Allattamento: vademecum

Perchè il latte di mamma è così importante?

Il latte materno è “specie specifico” il che significa che la natura lo ha studiato in modo che sia perfetto per il bambino: nessun alimento risulta altrettanto adatto a livello nutrizionale del latte della mamma per il proprio neonato; apporta il perfetto numero di nutrienti, andando a modificare le sue caratteristiche con la crescita del bambino.

Il latte materno è un alimento “vivo” che contiene anticorpi indispensabili per combattere germi e batteri e rafforzare il sistema immunitario del bambino.

I numerosi studi scientifici fatti negli ultimi decenni hanno evidenziato come i bambini allattati con latte materno, rispetto a quelli allattati artificialmente, siano meno soggetti a malattie respiratorie, gastroenteriti otiti e siano meno inclini a sviluppare allergie ed intolleranze alimentari a lungo termine (quindi anche in età adulta). Inoltre è un’ottima arma contro il sempre più crescente problema dell’obesità infantile.

Cosa dovrebbero sapere le neomamme sull’allattamento al seno:

E’ nato! Primi approcci di allattamento… il bimbo piange, ha fame e “non mi danno l’aggiunta”! Non molte mamme sanno che lo stomaco del neonato ha dimensioni davvero piccolissime:

dimensioni-stomaco-e-fabbisogno-neonato

Il primo giorno è grande come una ciliegia, il terzo come una noce, dopo una settimana come un’albicocca e dopo un mese come un uovo. Questa informazione ci permette di capire come la produzione di colostro nei primi giorni dopo la nascita, rappresenti esattamente la quantità di latte necessaria al neonato per non “morire di fame”.

Il neonato non piange solo per “fame”:

9 mesi nel ventre materno, unico universo conosciuto da un feto che nascendo diventa un neonato. Diversa la temperatura, diversi i suoni e la percezione della luce, diversa la sensazione di sicurezza e protezione che la pancia della mamma regala. Cosa può fare il neonato per manifestare il suo disagio di fronte a tutto ciò? Ovvio: piangere!!! Riuscire a comprendere il linguaggio del pianto di nostro figlio richiede tempo, “abitudine” e una dose massiccia di pazienza e serenità di mamma, papà, zii, nonni…

Inoltre è il caso di sottolineare che per il neonato, il seno della mamma non è solamente “cibo” ma, grazie allo stretto contatto che vene a crearsi durante la poppata, rappresenta rassicurazione, consolazione, coccole…

La montata lattea

Rappresenta l’inizio della produzione di latte da parte della mammella, direttamente successivo alla produzione di colostro e determinato dallo stimolo del capezzolo da parte del neonato. Quanto più precocemente sarà offerto il seno dopo la nascita, prima avverrà la “montata lattea”. In linea generale avviene tra il 2° e il 7° giorno post parto.

Il meccanismo biologico che la determina viene attivato dall’abbassamento della concentrazione di progesterone – ormone tipico della gravidanza – che si verifica subito dopo il parto. Il progesterone, tra i suoi ruoli, ha quello di inibire la produzione di latte svolta dalla prolattina, ormone dell’allattamento prodotto dall’ipofisi.

Come avviene la produzione di latte?

La produzione del latte da parte delle mammelle è dovuto alla suzione del capezzolo da parte del neonato che consente all’ipofisi di produrre elevate quantità di prolattina. la prolattina è l’ormone che stimola la produzione del latte dalla ghiandola mammaria e si attiva la produzione di ossitocina. L’ossitocina è l’ormone che provoca la contrazione delle cellule muscolari nella ghiandola mammaria (oltre che di quelle dell’utero) e la dilatazione dei dotti galattofori attraverso cui il latte scorre fino al capezzolo.

Tradotto in parole semplici: se al bambino viene proposto il seno ad ogni sua richiesta, la produzione di latte si adeguerà alle sue esigenze. Nel dubbio che il bambino non si nutra a sufficienza le mamme spesso cadono nella tentazione di dare una piccola aggiunta di latte artificiale e questo rappresenta una “mancata opportunità” del seno di produrre più latte. E’ un pò un serpente che si morde la coda…

Nel primo periodo dopo la nascita è molto probabile che il bambino chieda di poppare molto spesso dando a volte la sensazione che abbia completamente svuotato il seno e che non ci sia più latte disponibile. E’ utile sapere che il latte viene costantemente prodotto negli alveoli quindi il seno non è mai completamente vuoto. E’ comunque importante che i seni vengano alternati tra una poppata e l’altra in modo che il bambino svuoti il più possibile la mammella. Quando gli alveoli sono vuoti rispondono producendo più in fretta il latte.

Recenti ricerche sostengono che una speciale proteina nel latte umano, chiamata Feedback di Inibizione della Lattazione (FIL), regola la produzione di latte. Quando c’è molto latte nel seno, la FIL inibisce, o ostacola, gli alveoli dal produrne di più. Quando il latte viene rimosso dal seno – e la FIL non è là a fermare la produzione di latte – gli alveoli producono più latte.

Dopo qualche settimana dal parto, accade che il seno dia la sensazione di essere “sgonfio”: se il bambino cresce bene, non solo non rappresenta un problema, ma è anzi un buon segno, significa che la mamma produce esattamente la quantità di latte necessaria al proprio piccolo e il meccanismo domanda-offerta funziona perfettamente.

Gli scatti di crescita

Il bambino è nato, sono passati i primi 40 giorni in cui poco per volta stiamo conoscendo il cucciolo stabilendo dei nuovi ritmi quando all’improvviso sembra attaccarsi al seno più voracemente del solito e piangere più spesso. Una mamma a questo punto va letteralmente in panico e il primo pensiero è: “non ho più latte!!”. Non è così: il latte non se ne và da un giorno all’altro! Se succedono episodi come sopra descritto, quasi certamente si tratta di uno scatto di crescita. Il bambino crescendo avrà un aumento del fabbisogno di latte quindi richiede di poppare al seno più spesso. In genere lo scatto si risolve in qualche giorno. Conseguentemente il bimbo tornerà ad avere una routine e sarà più sereno. Nei primi 6 mesi di vita lo scatto di crescita può presentarsi con regolarità ogni 20/40 giorni. Mamme… armatevi di pazienza e consapevolezza!

Decidere di allattare al seno

Sì: “decidere” di allattare al seno! Perchè non è poi così ovvio che una mamma scelga di allattare il figlio. In altri momenti storici per la nostra specie, questa decisione avrebbe portato alla non sopravvivenza del cucciolo o alla necessità di affidarlo ad una madre sostitutiva. In tempi moderni, invece, avere la possibilità di allattare artificialmente diventa una soluzione così semplice e socialmente accettata da pesare sulla capacità delle madri di scovare dentro di sè le risorse per allattare con successo.

Perchè non sempre allattare è semplice o bello, anche se questo non viene quasi mai detto ad una futura mamma! Circondata da immagini romantiche proposte dai media dove si vedono mamme che allattano con i capelli in ordine e nessun segno di fatica, la neomamma crea dentro sè delle aspettative non sempre vicine alla realtà: allattare è spesso sacrificio! Una mamma informata sarà di certo molto più motivata a non desistere al primo ostacolo oltre che facilitata nell’atto stesso di allattare: conoscere la fisiologia dell’allattamento, le posizioni per le poppate, come si formano ragadi, mastiti o altre problematiche che sorgono soprattutto nel primo post parto, ovvero quando una donna si ritrova in un vortice di nuove sensazioni, con abitudini e priorità completamente diverse da prima del parto!

Esistono mamme che decidono di non allattare per motivi oggettivamente futili come il lato estetico del proprio seno o l’incapacità di gestire le nottate in bianco, ma ci sono anche mamme che vorrebbero allattare presentando però problematiche che rendono incompatibile l’allattamento al seno (ipogalattia, agalattia o altre patologie), patologie che si manifestano molto raramente. Invece di mamme che non allattano ce ne sono tante, troppe! Ci siamo mai chieste come mai?

“Negli anni 90 massicce campagne pubblicitarie delle aziende produttrici di latte in polvere per neonati lo reclamizzarono come più sicuro dell’allattamento al seno, convincendo così molte mamme a rinunciare all’allattamento naturale con ripercussioni sanitarie sullo sviluppo dei bambini legate al costo della nutrizione artificiale e, in alcuni paesi, alla problematica disponibilità di acqua pura dal punto di vista microbiologico e alla difficoltà di dover garantire la sterilità dei biberon. Ciò ha portato le legislazioni di molti paesi a introdurre il divieto della pubblicità dei latti in polvere per neonati al fine di raggiungere, entro il 2025, l’obbiettivo del 50% di allattamento al seno fissato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per i lattanti fino a sei mesi. Nel 2014, la percentuale registrata è stata del 38% dei bambini di età fino a 6 mesi, mentre, secondo gli stessi dati, la percentuale di paesi che hanno adeguato la propria legislazione in materia era ancora ferma al 20%” [ tratto da: “Oms, regole su latte artificiale rispettate solo dal 20% dei Paesi” 21/11/2014 ]

Ho un problema legato all’allattamento: a chi mi devo rivolgere?

E’ nata una figura professionale competente in allattamento materno che ancora pochi conoscono e a cui poche mamme sanno di potersi rivolgere: la consulente professionale IBCLC, acronimo che sta per International Board of Lactation Consultant.

