Mamme Glam: vita da spiaggia!

Non sapete cosa indossare in vacanza o anche solo per una scampagnata al mare?

 

Ciao mamme!

L’estate è alle porte e non vogliamo rinunciare a qualche giorno di mare solo perche abbiamo il pancione, vero?

Anzi, sfoggiamo con orgoglio le nostre curve sensuali e godiamoci un po’ di Vitamina D: farà bene a noi e al nostro piccolino!

Vediamo allora come affrontare mare e temperature elevate senza perdere il nostro stile.

Innanzitutto non dimenticate una buona protezione per la pelle. I raggi solari sono dannosi, quindi protezioni alte (30 o 50 SPF) almeno per le prime esposizioni al sole ed evitiamo le ore piu calde!

Non ci sono scuse! in commercio ci sono decine di creme solari a disposizione.

Eviteremo di sembrare dei peperoncini abbrustoliti e spiaggiati

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Non dimenticativi poi che l’eccessiva esposizione al sole, spesso intensifica il cloasma gravidico (anche noto come Maschera della Gravidanza): macchie chiare o scure che possono comparire in alcune zone del viso, quali fronte, naso, zigomi e l’area del labbro superiore. Quindi PROTEGGETEVI!!

Fatte le raccomandazioni d’obbligo (portate pazienza, sono mamma anch’io :-)), veniamo ai consigli per essere fashion in spiaggia, ma non solo!

  • Iniziamo dal capo: il cappello in paglia! Ce ne sono di tutti i colori e per tutti i gusti: Panama

  • o a Tesa Larga. Non solo ci aiuta a proteggerci dal sole ma dona un tocco di classe al nostro outfit, qualsiasi esso sia!

Come non rendere omaggio, a tal proposito, ad una grande icona di eleganza e di stile: la mitica Audrey Hepburn!

Audrey Hepburn

Abbinalo anche tu agli occhialoni da sole per un effetto “diva di Hollywood”!

Scegliete ovviamente le forme ed i colori che piu si addicono e valorizzano il vostro viso (scopri le caratteristiche del tuo viso attraverso l’Analisi del Volto )

  • Conquista e lasciati conquistare dalle trasparenze di un romantico long dress lungo fino ai piedi o di media lunghezza, da indossare per andare in spiaggia o stare a bordo piscina. Può essere di lino o di cotone, ma sicuramente il bianco è il mio colore preferito per questo capo!

  • Dalla tradizione medio-orientale, il caftano: una tunica ideata per uso maschile, reinterpretata e rivista in chiave femminile e moderna. Gli stilisti, da Blumarine a Pucci, da Missoni a Biagiotti l’hanno proposto in diverse versioni. Elegantissimo, da sfoggiare in spiaggia o alla sera per un aperitivo al mare!

  • In alternativa, potete optare per uno chemisier. Da indossare morbido oppure con una cintura color corda o di cuoio da legare in vita o sotto al seno, per lasciare spazio al pancione. Un bel paio di infradito, un sandalo intrecciato o espadrillas, completeranno il look.

chemisier

  • La tutina corta o pagliaccetto: per chi ha ancora un pancione moderato, anche la tuta corta è perfetta per la vita da spiaggia

pagliaccetto

  • Il Pareo: versatile, sempre attuale e di moda. In molteplici colori e tessuti, lo si può indossare in diversi modi con la duplice funzione di copricostume e di telo sul quale distendersi al sole. Comodo, pratico e…si asciuga velocemente!

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Ma veniamo ai costumi:

  • Il bikini con il pancione è sempre sensuale e adatto a chi non vuole rinunciare all’abbronzatura

Perché non considerare anche per un costume due pezzi con lo slip a gonnellina o con ruches e volant?

  • Il tankini è una validissima alternativa al costume intero. Comodo e pratico, adatto a tutte è un’ottima soluzione in gravidanza, e non solo.

tankini

Beh, il costume intero non ha bisogno di presentazioni, giusto? Lo conosciamo tutte e sappiamo bene quando e come indossarlo

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Come vestire i nostri piedi durante il giorno? sandali, infradito, espadrillas e zeppe in corda sono l’ideale!

Non si può recarsi in spiaggia senza la borsa di paglia: colorate, ampie e capienti, color corda: adatte a tutti gli outfit da mare!

E dopo lunghe ore trascorse al sole, la giornata volge al termine, un po’ spossate dalla brezza estiva e dal calore, corriamo a prepararci per la sera!

Ideale per una cena l’ abito stile impero lungo (ve ne ho già parlato nel mio precedente articolo Mamme Glam: Cerimonia in vista…AAA vestito cercasi!!) o un bel maxi dress:

maxi dress

Una gonna lunga e dritta con elastico in vita, può trasformarsi in un originale miniabito se indossato morbido o con una cintura o un nastro che cinge il torso sotto al seno.

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Quando l’addome è piuttosto pronunciati, è importante bilanciare la figura quanto più possibile.

In questo caso, per rendere proporzionata ed armonica la figura, dobbiamo cercare di allargare le spalle.

Via libera dunque a maniche a sbuffo, scolli a barchetta, righe mariniere nella parte alta del busto

scollo a barchetta

 

mariniere

Se avete un abito con le spalle scoperte, portate con voi una stola per coprirvi nelle ore serali più fresche. Il colore è fondamentale: sarà accostata al viso, quindi è basilare che contenga i colori a voi “amici”, che vi esaltano e valorizzano. (vuoi scoprire quali sono i tuoi colori? Sottoponiti ad un’ Analisi del Colore)

Ecco quattro doversi modi di indossarla:

  1. Appoggiata su entrambe le spalle
  2. Appoggiata su una spalla sola e lasciata cadere morbidamente lungo il corpo
  3. Appoggiata sulle spalle a annodata dietro
  4. Avvolta sul davanti

E le scarpe?

sandali gioiello e, perche no?  tacchi per la sera

L’abbronzatura d’estate dona colore al nostro viso e spesso il make up è superfluo. Tuttavia, in presenza di discromie o macchie solari, un leggero tocco di fondotinta può aiutare a rendere omogeneo il colorito.

Osate con un bel rossetto colorato per esaltare una bella bocca o applicate un semplice gloss per labbra più carnose.

Oppure puntate sul colore dell’ombretto se invece il vostro punto forte sono gli occhi.

Spesso, è sufficiente un tocco di mascara ed eye liner per avere uno sguardo sensuale e penetrante.

Se di giorno in spiaggia l’uso di gioielli e accessori è sconsigliato, la sera è il momento giusto per indossarli.

Per evitare di portare in viaggio gioielli preziosi, puntate sulle cromie e l’originalità.

Ne fanno di pelle, di plastica, di metallo, di perline… trovate la vostra collana colorata e abbinatela agli orecchini.

