Caterina e la nascita di Alessandra

Per la rubrica “Ti racconto il mio parto”, mamma Caterina racconta dell’arrivo della piccola Alessandra – 05/10/2017

Care mamme,

sono una delle madri MAR: Mamme A Rischio. Per entrambe le mie gravidanze ho dovuto tribolare, credo come ogni madre che rispecchi questo ruolo, ma quando sei una mamma a rischio, ti assale il senso di colpa per quella creatura che il tuo corpo rifiuta e che il tuo cuore e la tua mente vorrebbero ad ogni costo. Ed è proprio qualsiasi costo quello da pagare. L’allettamento, le cure, i continui controlli, il terrore al risveglio sporca di sangue e la speranza sempre che quel cuoricino batta ancora, ed aspettare con ansia, molta troppa ansia, di riascoltarlo battere.

Del primo parto ho un ricordo meraviglioso, nonostante l’episiotomia e i circa 40 punti. Ma ho deciso di raccontarvi il secondo parto, ancora più meraviglioso (si può dire?) del primo.

Premetto che sono una dalla soglia del dolore molto alta e questa cosa, nonostante sia invidiata molto, non mi ha sempre consentito di riconoscere quando è il momento di intervenire, in questo caso di partorire. Spesso nelle nostre confidenze di madri, ci troviamo a chiederci quale sia il momento giusto per andare in ospedale, quali siano le sensazioni che ti permettono di riconoscere che stai iniziando il travaglio. La risposta più comune è che te ne accorgi, che quel dolore difficilmente puoi confonderlo con altro. Ecco io posso dire che sia andata così la prima volta, ma la seconda proprio no, ma siamo arrivate giuste in tempo lo stesso 😉

Ho desiderato tanto questa gravidanza che non arrivava. E’ stata una gravidanza strapiena di eventi: vabbè la gravidanza a rischio in sé, che ogni giorno ti porta un pensiero, la decisione di partorire dai nonni in Sicilia, il trasferimento di tutta la famiglia, così sistema il grande, iscrivilo a scuola, parla con la psicologa per capire quanto madre di mxxxa sei… Poi arriva anche la bella notizia di un nuovo lavoro, quindi dimettiti dal tuo indeterminato decennale, fallo a distanza, col caldo, d’estate, al mare, con la connessione internet debole e la pancia sempre più abbondante. Una gravidanza in cui realmente non mi sono concentrata sulla mia bambina, o meglio si ovviamente, ma non nel concreto, non nel nuovo ruolo di mamma bis, non a distanza.

Sono pronta a partorire prima del termine, perché questo è sempre stato il mio terrore, perché il primo è nato in 39 settimane e perché “con i secondi si fa prima”. E invece Alessandra è arrivata a 40+0, dpp spaccata, una puntualità tutta la mamma.

Due giorni prima del parto, mi reco in ospedale per il 2° tracciato. Mi trattengono per contrazioni regolari e vicine, ma io, soglia del dolore alto, non ne do’ peso, non mi sento psicologicamente pronta a partorire. Alla visita risulto dilatata di due dita, direi 3/4 cm guardando le mani dell’ostetrica, tanto quanto ero dilatata del primo ad inizio travaglio. L’ostetrica mi dice che però non è ancora il momento e mi anticipa di “aiutarmi”. Così torno a casa con quello che capisco dopo essere stato lo scollamento delle membrane. Un dolore che perfino la mia sensibilità ha sentito. A casa partono contrazioni regolari ogni 5 minuti, correlate da dolori mestruali in pancia e nella schiena. Decido di tornare in ospedale solo dopo la perdita di sangue (e forse del tappo, non so, non ci capivo più nulla, a quella chi glielo aveva detto che io volevo partorire?!).

In ospedale passo tutto il pomeriggio, tra tracciati che via via si affievoliscono, visite e…malessere.

Torno a casa, liquidata con un “signora potremmo vederci tra un’ora come tra due giorni. Se sente contrazioni, venga subito”. Eh magari, na parola, non le sento, non le valuto.

Sto circa altre 24 ore col male, sangue e qualche contrazione, che la sera prima del parto si infittisce, ma il primogenito reclama attenzioni, ci sono i vestiti da preparargli per la scuola il giorno dopo, e la merenda, e la doccia, e la nanna.

Inizio il mio travaglio all’una di notte. Sento le contrazioni come movimenti della pancia, ma il dolore era sopportabile. Col primo lo ricordo bene il dolore delle contrazioni del travaglio. Queste non mi facevano sudare freddo, non mi facevano stringere forte le lenzuola sotto di me.

Decido che alle 4 è ora di andare in ospedale, dopo tre ore di contrazioni regolari ogni 10 minuti, con dolore per me sopportabile. Sveglio piano mio marito. Si rigira dall’altro lato. Mio figlio dorme lì con noi: non posso svegliarlo. Allora un’altra scrollatina al papà che guarda l’ora, mi guarda dritto in faccia e dice: “Che c’è?” E io: “Andiamo!”.

Il tempo della strada, della visita – “Signora è completamente dilatata, non c’è tempo, andiamo in sala parto” – Io: “No un attimo, ho preparato questa frase da qualche settimana, voi dovete farmi l’antibiotico per tampone vaginale positivo, e dovete farmelo subito!”.

Avevo una maglia nera lunga ed un leggins. Il giorno prima avevo chiesto scherzosamente a mio marito di stirarmi i capelli, perché così, in caso di parto, avrei avuto le foto alla Belen. Ma il vestito nero, no, non lo avevo previsto. Non c’era tempo. Non potevo spogliarmi. E quindi così in sala parto. Guardo mio marito dritto negli occhi affinchè capisse che non c’era tempo e doveva ancora registrarmi in pronto soccorso e prendere tutto in macchina.

Mi posizionano, mi fanno la flebo di antibiotico ed aspettiamo. Compilo tutto quanto la nostra burocrazia preveda, chiedendo solo un attimo all’atto della firma, perché avevo giusto una contrazione da parto. Mentre aspettiamo che finisca la flebo e che arrivi il mio ginecologo, scherziamo e parliamo, smorzando la tensione del momento. Io, l’ostetrica e la ginecologa prendiamo in giro mio marito, augurandoci tutte che la scienza faccia progressi ed un giorno possano partorire anche gli uomini. L’infermiere del nido ha già preparato la cartella tutta rosa e io esprimo il mio dubbio che possa essere un maschio. Parliamo di dieta, di vacanze, del fatto che volevo ancora aspettare a casa e “Complimenti signora, avrebbe fatto un bel parto casalingo!”.

Siamo pronti. La flebo è finita. La mia pressione bassa l’ha fatta circolare.

Ho un rapporto molto intenso di sguardi con l’ostetrica, che mi dice per filo e per segno cosa sta facendo. Mi rompe le acque. Primo forte dolore nell’espulsione, tanto che ho pensato “Col cavolo che torno per un terzo figlio, mai mai mai più, mai più”.

Mi somministra non ricordo cosa per accelerarmi le contrazione, che erano sempre ferme a una ogni 10 minuti. Ci siamo. Paura. Tanta.

