Dieta del digiuno: meno è meglio!

La dieta del digiuno si adatta perfettamente al detto “less is more”, ossia “meno è meglio”.
Vediamo come funziona.

Tempo fa ci eravamo lasciati con l’argomento “fad diets” o diete del momento.
Dopo aver trattato di diete detox, oggi affrontiamo l’argomento relativo alla dieta del digiuno.

Dieta del digiunoSi tratta di una dieta a basso contenuto calorico seguita da chi intende dimagrire.
L’obiettivo è di perdere massa grassa conservando la massa muscolare.
E questa dieta sembra proprio rispettare le aspettative, con il “minimo” sforzo.

La dieta del digiuno non è di un solo tipo, bensì ve ne sono diverse.
Tutte sono basate sull’assunzione di poche calorie (o nessuna) per uno o più giorni a settimana, per un periodo di tempo che varia da poche settimane a qualche mese (anche 6).
Così si parla di dieta del digiuno intermittente, del digiuno di 8-12 ore, digiuno a giorni alterni, digiuno moderato a giorni alterni, digiuno periodico, ecc.

Mettendo da parte le varie sfumature del digiuno, c’è un regime alimentare, semplicemente chiamato dieta del digiuno, che ha riscosso e continua a riscuotere una certa popolarità.
Ma vediamo ora in cosa consiste.

Come funziona la dieta del digiuno.

La dieta del digiuno è un regime alimentare reso popolare da Michael Mosley, un medico e giornalista del Royal Free Hospital di Londra, e Mimi Spencer, una giornalista di moda e cucina che ha lavorato per riviste importanti tra cui Vogue e Guardian (1).

Viene definita anche dieta del 5:2 per come è strutturata.
Si può mangiare ad libitum (tradotto: a sbafo, o quasi) per 5 giorni a settimana mentre per gli altri 2 giorni, non consecutivi, si ha una drastica riduzione calorica.

Un digiuno vero e proprio, inteso come totale astinenza da cibo, non è previsto, si parla piuttosto di apporto calorico del 25% rispetto al normale fabbisogno.

Questo significa che in questi due giorni in media un uomo consumerà 600 Kcal e una donna 500 Kcal.
Non sono previsti cibi proibiti ma durante i giorni di digiuno sarebbe bene preferire alimenti come carni bianche, semi oleosi, legumi, frutta e verdura a basso indice glicemico.

I vantaggi di questa dieta sono l’assenza di complicate regole da seguire, se non quella appena illustrata.
Psicologicamente sembra più accettabile dal momento che la dieta vera e propria è ristretta a soli due giorni a settimana.

Svantaggi?
Sembra che sia una dieta non facile da sostenere a lungo, in quei due fatidici giorni potrebbero verificarsi episodi di fame incontrollata.
Si narra di tavoli che portano segni di morsi..scherzo!

Lo svantaggio vero è che non tutte le persone possono seguire questo regime alimentare, che potrebbe diventare pericoloso per alcuni soggetti, la cui salute è compromessa.Lo scopo della dieta del digiuno è quello di perdere peso senza intaccare eccessivamente la massa magra.
In un regime alimentare bilanciato e rispettoso del fabbisogno, il carburante utilizzato dall’organismo per sostenere le funzioni vitali è preferenzialmente costituito dai glucidi. 

Durante i giorni di digiuno si ha un esaurimento delle scorte di glucidi e il corpo si troverà costretto ad intaccare le riserve di grasso per poter produrre energia.

Biologicamente si tratta di attivare la via metabolica chetogenica, dove i corpi chetonici ricavati dal tessuto lipidico sono utilizzati come carburante al posto dei glucidi.
In questo modo si può verificare una riduzione preponderante della massa grassa conservando quasi totalmente la muscolatura (un piccolo calo fisiologico si verifica in ogni caso). 

Questo meccanismo ricorda molto il principio su chi si basano le diete chetogeniche!

Aggiungo anche che alternare giorni di digiuno o ridotto apporto calorico sembra avere maggior efficacia nel dimagrimento rispetto alle diete ipocaloriche prolungate.

L’alternanza di giorni di abbondanza e giorni di scarsità di cibo impedirebbe all’organismo di adattarsi al regime ipocalorico, mantenendo attivo il metabolismo.