Certo, cosa mettere in valigia dipende molto dalla destinazione, dal periodo, dal tipo di vacanza e, soprattutto, dal vostro stile.

Se volete saperne di più o se desiderate una consulenza personalizzata, contattatemi anche attraverso la mia Pagina Facebook !

Ciao, alla prossima!

Elena Beaupain

Image Consultant

www.ebimageconsultant.com

molte immagini presenti in questo articolo sono gentile concessione di Google

 

Mamme Glam: Cerimonia in vista.. AAA Vestito Cercasi!!

Hai ricevuto un invito ad un matrimonio e non sai cosa indossare?

 

Ciao mamme!

La primavera finalmente è con noi e, a parte qualche giornata grigia che vuole ricordarci che ci siamo lasciati alle spalle l’inverno solo da poche settimane, il sole comincia a splendere e a farci sentire il suo calore 🙂

E con l’arrivo della primavera, anche voi avete ricevuto l’invito di partecipazione ad un matrimonio?

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Allora pensiamo subito al vestito da indossare per l’occasione! Ma… il matrimonio sarà tra qualche settimana o tra un paio di mesi… e il mio pancione per allora sarà ancora piu grosso… cosa mi metto??!!??

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Non preoccupatevi!

Per fortuna il mondo fashion ci corre in aiuto proponendoci abiti che sono sempre di tendenza e che ci faranno sentire a nostro agio anche nelle occasioni piu importanti.

Non è possibile qui elencare le innumerevoli possibilità, anche dettate dalle varianti possibili presenti ad ogni matrimonio: location, formalità, stagione, orario di svolgimento, ecc. Ma cercherò di darvi dei suggerimenti base, che vi aiuteranno a togliervi d’impaccio.

Se siete all’inizio della gravidanza, la pancia non è ancora troppo prominente e la cerimonia non è troppo formale, possiamo ricorrere al wrap dress. Pensate, nasce nel 1973, lanciato da Diane Von Fürstemberg, ma è ancora super attuale

Il drappeggio sul davanti e la cintura in vita o sotto al seno aiutano a camuffare rotondità che preferiamo nascondere in questa fase.

I tessuti devono essere morbidi e scivolati.

Per una cerimonia che si svolge di pomeriggio, il cocktail dress con drappeggi o disegni strategici nei punti giusti, è l’ideale.

COCKTAIL DRESS

Per una cerimonia che si svolge invece in ore serali o laddove richiesto dal dress code dettato dalla sposa, potete optare per l’abito lungo.

Anche per le gravidanze più avanzate l’abito stile impero è perfetto!

Fantasie floreali e colori pastello per il pomeriggio e colori piu intensi man mano che si avvicina la sera, fino al verde intenso, blu notte e al viola.

Non solo si adatta perfettamente alle forme del nostro corpo, ma ci permette di celare sotto il vestito scarpe comode che ci regalano maggior comfort per le gambe ed i nostri piedi.

Un’ottima soluzione sia per il giorno che per la sera, è la Jumpsuit! La jumpsuit può essere indossata nella vita di tutti i giorni nelle sue versioni piu sportive, ma è adatta anche ad una cerimonia, con il pantalone largo e tessuti scivolati

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E gli accessori?

  • Per il giorno va bene una borsa di grandezza media, per la sera invece meglio optare per una pochette o una clutch.
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  • Le scarpe chiuse o aperte? Dipende dal luogo in cui si svolge la cerimonia e dalla formalità o dal dress code richiesto. In generale andrebbero chiuse, ma oggi i matrimoni sono meno formali e si può optare anche per scarpe aperte o addirittura sandali gioiello se si svolge al mattino. Non dimenticate che siete incinta, le temperature saranno piuttosto elevate e le nostre estremità tenderanno a gonfiarsi.
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  • I gioielli dovrebbero essere piu discreti per eventi che si svolgono al mattino. Sono ammessi gioielli piu importanti alla sera. Ovviamente, ricordiamoci che gli abbinamenti devono essere bilanciati: se indossiamo un abito ricco di motivi o già adorno di dettagli, meglio non esagerare con vistosi orecchini o collane sgargianti
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In generale:

  1. evitiamo tutto ciò che attira l’attenzione sul punto vita, come fibbie o orli che finiscono proprio sulla pancia.
  2. Ricordate che l’attenzione dell’occhio cade sempre dove ci sono punti di stacco.
  3. Cerchiamo di indossare abiti con linee e drappeggi diagonali, possibilmente che partano da sotto il seno
  4. I colori dell’abito che indosseremo dipendono dalla formalità della cerimonia, ma in generale saranno colori pastello per la cerimonia al mattino e si intensificheranno verso sera. I motivi floreali e gli abiti fantasia vanno bene, ma sono meno formali.
  5. Le spalle, in caso di cerimonia in chiesa, vanno coperte. Quindi non dimenticate di portarvi una stola, un coprispalle o una giacca, a seconda dell’outfit che avrete scelto. Super consigliata anche se l’evento si svolge di sera, quando la temperatura comincia a scendere.

Bene! Anche per questa volta è tutto!

Se volete approfondire o avete bisogno di suggerimenti personalizzati, non esitate a contattarmi!

Alla prossima!

Elena Beaupain

Image Consultant

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Moderne ricerche scientifiche sull’infanzia

NOVITA’ DALLA MODERNA RICERCA SCIENTIFICA SULL’INFANZIA

La moderna ricerca scientifica sull’infanzia (Infant Research) ha avuto negli ultimi trent’anni una sviluppo molto forte, anche grazie all’uso e utilizzo delle tecniche di video analisi che ha permesso agli scienziati di studiare le relazioni mamma-bambino e papà-bambino in modo concreto e oggettivo.

Moderne ricerche scientifiche sull'infanziaCiò che è emerso, rispetto al passato, è il ruolo fortemente attivo da parte della nuova creatura nella creazione e nello sviluppo della relazione con le figure di accudimento principali (non solo madre e padre). Già come feto, ma ancor più come neonato, egli sceglie ciò che gli piace e ciò che non gli piace, decide se dirigere la propria attenzione verso qualcosa o qualcuno oppure no.

Inoltre è emerso che lo stile con il quale verrà a caratterizzare le relazioni primarie con la figura materna e paterna verrà utilizzato dapprima dal bambino, e in seguito alla crescita dall’adulto, per ogni tipo di relazione che intratterrà nella sua vita.

La consapevolezza di queste conoscenze ci fa comprendere quanto siano influenti e determinanti i nostri atteggiamenti e comportamenti nei confronti dei nostri figli neonati e che l’intento primario del nostro impegno nei loro confronti, vuole essere quello di offrire, al nostro “cucciolo di uomo”, una relazione stabile, sicura, coerente, congruente ed empatica, ovvero tutto ciò che serve a qualsiasi persona per affrontare il mondo con fiducia e serenità.

