Viaggiando coi bambini …. si impara!

 

Ogni famiglia ha i suoi aneddoti memorabili, le sue storielle divertenti e le sue tradizioni magiche. Non vengono imposte o obbligate. Sono semplicemente ascoltate, osservate e vissute crescendo. Tramandate, come preziose perle di vita dai grandi ai piccini che le assimilano, dando incoscientemente una direzione ben precisa alla propria esistenza. E giusto adesso, in questo nostalgico tempo di fine vacanze, mi salta agli occhi la tradizione che mi hanno lasciato i miei genitori. Ora che sono mamma a mia volta, mi rendo conto che è proprio il modo di trascorrere le FERIE, di partire per un VIAGGIO, di prepararsi ad una GITA, che mi ricordano palesemente le abitudini di casa che ormai sono parte integrante del mio essere.

COSA SUCCEDEVA?

Succedeva che quando era il momento tanto atteso di decidere dove andare nei mesi estivi, la scelta ricadeva obbligatoriamente su un luogo che ancora non fosse mai stato visitato. Poi, una volta giunti a destinazione, mare o montagna che fosse, era essenziale permettersi almeno una gita nei dintorni, alla ricerca di storia o arte!!! E sono cresciuta così. Imparando ad apprezzare più i momenti in movimento a scalare montagne, ad attraversare i saloni dei musei, a esplorare mappe di città piuttosto che non quelli pacifici a rilassarsi sdraiati sotto un ombrellone o a bere qualcosa in vista di panorami mozzafiato. Quando a settembre rientravo a scuola, ritrovavo nelle pagine dei libri nomi di personaggi, di paesi, di battaglie già sentiti o letti nel girovagare estivo. E studiare era più semplice, più snello e quasi naturale.

E, se ci pensiamo  l’IMPORTANZA DEL VIAGGIO come APPRENDIMENTO è una costante della storia dell’umanità che nel corso della storia ha cambiato direzioni e motivazioni. Da principio ci si spostava per esplorare territori in cerca di cibo, acqua, benessere, poi per battaglie, conquiste. Ma ciò che guidava o che comunque accompagnava tutti questi spostamenti era senz’altro la sete di conoscenza. Pensiamo a Giulio Cesare, a Marco Polo, a Cristoforo Colombo, desiderosi di entrare in contatto con altri mondi, altre popolazioni, altre culture. E poi arriviamo al ‘700 quando diventa un’istituzione il Gran Tour, quel viaggio di formazione destinato ai rampolli delle migliori famiglie aristocratiche, i quali si prendevano un’anno sabbatico e partivano alla volta dell’Europa per completare la loro formazione prima di diventare degni eredi della loro casata.

VIAGGIO E BAMBINI

VIAGGIARE CON I BAMBINI si sa è difficile, stancante, complicato e si ha la tentazione di rimandare, abbandonare, cancellare anche solo l’idea di uscire di casa. Mille cambi, capricci, passeggini, seggiolini, merende, malanni…. uno stress solo il pensiero! Complicato dicevo, certo, ma NON IMPOSSIBILE. Ci vogliono pazienza, spirito di adattamento e tanto tanto tanto senso pratico. Messe queste doti nel bagaglio il resto viene da sé. Tu sembri tranquillo e deciso e i bambini si adattano di conseguenza, più o meno. Si decide una meta e si parte!!!

L’estate appena trascorsa per noi è stata ricca di gite e sono qui a condividerle con voi per mostrarvi come abbiamo tentato di conciliare la necessità di pausa e la voglia irrefrenabile di IMPARARE, CONOSCERE E CRESCERE. Ci siamo riusciti? Speriamo!

ECCOCI AL MARE

Siamo partiti ovviamente dal mare. Campeggio nella bellissima LIGNANO con la piccola di sei mesi e i gemelli reduci dal primo anno di materna. Dieci giorni di spiaggia, piscina, gelati. Tutti i ritmi persi. Nonostante questo, la prima domenica siamo andati a messa e abbiamo scoperto, nella zona di Pineta, la bellissima chiesina quattrocentesca di SANTA MARIA DEL MARE. La cerimonia si è svolta all’aperto, con i bimbi liberi di esplorare il prato circostante, sotto scenografiche vele di barche.