La certificazione di Consulente Professionale IBCLC consiste in una preparazione specifica ed approfondita in materia di allattamento e lattazione umana.

Si ottiene sostenendo e superando un esame che si svolge una volta l’anno contemporaneamente in tutto il mondo, e per accedere a tale esame occorre avere dei requisiti specifici:

  • un numero elevato di ore di pratica clinica direttamente con le madri che allattano
  • almeno 90 ore di formazione specifica ed accreditata in lattazione umana entro i 5 anni precedenti la data dell’esame
  • una preparazione specifica ed approfondita in 14 materie che riguardano le scienze della salute
  • è obbligatorio aver frequentato un percorso di studi di grado superiore o universitario che certifichi il superamento degli esami in ciascuna delle seguenti materie sanitarie: biologia, anatomia, fisiologia, crescita e sviluppo infantile, introduzione alla ricerca clinica, nutrizione, psicologia, sociologia.
  • Per le rimanenti 6 materie, ovvero Basic life support (corso BLS), documentazione medica, terminologia medica, sicurezza occupazionale e sicurezza per operatori sanitari, etica per operatori sanitari, precauzioni universali e controllo delle infezioni, la formazione può essere acquisita presso istituzioni di alta formazione accreditate, oppure completando corsi accreditati per la formazione continua in medicina.

Tutte queste materie sono state sicuramente oggetto di studio all’interno delle seguenti professioni sanitarie, che per questo possono accedere all’esame presentando attestazione del titolo di studio conseguito: dentista, ostetrica, infermiera professionale, terapista occupazionale, farmacista, fisioterapista, medico, logopedista.

Personalmente mi sento sempre di suggerire la consulenza di una persona competente per il problema specifico. In questo caso la consulente IBCLC rappresenta per l’allattamento ciò che rappresenta un ortopedico per un problema alle gambe o un dentista per un problema ai denti. Molte mamme si rivolgono giustamente al proprio pediatra all’insorgere di qualsiasi problematica legata al neonato ma è giusto siano consapevoli del fatto che il medico pediatra, se non formato privatamente in materia, ha una conoscenza generica di allattamento e alimentazione. Troviamo spesso infatti pediatri che al primo ostacolo con l’allattamento suggeriscono il passaggio al latte artificiale, rovinando senza evidenti ragioni mediche un allattamento potenzialmente di successo. Esattamente come ci si rivolge ad uno specialista per un altro tipo di problema, è normale rivolgersi al giusto specialista anche in quanto ad allattamento.

Validi supporti possono essere dati anche dall’ ostetrica (possibilmente facente parte dello staff di un “ospedale amico del bambino”) e dalle mamme “peer counsellor” (consulenti alla pari), ovvero mamme che hanno seguito una formazione e che aiutano altre mamme nell’allattamento al seno.

QUI trovi molti contatti per la provincia di Vicenza.

Articolo a cura di: Canal Silvia consulente alla pari in allattamento materno esseremammeavicenza@gmail.com

 

Fonti: www.salute.gov.it, ibfan italia, La Leache League

 

Jenny e la nascita di Sophie

Ciao sono Jenny, volevo condividere con voi il racconto della nascita di Sophie!

Inizio il mio racconto con una premessa: durante l’ultima ecografia il medico vede il cuoricino della mia piccola che non è perfetto..

Mi consigliano di rivolgermi all’Ospedale di Verona dove c’è un team di medici esperti in cardiologia neonatale pronto ad intervenire subito dopo il parto, se fosse stato necessario.

Quindi potete ben capire come ho passato gli ultimi mesi di gravidanza, pianti, preoccupazioni, paure…

Era il 6 Luglio dello scorso anno, da un lato non vedevo l’ora di partorire per stringere la mia piccolina, ma dall’altro avevo paura di quello che poteva succedere.

Mi parlavano di una possibile operazione da fare immediatamente dopo la nascita o dopo qualche giorno, tutto si decideva al momento della nascita.

Quel mercoledì mi sentivo strana, avevo continue perdite e continuavo ad andare in bagno. Quando è arrivato mio marito dal lavoro ci siamo distesi insieme sul divano e ho dormito una mezz’ora, finché ho avuto la sensazione di dover andare in bagno per l’ennesima volta.

Vado in bagno e vedo acqua mista a sangue. Panico.

Esco dal bagno senza dire niente a nessuno e salgo le scale per andare nel bagno al piano superiore per cambiarmi gli slip. In quel momento sento un fiume lungo le gambe. Panico.

Chiamo mio marito dicendo: Vieni su un attimo? Lui arriva tranquillo e sereno e gli dico: Mi si sono rotte le acque penso!

Siamo partiti subito perché avevamo circa un’ora di strada.

Il viaggio è stato tranquillo perché non avevo contrazioni.

Appena arrivata verso le ore 20.00 mi hanno visitata e fatto il tracciato, avevo già cominciato a dilatarmi, ma sempre senza contrazioni.

Mi ricoverano e sistemano me e mio marito in una camera. Ogni ora passava un’ostetrica a visitarmi, per mia fortuna ero sempre più dilatata senza grossi dolori, quindi ho cominciato a camminare su e giu per i corridoi.

La prima contrazione forte è arrivata verso le 00.30, poi ne sono seguite altre, ma molto lontane tra loro. Ricordo ancora il dolore, è un dolore indescrivibile che ti piega.

Verso le 3.45 ho iniziato ad avere contrazioni più ravvicinate, mi hanno visitata nuovamente.

Alle 4.30 mi hanno guardata e mi hanno detto: Jenny andiamo in sala parto.

Da quel momento, appena distesa sul letto ho iniziato ad avere spinte ma le contrazioni erano sparite, quindi per spingere ho avuto un grosso aiuto da parte di mio marito che controllava il monitor del tracciato e mi diceva quando spingere. E’ stato il mio ostetrico!

Mi hanno fatto un piccolo taglio e alle 5.35 era nata la mia principessa!

Appena nata purtroppo l’hanno subito portata in terapia intensiva per controllarle il cuore e io ha avuto una brutta emorragia. Ho perso un sacco di sangue e grazie all’immediato intervento della ginecologa e dell’ostetrica sono ancora qui a raccontare la mia storia. Sono stati i miei angeli.

In quel momento il dolore di non avere la mia piccola li con me e io che mi sentivo uno straccio mi aveva buttata a terra.

Dopo due giorni ho avuto una notizia bellissima: è arrivata la cardiologa in camera e mi ha detto che la mia piccolina era sanissima e il suo cuore stava bene!

Non potete immaginare quanto ho pianto dalla felicità. Dal quando l’hanno portata in camera con me non ho più smesso di baciarla a coccolarla.

 

Sei una mamma che desidera raccontare la/le propria/e esperienza/e di parto? Manda il tuo racconto alla mail esseremammeavicenza@gmail.com

 

Il mio bambino non dorme

Il tuo bambino non dorme di notte?
Fa piccoli pisolini ma si sveglia in continuazione?
Hai provato qualsiasi tecnica woodoo per far dormire il tuo bambino?

Benvenuta nel club delle mamme di un bambino che non dorme: “ZombieMumCLUB“!

I bambini piccoli non dormono.
Diciamocelo, non è la “scoperta dell’acqua calda”!

Quando sei in dolce attesa, tantissime persone spargono consigli e suggerimenti.

Una delle frasi che una futura mamma si sente dire è: “dormi fin che puoi che dopo vedrai…”.
Ma diciamocelo, non ci crede nessuno. E poi, non sono un cammello che posso mettermi le ore di sonno in più nella gobba e tirarle fuori al bisogno.

Poi, quando nasce il piccolino ecco la domanda: “dorme di notte”?

Rapunzel Disney
Rapunzel Disney

Quando sentivo queste domande, nel mio cervello si svegliava il mio istinto assassino.
Avete presente Rapunzel con la pentola in mano?

Ecco sbattergliela in testa.

Doin Doin Boom!

Si perché … che domanda del cacchio è: “dorme”?

NO, il bambino non dorme, non dorme mai!

E allora? Ho il viso sciupato? Ho le occhiaie? No scusa ti sembro nervosetta?

Vuoi passare tu circa 925giorni ovvero, 132 settimane ovvero, 30mesi senza fare almeno 6 ore consecutive di sonno?
No scusa, ti sembro nervosetta?

Doin Doin Boom!

Ecco già vedo alcune (non tutte per fortuna) annuire con la testa.

Certo ci sono le eccezioni.

La mia prima bimba.
Lei era un bradipo nella sua vita precedente. E’ nata con calma e dormiva. Dormiva talmente tanto che per mangiare lei poppava senza nemmeno svegliarsi.
Nei mesi di maternità ci alzavamo alle 10.30 e andavamo a passeggiare. Dormiva tutta la notte. Da subito.

Sì ma ripeto, sono eccezioni.
Uffa i bambini non dormono punto.

Il tuo bambino non dorme? C’e sempre chi ha la risposta al tuo problema

Sei una mamma, hai sicuramente provato a sfogarti con qualcuno del fatto che tuo figlio fa il sonnambulo urlando per tutta la notte come se fosse un cantante heavy metal, oppure che sta sveglio tutta la notte a parlare “bambinese”.
La cosa bella è che se ti lamenti di questo con alcune persone, queste possono essere suddivise in tot categorie.