L’Associazione Doraluce offre percorsi individuali, di coppia e di gruppo chiamati “I bambini sono nostri maestri” dove l’accento viene posto sul modo in cui i genitori si rapportano con il proprio neonato o bambino. La novità di questo corso sta nel cambio di prospettiva radicale rispetto alla prassi più diffusa , ovvero si preferisce dare maggior valore alla naturalità del bambino , delle sue espressioni e comportamenti , rispetto a quelle che sono le credenze e le convinzioni dei genitori sull’accudimento, sull’educazione acquisiti dai propri genitori o dagli atteggiamenti culturali più diffusi comunemente.

22Ci impegniamo a sostenere i genitori, che intendono andare oltre la ripetizione automatica di vecchi schemi e abitudini, che spesso hanno creato molto dolore anche a noi stessi, con percorsi personalizzati utilizzando la video analisi all’interno di colloqui di counseling. I genitori preparano brevi video di pochi minuti (3 o 4) di loro momenti con il neonato che poi vengono analizzati insieme al counselor per rilevare gli elementi positivi da rafforzare emersi nella relazione con il bambino o quelli, non così soddisfacenti per i genitori, da modificare o correggere. E’ una modalità molto semplice ed efficace che in poche sedute permette ad ogni genitore di specchiarsi, di vedere, in modo inequivocabile, i propri punti di forza e le proprie aree di miglioramento e soprattutto di porre delle basi solide nella relazione con il proprio figlio, anche se ancora non parla.

Il nostro neonato, il nostro bambino, la sua esistenza, dipende completamente da noi nei primi anni di vita. Lui lo sa e non smette mai di amarci con tutto sé stesso , fino anche a sacrificare i propri bisogni ed esigenze per far piacere ai propri genitori.

D’altro canto non tutti i genitori sanno che ogni bimbo su questa terra nasce con dei diritti universali, riconosciuti anche dall’Onu, e collegati allo sviluppo psicofisico dei sui primi 6 anni di vita. Questi diritti sono:

  1. diritto ad esistere
  2. diritto ad essere nutrito sia materialmente che affettivamente
  3. diritto ad essere autonomo
  4. diritto ad opporsi
  5. diritto ad avere una sessualità connessa all’amore

33Ognuno di questi diritti corrisponde ad una sua fase di crescita e sviluppo, ed è importante permetterne una affermazione rispettosa e più completa possibile.

Per questo l’Associazione Doraluce ha deciso di seguire le famiglie anche nella loro crescita a medio e lungo termine nella convinzione che un piccolo sostegno dato al momento giusto può fare la differenza per il benessere di un bambino/a, di una donna e di un uomo.

Chi fosse interessato a contattarci o a ricevere la nostra newsletter può scrivere a info@doraluce.it e inviare la propria e-mail o contattarci sul sito www.doraluce.it

Ingrid e la nascita di Joseline

Per la rubrica “Ti racconto il mio parto” mamma Ingrid ci parla dell’arrivo della sua “Castagna”

Ingrid e la nascita di Joseline

Era domenica 6 ottobre 2013 quando iniziai ad avere le prime contrazioni; essendo la mia prima gravidanza non sapevo come comportarmi e così andai in ospedale.

Mi ricoverarono dicendomi che ormai mancava poco per l’arrivo della mia bambina…avevo paura.

Tutto d’un tratto non mi sentivo pronta e sentendo i piccolini piangere, iniziai a piangere anch’io.

Rimasi in ospedale fino a mercoledì 9 e poi tornai a casa..ancora senza la mia bimba. Ero tristissima, avevo scadenza il 20 ottobre e il mio compagno sarebbe partito lunedì 14 per star via due settimane. Era un nuovo lavoro, non poteva mancare e ormai mi stavo abituando all’idea di dover far nascere la mia bimba senza lui.

Sabato 12 ottobre 2013, buongiorno e tanti auguri di buon compleanno amore..oggi compi 21 anni!

Mi alzo dal letto per far colazione e tac! Ore 11.00 mi si rompono le acque, emozione a mille.. non ci posso credere.. andiamo direttamente in ospedale, mi fanno una visita e giù altra acqua.

Ore 12.30 iniziano le prime forti contrazioni. Signora, lei tra poco vedrà la sua bambina.. non mi sembra vero, non avevo più paura, mi sentivo pronta! La verità è che avevo troppo male per provare altro!

Lui sempre al mio fianco, come avevo sempre sognato..mi sopporta, mi supporta, mi incoraggia dalle 16.00 che ero ormai pronta a spingere.

Ore 18.10..eccola! 3.170 kg di castagna! Benvenuta Joseline, sei bellissima come ti avevo immaginata, anzi, molto di più!

Lui la guarda, “è bellina” esclama.. come “bellina”? Niente, sono troppo stanca per guardarlo male.
Guardo lei che è meglio, la tengo con delicatezza sul mio petto e la allatto.. la allatto e la allatto talmente tanto che ormai siamo a due anni e 4 mesi di tetta!

Ti amo Joseline!

Se anche tu vuoi condividere la tua esperienza di parto scrivici su esseremammeavicenza@gmail.com

Elena e la nascita di Francesca

Per la rubrica “Ti racconto il mio parto”, mamma Elena ci parla dell’arrivo della piccola Francesca

Elena e la nascita di Francesca

Dicono che quando dai alla luce un figlio sia il giorno piu’ bello della tua vita….io fino al 1 giugno di quest’anno non reputavo questa affermazione del tutto veritiera nonostante avessi gia’ avuto due figli meravigliosi di 14 e 12 ani!!!!!

Ciao mi chiamo Elena e ho 39 anni.

Ho aspettato nove mesi con sensazioni di felicita’ ma allo stesso tempo di terrore e paura la nascita di questa mia meravigliosa creatura fino a mercoledi’ 1 giugno quando alle cinque e mezza del mattino mi sono svegliata con dei dolori costanti ogni cinque sei minuti sempre piu’ forti tanto da farmi dire: Tesoro e’ ora!!! penso che dobbiamo partire!!!!

Proprio per la mia paura del parto, del dolore, ero terrorizzata e piena di ansia. Il ricordo delle mie due esperienze, che non sono state negative o problematiche, anzi, due parti veloci (4 e 3 ore il secondo) tradizionali, senza epidurale, niente parto in acqua o qualsiasi metodo adottato tutt’oggi per affrontare nel miglior dei modi questo evento, mi ha portato ad informarmi sulla possibilita’ di fare l’epidurale. Ho seguito il corso sul parto in analgesia tenuto a Vicenza dal Dott. Gulino ho fatto gli esami e ho conosciuto l’ostetrica Manolita che assieme al Dott. Gulino per me sono diventati due angeli in terra!!!!!

