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Di tutti i colori del mondo

I colori fanno parte del nostro mondo e del nostro modo di vivere. Non tutti però abbiamo consapevolezza di quanto i colori incidano nella nostra quotidianità e di quanto interagiamo con la realtà grazie e/o a causa dei colori.

Nel passato le società e le civiltà che si sono susseguite hanno utilizzato sistemi di simboli e di colori per veicolare messaggi e raccontare i valori e le storie che le caratterizzavano. Anche la nostra società odierna, moderna e super tecnologica continua ad utilizzare i colori per questo scopo. Basti pensare agli schermi dei nostri televisori ultrapiatti e degli smartphone di ultima generazione, i cui colori così nitidi sembrano quasi sovrannaturali (lontanissimi dal bianco e nero dei primi apparecchi o dallo schermo neutro dei prototipi portatili).

Ma fino a che punto il colore  influenza il nostro immaginario collettivo?

Tra i libri per noi adulti che trattano e sviluppano tale argomento, vi segnalo il testo Cromorama. Come il colore ha cambiato il nostro sguardo (Einaudi, 2017) del visual desinger Riccardo Falcinelli.

https://www.einaudi.it/autori/riccardo-falcinelli/

Attraverso una galleria di 400 immagini tratte dal mondo dell’architettura, del cinema, del fumetto, dall’arte grafica e dagli oggetti della vita quotidiana l’autore ci accompagna alla scoperta della formazione del nostro “campionario” cromatico contemporaneo.

Il pubblico osserva, sceglie, impara; finché queste consuetudini non standardizzano la percezione e il colore comincia a parlare da solo, al punto da sembrare un fatto naturale. Perché le matite gialle vendono di più delle altre? Perché Flaubert veste di blu Emma Bovary? Perché nei dipinti di Mondrian il verde non c’è mai? E perché invece Hitchcock lo usa in abbondanza? Falcinelli narra come si è formato lo sguardo moderno […].

E per i bambini? Come percepiscono il colore?

Ovviamente la percezione di questo elemento cambia a seconda dell’età. I neonati captano lo stimolo cromatico proveniente dall’ambiente che li circonda in modo diverso da quello di un bambino di tre anni. Anche la capacità di vedere tutta la gamma dei diversi colori varia a seconda della fascia d’età come anche la capacità di riconoscerli e nominarli, di utilizzarli con intenzione a scopo comunicativo e di espressione. La comunicazione cromatica di certi luoghi, come ad esempio gli spazi educativi e domestici, può influire molto sul benessere dei bambini. I colori assumono sempre di più un ruolo chiave anche per comunicare funzioni e percorsi, limiti ed emozioni.

Tra le pubblicazioni più recenti dedicate al mondo dei colori per bambini e ragazzi, eccovi qui di seguito una piccola selezione:

Colorama. Il mio campionario cromatico, Crushiform, Ippocampo Edizioni, 2017

https://www.ippocampoedizioni.it/grafica-disegno/550-colorama-il-mio-campionario-cromatico.html

Dal rosso vivo dei papaveri, al giallo acceso delle ruspe da cantiere, dall’azzurro celeste di un cielo sereno, al rosa maialino. Colorama è un inventario  cromatico che ci accompagna alla scoperta dei segreti e delle sfumature dei colori più comuni ma anche di quelli più inaspettati e sconosciuti. In abbinata anche un gioco di carte, ispirato al libro, con cui ci si può sfidare a colpi di…colore per l’appunto.

Di tutti i colori, Allegra Agliardi, Terre di Mezzo, 2018

https://www.terre.it/prodotto/di-tutti-i-colori/

In questo libro adatto anche ai più piccolini, non ci sono intenti educativi. Il testo in rima porta alla scoperta dei colori della vita quotidiana dove emergono le esperienze più semplici che possiamo aver vissuto tutti. Il rosso dell’anguria d’estate e il verde del gelato al pistacchio. Poi ci sono le pere succose con la loro buccia gialla come la lampadina che si accende alla sera. E alla fine un piccolo invito:

«Celeste, indaco, giallo limone, rosso amaranto, verde bottiglia: / non ti fermare continua ad esplorare, ogni colore ha la sua meraviglia!»

Rosso come…, Pascale Estellon, Ippocampo Edizioni, 2020

https://www.ippocampoedizioni.it/6-7-anni/760-rosso-come-9788867225064.html

Rosso come le fragole e le ciliegie, come il rubino e il corallo. Arancione come la violaciocca e la curcuma, come le albicocche e l’ibisco. Giallo come lo zolfo e il canarino, come i fiori di zucca e la dorifera. E poi c’è il Blu dei lapislazzuli e del pesce chirurgo. Il Verde dello smeraldo e delle felci, della cavalletta e della raganella…Le illustrazioni sono nitide e non stilizzate. Per ogni colore le grandi pagine si aprono con ampi risvolti per far vedere la varietà di animali, piante, pietre e spezie colorate. Lo sfondo bianco e le didascalie presenti accompagnano lo stupore dei più piccini e dei più grandi. Un libro bellissimo da leggere a quattro mani senza fretta godendosi i particolari di ciascuna pagina.

Colori, Giovanna Ranaldi, Topipittori, 2020

https://www.topipittori.it/it/catalogo/colori

Il nuovo volume della casa editrice Topipittori dedicato ai colori si inserisce all’interno della collana Piccola Pinacoteca Portatile  https://www.topipittori.it/it/collana/pippo dove potrete trovare anche delle monografie dedicate ai singoli colori. Le figure di questi libri sono copiate da opere d’arte famose di ogni epoca storica. La collana è composta da libri con i quali interagire e con i quali i piccoli lettori possono disegnare, ritagliare, incollare, attaccare, staccare. In questo libro, l’autrice Giovanna Ranaldi (restauratrice, stampatrice ed illustratrice) ci fa viaggiare accanto ai grandi pittori sia antichi che moderni, dialogano con il lettore al quale fanno conoscere i nomi dei colori, le loro origini attraverso le loro opere più famose e che hanno fatto la storia. Una sorta di quaderno per esercitarsi all’osservazione e all’utilizzo del colore con diverse tecniche.

Il più folle libro illustrato con tutti i colori del mondo di Otto, Ton Schamp, Franco Cosimo Panini, 2019

https://www.francopaniniragazzi.it/index.php/il-piu-folle-libro-illustrato-con-tutti-i-colori-del-mondo-di-otto.html

Il titolo di questo libro è tutto un programma. Il gatto Otto e i suoi amici vengono immersi nel mondo vivace dei colori. E’ quasi un willmenbuch dove le pagine sono cariche di illustrazioni, di particolari ciascuno dedicati ai singoli colori. Non sarebbe il libro più folle se non ci fosse una “piacevole” confusione, dove l’occhio è attratto a destra e a sinistra da canarini gialli, camion dei pompieri, dal lungo collo di un gigantesco dinosauro verde o da una sorridente balena blu. I dettagli abbondano e ogni giorno aprendo questo libro potreste scorgere qualcosa di nuovo che non avevate ancora visto. Provare per credere!


