Auguri festosi post-natalizi

auguri festosi post nataliziTU mamma che non puoi permetterti la settimana bianca!

TU mamma che dalla settimana bianca sei appena tornata o partirai nei prossimi giorni…

 

Il pomeriggio del 27 dicembre di sicuro non hai nulla da fare!!!

Quindi devi assolutamente venire, insieme ai tuoi bimbi allo

 scambio di auguri festosi post-natalizi!

auguri festosi post-nataliziLe mamme volontarie di Essere mamme a Vicenza prepareranno cioccolata calda e aperitivi, TU porta qualche stuzzichino da mangiare!

(Ovviamente non obbligatorio! Va bene qualsiasi cosa: dolce/salato, fatto in casa/confezionato)

GIOVEDI 27 DICEMBRE DALLE 16.00 ALLE 18.00

sala incontri del palazzetto del nuoto in Viale Ferrarin 71 a Vicenza!

NOTA: Venite vestiti leggeri! Saremo all’interno di un palazzetto del nuoto, gli ambienti sono sempre ben riscaldati!

 

 

Mamy School – Mamme alla riscossa!

Lunedì 5 novembre alle ore 20:00 presso la sala riunioni di Piscine di Vicenza, Essere mamme a Vicenza ospita “Mamy School, mamme alla riscossa

  • COS’E’ il progetto Mamy School?
  • A quale ESIGENZA risponde?
  • COME si compone e in cosa consiste il percorso?

E’ una scuola on-line con una classe di massimo 12 mamme, zie, nonne, ovvero DONNE.

La donna porta con se il cambiamento

E il cambiamento avverrà in 52 giorni di Video-lezioni (dai 10 ai 20 minuti l’una) da casa tua e quando vorrai.

In questa serata verrà esposta la struttura della scuola, gli obiettivi, le modalità di partecipazione, nonché gli sbocchi lavorativi.

La Giornalista Nicla Signorelli, ci spiegherà quali dovrebbero essere le scelte che portano ad uno stile di vita più sano rispetto alle numerose proposte senza senso e senza alcuna valenza scientifica.
Si acquisirà capacità nella gestione familiare quotidiana rendendo un’abitudine il nutrirsi in modo corretto, muoversi e gestire i propri stati emotivi.
RENDENDO LA VITA PIU’ FACILE a tutta la famiglia.

A CHI si rivolge?

Si rivolge alle mamme di oggi, alle mamme di domani e a quelle che lo sono state e che ancora si sentono pronte a cambiare. In poche parole a TUTTE LE DONNE che, sappiamo, hanno il potere di cambiare il mondo!

Si rivolge anche ai mariti se normalmente si occupano della cucina e dell’educazione dei figli!

Ingresso libero e gratuito

Presso sala riunioni Piscine di Vicenza – Viale Ferrarin 71, Vicenza

Autosvezzamento vs svezzamento tradizionale: and the winner is..

L’argomento svezzamento può essere particolarmente scottante.
Quando le mamme si confrontano possono dare origine a dibattimenti anche molto accesi riguardo all’argomento.

Autosvezzamento o svezzamento tradizionale: cos’è meglio per i nostri bambini? Premesso che nessuna mamma deve sentirsi di serie A o di serie B rispetto alle altre, andiamo a vedere nel dettaglio di cosa stiamo parlando.

Il termine “svezzamento” definisce un momento nella fase dello sviluppo in cui il bambino passa da un’alimentazione esclusivamente lattea a un’alimentazione simile a quella di un adulto.

Generalmente inizia intorno al 6° mese di vita (secondo le raccomandazioni dell’OMS) e si conclude intorno al 2° anno, con la cessazione dell’allattamento.

Sempre secondo l’OMS le regole d’oro dello svezzamento (indipendentemente dal metodo seguito) devono tenere conto di alcuni punti fondamentali:

  • L’alimentazione complementare deve essere SICURA;
  • Deve RISPETTARE I TEMPI del bambino;
  • Deve essere ADEGUATA.

Lo svezzamento è un periodo cruciale sotto molti punti di vista: cambiano le esigenze nutrizionali, si sviluppano le preferenze per l’uno o l’altro cibo, si sviluppa un’educazione alimentare e si pongono le basi per un corretto (si spera!) peso corporeo.

Fino a 10-15 anni fa il primo approccio allo svezzamento prevedeva l’apprendimento all’uso del cucchiaio per alimentarsi con cibi dalle consistenze morbide (tipiche delle puree) per poi gradualmente raggiungere l’alimentazione definitiva.

Successivamente dal Regno Unito e dalla Nuova Zelanda si è fatto largo un nuovo modo di approcciarsi all’alimentazione complementare che va sotto il nome di “Autosvezzamento”. Il termine è stato coniato nel 2005 da Gill Rapley, una ricercatrice che si è occupata di svezzamento, ispirata dai suoi due figli.

L’autosvezzamento consiste nello stimolare il bambino ad alimentarsi da solo rendendolo partecipe durante i pasti e offrendogli ciò che anche i genitori stanno mangiando in quel momento.
Il principio cardine si basa sulle capacità autoregolative del bambino: il genitore offre un alimento, sarà poi a discrezione del bambino scegliere cosa mangiare, in che quantità e quanto velocemente.

Un’altra importante differenza tra autosvezzamento e svezzamento tradizionale consiste nell’educazione ai sapori: spesso in quest’ultimo caso vengono mescolati assieme più ingredienti nella stessa pappa che non sempre sono ben distinguibili. Al contrario, con l’autosvezzamento viene proposto un tipo di alimento per volta in modo da offrire la possibilità al bambino di conoscere il sapore sviluppando anche un migliore senso di sazietà.

