Allattare al seno: un investimento per la vita

Allattare al seno: un investimento per la vita

Essere mamme a Vicenza sostiene l’allattamento al seno e le buone pratiche per un allattamento consapevole.

Oggi vi proponiamo le linee guida dell’OMS (Organo Mondiale della Sanità) e dell’Unicef 2018, promosse dal Ministero della Salute e divulgate attraverso un opuscolo chiaro e di facile consultazione (cliccate sul link sottostante):

Linee guida allattamento al seno Ministero della Salute

All’interno dell’opuscolo troverete tante informazioni utili per tutto il periodo che va dalla gravidanza al rientro al lavoro e al proseguimento dell’allattamento oltre i 2 anni di vita del bambino.
L’indice cita le seguenti voci:
L’IMPORTANZA DELL’ALLATTAMENTO
  • Un modo per comprendere e soddisfare
  • i bisogni del tuo bambino
  • Naturalmente mamma
  • Allattamento: unico ed ineguagliabile
  • Allattare è un diritto
  • Si parte!
  • Il contatto pelle a pelle
IN QUALE MODO ALLATTARE
  • Posizioni ed attacco
  • Attacco al seno guidato dal bambino o posizione semi-reclinata
  • Come capisco che è attaccato in maniera adeguata?
  • Sentirò dolore?
  • Sarò capace?
  • Come faccio a capire che ha fame?
ALLATTAMENTO A RICHIESTA e prevenzione dei problemi del seno
  • Quando allattare? Quante volte?
  • Il latte viene allattando
  • Quanto dura una poppata?
  • Uno o entrambi i seni per ciascuna poppata?
  • Ma ho abbastanza latte?
  • Come prevenire i problemi al seno?
  • Le ragadi
  • L’ingorgo mammario
  • La mastite
I PRIMI GIORNI
  • Allattare da subito
  • Travaglio e parto
  • In sala parto
  • Ma quando arriva il latte?
  • L’UNICEF e gli Ospedali Amici dei Bambini
  • I 10 passi degli Ospedali Amici dei Bambini
  • Codice etico sostituti del latte materno
ALLATTARE E LAVORARE si può!
  • Informazioni utili a decidere
  • Riposo lavorativo per allattamento
  • Congedo parentale
  • Spremitura del latte
  • Cosa fare prima di iniziare la spremitura
  • Spremitura manuale
  • Il tiralatte
  • A) Tiralatte manuali
  • B) Tiralatte elettrici
  • Se usi un tiralatte elettrico
  • Come conservare il latte materno
  • I contenitori
  • La donazione del latte (Per Vicenza: AllattandoVI)
ALLATTAMENTO, SOCIETÀ e sostegno alla donna
  • Per allattare serve una dieta speciale?
  • L’allattamento è compatibile con uno stile di vita moderno
  • Fino a quando allattare?
  • Sostegno familiare, del partner e degli amici
  • Il ritorno a casa: a chi rivolgersi?
  • Risorse web e informazioni sull’allattamento

 

FONTE: http://www.salute.gov.it/portale/home.html

Mercatino solidale per la Banca del Latte Umano Donato

PER I VOSTRI REGALI DI NATALE, SIATE SOLIDALI!

Mercatino Solidale con AllattandoVi

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Allattamento e dintorni: la Mastite

Mastite: imm. tratta da Cure-Naturali.it

Con il termine mastite s’intende genericamente l’infiammazione di un seno.

Si tratta di una condizione che non di rado riguarda le donne che allattano, maggiormente a rischio nelle prime settimane dopo il parto.

Molto spesso causa di mastite è la presenza di ragadi ai capezzoli, che rappresentano una porta spalancata all’entrata di batteri, ma anche il ristagno prolungato di latte all’interno della mammella quando non vi è un adeguato drenaggio della stessa attraverso la suzione del bambino o del tiralatte.

Quando secondariamente all’infiammazione del seno subentra un’infezione, che va distinta dal semplice ingorgo per la presenza, in aggiunta al dolore al seno, di febbre elevata (solitamente superiore ai 38 gradi centigradi) e di sintomi simili a quelli dell’influenza (dolori ossei e articolari, naso che cola, mal di gola e mal di testa), è molto importante rivolgersi al proprio medico curante per valutare se sia necessario iniziare un’appropriata terapia antibiotica.

Nelle prime 24 ore dall’insorgenza di febbre elevata e dolore è possibile che un’appropriata assistenza alla madre con l’allattamento possa favorire il rapido miglioramento e la risoluzione della sintomatologia, evitando in tal modo la necessità di ricorrere a terapia antibiotica.

In particolare, ci si deve rivolgere senza indugio al proprio medico quando dopo 24 ore dall’insorgenza dei sintomi sopra descritti, e di adeguati accorgimenti assistenziali con l’allattamento al seno, non si hanno miglioramenti importanti.

La terapia antibiotica della mastite, quando necessaria, deve prevedere farmaci appropriati in base al tipo di batteri più frequentemente causa di questa condizione nella donna che allatta, alla posologia raccomandata.

Gli studi disponibili ad oggi indicano come antibiotici d’elezione nella terapia della mastite la flucloxacillina, la dicloxacillina, la cefalexina e la clindamicina. Possibile anche l’uso di amoxicillina in associazione con l’acido clavulanico, mentre è sconsigliato il ricorso alla sola amoxicillina.

IMPORTANTE: la terapia antibiotica va mantenuta per 10-14 giorni al fine di evitare ricadute o l’evoluzione in ascesso dell’infezione.

In corso di mastite l’allattamento al seno NON è controindicato, ma va invece incoraggiato per favorire il drenaggio frequente del seno, e non è controindicato nemmeno in caso di ricorso a terapia antibiotica, dal momento che i farmaci indicati sono compatibili con l’allattamento.

Nel caso di presenza di ascesso al seno, l’allattamento può continuare, con la raccomandazione che l’eventuale drenaggio posizionato dopo lo svuotamento chirurgico si trovi lontano dalla bocca del bambino se la posizione dell’ascesso lo consente.

Se l’ascesso non è molto grande ed è un’alternativa presente nel territorio in cui si vive, si può effettuare il drenaggio con ago per via transcutanea e sotto guida ecografica, come alternativa al drenaggio chirurgico.

