Archivi categoria: Dimmi che lavoro fai, ti dirò che mamma sei

Le mamme condividono i momenti più emozionanti del loro parto

Dimmi che lavoro fai, ti dirò che mamma sei

dimmi che lavoro fai, ti dirò che mamma sei
Fonte blogmamma.it

Dimmi che lavoro fai, ti dirò che mamma sei!

Quando nasce un bebè nasce una mamma che spesso deve “resettare” la sua vita precedente e cominciarne una di totalmente nuova.

Alcune di noi riescono a tornare al proprio lavoro altre invece no: Vuoi per le discriminazioni sul posto di lavoro, vuoi per crescere da sè il bebè senza lasciarlo a nonni, asili o baby sitter o per altri mille motivi, capita che una donna-mamma si ritrovi catapultata nel ruolo di casalinga o a fare un lavoro “alternativo” per accordare orari della vita famigliare e necessità economiche.

Mi sono resa conto, ascoltando le varie esperienze delle mie colleghe madri di famiglia, che le dinamiche del rientro (o non rientro) al lavoro dopo aver avuto un bambino sono tra le più variabili e disparate, così ho pensato che sarebbe bello poter ascoltare quello che è successo ad altre per ritrovarcisi, condividere e commentare situazioni e punti di vista.

Avete voglia di raccontarvi?

Mandatemi una mail con il vostro racconto all’indirizzo esseremammeavicenza@gmail.com  e lo pubblicherò sul sito!

Roberta “dimmi che lavoro fai, ti dirò che mamma sei”

dimmi che lavoro fai, ti dirò che mamma sei

Racconto per “Dimmi che lavoro fai, ti dirò che mamma sei”

Mamma Roberta

Mi chiamo Roberta e sono originaria del Trentino, arrivo a Vicenza nel settembre del 2007 ovviamente per AMORE, qui inizia il mio calvario, una città a me sconosciuta niente amici e niente famiglia, passavo le giornate a cercare lavoro o gironzolando.
(Trovo i Veneti molto chiusi, poca confidenza)
In casa ho una stanza piena di scatoloni da sballare ( 30 anni della mia vita chiusi in una stanza).
Alla fine trovo lavoro (saltuario) ma almeno occupo il tempo.
Alla fine arriva un lavoro che sembra stabile un contratto di 6 mesi, rinnovabile per altri 6 mesi (evviva)
lo stesso giorno che accettano la mia candidatura e confermano la mia assunzione SCOPRO DI ESSERE INCINTA.decido volutamente di non dire nulla e di lavorare ( ringrazio di aver fatto una bella gravidanza senza nessun fastidio).
Passano i mesi e io cerco di nascondere  la gravidanza con abiti un pò larghi, ma al quinto mese decido di informare la mia responsabile, che ovviamente si congratura ma che mi dice che sicuramente non mi avrebbe rinnovato il contratto.
E mi ritrovo ancora a casa.
Ma ora devo fare la mamma Alice nasce nel 2012,
Fare la mamma non è cosi facile come pensavo, sono comunque da sola e i miei genitori lontani, notti in bianco, e qui mi rendo conto cosa significa crisi post parto.
Decido pero di farmi aiutare da una dottoressa, non volevo che Alice soffrisse a causa mia e della mia depressione, la guardavo e mi rendevo conto che non potevo fargli questo.
Il mio compagno perde il lavoro.
Mutuo da pagare, bollette, spesa ecc. la mia mente inizia a pensare a una soluzione veloce per evitare il peggio .
Ricomincio a cercare lavoro ma qui mi trovo molte porte chiuse, o la classica frase: “signora lei ha 38 anni una bambina di un anno e c’è la crisi, sarà molto difficile che lei trovi qualcosa , le farò sapere”.
E cosi decidiamo di investire i nostri risparmi sul negozio (spaccio pannolini Vicenza).
Ringrazierò sempre Lorenzo (il mio compagno) per il sostegno e l’aiuto che mi ha dato in questo percorso, e ringrazio anche Alice per l’idea che inconsapevolmente mi ha dato per la vendità dei pannolini.
Ora anche Lorenzo a trovato un lavoro e finalmente ci siamo stabilizzati.
Ecco questa è la mia storia