Mariairene Didoni – Autrice –

Mamma di Matilde e appassionata di libri e d’arte.

Sono laureata in Storia dell’Arte e conservazione dei beni artistici e sin da piccola il mondo dei libri e dell’illustrazione mi ha sempre affascinato. Mi dedico alla pittura ad acquerello e all’organizzazione di letture condivise per bambini come volontaria presso la Biblioteca del quartiere di Anconetta, succursale della sede centrale di Vicenza della Biblioteca Civica Bertoliana.

Ho seguito diversi seminari e corsi di formazione nell’ambito della promozione della lettura per tutte le età a partire dalla primissima infanzia ma anche dalle letture al pancione durante la gravidanza.

Sono diventata “Lettore Custode” grazie alla formazione ideata e realizzata da Alessia Napoletano presso la sua Libreria per l’Infanzia “Radice-Labirinto” di Carpi (MO). La metodologia del “Lettore custode” è in via di definizione e sperimentazione e si prefigge lo scopo di infondere l’amore per le storie e la lettura.

Diventare mamma mi ha dato la possibilità di riscoprire e riassaporare le mie diverse passioni e mi ha portato a “rileggere” nel vero senso della parola una lunga lista di libri, ripartendo dagli albi illustrati e dai grandi classici della letteratura per l’infanzia e per i ragazzi, oltre ad altri libri non convenzionali.

La mia mente ha sempre fame di parole e di immagini che facciano vibrare le corde del cuore e dell’anima.

Con la rubrica “Un mondo di cose da leggere” vorrei accompagnarvi e aiutarvi a far visita al vostro “io” bambino/bambina e a condividere con tutta la vostra famiglia le potenzialità che la lettura e i libri possono offrire.

“Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo”. (Gianni Rodari)

L’abbraccio dopo il parto

 

L’abbraccio dopo il parto

Scritto da Mariella Cotelli, ostetrica, IBCLC L-107274 (IBCLC, Consulenti Professionali in Allattamento).

Alla nascita il neonato si trova in uno stato di veglia tranquilla nel quale esprime individualità e temperamento e ricerca la prossimità: bisogno biologico necessario per crescere sano e fiducioso.

Per permettere di recuperare la fatica della nascita e il crearsi della relazione, a mamma e bambino va permesso di ritrovarsi attraverso il contatto “pelle a pelle”.

Chi ha avuto la fortuna e l’occasione di assistere alla nascita di un bambino, ha potuto osservare con stupore come il cucciolo d’uomo nasca estremamente equipaggiato a livello sensoriale, è da subito in ascolto dell’ambiente circostante e le sue competenze innate gli permettono di interagire con la madre: apre gli occhi, osserva, catalizza l’attenzione dell’adulto per indurlo a prendersi cura di lui, cerca attivamente il seno e quando lo trova comincia a succhiare avidamente.

Il primo passo per permettere il manifestarsi di queste azioni e l’inizio della relazione è quello che gli inglesi chiamano “skin to skin”.

l’OMS (Organo Mondiale della Sanità) lo definisce praticamente così: “mettere i neonati in contatto pelle a pelle con la madre immediatamente dopo la nascita per almeno un’ora e incoraggiare le madri a comprendere quando il neonato è pronto per poppare, offrendo aiuto se necessario”.

Precisamente consiste, avvenuto il parto, nell’asciugare delicatamente il piccolo e appoggiarlo al seno materno, coprirlo con un telo caldo e lasciarlo a contatto con la madre per il tempo necessario ad innescare quel meccanismo biologico chiamato “bonding”, ovvero una serie di comportamenti espressi dal genitore nei confronti del figlio, e viceversa, necessari a garantire un buon accudimento.

saranno ore molto preziose: tutti i sensi del neonato sono estremamente ricettivi e disponibili al contatto, grazie anche all’adrenalina fetale che gli permette di rimanere in uno stato di allerta e di adattarsi così più facilemente alla vita extrauterina promuovendo il processo di attaccamento (bisogno primario che il bambino manifesta verso chi si occupa di lui).

Ma andiamo a dettagliare i vantaggi della pratica del pelle a pelle:

  • vi è un effetto calmante per mamme e bambino, ne riduce il pianto;
  • mantiene il neonato caldo;
  • riduce il consumo di ossigeno e di zuccheri nel sangue;
  • permette un recupero del peso del neonato più rapido;
  • riduce il cortisolo salivare (ormone dello stress);
  • facilita il bonding (il legame mamma-bambino);
  • accresce l’autostima materna in quanto stimola le sue competenze genitoriali di accudimento;
  • permette la colonizzazione dell’intestino del bambino attraverso il contatto con i batteri materni (microbiomia) quindi l’insediarsi dei primi mattoncini del sistema immunitario, pertanto aumenta le difese immunitarie;
  • facilita la prima poppata al seno e quindi fonda le basi per una buona riuscita dell’allattamento materno;
  • stimola la produzione di ossitocina, ormone che interviene in tutto il processo riproduttivo e che provoca contrazioni uterine abbassando il rischio di emorragie dopo-parto; è l’ormone che facilita il contatto madre-bambino e stimola comportamenti “materni” favorendo così la ricerca della vicinanza con il neonato.

Tutte le altre routine assistenziali non sono necessarie nell’immediato, vanno serenamente rimandate (bagnetto, aspirazione delle vie aeree, instillazione di gocce oculari, posizionamento del bambino in termoculla) in quanto è stato provato scientificamente che l’allontanamento del bambino dalla propria madre, anche per pochi minuti, può rendere più complicato l’avvio dell’allattamento.

Non dimentichiamo che il neonato ha vissuto per nove mesi in un ambiente caldo, protetto, privo di rumori molesti, in continuo movimento, cullato dal costante ritmo del battito cardiaco materno e dalla voce materna, suoni ed esperienze che conosce bene e che può ritrovare sul petto della madre, rassicurandosi.

Importante quindi sensibilizzare i genitori a porsi in condizione di ascolto e di osservazione rispettosa, come facilitatori delle attitudini del neonato, per promuovere una relazione gratificante per garantirgli tutti i nutrienti fisici e affettivi necessari allo sviluppo neuro-sensoriale.

Questa buona pratica ha dei risvolti positivi sull’allattamento e sulla capacità del bambino di adattarsi alla sua nuova vita, un suo diritto.

BIBLIOGRAFIA: “Il tocco gentile” di Anna Marcon e Massimo Carlan Ed. La Compagnia del libro


In collaborazione con:

L’educazione

Periodico trimestrale di pedagogia e cultura a divulgazione gratuita

A cura di Mariella Cotelli, Ostetrica e Consulente Professionale in Allattamento

Natura creativa? Visita ad Arte Sella!

