raggiunge e lo avvolge quotidianamente in un “bagno” di stimoli sonori.

Grazie a numerosi studi sulla tematica della vita prenatale, conosciamo nuovi particolari sulle percezioni e sullo sviluppo del bambino durante i nove mesi di gravidanza.

Il periodo dell’attesa quindi può diventare un momento esteso privilegiato per iniziare e incrementare questo dialogo unico e irripetibile, questa forma di comunicazione che ogni giorno si fa più profonda e intensa fino ad arrivare al momento della nascita in cui il bambino venendo alla luce ritrova quella voce.

E’ un ritrovarsi di nuovo insieme. Un vedersi, un riabbracciarsi, un riunirsi ancora una volta in modo diverso.

Il dialogo d’amore si completa. “E’ bello pensare”, scrive Giorgia Cozza nel suo libro “Me lo leggi?”, “che il bimbo che sta crescendo nel segreto del nostro grembo ci ascolta, si emoziona ed è felice quando sente la nostra voce. Non è mai troppo presto per parlare con lui. E’ il nostro bambino e si nutre delle nostre parole, dell’intonazione affettuosa della nostra voce1.

Anche la pediatra Elena Balsamo indica tra i desideri del bimbo che cresce nell’utero materno, quello di ascoltare la voce della sua mamma: “Parlami! Non sono troppo piccolo per capire. Raccontami le tue gioie e le tue pene. Spiegami in ogni momento che cosa sta succedendo. Mostrami la bellezza del mondo, canta per me le più dolci canzoni, raccontami una storia perché io possa sognare”2.

La lettura è una preziosa occasione per trovare tempo e spazio da dedicare al benessere di entrambi. Nella frenesia delle giornate, dove la fretta regna sovrana e molto spesso si arriva a lavorare fino all’ultimo mese di gravidanza (per non dire fino ai giorni precedenti la data presunta del parto in alcuni casi), fermarsi per un po’, rallentare insieme anche al papà e ritagliarsi un momento di tranquillità con un buon libro può aiutare a ricaricarsi di energie positive, di gioia, di serenità e di emozioni profonde.

Bastano pochi elementi: un luogo tranquillo della casa, una postazione comoda come un divano, uno sdraio o il letto dove potersi distendere, un sottofondo musicale se necessario (in armonia e a volume non troppo alto).

Può diventare un appuntamento quotidiano, oppure quando ne sentiamo maggiore esigenza, dove mettere da parte gli impegni incombenti, i mille pensieri o le preoccupazioni per rilassarsi senza che questo diventi un obbligo o uno sforzo.

Può diventare anche un modo per riscoprire libri dimenticati, ripetere filastrocche, poesie e canzoni che ci ricordano la nostra infanzia, rileggere storie e racconti passati, il nostro romanzo preferito o libri totalmente nuovi che mai avremmo immaginato di leggere prima.

Anche la voce del papà, di un fratellino o di una sorellina può aiutare mamma e bambino a rilassarsi e perché no anche a trovare quiete e a riposare meglio, diventando per loro un buon allenamento in vista delle future letture.

Ricordatevi che non ci sono regole fisse. Ogni donna è diversa, ogni papà è diverso. Ogni futura famiglia trova il proprio modo di rapportarsi uno all’altro. La lettura ad alta voce può rappresentare uno dei tanti strumenti per sviluppare la nostra relazione insieme prima e dopo la nascita.

“Oggi il mio cuore canta il tuo cuore

Canta in silenzio un canto interiore

Canta la vita e canta l’attesa

La meraviglia e la sorpresa

Battito ascolto, battito voce

Cuore raccolto, cuore veloce

Cuore risponde a cuore che chiama

Canto si fonde, battito ama.

Canto del primo battito”

Canti dell’Attesa, Sabrina Giarratana


1 Giorgia Cozza, Me lo leggi? Racconti, fiabe e filastrocche per un dialogo d’amore con il nostro bambino, Torino, Il Leone Verde, 2012, pag. 39.

2 Elena Balsamo, Libertà e amore, Torino, Il leone verde, 2010, pag. 191.


Sul comodino ma non solo: libri dappertutto!