Natalia – “dimmi che lavoro fai, ti dirò che mamma sei”

mamma, lavoroRacconto per “Dimmi che lavoro fai, ti dirò che mamma sei”

Mamma Natalia

Mi chiamo Natalia e sono una mamma di tre bambini: Mario 5 anni, Eugenio 3 anni e Anastasia 18 mesi. Faccio la fotografa professionista specializzata in fotografia di bambini, neonati, gravidanza e famiglie. I miei bambini sono una fonte inesauribile per la mia ispirazione.

In effetti, loro appaiono spesso sulle mie fotografie che pubblico sia su Facebook, che sul blog del mio sito. E’proprio grazie ai miei piccoli che sono arrivata ad essere una fotografa di bambini e non di matrimoni o fashion.
La fotografia è stata presente nella mia vita da sempre. Già in Russia, da dove vengo, ho comprato la mia prima reflex, quando ero molto giovane, per esprimere la mia visione del mondo. Adoravo fare le foto della città, cosiddetta “street photography”, la gente comune che passa, dettagli dell’architettura strana, giochi di forme, colori, luci. La macchina fotografica è stata la mia migliore amica e compagna di tutti i miei viaggi. E’ stata il mio hobby, la mia passione, il mio tempo libero e il lavoro.
All’epoca il mio lavoro era diverso. Laureata in storia del teatro e critica teatrale il mio primo lavoro serio ho preso nel teatro drammatico di Mosca. Facevo l’assistente del direttore artistico. Il mondo del teatro era per me un paradiso: le prove degli spettacoli, le chiacchere con gli attori e registi mi rendevano molto felice. Mi sentivo partecipe di un meccanismo meraviglioso e artistico.
Ho fatto il primo sito ufficiale del teatro e mi sentivo orgogliosa, ero la mano destra del capo ciò mi faceva sentire molto importante. L’unica cosa che non andava era lo stipendio, troppo basso per una ragazza che voleva girare il mondo ed essere indipendente. Dopo quasi due anni di lavoro al teatro ho cambiato vita. Mi hanno assunto redattrice di una rivista di cucina.
Era una cosa assurda. Io che non sapevo cucinare; che nella mia vita a stento riuscivo a fare una purè di patate, scrivevo le ricette e i segreti dei cuochi. La cosa più assurda è stata che nonostante i quattro anni trascorsi in redazione, a casa mia continuavo a cucinare solo le insalate e i surgelati. Ho cominciato a ?fare l’amicizia con le pentole? solo quando ho conosciuto mio marito, qui in Italia.
Sono venuta in Italia 7 anni fa, ero curiosa di provare a vivere in un paese diverso dal mio. Così ho lasciato il mio lavoro in Russia e mi sono trasferita a Padova per studiare all’Università. Poco dopo mi sono sposata, è nato il mio primo figlio?. e di continuare l’università non ci ho pensato più. Pensavo sempre però di prendere in mano la macchina fotografica e scattare tantissime foto al mio primogenito.
Fermare con gli scatti i cambiamenti importanti della sua crescita (ecco Mario che tiene bene la testina, ecco che si è messo a gattoni, ecco che sta seduto da solo dritto, ecco che si è alzato in piedi etc.).