Quindi care mamme: ai primi segni e sintomi di infiammazione al seno in corso di allattamento, rivolgetevi ad un operatore sanitario competente ed esperto in materia di allattamento al seno, che vi saprà indicare quali misure assistenziali utilizzare fin da subito per evitare un’infezione senza trascurare il ruolo del medico nel valutare la necessità di adeguata terapia antibiotica.

Fonte delle informazioni mediche e scientifiche: “Position statement 2015 su Allattamento al seno e uso del latte materno/umano”, del gruppo di lavoro congiunto delle società scientifiche pediatriche SIP, SIN, SICuPP, SIGENP e SIMP, condiviso dal TAS – Tavolo Tecnico Operativo Interdisciplinare sulla promozione dell’allattamento al seno del Ministero della Salute.

Leggi anche: SOSTEGNO ALLATTAMENTO MATERNO NEL TERRITORIO


Articolo curato da:
Paola Bortolazzo – infermiera professionale e consulente IBCLC – collabora con Essere mamme a Vicenza  per la rubrica “Allattamento e dintorni

 

17 novembre una giornata per far conoscere la prematurità

17 novembre: in tutto il mondo, da 10 anni, è la giornata dedicata alla conoscenza, sensibilizzazione e sostegno della prematurità!

 

Quando una nascita si dice prematura?

I bambini prematuri sono quei neonati che vengono alla luce prima del completamento della 37^ settimana di gestazione.

Si “classificano” in base all’età gestazionale alla nascita che stabilisce il raggiungimento di uno sviluppo sostanzialmente differente.  A questo sono legate patologie e aspettative di sopravvivenza differenti.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità si distinguono tre gradi di prematurità: prematurità leggera per i nati dalla 32ma alla 37ma settimana; prematurità media dalla 28^ alla 32^ settimana, e la prematurità grave per i nati prima delle 28 settimane.

I parti che terminano con una nascita prematura sono il 10% del totale (1 su 10): per questo la Fondazione Europea per l’Assistenza dei Neonati  (EFCNI – European Foundation for the Care of Newborn Infants) organizza la giornata mondiale dedicata ai bambini nati pretermine.

In Italia l’iniziativa è promossa da EFONI e da Vivere Onlus, il coordinamento nazionale delle associazioni per la neonatologia, che realizza ogni anno manifestazioni ed eventi di solidarietà e aderisce all’iniziativa di illuminare di viola i principali monumenti e luoghi storici in molte città del mondo.

Nel 2015, grazie alla collaborazione tra Essere mamme a Vicenza, la Terapia intensiva Neonatale e la Fondazione San Bortolo, anche Vicenza ha aderito a questo progetto illuminando di viola la Basilica di Monte Berico.

Basilica di Monte Berico 17 novembre 2015

Nello stesso giorno la nostra città festeggiava la nascita di AllattandoVi, la Banca del Latte Umano Donato, che da tre anni raccoglie il latte donato per aiutare i piccoli guerrieri ricoverati in TIN.

Il tema scelto da EFONI per il 2018 è la collaborazione con le famiglie; Essere mamme a Vicenza ha pensato di raccogliere alcune tra le tantissime storie vissute di prima persona e trasformarle in un motore per far nascere la speranza in chi vive, proprio in questi momenti, la prematurità.

Ringraziamo con tutto il cuore le mamme che con coraggio e spirito di solidarietà si sono prestate a mettere su carta i ricordi e le emozioni di quei momenti presentandoci i loro meravigliosi bimbi piuma!

GRAZIE alle mamme leonesse Cinzia, Irene, Paola Carla, Giulia e Nadia!


Mamma Cinzia e il piccolo Bryan

Bryan in incubatrice

Tutto comincia il 6 giugno 2018 alle 20:57 all’ospedale San Bortolo di Vicenza.

Nasce mio figlio Bryan: un bambino molto prematuro, nato a 23 settimane+4 con un peso di 600 grammi.

Dopo la nascita abbiamo conosciuto la vita in TIN e la nostra avventura non è stata affatto facile.

Appena nato ci hanno dato le 72 ore famose ma lui nelle prime 24 ha avuto un’emorragia cerebrale che fortunatamente il giorno dopo è passata. Poi ha avuto i ventricoli della testina che si sono aperti e hanno dato un bel po’ di problemini. Ringrazio Dio che anche questo problema il giorno dopo si è stabilizzato.

A cinque giorni di vita, mentre io ero ancora ricoverata in ospedale, i dottori ci dicono che Bryan non sta bene, che è andato in apnea e che il suo pancino si è gonfiato. Era in pericolo di vita per la perforazione dell’intestino, non c’era tempo, dovevano decidere cosa fare. Io e il mio compagno abbiamo acconsentito perchè lo operassero. Ho affidato la vita di mio figlio al signore e dopo un’ora e mezza i dottori sono usciti dalla sala operatoria dicendoci che l’intervento era riuscito e che sarebbe stato necessario aspettare perchè Bryan si stabilizzasse.

Era intubato e noi osservavamo questo piccolo scricciolo: la mia mano era più grande di lui ma la sua voglia di lottare come un leone, per andare avanti e non arrendersi, era grande!

Nel frattempo i medici si accorgono di un’infezione spinale che ha rischiesto una terapia con 20 giorni di antibiotico per 4 volte al giorno. L’infezione l’ha presa per ben due volte e poi ci ha regalato una settimana in cui è stato benissimo.

Dopo questa settimana di pausa l’infezione è tornata aggiungendosi al quadro anche la meningite. Eravamo tutti preoccupati perché i medici non sapevano cosa stesse succedendo e che danni avrebbe potuto causare. Bryan ha dovuto prendere antibiotici per altri 26 giorni e il farmaco contro le crisi epilettiche per 30 giorni.

Passate queste infezioni il mio piccolo ometto ha cominciato a stare bene ma sono sorti problemi con le piastrine. I medici hanno deciso di fare una risonanza per vedere se il problema era la testina. E’ stato così che ha avuto un’ emorragia celebrale, fatto una mezza trombosi e ha dovuto fare per un bel po’ di iniezioni di Eparina per sciogliere il sangue che si era depositato nel cervello. Dopo 2 mesi e 15 giorni è stato operato di nuovo allo stomaco.