L’ostetrica mi guarda dritta negli occhi e mi chiede: “Cosa dici, la facciamo nascere?”. Non so che ore sono. Vorrei che l’antibiotico avesse fatto effetto. Vorrei fosse tutto perfetto. Non sono pronta a sentire quel dolore. Non sarò brava a spingere, il primo me lo hanno espulso.

Parto, spingo, spingo più forte, perché in quel momento voglio che qualsiasi cosa stia passando da lì, passi in fretta. Ho urlato. Mi dicevano di fare piano, ma non potevo tenermi lì quel fagottino incastrato. E spingevo forte. Sento passare tutto il suo corpo. Col primo ho avuto la manovra fatta dal ginecologo, quindi non ho nemmeno sentito passare il suo corpicino, è stato un attimo. È stato bello, nel dolore, sentire il suo corpo. La sento piangere. Mio marito non lo vedo più. Sento che mi accarezza la testa e mi asciuga il sudore. L’infermiere ridendo mi conferma che è femmina e mi mostra. Mi preoccupo solo che pianga bene e che il papà la segua. Me la riportano. Ho male: devo espellere la placenta e considerano di darmi due punticini. Guardo mia figlia e chiedo se stia soffrendo alla notizia che aveva ingerito muchi. Mio marito mi saluta: vanno a farle il bagnetto. Finito tutto. Passato il dolore. Mi sistemano. Mi accompagnano in stanza. Per fortuna la maglia nera, pur se nera, era lunga da coprirmi il pannolone. L’ostetrica viene a controllarmi e mi bacia: “Vorrei augurarmi di rivederci, ma ho finito il turno e parto per le ferie, quindi meglio se non ci rivediamo che vorrebbe dire che sei ancora qua”. Il ginecologo se ne torna a casa, dicendomi che così posso fare altri 10 figli. Io resto dell’opinione in quel momento che non ci torno. Tanti complimenti, brava brava e veloce veloce.

Adesso ho qui il mio fagottino bellissimo, calma, mangiona e cacona 😉 Le mie prime foto sono con l’abito nero, subito in piedi, ma lei è una principessa. Il papà non ha fatto in tempo ad accorgersi, forse è convinto che vadano proprio così i parti.

Io se avessi spinto meno, non avrei avuto neanche quei due punti che cadranno da soli. Dico che dal travaglio in poi mi riescono cose bellissime, ma che il prima un po’ scoraggia. Ora non penso più che non vorrei mai più tornarci. Il dolore è passato e con esso la sua memoria.

Buoni parti a tutte! Siamo donne, siamo speciali. Forza e coraggio! Baci

Jenny e la nascita di Sophie

Ciao sono Jenny, volevo condividere con voi il racconto della nascita di Sophie!

Inizio il mio racconto con una premessa: durante l’ultima ecografia il medico vede il cuoricino della mia piccola che non è perfetto..

Mi consigliano di rivolgermi all’Ospedale di Verona dove c’è un team di medici esperti in cardiologia neonatale pronto ad intervenire subito dopo il parto, se fosse stato necessario.

Quindi potete ben capire come ho passato gli ultimi mesi di gravidanza, pianti, preoccupazioni, paure…

Era il 6 Luglio dello scorso anno, da un lato non vedevo l’ora di partorire per stringere la mia piccolina, ma dall’altro avevo paura di quello che poteva succedere.

Mi parlavano di una possibile operazione da fare immediatamente dopo la nascita o dopo qualche giorno, tutto si decideva al momento della nascita.

Quel mercoledì mi sentivo strana, avevo continue perdite e continuavo ad andare in bagno. Quando è arrivato mio marito dal lavoro ci siamo distesi insieme sul divano e ho dormito una mezz’ora, finché ho avuto la sensazione di dover andare in bagno per l’ennesima volta.

Vado in bagno e vedo acqua mista a sangue. Panico.

Esco dal bagno senza dire niente a nessuno e salgo le scale per andare nel bagno al piano superiore per cambiarmi gli slip. In quel momento sento un fiume lungo le gambe. Panico.

Chiamo mio marito dicendo: Vieni su un attimo? Lui arriva tranquillo e sereno e gli dico: Mi si sono rotte le acque penso!

Siamo partiti subito perché avevamo circa un’ora di strada.

Il viaggio è stato tranquillo perché non avevo contrazioni.

Appena arrivata verso le ore 20.00 mi hanno visitata e fatto il tracciato, avevo già cominciato a dilatarmi, ma sempre senza contrazioni.

Mi ricoverano e sistemano me e mio marito in una camera. Ogni ora passava un’ostetrica a visitarmi, per mia fortuna ero sempre più dilatata senza grossi dolori, quindi ho cominciato a camminare su e giu per i corridoi.

La prima contrazione forte è arrivata verso le 00.30, poi ne sono seguite altre, ma molto lontane tra loro. Ricordo ancora il dolore, è un dolore indescrivibile che ti piega.

Verso le 3.45 ho iniziato ad avere contrazioni più ravvicinate, mi hanno visitata nuovamente.

Alle 4.30 mi hanno guardata e mi hanno detto: Jenny andiamo in sala parto.

Da quel momento, appena distesa sul letto ho iniziato ad avere spinte ma le contrazioni erano sparite, quindi per spingere ho avuto un grosso aiuto da parte di mio marito che controllava il monitor del tracciato e mi diceva quando spingere. E’ stato il mio ostetrico!

Mi hanno fatto un piccolo taglio e alle 5.35 era nata la mia principessa!

Appena nata purtroppo l’hanno subito portata in terapia intensiva per controllarle il cuore e io ha avuto una brutta emorragia. Ho perso un sacco di sangue e grazie all’immediato intervento della ginecologa e dell’ostetrica sono ancora qui a raccontare la mia storia. Sono stati i miei angeli.

In quel momento il dolore di non avere la mia piccola li con me e io che mi sentivo uno straccio mi aveva buttata a terra.

Dopo due giorni ho avuto una notizia bellissima: è arrivata la cardiologa in camera e mi ha detto che la mia piccolina era sanissima e il suo cuore stava bene!

Non potete immaginare quanto ho pianto dalla felicità. Dal quando l’hanno portata in camera con me non ho più smesso di baciarla a coccolarla.

 

Sei una mamma che desidera raccontare la/le propria/e esperienza/e di parto? Manda il tuo racconto alla mail esseremammeavicenza@gmail.com

 

Ti racconto il mio parto!

“Ti racconto il mio parto”!

Rubrica per le mamme che desiderano condividere l’esperienza di come hanno dato alla luce i propri cuccioli.

Leggere e sentir raccontare di come sono venuti al mondo i figli delle altre donne mi regala sempre un’immensa emozione!

Che si parli di un parto “da manuale” o pieno di rischi e contrattempi, la vita che nasce è una delle vere magie di questo mondo e vale la pena raccontarla.

Per motivi emotivamente personali e per dare alle mamme la possibilità di condividere gioie e dolori di questo passo importante della loro vita, è nata la rubrica “Ti racconto il mio parto!”