Quando è nata la mia terza figlia Anastasia la passione per la fotografia è maturata molto bene, così da esplodersi e trasformarsi nell?interesse professionale. Studiavo la fotografia leggendo tantissimi articoli sul tema, guardando i workshop dei grandi artisti, passando tante ore davanti al monitor del computer elaborando l’esperienza di altri professionisti. E fotografavo, fotografavo tantissimo non solo i miei bambini, ma anche i figli delle mie amiche. Un giorno ho preso una decisione importante di aprire una partita IVA, diventando così una vera professionista e lavorare nel mondo della fotografia offrendo i servizi professionali, la mia esperienza e l’amore per quello che faccio.  Nei miei piccoli clienti cerco di fotografare non solo la loro bellezza. Quello che mi piace di più è mettere in evidenza il loro spirito, la loro energia, la curiosità, la luce nei loro occhi. Grazie ai miei figli ho imparato a capire meglio i bambini, il loro carattere e le esigenze e questa cosa mi aiuta molto nel mio lavoro. Sono una mamma e una fotografa e penso di fare due lavori che sono i più belli nel mondo!

Martina – “dimmi che lavoro fai, ti dirò che mamma sei”

mamma, lavoroRacconto per “Dimmi che lavoro fai, ti dirò che mamma sei”

Mamma Martina

Ho avuto la fortuna di realizzare il mio sogno : diventare agente di viaggi e ormai sono 13 anni che svolgo questa bellissima professione ( che a livello economico non dà molto, ma amare il proprio lavoro non ha prezzo , e lavorerei anche gratis ) e che mi ha permesso di vedere il mondo. Ma da quando è nato Giovanni , 15 mesi fa, sento tantissimo il distacco. Mi pesano queste 8 ore al giorno, mi pesano i sabati in cui lavoro ( per fortuna pochissimi ). Credo che dovremmo allinearci agli altri paesi europei, e le mamme dovrebbero essere agevolate nell’ottenere un part time, più tempo di qualità insieme ai bimbi, più tempo per noi. Sapere che mio figlio crescerà assieme ai nonni da un lato mi fa piacere, perchè so che è seguito e al tempo stesso stimolato, dall’altro avrei preferito il nido, il fatto di stare insieme ad altri bimbi, imparare cose nuove e divertenti, e che però ( a parte il costo ) non vede mio marito favorevole. Per quanto riguarda il mio rientro al lavoro, a parte non trovare più la mia postazione ( ho quella attaccata, e ho ancora un lavoro, ma non posso nascondere di esserci rimasta male: era il mio posto! Solo che è arrivata una collega più anziana dall’altra filiale e quindi…. ), mi sento meno veloce di prima, meno “aggressiva” , insomma…credo sia anche naturale perchè per me la famiglia è sopra di tutto , mentre prima il lavoro era …diciamocelo…molto più importante di adesso!

Lucia – “dimmi che lavoro fai, ti dirò che mamma sei”

mamma, lavoro
Fonte blogmamma.it

Racconto per “Dimmi che lavoro fai, ti dirò che mamma sei”

Mamma Lucia

Ciao io sono Lucia, ho 33 anni e 2 bimbe: Cecilia di 3 anni e mezzo ed Emma di 1 anno e mezzo.
La mia vita e sempre stata un cambiamento ma soprattutto da quando sono arrivate le mie 2 stelle!
Contratto di collaborazione concluso quando ero incinta di Cecilia, non ci ho badato molto e mi sono dedicata a questa nuova avventura di crescita.
1 anno dopo 2 nuove opportunità di lavoro: un altro contratto di collaborazione a progetto presso la stessa associazione con la quale collaboravo quando aspettavo Cecilia e la possibilità di diventare consulente del benessere.

E da allora ad oggi (sono passati più di 2 anni) quest’esperienza lavorativa è cresciuta pur essendo molto presente con le mie figlie. Ci sono i nonni, c’è il nido ma la mamma è sempre la mamma.
Essere una libera professionista mi permette di poter accompagnare le bimbe a scuola, stare con loro nel pomeriggio e seguirle passo passo.. Bassa ottimizzare il tempo e dare più qualità possibile!
Questa sono io: mamma, moglie e professionista affermata 🙂

Premananda – “dimmi che lavoro fai e ti dirò che mamma sei”

mamma, lavoro
Fonte blogmamma.it

Racconto per “Dimmi che lavoro fai e ti dirò che mamma sei”

Mamma Premananda

Ciao a tutte, sono la Prema: una vicentina di 30 anni trapiantata da 5 a Rubano (PD).