Era come essere salpati insieme ai PIRATI e sentire la brezza marina sul viso. Poi, bastava tentare un passo all’interno ed ecco respirare tutta l’atmosfera medievale, con annessa la misteriosa leggenda di un FANTASMA che ancora vive tra le mura dell’edificio. Si tratterebbe di Papa Gregorio XII che, inseguito dalle milizie di feudatari ribelli, si rifugiò nella chiesetta di Santa Maria prima di imbarcarsi verso il mare aperto!

DEVIAZIONE!

A soggiorno finito invece, prima di rientrare nella nostra amata Vicenza, abbiamo studiato la cartina e abbiamo deciso di allungare il tragitto fermandoci a CIVIDALE DEL FRIULI. Vi dice niente? Alle appassionate di storia sicuramente si. Fondata da Giulio Cesare con il nome di Forum Iulii, infatti, questa piacevole cittadina, divenne poi la capitale del Regno Longobardo. I LONGOBARDI scesero dalla Pannonia nel 568 in Italia e qui diedero vita ad un regno indipendente che estese progressivamente il suo dominio su gran parte del territorio italiano.

E’ dai tempi dell’università che sento parlare di Alboino, di Liutprando e di tutti gli altri re dal nome inconfondibile che hanno rimesso un po’ di ordine nella nostra penisola dopo la fine dell’impero romano. Ed è da allora che mi ricordo di Cividale senza averla mai vista. Ecco l’occasione! Con i bimbi si devono dosare tempi e luoghi. Non hanno la nostra attenzione e nemmeno il nostro interesse, ma si può provare a stuzzicarne la fantasia.

Abbiamo deciso di scegliere solo una meta in città e ci siamo diretti al TEMPIETTO LONGOBARDO, la testimonianza più importante di questo popolo germanico a Cividale. Si tratta di una cappella presumibilmente edificata nell’VIII per un monastero benedettino femminile, il monastero di Santa Maria in Valle. Bellissime sono le statue di figure femminili che decorano le pareti, le tracce di affresco e le decorazioni a stucco. Ancora più belle le espressioni dei miei bambini affascinati dalle colonne, gli archi, le immagini riconoscibili di Gesù e Maria, dei buchi lasciati dalle colonne originali e ancora di più delle testimonianze di scavo archeologico lasciate qua e là per dimostrare i luoghi dei ritrovamenti e della ricerca. Scheletri, fossili, monete…….. c’è un meraviglioso tesoro da trovare!!!!!

Info

  • per Santa Maria del Mare tel. 0431 71279 Indirizzo: Viale Centrale, 33054 – Lignano Sabbiadoro (UD) www.lignanosabbiadoro.it
  • per Monastero di Santa Maria in Valle e Tempietto longobardo tel. Biglietteria 0432 700867 Info Prenotazioni 0432 710460 Indirizzo: Via Monastero Maggiore, n. 34 – 33043 Cividale del Friuli (UD) ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO: ESTIVO (dal 1^ aprile al 30 settembre)  da Lunedì a Venerdì 10.00 – 13.00 e 15.00 – 18.00 Sabato, Domenica e festivi 10.00 – 18.00 INVERNALE (dal 1^ ottobre al 31 marzo)  da Lunedì a Venerdì 10.00 – 13.00 e 14.00 – 17.00 Sabato, Domenica e festivi  10.00 – 17.00. INGRESSO: Entrata gratuita per i bambini fino agli 8 anni. Per gli adulti 4 euro. www.tempiettolongobardo.it

E LA MONTAGNA?

Tornati dal mare ci siamo concessi qualche giorno in montagna. VAL DI CASIES sopra San Candido. Vicino al confine con l’Austria. E anche qui, dopo biciclettate, rifugi e parco giochi abbiamo bevuto un sorso di storia andando a visitare il CASTEL WELSPERG a Monguelfo. Ancora Medioevo dunque! Costruito dai fratelli Schikher per Otto von Welsperg è caratterizzato dall’altissima torre, la quale fu costruita già nel 1126. I Signori von Welsperg, una delle famiglie nobili più potenti dell’intero Tirolo, con la loro attività commerciale ed amministrativa, come anche la astuta politica matrimoniale, ingrandirono sempre di più il loro potere. Il castello venne in gran parte distrutto nel 1765 da un incendio.