L’autosvezzamento suscita sempre qualche perplessità da parte dei pediatri o dei genitori perché ne viene messa in discussione l’adeguatezza dell’apporto energetico e di nutrienti, Ferro in particolare.
Inoltre preoccupa il rischio di soffocamento.

In uno studio recente è stata raccolta tutta la letteratura scientifica riguardante i metodi di svezzamento dal 2000 ad oggi. Grazie a questo lavoro è finalmente possibile fare delle considerazioni oggettive, che vanno al di là delle opinioni o delle esperienze personali.

  1. E’ vero che con l’autosvezzamento c’è un rischio maggiore di soffocamento?

NO. Attualmente non esistono studi che suggeriscano questa correlazione, pertanto il rischio di soffocamento è paragonabile nei due metodi di svezzamento.

  1. L’autosvezzamento determina un maggior rischio di avere un apporto energetico inadeguato con conseguenze negative sulla crescita? 

SI e NO. Alcuni studi hanno evidenziato che con lo svezzamento tradizionale l’apporto energetico è maggiore e più adeguato rispetto all’autosvezzamento. Tuttavia a un minor apporto di cibo solido solitamente corrisponde un maggior numero di pasti lattei di compensazione.

Secondo altri studi con l’autosvezzamento i bambini assumerebbero cibi più carichi, soprattutto di grassi saturi.
Alla fine quindi non ci sarebbero tutte queste grandi differenze di apporto energetico.

  1. L’autosvezzamento causa un inadeguato apporto di Ferro? 

SI e NO. Il Fe è uno dei micronutrienti che dopo i 6 mesi deve necessariamente essere integrato attraverso l’alimentazione complementare poiché il latte materno non è più sufficiente a soddisfarne il fabbisogno.

Se consideriamo lo svezzamento tradizionale, in cui si fa uso di farine di cereali fortificate e di omogeneizzati di carne è chiaramente più difficile che vi sia un deficit.

Con l’autosvezzamento al bambino dovrebbe essere proposta essenzialmente la carne in pezzetti, spesso non adeguata alle sue capacità masticatorie, e questo determina facilmente un minor apporto di Fe.
Tuttavia alimenti alternativi come i legumi possono tranquillamente essere inseriti fin dalle prime settimane di svezzamento, andando a risolvere questa problematica.  

  1. Quali sono gli effetti del tipo di svezzamento sul peso del bambino?

Secondo alcuni studi l’autosvezzamento porta ad avere bambini con peso inferiore rispetto al metodo tradizionale.
Detta così sembra una brutta cosa: in realtà lo svezzamento tradizionale spesso porta ad avere bambini obesi.

L’autosvezzamento più che determinare un peso minore, conduce verso il “normopeso”. Tuttavia dai 12 mesi in poi i bambini autosvezzati o svezzati tradizionalmente mostrano pesi molto simili.

  1. Quali conseguenze ha l’autosvezzamento rispetto alla qualità della dieta e le preferenze dei cibi?

Ecco qui il punto chiave della questione, la risposta è: DIPENDE.
Se nello svezzamento tradizionale vengono offerti cibi con determinate proprietà (privi di zuccheri, di sale, di insaporitori, ecc..) lo stesso non si può dire per l’autosvezzamento.

Qui il ruolo dei genitori e della loro alimentazione è fondamentale. Se la famiglia possiede una buona educazione alimentare, il bambino non avrà grossi problemi. Anzi, molto probabilmente imparerà ad accettare più facilmente un’ampia varietà di cibi risultando meno choosy (termine molto in voga tempo addietro). Diversamente, la dieta del bambino svezzato in modo tradizionale risulta più facilmente monotona.

Ma cosa succede se in famiglia si è abituati a mangiare male?
Per male si intende cibi molto insaporiti, eccessivamente lavorati, pasti poco bilanciati.
Beh, in questo caso purtroppo il bambino svilupperà delle preferenze non propriamente salutari.

  1. Che effetti ha l’autosvezzamento sulle madri?

Diciamo che le madri che optano per l’autosvezzamento solitamente si pongono con un atteggiamento sereno che viene trasmesso anche al bambino. Le madri più ansiose invece sembrano più favorevoli ad adottare lo svezzamento tradizionale perché sentono di camminare su un terreno più controllabile.

Quindi, a chi va l’Oscar per il miglior modo di svezzare?
La scienza a questo punto si defila e dice che sono necessari ulteriori studi per capire cosa effettivamente sia meglio.

Dal mio punto di vista c’è un terzo metodo che potrebbe godere (tra i due “litiganti”) e uscirne abbastanza bene: quello dello svezzamento naturale.
Una pacifica via di mezzo tra i due che unisce la qualità del cibo alla prudenza tipica delle mamme “ansiose”. Non si usano infatti i babyfood ma al bambino viene offerto lo stesso cibo che consuma il resto della famiglia. Si parte da alimenti che si adattano molto bene alla modalità purea per poi aumentare le consistenze in base alle capacità masticatorie del bimbo.

Chi svezza in questo modo non ha il problema di pesare gli ingredienti e di nutrire il bimbo sulla base di grammi e orari da tabella.
Se il bimbo non vuol mangiare non va forzato e mal che vada può ripiegare sul latte.
Non si deve impazzire con vasi e vasetti, farine e omogeneizzati. Semplicemente basterà aprire la dispensa (che sarà ben fornita e variegata) e usare la fantasia per creare un piatto sano e bilanciato per tutti.

