Neonati: solo libri cartonati?

Neonati: solo libri cartonati?

Ci preoccupiamo di ciò che un bambino diventerà domani,  ma ci dimentichiamo che lui è qualcuno oggi.

Stacia Tauscher

 L’aspetto ludico del libro cartonato e dei suoi numerosi derivati è diventato l’ago della bilancia nella scelta di quali pubblicazioni proporre ai nostri piccoli. Ma le storie? La ricchezza delle parole? La qualità delle immagini? Che fine fanno?Libri cartonati, libri tattili, libri con le alette a sorpresa, libri di stoffa, libri con sonagli, libri con i buchi, libri con le finestrelle, libri per il bagnetto, libri per la culla, libri da viaggio ecc…la lista potrebbe essere ancora lunga e le mamme lo sanno. Sanno che quando si entra in una libreria con un neonato si viene subito spediti verso lo scaffale dedicato. Il libro cartonato regna sovrano e ormai il mercato editoriale, a partire dagli anni Settanta, ha creato decine di “modelli” riempiendo i negozi e di conseguenza le nostre case.

Il libro cartonato diventa così un giocattolo e la sua funzione di “LIBRO” perde gran parte del suo significato.

Sembra proprio che i libri cartonati e i suoi “fratelli” libri-gioco non possano contenere una storia, una trama ricca di suoni e di testo, anzi più è essenziale e privo di parole più sarà gestibile. Ma per chi? Per noi o per il bambino?

I neonati, nella loro infinita passione per la ricerca e la comprensione dell’ambiente, sono spinti ad esplorare con la bocca, le mani, il corpo e tutti i sensi. Prima dei 14/15 mesi raramente un bambino sfoglierà diligentemente un libro pagina per pagina, ma non per questo non è in grado di apprezzare le storie, la voce della mamma e del papà o dei fratelli.

Beatrice Alemagna (scrittrice e illustratrice) nel suo libro “Che cos’è un bambino?” (Topipittori editore) ci dona delle brevi ed intense riflessioni sulla loro bellezza e il loro essere delle persone fin dalla nascita:

” Un bambino è una persona piccola,
E’ piccolo solo per un po’, poi diventa grande.
Cresce senza neanche farci caso.
Piano piano e in silenzio, il suo corpo si allunga.
Un bambino non è un bambino per sempre.
Un bel giorno cambia.

Un bambino ha piccole mani, piccoli
piedi e piccole orecchie, ma non per questo
ha idee piccole.
Le idee dei bambini a volte sono grandissime,
divertono i grandi, fanno loro spalancare
la bocca e dire “Ah!”.”

I bambini posseggono delle cose piccole,
proprio come loro: un piccolo letto, piccoli libri
colorati, un piccolo ombrello, una piccola sedia.
Però vivono in un mondo grandissimo; talmente
grande che le città non esistono, gli autobus
salgono su nello spazio e le scale non finiscono mai.

I bambini vogliono essere ascoltati con gli occhi spalancati.

Ogni bambino è una persona piccola.
Ora, per addormentarsi , ha bisogno di occhi gentili.
E di una lucina vicino al letto.”

L’esperienza offerta da un libro tattile o da un libro-gioco non può essere paragonata a quella data da un libro nella quale un racconto e una storia  trovano il loro posto naturale. Ed ecco perché dovremmo scegliere libri cartonati e non solo di qualità. Certo libri cartonati che possano incuriosire e stupire i loro piccoli occhi e le loro piccole mani ma dovremmo mettere a disposizione anche libri più complessi per scoprire l’ambiente, la realtà e il mondo che li circonda.

Trovo che le parole di Alessia Napolitano[1] (libraia proprietaria della libreria Radice-Labirinto di Carpi) siano emblematiche e ci possano aiutare a rompere la “tradizione” e la consuetudine con le quali siamo ormai abituati a ragionare quando compriamo o regaliamo un libro ad un neonato:

“Lasciamo dunque che il tuttotondo di stampo più disneyano si affianchi a segni grafici e pittorici che riescano a cogliere altri aspetti del quotidiano perché i bambini amano sì le cose dolci, ma sanno anche leggere la poesia laddove l’adulto, già indottrinato, vede solo confusione e trascuratezza.