Un castello è un luogo magico per i bambini. E’ parte di ogni FAVOLA! E’ stato divertente vederli bramosi di visitare ogni stanza e scoprire il salone dei cavalieri, il bagno dei cavalieri, il giardino dei cavalieri….. il tutto coronato da una bellissima passeggiata immersi nel verde che circonda l’edificio. Molto carino l’orto con erbe officinali che affianca l’ingresso al castello. Piccole piantine colorate e casette per gli uccelli che rimandano noi adulti a quell’incantevole racconto del giardino segreto e i piccoli a fiabe di gnomi e fate.

Info

tel 0474 944118 Indirizzo via Pusteria 16 Monguelfo-Tesido ORARIO DI APERTURA 03.07.2017 – 10.09.2017 LUN – VEN:  orario continuato dalle ore 10.00 – 17.00h. SAB: chiuso DOM: 15.00 – 18.00h. 11.09.2017 – 15.10.2017 LUN – VEN: 13.00 – 17.00h. 16.09.2017 – 27.10.2017 VEN: 13.00 – 17.00h. www.schlosswelsperg.com

Fonti

www.lignanosabbiadoro.it 

www.tempiettolongobardo.it

www.schlosswelsperg.com

www.valpusteria.net

www.kronplatz.it

Non c’è uomo più completo di colui che ha viaggiato, che ha cambiato venti volte la forma del suo pensiero e della sua vita.” (Alphonse de Lamartine)


Elena PiazzaElena PiazzaAutrice cura la rubrica “Bambini a regola d’arte

Mamma di Cesare, Agostino e Letizia

Adoro tutto ciò che è arte, musica e letteratura. E sin da piccolina ho iniziato a esplorare questi mondi, che piano piano sono diventati i miei strumenti necessari per esprimermi.

Dai tre anni il disegno è diventata la mia passione. Ho continuato scegliendo di studiare arte e laureandomi in Archeologia. Ho fondato e gestito un’associazione culturale e ho trovato lavoro in un museo, dove svolgo diverse mansioni tra cui anche quella di operatrice didattica e guida. E’ un lavoro impegnativo che però mi permette di stare a contatto con persone di tutte le età, di tenermi allenata con lo studio, di approfondire continuamente diversi aspetti del mondo dell’arte e di tenermi aggiornata su tutto ciò che accade in città!

Figlia e sorella di musicisti ho masticato note e pentagrammi da quando sono nata. In particolare prediligo il canto che ho sempre esercitato facendo parte di vari cori e sperimentando generi diversi.

Diventata mamma (tris da pochissimo!!!) non ho rinunciato alle mie passioni e inclinazioni e cerco sempre di trovare un modo per conciliarle con la famiglia. Ed eccomi qui a provare a raccontare il mio mondo!

Arte e bambini: didattica museale

Un pomeriggio dello scorso febbraio, mio figlio Agostino, poco più che treenne, mi ha indicato il cielo e con lo sguardo concentrato e un po’ sognante mi ha detto: “Mamma! le nuvole sono bianche, ma anche viola, azzurre, grigie, arancioni e blu”. Io l’ho guardato ammirata e non ho potuto far altro che dirgli che aveva perfettamente ragione. E tra me e me ho pensato “E’ un genio, come ha fatto a capirlo lui, quando io mi sono ritrovata a studiarlo sui libri di scuola!”.

Già, perché una delle teorie fondamentali della tecnica impressionista è proprio quella di considerare il colore, che noi percepiamo quando osserviamo qualcosa, come una sintesi della sovrapposizione di più colori. Non esiste il bianco, non esiste il nero, solo colore.