A te cara Mamma dico: non importa che metodo di svezzamento deciderai di usare per il tuo bimbo, non importa se verrai etichettata madre di serie A o di serie B, se sei ansiosa o “scialla”, se farai autosvezzamento soltanto nei mesi pari oppure svezzamento tradizionale a settimane alterne.
Sappi che puoi disorientare le tue amiche scegliendo di essere anche una madre di serie C, mischiando i due metodi e fregandotene di tutte le discussioni.   

Non so se vincerai mai un oscar per il miglior svezzamento dell’anno, ma sono certa che farai il possibile per dare il meglio al tuo bambino. Avrai comunque la cucina immersa nel casino e la pappa sparsa dalla punta dei capelli a quella dei piedi.

Usa sempre il buonsenso e dai retta al tuo istinto.
Buono svezzamento a tutte!

Fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5934812/

D’Auria E, Bergamini M, Staiano A, et al. Baby-led weaning: what a systematic review of the literature adds on. Italian Journal of Pediatrics. 2018;44:49. doi:10.1186/s13052-018-0487-8.

Francesca Rigon – Autrice – cura la rubrica “Una mamma per nutrizionista”

Mamma di Raffaele dal primo giorno del 2018. Mi sono laureata in Biologia Evoluzionistica a Padova nel 2009, dove ho conseguito anche un Dottorato di Ricerca in Bioscienze e Biotecnologie. Nel 2012 ho frequentato un Master Internazionale in Nutrizione e Dietetica con una tesi sullo svezzamento nel 2017 presso l’Università Politecnica delle Marche.

Mi occupo di nutrizione da circa 3 anni. L’interesse per l’alimentazione nei più piccoli è una passione relativamente recente che fonda le sue radici nella scoperta dell’esistenza di Raffaele. Quindi perché non unire due grandi mondi, l’essere mamma e l’essere nutrizionista, in un’unica realtà da condividere con altre mamme?

Gestisco un gruppo chiuso su Facebook “NUNA: Nutrirsi Naturalmente”, dove le persone possono porre domande in totale riservatezza. Ho aperto l’omonimo BLOG dove approfondisco temi di alimentazione e riporto i dati dei più recenti studi pubblicati nelle riviste scientifiche, dando concretezza e fondamento ad ogni informazione riportata o discussa.

Certa che sarà un’avventura che mi permetterà di crescere assieme a molte persone, sono lieta di potermi occupare di questa rubrica e di poter mettere a disposizione un po’ del mio sapere.

Smart working, cos’è e come funziona

Smart working, cos’è e come funziona: facciamo chiarezza

smart workingLo smart working è un cambiamento organizzativo.

Passare dalla presenza fisica in ufficio al lavoro per obiettivi con un’evoluzione dei modelli di leadership.

Con la legge sul “Lavoro Agile” (n. 81/2017) è stato istituzionalizzato in Italia lo smart working, la possibilità di svolgere il lavoro subordinato in modo flessibile lontani dai locali aziendali.

Lo smart working si rivolge a professionalità di tipo impiegatizio o manageriale e si basa su tecnologie in mobilità come tablet e smartphone.

Attenzione: il lavoro agile non è un nuovo tipo di contratto di lavoro, ma solo una modalità di esecuzione del rapporto subordinato da eseguire in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale stabiliti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.

Quali sono i benefici dello smart working?

Al primo posto il bilanciamento tra vita privata e lavorativa (il work-life balance), al secondo posto un beneficio dello sviluppo professionale in termini di carriera.

Lo smart working è dunque un nuovo approccio al modo di lavorare e collaborare all’interno di un’azienda e prevede tre passaggi fondamentali.

  • Il primo è rivedere il rapporto di lavoro: dal numero di ore lavorate agli obiettivi da raggiungere.
  • Il secondo è il rapporto tra manager e dipendente che deve passare dal controllo alla fiducia.
  • Il terzo passaggio fondamentale è rivedere gli spazi di lavoro in chiave smart: con la tecnologia cloud e device portatili la scrivania diventa virtuale.

Il lavoro agile mette al centro dell’organizzazione la persona con lo scopo di far convergere i suoi obiettivi personali e professionali con quelli dell’azienda e aumentare la produttività.

Abbiamo chiesto, alle mamme di Essere mamme a Vicenza, di rispondere ad un sondaggio di cui daremo esito nella giornata promossa da Cesar sRL sullo Smart Working, martedì 22 maggio 2018 presso Palazzo Cordellina a Vicenza.

Guarda il programma della giornata: Programma 22 maggio Vicenza

Iscriviti mandando una mail all’indirizzo emaviaps@gmail.com lasciando i tuoi dati: nome, cognome, recapito telefonico e/o indirizzo e-mail specificando se desiderate usufruire del servizio baby sitter.

Oppure compilando il modulo QUI

Workshop in collaborazione con il Comune di Vicenza e l’Associazione Essere Mamme a Vicenza.

Perché iscriverti?
  • Per conoscere i vantaggi economici dello smart working

  • Per conoscere come un’azienda possa attuare lo smart working: aspetti organizzativi e strumenti tecnologici di supporto

  • Per confrontarti con altre imprenditrici/ imprenditori e le lavoratrici madri dell’Associazione ESSERE MAMME a Vicenza

  • Per conoscere e sperimentare in maniera concreta tecnologie e piattaforme per la gestione dello smart working

Quanto dura?