Sei una mamma che desidera raccontare la/le propria/e esperienza/e di parto? Manda il tuo racconto alla mail esseremammeavicenza@gmail.com

Leggi i racconti delle altre mamme:

Elisabetta e la nascita di Martin

Silvia e le nascite di Giorgia e Marco

Barbara e la nascita di Gabriele

Elena e la nascita di Linda

Eleonora e la nascita di Valerio

Ambra e le nascite di Diletta e Aurora

Lisa e la nascita di Mia

AnnaLety e la nascita di Tommaso

Roberta e la nascita di Rachele e Diletta

Debora e le nascite di Asia ed Alessandro

Jessica e le nascite di Nicole, Mattia e Davide

Silvia Rosa e la nascita di Aurora

Giada e la nascita di Aurora

Serena e la nascita di Vittoria

Arianna e la nascita di Evelyn

Alessandra e le nascite di Aurora e Niccolò

Elena e la nascita di Francesca

Ingrid e la nascita di Joseline

Caterina e la nascita di Alessandra

 

 

 

Corredo Nascita ospedali di Vicenza e provincia

Corredo nascita

corredo nascita

Ospedale San Bassiano di Bassano Del Grappa

Ulss n 7 Pedemontana – Via dei Lotti 40, 36061 Bassano del Grappa

Ostetricia 0424-888508 – lunedì, mercoledì, venerdì 08:00 – 14:00

Orari Visite

Tutti i giorni dalle 19.45 alle 20.30 – Giovedì e festivi dalle 10,45 alle 11,30 e dalle 19,45 alle 20,30

Orari visite per i papà e fratellini: tutti i giorni dalle 15.00 alle 21.00

Per la mamma

  • documentazione della gravidanza
  • esami del sangue
  • gruppo sanguigno
  • markers epatiti B e C (HbsAg e antiHCV)
  • anti HIV e test sifilide
  • tampone vagino rettale per GBS
  • cartella ecografica con ecografie refertate
  • camice di cotone comodo per il travaglio
  • pigiami e camicie ben aperti per facilitare l’allattamento
  • reggiseno comodi
  • calzini
  • canotte
  • slip o mutandine a rete
  • asciugamani
  • assorbenti igienici
  • detergente intimo neutro
  • occorrente per la doccia (compresi accappatoio e ciabatte)
  • beauty per l’igiene personale
  • sacchetti per la biancheria sporca.

Evitare di applicare smalto/ricostruzioni unghie prima del ricovero.

Per il bambino (1 cambio al giorno, circa 3/5 cambi)

  • berrettino cotone/lana
  • magliette o body di lana o cotone con manica corta o lunga a seconda della temperatura stagionale
  • tutine in maglietta di cotone o lana leggera a seconda della temperatura stagionale
  • tre o quattro paia di calzini morbidi
  • teli spugna in cotone o asciugamani utili per il cambio del neonato
  • una copertina di lana/ciniglia/cotone per avvolgere il neonato
  • un pacco di pannolini 3/5Kg (la SC di Pediatria nefornirà 7al giorno)

Ospedale di Santorso

Ulss n.7 Pedemontana – via Garziere n. 42 Santorso – Ostetricia Scala C 2° piano

Ostetricia tel. 0445 571704

Orari Visite

Dalle ore 15:00 alle ore 20:00 solo per i neo papà e dalle ore 19:00 alle ore 20:00 per tutti

Per la mamma

  • Assorbenti e mutandine igieniche in sacchetti a portata di mano.
  • Camicie da notte con apertura frontale per allattare.
  • Reggiseni per allattamento

Per il bambino (preparare 5 sacchetti contenenti ciascuno):

Primavera – estate

  • 1 maglietta lana-cotone mezza manica
  • 1 coprifasce di cotone
  • 1  ghettina di cotone o spugna
  • 1  paio di scarpette o calzini di cotone

Autunno – inverno

  • 1 maglietta lana-cotone manica lunga
  • 1  coprifasce di lana o spugna
  • 1  ghettina di felpa,spugna o lana
  • 1 paio di scarpette o calzini di lana

Ospedale Cazzavillan di Arzignano

Ulss n.8 Berica – Via del Parco, 1 – 36071 Arzignano – Day Surgery ed Ambulatori al I piano, Degenze Ostetricia e Ginecologia al III piano

Reparto Ostetricia 0444.479211 –  Sala parto 0444.479215  – Ginecologia 0444.479221  – Segreteria 0444.479247

Fax segreteria: 0444.479223

Orari visite:
Parenti e amici solamente dalle 19:00 alle 20:00, e nei giorni festivi anche dalle 11:00 alle 12:00.
Si prega di rispettare gli orari.

Rooming-In

Nel nostro reparto e’ attivo il servizio di rooming in,cioe’ tenere la madre e il bambino insieme nella stessa stanza durante la degenza in ospedale, i papa’ e fratellini possono accedere a qualsiasi ora in reparto.

Per la mamma

  • Camicia da notte ampia, preferibilmente aperta completamente sul davanti, per il momento del parto, non stretta su braccio e avambraccio per agevolare la ricerca di accessi venosi.
  • Pigiama o camicia da notte, secondo le abitudini personali per il dopo parto, con apertura per allattamento. Reggiseno adatto per l’allattamento. Mutandine di rete monouso in grado di supportare pannolini ingombranti.

Per il bambino

Estate

  • Canottiera e mutandine di spugna sgambata o body canottiera.
  • Calzine corte, berrettino di cotone.
  • Magliettina o vestitino a maniche lunghe oppure tutine a maniche lunghe.
    TUTTI GLI INDUMENTI DEVONO ESSERE DI COTONE

Primavera-Autunno

  • Magliettina di cotone a mezze maniche e mutandine di spugna o body a mezza manica.
  • Maglietta, golfino o felpina di cotone a maniche lunghe e ghettine di cotone leggero oppure tutine di cotone leggero, calzine, berrettino di cotone.

Inverno

  • Magliettine di cotone maniche corte e mutandine di spugna o body a mezza manica.
  • Maglietta, golfino o felpina di cotone e ghettine di spugna, ciniglia oppure tutina a manica lunga.
  • Babbucce o calzine, coperta, berrettino di cotone.

Il neonato necessita di un cambio completo al giorno. È bene portare qualche cambio in più qualora ve ne fosse bisogno. Si prega di preparare il cambio in buste separate con nome e cognome. Si raccomanda la praticità e la semplicità delle tutine e delle magliette. Se la maglietta esterna è dotata di colletti ampi, provvedere a fissarli in modo che non ricoprano il viso del neonato. Nel primo cambio inserire un asciugamano morbido per il primo bagnetto.


Ospedale S. Lorenzo di Valdagno

Ulss n.8 Berica – Via Galileo Galilei, 1 – 36078 Valdagno – 1° piano Ospedale nuovo

Reparto Ginecologia 0445 484701 – Reparto Ostetricia 0445 484702 – Sala Parto 0445 484141

Orari Visite

  • Tutti i giorni dalle ore 19.00 alle ore 20.00
  • Domenica e festivi dalle ore 10.00 alle ore 11.00

Solo per i neo-papà e i fratellini l’accesso in reparto è consentito dalle ore 08.00 alle ore 20.00.
Per le pazienti operate, nel giorno dell’intervento è permessa la presenza di una sola visita, previo accordi con il personale.