Non sono stati momenti facili per noi genitori: abbiamo conosciuto e vissuto sulla nostra pelle cose che le persone non possono capire se non ci sono passate! Non si può immaginare il dolore che si prova a vedere il proprio figlio lottare così per vivere, andare a casa e lasciare un pezzo del tuo cuore lì da solo!

Fortunatamente dopo 129 giorni trascorsi in TIN, il 19 ottobre siamo stati trasferiti in pediatria e qui comincia una nuova fase della nostra vita e della mia vita di mamma.

Oggi Bryan pesa 3.870 Kg, è un bimbo bellissimo io dico che è un dono del cielo, un bimbo speciale!

Bryan pochi giorni prima delle dimissioni

Voglio dire alle mamme che vivono questi momenti di non arrendersi mai, di andare avanti e lottare fino in fondo come abbiamo fatto noi!

Mi è bastato guardare in faccia mio figlio per avere la forza di superare tutto quello che abbiamo passato e che dovremo ancora passare.

Non è finita, lo sappiamo! Il nostro sarà un percorso molto lungo anche dopo le dimissioni, ma abbiamo scavalcato l’Everest e di sicuro il dopo non ci fa paura!


Mamma Irene e il piccolo Tobia

Mamma Irene e Tobia

Era il 29 agosto 2017.

Mi ricordo perfettamente ogni istante di quella giornata, perché è stato il giorno in cui il mio mondo è crollato.

Ero incinta di 23 settimane esatte.

Mio marito ed io cercavamo quella gravidanza da tanti anni e, come spesso accade, nel momento in cui avevamo smesso di sperarci, un test fatto per scrupolo ci aveva rivelato questa sorpresa incredibile.

Eravamo felicissimi, specialmente perché arrivavamo dalla perdita devastante dei nostri padri, avvenuta a tre mesi di distanza l’uno dall’altro. Entrambi pensavamo che questo bambino fosse il loro regalo per permetterci di sopportare la loro morte.

Quel giorno avevo portato mia mamma in ospedale per una visita e una brutta sensazione mi aveva accompagnata per tutto il tempo. Mi sentivo strana, irritabile, continuavo a toccarmi la pancia, ma avevo collegato questo nervosismo allo stato di salute sempre più delicato di mia mamma e alla sofferenza che ne derivava.

Alla sera, andando a letto, ho notato delle strane perdite, mai viste. Erano liquide, trasparenti, diverse da altre che mi era capitato di avere.
Inconsciamente mi sono rifiutata di capire cosa stava accadendo, ma poi, nel cuore della notte, mi sono svegliata completamente bagnata. Avevo rotto le acque, a sole 23 settimane.

In ospedale a Valdagno, dove siamo corsi, abbiamo capito la gravità di quello che mi era accaduto. Il mio bambino, secondo i medici, sarebbe nato di lì a poco, e le speranze che sopravvivesse erano scarse, se non nulle.

Mi hanno trasferita a Vicenza in ambulanza e i medici che mi hanno visitata una volta arrivata in ospedale non sono stati positivi. C’era poco liquido amniotico, il bimbo era podalico, se fossero partite le contrazioni mi avrebbero dovuto fare un cesareo, e questa era una complicazione in più per i suoi polmoni immaturi.

Ma io volevo farcela assolutamente, volevo resistere più a lungo possibile!

Da lì è iniziata la mia avventura. Immobile a letto, nella stanza numero 1 del reparto di ostetricia, alzandomi soltanto per andare in bagno. Ho tenuto sempre chiusa la porta perché ero invidiosa delle mamme col pancione e non volevo sentire piangere i neonati, visto che non sapevo se avrei mai potuto sentire il pianto del mio bambino.

In reparto sono stati tutti magnifici. Hanno dimostrato una sensibilità incredibile e ho subito percepito che facevano il tifo per me.

Dovevo sottopormi ai loro controlli ogni sei ore, giorno e notte, e poi, arrivata alla ventiseiesima settimana, ai tracciati.

Sì, perché grazie a loro, alla mia famiglia e anche alla mia volontà di ferro (e ad una certa dose di fortuna) la mia gravidanza è proseguita!

Sapevo che mio figlio sarebbe comunque nato prematuro perché, arrivata alla 34ma settimana, mi avrebbero indotto il parto, e infatti così è stato: il 14 novembre mi sono sottoposta all’induzione e il 15 novembre, con un parto che definire meraviglioso è poco, è nato Tobia, il mio meraviglioso bambino.

Ero preparata alla prematurità, avevo avuto modo di parlare con altri genitori di bimbi nati prima del termine e conoscevo i rischi e le possibili problematiche. Inoltre mio marito era stato portato a visitare la Terapia Intensiva Neonatale proprio perché potessimo essere pronti ad affrontare i giorni che sarebbero seguiti.

Mentirei se dicessi che vedere Tobia in Tin è stato piacevole: il buio, i macchinari che suonavano in continuazione, l’incubatrice dentro cui dormiva mi hanno fatto venire voglia di uscire al più presto da là. Eppure ho subito capito che mio figlio era in ottime mani e mi sa che anche lui l’ha percepito, visto che ci è voluto restare per 21 giorni.

Noi siamo stati immensamente fortunati. Tobia non ha avuto grossi problemi, soltanto qualche difficoltà ad alimentarsi e un po’ di ittero.

I giorni trascorsi là dentro mi hanno insegnato quanto possono essere forti i genitori che lottano e quanta voglia di vivere hanno i piccoli guerrieri che

Mamma Irene e Tobia

trascorrono anche lunghi periodi in Tin.

Sarò per sempre grata a tutto il personale per come si è preso cura di mio figlio, ma anche di noi neo genitori spaventati e ansiosi.

Grazie di cuore!


Mamma Paola Carla e le piccole Clelia e Celeste

Mamma Irene e le sue gemelline

Sono la mamma di due gemelline nate premature a 23+2. Clelia pesava 595gr e Celeste 580gr.

Sono venute a casa con noi dopo 134 gg in TIN. In questo periodo sono state intubate circa 20 giorni.

Clelia ha avuto una infezione che fortunatamente si è risolta con gli antibiotici e Celeste ha avuto un pneumotorace risolto con drenaggio.