Le più gettonate sono:

1. LAUREATO IN MEDICINA
Ti dà la lista dei medicinali da provare: Nopron; Vagostabil; Kindival e poi ovviamente la Gocce della Milte; Melamil; Dormil; Camomilla omeopatica in supposte!
Dentro di te pensi: “ Sì certo e poi lo passo sopra il gas”! Doin Doin Boom!

2. PSICOLOGO
Ti fa notare di quanto sei nervosa e che quindi il bambino non dorme perché percepisce il tuo stato d’animo. Ecco in questo caso se la “persona psicologa” è assieme alla “persona laureata in medicina”, quest’ultima potrebbe suggerire a te le medicine sopra.

3. FILOSOFO ZEN
Ti chiede come hai vissuto la gravidanza e il parto, perché le energie e le vibrazioni di questi importanti periodi della vita poi si manifestano nel sonno, nel comportamento del bambino. Il bambino non dorme, colpa tua, datti una calmata. A questo punto la padella vorresti averla veramente!

4. METODICA
Ti riassume tutte le teorie degli ultimi 50 anni sul sonno dei bambini. Ti suggerisce il metodo dolce, di provare il co-sleeping, di farlo dormire sopra di te…
Tu intanto ti addormenti!

5. VENDICATIVA
La peggior specie. Fanno parte di questa categoria quelle persone (papà o mamme) che ti battono sulla schiena e dicono con un sorrisetto malefico: “il tuo bambino non dorme??? Ahhh no, il mio dorme tuuuutta la notte?”.

Riti magici per il bambino che non dorme

La verità è che non esiste la formula magica.

C’è chi prende l’auto e va a spasso, chi si fa le vasche in corridoio, chi dorme con il bimbo attaccato al seno modello mucca da latte open 24/24. Insomma tutti abbiamo provato un rito magico e qualche bimbo ha detto: “Ok mamma, adesso mi hai rotto, dormo”!

Fare tentativi per capire quale sia la miglior soluzione per dormire è necessario e può farci sentire meglio. Inoltre può essere uno stimolo per capire le esigenze di nostro figlio.

Bimbo che dorme
Bimbo che dorme

Personalmente credo che sia fondamentale l’ascolto del bambino e affidarci all’istinto che ci guida.

Io mi ricordo alcune notti in cui la pazienza era finita e la stanchezza a limiti inimmaginabili, con tutte le ripercussioni poi sul resto della famiglia. Ricordo che dimenticavo le cose e parlavo sbagliando nomi, verbi ecc. Una volta ho aperto il frigorifero e sono scoppiata a piangere solo perché sapevo che dovevo uscire a fare la spesa.
Ma io volevo solo dormire.
Ma se ci pensiamo, il nostro cucciolo non lo fa mica volentieri.
Lui ama talmente tanto mamma e papà che farebbe di tutto per farli riposare se sapesse come fare.
Sono convinta che siano rari i casi in cui il bambino abbia un vero disturbo del sonno. La maggior parte delle volte siamo noi genitori a non essere preparati. Possiamo aver letto e ascoltato tanto, ma nessuno può sapere quanta fatica e stanchezza si dovrà provare per quanto riguarda il sonno dei bambini. Abbiamo aspettative non realistiche e spesso dobbiamo solo accettare la situazione e portare pazienza.

Cara mamma che stai vivendo questo momento: finirà!
Lo so, lo sai già, ma è proprio vero: FINISCE!
Arriverà un giorno.

Guarderai la sveglia e notando che è già l’alba, correrai a vedere se il bimbo è stato rapito degli extra-terrestri.
Sì, perché lui non dorme!
Invece lo troverai spaparanzato nel suo – o nel vostro – letto, pacifico e ADDORMENTATO!
Lo so, lo sai già, ma è proprio vero: FINISCE!
Arriverà un giorno.

Grazie di avermi letto fino a qui e se vi va, mettete “mi piace” nella mia nuova paginaFB.

VVB mamme e al prossimo articolo.

 

“Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere”. By Paulo Coelho.

 

Simonetta Pamela Cavalli

 

 

Corredo Nascita ospedali di Vicenza e provincia

Corredo nascita

corredo nascita

Ospedale San Bassiano di Bassano Del Grappa

Ulss n 7 Pedemontana – Via dei Lotti 40, 36061 Bassano del Grappa

Ostetricia 0424-888508 – lunedì, mercoledì, venerdì 08:00 – 14:00

Orari Visite

Tutti i giorni dalle 19.45 alle 20.30 – Giovedì e festivi dalle 10,45 alle 11,30 e dalle 19,45 alle 20,30

Orari visite per i papà e fratellini: tutti i giorni dalle 15.00 alle 21.00

Per la mamma

  • documentazione della gravidanza
  • esami del sangue
  • gruppo sanguigno
  • markers epatiti B e C (HbsAg e antiHCV)
  • anti HIV e test sifilide
  • tampone vagino rettale per GBS
  • cartella ecografica con ecografie refertate
  • camice di cotone comodo per il travaglio
  • pigiami e camicie ben aperti per facilitare l’allattamento
  • reggiseno comodi
  • calzini
  • canotte
  • slip o mutandine a rete
  • asciugamani
  • assorbenti igienici
  • detergente intimo neutro
  • occorrente per la doccia (compresi accappatoio e ciabatte)
  • beauty per l’igiene personale
  • sacchetti per la biancheria sporca.

Evitare di applicare smalto/ricostruzioni unghie prima del ricovero.

Per il bambino (1 cambio al giorno, circa 3/5 cambi)

  • berrettino cotone/lana
  • magliette o body di lana o cotone con manica corta o lunga a seconda della temperatura stagionale
  • tutine in maglietta di cotone o lana leggera a seconda della temperatura stagionale
  • tre o quattro paia di calzini morbidi
  • teli spugna in cotone o asciugamani utili per il cambio del neonato
  • una copertina di lana/ciniglia/cotone per avvolgere il neonato
  • un pacco di pannolini 3/5Kg (la SC di Pediatria nefornirà 7al giorno)

Ospedale di Santorso

Ulss n.7 Pedemontana – via Garziere n. 42 Santorso – Ostetricia Scala C 2° piano

Ostetricia tel. 0445 571704

Orari Visite

Dalle ore 15:00 alle ore 20:00 solo per i neo papà e dalle ore 19:00 alle ore 20:00 per tutti

Per la mamma

  • Assorbenti e mutandine igieniche in sacchetti a portata di mano.
  • Camicie da notte con apertura frontale per allattare.
  • Reggiseni per allattamento

Per il bambino (preparare 5 sacchetti contenenti ciascuno):

Primavera – estate

  • 1 maglietta lana-cotone mezza manica
  • 1 coprifasce di cotone
  • 1  ghettina di cotone o spugna
  • 1  paio di scarpette o calzini di cotone

Autunno – inverno

  • 1 maglietta lana-cotone manica lunga
  • 1  coprifasce di lana o spugna
  • 1  ghettina di felpa,spugna o lana
  • 1 paio di scarpette o calzini di lana

Ospedale Cazzavillan di Arzignano

Ulss n.8 Berica – Via del Parco, 1 – 36071 Arzignano – Day Surgery ed Ambulatori al I piano, Degenze Ostetricia e Ginecologia al III piano

Reparto Ostetricia 0444.479211 –  Sala parto 0444.479215  – Ginecologia 0444.479221  – Segreteria 0444.479247

Fax segreteria: 0444.479223

Orari visite:
Parenti e amici solamente dalle 19:00 alle 20:00, e nei giorni festivi anche dalle 11:00 alle 12:00.
Si prega di rispettare gli orari.

Rooming-In

Nel nostro reparto e’ attivo il servizio di rooming in,cioe’ tenere la madre e il bambino insieme nella stessa stanza durante la degenza in ospedale, i papa’ e fratellini possono accedere a qualsiasi ora in reparto.

Per la mamma

  • Camicia da notte ampia, preferibilmente aperta completamente sul davanti, per il momento del parto, non stretta su braccio e avambraccio per agevolare la ricerca di accessi venosi.
  • Pigiama o camicia da notte, secondo le abitudini personali per il dopo parto, con apertura per allattamento. Reggiseno adatto per l’allattamento. Mutandine di rete monouso in grado di supportare pannolini ingombranti.

Per il bambino

Estate

  • Canottiera e mutandine di spugna sgambata o body canottiera.
  • Calzine corte, berrettino di cotone.
  • Magliettina o vestitino a maniche lunghe oppure tutine a maniche lunghe.
    TUTTI GLI INDUMENTI DEVONO ESSERE DI COTONE

Primavera-Autunno

  • Magliettina di cotone a mezze maniche e mutandine di spugna o body a mezza manica.
  • Maglietta, golfino o felpina di cotone a maniche lunghe e ghettine di cotone leggero oppure tutine di cotone leggero, calzine, berrettino di cotone.

Inverno

  • Magliettine di cotone maniche corte e mutandine di spugna o body a mezza manica.
  • Maglietta, golfino o felpina di cotone e ghettine di spugna, ciniglia oppure tutina a manica lunga.
  • Babbucce o calzine, coperta, berrettino di cotone.