 

Corredo nascita Ospedale di Valdagno


Ospedale San Bortolo di Vicenza

Ulss 8 Berica – Viale Rodolfi, 37 – 36100 Vicenza – Area D – 7° Piano

Reparto Ostetricia e Ginecologia 0444 75-2661 dal Lunedì al Venerdì dalle 10.00 alle 12.30

Presso il Reparto di Ostetricia al 2° piano sono disponibili le brochure informative con i dettagli sul ricovero in Ostetricia, compresi orari, percorsi, organizzazione del lavoro di reparto e composizione del personale. Chiedine una copia, ti sarà molto utile per vivere bene i giorni con noi.

Orari Visite

Tutti i giorni dalle 19.00 alle 20.00. Solo per i neo-papà e i fratellini l’accesso in reparto è consentito dalle 17.00 alle 20.00

Per la mamma

  • camicie da notte aperte sul davanti e con le maniche corte
  • pantofole e beauty-case
  • asciugamano grande, diversi asciugamani piccoli (ospite) e telo per doccia
  • mutandine in cotone o in rete
  • assorbenti per il post-partum
  • burro cacao, cd musicali per il travaglio, elastici o pinze per legare i capelli
  • piccoli snacks
  • eventuali farmaci assunti a domicilio

 Per il bambino

  • berrettino
  • copertina in lana o in pile
  • calzette e scarpette di lana o cotone pesante
  • 5 cambi completi costituiti da:
  • body o maglietta intima in cotone felpato (meglio se manica lunga)
  • tutina intera o spezzata in ciniglia o di cotone pesante
  • bavaglino
  • sacchetto in cui riporre la biancheria sporca.

Rooming-In

Alla puerpera, se in buone condizioni cliniche, viene raccomandato il rooming-in: il bambino rimane in camera con la madre 24 ore/24 ore. Questa pratica favorisce l’allattamento, la conoscenza madre-figlio e l’autonomia della madre in vista della gestione del neonato a domicilio

 

 

Moderne ricerche scientifiche sull’infanzia

NOVITA’ DALLA MODERNA RICERCA SCIENTIFICA SULL’INFANZIA

La moderna ricerca scientifica sull’infanzia (Infant Research) ha avuto negli ultimi trent’anni una sviluppo molto forte, anche grazie all’uso e utilizzo delle tecniche di video analisi che ha permesso agli scienziati di studiare le relazioni mamma-bambino e papà-bambino in modo concreto e oggettivo.

Moderne ricerche scientifiche sull'infanziaCiò che è emerso, rispetto al passato, è il ruolo fortemente attivo da parte della nuova creatura nella creazione e nello sviluppo della relazione con le figure di accudimento principali (non solo madre e padre). Già come feto, ma ancor più come neonato, egli sceglie ciò che gli piace e ciò che non gli piace, decide se dirigere la propria attenzione verso qualcosa o qualcuno oppure no.

Inoltre è emerso che lo stile con il quale verrà a caratterizzare le relazioni primarie con la figura materna e paterna verrà utilizzato dapprima dal bambino, e in seguito alla crescita dall’adulto, per ogni tipo di relazione che intratterrà nella sua vita.

La consapevolezza di queste conoscenze ci fa comprendere quanto siano influenti e determinanti i nostri atteggiamenti e comportamenti nei confronti dei nostri figli neonati e che l’intento primario del nostro impegno nei loro confronti, vuole essere quello di offrire, al nostro “cucciolo di uomo”, una relazione stabile, sicura, coerente, congruente ed empatica, ovvero tutto ciò che serve a qualsiasi persona per affrontare il mondo con fiducia e serenità.

L’Associazione Doraluce offre percorsi individuali, di coppia e di gruppo chiamati “I bambini sono nostri maestri” dove l’accento viene posto sul modo in cui i genitori si rapportano con il proprio neonato o bambino. La novità di questo corso sta nel cambio di prospettiva radicale rispetto alla prassi più diffusa , ovvero si preferisce dare maggior valore alla naturalità del bambino , delle sue espressioni e comportamenti , rispetto a quelle che sono le credenze e le convinzioni dei genitori sull’accudimento, sull’educazione acquisiti dai propri genitori o dagli atteggiamenti culturali più diffusi comunemente.

22Ci impegniamo a sostenere i genitori, che intendono andare oltre la ripetizione automatica di vecchi schemi e abitudini, che spesso hanno creato molto dolore anche a noi stessi, con percorsi personalizzati utilizzando la video analisi all’interno di colloqui di counseling. I genitori preparano brevi video di pochi minuti (3 o 4) di loro momenti con il neonato che poi vengono analizzati insieme al counselor per rilevare gli elementi positivi da rafforzare emersi nella relazione con il bambino o quelli, non così soddisfacenti per i genitori, da modificare o correggere. E’ una modalità molto semplice ed efficace che in poche sedute permette ad ogni genitore di specchiarsi, di vedere, in modo inequivocabile, i propri punti di forza e le proprie aree di miglioramento e soprattutto di porre delle basi solide nella relazione con il proprio figlio, anche se ancora non parla.

Il nostro neonato, il nostro bambino, la sua esistenza, dipende completamente da noi nei primi anni di vita. Lui lo sa e non smette mai di amarci con tutto sé stesso , fino anche a sacrificare i propri bisogni ed esigenze per far piacere ai propri genitori.

D’altro canto non tutti i genitori sanno che ogni bimbo su questa terra nasce con dei diritti universali, riconosciuti anche dall’Onu, e collegati allo sviluppo psicofisico dei sui primi 6 anni di vita. Questi diritti sono:

  1. diritto ad esistere
  2. diritto ad essere nutrito sia materialmente che affettivamente
  3. diritto ad essere autonomo
  4. diritto ad opporsi
  5. diritto ad avere una sessualità connessa all’amore

33Ognuno di questi diritti corrisponde ad una sua fase di crescita e sviluppo, ed è importante permetterne una affermazione rispettosa e più completa possibile.

Per questo l’Associazione Doraluce ha deciso di seguire le famiglie anche nella loro crescita a medio e lungo termine nella convinzione che un piccolo sostegno dato al momento giusto può fare la differenza per il benessere di un bambino/a, di una donna e di un uomo.

Chi fosse interessato a contattarci o a ricevere la nostra newsletter può scrivere a info@doraluce.it e inviare la propria e-mail o contattarci sul sito www.doraluce.it

Ingrid e la nascita di Joseline

Per la rubrica “Ti racconto il mio parto” mamma Ingrid ci parla dell’arrivo della sua “Castagna”

Ingrid e la nascita di Joseline

Era domenica 6 ottobre 2013 quando iniziai ad avere le prime contrazioni; essendo la mia prima gravidanza non sapevo come comportarmi e così andai in ospedale.