Le basi scientifiche.

La dieta del digiuno, nelle sue varie sfumature, è stata molto studiata sia su modelli animali che sull’uomo per comprenderne i possibili vantaggi in termini di salute.

Nei modelli animali si sono visti miglioramenti relativi alla sensibilità insulinica, alla pressione sanguigna, riduzione della massa grassa, della glicemia, del colesterolo e degli stati infiammatori.
Il digiuno apporta miglioramenti per quanto concerne i problemi cardiovascolari, il diabete, l’Alzheimer e Parkinson. 

Il meccanismo d’azione consiste nell’indurre le cellule ad adattarsi meglio a situazioni di stress e danno cellulare.
E’ noto infatti che proprio questi fattori portano alla produzione di radicali liberi che sono causa di invecchiamento precoce e sviluppo di patologie.
Il digiuno sembra portare beneficio anche in malattie come il cancro, rendendo l’organismo più reattivo nei confronti delle cellule tumorali. 

Gli studi sull’uomo, molto più complessi da gestire, sembrano tuttavia confermare quanto osservato nei modelli animali. Gli studi sono principalmente stati condotti su adulti sani, sovrappeso e obesi.
Attualmente non esistono studi effettuati su bambini o anziani, che rappresentano una fascia di popolazione più fragile, per cui il digiuno potrebbe essere pericoloso.

Nel trattamento dell’obesità, il regime del digiuno è spesso utilizzato in un contesto di ricovero ospedaliero.
I pazienti possono essere adeguatamente seguiti e la loro salute attentamente monitorata.
Il digiuno può provocare alcuni effetti collaterali non trascurabili: sensazione di freddo, debolezza, mal di testa, alterazioni dell’umore, ecc.

Per conoscere meglio la dieta del digiuno nella sua versione commerciale si può fare riferimento al libro “The fast diet”.
Per la sua applicazione come terapia è invece preferibile rivolgersi a dietologi o nutrizionisti che possano prima valutare lo stato della persona e poi eventualmente proporre il regime di digiuno più adeguato.

Un esempio di menù giornaliero tratto dal libro “The fast diet” è il seguente:

Colazione (82 Kcal):

15 fragole (4 Kcal)
50 gr di ricotta (73)
un pizzico di pepe (0 Kcal)
una spruzzata di aceto balsamico (5 Kcal)

Spuntino (77 Kcal):

1 mela (77 Kcal)

Pranzo: 

digiuno

Cena (414 Kcal):

50 gr di cous cous (56 Kcal)
1 cucchiaio di succo di limone (2,2 Kcal)
1 cucchiaio di salsa di soia (50 Kcal)
2 scalogni (10 Kcal)
3 pomodori ciliegini (1,5 Kcal)
1 zucchina piccola (20 Kcal)
20 gr di pinoli (135 Kcal)
10 gr di semi di sesamo (52 Kcal)
75 gr di tofu (87 Kcal)
prezzemolo
sale e pepe

Con questo menù abbiamo poco meno di 600 Kcal.

I miei consigli.

Non improvvisiamo, mai!

Sebbene mangiare meglio e in minor quantità sia da sempre l’unico vero segreto per una vita longeva e in salute, ogni dieta deve essere accuratamente valutata sulla base della persona.

La dieta del digiuno possiede moltissimi pregi con effetti positivi sulla salute, comprovati scientificamente.
Attenzione però alla qualità degli alimenti: l’idea di poter mangiare senza limiti per 5 giorni potrebbe fuorviare.

Sebbene non vi siano alimenti proibiti è ovvio che cibi industriali, ricchi di additivi, eccessivamente elaborati, non giovano alla salute, anche se non dovessero tradursi in accumulo di peso.

A maggior ragione nei giorni di quasi-digiuno è d’obbligo scegliere cibi ad elevato valore nutrizionale per non indurre stati di carenza, specialmente di vitamine e minerali.

Non scordiamoci quindi di usare il buonsenso!