Il neonato necessita di un cambio completo al giorno. È bene portare qualche cambio in più qualora ve ne fosse bisogno. Si prega di preparare il cambio in buste separate con nome e cognome. Si raccomanda la praticità e la semplicità delle tutine e delle magliette. Se la maglietta esterna è dotata di colletti ampi, provvedere a fissarli in modo che non ricoprano il viso del neonato. Nel primo cambio inserire un asciugamano morbido per il primo bagnetto.


Ospedale S. Lorenzo di Valdagno

Ulss n.8 Berica – Via Galileo Galilei, 1 – 36078 Valdagno – 1° piano Ospedale nuovo

Reparto Ginecologia 0445 484701 – Reparto Ostetricia 0445 484702 – Sala Parto 0445 484141

Orari Visite

  • Tutti i giorni dalle ore 19.00 alle ore 20.00
  • Domenica e festivi dalle ore 10.00 alle ore 11.00

Solo per i neo-papà e i fratellini l’accesso in reparto è consentito dalle ore 08.00 alle ore 20.00.
Per le pazienti operate, nel giorno dell’intervento è permessa la presenza di una sola visita, previo accordi con il personale.

 

Corredo nascita Ospedale di Valdagno


Ospedale San Bortolo di Vicenza

Ulss 8 Berica – Viale Rodolfi, 37 – 36100 Vicenza – Area D – 7° Piano

Reparto Ostetricia e Ginecologia 0444 75-2661 dal Lunedì al Venerdì dalle 10.00 alle 12.30

Presso il Reparto di Ostetricia al 2° piano sono disponibili le brochure informative con i dettagli sul ricovero in Ostetricia, compresi orari, percorsi, organizzazione del lavoro di reparto e composizione del personale. Chiedine una copia, ti sarà molto utile per vivere bene i giorni con noi.

Orari Visite

Tutti i giorni dalle 19.00 alle 20.00. Solo per i neo-papà e i fratellini l’accesso in reparto è consentito dalle 17.00 alle 20.00

Per la mamma

  • camicie da notte aperte sul davanti e con le maniche corte
  • pantofole e beauty-case
  • asciugamano grande, diversi asciugamani piccoli (ospite) e telo per doccia
  • mutandine in cotone o in rete
  • assorbenti per il post-partum
  • burro cacao, cd musicali per il travaglio, elastici o pinze per legare i capelli
  • piccoli snacks
  • eventuali farmaci assunti a domicilio

 Per il bambino

  • berrettino
  • copertina in lana o in pile
  • calzette e scarpette di lana o cotone pesante
  • 5 cambi completi costituiti da:
  • body o maglietta intima in cotone felpato (meglio se manica lunga)
  • tutina intera o spezzata in ciniglia o di cotone pesante
  • bavaglino
  • sacchetto in cui riporre la biancheria sporca.

Rooming-In

Alla puerpera, se in buone condizioni cliniche, viene raccomandato il rooming-in: il bambino rimane in camera con la madre 24 ore/24 ore. Questa pratica favorisce l’allattamento, la conoscenza madre-figlio e l’autonomia della madre in vista della gestione del neonato a domicilio

 

 

Scatti di crescita – allattamento

Che cosa sono e come si riconoscono gli “scatti di crescita”?

Che tu sia già mamma o lo stia per diventare, avrai di certo già sentito parlare degli “scatti di crescita”, passaggi obbligati nell’evoluzione di ogni neonato.

Lo scatto di crescita è la palese e manifesta richiesta del bambino di venire allattato più spesso. Il bambino sembra nervoso, affamato e vuole stare sempre attaccato al seno.

Questa richiesta è normale e fisiologica, è il messaggio che per crescere di più, il bambino deve mangiare di più. In genere dura tra i 2 e i 4 giorni passati i quali la routine tornerà stabile e il bambino sarà sereno e soddifatto ad ogni poppata.

Ormai tutte -o quasi- sappiamo che la produzione di latte è proporzionale alla richiesta del bambino e alla corretta suzione nel momento della poppata.

Nel periodo tra la nascita e il primo anno di vita, la crescita di nostro figlio sarà velocissima e sorprendente! Al compimento dei 6 mesi di vita circa, il suo peso di nascita raddoppia fino a triplicare intorno ai 12 mesi!

E’ logico pensare che vi sia, prima o poi in questo lasco di tempo, una maggiore richiesta di produzione di latte: ecco che, puntuale, arriva lo scatto di crescita!

C’è un’età “standard” in cui avviene?

Non esiste una tabella “standard” per tutti i neonati ma la maggiorparte di loro manifestano lo scatto di crescita tra la 2^ e la 3^ settimana di vita (15-20 giorni), tra la 5^ e la 6^ settimana di vita (40/50 giorni) e tra il 2° e il 3° mese di vita.

Tra i 6 e i 12 mesi vi sarà un’altro momento in cui il bambino sembrerà nervoso e desideroso di attaccarsi al seno soprattutto di notte: questa manifestazione non sarà imputabile ad uno scatto di crescita bensì la risposta del sistema nervoso allo sviluppo psico-motorio che non si replicherà mai più in modo così veloce come in questo momento della vita di ognuno di noi!

E’ il periodo, infatti, in cui si svezza, in cui il bambino comincia a muoversi gattonando o con i primi passi e in cui comincia ad interagire attivamente con l’ambiente che lo circonda. Le attività del giorno si riflettono spesso con un nervosismo e un’iper attività notturna che il bambino imparerà a gestire con il tempo (e la pazienza di mamma e papà!).

“Non ho più latte” (!!!)

Durante questi episodi molte mamme, vedendo un bambino improvvisamente nervoso ed insoddisfatto anche dopo la poppata, cadono nel comune errore di pensare di non avere più latte.

Cara mamma: il latte non se ne va da un giorno all’altro! Tu, il tuo corpo, il tuo seno, in coppia con il tuo bambino e le sue manifestazioni di “bisogno”, formate una coppia perfetta! Una simbiosi in cui la dipendenza del cucciolo dalla madre rappresenta la sua sopravvivenza!

Quindi lasciati scorrere addosso le frasi di chi, nella propria beata ignoranza, ti verrà a dire “hai finito il latte” o “il tuo latte non basta più”: il tuo latte è perfetto per lui; tu sei perfetta per lui! Sii consapevole e forte di questa consapevolezza!

Se hai dei dubbi o dei problemi con l’allattamento rivolgiti ad una consulente in allattamento! Esistono varie figure che possono aiutarti e sostenerti in questo momento non sempre facile.

QUI trovi molti contatti per la provincia di Vicenza.

Articolo a cura di: Canal Silvia consulente alla pari in allattamento materno esseremammeavicenza@gmail.com

Sostegno allattamento materno

In questa pagina troverai la lista delle realtà presenti nel nostro territorio che potranno sostenerti  nell’allattamento.

sostegno allattamento materno

Sostegno all’allattamento materno: allattare è possibile anche quando è difficile, c’è chi può aiutarti!

Allattare al seno: un investimento per la vita

L’allattamento al seno è una delle esperienze più belle che una mamma possa vivere, un gesto d’amore nei confronti del proprio figlio, un nutrimento sempre pronto, alla giusta tempertura e perfettamente bilanciato per il fabbisogno di un bambino.

A volte questa bellissima esperienza viene però oscurata da qualche problema che può creare delle difficoltà più o meno gravose alla mamma che allatta, soprattutto se al primo figlio.

Questa pagina vuole essere un posto dove trovare informazioni utili, numeri di telefono, indirizzi e, possibilmente, nomi delle persone e dei luoghi che hanno fatto del sostegno all’allattamento una passione e un lavoro.

Chi è la consulente professionale IBCLC?

La certificazione di Consulente Professionale IBCLC (International Board of Lactation Consultant) consiste in una preparazione specifica ed approfondita in materia di allattamento e lattazione umana.

Si ottiene sostenendo e superando un esame che si svolge una volta l’anno contemporaneamente in tutto il mondo, e per accedere a tale esame occorre avere dei requisiti specifici:

  • un numero elevato di ore di pratica clinica direttamente con le madri che allattano
  • almeno 90 ore di formazione specifica ed accreditata in lattazione umana entro i 5 anni precedenti la data dell’esame
  • una preparazione specifica ed approfondita in 14 materie che riguardano le scienze della salute
  • è obbligatorio aver frequentato un percorso di studi di grado superiore o universitario che certifichi il superamento degli esami in ciascuna delle seguenti materie sanitarie: biologia, anatomia, fisiologia, crescita e sviluppo infantile, introduzione alla ricerca clinica, nutrizione, psicologia, sociologia.
  • Per le rimanenti 6 materie, ovvero Basic life support (corso BLS), documentazione medica, terminologia medica, sicurezza occupazionale e sicurezza per operatori sanitari, etica per operatori sanitari, precauzioni universali e controllo delle infezioni, la formazione può essere acquisita presso istituzioni di alta formazione accreditate, oppure completando corsi accreditati per la formazione continua in medicina.

Tutte queste materie sono state sicuramente oggetto di studio all’interno delle seguenti professioni sanitarie, che per questo possono accedere all’esame presentando attestazione del titolo di studio conseguito: dentista, ostetrica, infermiera professionale, terapista occupazionale, farmacista, fisioterapista, medico, logopedista.