Mi ricoverarono dicendomi che ormai mancava poco per l’arrivo della mia bambina…avevo paura.

Tutto d’un tratto non mi sentivo pronta e sentendo i piccolini piangere, iniziai a piangere anch’io.

Rimasi in ospedale fino a mercoledì 9 e poi tornai a casa..ancora senza la mia bimba. Ero tristissima, avevo scadenza il 20 ottobre e il mio compagno sarebbe partito lunedì 14 per star via due settimane. Era un nuovo lavoro, non poteva mancare e ormai mi stavo abituando all’idea di dover far nascere la mia bimba senza lui.

Sabato 12 ottobre 2013, buongiorno e tanti auguri di buon compleanno amore..oggi compi 21 anni!

Mi alzo dal letto per far colazione e tac! Ore 11.00 mi si rompono le acque, emozione a mille.. non ci posso credere.. andiamo direttamente in ospedale, mi fanno una visita e giù altra acqua.

Ore 12.30 iniziano le prime forti contrazioni. Signora, lei tra poco vedrà la sua bambina.. non mi sembra vero, non avevo più paura, mi sentivo pronta! La verità è che avevo troppo male per provare altro!

Lui sempre al mio fianco, come avevo sempre sognato..mi sopporta, mi supporta, mi incoraggia dalle 16.00 che ero ormai pronta a spingere.

Ore 18.10..eccola! 3.170 kg di castagna! Benvenuta Joseline, sei bellissima come ti avevo immaginata, anzi, molto di più!

Lui la guarda, “è bellina” esclama.. come “bellina”? Niente, sono troppo stanca per guardarlo male.
Guardo lei che è meglio, la tengo con delicatezza sul mio petto e la allatto.. la allatto e la allatto talmente tanto che ormai siamo a due anni e 4 mesi di tetta!

Ti amo Joseline!

Se anche tu vuoi condividere la tua esperienza di parto scrivici su esseremammeavicenza@gmail.com

Elena e la nascita di Francesca

Per la rubrica “Ti racconto il mio parto”, mamma Elena ci parla dell’arrivo della piccola Francesca

Elena e la nascita di Francesca

Dicono che quando dai alla luce un figlio sia il giorno piu’ bello della tua vita….io fino al 1 giugno di quest’anno non reputavo questa affermazione del tutto veritiera nonostante avessi gia’ avuto due figli meravigliosi di 14 e 12 ani!!!!!

Ciao mi chiamo Elena e ho 39 anni.

Ho aspettato nove mesi con sensazioni di felicita’ ma allo stesso tempo di terrore e paura la nascita di questa mia meravigliosa creatura fino a mercoledi’ 1 giugno quando alle cinque e mezza del mattino mi sono svegliata con dei dolori costanti ogni cinque sei minuti sempre piu’ forti tanto da farmi dire: Tesoro e’ ora!!! penso che dobbiamo partire!!!!

Proprio per la mia paura del parto, del dolore, ero terrorizzata e piena di ansia. Il ricordo delle mie due esperienze, che non sono state negative o problematiche, anzi, due parti veloci (4 e 3 ore il secondo) tradizionali, senza epidurale, niente parto in acqua o qualsiasi metodo adottato tutt’oggi per affrontare nel miglior dei modi questo evento, mi ha portato ad informarmi sulla possibilita’ di fare l’epidurale. Ho seguito il corso sul parto in analgesia tenuto a Vicenza dal Dott. Gulino ho fatto gli esami e ho conosciuto l’ostetrica Manolita che assieme al Dott. Gulino per me sono diventati due angeli in terra!!!!!

Ho deciso di usufruire della possibilita’ di essere seguita privatamente da loro durante il parto per la paura di dover combattere o convincere alcune ostetriche a farmi l’epidurale durante il travaglio proprio perche’ sapevo che giusto o non giusto molte sono sfavorevoli a questa possibilita’.

Devo dire che sono stati i soldi meglio spesi di tutta la mia vita!!!!!!

Sono arrivata in ospedale e in auto durante il tragitto ho chiamato la Manolita che mi ha rincuorata dicendomi che sarebbe arrivata in 20 minuti e cosi’ e’ stato. Nel giro di 10 minuti dopo l’arrivo in ospedale i dolori erano fortissimi non me li ricordavo cosi’ forti credevo di morire e sono convinta che non sarei arrivata in fondo come le altre due volte!!!

Poco dopo e’ arrivato anche il Dott. Gulino che mi ha fatto subito l’epidurale, ero spaventata anche del dolore dell’ago sulla schiena invece non ho sentito assolutamente nulla!!!! incredibile!!!!

Magicamente mi sono trovata poco dopo in una pace incredibile a parlare del piu’ e del meno con mio marito e con la mia meravigliosa ostetrica a fare foto a chiamare e tranquillizzare mia madre al telefono fino a che non ero dopo un ora gia’ dilatata totalmente pronta per le spinte!!!!

Dopo due spinte l’ostetrica mi dice che alla prossima sarebbe nata la mia bambina io non ci credevo, non credevo che era gia’ tutto finito cosi’ stupendamente leggero e cosciente ero presente totalmente e fisicamente alla nascita della mia creatura!!!

Nella spinta finale la Manolita mi dice guarda Elena, guarda la tua bambina che sta nascendo!!!

elena francesca papàHo aperto gli occhi e ho visto che usciva Francesca prima la testa, il corpo, e poi in un secondo l’avevo gia io in grembo, la stavo abbracciando ricoperta dalle lacrime mie e del suo papa’!!

Credo che non smettero’ mai di ringraziare e lodare queste due persone che mi hanno fatto vivere il momento piu’ bello della mia vita in questo modo, anche se ero scettica all’inizio e non credevo alla possibilita’ che potesse essere possibile un parto dl genere, ora posso dire e urlare grazie alla Manolita e al Dott. Gulino per il servizio che offrono alle future mamme a Vicenza! Sono delle persone magnifiche, disponibili prima e dopo il fatidico giorno, sono professionali umane e hanno reso il mio giorno in un giornata UNICA!!!!

Sarei tornata a casa con la mia Francesca anche dopo un ora dal parto da quanto bene Elena-Francesca-papàstavamo entrambe e non smettero’ mai di consigliare a tutte le mamme che incontro di conocere queste due persone uniche!! Mamme fidatevi, io ho partorito tre volte in due maniere diversissime e posso dire che il parto in analgesia e’ un sogno il sogno vero di diventare mamma!

Se vuoi anche tu raccontarci la tua esperienza di parto, scivici su esseremammeavicenza@gmail.com

WoWMoM: mamme alla riscossa!

Venerdì 17 giugno dalle ore 16:00 alle ore 20:00

Acquapark di Altavilla Vicentina

il primo evento gratuito per la sicurezza e il benessere di mamme e bambini

in diretta su Radio Stella FM

WoWMoM

Idealtrici dell’evento Chiara Tasinazzo ed Elisabetta Lotito; ospitato da Piscine di Vicenza; sponsorizzato da Cybex; in collaborazione con: Essere mamme a Vicenza, La Centrale del Latte di Vicenza, Stella FM, Peri & the kitchen; Roberta Zantedeschi, Polvere di Stelle Fotografie, FitEmotion, LorenArt e Raffaella Vi.