Sono venute a casa senza ossigeno, cosa che davamo per scontato, e non abbiamo ancora iniziato fisioterapia dato che non se ne è presentato il bisogno.

Tutto sommato il nostro percorso è andato bene, siamo ancora sotto controllo con il follow up, ma le visite stanno andando bene.

Clelia, Celeste, mamma e papà

E’ stata dura, ma fortunatamente mi sono appoggiata ad una buona psicologa che mi sta aiutando a superare questa esperienza.

 

Preziose sono state le infermiere e le OSS che ci hanno supportato ogni giorno, così come le altre mamme che ho conosciuto.

Riuscire a condividere con chi realmente capisce cosa stai vivendo è stato per me fondamentale.


Mamma Giulia e il piccolo Geremia

Geremia in TIN

Sono mamma di un meraviglioso guerriero di nome Geremia, nato il 31/03/17 in 30+6 settimane, kg1,575 x 40cm.

Aveva proprio una gran fretta di nascere!

Ho rotto le acque la sera del giorno in cui è avvenuta l’ecografia del terzo trimestre (nella quale era tutto in ordine e la ginecologa scherzando disse: è in posizione pronto per nascere!).

Nonostante i tentativi di ritardare il travaglio non c’è stato niente da fare e Geremia è nato 4 giorni dopo.

La sensazione di inadeguatezza e di smarrimento è indescrivibile…

Per fortuna Geremia si è dimostrato da subito combattivo! Non ha mai avuto bisogno dell’ossigeno e non ha avuto grosse complicazioni.

I momenti peggiori sono stati quando gli tolsero il sondino per poter mangiare col biberon perché lì iniziarono le desaturazioni causate dalla scarsa maturità… il

Geremia oggi

suono degli allarmi della Tin a volte mi rimbomba ancora in testa..

È tornato a casa dopo quaranta giorni e pesava già 2.600 Kg.

Oggi Geremia è un bambino super vivace e super felice!

Grazie perché attraverso queste testimonianze riuscite a far conoscere questo mondo ancora fin troppo sconosciuto..


Mamma Nadia e il piccolo Mattia

Mattia

Il mio nome è Nadia e sono la mamma di Mattia. Questa è la nostra storia.

Mattia nasce a 25 settimane con un peso di 700gr a Vicenza il 19 novembre 2014.

Ero ricoverata già da 5 settimane per aver rotto il sacco a causa di una infezione. Sapevamo sarebbe nato prima non c’erano possibilità di arrivare alle 40 settimane, ma si sperava di riuscire ad aggiungerne sempre una in più. Ma alla fine la notte della 25esima settimana l’attesa è stata interrotta.

Mattia è nato con un parto naturale, una spinta e lui è nato. È riuscito perfino a fare qualche gemito prima di essere intubato, ma io quella notte ho interrotto ogni comunicazione e non riuscivo a sentire più nulla se non me stessa e le carezze dell’infermiera. Ora non dipendeva più da me , ora era nelle mani esperte dei medici.

Rientro in camera e mi addormento subito come a voler recuperare le forze per il giorno dopo in cui avrei finalmente visto il mio bambino. Quando però entro in TIN mi ritrovo catapultata in un mondo sconosciuto in cui ogni cosa diventa altro.

Il mio bambino è tutto fuorché un bambino, è  un minuscolo esserino rosso solo pelle e ossa che con uno sforzo immenso cerca di respirare e di far battere quel cuoricino. Da ogni braccio e da ogni piedino parte almeno un filo. Sul torace gli elettrodi e dal naso un tubo e dalla bocca un altro tubicino. Un macchinario dietro monitora le sue funzioni vitali. Imparerò a conoscere ogni filo, ogni tubo e il significato di ogni numero scritto su quel monitor. Da quel giorno inizia una routine scandita dal  ritmo del tiralatte, dal pip del monitor, dai minuti che impieghi a lavarti, a disinfettarti e a vestirti, dal saliscendi della saturazione, dai millilitri di latte bevuti, dal numero delle trasfusioni di sangue, dall’aumento del peso, dalle ore trascorse in corriera, o da quelle passate di fronte alla porta della sala operatoria.

Tutto si ripete ogni giorno per 150 giorni, quando finalmente ci dicono: “Oggi dimettiamo Mattia”.

Non c’è modo di immaginare e nemmeno di capire cosa succede in TIN se non ci si è mai entrati.

Quando finalmente si riesce a uscire con il proprio bambino tra le braccia la vita diventa altro perché colui che hai di fronte a te e che stai portando a casa è un guerriero della vita.

Da solo nel buio della notte senza la sua mamma e il suo papà lui ha combattuto dure battaglie e ha vinto!

Oggi Mattia ha quasi 4 anni ed è un inno alla vita!


La premaurità deVe essere conosciuta da tutte le mamme e future mamme! Passate parola, condividete gli eventi e le iniziative di sensibilizzazione sui vostri profili social, parlatene alle amiche, parlatene!!!

Conoscere il problema ed informarsi su come affrontarlo, conoscere l’esistenza delle TIN (Terapia Intensiva Neonatale) saranno risorse importanti per i genitori che piomberanno dall’oggi al domani nella realtà del parto pretermine!


INIZIATIVE 2018

ACQUISTA LE DOLCEZZE DELLA BLUD!

Tutto il ricavato viene devoluto al progetto AllattandoVi, la Banca del Latte Umano Donato di Vicenza!

Maggiori informazioni QUI


#GMP2018 si canta!

Abbiamo bisogno di voi. La storia è bella, una mamma prematura Barbara Melotto con un bellissima voce, canta una canzone stupenda che un amico Federico Spagnoli MUSIC (autore importante) le ha regalato. Hanno deciso di donarla a tutti noi perché sia un prezioso aiuto nella campagna di sensibilizzazione sulla nascita prematura.

Quindi….imparatela, cantatela, fate un breve video e taggate Vivere Onlus. Potete farlo tutti, genitori, famiglie, nonni, zii. Ma aspettiamo anche gli operatori, i cori, le rock band, le versioni acustiche….insomma, chiunque abbia voglia di aiutarci.

Sotto trovate due link, la versione di Barbara Melotto e la versione Karaoke. creata per l’occasione per noi da Federico Spagnoli. Ringraziamo Barbara e Federico per il dono e la collaborazione.