A chi puoi rivolgerti:

Consultorio familiare

  • Ulss 7 Bassano Del Grappa
  • Ulss 7 Alto Vicentino
  • Ulss n 8
    Presso il Consultoro Familiare è possibile effettuare visite e controlli di accompagnamento all’allattamento. Per richiedere una consulenza telefonica o informazioni, è possibile contattare le ostetriche del Consultorio Familare. Per prenotare visite e controlli è necessario contattare il Consultorio. Non è necessaria impegnativa. Possono accedere anche le donne straniere nei 40 giorni dopo la gravidanza, con tessera STP. Documenti necessari per la prenotazione: Tessera sanitaria regionale.

FAAM (Farmacie Amiche dell’Allattamento Materno):

Il progetto FAAM, sottoscritto dall’Associazione Culturale Pediatri, da IBFAN Italia e dal Comitato Italiano per l’UNICEF, rappresenta un progetto di eccellenza

L’iniziativa è così articolata:

  • Formazione dei farmacisti secondo gli standard proposti per gli operatori sanitari dall’O.M.S/Unicef (corso di 15 ore con un programma predefinito e con formatori/facilitatori appositamente preparati).
  • Allestimento nelle farmacie di un piccolo spazio nel quale la mamma che desidera allattare potrà trovare un luogo di accoglienza senza essere sottoposta a pressioni commerciali.
  • Vendita dei sostituti del latte materno solo su specifica richiesta. Latti formulati di qualsiasi tipo, altri alimenti e bevande sostitutivi del latte materno, così come biberon, ciucci e tettarelle, tutti i prodotti cioè coperti dal Codice Internazionale per la Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno, seppure disponibili nella farmacia, non saranno più sugli scaffali di libero servizio.
  • Promozione dell’immagine della madre che allatta al seno invece di quella della madre che usa il biberon.
  • Attivazione nella comunità di iniziative e progetti in rete con altri attori sociali e sanitari che tutelano l’allattamento materno.

In conformità alla Iniziativa UNICEF – “Ospedali e Comunità amici dei bambini” e alle “Linee di Indirizzo per la Protezione, la Promozione e il Sostegno dell’Allattamento al Seno del Ministero della Salute”, e al “Piano Sanitario Nazionale”, è prevista una continuità assistenziale tra i servizi ospedalieri e quelli territoriali e tra operatori territoriali che si occupano di donne in gravidanza, madri e bambini.

  • Farmacia Campedello Via Riviera Berica 167 Vicenza. Tel 0444 240288 / 0444 533715 E-mail lattematerno@farmaciacampedello.it. Prima Farmacia Amica dell’Allattamento Materno di Vicenza e la prima ad ottenere il patrocinio del Comune di Vicenza. Dal gennaio 2010 le mamme possono usufruire gratuitamente, previo appuntamento, della consulenza di Daniela Nicolin consulente IBCLC. e troveranno uno spazio dedicato dove allattare, cambiare e pesare il proprio bambino gratuitamente su bilancia regolarmente certificata.
  • Farmacia Alla Madonna Di Dutto Celina in Via Pecori Giraldi n.18 San Vito di Leguzzano, E-mail celina.dutto.vicenza@farmarete.it -Tel 0445 672455, per urgenze Cel 335-1095831 sarà disponibile per consulenze Bruna Scopel è Consuente professionale IBCLC.  la consulente si occupa di tutto quello che riguarda il dopo parto, assistenza domiciliare alle dimissioni, incontri dopo parto 0-6 mesi con le mamme, incontri mamme bimbi 6-24 mesi, acquaticità neonatale 0-5 anni, insomma quando una mamma la incontra, se ha piacere, la accompagna per un bel po’ di tempo. (Bruna Scopel Tel 320-1834612)  Inoltre la farmacia fornisce la bilancia pesa neonati gratis per il primo mese
  • La Farmacia Zanoni dott. Luca in via Mazzini 3 Arzignano Tel 0444 670174. Propone uno spazio per poter allattare con tranquillità e/o cambiare il proprio pargolo e organizza degli incontri con Daniela, Consulente Professionale in Allattamento Materno IBCLC.
  • Farmacia S. Andrea in Via A. Pizzocaro 65 Vicenza Tel. 0444511962. Propone uno spazio dove allattare e a cambiare il bambino e sostiene le mamme che desiderano allattare il loro bambino con degli incontri con l’ostetrica in uno spazio dedicato alla mamma oppure a domicilio. 
  • La Farmacia Pozzi in via Scalabrini 100 Bassano del Grappa Tel: 0424.503649 E-mail: info@farmaciapozzi.it. Con la sua adesione al progetto “Farmacia Amica dell’Allattamento Materno” si impegna a tutelare e sostenere la madre che allatta ed è un Baby Pit Stop de La Leche League Italia; in Farmacia le mamme trovano personale preparato sll’allattamento al seno, una poltrona per allattare, un fasciatoio per cambiare i piccoli mentre per i fratelli più grandicelli, una comoda scrivania con fogli, libri e colori. E’ disponibile inoltre una biblioteca sui temi dell’attamento a disposizione delle mamme. 
  • Farmacia Bezzan  Via B. Dal Maso 6, Chiampo Tel 0444.623077 – farmaciabezzan@virgilio.it tutti i farmacisti della Farmacia Bezzan sono formati per accogliere, supportare e sostenere, con la divulgazione di consigli utili per questa delicata fase della vita, sia la mamma che il suo bambino. La farmacia organizza mensilmente incontri per future e neo-mamme con una consulente professionale in allattamento materno IBCLC. All’interno della farmacia esiste uno spazio dedicato dove le mamme possono allattare, cambiare e pesare gratuitamente il loro bambino.
  • Farmacia Bartolotta Viale Regina Margherita 67, Valdagno. Tel 0445 402786 –  La mamma che allatta potrà trovare uno spazio dove è accolta, dove trova ascolto, dove può confrontarsi sulle problematiche che incontra nell’allattare il suo bambino. In questo spazio riservato, la mamma è libera di allattare e cambiare il suo bambino. Anche se è solo di passaggio!
  • Farmacia Alma via Monte Cimone 41, Spagnago, Tel: 0445 431746

CONSULENTI IBCLC

  • Bruna Scopel, consulente Professionale in Allattamento Materno IBCLC / Educatrice Perinatale. Tel 320-1834612

  • Cotelli Mariella, consulente Professionale in Allattamento Materno / Ostetrica. Tel 331-2060206. 
  • Daniela Nicolin, consulente Professionale in Allattamento Materno IBCLC / Doula

  • Paola Bortolazzo, infermiera professionale con 3 anni di esperienza alla sezione Nido dell’ospedale san Bortolo di Vicenza e consulente professionale in allattamento IBCLC. Accompagna e aiuta durante le prime settimane di vita del bambino e sostiene nel prolungamento dell’allattamento. Effettua consulenze a domicilio in libera professione Tel 393.0099381.

SPORTELLI E ASSOCIAZIONI

  • Associazione Essere mamme a Vicenza con sede al primo piano di Piscine di Vicenza, Viale Ferrarin 71, Vicenza. Potrete partecipare alle varie attività ed eventi (da calendario) e confrontarvi tra mamme. Referente per l’allattamento la consulente alla pari Canal Silvia E-mail: esseremammeavicenza@gmail.com
  • Presso il Centro Sport Palladio in via Cav.Vittorio Veneto a Vicenza, si trova lo sportello gratuito per l’allattamento dove le ostetriche saranno diponibili ad aiutare le mamme che allattano. Per informazioni o per contattare un’ostetrica Tel 0444-963466
  • Associazione Coccola di Mamma collabora con la pediatria dell’ospedale di Santorso ed è supportata da Bruna Scopel e dal dott Rigon, entrambi consulenti IBCLC. L’associazione si trova a Santorso di fronte alla vecchia Biblioteca Comunale, vicino al Municipio e a Piazza Aldo Moro. coccoladimamma@gmail.com
  • Presso lo Spazio Mamme di “Casa Emanuela” in via Raguia 27 ad Almisano, sono proposti incontri gratuiti per tutte le mamme che vogliono trovare del tempo per se stesse ed i loro bambini. A disposizione la consulente IBCLC Michela Lorenzoni. Tel: 333.8413350 – Email: michelalorenzoni@allattamentoibclc.it
  • L’ostetrica Elisa Guiotto segue le mamme in allattamento una volta tornate a casa dopo il parto. Tel. 340-1502255  E-mail: elisaguiotto@gmail.com Studio a Montecchio Maggiore presso MedicaGroup via da vinci 41 Montecchio e Vicenza.
  • Associazione Solaris (Stradella Soccorso Soccorsetto, 17 Vi) Mette a disposizione Consulenze professionali per l’allattamento al seno su appuntamento con Daniela Nicolin Consulente professionaIe Ibclc info al 338-2503026.
  • Etimoè, studio di counseling professionale, si occupa di sostegno alla maternità con proposte individuali e di gruppo, prima e dopo il parto. Propone tra le attività incontri di gruppo per neomamme e bambini dove dove c’è tanto spazio per il confronto, la condivisione e si affrontano temi specifici (sonno, allattamento, bisogni del bambino, come gestire le relazioni con i parenti, come cambia la coppia…), consulenze dedicate all’allattamento (anche a domicilio), percorsi individuali di sostegno a mamme in difficoltà, corsi di massaggio neonatale e molto altro. Val Venosta 15 a Zanè (vicino alla chiesa del centro). Elisa Rasotto (counselor ed educatrice prenatale e neonatale)Tel. 340 2319219, E-mail: elisa.rasotto@etimoe.it
  • LECHE LEAGUE da 65 anni queste mamme volontarie si rivolgono alle mamme che allattano rispondendo ai dubbi e risolvendo i problemi legati all’allattamento. Le consulenti sono presenti in tutta Italia e si possono contattare gratuitamente. Per un aggiornamento sulle consulenti disponibili in tempo reale accedere QUI.