E’ arrivata la tanto attesa estate!!! Gli obblighi scolastici sono finiti e si sono aperte splendide giornate piene di sole! Bisogna godersele il più possibile! Continuiamo quindi alla scoperta di spazi museali che danno respiro non sono all’animo ma anche al fisico: per questo appuntamento vi propongo una gita fuori porta! Ci spostiamo un po’ e andiamo fino al paesino di Borgo Valsugana per vedere un bellissimo esempio di Art In Nature, ovvero il sito di Arte Sella.

Ho scoperto questo luogo qualche anno fa e me ne sono subito innamorata e così i miei bambini. Da allora ogni anno torniamo a trovarlo e a dare aria a immaginazione e cuore!!!

DI COSA SI TRATTA?

Arte Sella è un’iniziativa che si colloca nel territorio, per ripensare e reinventare l’attività culturale nella nostra regione (il Trentino Alto Adige). Ricercare il valore culturale nel proprio periodo storico, sovvertire i valori estetici e mettere in discussione i valori nel periodo stesso in cui viene espresso. Il percorso espositivo, offre al pubblico un’esposizione qualitativa” Emanuele Montibeller, direttore artistico di Arte Sella

Arte Sella è dunque un bellissimo museo di arte contemporanea completamente all’aperto, che si snoda nella vicina Val di Sella. Nasce nel 1986, quando un gruppo di artisti locali, ammirando la loro valle, si trovano concordi nella necessità di esprimere, attraverso le loro opere, il profondo legame che coniuga l’arte e la natura. Ne nasce un luogo pieno di meraviglie in cui si può passeggiare, ascoltando i messaggi che l’arte emana attraverso la natura e che un gruppo di artisti ha saputo decifrare per noi. Immaginate: una valle, un bosco, il silenzio, il vento, un sentiero e a tratti… uno spunto di riflessione, una composizione originale, un insolito insieme di elementi naturali armoniosamente uniti e comunicanti. Il pensiero che si sviluppa in Arte Sella si inserisce perfettamente nel fenomeno artistico che nasce in Europa negli anni ’70 con il nome di Art in Nature.

ART IN NATURE: COS’E’?

Un fenomeno che considera la natura come un tesoro imprescindibile dall’essere umano, che và difeso e protetto. Perché esiste una sorta di patto silente tra uomo e paesaggio che deve essere rispettato. Un concetto questo, che gli artisti esplicitano con i loro lavori. Ogni opera viene realizzata con materiali completamente degradabili e acquisiti nel luogo in cui sarà collocata. Pertanto, il suo tempo di vita è limitato, circoscritto e stabilito dalla natura stessa. La sua bellezza consiste nell’esprimersi attraverso le reazioni spontanee che sbocciano con l’ambiente circostante e con il passare delle stagioni. Imprevedibile, spontaneo.

Pietra, terra, acqua, foglie, rami, non vengono trattati, ma solo manipolati in modo semplice, in base all’estro comunicativo dell’artista. Costui crea così un dialogo unico ed emozionale con la natura che prende in custodia l’opera e la protegge, la sviluppa e la rende parte di sé.

Arte Sella è uno degli esempi più importanti di Art in Nature in Italia. Gli artisti che l’hanno ideata, negli anni hanno fondato un’associazione e hanno coinvolto istituzioni locali, artisti internazionali e altre realtà, creando una rete di sostegno unita nell’intento di salvaguardare questo luogo. Il progetto iniziale si sviluppa nel giardino di Villa Strobele, ma col tempo cresce e aggiunge anche l’area di Malga Costa.

I percorsi espositivi sono tre:

Si possono fare tutti e tre in giornata, ma bisogna essere dei bravi camminatori. Altrimenti si possono selezionare i più brevi e tenere il più lungo per quando i bimbi saranno più allenati! Per esperienza, posso dire che i bambini rimangono sempre affascinati dalle composizioni che trovano lungo il sentiero. E spesso, da uno sguardo, riescono a capire meglio di noi adulti, qual è il messaggio in esse espresso. E’ una continua scoperta, uno stimolo a vedere ed esplorare sempre di più.

Il primo percorso è l’area di Malga Costa. Si tratta di un percorso ad anello di circa 1 Km con un tempo si visita previsto di circa 45 minuti. Qui si trovano le opere più importanti e spettacolari, come la celebre Cattedrale Vegetale, ovvero il simbolo di Arte Sella. Ideata da Giuliano Mauri, è uno splendido esempio di architettura naturale che si erge imponente nel paesaggio e i cui alberi in fila richiamano il colonnato di una cattedrale gotica.

Il secondo percorso è quello più impegnativo: il Sentiero Montura, che unisce il giardino di Villa Strobele all’Area di Malga Costa. E’ un sentiero che si snoda per 4 km tra viali, boschi e prati in cui poter ammirare le opere nel silenzio della natura.

Infine c’è il percorso del Giardino di Villa Strobele, che ospita istallazioni di architetti di fama internazionale.

Organizzare la visita:

E’ molto semplice. Sul sito di Arte Sella si trovano indicati i parcheggi e l’inizio dei percorsi. Quello di Malga Costa e di Villa Strobele sono accessibili con il pagamento di un biglietto valido per entrambi. Si può decidere di fare un pic nic o anche soffermarsi nelle due trattorie che si trovano lungo il percorso e in cui si mangia davvero molto bene.

Per qualsiasi altro dettaglio o informazione:

http://www.artesella.it/it/


Elena PiazzaElena Piazza – Autrice – cura la rubrica “Bambini a regola d’arte

Mamma di Cesare, Agostino e Letizia

Adoro tutto ciò che è arte, musica e letteratura. E sin da piccolina ho iniziato a esplorare questi mondi, che piano piano sono diventati i miei strumenti necessari per esprimermi.

Dai tre anni il disegno è diventata la mia passione. Ho continuato scegliendo di studiare arte e laureandomi in Archeologia. Ho fondato e gestito un’associazione culturale e ho trovato lavoro in un museo, dove svolgo diverse mansioni tra cui anche quella di operatrice didattica e guida. E’ un lavoro impegnativo che però mi permette di stare a contatto con persone di tutte le età, di tenermi allenata con lo studio, di approfondire continuamente diversi aspetti del mondo dell’arte e di tenermi aggiornata su tutto ciò che accade in città!

Figlia e sorella di musicisti ho masticato note e pentagrammi da quando sono nata. In particolare prediligo il canto che ho sempre esercitato facendo parte di vari cori e sperimentando generi diversi.

Diventata mamma (tris da pochissimo!!!) non ho rinunciato alle mie passioni e inclinazioni e cerco sempre di trovare un modo per conciliarle con la famiglia. Ed eccomi qui a provare a raccontare il mio mondo!