Ho deciso di usufruire della possibilita’ di essere seguita privatamente da loro durante il parto per la paura di dover combattere o convincere alcune ostetriche a farmi l’epidurale durante il travaglio proprio perche’ sapevo che giusto o non giusto molte sono sfavorevoli a questa possibilita’.

Devo dire che sono stati i soldi meglio spesi di tutta la mia vita!!!!!!

Sono arrivata in ospedale e in auto durante il tragitto ho chiamato la Manolita che mi ha rincuorata dicendomi che sarebbe arrivata in 20 minuti e cosi’ e’ stato. Nel giro di 10 minuti dopo l’arrivo in ospedale i dolori erano fortissimi non me li ricordavo cosi’ forti credevo di morire e sono convinta che non sarei arrivata in fondo come le altre due volte!!!

Poco dopo e’ arrivato anche il Dott. Gulino che mi ha fatto subito l’epidurale, ero spaventata anche del dolore dell’ago sulla schiena invece non ho sentito assolutamente nulla!!!! incredibile!!!!

Magicamente mi sono trovata poco dopo in una pace incredibile a parlare del piu’ e del meno con mio marito e con la mia meravigliosa ostetrica a fare foto a chiamare e tranquillizzare mia madre al telefono fino a che non ero dopo un ora gia’ dilatata totalmente pronta per le spinte!!!!

Dopo due spinte l’ostetrica mi dice che alla prossima sarebbe nata la mia bambina io non ci credevo, non credevo che era gia’ tutto finito cosi’ stupendamente leggero e cosciente ero presente totalmente e fisicamente alla nascita della mia creatura!!!

Nella spinta finale la Manolita mi dice guarda Elena, guarda la tua bambina che sta nascendo!!!

elena francesca papàHo aperto gli occhi e ho visto che usciva Francesca prima la testa, il corpo, e poi in un secondo l’avevo gia io in grembo, la stavo abbracciando ricoperta dalle lacrime mie e del suo papa’!!

Credo che non smettero’ mai di ringraziare e lodare queste due persone che mi hanno fatto vivere il momento piu’ bello della mia vita in questo modo, anche se ero scettica all’inizio e non credevo alla possibilita’ che potesse essere possibile un parto dl genere, ora posso dire e urlare grazie alla Manolita e al Dott. Gulino per il servizio che offrono alle future mamme a Vicenza! Sono delle persone magnifiche, disponibili prima e dopo il fatidico giorno, sono professionali umane e hanno reso il mio giorno in un giornata UNICA!!!!

Sarei tornata a casa con la mia Francesca anche dopo un ora dal parto da quanto bene Elena-Francesca-papàstavamo entrambe e non smettero’ mai di consigliare a tutte le mamme che incontro di conocere queste due persone uniche!! Mamme fidatevi, io ho partorito tre volte in due maniere diversissime e posso dire che il parto in analgesia e’ un sogno il sogno vero di diventare mamma!

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Alessandra e le nascite di Aurora e Niccolò

Alessandra

Per la rubrica “Ti racconto il mio parto”, mamma Alessandra ci parla delle nascite dei piccoli Aurora e Niccolò

Aurora Picco03.04.2012 Aurora Karol la nostra dolce e caparbia principessa

Questa bambina ci ha fatto prendere uno spavento sin dall’inizio… i test di gravidanza sono risultati negativi un bel po’ dopo il mancato il ciclo: io però avevo fatto un sogno che non mi ha quasi mai fatto crollare nonostante gli spaventi iniziali.

Ho sognato di essere in Piazza San Pietro, e Papa Wojtyla stava facendo il giro consueto con la papamobile. Nel mio sogno però era senza i vetri di protezione e si faceva passare i bambini come faceva di solito prima dell’attentato. Ad un certo punto ha fatto spostare tutti, dopo aver passato una bambina ai legittimi genitori è venuto verso di me, ha appoggiato una mano sulla mia pancia ed  ha detto: “non ti preoccupare, anche se tutto dice che non sei incinta, in realtà lo sei, sarà una bambina e te la proteggerò io!” Sulla pancia che mi doleva già da parecchi giorni nonostante appunto i test negativi, ho sentito un grande calore e mi sono svegliata serena.

Finalmente dopo 12 giorni di ritardo il test ha deciso di dirmi che ero incinta. Ad otto settimane inoltrate, 8+5 mi sembra, ho fatto la prima visita però ci è crollato il mondo addosso perché non c’era battito. Allora il ginecologo ci ha fatto fare il dosaggio delle beta, cosa che il mio medico di base non aveva consigliato. Essendo io alle prime armi non sapevo come muovermi.

Per fortuna il dosaggio andava bene e cresceva in proporzione però diciamo che il ginecologo non ci aveva dato molte speranze anche perché dall’ecografia non sembravo in otto settimane avanzate, ma in 5 + 6. Dopo una settimana abbondante di agonia, siamo tornati dal ginecologo e finalmente eccolo lì il battito del nostro fagiolino, con età ecografica di 6 + 5 e battito forte forte forte.

I conti di questa gravidanza fortemente voluta non ci sono mai tornati…ancora non sappiamo bene quando sia avvenuto il concepimento, nonostante tenessi i conti di tutto. È stato un mio miracolo, il nostro miracolo! In effetti la gravidanza poi mi è stata ridatata di 9 giorni.

Tutto è andato avanti liscio, a parte il fatto che comunque fin da subito, questo Fagiolino non si è dimostrato un colosso. Ovviamente alla morfologica abbiamo scoperto con grande gioia che sarebbe arrivata una bambina. Io nel mio cuore non avevo dubbi. L’unica un po’ delusa era la nonna materna che voleva il maschietto, ma si è rifatta più avanti!

A 20  settimane, avevo accompagnato la nonna a fare una visita e sono caduta in ospedale. Ho sbattuto pancia, ginocchio e naso per cui poi in preda all’agitazione mi sono partite le contrazioni. Sono andata a farmi visitare ed ho detto alla nonna che non aveva mai visto una ecografia,di entrare con me. L’unica cosa che ha chiesto alla dottoressa è se per caso non si fossero sbagliati e fosse un maschio. La dottoressa ha detto che quella cosa non l’aveva controllata, visto che non le interessava al momento.

Poco prima della nascita, alla terza ecografia di controllo, abbiamo visto che Aurora -così si sarebbe chiamato il nostro gioiello- aveva ed ha tuttora una ciste addominale. Ogni settimana andavo quindi a fare ecografie di secondo livello perché nonostante tutto le cisti sono considerate “malformazioni”. Per fortuna, perché così abbiamo potuto vedere e controllare il liquido amniotico.