Per prenotare il tuo posto GRATUITO scrivici:  wowmomvicenza@gmail.com

Segui l’evento in diretta su Radio Stella FM (FM 97.2 – 97.4)!!!

Un pomeriggio evento a Vicenza dedicato al tema della sicurezza e del benessere di mamme e bambini

CYBEX, azienda che sviluppa prodotti per neonati e bambini caratterizzati da design, sicurezza e innovazione, presenta il progetto WOW MOM, il primo evento speciale dedicato al tema della sicurezza e del benessere di mamme e bambini.

L’evento, che si terrà venerdì 17 giugno dalle 16 alle 20 presso l’Acquapark di Altavilla Vicentina, è stato ideato e creato in collaborazione con la Style Strategist e Wardrobe Organizer Elisabetta Lotito, la coach Chiara Tasinazzo e l’associazione Essere Mamme a Vicenza.

L’obiettivo del progetto è quello di creare un momento piacevole di incontro per mamme e future mamme, un intero pomeriggio all’insegna del divertimento e dell’informazione, in cui si potrà partecipare a varie attività che si focalizzano sul tema del benessere e della sicurezza.

Munite di costume, pareo e flip flop, le mamme potranno partecipare a diversi laboratori come il Belly Painting, dedicato alle signore in dolce attesa, o allo Show Cooking organizzato da Emavi (Essere mamme a Vicenza).

Non mancheranno attività per il benessere del corpo come il fitness per mamme e la ginnastica in acqua, grazie alla attiva collaborazione di Piscine di Vicenza e FitEmotion.

Numerosi saranno, inoltre, gli interventi dedicati al mondo materno, riguardanti temi delicati come il benessere nel passaggio da donna a mamma oppure come riappropriarsi del proprio corpo dopo la gravidanza.

CYBEX propone una piacevole e spiritosa gara, Olimpiadi CYBEX, in cui la fortunata mamma vincitrice otterrà il pratico e dinamico gb POCKIT, il passeggino più compatto al mondo, record dei primati!

Durante l’evento, i responsabili dell’azienda CYBEX illustreranno alle partecipanti le corrette istruzioni per l’utilizzo del seggiolino in auto, le ultime importanti normative europee stabilite dall’ente ADAC in materia di omologazione dei seggiolini, le regole principali che si devono seguire per proteggere la vita dei più piccoli durante gli spostamenti in auto.

Un pomeriggio di divertimento e relax, ma con un occhio sempre attento all’educazione e informazione.

 

Per tutti i bambini (dai 3 ai 13 anni) animazione gratuita proposta dallo splendido Staff di Piscine di Vicenza e alla merenda ci pensa la Centrale del latte di Vicenza!

Partecipa a #wowmom: fatti un selfie in auto con il tuo bambino nel suo seggiolino allacciato e pubblicalo nel nostro evento Facebook e sul gruppo Essere mamme a Vicenza richiamandolo all’hashtag #wowmom!!!

In caso di maltempo l’evento sarà rinviato a martedì 28 giugno

Guarda la locandina:wowmom locandina

 

Alessandra e le nascite di Aurora e Niccolò

Alessandra

Per la rubrica “Ti racconto il mio parto”, mamma Alessandra ci parla delle nascite dei piccoli Aurora e Niccolò

Aurora Picco03.04.2012 Aurora Karol la nostra dolce e caparbia principessa

Questa bambina ci ha fatto prendere uno spavento sin dall’inizio… i test di gravidanza sono risultati negativi un bel po’ dopo il mancato il ciclo: io però avevo fatto un sogno che non mi ha quasi mai fatto crollare nonostante gli spaventi iniziali.

Ho sognato di essere in Piazza San Pietro, e Papa Wojtyla stava facendo il giro consueto con la papamobile. Nel mio sogno però era senza i vetri di protezione e si faceva passare i bambini come faceva di solito prima dell’attentato. Ad un certo punto ha fatto spostare tutti, dopo aver passato una bambina ai legittimi genitori è venuto verso di me, ha appoggiato una mano sulla mia pancia ed  ha detto: “non ti preoccupare, anche se tutto dice che non sei incinta, in realtà lo sei, sarà una bambina e te la proteggerò io!” Sulla pancia che mi doleva già da parecchi giorni nonostante appunto i test negativi, ho sentito un grande calore e mi sono svegliata serena.

Finalmente dopo 12 giorni di ritardo il test ha deciso di dirmi che ero incinta. Ad otto settimane inoltrate, 8+5 mi sembra, ho fatto la prima visita però ci è crollato il mondo addosso perché non c’era battito. Allora il ginecologo ci ha fatto fare il dosaggio delle beta, cosa che il mio medico di base non aveva consigliato. Essendo io alle prime armi non sapevo come muovermi.

Per fortuna il dosaggio andava bene e cresceva in proporzione però diciamo che il ginecologo non ci aveva dato molte speranze anche perché dall’ecografia non sembravo in otto settimane avanzate, ma in 5 + 6. Dopo una settimana abbondante di agonia, siamo tornati dal ginecologo e finalmente eccolo lì il battito del nostro fagiolino, con età ecografica di 6 + 5 e battito forte forte forte.

I conti di questa gravidanza fortemente voluta non ci sono mai tornati…ancora non sappiamo bene quando sia avvenuto il concepimento, nonostante tenessi i conti di tutto. È stato un mio miracolo, il nostro miracolo! In effetti la gravidanza poi mi è stata ridatata di 9 giorni.

Tutto è andato avanti liscio, a parte il fatto che comunque fin da subito, questo Fagiolino non si è dimostrato un colosso. Ovviamente alla morfologica abbiamo scoperto con grande gioia che sarebbe arrivata una bambina. Io nel mio cuore non avevo dubbi. L’unica un po’ delusa era la nonna materna che voleva il maschietto, ma si è rifatta più avanti!

A 20  settimane, avevo accompagnato la nonna a fare una visita e sono caduta in ospedale. Ho sbattuto pancia, ginocchio e naso per cui poi in preda all’agitazione mi sono partite le contrazioni. Sono andata a farmi visitare ed ho detto alla nonna che non aveva mai visto una ecografia,di entrare con me. L’unica cosa che ha chiesto alla dottoressa è se per caso non si fossero sbagliati e fosse un maschio. La dottoressa ha detto che quella cosa non l’aveva controllata, visto che non le interessava al momento.

Poco prima della nascita, alla terza ecografia di controllo, abbiamo visto che Aurora -così si sarebbe chiamato il nostro gioiello- aveva ed ha tuttora una ciste addominale. Ogni settimana andavo quindi a fare ecografie di secondo livello perché nonostante tutto le cisti sono considerate “malformazioni”. Per fortuna, perché così abbiamo potuto vedere e controllare il liquido amniotico.