Che lavoro faccio?
Attualmente sono una futura bis-mamma a tempo pieno.
E mi piace.
E non me l’aspettavo.

Chi ero prima di diventare una mamma?
Ero…anzì sono una NATUROPATA.
Felice di esserlo e orgogliosa di esserlo.
Mi occupo della salute delle persone.
Con rimedi naturali.
Studio da sempre le cose naturali.
All’interno della mia famiglia d’origine non esiste nemmeno la tachipirina, per darvi l’idea.
Nel 2006 ho trovato la mia strada e ho definitivamente ripreso in mano gli studi (dopo 5 anni dalla maturità linguistica in cui avevo sempre lavorato) e ho iniziato il percorso di naturopatia con l’Istituto Rudy Lanza. Un’esperienza meravigliosa che ha durato circa 3 anni.
Iniziano così  le mie esperienze lavorative in varie erboristerie e parafarmacie e la presa di coscienza del CODICE INCI, la valutazione dei prodotti, la CONOSCENZA  di tanti prodotti farmaceutici a me altamente sconosciuti.
La volontà di imparare, conoscere,valutare,  paragonare, proporre.
Per mia passione personale studio tutto.
Metto in discussione qualsiasi cosa.
Anni di esperinze lavorative che ti fanno rendere spesso conto che in un negozio di erboristeria…la media dei prodotti veramente validi è 5…su 2000!!! Terribile!
La presa di coscienza che tante linee erboristiche…sono tutto, fuorchè naturali!
Il contatto con tantissimi clienti, la cui media pensa che un prodotto “naturale” va sempre bene perchè “tanto è naturale”!…Beata ignoranza!
Anni di esperienze a contatto col pubblico in cui ho imparato tanto.
Veramente tanto.

E’ un lavoro che amo molto.
In un futuro non molto lontano mi piacerebbe aprire il mio studio e fare consulenze.
Perchè questo sarebbe il mio lavoro.
Non vendere prodotti.
Infatti non so vendere. Sono una pessima venditrice.
A me piace parlare con le persone.
Amo ascoltare le persone.
Mi piace che le persone mi raccontino le loro situazioni.
Sapendo ascoltare si arriva a capire spesso il “perchè” di determinate situazioni di salute. Ma in un negozio è molto difficile poter “aver tempo” da dedicare unicamente a un cliente. Purtroppo.
Quindi il mio obiettivo è arrivare a DEDICARE tutto il tempo necessario a chi me lo chieda.
Questo voglio diventi il mio lavoro.

Purtroppo al 9° mese di gravidanza del mio primo bimbo mi hanno licenziato perchè il negozio ha chiuso. (Vi lascio immaginare andare a sindacati col pancione!) e da allora mi son dedicata completamente a lui e alla nuova new entry che arriverà a breve.

In questi ultimi 17 mesi ho scoperto la passione anche per la cucina e la pasticceria.
Alla quale mi dedico non poco e mi dà molta soddisfazione.
La gente mangia ed è contenta! 😀
Ho un obbiettivo anche lì: riuscire a creare dei piatti/dolci BUONI e GOLOSI anche per chi ha intolleranze e allergie. Cosa non semplice. Cosa sempre più frequente, sia negli adulti che nei bambini.:( Ma mi sto impegnando nel ricercare e provare!

Ah si! Sono anche una BLOGGER!
Un anno fa ho aperto un blog: www.mamma360.blogspot.it
Un grande impegno, ma anche una grande soddisfazione!
E amo tantissimo FOTOGRAFARE!
Sto cercando, nei limiti di tempo (che viene molto a mancare ultimamente), di studiare e migliorare anche in questo ambito 😀

Un abbraccio amiche!