L’evento dura una giornata, dalle 09.00 alle 18.00

Sono inclusi gratuitamente: parcheggio, servizio di babysitting e pranzo.

Come posso iscrivermi?

Inserisci i dati nel form… e ricordati, puoi portare anche i tuoi bimbi!

Iscriviti mandando una mail all’indirizzo emaviaps@gmail.com lasciando i tuoi dati: nome, cognome, recapito telefonico e/o indirizzo e-mail specificando se desiderate usufruire del servizio baby sitter.

Oppure compilando il modulo QUI

Guarda il programma della giornata: Programma 22 maggio Vicenza


Il sondaggio si configura come attività di ricerca nell’ambito del Progetto 1098-1-254-2016 “MODELLI E STRUMENTI DI WELFARE AZIENDALE PER LE COMUNITA’ DI PICCOLE IMPRESE” – Finanziato dalla Regione del Veneto e del Fondo Sociale Europeo e gestito da Cesar Srl – Società di formazione della Confartigianato di Vicenza.

 

Metodo Suzuki. Suonare per crescere.

Ed ECCOCI!

L’anno scolastico sta di nuovo per terminare!!!!! … e devo ammettere che questa volta mi trova abbastanza emozionata.

Perchè? Perchè è stato il PRIMO della scuola materna dei miei bimbi grandi! E la prima volta, si sa, non si scorda mai, giusto? Un traguardo importante insomma! Tra qualche giorno ci sarà la festa di fine anno con tutti i compagni e le maestre e poi arriveranno le tanto sospirate vacanze al mare.

ESTATE. Finalmente! E poi? E poi si ricomincia.

Si ricomincia? E non è troppo presto per pensarci? Mancano mesi!!!!

Vero, ma qualcuno poco tempo fa mi ha fatto giustamente notare che da settembre potrei far fare qualcosa oltre la scuola ai miei bimbi. E un po’ alla volta, stirando, lavando, stendendo, correndo di qua e di là, qualche idea sulle varie opzioni da valutare, ha iniziato ad inoltrarsi nella mia testa.

Pensando pensando, mi è venuto in mente che proprio l’anno scorso, ho ricevuto un invito interessante da una mia amica musicista. Si trattava di partecipare ad un incontro informativo sul METODO SUZUKI rivolto ai genitori dei bambini dai 3 anni in su. I miei bambini, in quel momento, mi sembravano ancora un po’ troppo piccoli per aderire e ho rimandato di approfondire l’argomento. Ricordo però, che quando ho letto di cosa si trattava, immediatamente la mia memoria è tornata indietro di qualche anno. E ha ripescato alcune immagini di un sabato pomeriggio di lavoro al museo…..

Avevamo preparato la sala grande per accogliere un concerto, un’attività di routine per noi addetti ai lavori! Ma c’era qualcosa di diverso nell’aria: risate, merende, piccole voci, emozioni da prima volta, genitori ansiosi….. atmosfera giocosa, ma allo stesso tempo impegnata, seria, eccitante! Era un concerto SPECIALE con musicisti SPECIALI, ovvero i bambini del METODO SUZUKI, bambini che, con i loro minuscoli strumenti suonavano come i loro colleghi più anziani e si esibivano davanti al loro pubblico in estasi, nel loro saggio di fine anno. Al tempo, non ero ancora mamma, ma sono rimasta comunque colpita e commossa da queste piccole creature. Già custodivano il segreto della musica e si comportavano come se questa fosse una cosa assolutamente semplice e naturale.

Il METODO SUZUKI: di cosa si tratta?

Sono tornata a cercare la mia amica e le ho chiesto di aiutarmi a capire. Abbiamo parlato. Ho letto. Ho studiato. Ho trovato domande e risposte. E ho realizzato che il METODO SUZUKI non è soltanto una pratica scolastica, ma è una originale e sorprendente filosofia di vita, ideata agli inizi del ‘900 da un singolare musicista giapponese. Egli amava molto i bambini e aveva fiducia in loro e nelle loro capacità.

Ma chi era questo personaggio?

SHINIKI SUZUKI, questo il suo nome, nasce a Nagoya, una città della regione di Chubu nell’isola di Honshu in Giappone. Sono andata a sbirciare su internet. Ho trovato che questa sua città natia è un luogo dal passato importante. Infatti, fu centro politico, commerciale e culturale, capoluogo feudale e sede di importanti università. In questo incontrarsi di storia e civiltà, vive Shiniki, che proviene da una famiglia erede della cultura samurai, ed è figlio del fondatore della più importante fabbrica di violini del mondo. Cresce in un ambiente ricco di stimoli dunque, sia storici che culturali. Soprattutto cresce con l’abitudine al lavoro, al sacrificio e al senso di responsabilità e del dovere.

Nelle sue memorie, racconta che ancora bambino, nei periodo di vacanza dalla scuola, impara a lavorare a fianco agli operai del padre. Impara ad alzarsi presto e con i suoi fratelli, non approfitta della sua posizione privilegiata, ma si pone in un atteggiamento umile di continuo apprendimento dal prossimo. I suoi studi sono finalizzati a succedere al padre nella guida dell’azienda famigliare, ma la sua passione è la MUSICA, a cui si dedica dai 17 anni nel tempo libero. Quando rientra a casa dalle sue incombenze, adora dedicarsi ai BAMBINI del vicinato. E’ affascinato dalla loro GIOIA, dalla loro SERENITA‘, dalla loro SPENSIERATEZZA e GRATITUDINE nei confronti della vita.