Per tutto quello che era successo mi ero convinta che mia figlia sarebbe nata il 2 aprile, giorno della morte di Karol Wojtyla. Il 1 aprile, non ne potevo più… Mi sembravo una balena spiaggiata e così ho cominciato a far sentire ad Aurora la canzone omonima di Eros Ramazzotti, non una ma penso una trentina di volte… Al corso preparto avevano detto che potevamo durante il travaglio chiamare il bambino, che avrebbe aiutato. Non so se sia vero, io comunque l’ho fatto.
Al pomeriggio ho iniziato ad aver un terribile mal di schiena, e la sera finita la partita del Milan ho cominciato a sentire dei dolori molto forti. Non sapevo che fossero contrazioni ma poi sono andata in bagno ed ho visto delle perdite di sangue. Con calma ho iniziato a segnare la frequenza dei dolori e sono andata a farmi una doccia. All’inizio erano ogni cinque minuti, poi ogni tre minuti e mezzo. Questo nel giro di un’ora perciò abbiamo deciso di fare un salto in ospedale.
In effetti, si stava muovendo qualcosa però il canale era ancora chiuso, solo 1 cm di dilatazione ed eravamo ancora molto lontani nonostante le contrazioni. Per fortuna sono andata in ospedale perché il liquido che al giovedì era regolare, la domenica notte era praticamente un terzo. Hanno deciso di farmi ritornare la mattina dopo per un controllo e di tener monitorate le perdite.Ho avuto contrazioni tutta la notte e verso le cinque ho sentito uscire molto liquido. Il sacco però non si è mai rotto. Solo crepato in alto. Tornata per il controllo, mi hanno ricoverata perché appunto avevo crepato il sacco.
In sala d’aspetto ricordo di aver incontrato una ex infermiera che ha una casa di accoglienza per ragazze madri. Ha “monitorato” le contrazioni e mi ha detto appunto che erano ogni tre minuti. Ha previsto un parto entro due o tre ore. Magari! Tutto il giorno in queste condizioni con contrazioni ogni tre minuti anche ogni due. Un male pazzesco e canale che non si dilatava.
Alla fine verso le 22 mi hanno mandato a fare un’altra doccia però dovevo restare dentro almeno 40 minuti. L’avessi fatta prima! Finalmente sono partite le contrazioni giuste e verso le 23:40, ero a 3 cm e mezzo. Mi hanno portato in sala parto dove mi hanno rotto il sacco e verso l’1:30 del 3 Aprile mi hanno fatto chiamare mio marito (era tornato a casa alle 23 dopo un tracciato).
L’ostetrica era uscita un attimo a prendere delle cose per il parto e ne aveva approfittato per farmi chiamare a casa. Dico a mio marito in preda ad una contrazione: “vieni che sta per nascere!” E lui: “per nascere chi?”. Questo per tre-quattro volte! Alla fine mi sono messa ad urlare ed è corsa pure l’ostetrica da quanto ho urlato.
Il travaglio è andato avanti abbastanza lentamente e mi hanno praticato anche un’episiotomia… Ad un certo punto avevano già mobilitato anche il ginecologo per un cesareo visto ad ogni spinta il battito di Aurora calava e non cambiava nulla. Alla fine, mi hanno fatto la manovra di Kristellerer di cui non sapevo nulla e mi sono fidata.
Per fortuna è andato tutto bene ed alle 4:25 del 3 aprile 2012 sono diventata mamma di una splendida creatura di 48 cm per 2,670 kg (minuscola se si pensa che ero ingrassata di 23 kg!) di nome Aurora Karol .
Volete sapere perché non nasceva? La signorina aveva in mano il cordone ombelicale e non voleva saperne di lasciarlo! È nata proprio così, col cordone in mano! Ha pianto un sacco quando gliel’hanno tolto ma poi l’hanno appoggiata sul mio seno ed i suoi occhietti vispi e scurissimi hanno conquistato il mio cuore!

Niccolò Picco21.02.2015 Niccolò Karol : l’esuberante

Se possibile questo mio dono è stato desiderato ancora di più di sua sorella. Dopo un tentativo andato male ed un periodo nerissimo e buio, quelle due lineette rosa nel test di gravidanza mi hanno restituito la vita.
Sono stata a riposo da subito visti i precedenti ma nonostante un ricovero dopo la villocentesi ed Aurora che le provava tutte per mettere alla prova la mia resistenza è andato tutto bene!
La villocentesi ha confermato ciò che già sentivo nel mio cuore. Sarebbe arrivato un maschietto,anche se il papà ,che ora lo adora, avrebbe voluto un’altra principessa! La nonna invece non poteva crederci, tanto che questa volta ha messo pure in dubbio la veridicità della villocentesi!
Il 18 febbraio verso sera inizio a stare malissimo per un’influenza intestinale devastante. Tralascio i dettagli ma ero piegata in due ed il giorno dopo avevo una visita importante di Aurora per la sua ciste ma non sono riuscita ad alzarmi dal letto. Ho mandato nonna e papà.
La data prevista per il parto era il 24( per l’ospedale) o 25 febbraio ( per la ginecologa) e speravo di riuscire a passare questo brutto momento. La sera del 19 mi sento un po’ meglio però inizio dei dolori di pancia che io confondevo con quelli dell’influenza intestinale. Mi accorgo di avere anche perdite ematiche e sono veramente sconsolata perché non me la sento di affrontare un parto. Per fortuna le contrazioni erano molto irregolari così ho deciso di non fare nulla.
La notte è passata abbastanza tranquilla, ed anche tutto il giorno dopo ho avuto contrazioni molto irregolari che nel pomeriggio si sono fatte più forti. Alla fine ho deciso di fare la classica doccia che consigliano in questi casi. Ho aspettato di cenare per farla anche perché il marito era al lavoro. Alle 19.40 entro in doccia (dopo una marea di messaggi con Giada Meggiolaro che ancora non conoscevo di persona ma che forse per telepatia, aveva iniziato a scrivermi per sapere come andasse) e da brava scolaretta che esegue gli ordini me ne esco alle 20:25.
Non avevo ancora appoggiato il piede fuori dalla vasca (ho la doccia in vasca) quando mi sembra di aver rotto le acque. Quindi chiamo mio marito che venga a casa da lavorare. Avrei ucciso il centralinista della ditta. Lo chiamo e lui, che sapeva benissimo del possibile parto, inizia a farmi chiacchierare e quando  gli chiedo di chiamare mio marito, mi risponde: “ma è qui?” Volevo anche rispondergli : “no è al bar che si fa uno spritz però mi andava di chiamare te!” Finalmente riesco a parlare con il marito il quale mi risponde:” ma non riesci ad aspettare le 21?” Altro possibile omicidio! Gli ho detto che sicuramente stavo crepando il sacco perché avevo sentito liquido che non ero sicura si fosse rotto del tutto ma che le contrazioni che avevo erano erano forti.
Metto giù il telefono, esco dal bagno ed allago il corridoio. Gli ho mandato subito un messaggio dicendo :”adesso non ho più dubbi! Corri a casa subito.” Ore 21:20 montiamo in macchina dopo aver lasciato Aurora con i nonni che per fortuna l’avevano tenuta anche il pomeriggio ed effettivamente mi hanno ricoverata per rottura sacco. Le contrazioni comunque erano sì forti ma molto irregolari.
Tranquillissima vado in stanza dove Alessandra Rossetto mi riconosce subito e così iniziamo a chiacchierare. Conosco lei, la sua Emma ed anche Ilenia Crema, con il suo piccolo Enrico. Praticamente una stanza  di mamme EMAVI presenti e future.
Sono lì bella tranquilla quando iniziano le contrazioni fortissime ed inizio a contare ogni quanto le avessi. Ero entrata che erano circa una ogni cinque minuti (ricovero alle 22.30) ma in poco tempo si sono ravvicinate una all’altra. Anche Alessandra, me l’ha fatto notare e mi ha suggerito di chiamare perché eravamo molto lontane dal nido. Appena mi ha visto l’infermiera mi ha detto: ero così tranquilla, quando sono cambiate così tanto? Effettivamente ero già dilatata di 4cm e mi sembrava di essere stata investita da un tir da quanto erano forti.
Chiamo il marito che nel frattempo era appena arrivato a casa, minacciandolo di non chiedermi chi stesse per nascere… Le ostetriche addirittura mi hanno proposto un parto in acqua, cosa che non osavo chiedere ma che desideravo tanto. Purtroppo Niccolò si muoveva così tanto che è stato impossibile farlo, non si fidavano di riuscire a controllarlo.
Accantonata l’idea del parto in acqua io stavo malissimo però non mi veniva da spingere. Una delle ostetriche, diceva che sentiva un leggero tumore da parto e che probabilmente era quello che non mi faceva sentire lo stimolo. Vedendo però che proprio non mi veniva da spingere nonostante fossi sfigurata dal dolore, la mitica Manolita ha preso in pugno la situazione e ha scoperto che un lembo del sacco era davanti agli occhietti di Niccolò e così non riusciva ad uscire perché arretrava la testina.
Sistemato il lembo, all’1.05 (sul cartoncino l’ora è sbagliata) del 21.02.2015  in due spinte a 39 sett e 4 giorni esattamente come sua sorella, è nato Niccolò Karol, un tipetto rossiccio di 47 cm X 2,930 kg con due occhi azzurro cielo …. Impossibile non innamorarsi!
Quel giorno ha segnato per me una svolta, un nuovo inizio conquistato con i denti ma forse per questo ancora più bello ed apprezzato.