Per tutto quello che era successo mi ero convinta che mia figlia sarebbe nata il 2 aprile, giorno della morte di Karol Wojtyla. Il 1 aprile, non ne potevo più… Mi sembravo una balena spiaggiata e così ho cominciato a far sentire ad Aurora la canzone omonima di Eros Ramazzotti, non una ma penso una trentina di volte… Al corso preparto avevano detto che potevamo durante il travaglio chiamare il bambino, che avrebbe aiutato. Non so se sia vero, io comunque l’ho fatto.
Al pomeriggio ho iniziato ad aver un terribile mal di schiena, e la sera finita la partita del Milan ho cominciato a sentire dei dolori molto forti. Non sapevo che fossero contrazioni ma poi sono andata in bagno ed ho visto delle perdite di sangue. Con calma ho iniziato a segnare la frequenza dei dolori e sono andata a farmi una doccia. All’inizio erano ogni cinque minuti, poi ogni tre minuti e mezzo. Questo nel giro di un’ora perciò abbiamo deciso di fare un salto in ospedale.
In effetti, si stava muovendo qualcosa però il canale era ancora chiuso, solo 1 cm di dilatazione ed eravamo ancora molto lontani nonostante le contrazioni. Per fortuna sono andata in ospedale perché il liquido che al giovedì era regolare, la domenica notte era praticamente un terzo. Hanno deciso di farmi ritornare la mattina dopo per un controllo e di tener monitorate le perdite.Ho avuto contrazioni tutta la notte e verso le cinque ho sentito uscire molto liquido. Il sacco però non si è mai rotto. Solo crepato in alto. Tornata per il controllo, mi hanno ricoverata perché appunto avevo crepato il sacco.
In sala d’aspetto ricordo di aver incontrato una ex infermiera che ha una casa di accoglienza per ragazze madri. Ha “monitorato” le contrazioni e mi ha detto appunto che erano ogni tre minuti. Ha previsto un parto entro due o tre ore. Magari! Tutto il giorno in queste condizioni con contrazioni ogni tre minuti anche ogni due. Un male pazzesco e canale che non si dilatava.
Alla fine verso le 22 mi hanno mandato a fare un’altra doccia però dovevo restare dentro almeno 40 minuti. L’avessi fatta prima! Finalmente sono partite le contrazioni giuste e verso le 23:40, ero a 3 cm e mezzo. Mi hanno portato in sala parto dove mi hanno rotto il sacco e verso l’1:30 del 3 Aprile mi hanno fatto chiamare mio marito (era tornato a casa alle 23 dopo un tracciato).
L’ostetrica era uscita un attimo a prendere delle cose per il parto e ne aveva approfittato per farmi chiamare a casa. Dico a mio marito in preda ad una contrazione: “vieni che sta per nascere!” E lui: “per nascere chi?”. Questo per tre-quattro volte! Alla fine mi sono messa ad urlare ed è corsa pure l’ostetrica da quanto ho urlato.
Il travaglio è andato avanti abbastanza lentamente e mi hanno praticato anche un’episiotomia… Ad un certo punto avevano già mobilitato anche il ginecologo per un cesareo visto ad ogni spinta il battito di Aurora calava e non cambiava nulla. Alla fine, mi hanno fatto la manovra di Kristellerer di cui non sapevo nulla e mi sono fidata.
Per fortuna è andato tutto bene ed alle 4:25 del 3 aprile 2012 sono diventata mamma di una splendida creatura di 48 cm per 2,670 kg (minuscola se si pensa che ero ingrassata di 23 kg!) di nome Aurora Karol .
Volete sapere perché non nasceva? La signorina aveva in mano il cordone ombelicale e non voleva saperne di lasciarlo! È nata proprio così, col cordone in mano! Ha pianto un sacco quando gliel’hanno tolto ma poi l’hanno appoggiata sul mio seno ed i suoi occhietti vispi e scurissimi hanno conquistato il mio cuore!