Leggendo la storia di Shiniki, ho la conferma di come il DESTINO di una persona, non sia soltanto dipeso dal caso o dalla fortuna, ma sia plasmato dalle reazioni che ogni singolo individuo ha nei confronti delle occasioni. Shiniki stesso, dice, che la sua fortuna è stata quella di aver saputo sfruttare tutte le opportunità che gli si sono presentate davanti, senza timore, di aver saputo rischiare e di aver saputo credere nelle sue capacità e nei suoi desideri. Come quello di potersi dedicare alla musica e di scoprire cos’è l’arte. E quando un noto industriale, amico del padre, gli propone un viaggio in Europa per approfondire lo studio del violino, affronta il padre e senza indugi parte!

Qui vive a Vienna, a Berlino e viene a contatto con maestri e pensatori prestigiosi. La sua mente è sempre aperta e accoglie con gioia ogni singolo insegnamento. E’ davvero istruttivo leggere, di come fosse euforico di ogni nuova esperienza che poteva affrontare e di ogni nuova persona che incontrava. Nessun giudizio negativo, nessuna critica, nessun commento sarcastico nelle sue parole, solo ENTUSIAMO e ARDORE nel vivere ogni attimo che gli era concesso!

Tornato dall’Europa, Shiniki si dedica allo studio e all’insegnamento del VIOLINO e acquisisce una nuova maturità personale dovuta purtroppo al verificarsi della seconda guerra mondiale, che colpisce anche la sua città, la sua azienda, la sua famiglia. Che lo costringe a trasferirsi, a reinventarsi, a trovare soluzioni per sfamare la famiglia e gli operai. Nonostante tutte le difficoltà, non dimentica mai i suoi studenti, cui si dedica con amore incondizionato. Ed è in questi anni che elabora il suo metodo di insegnamento, un metodo dedicato ai bambini e cucito addosso alla loro esigenza di crescere e imparare.

Il METODO SUZUKI: In cosa consiste?

  • IMITAZIONE: Sostanzialmente Shiniki Suzuki sostiene che OGNI cosa può essere imparata da OGNI bambino. Ovvero, così come ogni bambino impara dalla madre e dalla famiglia a parlare, così può imparare anche la musica, può imparare a suonare. Quando un bambino nasce viene seguito dai genitori che ogni giorno lo stimolano perchè impari a comunicare con le parole. E questo avviene in ogni angolo del mondo, con ogni lingua del pianeta. E tutti i bambini IMITANDO le persone che lo circondano, apprendono e con pazienza ed esercizio arrivano a parlare. Quindi perchè ciò non può avvenire anche con uno strumento musicale? Shiniki crede in questa intuizione e basa tutto il suo metodo di insegnamento su di essa. Secondo lui, se un bambino viene seguito costantemente e quotidianamente nello studio, se viene accompagnato e stimolato nell’apprendere, se viene esercitato e pazientemente abituato, può raggiungere traguardi importanti in qualsiasi ambito. La cosa illuminante di questo metodo è che il punto focale non è diventare un musicista di successo, ma diventare una persona migliore, una persona umile, semplice, grata e nobile d’animo, qualità che solo lo studio in generale, e lo studio della musica in particolare, è in grado di regalare.
  • COLLETTIVITA’ E RIPETIZIONE: Suzuki, suggerisce di introdurre lo studio e la pratica di uno strumento come fosse un gioco, un GIOCO COLLETTIVO che poi avrà anche un profondo significato sociale. Le prime lezioni, infatti, sono di gruppo. Lo stesso esercizio viene ripetuto alternativamente da questo o quello studente e anche chi non è direttamente coinvolto continua comunque ad ascoltare. I GENITORI sono presenti a lezione così da essere partecipi e consapevoli del percorso che il figlio sta facendo e che loro dovranno continuare a stimolare a casa. A casa infatti, il bambino avrà il compito di riprodurre quanto fatto a scuola esercitandosi con COSTANZA e RIPETIZIONE fino a migliorarsi.
  • EDUCAZIONE AL TALENTO: In un momento come il nostro in cui siamo bombardati di programmi e progetti televisivi alla ricerca del talento e del successo rapido, il pensiero di Shiniki Suzuki è assolutamente contro corrente. Sostiene che non esistono bambini più dotati di altri, che non esiste il talento innato o ereditario. I bambini vengono al mondo come dei fogli bianchi su cui a scrivere sono la società che li circonda, l’ambiente che la famiglia costruisce per loro, il mondo in cui vengono fatti crescere. Per Shiniki ogni bambino ha le stesse POTENZIALITÀ di tutti gli altri, basta aiutarlo a rafforzarle e in questo i genitori hanno un ruolo cruciale. In che modo? Inizialmente ai bambini più piccoli non è permesso suonare subito uno strumento. Invece, si insegna alla MAMMA a suonare un brano, in modo che possa essere lei un buon maestro a casa. Il bambino ascolterà il brano molte volte fino a che non gli diverrà famigliare e fino a che da solo non svilupperà il desiderio di provare a suonarlo anche lui. E questo sicuramente accade!!!! Basta creare l’ambiente giusto!
  • I GENITORI IMPARANO INSIEME: I genitori devono aiutare il bambino a compiere una sorta di RITUALE quotidiano, che permetterà di apprendere come suonare. Un impegno non da poco per una mamma o un papà! L’importante è trovare un angolino ogni giorno, ritagliato tra i mille impegni di lavoro, scuola, sport, famiglia per dedicarsi unicamente all’abitudine alla musica!