Cerchiamo di non imbrigliare un libro in una fascia di età precisa perché rischiamo di depauperare un bambino di una complessità vitale alla sua crescita e al suo sviluppo.
Permettiamo ai nostri bambini di affinare il loro senso critico leggendogli la poesia fin da piccini anche se pare non ci ascoltino.

Diamo a bambini esplosivi libri altrettanto spumeggianti capaci di entrare in sintonia con il loro essere e la loro sensibilità, e ai sognatori e ai timidi libri senza parole dove sono le immagini a costruire ogni volta una storia diversa, oppure facciamo esattamente viceversa e stiamo a vedere cosa succede […].Non priviamo i nostri bambini di suoni belli, di parole armoniose, di trame complesse, di spunti di gioco interessanti: essi prenderanno della narrazione solo ciò che possono, ma non importa; noi gliela offriamo comunque su un piatto d’argento, luccicante e splendente in tutta la sua raffinatezza, poesia, magia.

Amiamo noi per primi i testi che proponiamo ai nostri bambini e il nostro entusiasmo sarà per loro contagioso”.

 

Diamo l’esempio: i libri sono oggetti preziosi. Se ci vedranno maneggiarli con cura, tenerli in ordine (la frase “Ogni cosa al suo posto, un posto per ogni cosa” non è così scontata), riporli in luoghi dedicati anche loro impareranno a rispettarli.

Possiamo creare un angolo dedicato, dove a rotazione esporre i libri. Può essere la mensola più bassa di uno scaffale, oppure una mensolina ad altezza “bimbi” dove riporre i volumi con la copertina esposta. Costruire piccole librerie con materiale riciclato (vedi le cassette di legno della frutta e della verdura) o convertire quelle già esistenti è un’ottima soluzione anche per risparmiare. Il web è pieno di idee fai da te di facile realizzazione (hacks). Aggiungete un tappeto e qualche cuscino per stare comodi seduti insieme, per fare spazio alle storie, alla voce e al contatto.

Per i bambini anche i più piccolini diventerà un punto di riferimento visivo dove potersi rasserenare in braccio alla mamma o al papà. Persino il bambino o la bambina più vivace un giorno troverà interessante le storie e le fiabe raccontate. Offrirgli solo ed esclusivamente libri-gioco non farà altro che posticipare il momento della lettura condivisa e lascerà poco spazio alle innumerevoli occasioni di dialogo profondo che potrete avere con lui o con lei di fronte alle illustrazioni e alle parole di un “BUON LIBRO”.

Come già accennato negli articoli precedenti riportando le riflessioni dello scrittore Bruno Tognolini, un libro può aiutarvi a trovare le parole dopo una giornata frenetica di lavoro o altro. Un libro può essere un punto di partenza verso la quiete e il riposo della notte, oppure l’inizio di un bel pomeriggio anche se fuori piove. E se invece fuori c’è il sole può essere un momento di ulteriore condivisione all’aperto, cullati ed accompagnati dai rumori tenui della Natura.

Concludo con una frase di Maria Montessori, l’ho incorniciata e appesa in soggiorno perché ci ricordi ogni giorno qual è la nostra missione di genitori:


[1] Vi consiglio di iscrivervi alla Newsletter sul sito http://www.radicelabirinto.it/. Nel blog Alessia Napolitano approfondisce numerose tematiche legate alla letteratura per l’infanzia, recensioni di libri e pubblicazioni per bambini e ragazzi.


Sul comodino ma non solo: libri dappertutto

Per la sezione dei consigli di oggi partiamo da alcuni…libri cartonati.

Vi segnalo la trilogia della scrittrice Giovanna Zoboli e dell’illustratore Philip Giordano.

  • Sul prato e sotto il prato
  • Nel cielo e nel mare
  • Quando il sole si sveglia

Editi dalla casa editrice Topipittori, i protagonisti di questi libri sono gli elementi naturali, il tempo e gli spazi.