Oggi, in questa sezione di consigli per la lettura, troverete alcuni libri che potrete leggere al pancione o far leggere ai futuri papà, sorelle e fratelli maggiori. Sono libri che potrete sfogliare tutti insieme e dedicare al vostro bambino. Ovviamente tutti da rileggere anche dopo la nascita.

Ad integrazione della breve proposta qui di seguito, potrete spaziare nelle numerose pubblicazioni che più vi piacciono: dalle storie della tradizione italiana (vedi le pubblicazioni di Italo Calvino e di Gianni Rodari) alle fiabe di altri paesi del mondo, dalle raccolte di ninne nanne a quelle di filastrocche e poesie.

Canti dell’attesa, testi di Sabrina Giarratana, illustrazioni di Sonia Maria Luce Possentini, Torino, Il leone verde, 2015.

Un libro di poesie da dedicare al proprio bambino. Dal primo battito fino al suo arrivo dopo la tempesta.

Le magnifiche illustrazioni di Sonia Maria Luce Possentini (Premio Andersen 2017) fanno da cornice ai versi che evocano paesaggi fatti di alberi e vento, di acqua e di quiete.


Prima di me,  Luisa Mattia e Mook, Topipittori, Milano, 2016.

La voce di una vita che sta per iniziare. E la domanda più grande: cosa c’era prima di me? Un universo che prendeva forma, uno spazio fatto di terra, acqua, luce, fuoco e di tutti gli elementi. Un libro che fa riflettere sulle nostre origini e sulla creatura che siamo stati e che portiamo dentro di noi in grembo.


Che cos’è un bambino, Beatrice Alemagna, Topipittori, Milano, 2008

Un bambino ha piccole mani, piccoli piedi e piccole orecchie, ma non per questo ha idee piccole. Un inno al bambino e alla sua unicità. Commovente nella sua semplicità che ci fa riflettere sui mille pregiudizi che noi adulti abbiamo su di loro. Un libro che aiuta e che fa sorridere. Da rileggere ancora quando abbracceremo il nostro bambino.


Casa albero, Ilya Green, Il leone verde, Torino, 2015.

“Il mio albero era qui molto prima di me. […] Il mio bozzolo lì cresceva. Eccomi qui!”.

In questo libro viene raccontato il viaggio della nascita di un bambino ma anche della sua mamma. La metafora dell’inizio della vita come quella di una gemma di un albero ci accompagna nella ricerca del bambino di uno spazio tutto suo dove stare bene, fino ad arrivare nelle braccia della mamma stessa da dove inizia tutto, il simbolo per eccellenza dell’accoglienza dei bisogni primari del neonato. Le bellissime illustrazioni di Ilya Green, una via di mezzo tra il collage e il disegno, creano così un’armonia di colori e di segni non scontati.


Tutte le pance del mondo, Lucia Scuderi, Donzelli Editore, 2016.

Hai un cucciolo nella pancia?

E’ la domanda con la quale si inizia questo libro, dove vengono illustrate 24 mamme del mondo animale, dai mammiferi ai rettili, dagli uccelli ai pesci. Divertente e ironico con il suo approccio giocoso ci porta alla scoperta della Natura facendoci sorridere sulle gravidanze altrui e con le alette a sorpresa è adatto anche alla lettura con i fratelli o le sorelle più grandi.


E per le mamme e i papà adottivi?

Anche loro stanno vivendo un tempo dell’attesa insieme alle loro famiglie. I loro bambini vengono da lontano, a volte dall’altra parte del mondo. Anche le mamme adottive hanno il loro travaglio carico di speranza di poter abbracciare quel figlio tanto desiderato.

Recentemente è stato pubblicato il libro Dove nasce l’amore di Lorenzo Tozzi ed illustrato da Sonia Maria Luce Possentini, (Curci Editore, Milano, 2018), che con il suo linguaggio poetico e universale, abbinato al canto, tenta di dar voce a tutte quelle sensazioni ed emozioni che imprimono il viaggio dei genitori adottivi, ma anche di quei figli alla ricerca di una mamma e di un papà. Il viaggio bellissimo e intenso che è quello del desiderio di creare ed avere una famiglia.


Mariairene Didoni – Autrice – cura la rubrica “Un mondo di cose da leggere… più vicino di quanto immagini…
Mamma di Matilde e appassionata di libri e d’arte.