Renoir, uno dei maestri indiscussi del metodo impressionista, infatti diceva che «in natura il bianco non esiste: devi riconoscere che sopra la neve hai un cielo. Questo cielo è azzurro, questo azzurro deve rispecchiarsi nella neve; al mattino in cielo ci sono verde e giallo … alla sera rosso e giallo dovrebbero apparire nella neve».

Insomma, mio figlio così piccolo e senza studiare aveva già capito quello che grandi artisti avevano teorizzato e portato avanti con le loro opere nell’800!

Quindi arte e bambini … si può!

Sapevo che doveva essere così e ne ho avuto la piena conferma con questo episodio domestico!

In fondo l’arte, se tralasciamo i paroloni dei grandi critici e le definizioni complicate dei manuali più raffinati, è squisitamente semplice. E come potrebbe non esserlo? Nasce da un bisogno interiore di esprimere qualcosa. Ancora prima della parola si comunica con un colore, una forma, una materia e … la vista e il tatto, non sono forse i primi sensi che impara a sviluppare un bambino sin dalla più tenera età?

Pablo Picasso sosteneva che tutti i bambini sono degli artisti. E forse aveva ragione.

I bambini sono immediati, creativi, sognatori e tutto ciò li avvicina molto al processo di realizzazione di un’opera d’arte. Avete mai osservato un bambino al museo? Io ho guardato i miei figli a Palazzo Leoni Montanari e in Basilica Palladiana a Vicenza, a Palazzo Reale a Milano e a Palazzo The a Mantova: vagano per le sale, ascoltano l’eco della loro voce, si fermano davanti ai quadri e indicano ciò che è loro famigliare come i colori, le barche, i treni, il mare, e appoggiano le loro manine sulle diverse superfici che incontrano tra cui statue di pietra, pavimenti di marmo, cornici di legno.

Far conoscere la pittura, la scultura, l’architettura e i grandi maestri del passato ai bambini dunque non è impossibile. Basta utilizzare strumenti e linguaggi adeguati, che mettano in comunicazione due entità, opera e bambino, che hanno approcci simili e legami già abbozzati per natura. E questo è quello che cerca di fare la didattica museale che è rivolta a tutti, adulti compresi, ma che è uno dei sistemi migliori per mettere in contatto i nostri figli con il mondo dell’arte.

Esempi di didattica museale ne troviamo in molte città d’Italia. Offrono progetti rivolti alle scuole nei più importanti e caratteristici siti artistici e storici del nostro paese. Spaziano tra diverse epoche storiche, linguaggi, ambienti, contesti, religioni e offrono, attraverso la capacità di un operatore preparato, la possibilità di approfondire la conoscenza dell’arte e della storia locale, con uno sguardo rivolto anche, più in generale all’Italia e a Paesi e culture lontani.

Esisterebbe però anche una didattica museale scollegata dall’ambito scolastico e rivolta alle famiglie, che consentirebbe ai più o meno piccoli di esplorare il mondo dell’arte insieme a fratelli, genitori, nonni e di condividere insieme un’esperienza insolita, divertente e affascinante.

Anche a Vicenza abbiamo esempi di questo tipo? La risposta è si!!!

Ho curiosato nei siti web dei nostri musei e dei nostri bellissimi palazzi e ho parlato con gli operatori didattici che si occupano di gestirli. Ho appurato che oltre alla didattica rivolta alle scuole, molto ricca e allettante, ci sono diverse proposte anche per i nuclei famigliari. Ho raccolto i dati e li ho riassunti qui per voi.

Il panorama delle offerte è davvero vasto e sarebbe un peccato non approfittarne per fare qualcosa insieme ai nostri figli una delle prossime domeniche di bella stagione, qualcosa di diverso ma nel contempo utile e stimolante!

Buona scelta!

  • A Villa Valmarana ai Nani la didattica è affidata a tre professioniste Paola Bonugli, Federica Pilastro e Paola Rossi. Alle scuole propongono, a seconda dell’età scolastica, percorsi narrativi o artistici che, attraverso l’analisi dell’architettura, delle pitture e della storia della villa, viaggiano nel passato offrendo agli alunni un originale approccio allo studio della storia dell’arte comprendendo le trasformazioni avvenute nel tempo nei luoghi che li circondano. Al momento non sono previste offerte didattiche per la famiglia, ma c’è comunque la possibilità di chiamare e accordarsi per un percorso studiato appositamente. E’ inoltre viva anche l’intenzione di sviluppare una vera e propria didattica per famiglie a partire dal prossimo settembre ,che comprenda non solo gli ambienti della Villa, ma anche i giardini e gli spazi esterni.