Marta – “dimmi che lavoro fai e ti dirò che mamma sei”

mamma, lavoro
Fonte blogmamma.it

Racconto per “Dimmi che lavoro fai e ti dirò che mamma sei”

Mamma Marta

Premetto che sono una lamentosa ma sono cosciente che esistono molte realtà diverse dalle mie e so che in paragone sono stata e sono molto fortunata…Lavoro all’Emisfero da quando avevo 20 anni…al tempo era ancora Iperfamila e il centro commerciale Palladio era la metà di quello che è ora…!Al tempo ero fidanzata senza bimbi e gli orari extra flessibili che c’erano mi procuravano qualche brontolamento ma non dannegiavano la mia vita!Dopo 2 anni mi sono sposata e dopo altri 2 è nato Tommaso il mio primo grande amore…dal quinto mese di gravidanza sono stata a casa in maternità xchè avevo delle contrazzioni e quindi una gravidanza a rischio…il mio capo reparto direzzione e tutti gentilissimi tanti auguri fatti sorrisi e ci rivediamo ai 9 mesi del bambino…rientro un pò perplessa sapendo che con quegli orari avrei tribolato parecchio…e difatti è così!!!Chiedo una riduzione dell’orario di lavoro che mi viene concessa dopo 6 mesi…va un pò meglio anche se su 4 settimane di turnazioni solo una e mezza è di mattina mentre le altre tutte la sera.Mio marito a casa da lavoro dopo le 18 si ritrova a fare il mammo dare la pappa a un bimbo che non vuole mangiare e preparare da mangiare alla mamma che rientra da lavoro alle 21.30 di sera si fionda in camera x addormentare il suo bimbo stravolto che si addormenta solo con lei e poi verso le 10.15 riesce a sedersi e tirare il fiato!!Mio marito dopo qualche mese diventa intrattabile e nervoso e spesso se la prende con il bambino…io ci sto molto male ma caspita lavorare se ne ha bisogno!!!In azienda fanno firmare delle clausule ultra flessibili ai dipendenti in modo da poter modificare l’orario di lavoro come vogliono con soli 2 giorni di anticipo,su 80 cassiere siamo in 5 a rifiutarci per via dei bimbi a casa,io x tutelarmi divento delegata sindacale…ecco che partono le minacce!!!All’inizio l’hanno impiantata dura e facevano i soliti trucchetti che fanno x stufare le persone,resisto il tempo passa e poi la botta delle Domeniche…ci comunicano che saremo sempre aperti…io dopo un aborto e molti tentativi finalmente riesco a rimanere incinta di Tamara…rimango subito a casa da lavoro e mi rivolgo allo Spisal x la movimentazione dei carichi mi accettano la domanda di maternità anticipata e così riesco a evitarmi un periodo di forte stress sul lavoro e a godermi il mio pancione che cresce….a ottobre è nata la mia patatina…devo tornare al lavoro a fine settembre,le mie colleghe mi dicono “non ci pensare goditi la tua maternità finchè puoi xchè quando torni…”.La mia prospettiva di rientro non è molto rosea…sò che sono fortunata ad avere un posto fisso ma alcune volte non vorrei mai averlo trovato quel lavoro…!Non sono mai stata una di quelle che sacrificano la famiglia x il lavoro anzi ammetto anche che le giudico male certe persone…e quando penso a settembre e alle battaglie che dovrò fare mi dico…”ecco questa è la quiete prima della tempesta”…una tempesta che spero non mi devasti,xchè non sono disposta a togliere il tempo dedicato alla famiglia nell’unico giorno che ci ritroviamo tutti insieme x andare a lavorare la domenica…………e la storia continuaaaaaa……

Giorgia “dimmi che lavoro fai e ti dirò che mamma sei”

mamma, lavoro
Fonte blogmamma.it

Racconto per “Dimmi che lavoro fai e ti dirò che mamma sei”