Chi posterà il primo video? Chi farà il video più bello? Chi quello più commovente?…….. Chi quello più simpatico? Chi farà quello più originale? FONTE


 

 

Portare i Piccoli – Inconto informativo

Essere mamme a Vicenza in collaborazione con l’associazione PiP, vi invita all’incontro informativo sul portare in fascia/marsupio

Ogni ultimo giovedì del mese alle ore 10:00 presso la sala riunioni del palazzetto del nuoto in Viale Ferrarin 71 a Vicenza

A cura di Mara Bertoldo istruttrice Portare i Piccoli


Per capirne un po’ di più di fasce e marsupi, di fisiologia e relazione, di vizi e bisogni.
Per avere risposta ai vari dubbi e vedere con cosa portare il vostro bambino.

Incontro aperto a neo o futuri genitori.
Gradita prenotazione.

“Mamma mi leggi una storia?”

“Mamma mi leggi una storia?”

L’importanza della lettura condivisa per lo sviluppo del linguaggio

Tutti noi sappiamo quanto sia importante la lettura ad alta voce per i bambini, ce lo sentiamo dire da sempre e il più delle volte ci limitiamo a prendere un libro a caso e leggerlo. Semplice no? Ma quello che spesso non facciamo è fermarci a pensare al perché leggere sia così importante e quali implicazioni questa abitudine possa avere nello sviluppo del bambino. E non parlo soltanto dello sviluppo linguistico, ma di moltissime altre sfumature dello sviluppo.

Ma perché leggere a bambini piccoli, che non sono in grado di capire una storia? E soprattutto, cosa e come leggere loro? Vediamolo insieme.

L’importanza comunicativa della lettura

Quando si legge ai bambini, il primo interesse dell’adulto lettore dovrebbe essere rivolto alla comunicazione del messaggio letto. Un bimbetto di un anno, ad esempio, non saprà trarre grandi cose da un “Cappuccetto Rosso” narrato per filo e per segno. Ne guadagnerà sicuramente di più dal nostro commento all’immagine, dal nostro “oh! Un lupo!” con espressione ad occhi sgranati, dalla nostra capacità di imitare un lupo che ulula. Ci accorgeremo presto di quanto velocemente il suo sguardo si sposti dalla pagina alla nostra faccia per rivedere ancora una volta, o due o tre, quell’espressione o sentire quel verso che tanto gli piace.

Questa si chiama comunicazione non verbale e solitamente precede quella verbale. I libri devono essere un mezzo di comunicazione interattiva tra adulto e bambino e non un esercizio di decifrazione a cui sottoporlo o, peggio ancora, un modo di fargli ripetere mille volte una parola solo per il gusto di sentirla dire.

Ecco perché i libri per bambini molto piccoli sono perfetti quando contengono prevalentemente immagini e poche parole, ancora meglio se sono legati ad esperienze quotidiane, per rendere facilmente generalizzabili le parole che via via riescono ad imparare. (Saper pronunciare ‘spinosauro’ ha ben poche speranze di tornare utile, se sei un 2enne che vive in centro città.  Ma magari saper chiedere ‘acqua’ potrebbe risparmiarti un bel po’ di fatica!). Di solito riscuotono grande successo anche i libri “interattivi”, vedi “Un libro” di Tullet, in cui il bambino diventa attore protagonista di quanto accade, o almeno è ciò che percepisce.

Il mio consiglio è quindi quello di scegliere libri interessanti proprio per il loro contenuto comunicativo, rapportando la nostra lettura alle effettive capacità comunicativo-linguistiche del bambino e rimandando il racconto vero e proprio a quando il linguaggio del bambino gli permetterà di seguirci.

L’aspetto emotivo e le implicazioni cognitive della lettura condivisa

Certamente l’aspetto a cui tutti pensiamo quando parliamo di lettura è quello relativo allo sviluppo del linguaggio: più libri leggo, più il mio bambino sentirà parole nuove e prima parlerà. In realtà l’equazione non è sempre così lineare. Perché prima che la storia, al bambino interessa la condivisione, l’aspetto quindi emotivo della lettura. Se leggere un libro significa avere del tempo esclusivo con il genitore, un momento rilassante con coccole extra..a chi non piacerebbe? Naturalmente occorre riagganciarsi a quanto detto sopra, sottolineando che è indispensabile rendere interessante la lettura per il nostro bambino per poter godere di questo momento di scambio.

La capacità di seguire un racconto, sia esso letto o narrato, va educata e sostenuta senza imposizioni, perché non si tratta di una competenza totalmente innata e ugualmente presente in tutti i bambini. Richiede infatti che il bambino possa contare su una minima capacità attentiva a livello uditivo che, a sua volta, potrà poi trovare giovamento nella lettura e potranno vedersi aumentati i tempi di attenzione.

Come leggere ai bambini?

Sappiate anzitutto che è del tutto normale che alla prima occasione il bambino utilizzi un libretto cartonato per ciucciarlo o come scalino per arrivare più in alto. Si tratta comunque di una forma di avvicinamento, di conoscenza del materiale: lasciamoglielo fare, ma mostriamogli anche quale sia il modo più consono di utilizzarlo.

Ecco qualche utile indicazione per genitori.

  1. SCEGLIERE UN LIBRO ADEGUATO.

Il che significa “adattare la proposta a quello che il bambino è in grado di accettare”. Per piccolissimi scegliete libri cartonati, con un’immagine singola per ogni pagina, meglio se relativa a parole e ambienti che può conoscere e sperimentare (casa, scuola, fare pipì ecc.). Ottimi i libri interattivi, quelli in cui “succede qualcosa”, da Tullet ai libri con le finestrelle o i buchi. L’importante è che, una volta capito come funziona, il bambino possa contare sul sapere cosa succede dopo. La previsione è utile sia per i piccoli, che imparano ad utilizzare lo sguardo per ottenere un effetto (nesso causa-effetto, ti guardo e tu fai il lupo) sia per quando iniziano a parlare e potranno essere loro a fare il lupo.

Tenete conto che è del tutto normale che alla prima occasione il bambino utilizzi un libretto cartonato per ciucciarlo o come scalino per arrivare più in alto. Si tratta comunque di una forma di avvicinamento, di conoscenza del materiale: lasciamoglielo fare, ma mostriamogli anche quale sia il modo più consono di utilizzarlo.