Niccolò Picco21.02.2015 Niccolò Karol : l’esuberante

Se possibile questo mio dono è stato desiderato ancora di più di sua sorella. Dopo un tentativo andato male ed un periodo nerissimo e buio, quelle due lineette rosa nel test di gravidanza mi hanno restituito la vita.
Sono stata a riposo da subito visti i precedenti ma nonostante un ricovero dopo la villocentesi ed Aurora che le provava tutte per mettere alla prova la mia resistenza è andato tutto bene!
La villocentesi ha confermato ciò che già sentivo nel mio cuore. Sarebbe arrivato un maschietto,anche se il papà ,che ora lo adora, avrebbe voluto un’altra principessa! La nonna invece non poteva crederci, tanto che questa volta ha messo pure in dubbio la veridicità della villocentesi!
Il 18 febbraio verso sera inizio a stare malissimo per un’influenza intestinale devastante. Tralascio i dettagli ma ero piegata in due ed il giorno dopo avevo una visita importante di Aurora per la sua ciste ma non sono riuscita ad alzarmi dal letto. Ho mandato nonna e papà.
La data prevista per il parto era il 24( per l’ospedale) o 25 febbraio ( per la ginecologa) e speravo di riuscire a passare questo brutto momento. La sera del 19 mi sento un po’ meglio però inizio dei dolori di pancia che io confondevo con quelli dell’influenza intestinale. Mi accorgo di avere anche perdite ematiche e sono veramente sconsolata perché non me la sento di affrontare un parto. Per fortuna le contrazioni erano molto irregolari così ho deciso di non fare nulla.
La notte è passata abbastanza tranquilla, ed anche tutto il giorno dopo ho avuto contrazioni molto irregolari che nel pomeriggio si sono fatte più forti. Alla fine ho deciso di fare la classica doccia che consigliano in questi casi. Ho aspettato di cenare per farla anche perché il marito era al lavoro. Alle 19.40 entro in doccia (dopo una marea di messaggi con Giada Meggiolaro che ancora non conoscevo di persona ma che forse per telepatia, aveva iniziato a scrivermi per sapere come andasse) e da brava scolaretta che esegue gli ordini me ne esco alle 20:25.
Non avevo ancora appoggiato il piede fuori dalla vasca (ho la doccia in vasca) quando mi sembra di aver rotto le acque. Quindi chiamo mio marito che venga a casa da lavorare. Avrei ucciso il centralinista della ditta. Lo chiamo e lui, che sapeva benissimo del possibile parto, inizia a farmi chiacchierare e quando  gli chiedo di chiamare mio marito, mi risponde: “ma è qui?” Volevo anche rispondergli : “no è al bar che si fa uno spritz però mi andava di chiamare te!” Finalmente riesco a parlare con il marito il quale mi risponde:” ma non riesci ad aspettare le 21?” Altro possibile omicidio! Gli ho detto che sicuramente stavo crepando il sacco perché avevo sentito liquido che non ero sicura si fosse rotto del tutto ma che le contrazioni che avevo erano erano forti.
Metto giù il telefono, esco dal bagno ed allago il corridoio. Gli ho mandato subito un messaggio dicendo :”adesso non ho più dubbi! Corri a casa subito.” Ore 21:20 montiamo in macchina dopo aver lasciato Aurora con i nonni che per fortuna l’avevano tenuta anche il pomeriggio ed effettivamente mi hanno ricoverata per rottura sacco. Le contrazioni comunque erano sì forti ma molto irregolari.
Tranquillissima vado in stanza dove Alessandra Rossetto mi riconosce subito e così iniziamo a chiacchierare. Conosco lei, la sua Emma ed anche Ilenia Crema, con il suo piccolo Enrico. Praticamente una stanza  di mamme EMAVI presenti e future.
Sono lì bella tranquilla quando iniziano le contrazioni fortissime ed inizio a contare ogni quanto le avessi. Ero entrata che erano circa una ogni cinque minuti (ricovero alle 22.30) ma in poco tempo si sono ravvicinate una all’altra. Anche Alessandra, me l’ha fatto notare e mi ha suggerito di chiamare perché eravamo molto lontane dal nido. Appena mi ha visto l’infermiera mi ha detto: ero così tranquilla, quando sono cambiate così tanto? Effettivamente ero già dilatata di 4cm e mi sembrava di essere stata investita da un tir da quanto erano forti.
Chiamo il marito che nel frattempo era appena arrivato a casa, minacciandolo di non chiedermi chi stesse per nascere… Le ostetriche addirittura mi hanno proposto un parto in acqua, cosa che non osavo chiedere ma che desideravo tanto. Purtroppo Niccolò si muoveva così tanto che è stato impossibile farlo, non si fidavano di riuscire a controllarlo.
Accantonata l’idea del parto in acqua io stavo malissimo però non mi veniva da spingere. Una delle ostetriche, diceva che sentiva un leggero tumore da parto e che probabilmente era quello che non mi faceva sentire lo stimolo. Vedendo però che proprio non mi veniva da spingere nonostante fossi sfigurata dal dolore, la mitica Manolita ha preso in pugno la situazione e ha scoperto che un lembo del sacco era davanti agli occhietti di Niccolò e così non riusciva ad uscire perché arretrava la testina.
Sistemato il lembo, all’1.05 (sul cartoncino l’ora è sbagliata) del 21.02.2015  in due spinte a 39 sett e 4 giorni esattamente come sua sorella, è nato Niccolò Karol, un tipetto rossiccio di 47 cm X 2,930 kg con due occhi azzurro cielo …. Impossibile non innamorarsi!
Quel giorno ha segnato per me una svolta, un nuovo inizio conquistato con i denti ma forse per questo ancora più bello ed apprezzato.

Arianna e la nascita di Evelyn

Evelyn

Per la rubrica “Ti racconto il mio parto”, mamma Arianna ci parla della nascita della piccola Evelyn

La mia gravidanza è andata benissimo, solo all’inizio per una settimana ho avuto nausea poi niente altro, quindi devo dire che me la sono goduta ..

Man mano che passavano i mesi avevo sempre più voglia di vedere la mia pulcina che scalciava e scalciava come una matta in pancia.

Gli esami e le eco andavano sempre perfetti ,avevo solo quella paura chiamata “parto” che mi fissava in testa, avevo paura di sentire dolore e di come sarebbe stato questo dolore.. avevo paura che qualcosa andasse storto durante il parto ma prima o poi dovevo passarci anche io per forza.

Alle 16 di pomeriggio del 31 di Dicembre, arrivata a 39 settimane (dpp l’8 gennaio ), io e il mio compagno ci rechiamo in pronto soccorso ostetrico a causa di perdite bianche che pensavamo fosse liquido amniotico che poi, dai risultati del  prom test non era.

Dopo avermi visitato mi dissero di non  sognarmi di prenotare i tracciati perché ero a 1 cm di dilatazione e che forse non arrivavo nemmeno ai primi di gennaio, di stare a riposo e di aspettare.

Il mio compagno era di una gioia pazzesca mentre io ero un pò spaventata pensando a cosa andavo incontro ma morivo dalla voglia di abbracciare la mia pulcina.

Tornati a casa mi butto nel divano e riposo perché volevo essere pronta per il capodanno.Mi sveglio alle 7 di sera, mi lavo, mi vesto e mi preparo tranquillamente e assieme al mio compagno andiamo a festeggiare l’ultimo a casa di parenti.

Quando arriviamo tutti mi fanno i complimenti per la pancia, mi chiedono quando deve nascere e sopratutto mi cominciano a spaventare dicendo che quando inizierà il travaglio morirò dal dolore.

Dal nervoso mi sono messa a tavola a mangiare, sempre piu affamata mangio tutto. Alle 10 di sera stava arrivano il secondo e io comincio ad avvertire dei doloretti simili al ciclo. Porto pazienza e mangio, infine stavo bene. Quei doloretti però, sempre di stessa intensità, li avevo ogni 3min precisi.

Allora io e il mio compagno ci siamo guardati e abbiamo pensato se non fosse il caso di andare in pronto soccorso ma ecco che arrivano i parenti, che appena sentito che avevo dei doloretti sono corsi a dirmi che se fossi in travaglio sarei per terra piegata dal male.

A me quei doloretti non convincevano però, visto che stavo bene, ho deciso che avrei aspettato il brindisi di mezzanotte e poi me ne sarei tornata a casa per riposare. Passata la mezzanotte e salutato tutti, andiamo a casa.

Arrivata mi cambio per andare a letto ma ecco che quel dolore si è intensificato. Vado in bagno per prendere tutte le mie cose e mi accorgo di perdere tantissimo filamento di muco misto sangue, quello era il famoso “tappo”! Io e il mio compagno ci guardiamo e diciamo insieme “è ora !” … dovevamo solo partire e andare perché la valigia era già sistemata e pronta in macchina.

Era l’una e mezza e arrivati in pronto soccorso mi fanno fare un tracciato che dura quasi un’ora. Dopo di che mi visitano e mi dicono che ho la soglia alta del dolore perché sono a 4/5cm di dilatazione.

Alle 3 Entro in sala parto però prima ho voglia di farmi una doccia calda per rilassarmi con l’aiuto del mio compagno  che mi aiuta a tenere il getto d’acqua. Stavo benissimo, non sentivo più contrazioni e sareri voluta rimanere li ore e ore.