FONTI:

(1) U.S. News and World Reports
(2) “Metabolic effect of intermittent fasting”  Ruth E. Patterson and Dorothy D. Sears Annu Rev Nutr. 2017 Aug 21;37:371-393.
(3) “Fasting: Molecular Mechanisms and Clinical Applications” Valter D. Longo and Mark P. Mattson Cell Metab. 2014 February 4; 19(2): 181–192

Francesca Rigon – Autrice – cura la rubrica “Una mamma per nutrizionista”

Mamma di Raffaele dal primo giorno del 2018. Mi sono laureata in Biologia Evoluzionistica a Padova nel 2009 dove ho conseguito anche un Dottorato di Ricerca in Bioscienze e Biotecnologie nel 2012 e infine un Master Internazionale in Nutrizione e Dietetica con una tesi sullo svezzamento nel 2017 presso l’Università Politecnica delle Marche.

Mi occupo di nutrizione da circa 3 anni ma l’interesse per l’alimentazione nei più piccoli è una passione relativamente recente che fonda le sue radici nella scoperta dell’esistenza di Raffaele.

Quindi perché non unire due grandi mondi, l’essere mamma e l’essere nutrizionista, in un’unica realtà da condividere con altre mamme?

Gestisco un gruppo chiuso su Facebook “NUNA: Nutrirsi Naturalmente”, dove le persone possono porre domande in totale riservatezza e ho aperto l’omonimo BLOG dove approfondisco temi di alimentazione e riporto i dati dei più recenti studi pubblicati nelle riviste scientifiche, dando concretezza e fondamento ad ogni informazione riportata o discussa.

Certa che sarà un’avventura che mi permetterà di crescere assieme a molte persone, sono lieta di potermi occupare di questa rubrica e di poter mettere a disposizione un po’ del mio sapere.

Smart working, cos’è e come funziona

Smart working, cos’è e come funziona: facciamo chiarezza

smart workingLo smart working è un cambiamento organizzativo.

Passare dalla presenza fisica in ufficio al lavoro per obiettivi con un’evoluzione dei modelli di leadership.

Con la legge sul “Lavoro Agile” (n. 81/2017) è stato istituzionalizzato in Italia lo smart working, la possibilità di svolgere il lavoro subordinato in modo flessibile lontani dai locali aziendali.

Lo smart working si rivolge a professionalità di tipo impiegatizio o manageriale e si basa su tecnologie in mobilità come tablet e smartphone.

Attenzione: il lavoro agile non è un nuovo tipo di contratto di lavoro, ma solo una modalità di esecuzione del rapporto subordinato da eseguire in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale stabiliti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.

Quali sono i benefici dello smart working?

Al primo posto il bilanciamento tra vita privata e lavorativa (il work-life balance), al secondo posto un beneficio dello sviluppo professionale in termini di carriera.

Lo smart working è dunque un nuovo approccio al modo di lavorare e collaborare all’interno di un’azienda e prevede tre passaggi fondamentali.

  • Il primo è rivedere il rapporto di lavoro: dal numero di ore lavorate agli obiettivi da raggiungere.
  • Il secondo è il rapporto tra manager e dipendente che deve passare dal controllo alla fiducia.
  • Il terzo passaggio fondamentale è rivedere gli spazi di lavoro in chiave smart: con la tecnologia cloud e device portatili la scrivania diventa virtuale.

Il lavoro agile mette al centro dell’organizzazione la persona con lo scopo di far convergere i suoi obiettivi personali e professionali con quelli dell’azienda e aumentare la produttività.

Abbiamo chiesto, alle mamme di Essere mamme a Vicenza, di rispondere ad un sondaggio di cui daremo esito nella giornata promossa da Cesar sRL sullo Smart Working, martedì 22 maggio 2018 presso Palazzo Cordellina a Vicenza.

Guarda il programma della giornata: Programma 22 maggio Vicenza

Iscriviti mandando una mail all’indirizzo emaviaps@gmail.com lasciando i tuoi dati: nome, cognome, recapito telefonico e/o indirizzo e-mail specificando se desiderate usufruire del servizio baby sitter.

Oppure compilando il modulo QUI

Workshop in collaborazione con il Comune di Vicenza e l’Associazione Essere Mamme a Vicenza.