  1. POSIZIONE “OCCHI AD OCCHI”.

La migliore posizione per leggere ad un bambino è quella che permette di guardare in faccia il genitore e al tempo stesso di sentirsi accolto. Quindi, gambe incrociate e bambino con la schiena appoggiata ad un nostro braccio o gamba, oppure sdraiati sul letto fianco a fianco…l’importante è che il piccolo possa trovare i nostri occhi senza doversi girare di 180 gradi. Libro, ovviamente, ben visibile ad entrambi e, se ne è in grado, in mano sua.

  1. COMMENTARE INVECE CHE LEGGERE.

Soprattutto con i piccolissimi il commento alle figure risulta più interessante della lettura nel senso stretto. È probabile che al bambino interessi più girare le pagine piuttosto che ascoltare. In questo caso possiamo limitarci a fargli notare un’immagine nella pagina e poi lasciare che sperimenti in maniera libera. Sfogliandolo, probabilmente si soffermerà di nuovo sulla pagina di prima. Con i più grandicelli, invece, ben venga il racconto della storia, lasciando però libertà di interrompere per domande o pensieri: è segno che la storia li sta interessando.

  1. LASCIAR SCEGLIERE AL BAMBINO.

Frase che può essere letta anche come “preparatevi ad imparare a memoria il loro libro preferito”! È storia comune che i bambini spesso e volentieri si affezionino ad un testo e pretendano che si rilegga ogni sera lo stesso. Ciò non deve essere visto come una limitazione, anzi, è un’occasione in più per ascoltare parole e frasi conosciute e imparare a farle proprie, sapendole poi utilizzare al bisogno.

  1. FARE UN GIRO IN BIBLIOTECA.

Molti libri indicati per l’infanzia possono non incontrare il gusto del nostro bambino, quindi la biblioteca potrebbe essere un ottimo punto di partenza per capire cosa piaccia al nostro bambino senza per questo riempire la casa di libri.

Letture consigliate: consiglio vivamente la lettura del libretto “Parole in bocca”, di Bresciani, Brunetta e altri, Medea Editore. Un piccolo vademecum con tantissime indicazioni su cosa e come leggere ai bambini nella fascia 0-36 mesi

 

 

Bibliografia:

Aram, D., & Besser, S. (2009). Early literacy interventions: Which activities to include? At 10 what age to start? And who will implement them? Infancia y Aprendizaje / Journal 11 for the Study of Education and Development.

Ard, L. M., & Beverly, B. L. (2004). Preschool word learning during joint book reading: 14 Effect of adult questions and comments. Communication Disorders Quarterly.

Zoe M. Flack, Andy P. Field & Jessica S. Horst (2016). The Effects of Shared Storybook Reading on Word Learning: A Meta-Analysis. University of Sussex.
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Silvia De Cao – Autrice – cura la rubrica “Parola alla logopedista
Laureata all’Università degli Studi di Verona nel 2008, ho seguito un corso di formazione annuale post-laurea sulla valutazione e il trattamento dei disturbi del linguaggio e delle difficoltà dell’apprendimento della lettoscrittura.
Ho collaborato negli anni con Fondazioni e Associazioni per attività di screening precoce delle difficoltà di apprendimento.
Sono responsabile di progetti di screening per i disturbi specifici del linguaggio e di potenziamento delle abilità metafonologiche in diverse scuole materne e di laboratori per favorire lo sviluppo linguistico negli asili nido.
Sono l’ideatrice dello spazio “La logopedista risponde” sulla mia pagina Facebook, dove è possibile porre domande e ricevere una risposta gratuitamente.

Una IBCLC per (DD)*mag “Allattamento al seno: tutto ciò che c’è da sapere”

Una IBCLC per (DD)*mag.

Leggi l’intervista integrale QUI

 

Mi chiamo Paola e sono mamma di quattro ragazzi di 10, 14 e 16 anni; sono infermiera e per 10 anni ho lavorato presso l’ULSS 8 Vicenza come dipendente. Attualmente seguo la mia famiglia numerosa e lavoro come libera professionista assistendo a domicilio le mamme che hanno difficoltà con l’allattamento dei loro piccoli. Per questo tipo di assistenza mi servo dell’esperienza maturata in circa tre anni di lavoro presso la sez. Nido del reparto di Pediatria

di Vicenza, oltre le competenze specifiche acquisite nel percorso necessario a sostenere l’esame per ottenere la certificazione internazionale di IBCLC – International Board of Certified Lactation Consultants.

Come mai hai deciso di dedicarti a questo tipo di assistenza?

Principalmente perché ho avuto molte difficoltà con l’allattamento del mio primo figlio, oggi quasi diciassettenne, e visto il lavoro di infermiera che ho scelto di fare tanti anni fa, ho creduto servisse fare il possibile per aiutare e sostenere le mamme che allattano e sperimentano difficoltà più o meno grandi. Io mi sono ritrovata a non avere aiuti competenti che mi aiutassero a risolvere i problemi, e anche oggi non è scontato trovarli, anche se si stanno facendo molti passi in questa direzione a livello di ospedale e territorio. Ciò che manca ancora, a mio avviso, è la capacità di fare rete tra le diverse professioni e professionisti sanitari che si occupano della donna e del bambino, anche se devo dire che nella mia pratica qualche buon esempio di collaborazione con altri professionisti lo posso contare, e spero negli anni a venire possano essere sempre più numerosi perché a beneficiarne non siamo solo noi operatori sanitari, ma prima di tutto mamme e bambini. La mia speranza è anche di poter vedere tra le figure sanitarie riconosciute che prestano assistenza alla donna che allatta anche le consulenti in allattamento IBCLC, che offrono un’assistenza di tipo specialistico che andrebbe prevista tra i livelli minimi assistenziali (LEA), come avviene in altri paesi. Invece figure

come la mia sono ancora appannaggio di chi può permettersi una visita in libera professione, nella maggior parte dei casi, e non hanno un riconoscimento istituzionale ufficiale per quanto siano citate talvolta in linee guida e protocolli.

Quali sono le difficoltà che incontrano più spesso le madri durante il periodo di allattamento?