Mamma Giorgia

Ciao a tutte,
la mia storia potrei intitolarla ” ogni bebè… un lavoro!””
Alex è nato mentre lavoravo da 8 anni in una multinazionale dell’udito famosissima…pensavo di essere tranquilla, che i complimenti fattti fino al giorno prima di comunicare la mia gravidanza, valessero qualche cosa…e invece i pregiudizi verso le mamme lavoratrici battono qualunque efficenza e preparazione dimostrate in tanti anni….”starai sempre a casa!!! ..meglio se ti metto a progetto….!”Queste le parole! Il progetto è durato 2 giorni! Pretendevano la presenza 8 ore al di, ma di pagarmi solo in caso di vendite a provvigione….robe da matti!!!  E tra parentesi, con il mio primo figlio, mio marito lavorava a turni per cui ci alternavamomattina e pomeriggio: non avrei fatto neanche un giorno di assenza, se solo mi avessero concesso il part time!!!!
Da li mi sono spostata: scuola di inglese, negozio di computer….. fino a tornare nello stesso settore : l’audioprotesi che probabilmente su di me ha un potere pazzesco perchè, pur non cercandola (anche se desiderandola tanto)…dopo 1 anno e mezzo è arrivata Aurora (è facendo anche i “salti mortali” per “fregarmi”…ma questa è un’altra storia!!!)…. e la storia di è ripetuta….SON FATTI CON LO STAMPO!!! “Starai sempre a casa, noi ci stiamo ampliando abbiamo bisogno di forze sempre presenti ecc ecc…insomma stattene a casa!!!”… maternità , disoccupazione e poi….
Cerco un altro lavoro e lo trovo dopo 1 telefonata!! Incredibile mi dico: lavoro stupendo, sempre sognato con gli orari che volevo io , ma “a termine” accidenti!! La speranza che mi riconfermino c’è, se pur lontana…tengo duro e spero…ma niente da fare…non possono riconfermarmi per via dei miei limiti negli orari…uffa…..
Le mamme sono sempre penalizzate. Faccio colloqui ai quali mi dicono: “ottimo curriculum, ottima preparazione…. ma con 2 figli piccoli…!!”
Uffa! Trovo solo lavori sottopagati o semi-truffe ….mi rompo e mi dico: ” il lavoro me lo invento io!!” Da mamma e da commerciale non posso che aprire un negozio di usato di qualità per bambini: sicuramente sono 2 argomenti di cui sono un’esperta!!! Allora, senza fondi, sfruttanto le agevolazioni per l’imprenditoria femminile, parto e apro nel giro di 2 mesi!!!!
Super veloce, piena di entusiasmo, ma anche di paura…..
Inizialmente grandi soddisfazioni, ora con la crisi sono costretta ad integrare con altre cose per cercare di far sopravvivere quello che considero il mio 3° figlio: il negozio!!! Dove per tutto il primo anno i miei figli vivievano come fosse la loro seconda casa!! Avevo adibito una stanza per loro piena di giochi , cuscini , dvd di cartoni animanti, colori e fogli per disegnare…
addirituttura il frigo per la merenda e un divanetto nel caso fossero stati ammalati….
Assurdo, basterebbe così poco nelle aziende per far lavorare serenamente le mamme….
Insomma, ora sono cresciuti, mio marito ha cambiato turno (è diventato lui il “mammo” di casa per lo più!!) per cui la loro bella stanza è diventata il reparto autunno/inverno e la stanza dei corsi di massaggio infantile e di dimostrazioni varie!!
Ma la crisi non lascia spazio alla serenità… non c’è la continuità necessaria per sognare di resistere un altro anno! Per quanto possa credere fermamente in questa idea e in questa filosofia, prettamente in aiuto alle famiglie in difficoltà e che sposa l’ecologia,… la burocrazia, le tasse e la crisi non mi lasceranno scampo….
Terrò duro finchè potrò….
E poi ti dicono di fare i figli…. e che la donna in maternità è tutelata….palle!! Le aziende pagano pur di liberarsene e, per quanto sia bello godersi i bambini finchè sono piccoli, poi si deve tornare a fare i conti con la dura realtà: con uno stipendio non si campa!!!
Auguri a tutte le mamme!!!