Dopo 40 minuti di doccia esco, mi vengono a fare dei prelievi e mi visitano, quando ho guardato il faccia l’ostetrica che iniziava a mettersi il camice ho capito che era ora. Mi dice che ero dilatata completamente e di iniziare a spingere. Niente epidurale perché riuscivo a gestire bene il dolore, niente urla perché non serviva urlare ma a me son bastate 4 belle spinte e respiri profondi… mi dicono apri le braccia ed ecco che mi danno in braccio il mio gioiello: Evelyn è nata il 1° dell’anno, alle 5:04 con un peso di 2,755kg x 50cm.

Siamo perfino finiti nel giornale perché Evelyn ha voluto aggiudicarsi il premio di 1^ nata all’Ospedale di Santorso!

Con le lacrime agli occhi ricordo ancora quella notte magica e di mille emozioni! Io che avevo paura del dolore… beh mi sono ricreduta su me stessa! Siamo donne, siamo invincibili e abbiamo una forza straordinaria!!!

Serena e la nascita di Vittoria

 Vittoria

Per la rubrica “Ti racconto il mio parto”, mamma Serena ci parla della nascita della sua piccola Vittoria

E la notte tra l’8 e il 9 giugno, è appena l’una di notte….devo andare in bagno e penso di aver rotto le acque appena mi sono seduta.

Non mi accorgo e torno a letto. Sono sveglia, guardo l’ora ed è solo l’1 e 30. Sento una sensazione strana mi alzo e sento correre giù acqua dalle gambe, chiamo i miei genitori e chiedo di portarmi in ospedale.

Arriviamo, sono le 2:15 e mi mettono sotto tracciato. Il tempo passa e io voglio andare a casa.
Alle 4:30 mi dicono che mi ricoverano e inizio a piangere perché non voglio stare dentro.
Arriva la mattina; zero contrazioni, zero dolori, tracciati tutti tranquilli… In quel momento conosco una ragazza a cui ora sono legata: sono rimasta impressionata dal suo stato dopo aver partorito, e mi vien da pensare di volere il taglio cesareo!
Ho paura…
Arriva la notte inizia qualche piccola contrazione ma nulla di ché.
Alle 8 del mattino del 10 giugno inizio col tracciato ma contrazioni zero, dilatazione non si vedeva però Vittoria spingeva e io non riuscivo nè a sedermi nè andare in bagno, cosi alle 12:00 mi portano in sala parto e mi inducono il parto. Non ho voluto l’epidurale, alle 13:00 ero di 10 cm e iniziavano un pò i dolori.
Con 4 spinte Vittoria è nata! Ho voluto tagliare io personalmente il cordone ed è stata la cosa piu bella!
Vittoria alla nascita pesava 3.100 kg per 43 cm di fagottino.
Innamorata della mia creatura, lo rifarei mille volte!
Se anche tu vuoi raccontare la tua esperienza di parto, scrivici alla mail esseremammeavicenza@gmail.com

AnnaLety e la nascita di Tommaso

A vederla da fuori, la nascita di Tommaso è invidiabile: primo figlio, tre ore tra travaglio e spinte, lacerazione minima con pochi punti e zero conseguenze, dimissioni anticipate alle 48 ore con allattamento più che avviato. Eppure io non ho un bel ricordo di quel momento, tanto che, spesso, ancora piango a pensarci.

Sarà che da sempre sento che l’ospedale non è il luogo dove far nascere i miei figli; che il parto, seppure sia un momento complesso, non è una malattia; che una donna deve restare tale, non trasformarsi automaticamente in una paziente appena entra in pronto soccorso. Fermo restando che riconosco tutto il bene che ha fatto la medicina, e che in determinate occasioni l’ospedale è una salvezza, per madre e figlio.

La mia esperienza inizia un paio di mesi prima del parto: era settembre 2012, da un paio di settimane avvertivo contrazioni addominali ogni ora, non dolorose eppure un po’ preoccupanti. Nonostante il riposo consigliatomi dal medico (nonché mia mamma), le contrazioni continuavano puntuali, fino a un venerdì sera, in cui si sono presentate ogni 15 minuti. Immaginate la preoccupazione! Chiamo la mamma che mi consiglia di farmi un giro in pronto soccorso ostetrico, tanto per scrupolo. Anche qui vale lo stesso discorso iniziale, visto da fuori è stata una visita di routine, vissuta in prima persona è stato un incubo. Vi dico solo questo: l’ostetrica di turno mi piazza il monitoraggio e se ne va senza dire una parola, e non si sentiva il battito del bimbo. Sempre senza dire niente, dopo un tempo che a me è sembrato infinito, l’ostetrica torna, sposta il sensore e finalmente sento il cuore del mio bambino. Per tutto il tempo del monitoraggio e della successiva visita, mi sono sentita trattata come un sacco di patate, senza alcuna dignità e senza il minimo riguardo non dico da empatia – scherziamo! – ma almeno da persone bene educate.

Nonostante questa esperienza negativa, cerco in tutti i modi di far rientrare nelle mie simpatie l’ospedale, visto che, per vari motivi, era lì che comunque avevo deciso di partorire. Alla fine, a un mese dal parto, visto che il panico da ospedale aumentava, decido di chiedere l’accompagnamento in ospedale a un’ostetrica privata, E. Questa è un’esperienza che consiglio, non tanto per il parto in sé, visto che l’ostetrica esterna è presente solo come sostegno morale, ma per l’accudimento prima e soprattutto dopo il parto: mi sono sentita coccolata, con un punto di riferimento sempre valido e una continuità terapeutica che purtroppo le strutture pubbliche non possono offrire.

La notte del dieci dicembre, proprio sul più bello del romanzo che stavo leggendo, arriva la prima contrazione. Dopo due minuti, ecco la seconda: come, due minuti? Cos’è sta storia? Al corso preparto…ahi, ecco la terza. Aspettiamo un po’, per capire cosa sta succedendo, ma dopo un’ora già non riesco più a parlare. Tocca a mio marito chiamare l’ostetrica E. e spiegarle la situazione: riesco a sibilarle di venire, perché non ci capisco niente e mal che vada le faccio fare un giro notturno della città. Appena E. arriva, mi si rompono le acque; le contrazioni sono così forti da farmi male ovunque, tanto da non sopportare nessun tipo di contatto, incluse le carezze che spontaneamente faresti nel vedere una persona prostrata dal dolore. Partiamo per l’ospedale, e senza passare dal pronto soccorso ostetrico ci fiondiamo in sala parto. Ricordo con simpatia la corsa in carrozzina, non riuscivo più a camminare, e l’aria fresca in viso mi faceva stare meglio, mi sembrava di essere un cane con la testa fuori dal finestrino e la lingua penzoloni.