Il METODO SUZUKI: Obiezioni

Parlando con la mia amica musicista scopro che l’obiezione che più viene mossa a sfavore di questa pratica è che un bambino di 3-4 anni difficilmente è così maturo da studiare volentieri e senza remore uno strumento ogni giorno. E’ faticoso e forse noioso nei primi tempi. Quindi capita di dovere INSISTERE, forzarlo, obbligarlo, ma perchè? Forse non gli piace, forse non è portato, forse non fa per lui….. ma se ci pensiamo un attimo non dobbiamo insistere anche per insegnare ai nostri bambini a mangiare tutto quello che hanno nel piatto, a obbedire ai genitori, ad essere educati e bravi a scuola? E perchè non farlo con la musica? Perchè la musica è meno importante, meno essenziale. Forse.

Ma studiare musica, esercitarsi in gruppo e imparare a padroneggiare uno strumento permettono di APRIRE LA MENTE, di imparare un METODO applicabile in ogni ambito, di assumere un atteggiamento UMILE, di sentirsi parte di un insieme di cui si è RESPONSABILI, di ragionare non come un singolo ma come un facente parte di un GRUPPO, di ingentilire il proprio animo e accogliere l’arte, di abituarsi al SACRIFICIO, alla FATICA e all’IMPEGNO senza paura. E tutto questo non è forse INDISPENSABILE? Io direi proprio di si!

Il METODO SUZUKI: dove?

Studiare con il metodo Suzuki è possibile anche a Vicenza!!!! Dove? Al Conservatorio Pedrollo! Dopo un primo anno dedicato alla ritmica, gli strumenti che i nostri figli potranno scegliere sono violino, violoncello, pianoforte e contrabbasso. Il prossimo Autunno sarà fatto un nuovo incontro informativo per l’anno 2017-2018. Basta tenere sotto controllo il sito della scuola o chiedere delucidazioni agli insegnanti.

Per info:

Conservatorio di musica di Vicenza Arrigo Pedrollo

sito: www.consvi.it

e-mail: conservatoriovicenza@legalmail.it

tel 0444 50755- 0444 507551

Valentina Zocca

e-mail: valecello@hotmail.it

Fonti:

Crescere suonando, l’educazione al Metodo Suzuki, di Domenico Cutrì 2012

Crescere con la musica, di Shiniki Suzuki 1983

www.metodosuzuki.it

Ogni albero vivo germoglia: su ogni ramo sbocciano bellissimi fiori. E’ lo splendido corso della Natura. Io credo che l’uomo dovrebbe seguire la Natura e produrre dei frutti.

Qual’è in fondo lo scopo della vita? Andare alla ricerca dell’amore, della verità, della virtù, della bellezza. Questo vale per voi, per me, per chiunque” Shiniki Suzuki


Elena PiazzaElena PiazzaAutrice cura la rubrica “Bambini a regola d’arte

Mamma di Cesare, Agostino e Letizia

Adoro tutto ciò che è arte, musica e letteratura. E sin da piccolina ho iniziato a esplorare questi mondi, che piano piano sono diventati i miei strumenti necessari per esprimermi.

Dai tre anni il disegno è diventata la mia passione. Ho continuato scegliendo di studiare arte e laureandomi in Archeologia. Ho fondato e gestito un’associazione culturale e ho trovato lavoro in un museo, dove svolgo diverse mansioni tra cui anche quella di operatrice didattica e guida. E’ un lavoro impegnativo che però mi permette di stare a contatto con persone di tutte le età, di tenermi allenata con lo studio, di approfondire continuamente diversi aspetti del mondo dell’arte e di tenermi aggiornata su tutto ciò che accade in città!

Figlia e sorella di musicisti ho masticato note e pentagrammi da quando sono nata. In particolare prediligo il canto che ho sempre esercitato facendo parte di vari cori e sperimentando generi diversi.

Diventata mamma (tris da pochissimo!!!) non ho rinunciato alle mie passioni e inclinazioni e cerco sempre di trovare un modo per conciliarle con la famiglia. Ed eccomi qui a provare a raccontare il mio mondo!

Mamme Glam: consigli di Stile per Mamme in dolce attesa

Sei in gravidanza e i tuoi vestiti ti stanno ormai stretti?

Ecco qualche suggerimento che ti potrebbe essere utile

Ciao!

Mi chiamo Elena Beaupain, sono una consulente di immagine di Vicenza e, come molte di voi sono una mamma in dolce attesa 🙂

Sono all’inizio del quinto mese ed e’ la mia prima gravidanza.

La gioia di diventare mamma e’ davvero grande, ma non mi sono ancora abituata ai cambiamenti che il mio corpo subisce quotidianamente e a tutte le nuove sensazioni, come la stanchezza, le gambe appesantite, gli sbalzi umorali e tante altre piccole cose di cui io non mi accorgo, ma che so stanno avvenendo dentro e fuori di me.

Uno dei problemi, se cosi lo vogliamo definire, che mi sono trovata ad affrontare quasi subito e’ stata la crescita della pancia e come gestire il mio armadio di conseguenza!

Inizialmente la volevo nascondere in tutti i modi, perché era in quella fase in cui le persone che conosci ti incontrano per strada, ti guardano la pancia con malcelata disinvoltura e non osano chiedere nulla nella temuta eventualità di fare qualche gaffes… oooopppps!

Io stessa non ero sicura l’aumento di peso fosse dovuto al bimbo che già cominciava a crescere o solo ad un accumulo di grasso Insomma, e’ facile giustificarsi dicendo “beh, sono incinta..posso mangiare anche un po’ di più, no?”