Sil – “dimmi che lavoro fai e ti dirò che mamma sei”

mamma, lavoro
Fonte blogmamma.it

Racconto per “dimmi che lavoro fai e ti dirò che mamma sei”
Credo che ad iniziare con i racconti debba essere io…

Mamma Silvia

Quando sono rimasta incinta di Giorgia, nel lontano maggio 2005, ero la più o meno soddisfatta titolare di un piccolo bar alle Alte di Montecchio Maggiore. Dopo aver frequentato 5 anni di scuola alberghiera a Recoaro Terme e aver fatto vari anni di gavetta tra stagioni estive, invernali, bar, ristoranti & Co. avevo realizzato il mio desiderio di “mettermi in proprio” e aprire il mio piccolo locale.
Ci sono voluti molti sacrifici miei e della mia famiglia: un appartamento ipotecato, firme di garanzie dei parenti… insomma tutte le risorse rivolte a quel mio sogno di indipendenza economica e sociale.
Apre così il bar Lokomotiva, ditta individiale dove sono l’unica dipendente.
il 13 giugno 2005 il test di gravidanza mi fa un’inaspettato occhiolino con due belle linee rosa e da lì tutte le prospettive per il futuro sono cambiate!
Io e il mio compagno abbiamo preso in considerazione e vagliato varie ipotesi e la più saggia allora era sembrata quella di vendere il locale entro quando sarebbe nata la bambina e, una volta passato il tempo necessario per crescerla un pò, trovare un’altro lavoro come dipendente o aprire un’altro locale con il ricavato della vendita del primo.
A febbraio del 2006 il Lokomotiva passa ad altri proprietari e io comincio la mia vita da mamma a tempo pieno (il rogito notarile doveva essere il 6 febbraio ma Giorgia ha deciso di nascere proprio quel giorno…). Nel frattempo con la collaborazione di mia suocera e quella del mio compagno, abbiamo deciso di aprire un’altro locale in società a Vicenza città: il Folk cafè. Purtroppo una delle più brutte decisioni della nostra vita! Il locale era bellissimo ma posizionato in un posto davvero poco adatto a creare un giro di clientela sufficente per ripagarsi le spese e dopo 1 solo anno abbiamo venduto anche quello. Decisione sfortunata quella dell’acquisto del Folk… ci ha prosciugato di tutti i risparmi e mi ha creato un vero e proprio buco economico che si è protratto per gli anni sucessivi con l’arrivo delle quote statali delle varie innumerevoli tasse! La nostra situazione economica da lì a seguire è stata un pò un disastro… il mio compagno era letteralmente sballottato da un’agenzia interinale all’altra con contratti a tempo determinato di massimo 3 mesi in continuo rinnovo, mesi interi a casa senza contratti e una bimba da crescere. Io sono riuscita a lavoricchiare a casa per una ditta orafa (incassavo pietre) mandando contemporaneamente Curricula a destra e a manca per tornare nel settore della ristorazione ma ormai la crisi, che ancora sta facendo arrancare il nostro Paese, era in pieno sviluppo e di lavoro nemmeno l’ombra per una mamma con una bimba piccola!
Poi nell’agosto 2009 papà ha finalmente trovato un lavoro come cuoco per una ditta di catering di Montecchio Maggiore e per 8 mesi ha passato più tempo al lavoro che a casa, facendo straordinari e lavorando tutte le festività per uno stipendio da fame… ma andava benissimo! Dopo quello che avevamo passato era uno spiraglio di sole! Dove stava il problema? Che ad ogni stipendio il contratto in regola era rimandato sebbene le continue richieste e solleciti!
Nel frattempo anch’io trovo lavoro in una ditta che vende pannelli fotovoltaici come operatrice di telemarketing per 4 ore al giorno con un contratto a progetto che sarebbe scaduto a giugno 2010.