I problemi che si possono sperimentare sono più di uno, ma essenzialmente sono legati a due cause: la medicalizzazione del parto, che da un lato ha senza dubbio ridotto la mortalità di madri e neonati, ma dall’altro ha aumentato il numero di interventi sanitari che possono poi interferire, tra le possibili ricadute, con il corretto avvio dell’allattamento al seno. Si pensi solamente alla percentuale di parti con taglio cesareo, che rappresentano mediamente circa il 30% di tutti i parti. Il lavoro difficile che spetta agli operatori sanitari in ospedale è quello di riportare la normalità o quel che è “naturale” interno dell’ambiente ospedaliero e di tutte le procedure mediche che esso prevede e che inevitabilmente interferiscono con quella che dovrebbe essere la fisiologia. La cosa più difficile in

assoluto da ottenere è l’uniformità nelle informazioni e soluzioni proposte alle mamme, che spesso purtroppo risultano disomogenee o addirittura completamente divergenti, conseguenza del ritardo con cui la formazione e gli aggiornamenti giungono nel nostro paese essendo quasi esclusivamente in lingua inglese.

E l’altra causa?

L’altra causa è culturale, cioè non è più normale da tempo allattare al seno perché nella cultura occidentale in particolare ciò che oggi è considerato normale, spesso in modo inconsapevole, è dare il latte formulato al bambino con il biberon, quando va meglio il latte tirato con un mastosuttore o tiralatte. Da qui un’altra serie di problemi legati al mondo in cui i neo genitori e il bambino vivono, composto di familiari, sanitari, e datori di lavoro che sono cresciuti nella medesima culturale e senza che vi sia reale malafede ostacolano il proseguimento dell’allattamento laddove ci sono problemi, invece di aiutare a risolverli. In questo assetto culturale un ruolo importante lo giocano le istituzioni, incoraggiando e favorendo con linee guida e protocolli la pratica dell’allattamento al seno, ma si tratta di indurre un cambiamento che necessiterà di anni per ottenere risultati visibili. Per fare un esempio, provate a pensare a come fosse normale nei secoli scorsi per gli artisti ritrarre immagini di vita reale o mitologiche con figure femminili che allattavano i figli, spesso già grandicelli. Qui ho portato ad esempio l’immagine del dipinto L’origine della Via Lattea & del Tintoretto, che ho scelto come immagine profilo per la mia pagina Facebook sull’allattamento, e che nessuno definirebbe scandalosa dal momento che si tratta di un’opera d’arte esposta al pubblico. Eppure, solo poche settimane fa, una donna è stata invitata ad allontanarsi da un ufficio pubblico perché stava allattando il figlio. Non capitano così di rado episodi come questi, ma personalmente preferisco pensare agli esempi positivi, che dovrebbero essere diffusi con maggiore enfasi secondo me.

Un esempio?

Tanto per rimanere nei social che oggi rappresentano forse il canale divulgativo più importante che abbiamo, penso alle immagini delle mamme vip che si sono fatte ritrarre in pause lavorative mentre stavano allattando i figli; oppure a quella condivisa qualche tempo fa sui social da una mamma neozelandese non famosa, notizia riportata anche sui media inglesi più importanti come il Daily Mail. La foto ritrae una mamma che allatta il figlio di 8 settimane in un caffè, mentre per la prima volta dopo il parto usciva di casa da sola, e di una donna più grande che si trovava nello stesso caffè e che vedendola occupata ad allattare, si alza dal suo tavolo e le va a tagliare il cibo sul piatto perché potesse mangiare la colazione prima che si freddasse fintanto che allattava. Ecco, vorrei lasciare immagini di ieri e di oggi ad esempio e ispirazione dell’aiuto che serve ad una mamma e al suo bambino per sostenere e proteggere l’allattamento al seno, insieme ad articoli come questo che mi avete dato opportunità di scrivere e che aiutano a promuovere la pratica dell’allattamento al seno non solo come scelta individuale di ogni coppia madre e figlio, ma anche come scelta di salute pubblica.


Paola Bortolazzo – infermiera professionale e consulente IBCLC – collabora con Essere mamme a Vicenza  per la rubrica “Allattamento e dintorni

Allattamento e dintorni

Con la collaborazione di PAOLA BORTOLAZZO infermiera e consulente professionale in allattamento materno (con certificazione IBCLC)

allattamento e dintorni

Linee guida allattamento 2018

Allattamento e dintorni:

rubrica che fornisce gli strumenti per una esperienza di allattamento efficace e consapevole

GLI ARTICOLI:

Una IBCLC per (DD)*mag “Allattamento al seno: tutto ciò che c’è da sapere”

Allattamento e dintorni: la Mastite

 


Paola Bortolazzo – infermiera professionale e consulente IBCLC – collabora con Essere mamme a Vicenza  per la rubrica “Allattamento e dintorni”
“Sono mamma di quattro ragazzi di 10, 14 e 16 anni;
Sono infermiera e per 10 anni ho lavorato presso l’ULSS 8 Vicenza come dipendente.
Attualmente seguo la mia famiglia numerosa e lavoro come libera professionista assistendo a domicilio le mamme che hanno difficoltà con l’allattamento dei loro piccoli.
Per questo tipo di assistenza mi servo dell’esperienza maturata in circa tre anni di lavoro presso la sez. Nido del reparto di Pediatria
di Vicenza, oltre le competenze specifiche acquisite nel percorso necessario a sostenere l’esame per ottenere la certificazione internazionale di IBCLC – International Board of Certified Lactation Consultants.”
Tratto dall’intervista su (DD)*mag di cui abbiamo parlato QUI

BLUD – Storia di una goccia di latte

BLUD Essere mamme a Vicenza da tre anni a fianco del progetto BLUD (Banca del Latte Umano Donato)

Perchè una goccia fa davvero la differenza!