I primi tre mesi non e’ poi un dramma vestirsi al mattino: entriamo ancora nei nostri abiti e basta qualche maglia un po’ morbida per celare un pancino che comincia a farsi un po’ più importante e a fare timidamente capolino attraverso qualche abito più aderente.

Certo, il mio lavoro lo richiede, ma soprattutto per me stessa cerco sempre di essere in ordine.

Anche se inizialmente ero un po’ restia ad accettare questi cambiamenti, devo dire che ora amo la mia pancia che si vede e che attira sguardi, generando dolci sorrisi in altre donne e una sorta di imbarazzata soggezione in alcuni uomini.

Trovo non solo sia una cosa bellissima per ciò che rappresenta, ma che può essere anche sexy e nulla toglie alla nostra femminilità, anzi! Ne e’ sicuramente la massima espressione!

Ho scoperto un mondo moda e fashion per mamme in attesa cui non ero cosi avvezza e che voglio condividere con tutte voi. So che la comodità di una bella tuta sportiva è impareggiabile, ma non rinunciamo a voler bene a noi stesse e a non apparire sempre irresistibili agli occhi dei nostri uomini! Si, e’ vero. Ci amano per come siamo e portiamo in grembo il loro bimbo, ma ci sono quei momenti di sconforto in cui ci sembra di essere enormi e che ci sentiamo brutte ed indesiderabili no?

Innanzitutto, non rinunciamo a lavare ed acconciare i capelli. L’attenzione e’ vero cade sulla pancia, ma quando ci guardiamo allo specchio e’ il viso la prima cosa che incontriamo. Anche un filo di trucco per dare un po’ di colorito alle guance e valorizzare gli occhi, non può’ che migliorarci, giusto?

Non parlo di un pesante trucco da sera, parlo di un velato tocco invisibile che anche le mamme più natural style non possono disdegnare.

Veniamo ora all’abbigliamento. La tentazione e’ quella di entrare in un negozio di abiti pre-maman e rifarci il guardaroba. Ma quanti di quei vestiti indosseremo per più di qualche mese?

Perché’ allora non “rivisitare” gli abiti già presenti nel nostro guardaroba? risparmieremo denaro e saremo fedeli al nostro stile e all’essere donna.

Ecco qui qualche piccolo suggerimento:

  1. ami i tacchi? non ci deve necessariamente rinunciare. Magari indossali per poche ore al giorno per evitare ristagno di liquidi e gambe appesantite e usa un tacco più largo e comodo. Oppure rendiamolo piu confortevole con l’aiuto di un plateau!

Ma ricordate! se avete una corporatura esile il tacco sottile e’ perfetto. Se invece avete una corporatura più robusta optate per un tacco più spesso. Un tacco sottile renderebbe ancora più imponente la figura: guardate la sproporzione tra la fisicità di Kim Kardashian e le scarpe che indossa, mentre notate come le scarpe indossare da Jessica Simpson siano adatte e proporzionate alla sua figura.

2.  Adori i tuoi pantaloni ed i tuoi jeans, ma il punto vita ormai ti va stretto? Non serve correre nei negozi ad acquistare taglie più grandi. Ecco un piccolo e discreto accessorio che può risultare utile in questo caso: si chiama belly belt

una bella camicia indossata sopra al pantalone o anche una t-shirt piu aderente e il gioco e’ fatto!

3.   anche i leggins sono una buona alternativa ma ricordiamoci le regole fondamentali per indossarli:

  • mai con qualcosa di corto: il lato B e l’inguine devono sempre essere coperti. Le immagini non hanno bisogno di commenti, giusto? Anche se non e’ questo il vostro caso.. evitiamo!

  • cerchiamo di indossarli con décolleté o scarpe e calze che abbiano lo stesso colore dei leggins, per un effetto più slanciante
  • lo sappiamo: i colori chiari allargano e avvicinano. I colori scuri restringono e allontanano..

4.  Avevate già un seno importante e ora avete almeno due taglie in più? ricordate che le linee verticali assottigliano, quindi optate ad esempio per foulard lunghi che cadono aperti e morbidi lungo il corpo o file di bottoni che creano verticalità.

  • Evitate camicie con taschine, ruches e tutto ciò che contribuisce a creare volume.
  • No a collane lunghe che poggiano sul seno e si muovono con il vostro incedere.
  • Scegliete borse a mano che non siano all’altezza del seno: attireranno l’attenzione proprio lì!
  • Le maniche delle t-shirt sarebbe meglio cadessero più basse del seno oppure optate per canotte e top con la spallina larga.

 

Bene! per oggi e’ tutto 🙂

Spero di avervi regalato dei suggerimenti utili e, se vorrete leggermi, la prossima volta cercherò’ di darvi qualche consiglio sull’abbigliamento da indossare ad eventi che richiedono un look più  formale ed elegante.

Stay tuned e per qualsiasi consiglio di stile personalizzato, non esitare a contattarmi!