Affinità e differenze si alternano e ciascuno racconta con frasi minime, essenziali ma cariche di significato i fenomeni della natura e offrono al bambino la possibilità di osservare i piccoli mutamenti e allo stesso tempo la sottile stabilità delle diverse creature raffigurate. Microcosmi che si amplificano racchiusi in illustrazioni raffinate e delicate.

Per proseguire con la tematica del mondo naturale e i suoi mutamenti, ecco uno dei miei albi illustrati non cartonato preferito: Le quattro stagioni di un ramo di melo di Anne Crausaz (editore L’Ippocampo).

Un anno, cinquantadue settimane. In primissimo piano vi è un ramo di un albero di melo. Il tempo scorre voltando le pagine. Un nuovo uccello si posa sul ramo e ci resta quel tanto che basta per farci scoprire i particolari del suo piumaggio, il suono del suo canto, il colore dei fiori e delle foglie, il freddo della neve e il caldo del sole primaverile.

Che noia direte voi…e invece scoprirete insieme al vostro bambino quanta vita accoglie un semplice ramo:  un luogo di rifugio per insetti e uccelli, un posto sicuro per cercare cibo e per riposarsi dopo il lungo viaggio migratorio. Un altro curioso microcosmo!

Altro libro non convenzionale è Cecino di Olalla Gonzalez con le illustrazioni di Marc Taeger (editore Kalandraka). Ciò che di primo impatto colpisce è il segno grafico. Sembra quasi disegnato proprio da un bambino. Le illustrazioni sembrano quasi “ingenue”, quasi infantili, stridono un poco con l’immaginario che  abbiamo noi adulti di quel che dovrebbe essere una illustrazione adatta ad essere pubblicata in un libro, ma creano un perfetto equilibrio con la storia narrata. Cecino è un moderno pollicino, un bambino piccolo di statura. Ed è proprio la sua statura la causa delle sue “piccole” disavventure. Un libro esilarante che racchiude nel testo una certa musicalità e per questo adatto alla lettura ad alta voce. La storia narrata lascia anche un messaggio finale rivolto a noi grandi: anche nei bambini più piccoli occorre riporre fiducia, permettendo loro di sperimentare e di mettersi in gioco per aiutarli a crescere.

E i libri di poesia si possono leggere ai neonati o ai bambini? Certo!

Se siete amanti delle poesie ecco un piccolo volume tascabile da portare sempre con voi:

Poesie della notte, del giorno, di ogni cosa intorno di Silvia Vecchini con le illustrazioni della vicentina Marina Marcolin (editore Topipittori). E’ un libro-tesoro da leggere e rileggere all’infinito. Ogni volta si scoprono sfumature e significati nuovi.

Incanto e ricordo, memoria e semplicità dei gesti. Le parole sono ricche e abbondanti. I nostri bambini ascoltano tutto e questo è un libro anche per loro.


Mariairene Didoni – Autrice – cura la rubrica “Un mondo di cose da leggere… più vicino di quanto immagini…

Mamma di Matilde e appassionata di libri e d’arte.

Sono laureata in Storia dell’Arte e conservazione dei beni artistici e sin da piccola il mondo dei libri e dell’illustrazione mi ha sempre affascinato. Mi dedico alla pittura ad acquerello e all’organizzazione di letture condivise per bambini come volontaria presso la Biblioteca del quartiere di Anconetta, succursale della sede centrale di Vicenza della Biblioteca Civica Bertoliana.

Ho seguito diversi seminari e corsi di formazione nell’ambito della promozione della lettura per tutte le età a partire dalla primissima infanzia ma anche dalle letture al pancione durante la gravidanza.

Sono diventata “Lettore Custode” grazie alla formazione ideata e realizzata da Alessia Napoletano presso la sua Libreria per l’Infanzia “Radice-Labirinto” di Carpi (MO). La metodologia del “Lettore custode” è in via di definizione e sperimentazione e si prefigge lo scopo di infondere l’amore per le storie e la lettura.