Giocando con il cartone

Ciao mamme belle!

Ecco un paio di modi (ma ce ne sono davvero infiniti) per riutilizzare il cartone! riceviamo tutte molti pacchetti/scatole ogni mese o in generale sono imballaggi di cio che compriamo, quindi invece di buttarli li possiamo riutilizzare e fare felici i nostri bimbi, come direbbero gli americani “it’s a win win”!

Qui vi propongo due idee:

  1. un simpatica farfallina vuole raggiungere dei bellissimi fiori colorati, la aiutiamo? vi servono: un quadrato di cartone, del cartoncino colorato, colla stick e dei pennarelli!!
  2. Che tempo fa? scopriamolo assieme ogni mattina e aggiorniamo il pannello meteo! vi servono; tempere, pennello, un quadrato di cartone e 9 rettangolini ( le misure decidetele voi) e un’adesivo a scelta (pasta uh, scotch, velcro)!!!

Per il primo progetto vi bastera ritagliare dal cartoncino colorato le sagome dei 4 fiori (due fiori per colore), sovrapponete i due fiori dello stesso colore e li incollate con la colla stick, ora tagliate il pistillo e incollate anche quello al fiore, incollare e loro volta i fiori sul cartone equidistanti tra loro. Ora manca la farfalla, la ritagliate da un cartoncino bianco e la decorate a piacere con i pennarelli, ora tracciate dei “percorsi” che i bimbi faranno fare alla farfalla poggiando su di essa un dita e seguendo il percorso da voi tracciato col pennarello, siate creativi!!

Per il secondo progetto vi bastera disegnare con le tempere sui 9 rettangoli di cartone le varie possibilita: temporale, pioggia, vento, sole, nuvoloso, nuvoloso con sole, neve, arcobaleno e infine luna. Per maggiore definizione contornare con la penna nera.  Nel pannello principale colorare la parte centrale con del bianco e scrivete ” che tempo fa?” , scegliere l’adesivo che volete e attaccatelo su tutti 9 i rettangoli in modo che a turno si possano attaccare al centro!!

Sono super curiosa di vedere le vostre creazioni!!! Taggatemi su fb e instagram e usate #esseremammeavicenza #creattivita

Buona giornata!! un abbraccio

Francesca Celetto Baker

Acido folico: gravidanza e non solo

I folati sono un termine generico utilizzato per indicare un gruppo di vitamine solubili appartenenti al gruppo B. Sono indicate con B9, per l’esattezza.

Spesso vengono indicati come Acido Folico utilizzando questo termine come sinonimo di folati. In realtà sono due forme diverse: i folati sono la forma naturale presente all’interno degli alimenti, l’acido folico è la forma sintetica utilizzata negli integratori e nei cibi fortificati.

Vitamina B9
Spinaci e folati

Questi nutrienti possono essere facilmente assunti in quantità adeguate attraverso una dieta varia ed equilibrata. Il nostro organismo è inoltre in grado di accumularne piccole riserve nel fegato.

Il nostro fabbisogno quotidiano è di 0,4 mg al giorno, ma in alcune situazioni particolari è richiesto un maggior apporto.
Alimenti ricchi di folati sono le verdure a foglia verde, i legumi, i formaggi (soprattutto stagionati), la carne, le uova.
Ecco alcuni esempi: 100 gr di biete o spinaci ne contengono circa 0,11 mg, il tuorlo d’uovo 0,150 mg, i legumi circa 0,1 mg, il parmigiano o grana circa 0,05 mg e i cereali da 0,02 a 0,04 mg.    

A cosa serve l’acido folico?

E’ coinvolto in molte funzioni fondamentali del nostro organismo:

  1. Come cofattore per la sintesi di DNA, RNA e proteine nella formazione di nuove cellule;
  2. Maturazione dei globuli rossi;
  3. Corretto sviluppo del sistema nervoso;
  4. Prevenzione di alcune forme di neoplasia;
  5. Per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, infarti in particolare;
  6. Mantenimento e incremento delle funzioni cognitive, specialmente in età avanzata.
Acido folico e gravidanza

Come anticipato, una delle più importanti funzioni dell’acido folico è aiutare la corretta formazione del sistema nervoso. E’ una vitamina estremamente importante per le donne che stanno pianificando (o non escludendo a priori) una gravidanza in quanto aiuta a prevenire il rischio di difetti del tubo neurale, come la spina bifida.

Risulta particolarmente importante assumerlo prima del concepimento perché la chiusura del tubo neurale si verifica nelle prime 4 settimane di gravidanza, quando una donna non è ancora consapevole di essere incinta. E’ stato dimostrato inoltre che riduce il rischio di parto pre-termine. 

In caso di deficit, l’acido folico può impiegare anche 20 settimane per raggiungere i livelli ottimali, pertanto è fondamentale curare l’alimentazione e assumere gli integratori con dovuto anticipo. Alcuni studi scientifici raccomandano di iniziare l’integrazione addirittura dai 5 ai 6 mesi prima del concepimento. 

Un’adeguata assunzione di acido folico è importante anche durante l’allattamento. Nei primi mesi di vita del bambino, il latte è un alimento esclusivo e quindi l’unica fonte da cui poter ricavare questo nutriente. 

Spesso si parla anche di acido folico e fertilità: effettivamente, assieme a tutta una serie di altri nutrienti, l’acido folico contribuisce sia alla corretta maturazione degli spermatozoi che degli ovociti.
Pertanto una corretta assunzione di questa vitamina comporta maggiori possibilità che si abbia un embrione correttamente adeso e formato. 

Non solo gravidanza

Ma cosa dire dell’acido folico al di fuori di gravidanza e allattamento?

E’ presto detto: queste sostanze sono fondamentali nella formazione delle nuove cellule.
Pensate banalmente a unghie, capelli e pelle, che necessitano di continua rigenerazione. Sono infatti coinvolti nella formazione di nuovo DNA e proteine assieme alle vitamine B12 e C.

Tra i tipi di cellule che aiutano a formare ci sono anche i globuli rossi; infatti una carenza di folati può portare ad una forma particolare di anemia definita megaloblastica.
In questa patologia i globuli rossi risultano più grandi e non completamente maturi. 

Un’altra funzione dei folati è nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. In presenza di queste patologie nel nostro corpo si innalzano i livelli di una particolare sostanza chiamata omocisteina. L’acido folico è in grado di abbassarne i livelli e diminuire significativamente il rischio di infarto. 

Nelle malattie neurologiche l’acido folico, in combinazione con la vitamina B12, sembra migliorare le funzioni cognitive, specialmente ad un’età avanzata e ridurre i processi infiammatori associati a questo tipo di disturbi. Le malattie per cui sono stati dimostrati dei miglioramenti sono l’Alzheimer, disturbi dello spettro autistico ma anche la depressione. 