Perché iscriverti?
  • Per conoscere i vantaggi economici dello smart working

  • Per conoscere come un’azienda possa attuare lo smart working: aspetti organizzativi e strumenti tecnologici di supporto

  • Per confrontarti con altre imprenditrici/ imprenditori e le lavoratrici madri dell’Associazione ESSERE MAMME a Vicenza

  • Per conoscere e sperimentare in maniera concreta tecnologie e piattaforme per la gestione dello smart working

Quanto dura?

L’evento dura una giornata, dalle 09.00 alle 18.00

Sono inclusi gratuitamente: parcheggio, servizio di babysitting e pranzo.

Come posso iscrivermi?

Inserisci i dati nel form… e ricordati, puoi portare anche i tuoi bimbi!

Iscriviti mandando una mail all’indirizzo emaviaps@gmail.com lasciando i tuoi dati: nome, cognome, recapito telefonico e/o indirizzo e-mail specificando se desiderate usufruire del servizio baby sitter.

Oppure compilando il modulo QUI

Guarda il programma della giornata: Programma 22 maggio Vicenza


Il sondaggio si configura come attività di ricerca nell’ambito del Progetto 1098-1-254-2016 “MODELLI E STRUMENTI DI WELFARE AZIENDALE PER LE COMUNITA’ DI PICCOLE IMPRESE” – Finanziato dalla Regione del Veneto e del Fondo Sociale Europeo e gestito da Cesar Srl – Società di formazione della Confartigianato di Vicenza.

 

Viaggiando coi bambini …. si impara!

 

Ogni famiglia ha i suoi aneddoti memorabili, le sue storielle divertenti e le sue tradizioni magiche. Non vengono imposte o obbligate. Sono semplicemente ascoltate, osservate e vissute crescendo. Tramandate, come preziose perle di vita dai grandi ai piccini che le assimilano, dando incoscientemente una direzione ben precisa alla propria esistenza. E giusto adesso, in questo nostalgico tempo di fine vacanze, mi salta agli occhi la tradizione che mi hanno lasciato i miei genitori. Ora che sono mamma a mia volta, mi rendo conto che è proprio il modo di trascorrere le FERIE, di partire per un VIAGGIO, di prepararsi ad una GITA, che mi ricordano palesemente le abitudini di casa che ormai sono parte integrante del mio essere.

COSA SUCCEDEVA?

Succedeva che quando era il momento tanto atteso di decidere dove andare nei mesi estivi, la scelta ricadeva obbligatoriamente su un luogo che ancora non fosse mai stato visitato. Poi, una volta giunti a destinazione, mare o montagna che fosse, era essenziale permettersi almeno una gita nei dintorni, alla ricerca di storia o arte!!! E sono cresciuta così. Imparando ad apprezzare più i momenti in movimento a scalare montagne, ad attraversare i saloni dei musei, a esplorare mappe di città piuttosto che non quelli pacifici a rilassarsi sdraiati sotto un ombrellone o a bere qualcosa in vista di panorami mozzafiato. Quando a settembre rientravo a scuola, ritrovavo nelle pagine dei libri nomi di personaggi, di paesi, di battaglie già sentiti o letti nel girovagare estivo. E studiare era più semplice, più snello e quasi naturale.

E, se ci pensiamo  l’IMPORTANZA DEL VIAGGIO come APPRENDIMENTO è una costante della storia dell’umanità che nel corso della storia ha cambiato direzioni e motivazioni. Da principio ci si spostava per esplorare territori in cerca di cibo, acqua, benessere, poi per battaglie, conquiste. Ma ciò che guidava o che comunque accompagnava tutti questi spostamenti era senz’altro la sete di conoscenza. Pensiamo a Giulio Cesare, a Marco Polo, a Cristoforo Colombo, desiderosi di entrare in contatto con altri mondi, altre popolazioni, altre culture. E poi arriviamo al ‘700 quando diventa un’istituzione il Gran Tour, quel viaggio di formazione destinato ai rampolli delle migliori famiglie aristocratiche, i quali si prendevano un’anno sabbatico e partivano alla volta dell’Europa per completare la loro formazione prima di diventare degni eredi della loro casata.