Per info e contatti: telefono e fax 0444 321803 – Email info@villavalmarana.com – sito www.villavalmarana.com

  • La didattica a Palazzo Thiene, alla chiesa di Santa Corona, alla pinacoteca di Palazzo Chiericati, al Museo del Risorgimento e della Resistenza, al Museo Archeologico e alla Villa Rotonda è gestita dall’associazione culturale Ardea. Le proposte rivolte alle scuole sono tantissime. Anche in questo caso si diversificano per età, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria, e per tematiche. Oltre all’approfondimento della conoscenza del patrimonio culturale vicentino, poi Ardea propone anche itinerari didattici volti alla scoperta dei grandi maestri dell’arte moderna come Chagall, Matisse, Van Gogh. Moltissime di queste attività didattiche sono aperte anche alle famiglie, attraverso prenotazione di un operatore, per un gruppo di minimo 10 e massimo 25 persone. Infine, Ardea organizza durante l’anno alcune giornate evento con attività rivolte esclusivamente alle famiglie, ma per conoscerle bisognerà aspettare ormai il prossimo autunno.

Per info e contatti: telefono 346 5933662 – Email pinacoteca@associazione-ardea.it – sito www.associazione-ardea.it

  • A Palazzo Leoni Montanari la didattica è gestita dallo staff di Civita Tre Venezie e coordinata da Agata Keran. Propone alle scuole diversi percorsi, tutti gratuiti, che spaziano dalle collezioni permanenti del museo alle mostre temporanee. Presenta inoltre un calendario molto fitto di eventi rivolti alle famiglie. Per il mese in corso, in occasione della mostra “Ritratto di città” ci saranno: Domenica 7 maggio alle ore 11.00 Domenica 14 maggio alle ore 16.30, Domenica 21 maggio alle 16.00 e Domenica 28 maggio alle 16.00 degli itinerari con laboratori creativi volti a scoprire l’arte dello Zuccarelli e il suo legame con la figura di Palladio e la nostra città. Tutte le proposte sono prenotabili e a pagamento: 5 euro a persona per l’attività più 5 euro di ingresso al museo. I bambini entrano gratuitamente.

Per info e contatti: telefono 800 578875 – fax 0444 991280 – Email info@palazzomontanari.com – sito www.gallerieditalia.com

  • Al Palladio Museum, oltre all’offerta didattica rivolta alle scuole, è attualmente in corso “Un architetto in famiglia”, ovvero un programma di incontri domenicali per i bambini con i loro genitori ideato in collaborazione con The Playroom che ha come obiettivo il far esplorare e comprendere il fascino dell’arte dell’architettura anche ai più piccoli. I prossimi laboratori si svolgeranno Domenica 14 maggio alle 10.30 e Sabato 20 maggio alle ore 20.30 in occasione della Notte dei Musei. Ingresso al museo e laboratorio sono gratuiti per tutti i bambini. La prenotazione è obbligatoria.

Per info e contatti: telefono 0444 323014 – Email didattica@palladiomuseum.org – sito www.palladiomuseum.org

  • Il Museo Diocesano ogni anno propone una serie di appuntamenti pomeridiani domenicali rivolti alle famiglie che generalmente prevedono una parte di visita alle collezioni permanenti e un laboratorio a cura di professionisti quali artisti, fotografi o attori. Il prossimo, dal titolo “Gocciolo, un rubinetto e la sua allergia”, racconto sulla diversità, animato di e con Franco Mastrovita, sarà Domenica 14 maggio alle ore 15.00 e alle ore 16.30. L’attività gratuita e su prenotazione.