Arriva gennaio 2010 e dopo aver finalmente presentato le carte per la messa in regola del contratto di lui, decidiamo finalmente di provare a dare un fratellino a Giorgia! Era da quando lei aveva pochi giorni che avevamo formulato l’idea e il desiderio di un’altro figlio ma le vicende sopra descritte ci hanno impedito di pensarci prima del suo 4° compleanno!
Arriva febbraio e il contratto in regola slitta di un’altro mese per cause (dicono loro) burocratiche… il 21 faccio il test di gravidanza e mi informa che il secondo figlio che tanto desideravo stava per arrivare!
A marzo, il giorno prima della paga, la ditta di Caterig annuncia al mio compagno che purtroppo il lavoro è calato e con una pacca sulla spalla e un “mi dispiace” lo lasciano a casa su 2 piedi!
Una sola parola: disperazione! Ero incinta di 3 mesi ormai, un contratto a progetto in scadenza e un compagno disoccupato. Casa in affitto, una vecchia Micra classe 2002 come mezzo di trasporto… nessun patrimonio messo da parte per le emergenze…
Lui ha preso tutto quello che gli capitava sotto mano per poter portare a casa 1€, dalle pulizie a lavori saltuari e pagati malissimo, io avevo la pancia che lievitava… A luglio finalmente incontriamo un amico di amici che cerca un cuoco per un locale innovativo in centro Verona… lontanissimo ma in regola! Certo con contratto a chiamata ma comunque in regola! Eravamo di nuovo sereni! Non dico ricchi ma riuscivamo finalmente a dormire la notte!
Arriva ottobre e nasce Marco, un bel puffetto che già dai primi giorni di vita ha fatto ben capire di avere un caratterino completamente diverso dalla docile e dolce Giorgia!
Poco dopo il ristorante dove lavora papà fallisce e ci ritroviamo ancora precari! Inizia il periodo più nero tra tutti! Ancora a raccimolare lavoretti per poter portare a casa il pane, sacrifici, rinunce, ci aiutano le nostre famiglie dando fondo ai risparmi di una vita, piango un giorno sì e uno no ma guardo i miei bambini e so che tutto sommato aver fatto due figli mi renderà una persona migliore, una persona felice! I tempi bui passeranno e arriverà un riscatto anche per noi!
Ed ecco che finalmente nel maggio 2012, sempre tramite amici di conoscenti, lui trova un lavoro serale in una famosa bruschetteria-pizzeria di Montecchio Precalcino. Dopo pochi mesi di prova gli fanno firmare un bel contratto in piena regola a tempo indetrminato! Nel frattempo anch’io trovo un lavoro part-time (ancora come operatrice di telemarketing) con contratto a progetto che poi è diventato a tempo determinato. Scadrà il prossimo aprile e poi vedremo cosa succederà di me! Continuo a “seminare” curriculum per trovare lavoro nel mio settore ma una mamma 35enne con due figli relativamente piccoli sembra non volerla nessuno! (A magior ragione che sono “ferma” da 7 anni!…)

In conclusione: forse avrei dovuto dare ascolto alla vocina che all’uscita dalle scuole medie mi diceva di dedicarmi ad un lavoro per e con i bambini (in quel momento invece la mia famiglia mi ha deviata sostenendo che poi non avrei trovato lavoro) invece che rifugiarmi tra le montagne requaresi per imparare a fare un lavoro che poi non…mi dà lavoro! Non è mai tardi per rifarsi, forse 35 anni un pò tardi lo è… ma io ci proverò! Il mio desiderio? lavorare con e per i bambini! Come? Questo non è dato sapersi per ora… a dire il vero di preciso non lo so nemmeno io!

Mi sono forse leggermente dilungata….