VIAGGIO E BAMBINI

VIAGGIARE CON I BAMBINI si sa è difficile, stancante, complicato e si ha la tentazione di rimandare, abbandonare, cancellare anche solo l’idea di uscire di casa. Mille cambi, capricci, passeggini, seggiolini, merende, malanni…. uno stress solo il pensiero! Complicato dicevo, certo, ma NON IMPOSSIBILE. Ci vogliono pazienza, spirito di adattamento e tanto tanto tanto senso pratico. Messe queste doti nel bagaglio il resto viene da sé. Tu sembri tranquillo e deciso e i bambini si adattano di conseguenza, più o meno. Si decide una meta e si parte!!!

L’estate appena trascorsa per noi è stata ricca di gite e sono qui a condividerle con voi per mostrarvi come abbiamo tentato di conciliare la necessità di pausa e la voglia irrefrenabile di IMPARARE, CONOSCERE E CRESCERE. Ci siamo riusciti? Speriamo!

ECCOCI AL MARE

Siamo partiti ovviamente dal mare. Campeggio nella bellissima LIGNANO con la piccola di sei mesi e i gemelli reduci dal primo anno di materna. Dieci giorni di spiaggia, piscina, gelati. Tutti i ritmi persi. Nonostante questo, la prima domenica siamo andati a messa e abbiamo scoperto, nella zona di Pineta, la bellissima chiesina quattrocentesca di SANTA MARIA DEL MARE. La cerimonia si è svolta all’aperto, con i bimbi liberi di esplorare il prato circostante, sotto scenografiche vele di barche.

Era come essere salpati insieme ai PIRATI e sentire la brezza marina sul viso. Poi, bastava tentare un passo all’interno ed ecco respirare tutta l’atmosfera medievale, con annessa la misteriosa leggenda di un FANTASMA che ancora vive tra le mura dell’edificio. Si tratterebbe di Papa Gregorio XII che, inseguito dalle milizie di feudatari ribelli, si rifugiò nella chiesetta di Santa Maria prima di imbarcarsi verso il mare aperto!

DEVIAZIONE!

A soggiorno finito invece, prima di rientrare nella nostra amata Vicenza, abbiamo studiato la cartina e abbiamo deciso di allungare il tragitto fermandoci a CIVIDALE DEL FRIULI. Vi dice niente? Alle appassionate di storia sicuramente si. Fondata da Giulio Cesare con il nome di Forum Iulii, infatti, questa piacevole cittadina, divenne poi la capitale del Regno Longobardo. I LONGOBARDI scesero dalla Pannonia nel 568 in Italia e qui diedero vita ad un regno indipendente che estese progressivamente il suo dominio su gran parte del territorio italiano.

E’ dai tempi dell’università che sento parlare di Alboino, di Liutprando e di tutti gli altri re dal nome inconfondibile che hanno rimesso un po’ di ordine nella nostra penisola dopo la fine dell’impero romano. Ed è da allora che mi ricordo di Cividale senza averla mai vista. Ecco l’occasione! Con i bimbi si devono dosare tempi e luoghi. Non hanno la nostra attenzione e nemmeno il nostro interesse, ma si può provare a stuzzicarne la fantasia.

Abbiamo deciso di scegliere solo una meta in città e ci siamo diretti al TEMPIETTO LONGOBARDO, la testimonianza più importante di questo popolo germanico a Cividale. Si tratta di una cappella presumibilmente edificata nell’VIII per un monastero benedettino femminile, il monastero di Santa Maria in Valle. Bellissime sono le statue di figure femminili che decorano le pareti, le tracce di affresco e le decorazioni a stucco. Ancora più belle le espressioni dei miei bambini affascinati dalle colonne, gli archi, le immagini riconoscibili di Gesù e Maria, dei buchi lasciati dalle colonne originali e ancora di più delle testimonianze di scavo archeologico lasciate qua e là per dimostrare i luoghi dei ritrovamenti e della ricerca. Scheletri, fossili, monete…….. c’è un meraviglioso tesoro da trovare!!!!!