Per info e contatti: telefono 0444 226400 – Email museo@vicenzachiesacattolica.it – sito www.museodiocesanovicenza.it


“Devi tenere vivo il bambino che è in te: senza di lui non si può creare.” Joni Mitchell


Elena PiazzaElena PiazzaAutrice cura la rubrica “Bambini a regola d’arte

Mamma di Cesare, Agostino e Letizia

Adoro tutto ciò che è arte, musica e letteratura. E sin da piccolina ho iniziato a esplorare questi mondi, che piano piano sono diventati i miei strumenti necessari per esprimermi.

Dai tre anni il disegno è diventata la mia passione. Ho continuato scegliendo di studiare arte e laureandomi in Archeologia. Ho fondato e gestito un’associazione culturale e ho trovato lavoro in un museo, dove svolgo diverse mansioni tra cui anche quella di operatrice didattica e guida. E’ un lavoro impegnativo che però mi permette di stare a contatto con persone di tutte le età, di tenermi allenata con lo studio, di approfondire continuamente diversi aspetti del mondo dell’arte e di tenermi aggiornata su tutto ciò che accade in città!

Figlia e sorella di musicisti ho masticato note e pentagrammi da quando sono nata. In particolare prediligo il canto che ho sempre esercitato facendo parte di vari cori e sperimentando generi diversi.

Diventata mamma (tris da pochissimo!!!) non ho rinunciato alle mie passioni e inclinazioni e cerco sempre di trovare un modo per conciliarle con la famiglia. Ed eccomi qui a provare a raccontare il mio mondo!

Lorenart: l’arte a portata di mano

lorenart

Ciao! Sono Lorena Farinella e abito a Vicenza.

Dopo il diploma linguistico mi sono laureata in “Storia e Conservazione dei Beni Architettonici e Ambientali” presso lo I.U.A.V. (Istituto Universitario di Architettura di Venezia).

Disegno e dipingo fin da quando ero piccola. Corsi di pittura a parte, mi sono perfezionata nel tempo con l’aiuto del mio spirito di osservazione della realtà che mi circonda e mi aiuta la tecnica dei “grandi maestri” ammirata nelle mostre che abitualmente visito.

Non mi considero un’artista, ma una “Persona Creativa”. Mi piace creare cose nuove ed inusuali, usare differenti supporti sui quali utilizzare le varie tecniche di pittura e decorazione acquisite negli anni. Adoro i colori vivaci e i diversi accostamenti che essi formano.

Mi diverto quando creo!

belly 3

Eseguo:

  • Decorazioni con la tecnica dello stencil definito coi chiaroscuri a mano libera
  • Pittura con colori acrilici su tela, controsoffitti
  • Pittura su vetro con finto piombo, vernici e smalti a freddo cotti in forno
  • Pittura su stoffa, tela, seta
  • Realizzazione di murales
  • Esperienza di madonnara con la tecnica dei gessetti colorati
  • Biglietti in carta decorata e intagliata a mano per le varie ricorrenze (Matrimoni, Comunioni ecc.)
  • Oggettistica in feltro e pannolenci

Ultimamente mi sto occupando di BELLYPAINTING, ossia l’arte di dipingere il pancione di una donna incinta.

Lorenart

Proprio così! Dipingo le pance!!!

In tanti anni, dopo aver dipinto su ogni supporto, (ho dipinto per terra, sui soffitti, su per i muri, sull’asfalto, sul legno, sui coppi, sulla stoffa, sul vetro e chi più ne ha più ne metta) ora ho provato sulla pancia!
E mi è piace molto.

Utilizzo colori professionali per la pelle, assolutamente atossici e completamente rimovibili con acqua e sapone (gli stessi che utilizzo per il trucca-bimbi)

Lo scopo del Bellypainting è quello di fare un servizio fotografico un po’ particolare col pancione dipinto.

Inoltre, e questo lo noto io ogni volta che dipingo una pancia, la mamma si rilassa molto durante la pittura, che diventa una specie di massaggio, una coccola… di conseguenza anche il feto si rilassa molto e, dopo un inizio “movimentato”, rallenta i movimenti fino a fermarsi del tutto e ad addormentarsi.

Insomma, ho scoperto che il Bellypainting dona alla mamma e al bambino una forma di benessere.

Lorenart

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