Al contrario dei precedenti esempi, in caso di tumori è necessario prestare attenzione agli eccessi, in quanto l’acido folico sembra stimolare la proliferazione delle cellule cancerose e addirittura interferire con alcuni tipi di chemioterapia. 

Folati in cucina

Come detto in precedenza, sono molti gli alimenti ricchi di folati, in testa a tutti le verdure a foglia verde scura. Nell’ambito di una corretta alimentazione, non sussistono motivi per sospettare una carenza di questo elemento. Tuttavia la nostra dieta spesso non riesce a far fronte al fabbisogno, perché sbilanciata e povera nell’assunzione di verdure.

La disponibilità della vitamina B9 dipende molto anche da come lavoriamo gli alimenti.
Si può avere una naturale riduzione dei folati mano a mano che le verdure perdono freschezza e con le cotture. Si può arrivare ad avere una perdita del 70% dopo 3 giorni di conservazione della verdura e fino ad un 95% con le cotture, soprattutto la bollitura.

Per avere un’assunzione adeguata posso quindi consigliarvi di assumere verdure fresche e crude, piuttosto che cotte, oppure cotte in poca acqua e per un breve tempo. Minore sarà il contatto con l’acqua e le alte temperature, minore sarà anche la perdita vitaminica. 

L’assorbimento dei folati avviene nell’intestino con un’efficienza diversa rispetto all’acido folico degli integratori. Per questo motivo in condizioni di aumentato fabbisogno, come la gravidanza, l’uso di supplementi alimentari è fortemente raccomandato.

Tuttavia è bene ricordare che gli alimenti sono molto più della somma dei loro nutrienti e quindi a fronte di un contenuto più basso di folati, rispetto agli integratori, è molto probabile che l’assorbimento sia altrettanto efficiente grazie alla compresenza di altri elementi che agiscono in sinergia. 

Fonti

https://www.crea.gov.it/home
https://sinu.it/2019/07/09/assunzione-raccomandata-per-la-popolazione-pri-e-assunzione-adeguata-ai/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17099205/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31345146/
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3375831/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17900207/

Autore

Francesca Rigon – Autrice – cura la rubrica “Una mamma per nutrizionista”

Mamma di Raffaele dal primo giorno del 2018. Mi sono laureata in Biologia Evoluzionistica a Padova nel 2009 dove ho conseguito anche un Dottorato di Ricerca in Bioscienze e Biotecnologie nel 2012 e infine un Master Internazionale in Nutrizione e Dietetica con una tesi sullo svezzamento nel 2017.

Il mio interesse per la nutrizione si concretizza con la scoperta dell’esistenza di Raffaele, anche se le sue radici sono ben più profonde.

Quindi mi sono chiesta: perché non unire due grandi mondi, l’essere mamma e l’essere nutrizionista, in un’unica realtà da condividere con altre mamme?

Da qui il nome della rubrica “Una mamma per nutrizionista

Certa che sarà un’avventura che mi permetterà di crescere assieme a molte di voi, sono orgogliosa e lieta di potermi occupare di questo spazio.

 

Atelier impertinente: materia e colore

ATELIER IMPERTINENTE: materia e colore

Per bambini curiosi dai 2 ai 99 anni

Alzi la mano chi in casa non ha rossetti, matite per gli occhi, cosmetici di ogni genere fermi da anni, pronti
per essere cestinati ma che non abbiamo il coraggio di buttare!

Bene è arrivato il momento di dargli una seconda possibilità!

Io ho pensato di fare così e di affidarli alle mani della mia piccola Anna e il gioco è stato molto apprezzato!

Ai bambini infatti piace tanto utilizzare strumenti e oggetti che solitamente utilizzano gli adulti e quando li si
dà la possibilità di poterli sperimentare sono felicissimi.
Disponi i trucchi (rossetti, rimmel, matite, ombretti, quello che hai a disposizione) in un contenitore, senza
tappi e con le punte delle matite temperate.

Metti a diposizione fogli di carta anche colorate su cui il bambino potrà fare più prove di segno (se hai il
rotolo di carta dell’ikea MALA meglio).

Lascia “libero” il bambino di sperimentare sul foglio, ma soprattutto di giocare con i materiali che ha a
disposizione per poter scoprire il magico mondo dei materiali di cui sono fatti i cosmetici.
Atelier impertinente: materia e colore
Nasceranno così dei bellissimi disegni molto materici fatti di segni, tracce, impronte, texture tutti nati da gesti
liberi e casuali in cui si manifesta il piacere della scoperta.
I trucchi in generale sono fatti di materiali straordinari, hanno colori brillanti, consistenze pastose, una resa
molto materica, si sfumano facilmente con il dito e creano effetti plastici tridimensionali sul foglio e ogni
strumento ha una sua peculiarità.

Tutte queste caratteristiche io e Anna le abbiamo scoperte sperimentando questi strumenti sulla carta.
Per i bambini diventa quindi un gioco divertente con cui sperimentare nuovi strumenti e conoscere nuove
consistenze materiche.

Cosa si fa poi con i fogli colorati?
Assolutamente nulla…si cestinano!

Lo scopo di questo tipo di attività è quello di stimolare il bambino all’atto creativo di generare segni e disegni
in modo intuitivo, lasciando che la fantasia e l’immaginazione trovino terreno fertile su cui poter sbocciare.
Ma soprattutto, conoscere gli oggetti quotidiani sotto altri punti di vista e usarli in modo impertinente per
sviluppare una mente aperta e curiosa e scoprire che tutti gli strumenti possono nascondere delle sorprese
inaspettate.

Non c’è museificazione di disegni ma solo il piacere di fare un’esperienza pratica su strumenti, materiali e
gestualità senza generare quindi un prodotto finito…un lavoretto!

E intanto noi mamma ci siamo liberate di un bel pò di vecchi trucchi e cosmetici che erano conservati nel dimenticatoio, quel posto speciale ricco di reperti archeologici casalinghi.

E ora …provateci anche voi!
Buon divertimento


Rubrica a cura di:

Nadia Fusco  – Autrice – cura la rubrica “Creattività

Ideatrice della rubrica “Voilà Atelier Creativo…esplora, crea, gioca”

Mamma di Anna e appassionata del fare con le mani, di artigianato, di arte e di Bruno Munari

Immaginate una bambina curiosa che passa il suo tempo a creare, esplorare la natura, a fare e disfare. Quella bambina sono io e quello era il mio modo per stare bene ieri ed è quello che mi fa felice oggi. Ho studiato arte alle superiori, design all’università e per 11 anni ho lavorato come designer di gioielli, nel frattempo mi sono specializzata come atelierista per bambini 0-6 anni e con la didattica de La Scuola del fare. Avevo un sogno nel cassetto, portare la magia della creatività dove serviva e oggi lo faccio con il mio progetto Voilà Atelier Creativo.

Cos’è Voilà Atelier Creativo?