A presto

Elena Beaupain

Consulente di immagine e di stile 

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Corso di difesa personale per mamme e bambini

Difesa personale corso marzoaprile 2017
Dopo il successo ottenuto dal primo ciclo di lezioni di corso base, l’associazione Essere mamme a Vicenza informa che dal 4 marzo partirà il secondo ciclo di incontri di Difesa Personale a cura di Marcellino Pernigotto di SIKM: Scuola Italiana Krav Maga che si occupa dell’insegnamento di Difesa Personale a vari livelli, sia per l’ambito bullismo minorile, sia nei casi di aggressioni femminili.
NOVITA’: Abbiamo pensato di dedicare un corso avanzato di altre 5 lezioni alle mamme che hanno fatto il primo ciclo di lezioni o a chi ha già frequentato il corso base in passato! 
Gli istruttori SIKM insegneranno come reagire e comportarsi in caso di aggressione, come fare per insegnare ad evitare i pericoli ai bambini, in allegria ma in modo serio.
Il corso avrà luogo presso la sede dell’associazione al raggiungimento del numero minimo di iscritti per un totale di 5 lezioni al costo totale di € 30 a coppia (se presente più di un figlio il costo rimane invariato). Età minima del bambino 6 anni compiuti.
Per motivi assicurativi è necessario essere associati all’associazione Essere mamme a Vicenza (per maggiori dettagli QUI)
 
DATE DI SVOLGIMENTO:
Corso base dalle ore 10.00 alle ore 11.00 
Corso avanzato dalle ore 11:15 alle ore 12:15
Sabato 4-11-18 marzo e 1-8 aprile
Per iscrizioni e informazioni scriveteci alla mail emaviaps@gmail.com

EmaViAps: L’associazione DELLE mamme PER LE mamme

EmaViAps

L’associazione di Promozione Sociale Essere mamme a Vicenza è nata a marzo 2015, grazie ad un gruppo di mamme, per le mamme, i bambini e le famiglie di Vicenza e provincia.

Essere mamme a Vicenza cerca di creare una rete di “sicurezza” per le mamme che fanno le trapezziste in questa società che non sempre le sostiene ed è dalla loro parte.

Una mamma va accompagnata nel suo personale cammino, il suo e quello del suo bambino, senza giudizi. Lei mamma unica, madre di un bambino unico, con le proprie esigenze e uguale a nessun’altro. Per questo EmaVi (Essere mamme aVicenza) non vuole essere un manuale ma una rete di contatti, aiuti, sostegno e consigli.

Amiamo la natura, le maternità ad alto contatto, promuoviamo l’allattamento al seno, l’autosvezzamento… ma tutto nel rispetto della competenza del bambino e della mamma.

Per noi la mamma è una mamma “perfettamente imperfetta” sia che allatti al seno o che allatti al biberon, sia che abbia vaccinato i suoi figli sia che non lo abbia fatto, che abbia dormito con i figli nel lettone o che li abbia messi nella loro cameretta a pochi mesi. Tutte scelte ammirabili e rispettabili, soprattutto se consapevoli. Vogliamo aiutare la mamma a trovare la sua consapevolezza.

Cosa abbiamo in calendario per voi:essere mamme a vicenza

OGNI GIOVEDì ALLE ORE 10:30 FITEMOTION MAMY AND BABY 

GENNAIO

– mercoledì 25 ore 20.30 DISOSTRUZIONE

FEBBRAIO

– sabato 18 dalle ore 9:00 alle ore 13:00 PRIMO SOCCORSO PEDIATRICO

sabato 25 dalle 16 alle 18 FESTA DI CARNEVALE

MARZO

sabato 4 dalle ore 10:00 alle ore 11:00 e dalle ore 11:15 alle ore 12:15 DIFESA PERSONALE

sabato 11 dalle ore 10:00 alle ore 11:00 e dalle ore 11:15 alle ore 12:15 DIFESA PERSONALE

– sabato 18 dalle ore 10:00 alle ore 11:00 e dalle ore 11:15 alle ore 12:15 DIFESA PERSONALE

sabato 25 alle ore 9.45 DISOSTRUZIONE

APRILE

– sabato 1 dalle ore 10:00 alle ore 11:00 e dalle ore 11:15 alle ore 12:15 DIFESA PERSONALE

– sabato 8 dalle ore 10:00 alle ore 11:00 e dalle ore 11:15 alle ore 12:15 DIFESA PERSONALE

MAGGIO

– mercoledì 24 ore 20.30 DISOSTRUZIONE

CHIUSURE PER FESTIVI: (Vengono sospese tutte le attività ed i corsi)

– Da sabato 24 dicembre 2016 a domenica 8 gennaio 2017 compresi
– Da giovedì 23 a martedì 29 febbraio compresi
– Da giovedì 13 a martedì 18 aprile compresi
– Dal 1° giugno a metà settembre

 

 

 

 

Andrea Risi Bottega Orafa

Andrea Risi Bottega Orafa – Contrà SS Apostoli 61, Vicenza

Andrea Risi Bottega OrafaHa da poco inaugurato a Vicenza, in contrà SS. Apostoli 61, la Bottega Orafa di Andrea Risi:

un artigiano giovane, che mescola le tecniche antiche dell’oreficeria alla creatività moderna.

Andrea Risi, abruzzese di nascita ma vicentino d’adozione, ritorna al passato aprendo un negozio – laboratorio nel cuore di Vicenza: una bottega dove i sogni diventano realtà, dove è possibile trovare creazioni pensate per voi e con voi.

Puoi decidere di trasformare il tuo vecchio oro in un gioiello unico e personalizzato oltre a trovare diversi prodotti per te, mamma, e per il tuo bambino!

Per te futura mamma, la splendida Bola Messicana (chiama angeli)

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Per i tuoi bambini

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I classici, come i solitari o i punti luce, e la gioielleria creata a mano Andrea Risi Bottega Orafa 4

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profilo

 

Andrea Risi Bottega Orafa

Contrà santi Apostoli 61, Vicenza

Tel: 0444.321775 – Cel: 366.2433511

E-mail: info@andrearisibottegaorafa.it