Arianna e la nascita di Evelyn

Evelyn

Per la rubrica “Ti racconto il mio parto”, mamma Arianna ci parla della nascita della piccola Evelyn

La mia gravidanza è andata benissimo, solo all’inizio per una settimana ho avuto nausea poi niente altro, quindi devo dire che me la sono goduta ..

Man mano che passavano i mesi avevo sempre più voglia di vedere la mia pulcina che scalciava e scalciava come una matta in pancia.

Gli esami e le eco andavano sempre perfetti ,avevo solo quella paura chiamata “parto” che mi fissava in testa, avevo paura di sentire dolore e di come sarebbe stato questo dolore.. avevo paura che qualcosa andasse storto durante il parto ma prima o poi dovevo passarci anche io per forza.

Alle 16 di pomeriggio del 31 di Dicembre, arrivata a 39 settimane (dpp l’8 gennaio ), io e il mio compagno ci rechiamo in pronto soccorso ostetrico a causa di perdite bianche che pensavamo fosse liquido amniotico che poi, dai risultati del  prom test non era.

Dopo avermi visitato mi dissero di non  sognarmi di prenotare i tracciati perché ero a 1 cm di dilatazione e che forse non arrivavo nemmeno ai primi di gennaio, di stare a riposo e di aspettare.

Il mio compagno era di una gioia pazzesca mentre io ero un pò spaventata pensando a cosa andavo incontro ma morivo dalla voglia di abbracciare la mia pulcina.

Tornati a casa mi butto nel divano e riposo perché volevo essere pronta per il capodanno.Mi sveglio alle 7 di sera, mi lavo, mi vesto e mi preparo tranquillamente e assieme al mio compagno andiamo a festeggiare l’ultimo a casa di parenti.

Quando arriviamo tutti mi fanno i complimenti per la pancia, mi chiedono quando deve nascere e sopratutto mi cominciano a spaventare dicendo che quando inizierà il travaglio morirò dal dolore.

Dal nervoso mi sono messa a tavola a mangiare, sempre piu affamata mangio tutto. Alle 10 di sera stava arrivano il secondo e io comincio ad avvertire dei doloretti simili al ciclo. Porto pazienza e mangio, infine stavo bene. Quei doloretti però, sempre di stessa intensità, li avevo ogni 3min precisi.

Allora io e il mio compagno ci siamo guardati e abbiamo pensato se non fosse il caso di andare in pronto soccorso ma ecco che arrivano i parenti, che appena sentito che avevo dei doloretti sono corsi a dirmi che se fossi in travaglio sarei per terra piegata dal male.

A me quei doloretti non convincevano però, visto che stavo bene, ho deciso che avrei aspettato il brindisi di mezzanotte e poi me ne sarei tornata a casa per riposare. Passata la mezzanotte e salutato tutti, andiamo a casa.

Arrivata mi cambio per andare a letto ma ecco che quel dolore si è intensificato. Vado in bagno per prendere tutte le mie cose e mi accorgo di perdere tantissimo filamento di muco misto sangue, quello era il famoso “tappo”! Io e il mio compagno ci guardiamo e diciamo insieme “è ora !” … dovevamo solo partire e andare perché la valigia era già sistemata e pronta in macchina.

Era l’una e mezza e arrivati in pronto soccorso mi fanno fare un tracciato che dura quasi un’ora. Dopo di che mi visitano e mi dicono che ho la soglia alta del dolore perché sono a 4/5cm di dilatazione.

Alle 3 Entro in sala parto però prima ho voglia di farmi una doccia calda per rilassarmi con l’aiuto del mio compagno  che mi aiuta a tenere il getto d’acqua. Stavo benissimo, non sentivo più contrazioni e sareri voluta rimanere li ore e ore.

Dopo 40 minuti di doccia esco, mi vengono a fare dei prelievi e mi visitano, quando ho guardato il faccia l’ostetrica che iniziava a mettersi il camice ho capito che era ora. Mi dice che ero dilatata completamente e di iniziare a spingere. Niente epidurale perché riuscivo a gestire bene il dolore, niente urla perché non serviva urlare ma a me son bastate 4 belle spinte e respiri profondi… mi dicono apri le braccia ed ecco che mi danno in braccio il mio gioiello: Evelyn è nata il 1° dell’anno, alle 5:04 con un peso di 2,755kg x 50cm.

Siamo perfino finiti nel giornale perché Evelyn ha voluto aggiudicarsi il premio di 1^ nata all’Ospedale di Santorso!

Con le lacrime agli occhi ricordo ancora quella notte magica e di mille emozioni! Io che avevo paura del dolore… beh mi sono ricreduta su me stessa! Siamo donne, siamo invincibili e abbiamo una forza straordinaria!!!