Sono laureata in Storia dell’Arte e conservazione dei beni artistici e sin da piccola il mondo dei libri e dell’illustrazione mi ha sempre affascinato. Mi dedico alla pittura ad acquerello e all’organizzazione di letture condivise per bambini come volontaria presso la Biblioteca del quartiere di Anconetta, succursale della sede centrale di Vicenza della Biblioteca Civica Bertoliana.

Ho seguito diversi seminari e corsi di formazione nell’ambito della promozione della lettura per tutte le età a partire dalla primissima infanzia ma anche dalle letture al pancione durante la gravidanza.

Sono diventata “Lettore Custode” grazie alla formazione ideata e realizzata da Alessia Napoletano presso la sua Libreria per l’Infanzia “Radice-Labirinto” di Carpi (MO). La metodologia del “Lettore custode” è in via di definizione e sperimentazione e si prefigge lo scopo di infondere l’amore per le storie e la lettura.

Diventare mamma mi ha dato la possibilità di riscoprire e riassaporare le mie diverse passioni e mi ha portato a “rileggere” nel vero senso della parola una lunga lista di libri, ripartendo dagli albi illustrati e dai grandi classici della letteratura per l’infanzia e per i ragazzi, oltre ad altri libri non convenzionali.

La mia mente ha sempre fame di parole e di immagini che facciano vibrare le corde del cuore e dell’anima.

Con la rubrica “Un mondo di cose da leggere” vorrei accompagnarvi e aiutarvi a far visita al vostro “io” bambino/bambina e a condividere con tutta la vostra famiglia le potenzialità che la lettura e i libri possono offrire.

“Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo”. (Gianni Rodari)

Parco delle cascate

Parco delle Cascate, Via Bacilieri 1, Molina, Verona

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Mappa – img 1

Oggi la nostra gita estiva ha come meta il “Parco delle Cascate” di Molina, Verona.

Da Vicenza vi si arriva tramite l’autostrada A4 uscita Verona Nord. Si prosegue sulla SS12 fino a Molina. Il parco è ben segnalato.

Una volta parcheggiata l’auto ci si incammina attraverso il piccolo centro abitato di Molina, paesino tipico e ben curato dalle caratteristiche case in pietra, panorama che accompagna nella discesa (circa 600mt) verso l’entrata al parco.

Il parco risulta fin dall’entrata molto curato, viene messa a disposizione la mappa (vedi img 1) dove sono segnati i tre diversi percorsi:

verde: 1,2 chilometri percorribile in mezzora. Adatto ai bambini più piccoli;

rosso: 2,3 chilometri percorribile in circa 1 ora escluse le soste. Adatto ai bambini abituati a camminare sui sentieri montani;

nero: 3,6 chilometri percorribile in circa 2 ore escluse le soste. Percorso impegnativo;

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I tre percorsi partono in direzione della Grotta Preistorica: un vero e proprio viaggio indietro nel tempo, dove poter osservare come la lavorazione delle pelli e del legname permettesse alle antiche civiltà di vivere.

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Grotta Preistorica

sentiero-inizioLasciata la grotta e superata l’area pic nic, il sentiero arriva ad un bivio: a sinistra si prosegue per il percorso verde, a destra per i percorsi rosso e nero.

Continuiamo la nostra visita sul percorso rosso che ci porta, scendendo a valle, all’ incontro con un’acqua cristallina e alla prima cascata: La Cascata dell’Orso (img 2).

Proseguiamo per il sentiero, lasciandoci a sinistra il bivio che poi si riprenderà per continuare sui percorsi rosso e nero, arriviamo al Doppio Covolo, un’insenatura naturale dalla magica atmosfera (img 2).

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Img 2 – Cascata dell’Orso e il Doppio Covolo

Ritornati al bivio, proseguiamo la visita salendo delle scalette di ferro a ridosso della roccia che ci regalano un panorama mozzafiato sulla Cascata dell’Orso (Img.3)

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Img. 3 – Scaletta e panorama sulla Cascata dell’Orso

Arrivati in cima alle scale, troviamo una delle parti del parco che piacciono di più ai bambini: la teleferica! I bambini, e non solo loro, hanno la possibilità di scivolare sopra all’acqua comodamente seduti su una sedia che scorre su un cavo di ferro, passando accanto alla Cascata del Tombolino (Img. 4).