Importante da sapere:

Che cos’è il “CODICE INTERNAZIONALE SULLA COMMERCIALIZZAZIONE DEI SOSTITUTI DEL LATTE MATERNO OMS/UNICEF”SEGNALA ALLA ASL CHI TI CONSIGLIA UNA MARCA DI LATTE ARTIFICIALE! 

FARMACI IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Se volete aggiungere/modificare i dati di questa pagina o segnalare professionisti, associazioni e persone che si occupano di sostegno all’allattamento scrivete a esseremammeavicenza@gmail.com

Moderne ricerche scientifiche sull’infanzia

NOVITA’ DALLA MODERNA RICERCA SCIENTIFICA SULL’INFANZIA

La moderna ricerca scientifica sull’infanzia (Infant Research) ha avuto negli ultimi trent’anni una sviluppo molto forte, anche grazie all’uso e utilizzo delle tecniche di video analisi che ha permesso agli scienziati di studiare le relazioni mamma-bambino e papà-bambino in modo concreto e oggettivo.

Moderne ricerche scientifiche sull'infanziaCiò che è emerso, rispetto al passato, è il ruolo fortemente attivo da parte della nuova creatura nella creazione e nello sviluppo della relazione con le figure di accudimento principali (non solo madre e padre). Già come feto, ma ancor più come neonato, egli sceglie ciò che gli piace e ciò che non gli piace, decide se dirigere la propria attenzione verso qualcosa o qualcuno oppure no.

Inoltre è emerso che lo stile con il quale verrà a caratterizzare le relazioni primarie con la figura materna e paterna verrà utilizzato dapprima dal bambino, e in seguito alla crescita dall’adulto, per ogni tipo di relazione che intratterrà nella sua vita.

La consapevolezza di queste conoscenze ci fa comprendere quanto siano influenti e determinanti i nostri atteggiamenti e comportamenti nei confronti dei nostri figli neonati e che l’intento primario del nostro impegno nei loro confronti, vuole essere quello di offrire, al nostro “cucciolo di uomo”, una relazione stabile, sicura, coerente, congruente ed empatica, ovvero tutto ciò che serve a qualsiasi persona per affrontare il mondo con fiducia e serenità.

L’Associazione Doraluce offre percorsi individuali, di coppia e di gruppo chiamati “I bambini sono nostri maestri” dove l’accento viene posto sul modo in cui i genitori si rapportano con il proprio neonato o bambino. La novità di questo corso sta nel cambio di prospettiva radicale rispetto alla prassi più diffusa , ovvero si preferisce dare maggior valore alla naturalità del bambino , delle sue espressioni e comportamenti , rispetto a quelle che sono le credenze e le convinzioni dei genitori sull’accudimento, sull’educazione acquisiti dai propri genitori o dagli atteggiamenti culturali più diffusi comunemente.

22Ci impegniamo a sostenere i genitori, che intendono andare oltre la ripetizione automatica di vecchi schemi e abitudini, che spesso hanno creato molto dolore anche a noi stessi, con percorsi personalizzati utilizzando la video analisi all’interno di colloqui di counseling. I genitori preparano brevi video di pochi minuti (3 o 4) di loro momenti con il neonato che poi vengono analizzati insieme al counselor per rilevare gli elementi positivi da rafforzare emersi nella relazione con il bambino o quelli, non così soddisfacenti per i genitori, da modificare o correggere. E’ una modalità molto semplice ed efficace che in poche sedute permette ad ogni genitore di specchiarsi, di vedere, in modo inequivocabile, i propri punti di forza e le proprie aree di miglioramento e soprattutto di porre delle basi solide nella relazione con il proprio figlio, anche se ancora non parla.

Il nostro neonato, il nostro bambino, la sua esistenza, dipende completamente da noi nei primi anni di vita. Lui lo sa e non smette mai di amarci con tutto sé stesso , fino anche a sacrificare i propri bisogni ed esigenze per far piacere ai propri genitori.

D’altro canto non tutti i genitori sanno che ogni bimbo su questa terra nasce con dei diritti universali, riconosciuti anche dall’Onu, e collegati allo sviluppo psicofisico dei sui primi 6 anni di vita. Questi diritti sono:

  1. diritto ad esistere
  2. diritto ad essere nutrito sia materialmente che affettivamente
  3. diritto ad essere autonomo
  4. diritto ad opporsi
  5. diritto ad avere una sessualità connessa all’amore

33Ognuno di questi diritti corrisponde ad una sua fase di crescita e sviluppo, ed è importante permetterne una affermazione rispettosa e più completa possibile.

Per questo l’Associazione Doraluce ha deciso di seguire le famiglie anche nella loro crescita a medio e lungo termine nella convinzione che un piccolo sostegno dato al momento giusto può fare la differenza per il benessere di un bambino/a, di una donna e di un uomo.

Chi fosse interessato a contattarci o a ricevere la nostra newsletter può scrivere a info@doraluce.it e inviare la propria e-mail o contattarci sul sito www.doraluce.it

Ingrid e la nascita di Joseline

Per la rubrica “Ti racconto il mio parto” mamma Ingrid ci parla dell’arrivo della sua “Castagna”

Ingrid e la nascita di Joseline

Era domenica 6 ottobre 2013 quando iniziai ad avere le prime contrazioni; essendo la mia prima gravidanza non sapevo come comportarmi e così andai in ospedale.

Mi ricoverarono dicendomi che ormai mancava poco per l’arrivo della mia bambina…avevo paura.

Tutto d’un tratto non mi sentivo pronta e sentendo i piccolini piangere, iniziai a piangere anch’io.

Rimasi in ospedale fino a mercoledì 9 e poi tornai a casa..ancora senza la mia bimba. Ero tristissima, avevo scadenza il 20 ottobre e il mio compagno sarebbe partito lunedì 14 per star via due settimane. Era un nuovo lavoro, non poteva mancare e ormai mi stavo abituando all’idea di dover far nascere la mia bimba senza lui.

Sabato 12 ottobre 2013, buongiorno e tanti auguri di buon compleanno amore..oggi compi 21 anni!

Mi alzo dal letto per far colazione e tac! Ore 11.00 mi si rompono le acque, emozione a mille.. non ci posso credere.. andiamo direttamente in ospedale, mi fanno una visita e giù altra acqua.

Ore 12.30 iniziano le prime forti contrazioni. Signora, lei tra poco vedrà la sua bambina.. non mi sembra vero, non avevo più paura, mi sentivo pronta! La verità è che avevo troppo male per provare altro!

Lui sempre al mio fianco, come avevo sempre sognato..mi sopporta, mi supporta, mi incoraggia dalle 16.00 che ero ormai pronta a spingere.

Ore 18.10..eccola! 3.170 kg di castagna! Benvenuta Joseline, sei bellissima come ti avevo immaginata, anzi, molto di più!

Lui la guarda, “è bellina” esclama.. come “bellina”? Niente, sono troppo stanca per guardarlo male.
Guardo lei che è meglio, la tengo con delicatezza sul mio petto e la allatto.. la allatto e la allatto talmente tanto che ormai siamo a due anni e 4 mesi di tetta!

Ti amo Joseline!

Se anche tu vuoi condividere la tua esperienza di parto scrivici su esseremammeavicenza@gmail.com

Dai primi dentini ai denti permanenti

Dai primi dentini ai denti permanenti – lo sviluppo della bocca nel bambino

dai primi dentini ai denti permanenti

Oggi con la dottoressa Pamela Parolin – dentista pediatrico del Centro Ortodontico Vicentino presso lo studio Dentisti Vignato – parliamo di sviluppo e crescita dei denti nel bambino, perché è importante conoscere come avviene la dentizione così da gestire al meglio un momento che può essere difficile per il neonato, e quindi per i genitori.

“Perché mio figlio è agitato, ha tanta saliva e ha la febbre? …possono essere i denti?” ; “Il mio invece ha un anno e non ha ancora i denti… devo preoccuparmi?”

Sono domande e dubbi che molti genitori hanno nel primo anno di età dei loro figli.

Dottoressa, come avviene la crescita dei denti da latte?

schema dentizione deciduaTra i 6 mesi e i 2 anni e mezzo avviene il fenomeno della dentizione decidua (20 denti in totale).

I primi a comparire sono gli incisivi inferiori (attorno ai 5-6 mesi), seguiti dagli incisivi superiori e incisivi laterali (9-12 mesi). Compaiono poi i canini (16-23 mesi), i primi molari (14-23 mesi) e per finire i secondi molari (25-33 mesi).