Decisamente non ero in me, in quel momento, altrimenti sarei stata zitta e le cose sarebbero andate diversamente (e se mia nonna avesse le ruote…): delle tre ostetriche parate in attesa del mio arrivo, ne riconosco una, M., che fatalità era quella del monitoraggio messo male. Ovviamente le colleghe spingono lei ad assistermi, visto che “la conosco”. Tutte parlano delle meraviglie delle endorfine tra una contrazione e l’altra, io non so nemmeno cosa siano visto che M. insisteva per visitarmi dopo ogni spinta; avevo scelto di partorire accovacciata, e al dolore della visita di per sé, si aggiungeva la fatica, pure dolorosa, di alzarmi. Avevo anche la sensazione che questo mettermi in piedi rimandasse in su il bambino, vanificando i miei sforzi di farlo scendere.
M. interferiva anche a parole, fai questo, fai quello, ma non sai spingere…e io che riuscivo solo a gridare, con un’esplosione di parole in testa senza poterne dire nessuna.

Finalmente, non so come né perché, ho ripreso contatto con Tommaso: non ero lì da sola, c’era anche lui con me a lottare per nascere. Quella è stata la svolta, e due spinte dopo era nato.

La gioia di tenerlo finalmente in braccio è indescrivibile, tanto che non me ne importava niente di essere seduta sul pavimento – neanche me n’ero resa conto, finché un’infermiera mi ha fatta spostare sul lettino.
Ed ecco che M. torna alla carica, malmenandomi la pancia senza avvisare (ho urlato dal male fino 2 minuti fa, almeno avverti) – ok, aiuta a far uscire la placenta, non ho niente in contrario se devi ma non sto morendo dissanguata, non è un’emergenza e io ho il diritto di essere informata su cosa stai per farmi.

Sono sempre persa negli occhi di mio figlio, con mio marito sciolto al mio fianco, quando si parano di fronte a me M., ginecologa bardata con camice-guanti-maschera, e un numero imprecisato di infermiere, tutte a guardarmi l’origine du monde in attesa dell’uscita della placenta. “Signora, se avverte premiti, spinga” – spinga cosa, che là sotto non ho più un muscolo funzionante??
Dopo un tot, vogliono portarmi in sala operatoria per togliere la placenta. Sempre grata sarò ad E., che con prontezza e molta forza nei miei confronti (io ero stremata e avrei detto sì a tutto), mi fa alzare in piedi: ta-daaa, la placenta esce da sola. Dico, possibile che in due laureate (ginecologa e ostetrica) e almeno un altro paio di esperte infermiere, a nessuna sia venuto in mente di farmi alzare? Evidentemente, no.

Il resto è routine, punti, due ore di osservazione, reparto. Degenza in cui ho rischiato di morire di solitudine, visto che con la mia compagna di stanza non avevo nulla da spartire, nonostante i tentativi reciproci di fare amicizia. Il programma concordato con E. prevedeva l’uscita dopo le due ore di osservazione, ma avendo perso molto sangue mi ha consigliato di restare per sicurezza almeno fino al pomeriggio: io gasatissima durante il giorno allerto le infermiere e le ostetriche del reparto che sarei tornata a casa in anticipo, e invece mio marito arriva con la bella notizia “abbiamo allagato l’ufficio sotto casa, forse dobbiamo fare lavori pesanti in bagno, devi restare ancora qua“. Mi è venuto da piangere. Ho resistito altre 24 ore, poi bagno o no, sono tornata a casa.

Casa per me è stato avere mio marito vicino tutto il tempo, anche se lui lavorava nell’altra stanza; mia mamma che veniva a trovarmi dichiarandosi a mia completa disposizione; l’amica del cuore che, nonostante non possa sopportare i bambini, mi ha fatto compagnia con le sue chiacchiere; E. che veniva a trovarmi regolarmente e che mi insegnava a pesare il bambino, a lavarlo nel modo corretto, ma anche che mi faceva sfogare la delusione di un parto non proprio come desideravo, e che fugava tutti i miei dubbi sull’allattamento. Casa era il mio letto, il mio bagno, il mio spazio. Era avere il mio bambino a fianco a me, sempre.

Non ho dubbi: la prossima volta, se tutto va bene, parto in casa.

Anna e Tommaso

Data presunta del parto “dpp”

Data presunta del parto “dpp”

Data presunta del parto

Poco più di 5 anni fa arrivavo al traquardo delle 40 settimane della mia seconda gravidanza e, a differenza della mia prima bimba che ha rotto le acque proprio a 40 settimane esatte, Marco tardava ad arrivare e non avevo alcuna avvisaglia che da lì a 3 giorni il mio piccolo ometto sarebbe nato.

In quei giorni frequentavo abbastanza assiduamente la chat di Periodo Fertile, un sito dedicato alle mamme e future mamme a cui sono ancora affezionata sebbene sia passato un pò di tempo.

In chat io e un’altra futura mamma, che aveva il termine con qualche giorno di differenza dal mio, scommettavamo su chi avrebbe partorito prima e io scommettevo su di lei, visto che aveva già perso il “tappo mucoso” e io no… ma io non mi sono nemmeno accorata di perderlo… l’avrò poi perso…?!? Nemmeno con Giorgia me ne accorsi di sto fantomatico “tappo mucoso”… fatto sta che alla fine ho vinto io con un distacco di ben 3 giorni dall’avversaria!

Ma veniamo alla parte tecnica della questione: la Data Presunta del Parto si determina dall’ultima mestruazione, calcolando che la gravidanza dura 40 settimane, cioè 9 mesi + 1 settimana ovvero 280 giorni. On-line potete trovare dei calcolatori automatici che, inserendo la data dell’ultimo ciclo, calcolano per voi la dpp.

Non tutte arrivano a varcare questa soglia: infatti alcuni bebè decidono di nascere qualche giorno prima o, addirittura, qualche mese prima!

Altri invece approfittano del calduccio e della comodità della pancia di mamma e aspettano un pò di più. Se il bimbo è esageratamente pigro, passate le 41 settimane (i giorni precisi cambiano in base alle direttive del proprio distretto sanitario) il parto viene indotto in modo da assicurare la buona salute al bambino evitando complicazioni.

Io avevo il timore di arrivare al momento dell’induzione, tutte quelle che c’erano passate me ne parlavano gran male, lamentando dolori atroci e lunghe attese… Per fortuna Marco si è deciso prima… all’ora in cui è nato (14:48) ci saremmo dovuti trovare a fare il 2° tracciato post dpp  e invece… mi ha fatto un dolce scherzetto e ha deciso che preferiva, finalmente, vedere in faccia la sua mamma!