Diventare mamma mi ha dato la possibilità di riscoprire e riassaporare le mie diverse passioni e mi ha portato a “rileggere” nel vero senso della parola una lunga lista di libri, ripartendo dagli albi illustrati e dai grandi classici della letteratura per l’infanzia e per i ragazzi, oltre ad altri libri non convenzionali.

La mia mente ha sempre fame di parole e di immagini che facciano vibrare le corde del cuore e dell’anima.

Con la rubrica “Un mondo di cose da leggere” vorrei accompagnarvi e aiutarvi a far visita al vostro “io” bambino/bambina e a condividere con tutta la vostra famiglia le potenzialità che la lettura e i libri possono offrire.

“Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo”. (Gianni Rodari)

Voci di Mamma e Papà

Voci di Mamma e Papà

E finalmente la voce. La voce materna che segna per sempre col suo marchio il bambino. Egli la conosce, questa voce, molto prima di vedere la luce. E’ come tessuto sul suo ordito, sulle sfumature, le sue inflessioni, i suoi umori.

Frédérick Leboyer

E’ con queste parole del “padre” del parto dolce che vorrei iniziare, riprendendo alcune riflessioni dell’articolo precedente sull’importanza di uno strumento semplice e scontato quanto potentissimo: la Voce. Le nostre Voci di Mamma e Papà.

E’ un essere minuscolo, non ancora del tutto percepibile. Così piccolo che misura poco più di qualche centimetro ma già in grado di poter captare suoni e sensazioni filtrate dal grembo materno.

Ed è proprio fin da questo inizio che noi mamme iniziamo a parlare con lui.Iniziamo a sussurrargli piccole frasi, parole dolci, accarezzando quella pancia che ancora non si vede ma che sappiamo essere “abitata” da quel Qualcuno che presto si farà sentire e vedere in tutto il suo splendore.

Inizia così un dialogo d’amore con la nostra creatura ben prima della nascita. La nostra voce quindi lo raggiunge e lo avvolge quotidianamente in un “bagno” di stimoli sonori.

Grazie a numerosi studi sulla tematica della vita prenatale, conosciamo nuovi particolari sulle percezioni e sullo sviluppo del bambino durante i nove mesi di gravidanza.

Il periodo dell’attesa quindi può diventare un momento esteso privilegiato per iniziare e incrementare questo dialogo unico e irripetibile, questa forma di comunicazione che ogni giorno si fa più profonda e intensa fino ad arrivare al momento della nascita in cui il bambino venendo alla luce ritrova quella voce.

E’ un ritrovarsi di nuovo insieme. Un vedersi, un riabbracciarsi, un riunirsi ancora una volta in modo diverso.

Il dialogo d’amore si completa. “E’ bello pensare”, scrive Giorgia Cozza nel suo libro “Me lo leggi?”, “che il bimbo che sta crescendo nel segreto del nostro grembo ci ascolta, si emoziona ed è felice quando sente la nostra voce. Non è mai troppo presto per parlare con lui. E’ il nostro bambino e si nutre delle nostre parole, dell’intonazione affettuosa della nostra voce1.

Anche la pediatra Elena Balsamo indica tra i desideri del bimbo che cresce nell’utero materno, quello di ascoltare la voce della sua mamma: “Parlami! Non sono troppo piccolo per capire. Raccontami le tue gioie e le tue pene. Spiegami in ogni momento che cosa sta succedendo. Mostrami la bellezza del mondo, canta per me le più dolci canzoni, raccontami una storia perché io possa sognare”2.

La lettura è una preziosa occasione per trovare tempo e spazio da dedicare al benessere di entrambi. Nella frenesia delle giornate, dove la fretta regna sovrana e molto spesso si arriva a lavorare fino all’ultimo mese di gravidanza (per non dire fino ai giorni precedenti la data presunta del parto in alcuni casi), fermarsi per un po’, rallentare insieme anche al papà e ritagliarsi un momento di tranquillità con un buon libro può aiutare a ricaricarsi di energie positive, di gioia, di serenità e di emozioni profonde.