Voilà Atelier Creativo è il tocco di una bacchetta che – come per magia – dà forma a laboratori e workshop creativi per bambini, ragazzi e adulti convinti che il gioco sia una cosa seria. Voilà è uno spazio errante: entra nelle case e nelle scuole, prende posto nelle piazze e nei parchi. Dove c’è bisogno di creatività, fantasia e sperimentazione, Voilà arriva. La magia prende ispirazione dalle idee di Bruno Munari e dal metodo Montessori. Per questo in ogni proposta c’è il piacere di usare mani ed immaginazione, l’utilizzo di materiali diversi – carta, stoffe, argilla, inchiostro, lana, pasta, tappi – e la convinzione che l’arte sia per tutti.

Con il progetto Voilà atelier creativo mi piacerebbe far riscoprire la poesia del fare con le mani, stimolare la creatività per sentirsi liberi di creare e sperimentare.

Voilà atelier creativo è anche party e gift ma per saperne di più visitate la pagina facebook o istagram Voilà Atelier creativo

Con questa rubrica vorrei condividere la mia passione nello sporcarmi le mani e insieme esplorare, creare e giocare.

Dimenticavo, adoro gli albi illustrati e ora che ho Anna, ho un motivo in più per comprarli, questa passione la condivido con i bambini durante le letture come volontaria presso la biblioteca di Villaggio del Sole, Vicenza.

Giocare e’ una cosa seria! I bambini di oggi sono gli adulti di domani, aiutiamoli a crescere liberi da stereotipi, aiutiamoli a sviluppare tutti i sensi, aiutiamoli a diventare piu’ sensibili.

Un bambino creativo e’ un bambino felice!

Bruno Munari – 1986

Ballerine riciclo creativo

Ciao mamme belle!

Ci sono un milione di bellissimi progetti creativi che potete fare con i vostri bambini, uno tra questi sono le ballerine riciclo creativo!

Semplicissime da realizzare ma qui si da davvero spazio alla creativita’, ecco cosa vi servira’:

Ballerine riciclo creativo

Pennarelli colorati, colla a caldo, colla stick, pirottini muffin colorati, penna nera, corda, spago o nastro, stecchini di legno da ceretta (o abbassalingua) e stecchini da ghiaccioli.

La procedura e’ facilissima, vi linko il video tutorial e la sequenza fotografica, ma miraccomando, taggatemi e taggate essere mamme a vicenza con le vostre creazioni!! sono curiosissima, sbizzarritevi con i colori e fantasie

Ora vi mostro le mie versioni, comunque vi chiederete a cosa servono corda e colla a caldo, allora con la corda fate un bel festone di ballerine che poi potete mettere come addobbo nella camera dei vostri cuccioli!! e la colla a caldo sempre appunto per incollare “le braccia” alla ballerina e incollare la stessa sulla corda.

Chicche: Potete anche colorarle in tinta unita e usarle per imparare i colori!! Oppure per il primo compleanno potete disegnare sulla gonna o sul body i numeri dallo 0 al 12 e sotto ogni ballerina attaccare la foto del mese corrispondere della vostra bimba/o!

La settimana prossima arrivera’ il calendario del meteo……. pronte?? fatemelo sapere nei commenti!

Un bacione

Francesca


Francesca Celetto Baker – Autrice – cura la rubrica “Creattività
Ciao a tutti, mi presento, sono Francesca mamma di Kaylee Lina.
Adoro viaggiare, leggere e cucinare ma più di tutto adoro… Creare!
Con carta, colori, glitter, colla, perline, stoffa, scotch, matite, pennelli e molto altro puoi creare tutti ciò puoi immaginare!!!
Sarà bellissimo ricreare o inventare nuovi progetti vedrai!!!
Partendo da cosine semplici per bambini per passare a qualcosa di un po più strutturato per ragazzi/e.
Pronti a divertirci? Si parte!
Good crafting everyone

 

Terme naturali della Toscana e il Salento

#mammeconlavaligia

Noi mamme di Essere mamme a Vicenza abbiamo pensato che, terminato questo periodo difficile, il nostro Paese avrà bisogno di noi e noi avremo bisogno del nostro Paese, per riscoprirlo e apprezzarne tutte le meraviglie.

Crediamo che potrebbe essere carino fare un tour nella nostra Italia per proporvi mete naturalistiche e culturali a misura di famiglia. Non sappiamo quando sarà di nuovo possibile muoverci fisicamente, ma di certo con la nostra immaginazione possiamo andare ovunque!

Quindi non ci resta che tirare fuori la Licia Colò che c’è in noi e addentrarci in questo viaggio virtuale, che speriamo possa diventare quanto prima reale! [Francesca R.]

Condividi con noi le tue mete italiane preferite! Se sei mamma (o futura mamma) puoi iscriverti alla nostra community di Facebook oppure puoi lasciare un commento a questo articolo o scriverci alla mail esseremammeavicenza@gmail.com! (Se condividi anche delle immagini dovranno essere tue o dovrai specificarne le fonti).

Oggi le mete proposte sono: Le terme naturali della Toscana e il Salento


Terme naturali della Toscana

Saturnia, Petrolio, Bagno Vignoni, Bagni San Filippo, San Casciano – Toscana

terme naturali della toscana e il salento
immagine tratta da dovesciare.it

Proposta di mamma Francesca

Ecco un nuovo paradiso tutto italiano in cui poter sognare la prossima vacanza!
Terme naturali e libere in Toscana: Saturnia, Petrolio, Bagno Vignoni, Bagni San Filippo, San Casciano.

Tra borghi medievali e città d’arte, calde acque sulfuree, nascoste in una natura incontaminata, si nascondono le incredibili terme naturali della Toscana, per una vacanza di benessere, tra coccole gratuite e paesaggi da cartolina.

Non i soliti pacchetti benessere dei costosi stabilimenti termali, ma l’occasione di rigenerare corpo e spirito a contatto con la natura, in una vacanza più eco-sostenibile e autentica… e perché no, a costo zero. [www.ecobnb.it]

Immagine tratta da ecobnb.it

Se desideri maggiori informazioni e programmare una visita alle terme naturali della Toscana, trovi tutte le informazioni utili sui seguenti siti: www.ecobnb.it www.discovertuscany.comwww.siviaggia.it


Salento – Puglia
terme naturali della toscana e il salento
immagine tratta da costedelsud.it

Proposta di mamma Silvia

Qualche anno fa ho visitato il Salento e mi è rimasto negli occhi, sulla pelle e nel cuore!

Colori e profumi meravigliosi, bellissima gente e ottima cucina!

Da Lecce in giù un posto più bello dell’altro! Sono stata ospite da amici a Maglie, nell’entroterra, circondata da ulivi e cicale!