Programma:

Moderatore: dott. Massimo Bellettato (Direttore del reparto di terapia intensiva neonatale Ospedale San Bortolo di Vicenza)

  • L’esperienza della BLUD a Bologna: dott.ssa Marina Sternieri (Gruppo Granarolo,
    Bologna)
  • L’esperienza della BLUD a Vicenza: dott. Emiliano Feller (Centrale del latte di Vicenza)
  • “Lina storia di una goccia di latte”, Babele Editore, incontro con l’autrice: Ostetrica Consuelo Puxeddu, referente ProntoMamy
  • Latte umano e secrezione di ormoni gastro intestinali. Studio del Prof. Paolo Tessari (Università degli Studi di Padova)

La BLUD a Vicenza

Dopo tre anni, una tavola rotonda per raccontare un lavoro di squadra:
La TIN dell’Ospedale San Bortolo di Vicenza, la Croce Bianca di Vicenza, la Centrale del latte di Vicenza, il SIAN di Vicenza.

Moderatore: giornalista Franco Pepe (Giornale di Vicenza)

SEDE DEL CONVEGNO:
CENTRALE DEL LATTE DI VICENZA Via Alessandro Faedo, 60 – Vicenza

Partecipazione libera
Per partecipare al Convegno
telefonare 0444.239811 – Centrale del latte di Vicenza

Al termine del Convegno viene offerta la possibilità di
visitare la Centrale del latte di Vicenza

Invitati:

“ESSERE MAMME A VICENZA” e tutti coloro che favoriscono L’ALLATTAMENTO MATERNO

Contatto Pelle a Pelle e Allattamento

In occasione della settimana mondiale dell’allattamento materno, Essere mamme a Vicenza propone a tutte le mamme un imperdibile evento pensato per creare una rete di conoscenza e collaborazione sul tema dell’allattamento materno e dell’importantissima pratica del contatto Pelle a Pelle.

EVENTO GRATUITO
PER MOTIVI ORGANIZZATIVI E’ GRADITA ISCRIZIONE ALLA MAIL EMAVIAPS@GMAIL.COM

(Specificando nella mail se parteciperete sole o accompagnate da marito/compagno e/o figli)

QUANDO E DOVE?

1 agosto dalle ore 15:00
presso Acquapark via Cavour 83 Altavilla Vic.na

CHI?
  • OSTETRICHE: VICINE ALLE DONNE PRIMA, DURANTE E DOPO IL PARTO A cura delle ostetriche Mirella Rossi e Assunta Palmieri del reparto di ostetricia dell’ospedale San Bortolo di Vicenza
  • ALLATTANDOVI: BANCA DEL ALTTE UMANO DONATO A cura della Coordinatrice Barbara Gasparin e della referente BLUD Nicoletta Danese del reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale San Bortolo di Vicenza
  • ASSISTENZA NEONATALE: LA MARSUPIOTERAPIA A cura delle infermiere Giovanna Brusamolin e Jennifer Zucchetti dell’Assistenza Neonatale dell’ospedale San Bortolo di Vicenza
  • PORTARE I PICCOLI: UN ALTO CONTATTO RICCO DI SIGNIFICATI A cura di Mara Bertoldo istruttrice dell’associazione Portare i Piccoli
  • IL VALORE DEL CONTATTO PELLE A PELLE A cura dell’ostetrica e consulente IBCLC dell’associazione Il Melograno
  • FAAM: FARMACIA AMICA DELL’ALLATTAMENTO MATERNO A cura della dott.ssa Marisa Rappo della FAAM Campedello di Vicenza e del dott. Enrico Traballi della FAAM Alla Madonna di San Vito di Leguzzano
  • CONSULENTE PROFESSIONALE IN ALLATTAMENTO MATERNO IBCLC A cura del dott. Luca Rigon medico neonatologo e consulente IBCLC
  • PAVIMENTO PELVICO E ALLATTAMENTO A cura dell’ostetrica Tania Albertin specializzata in rieducazione e riabilitazione del pavimento pelvico
INOLTRE…

Aperitivo per tutti gli iscritti all’evento e merenda per tutti i bimbi presenti!!!

EVENTO PROMOSSO DALL’APS ESSERE MAMME A VICENZA
SPONSORIZZATO DALLA FAAM CAMPEDELLO DI VICENZA
PATROCINATO DA ULSS8 BERICA E DAL COMUNE DI ALTAVILLA VICENTINA


MAMME IN GRAVIDANZA: ABBIAMO PENSATO A VOI!!!

Partecipa al contest promosso da “Lorenart”: Potresti essere una delle due fortunate vincitrici di un magico bellypainting. (*)

CHI E’ LORENART?

Lorena Farinella è una mamma del gruppo che collabora da anni con Essere mamme a Vicenza proponendo alle mamme del gruppo truccabimbi, bellypainting e bodypainting oltre che a mille altre “esplosioni d’arte”. Potete vedere i suoi lavori qui: www.lorenart.it

REGOLAMENTO

1. La partecipante dovrà assicurare la sua presenza in data 1 agosto 2018 dalle ore 15:00 alle ore 18:00 presso l’Acquapark di Altavilla Vicentina.
2. La partecipante dovrà essere in stato di gravidanza, in età gestionale non inferiore al 7° mese (in data 1 agosto 2018).
3. La partecipante dovrà acconsentire alla pittura della propria pancia con un soggetto stabilito dall’artista Lorena Farinella (in arte Lorenart)
4. La partecipante acconsentirà alla compilazione della liberatoria per foto e video che verranno fatte in occasione dell’evento e che verranno pubblicate sui canali web di Essere mamme a Vicenza e di Lorenart.

SONO UNA MAMMA IN GRAVIDANZA, HO LETTO I PUNTI DI CUI SOPRA, COME PARTECIPO?

– La partecipante dovrà essere un membro del gruppo Facebook “Essere mamme a Vicenza”.

– La partecipante dovrà accedere all’evento “Vinci il bellypainting by Lorenart” e raccontare tramite la pubblicazione di un post come ha messo a conoscenza dell’arrivo del bebè il futuro papà o i futuri nonni e/o parenti e amici.

– Il post potrà contenere solo testo oppure testo + immagine (massimo 1 a partecipante).

COME VERRANNO STABILITE LE 2 VINCITRICI?

– I racconti delle partecipanti potranno essere votati (cliccando “mi piace”), entro la mezzanotte di mercoledì 25 luglio dai membri del gruppo Facebook “Essere mamme a Vicenza”.
– Le due mamme con più “mi piace” saranno le fortunate vincitrici del contest.

(*) Contest rivolto alle mamme iscritte al gruppo Facebook “Essere mamme a Vicenza