Bastano pochi elementi: un luogo tranquillo della casa, una postazione comoda come un divano, uno sdraio o il letto dove potersi distendere, un sottofondo musicale se necessario (in armonia e a volume non troppo alto).

Può diventare un appuntamento quotidiano, oppure quando ne sentiamo maggiore esigenza, dove mettere da parte gli impegni incombenti, i mille pensieri o le preoccupazioni per rilassarsi senza che questo diventi un obbligo o uno sforzo.

Può diventare anche un modo per riscoprire libri dimenticati, ripetere filastrocche, poesie e canzoni che ci ricordano la nostra infanzia, rileggere storie e racconti passati, il nostro romanzo preferito o libri totalmente nuovi che mai avremmo immaginato di leggere prima.

Anche la voce del papà, di un fratellino o di una sorellina può aiutare mamma e bambino a rilassarsi e perché no anche a trovare quiete e a riposare meglio, diventando per loro un buon allenamento in vista delle future letture.

Ricordatevi che non ci sono regole fisse. Ogni donna è diversa, ogni papà è diverso. Ogni futura famiglia trova il proprio modo di rapportarsi uno all’altro. La lettura ad alta voce può rappresentare uno dei tanti strumenti per sviluppare la nostra relazione insieme prima e dopo la nascita.

“Oggi il mio cuore canta il tuo cuore

Canta in silenzio un canto interiore

Canta la vita e canta l’attesa

La meraviglia e la sorpresa

Battito ascolto, battito voce

Cuore raccolto, cuore veloce

Cuore risponde a cuore che chiama

Canto si fonde, battito ama.

Canto del primo battito”

Canti dell’Attesa, Sabrina Giarratana


1 Giorgia Cozza, Me lo leggi? Racconti, fiabe e filastrocche per un dialogo d’amore con il nostro bambino, Torino, Il Leone Verde, 2012, pag. 39.

2 Elena Balsamo, Libertà e amore, Torino, Il leone verde, 2010, pag. 191.


Sul comodino ma non solo: libri dappertutto!

Oggi, in questa sezione di consigli per la lettura, troverete alcuni libri che potrete leggere al pancione o far leggere ai futuri papà, sorelle e fratelli maggiori. Sono libri che potrete sfogliare tutti insieme e dedicare al vostro bambino. Ovviamente tutti da rileggere anche dopo la nascita.

Ad integrazione della breve proposta qui di seguito, potrete spaziare nelle numerose pubblicazioni che più vi piacciono: dalle storie della tradizione italiana (vedi le pubblicazioni di Italo Calvino e di Gianni Rodari) alle fiabe di altri paesi del mondo, dalle raccolte di ninne nanne a quelle di filastrocche e poesie.

Canti dell’attesa, testi di Sabrina Giarratana, illustrazioni di Sonia Maria Luce Possentini, Torino, Il leone verde, 2015.

Un libro di poesie da dedicare al proprio bambino. Dal primo battito fino al suo arrivo dopo la tempesta.

Le magnifiche illustrazioni di Sonia Maria Luce Possentini (Premio Andersen 2017) fanno da cornice ai versi che evocano paesaggi fatti di alberi e vento, di acqua e di quiete.


Prima di me,  Luisa Mattia e Mook, Topipittori, Milano, 2016.

La voce di una vita che sta per iniziare. E la domanda più grande: cosa c’era prima di me? Un universo che prendeva forma, uno spazio fatto di terra, acqua, luce, fuoco e di tutti gli elementi. Un libro che fa riflettere sulle nostre origini e sulla creatura che siamo stati e che portiamo dentro di noi in grembo.


Che cos’è un bambino, Beatrice Alemagna, Topipittori, Milano, 2008

Un bambino ha piccole mani, piccoli piedi e piccole orecchie, ma non per questo ha idee piccole. Un inno al bambino e alla sua unicità. Commovente nella sua semplicità che ci fa riflettere sui mille pregiudizi che noi adulti abbiamo su di loro. Un libro che aiuta e che fa sorridere. Da rileggere ancora quando abbracceremo il nostro bambino.