Ci possono essere però delle variazioni nell’ordine di eruzione e nei tempi, per cui non è infrequente che il primo dentino fuoriesca dalla gengiva già nei primissimi mesi o anche dopo il primo anno. Niente paura quindi!

E se vuoi ricordare in che ordine crescono i dentini del tuo bimbo scarica questa scheda: i primi dentini scheda

Spesso, il bambino che sente queste piccole novità in bocca prova fastidio alle gengive che appaiono rosse e infiammate. Può risultare più facilmente irritabile, perdere molta saliva e portare tutto quello che trova alla bocca. Più controversa sembra invece l’associazione con febbre ed episodi di diarrea, forse legati anche alle variazioni di alimentazione e abitudini di vita che il bimbo si trova a vivere nello stesso periodo.

Offrite al bimbo giocattoli morbidi e freddi, studiati appositamente per essere mordicchiati e tenuti in bocca, o passate delicatamente una garza pulita imbevuta di acqua fredda. Questo diminuirà la sensazione di fastidio alle gengive donandogli sollievo.

Se vediamo degli spazi tra un dente e l’altro? Meglio! I denti permanenti infatti saranno molto più grandi dei corrispettivi decidui e, forse, ci saranno meno probabilità di affollamento in arcata.

E la perdita dei primi dentini?

Dopo un periodo di tregua intorno ai sei anni si ricomincia!

Gli incisivi inferiori sono i primi ad andarsene, con grande gioia dei bimbi che tra fatine e topolini possono racimolare i primi gruzzoletti. Essi sono sostituiti dagli incisivi definitivi seguiti, più o meno nello stesso periodo, dai primi molari permanenti: i dentoni grandi e con profondi solchi che si vedono alla fine dell’arcata.

Attenzione: questi denti sono molto difficili da pulire e più esposti al rischio di carie precoce. Il dentista pediatrico, in questo caso può consigliare se è opportuno fare le sigillature: resine sottilissime, ma molto resistenti, che si applicano sui solchi perfettamente puliti dei molari e premolari con lo scopo di prevenire la carie.

Seguono gli incisivi laterali (7-9 anni), poi i canini (9-12 anni), i primi premolari (10-12 anni) e i secondi premolari (10-13 anni). Attorno ai 12-13 anni erompono in ultima posizione anche i secondi molari.

Ma va sempre tutto così liscio?

Ovviamente la risposta è “Non sempre!”.

Tante infatti sono le variabili che si possono presentare.

Tra queste il classico caso del dente in seconda fila: il dente deciduo non molla il suo posto e il permanente è costretto a erompere altrove, spesso più all’interno. Quindi che fare?

Se il dente da latte non dà segni di cedimento imminenti ci pensa il dentista pediatrico che con modi gentili e senza dolore lo estrae. Spesso è poi sufficiente la spinta della lingua a riportare il dente permanente in arcata.

Altre volte il permanente tarda ad arrivare, si aspetta, si aspetta, ma niente…

Anche in questo caso è utile rivolgersi al dentista pediatrico che può suggerire di fare una radiografia panoramica (se non è già stata fatta verso i 6-7 anni) che può evidenziare denti sovrannumerari (denti in più) che ostacolano il normale percorso dei definitivi o che addirittura erodono le radici dei denti vicini.

Altre volte il dente potrebbe essere ritenuto nell’osso.

In questi casi un approccio prima chirurgico e poi ortodontico (un apparecchio) può risolvere il problema.

E se il dente non ci fosse proprio?

Si parla in questo caso di agenesia.

Può accadere ancora che il dente da latte rimanga in infraocclusione: ovvero non accenni a cadere e si posizioni più in basso rispetto a tutti gli altri denti che invece dondolano e cadono perché sostituiti dai permanenti. Col passare del tempo questi ultimi possono anche crescere e inclinarsi tanto da scavalcare il dente da latte che rimane così bloccato.

È dunque importante non sottovalutare l’errata posizione dei denti da latte perché può portare ad affollamenti, o all’alterazione del normale posizionamento dei denti permanenti nell’arcata.

Dottoressa, i denti da latte cariati si devono curare?

Una carie può causare dolore e difficoltà a masticare, fino ad approfondirsi e arrivare alla polpa provocando un ascesso. È quindi indicato ricostruirlo con delle otturazioni in resina composita.

Ricordiamoci che è importante curare sempre le carie, soprattutto dei molari decidui, anche per evitare di perdere precocemente il dente da latte che, lasciando uno spazio vuoto, inviterebbe i denti vicini a spostarsi per chiuderlo, sottraendolo così al futuro dente permanente. Se invece il dente è troppo cariato, e impossibile da ricostruire, viene estratto, e si valuta la possibilità di utilizzare un mantenitore di spazio.

Il mio suggerimento è comunque di prevenire sempre la carie! Come?

Pulendo bene i denti dopo i pasti con spazzolino e filo interdentale, usando dentifrici al fluoro, curando l’alimentazione, facendo visite di controllo regolari dal dentista, aiutandosi con sigillature e specifiche lacche a protettive se necessario!

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Studio Dentisti Vignato – Contrà dei Torretti, 54 Vicenza

 

Centro Ortodontico

 

 

Alessandra e le nascite di Aurora e Niccolò

Alessandra

Per la rubrica “Ti racconto il mio parto”, mamma Alessandra ci parla delle nascite dei piccoli Aurora e Niccolò

Aurora Picco03.04.2012 Aurora Karol la nostra dolce e caparbia principessa

Questa bambina ci ha fatto prendere uno spavento sin dall’inizio… i test di gravidanza sono risultati negativi un bel po’ dopo il mancato il ciclo: io però avevo fatto un sogno che non mi ha quasi mai fatto crollare nonostante gli spaventi iniziali.

Ho sognato di essere in Piazza San Pietro, e Papa Wojtyla stava facendo il giro consueto con la papamobile. Nel mio sogno però era senza i vetri di protezione e si faceva passare i bambini come faceva di solito prima dell’attentato. Ad un certo punto ha fatto spostare tutti, dopo aver passato una bambina ai legittimi genitori è venuto verso di me, ha appoggiato una mano sulla mia pancia ed  ha detto: “non ti preoccupare, anche se tutto dice che non sei incinta, in realtà lo sei, sarà una bambina e te la proteggerò io!” Sulla pancia che mi doleva già da parecchi giorni nonostante appunto i test negativi, ho sentito un grande calore e mi sono svegliata serena.

Finalmente dopo 12 giorni di ritardo il test ha deciso di dirmi che ero incinta. Ad otto settimane inoltrate, 8+5 mi sembra, ho fatto la prima visita però ci è crollato il mondo addosso perché non c’era battito. Allora il ginecologo ci ha fatto fare il dosaggio delle beta, cosa che il mio medico di base non aveva consigliato. Essendo io alle prime armi non sapevo come muovermi.

Per fortuna il dosaggio andava bene e cresceva in proporzione però diciamo che il ginecologo non ci aveva dato molte speranze anche perché dall’ecografia non sembravo in otto settimane avanzate, ma in 5 + 6. Dopo una settimana abbondante di agonia, siamo tornati dal ginecologo e finalmente eccolo lì il battito del nostro fagiolino, con età ecografica di 6 + 5 e battito forte forte forte.

I conti di questa gravidanza fortemente voluta non ci sono mai tornati…ancora non sappiamo bene quando sia avvenuto il concepimento, nonostante tenessi i conti di tutto. È stato un mio miracolo, il nostro miracolo! In effetti la gravidanza poi mi è stata ridatata di 9 giorni.

Tutto è andato avanti liscio, a parte il fatto che comunque fin da subito, questo Fagiolino non si è dimostrato un colosso. Ovviamente alla morfologica abbiamo scoperto con grande gioia che sarebbe arrivata una bambina. Io nel mio cuore non avevo dubbi. L’unica un po’ delusa era la nonna materna che voleva il maschietto, ma si è rifatta più avanti!

A 20  settimane, avevo accompagnato la nonna a fare una visita e sono caduta in ospedale. Ho sbattuto pancia, ginocchio e naso per cui poi in preda all’agitazione mi sono partite le contrazioni. Sono andata a farmi visitare ed ho detto alla nonna che non aveva mai visto una ecografia,di entrare con me. L’unica cosa che ha chiesto alla dottoressa è se per caso non si fossero sbagliati e fosse un maschio. La dottoressa ha detto che quella cosa non l’aveva controllata, visto che non le interessava al momento.

Poco prima della nascita, alla terza ecografia di controllo, abbiamo visto che Aurora -così si sarebbe chiamato il nostro gioiello- aveva ed ha tuttora una ciste addominale. Ogni settimana andavo quindi a fare ecografie di secondo livello perché nonostante tutto le cisti sono considerate “malformazioni”. Per fortuna, perché così abbiamo potuto vedere e controllare il liquido amniotico.