Visitavamo ogni giorno in un posto diverso: Otranto con la sua bianchissima pietra, Gallipoli, la spiaggia dei Laghi Alimini, le stupende scogliere di S. Andrea, Torre dell’Orso, San Sebastiano e il tacco d’Italia Santa Maria di Leuca! Spero di riuscire a tornare quest’anno!!!

immagine tratta da turismo.it

Nel Salento il sole vi bacia tutto l’anno. Il fascino dell’arte, l’ottima cucina mediterranea e l’ospitalità sincera vi accolgono in un paesaggio da sogno, dalla costa adriatica con le marine di Melendugno, Santa Cesarea Terme e Otranto, allo Ionio che bagna Porto Cesareo, Portoselvaggio e Gallipoli.
Qui il Medioevo si colora d’Oriente e antiche filastrocche in “griko” risuonano nella Grecìa Salentina, come a Melpignano, dove antichi ritmi diventano musica contemporanea nella Notte della Taranta.
Siete nella penisola verde tra due mari, terra magica in cui misteriosi dolmen e menhir indicano il cammino, nascosti tra gli ulivi e i muretti a secco nelle campagne tra Giurdignano e Minervino di Lecce, dove sorgono antiche masserie oggi trasformate in affascinanti strutture ricettive. A passo di trekking, andate alla scoperta di chiese paleocristiane e frantoi ipogei e non perdete lo spettacolo naturale delle grotte marine di Castro e Santa Maria di Leuca.
Una passeggiata a Lecce è un viaggio nel barocco, tra chiese e palazzi ricamati nella pietra, cortili, giardini segreti e la sorpresa di un anfiteatro romano nel cuore della città. A Brindisi, invece, potete visitare due castelli e godervi il panorama sul lungomare Regina Margherita.
Nei borghi si svelano le botteghe artigiane di cartapesta e pietra leccese e sulla tavola stanno tutti i sapori del Salento, da accompagnare con ottimo vino locale: la “tria”, pasta fatta in casa preparata con i ceci, saporite verdure selvatiche e dolci prelibati come il “pasticciotto” dal cuore di crema e lo “spumone”, ottimo gelato artigianale. [www.viaggiareinpuglia.it]

Se desideri maggiori informazioni e programmare una visita nella Penisola Salentina, trovi tutte le informazioni utili sui seguenti siti: www.viaggiareinpuglia.it e www.salento.it

 

Il bello del latte di mamma

 

Il bello del latte di mamma

Scritto da Mariella Cotelli, ostetrica, IBCLC L-107274 (IBCLC, Consulenti Professionali in Allattamento).

Conosciamo solo circa 200 componenti del latte materno – straordinario alimento denominato in alcune culture “sangue  bianco” – e delle loro benefiche funzioni. Di tantissimi altri componenti sappiamo poco o nulla: chissà quanti vantaggi cela ancora il prezioso latte di mamma!

“Sangue bianco”. Così gli Arabi chiamano il latte materno.

Infatti altro non è che un tessuto biologico composto da innumerevoli micronutrienti, fattori protettivi che potenziano e modulano il sistema immunitario, effetto questo che non diminuisce con il passare del tempo, anzi aumenta, quindi il latte materno continua ad essere protettivo anche quando l’allattamento prosegue oltre l’anno di vita del bambino.

Il bello del latte materno quindi è che…

… è nutriente, digeribile, specie-specifico (cioè perfetto per il cucciolo d’uomo);

… è ecologico: non c’è necessità di sterilizzare biberon di plastica consumando energia elettrica nè di dover smaltire il biberon stesso;

… è economico: il latte materno non ha costi;

Il colostro (il latte che viene prodotto nei primi giorni di vita del bambino) è lassativo quindi abbassa il rischio di ittero (accumulo di bilirubina nel sangue che provoca la colorazione giallastra della cute nel neonato e delle sclere oculari, evento che richiede l’utilizzo della fototerapia, pratica che inevitabilmente porta all’allontanamento del bambino dalla sua mammaper qualche ora, a volte giorni).

Il colostro facilita la maturazione dell’intestino del neonato ricoprendo tutto l’apparato gastro-intestinale come fosse una vernice, proteggendolo da eventuali microrganismi e allergeni. Stimola e rinforza il sistema immunitario grazie a batteri “buoni” che impediscono la crescita dei patogeni. Il colostro viene prodotto in piccole quantità quindi adatto alle dimensioni dello stomaco del neonato.

Il bello del latte materno è che…

… migliora lo sviluppo intellettivo grazie alla presenza degli acidi grassi a catena lunga;

… previene malattie metaboliche come diabete, obesità e celiachia;

… riduce il rischio di sviluppare allergie;

La mamma che allatta è protetta maggiormente dal rischio di tumore al seno, alle ovaie e all’utero.

Il bello del latte materno è che…

… facilita l’involuzione uterina riducendo le perdite ematiche del post-parto. Le mamme che allattano recuperano più rapidamente il peso pre-gravidico;

… protegge le mamme dalla depressione post-partum, infatti il legame mamma-bambino si rafforza aumentando il gradi di soddisfazione materno e l’autostima;


In collaborazione con:

L’educazione

Periodico trimestrale di pedagogia e cultura a divulgazione gratuita

A cura di Mariella Cotelli, Ostetrica e Consulente Professionale in Allattamento

 

 

Piccoli Naturalisti Osservatori: lo stupore e la meraviglia

La scuola è si è conclusa. Quest’anno scolastico è stato un ciclone di accadimenti e vicessitudini che nessuno di noi poteva immaginare. La situazione di emergenza sanitaria ha scosso la nostra quotidianità e le nostre abitudini.  Abbiamo dovuto inventare nuovi modi per proseguire. Alcuni di questi ci sono stati imposti, altri li abbiamo potuti scegliere…

La didattica a distanza ha sicuramente avuto il pregio di poter evitare uno strappo improvviso e di poter “avvicinare” dal punto di vista virtuale gli insegnanti, i bambini e i ragazzi. Molti altri sono stati i difetti che tutti conosciamo e che sono stati già più volte ripresi e rimarcati da pedagostici, insegnanti, educatori, studiosi e scienziati.

La velocità con la quale tutto è accaduto ci ha spiazzato, soprattutto noi genitori che ci siamo trovati a dover affrontare un’importante sfida…quella di mantenere vivo lo stupore e la meraviglia del piacere dell’imparare, dell’osservare, del capire con i pochi strumenti che avevamo in casa. Abbiamo potuto constatare con mano che a questo stupore e a questa meraviglia non bastano un motore di ricerca e una bella presentazione power point.

Non bastano i lavoretti e le ricerchine di 3 paginette per far passare il tempo e per far comprendere la complessità del mondo che ci circonda…ma serve la realtà: quella fisica, quella vera, quella naturale che il non uscire ci ha costretto a mendicare in cucina, in camera da letto, in bagno, nel giardino di casa o nel terrazzo.