Casa albero, Ilya Green, Il leone verde, Torino, 2015.

“Il mio albero era qui molto prima di me. […] Il mio bozzolo lì cresceva. Eccomi qui!”.

In questo libro viene raccontato il viaggio della nascita di un bambino ma anche della sua mamma. La metafora dell’inizio della vita come quella di una gemma di un albero ci accompagna nella ricerca del bambino di uno spazio tutto suo dove stare bene, fino ad arrivare nelle braccia della mamma stessa da dove inizia tutto, il simbolo per eccellenza dell’accoglienza dei bisogni primari del neonato. Le bellissime illustrazioni di Ilya Green, una via di mezzo tra il collage e il disegno, creano così un’armonia di colori e di segni non scontati.


Tutte le pance del mondo, Lucia Scuderi, Donzelli Editore, 2016.

Hai un cucciolo nella pancia?

E’ la domanda con la quale si inizia questo libro, dove vengono illustrate 24 mamme del mondo animale, dai mammiferi ai rettili, dagli uccelli ai pesci. Divertente e ironico con il suo approccio giocoso ci porta alla scoperta della Natura facendoci sorridere sulle gravidanze altrui e con le alette a sorpresa è adatto anche alla lettura con i fratelli o le sorelle più grandi.


E per le mamme e i papà adottivi?

Anche loro stanno vivendo un tempo dell’attesa insieme alle loro famiglie. I loro bambini vengono da lontano, a volte dall’altra parte del mondo. Anche le mamme adottive hanno il loro travaglio carico di speranza di poter abbracciare quel figlio tanto desiderato.

Recentemente è stato pubblicato il libro Dove nasce l’amore di Lorenzo Tozzi ed illustrato da Sonia Maria Luce Possentini, (Curci Editore, Milano, 2018), che con il suo linguaggio poetico e universale, abbinato al canto, tenta di dar voce a tutte quelle sensazioni ed emozioni che imprimono il viaggio dei genitori adottivi, ma anche di quei figli alla ricerca di una mamma e di un papà. Il viaggio bellissimo e intenso che è quello del desiderio di creare ed avere una famiglia.


Mariairene Didoni – Autrice – cura la rubrica “Un mondo di cose da leggere… più vicino di quanto immagini…
Mamma di Matilde e appassionata di libri e d’arte.

Sono laureata in Storia dell’Arte e conservazione dei beni artistici e sin da piccola il mondo dei libri e dell’illustrazione mi ha sempre affascinato. Mi dedico alla pittura ad acquerello e all’organizzazione di letture condivise per bambini come volontaria presso la Biblioteca del quartiere di Anconetta, succursale della sede centrale di Vicenza della Biblioteca Civica Bertoliana.

Ho seguito diversi seminari e corsi di formazione nell’ambito della promozione della lettura per tutte le età a partire dalla primissima infanzia ma anche dalle letture al pancione durante la gravidanza.

Sono diventata “Lettore Custode” grazie alla formazione ideata e realizzata da Alessia Napoletano presso la sua Libreria per l’Infanzia “Radice-Labirinto” di Carpi (MO). La metodologia del “Lettore custode” è in via di definizione e sperimentazione e si prefigge lo scopo di infondere l’amore per le storie e la lettura.

Diventare mamma mi ha dato la possibilità di riscoprire e riassaporare le mie diverse passioni e mi ha portato a “rileggere” nel vero senso della parola una lunga lista di libri, ripartendo dagli albi illustrati e dai grandi classici della letteratura per l’infanzia e per i ragazzi, oltre ad altri libri non convenzionali.

La mia mente ha sempre fame di parole e di immagini che facciano vibrare le corde del cuore e dell’anima.

Con la rubrica “Un mondo di cose da leggere” vorrei accompagnarvi e aiutarvi a far visita al vostro “io” bambino/bambina e a condividere con tutta la vostra famiglia le potenzialità che la lettura e i libri possono offrire.

“Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo”. (Gianni Rodari)