Info

  • per Santa Maria del Mare tel. 0431 71279 Indirizzo: Viale Centrale, 33054 – Lignano Sabbiadoro (UD) www.lignanosabbiadoro.it
  • per Monastero di Santa Maria in Valle e Tempietto longobardo tel. Biglietteria 0432 700867 Info Prenotazioni 0432 710460 Indirizzo: Via Monastero Maggiore, n. 34 – 33043 Cividale del Friuli (UD) ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO: ESTIVO (dal 1^ aprile al 30 settembre)  da Lunedì a Venerdì 10.00 – 13.00 e 15.00 – 18.00 Sabato, Domenica e festivi 10.00 – 18.00 INVERNALE (dal 1^ ottobre al 31 marzo)  da Lunedì a Venerdì 10.00 – 13.00 e 14.00 – 17.00 Sabato, Domenica e festivi  10.00 – 17.00. INGRESSO: Entrata gratuita per i bambini fino agli 8 anni. Per gli adulti 4 euro. www.tempiettolongobardo.it

E LA MONTAGNA?

Tornati dal mare ci siamo concessi qualche giorno in montagna. VAL DI CASIES sopra San Candido. Vicino al confine con l’Austria. E anche qui, dopo biciclettate, rifugi e parco giochi abbiamo bevuto un sorso di storia andando a visitare il CASTEL WELSPERG a Monguelfo. Ancora Medioevo dunque! Costruito dai fratelli Schikher per Otto von Welsperg è caratterizzato dall’altissima torre, la quale fu costruita già nel 1126. I Signori von Welsperg, una delle famiglie nobili più potenti dell’intero Tirolo, con la loro attività commerciale ed amministrativa, come anche la astuta politica matrimoniale, ingrandirono sempre di più il loro potere. Il castello venne in gran parte distrutto nel 1765 da un incendio.

Un castello è un luogo magico per i bambini. E’ parte di ogni FAVOLA! E’ stato divertente vederli bramosi di visitare ogni stanza e scoprire il salone dei cavalieri, il bagno dei cavalieri, il giardino dei cavalieri….. il tutto coronato da una bellissima passeggiata immersi nel verde che circonda l’edificio. Molto carino l’orto con erbe officinali che affianca l’ingresso al castello. Piccole piantine colorate e casette per gli uccelli che rimandano noi adulti a quell’incantevole racconto del giardino segreto e i piccoli a fiabe di gnomi e fate.

Info

tel 0474 944118 Indirizzo via Pusteria 16 Monguelfo-Tesido ORARIO DI APERTURA 03.07.2017 – 10.09.2017 LUN – VEN:  orario continuato dalle ore 10.00 – 17.00h. SAB: chiuso DOM: 15.00 – 18.00h. 11.09.2017 – 15.10.2017 LUN – VEN: 13.00 – 17.00h. 16.09.2017 – 27.10.2017 VEN: 13.00 – 17.00h. www.schlosswelsperg.com

Fonti

www.lignanosabbiadoro.it 

www.tempiettolongobardo.it

www.schlosswelsperg.com

www.valpusteria.net

www.kronplatz.it

Non c’è uomo più completo di colui che ha viaggiato, che ha cambiato venti volte la forma del suo pensiero e della sua vita.” (Alphonse de Lamartine)


Elena PiazzaElena PiazzaAutrice cura la rubrica “Bambini a regola d’arte

Mamma di Cesare, Agostino e Letizia

Adoro tutto ciò che è arte, musica e letteratura. E sin da piccolina ho iniziato a esplorare questi mondi, che piano piano sono diventati i miei strumenti necessari per esprimermi.

Dai tre anni il disegno è diventata la mia passione. Ho continuato scegliendo di studiare arte e laureandomi in Archeologia. Ho fondato e gestito un’associazione culturale e ho trovato lavoro in un museo, dove svolgo diverse mansioni tra cui anche quella di operatrice didattica e guida. E’ un lavoro impegnativo che però mi permette di stare a contatto con persone di tutte le età, di tenermi allenata con lo studio, di approfondire continuamente diversi aspetti del mondo dell’arte e di tenermi aggiornata su tutto ciò che accade in città!

Figlia e sorella di musicisti ho masticato note e pentagrammi da quando sono nata. In particolare prediligo il canto che ho sempre esercitato facendo parte di vari cori e sperimentando generi diversi.