L’estate è alle porte, con le sue belle giornate in arrivo. I bambini e i ragazzi scalpitano dalla voglia di uscire, di rivedere parenti e amici, tornare ad andare in bicicletta, a frequentare parchi e luoghi familiari. Insomma desiderano tornare ad esplorare quello che li circonda.Piccoli esploratori naturalisti: meraviglia e stupore

Alimentare e favorire questo desiderio è importante ed è per questo che la casa editrice Topipittori ha dedicato una intera collana all’osservazione di quello che vive intorno a noi e al piacere della scoperta della bellezza della natura. Anche e soprattutto quella presente nelle nostre città.

La collana dal titolo PINO – Piccoli Naturalisti Osservatori https://www.topipittori.it/it/collana/pino  è composta da 8 libri che trattano diverse tematiche raccontate da scienziati, scrittori e artisti.

Ogni libro è una guida pratica che insegna a guardare, analizzare, comprendere e conoscere quell’ambiente vasto e variegato che ci circonda. Ci aiutano a comprendere la bellezza e la delicatezza degli ecosistemi, degli animali e delle piante che ci vivono. Sono una sorta di eserciziario dove prendere appunti e disegnare, proprio come i taccuini dei primi naturalisti del Novecento.

Questa collana non è solo dedicata alla Natura ma anche al concetto di MERAVIGLIA.

Ecco cosa scrive il direttore della casa editrice Topipittori, Paolo Canton, a proposito:

La meraviglia è fondamentale per lo sviluppo della scienza, ma forse meglio sarebbe dire dell’intelletto: se il mondo fosse brutto, se la natura disgustasse, se non ci fosse fascinazione e meraviglia, se non ci fosse «ricreazione dell’occhio e della mente» a nessuno verrebbe in mente di fare dell’osservazione e dell’indagine un impegno quotidiano, un mestiere. Questo esercizio dell’osservare per meravigliarsi acuisce l’ingegno, insegna la pazienza, aiuta a individuare e sviluppare inclinazioni e talenti.

Insomma esercitare la meraviglia serve, soprattutto ai nostri bambini.

Avete in casa un piccolo ornitologo o un piccolo entomologo in erba? Bene! Questi libri fanno al caso vostro.

Siete alla ricerca di un libro che descriva la botanica e il mondo degli alberi? Ecco che la collana mette a disposizione alcune tra le pubblicazioni più originali dedicate a tale tema.

Vediamo insieme i titoli della collana:

1. Prendere il volo

Merli, cince, passeri, balestrucci, ghiandaie, rondoni, taccole. Ecco i nomi degli uccelli protagonisti con i quali potrete imparare a distinguere le diverse specie anche dalla forma del nido, dalle piume e dalle uova. Il libro contiene anche consigli e informazioni su come salvare e nutrire un eventuale uccellino in difficoltà.

2. Plasticus Maritimus

Ogni ora, mille tonnellate di plastica – l’equivalente di un camion pieno di plastica al minuto – si riversano negli oceani. Un libro per capire che delegare e ignorare un problema, che riguarda non solo il nostro presente ma soprattutto il futuro delle generazioni che verranno, può avere conseguenze gravissime.

3. Naturalisti in cucina

I bambini che vivono in città hanno poche occasioni per studiare da vicino la natura. Pochi sanno, tuttavia, di avere a disposizione un intero laboratorio per poterlo fare: la cucina di casa.
Ed ecco una piccola guida che ci porta alla scoperta delle verdure e della frutta che comunemente fanno parte della nostra alimentazione, ma che possono rivelare curiosità e segreti.

4.  Che cos’è un fiume?

Una nonna racconta alla sua nipotina uno dei luoghi più emblematici di sempre. E’ un fiume che non ha un nome ma allo stesso tempo ne possiede centinaia, come centinaia sono le leggende, le storie e le tradizioni che hanno visto scorrere la sua acqua.

5. Il trasloco del giardino

Un giardino può essere fatto anche di una sola pianta in un vaso.
Le piante hanno bisogno di acqua, sole, ma anche di mani e di occhi che se ne prendino cura. Un libro che imparare a conoscere i segreti della semina e per progettare un piccolo giardino.

6. L’albero

Alla scoperta della vita vegetale con tutti i suoi piccoli e grandi segreti: foglie, frutti, radici, semi, tronchi, cortecce. Per imparare giocare a riconoscere le diverse specie vegetali negli ambienti che si visitano.

7. Vagabonde!

Una guida pratica per piccoli esploratori botanici, per apprezzare la straordinaria forza delle piante anche quelle più piccole che popolano i nostri parchi, le nostre aiuole e i muriccioli dietro casa.

8. Sei zampe e poco più

Il mondo degli insetti è affascinante ma allo stesso tempo alla maggior parte degli adulti incute paura e disprezzo. Per i bambini è diverso. Gli insetti sono creature quasi al limite della fantasia. Con le loro antenne, le zampe, i loro occhi, le loro ali sono tutti da disegnare e da osservare.  Dove vivono? Come si nutrono? Scoprirlo insieme è un’avventura entusiasmante.

Mariairene Didoni – Autrice – cura la rubrica “Un mondo di cose da leggere… più vicino di quanto immagini…
Mamma di Matilde e appassionata di libri e d’arte.

Sono laureata in Storia dell’Arte e conservazione dei beni artistici e sin da piccola il mondo dei libri e dell’illustrazione mi ha sempre affascinato. Mi dedico alla pittura ad acquerello e all’organizzazione di letture condivise per bambini come volontaria presso la Biblioteca del quartiere di Anconetta, succursale della sede centrale di Vicenza della Biblioteca Civica Bertoliana.

Ho seguito diversi seminari e corsi di formazione nell’ambito della promozione della lettura per tutte le età a partire dalla primissima infanzia ma anche dalle letture al pancione durante la gravidanza.

Sono diventata “Lettore Custode” grazie alla formazione ideata e realizzata da Alessia Napoletano presso la sua Libreria per l’Infanzia “Radice-Labirinto” di Carpi (MO). La metodologia del “Lettore custode” è in via di definizione e sperimentazione e si prefigge lo scopo di infondere l’amore per le storie e la lettura.

Diventare mamma mi ha dato la possibilità di riscoprire e riassaporare le mie diverse passioni e mi ha portato a “rileggere” nel vero senso della parola una lunga lista di libri, ripartendo dagli albi illustrati e dai grandi classici della letteratura per l’infanzia e per i ragazzi, oltre ad altri libri non convenzionali.

La mia mente ha sempre fame di parole e di immagini che facciano vibrare le corde del cuore e dell’anima.

Con la rubrica “Un mondo di cose da leggere” vorrei accompagnarvi e aiutarvi a far visita al vostro “io” bambino/bambina e a condividere con tutta la vostra famiglia le potenzialità che la lettura e i libri possono offrire.

“Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo”. (Gianni Rodari)