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Img. 4 – Cascata del Tombolino e teleferica

Dopo l’obbligatoria e divertente pausa alla teleferica, superiamo la Cascata del Marmittone e la Cascata Spolverona (Img. 5) dove abbiamo fatto una piccola pausa per la merenda.

Quì infatti si trova una piccola area pic nic e una parete da arrampicata ideale per i bambini (Img. 4).

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Img. 4 – Cascata del marmittone e Cascata Spolverona
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Deviazione

Arrivati a questo punto, la mappa ci chiede di decidere tra il percorso nero e il rosso. I cartelli informativi segnano, per il sentiero nero, 1 ora di percorso aggiuntivo rispetto a quello rosso e decidiamo di non approfittare troppo della buona volontà dei bambini che fin’ora sono stati degli ottimi camminatori. Decidiamo di fare una piccola deviazione dal sentiero rosso percorrendo al contrario quello nero (Img. 5: deviazione = freccia gialla; sentiero nero = freccia nera; setiero rosso = freccia rossa) così abbiamo la possibilità di osservare la cascata che, personalmente, preferisco tra tutte: la Cascata delle Tette More con le caratteristiche stalattiti di roccia nera dalle quali la cascata prende, molto probabilmente, il nome (Img. 6).

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Img. 6 – Cascata delle Tette More

Dopo aver osservato la Cascata delle Tette More da diverse angolazioni ed esserci riposati un pò, proseguiamo sulla nostra deviazione di percorso, superando il Pozzo Tondo, per raggiungere, a breve distanza, la Terrazza Panoramica: uno scorcio sulla vallata che ci dà la possibilità di vedere la parete di colle dove in precedenza abbiamo visitato la Grotta Preistorica (Img. 7 – Grotta Preistorica nel cerchio verde).

Pozzo Tondo, Terrazza Panoramica con dettaglio della Grotta Preistorica
Pozzo Tondo, Terrazza Panoramica con dettaglio della Grotta Preistorica

A questo punto la nostra deviazione è terminata e torniamo sui nostri passi per continuare la visita del parco sul sentiero rosso. Oltrepassiamo la parete di roccia contrassegnata sulla mappa con il nome “Croci misteriose sulla roccia” per arrivare ad un altro tra i punti più interessanti e divertenti per i bambini (come sempre… non solo per loro!): l’altissima altalena sulla Cascata Nera (Img. 8)

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Img. 8 – Altalena sulla Cascata Nera

20160829_165339Siamo quasi al termine della nostra visita a questo bellissimo parco, ci fermiamo ad osservare lultima cascata, la Cascata Verde (Img. 9) e a visitare il Sito Archeologico: unica nota dolente di questa gita. Si tratta infatti di una piccola caverna dov’è stata posizionata, dai curatori del parco, una bacheca informativa sull’uomo primitivo.

 

 

 

 

 

NOTE PERSONALI:

Il Parco delle Cascate è stata una visita estiva che ha divertito e interessato più del previsto la mia famiglia; i bambini hanno percorso gli oltre 2 chilometri con facilità e le “attrazioni” lungo il percorso (teleferica, area arrampicata e altalena) rendono il parco perfettamente a misura di bambino.

Il parco nel complesso è molto curato, i bagni sono puliti e ordinati. Non è presente il fasciatoio per il cambio dei più piccoli ma, se chiedete al bar, il gestore vi fornirà le chiavi per accedere ad un locale dove poterlo fare.

I sentieri e le cascate sono ben segnalate e la mappa è chiara e di facile interpretazione.

Non è possibile percorrere i sentieri con il passeggino: se avete dei bambini molto piccoli, meglio munirsi di fascia o marsupio portabebè (mi raccomando che sia ergonomico!!!). Se avete bambini a cui non piace proprio camminare o troppo piccoli (entro i 3 anni) suggerisco di seguire il sentiero verde. I miei bambini hanno 10 e 5 anni, per noi quello rosso (compresa la deviazione) è stato perfetto!

Il parco apre dal 1° aprile al 30 settembre tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 17.30). Dal 1° ottobre al 1° novembre aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00 (ultimo ingresso alle 16.00). Dal 2 novembre al 31 marzo aperto la domenica e i giorni festivi dalle 10.30 alle 15.30 (ultimo ingresso alle 14.00).

PUNTEGGIO: 9/10 Consigliato!