Per tutto quello che era successo mi ero convinta che mia figlia sarebbe nata il 2 aprile, giorno della morte di Karol Wojtyla. Il 1 aprile, non ne potevo più… Mi sembravo una balena spiaggiata e così ho cominciato a far sentire ad Aurora la canzone omonima di Eros Ramazzotti, non una ma penso una trentina di volte… Al corso preparto avevano detto che potevamo durante il travaglio chiamare il bambino, che avrebbe aiutato. Non so se sia vero, io comunque l’ho fatto.
Al pomeriggio ho iniziato ad aver un terribile mal di schiena, e la sera finita la partita del Milan ho cominciato a sentire dei dolori molto forti. Non sapevo che fossero contrazioni ma poi sono andata in bagno ed ho visto delle perdite di sangue. Con calma ho iniziato a segnare la frequenza dei dolori e sono andata a farmi una doccia. All’inizio erano ogni cinque minuti, poi ogni tre minuti e mezzo. Questo nel giro di un’ora perciò abbiamo deciso di fare un salto in ospedale.
In effetti, si stava muovendo qualcosa però il canale era ancora chiuso, solo 1 cm di dilatazione ed eravamo ancora molto lontani nonostante le contrazioni. Per fortuna sono andata in ospedale perché il liquido che al giovedì era regolare, la domenica notte era praticamente un terzo. Hanno deciso di farmi ritornare la mattina dopo per un controllo e di tener monitorate le perdite.Ho avuto contrazioni tutta la notte e verso le cinque ho sentito uscire molto liquido. Il sacco però non si è mai rotto. Solo crepato in alto. Tornata per il controllo, mi hanno ricoverata perché appunto avevo crepato il sacco.
In sala d’aspetto ricordo di aver incontrato una ex infermiera che ha una casa di accoglienza per ragazze madri. Ha “monitorato” le contrazioni e mi ha detto appunto che erano ogni tre minuti. Ha previsto un parto entro due o tre ore. Magari! Tutto il giorno in queste condizioni con contrazioni ogni tre minuti anche ogni due. Un male pazzesco e canale che non si dilatava.
Alla fine verso le 22 mi hanno mandato a fare un’altra doccia però dovevo restare dentro almeno 40 minuti. L’avessi fatta prima! Finalmente sono partite le contrazioni giuste e verso le 23:40, ero a 3 cm e mezzo. Mi hanno portato in sala parto dove mi hanno rotto il sacco e verso l’1:30 del 3 Aprile mi hanno fatto chiamare mio marito (era tornato a casa alle 23 dopo un tracciato).
L’ostetrica era uscita un attimo a prendere delle cose per il parto e ne aveva approfittato per farmi chiamare a casa. Dico a mio marito in preda ad una contrazione: “vieni che sta per nascere!” E lui: “per nascere chi?”. Questo per tre-quattro volte! Alla fine mi sono messa ad urlare ed è corsa pure l’ostetrica da quanto ho urlato.
Il travaglio è andato avanti abbastanza lentamente e mi hanno praticato anche un’episiotomia… Ad un certo punto avevano già mobilitato anche il ginecologo per un cesareo visto ad ogni spinta il battito di Aurora calava e non cambiava nulla. Alla fine, mi hanno fatto la manovra di Kristellerer di cui non sapevo nulla e mi sono fidata.
Per fortuna è andato tutto bene ed alle 4:25 del 3 aprile 2012 sono diventata mamma di una splendida creatura di 48 cm per 2,670 kg (minuscola se si pensa che ero ingrassata di 23 kg!) di nome Aurora Karol .
Volete sapere perché non nasceva? La signorina aveva in mano il cordone ombelicale e non voleva saperne di lasciarlo! È nata proprio così, col cordone in mano! Ha pianto un sacco quando gliel’hanno tolto ma poi l’hanno appoggiata sul mio seno ed i suoi occhietti vispi e scurissimi hanno conquistato il mio cuore!

Niccolò Picco21.02.2015 Niccolò Karol : l’esuberante

Se possibile questo mio dono è stato desiderato ancora di più di sua sorella. Dopo un tentativo andato male ed un periodo nerissimo e buio, quelle due lineette rosa nel test di gravidanza mi hanno restituito la vita.
Sono stata a riposo da subito visti i precedenti ma nonostante un ricovero dopo la villocentesi ed Aurora che le provava tutte per mettere alla prova la mia resistenza è andato tutto bene!
La villocentesi ha confermato ciò che già sentivo nel mio cuore. Sarebbe arrivato un maschietto,anche se il papà ,che ora lo adora, avrebbe voluto un’altra principessa! La nonna invece non poteva crederci, tanto che questa volta ha messo pure in dubbio la veridicità della villocentesi!
Il 18 febbraio verso sera inizio a stare malissimo per un’influenza intestinale devastante. Tralascio i dettagli ma ero piegata in due ed il giorno dopo avevo una visita importante di Aurora per la sua ciste ma non sono riuscita ad alzarmi dal letto. Ho mandato nonna e papà.
La data prevista per il parto era il 24( per l’ospedale) o 25 febbraio ( per la ginecologa) e speravo di riuscire a passare questo brutto momento. La sera del 19 mi sento un po’ meglio però inizio dei dolori di pancia che io confondevo con quelli dell’influenza intestinale. Mi accorgo di avere anche perdite ematiche e sono veramente sconsolata perché non me la sento di affrontare un parto. Per fortuna le contrazioni erano molto irregolari così ho deciso di non fare nulla.
La notte è passata abbastanza tranquilla, ed anche tutto il giorno dopo ho avuto contrazioni molto irregolari che nel pomeriggio si sono fatte più forti. Alla fine ho deciso di fare la classica doccia che consigliano in questi casi. Ho aspettato di cenare per farla anche perché il marito era al lavoro. Alle 19.40 entro in doccia (dopo una marea di messaggi con Giada Meggiolaro che ancora non conoscevo di persona ma che forse per telepatia, aveva iniziato a scrivermi per sapere come andasse) e da brava scolaretta che esegue gli ordini me ne esco alle 20:25.
Non avevo ancora appoggiato il piede fuori dalla vasca (ho la doccia in vasca) quando mi sembra di aver rotto le acque. Quindi chiamo mio marito che venga a casa da lavorare. Avrei ucciso il centralinista della ditta. Lo chiamo e lui, che sapeva benissimo del possibile parto, inizia a farmi chiacchierare e quando  gli chiedo di chiamare mio marito, mi risponde: “ma è qui?” Volevo anche rispondergli : “no è al bar che si fa uno spritz però mi andava di chiamare te!” Finalmente riesco a parlare con il marito il quale mi risponde:” ma non riesci ad aspettare le 21?” Altro possibile omicidio! Gli ho detto che sicuramente stavo crepando il sacco perché avevo sentito liquido che non ero sicura si fosse rotto del tutto ma che le contrazioni che avevo erano erano forti.
Metto giù il telefono, esco dal bagno ed allago il corridoio. Gli ho mandato subito un messaggio dicendo :”adesso non ho più dubbi! Corri a casa subito.” Ore 21:20 montiamo in macchina dopo aver lasciato Aurora con i nonni che per fortuna l’avevano tenuta anche il pomeriggio ed effettivamente mi hanno ricoverata per rottura sacco. Le contrazioni comunque erano sì forti ma molto irregolari.
Tranquillissima vado in stanza dove Alessandra Rossetto mi riconosce subito e così iniziamo a chiacchierare. Conosco lei, la sua Emma ed anche Ilenia Crema, con il suo piccolo Enrico. Praticamente una stanza  di mamme EMAVI presenti e future.
Sono lì bella tranquilla quando iniziano le contrazioni fortissime ed inizio a contare ogni quanto le avessi. Ero entrata che erano circa una ogni cinque minuti (ricovero alle 22.30) ma in poco tempo si sono ravvicinate una all’altra. Anche Alessandra, me l’ha fatto notare e mi ha suggerito di chiamare perché eravamo molto lontane dal nido. Appena mi ha visto l’infermiera mi ha detto: ero così tranquilla, quando sono cambiate così tanto? Effettivamente ero già dilatata di 4cm e mi sembrava di essere stata investita da un tir da quanto erano forti.
Chiamo il marito che nel frattempo era appena arrivato a casa, minacciandolo di non chiedermi chi stesse per nascere… Le ostetriche addirittura mi hanno proposto un parto in acqua, cosa che non osavo chiedere ma che desideravo tanto. Purtroppo Niccolò si muoveva così tanto che è stato impossibile farlo, non si fidavano di riuscire a controllarlo.
Accantonata l’idea del parto in acqua io stavo malissimo però non mi veniva da spingere. Una delle ostetriche, diceva che sentiva un leggero tumore da parto e che probabilmente era quello che non mi faceva sentire lo stimolo. Vedendo però che proprio non mi veniva da spingere nonostante fossi sfigurata dal dolore, la mitica Manolita ha preso in pugno la situazione e ha scoperto che un lembo del sacco era davanti agli occhietti di Niccolò e così non riusciva ad uscire perché arretrava la testina.
Sistemato il lembo, all’1.05 (sul cartoncino l’ora è sbagliata) del 21.02.2015  in due spinte a 39 sett e 4 giorni esattamente come sua sorella, è nato Niccolò Karol, un tipetto rossiccio di 47 cm X 2,930 kg con due occhi azzurro cielo …. Impossibile non innamorarsi!
Quel giorno ha segnato per me una svolta, un nuovo inizio conquistato con i denti ma forse per questo ancora più bello ed apprezzato.