Diventata mamma (tris da pochissimo!!!) non ho rinunciato alle mie passioni e inclinazioni e cerco sempre di trovare un modo per conciliarle con la famiglia. Ed eccomi qui a provare a raccontare il mio mondo!

Children and family 2017

Sabato 28 e domenica 29 ottobre 2017, Essere mamme a Vicenza partecipa alla quarta edizione di Children and family, la fiera interamente dedicata al mondo dei bambini e della famiglia.

Il padiglione di ingresso sarà riservato ad aziende e ditte di produzione di beni e servizi per la gravidanza, l’infanzia e la crescita; il secondo padiglione sarà interamente dedicato alla didattica: scuole ed asili, associazioni ed onlus, ludoteche, centri gioco, attività ricreative e manuali, scuole di lingua e musica. Nel terzo padiglione via libera al divertimento con giochi, gonfiabili, centri ed associazioni sportive e ricreative. La presenza delle fattorie didattiche e dell’area animale amico completerà il progetto Children and Family con una zona ad essi interamete dedicata.

Essere mamme a Vicenza si impegna da quattro anni ad accogliere le mamme e i bambini!

Venite a trovarci al padiglione di ingresso (1) agli stand 116-117!

Come lo scorso anno POTRETE ADERIRE AL PROGETTO CARD con SCADENZA DICEMBRE 2018, approfittatene!!!

Con noi Sabato 28 Lorena Farinella e i suoi bellissimi disegni per il truccabimbi! 

 

 


Sabato 28 alle ore 15:30 sarà nostra ospite la BLUD (Banca del Latte Umano Donato) con i biberon alla lavanda (e altre dolcissime sorprese!!!) per proseguire la raccolta fondi a favore della TERAPIA INTENSIVA NEONATALE (TIN) dell’Ospedale San Bortolo di Vicenza!


In entrambe le giornate di manifestazione, avrete la possibilità di chiedere ai realizzatori tutto ciò che vi incuriosisce a proposito di EHIMAMI, il nuovissimo mercatino dell’usato on line per mamme e bambini nato in collaborazione con Essere mamme a Vicenza!

Breve introduzione con spiegazione pratica alle ore 14:30 di entrambe le giornate di manifestazione.


Domenica 29 alle 10:30 avremo un ospite eccezionale: Michele Servalli, il fondatore di Remmy  il primo dispositivo che segnala la presenza del bambino in auto!

Michele presenterà le “Pillole di Sicurezza in Auto”, dove potrete fare anche il quiz sulla sicurezza, per scoprire quanto viaggiano sicuri i vostri bimbi in auto!che ci parlerà della sicurezza in auto! Michele Servalli, niente popò di meno che il realizzatore ,


Domenica 29 dalle 15:00 alle 18:30 vi chiederemo di votare la migliore ricetta in gara al concorso #mammachebiscotti! Per seguire il contest e vedere le ricette delle mamme partecipanti tra cui selezioneremo le 5 finaliste che verranno con noi in fiera, cliccate #MAMMACHEBISCOTTI


SCRIVI, IMBUCA E VINCI!!! #TuttoLAmoreDiUnaMamma

Partecipate a questo imperdibile contest, in palio uno stupendo bracciale Rebecca.

Cosa devi fare?

SCRIVI: devi arrivare al nostro stand (Pad 1 stand n 116/117) con un tuo scritto (frase, poesia, aforisma, brevissimo racconto) che racconti cosa significhi per te l’amore di una mamma, cosa sia per te l’amore per i tuoi bimbi.
NB: Mi raccomando di indicare anche il tuo nome e un indirizzo mail dove raggiungerti.

IMBUCA: al nostro stand troverete una cassetta dove imbucare il vostro scritto.

VINCI: il componimento giudicato più emozionante dalla giuria formata dal direttivo dell’associazione e da 3 giudici esterni sarà premiato con un bellissimo bracciale “AMORE” di Rebecca (prezzo di cartellino €296,00)


Particolare l’attenzione dedicata alle mamme che allattano e con bambini in “età da pannolino”!
Troverete una nuovissima e super attrezzata sala nursery riscaldata e ben illuminata con area giochi e salottino per allattare!La troverete all’entrata della fiera, vi basterà seguire la corsia GIALLA!
Grazie alla collaborazione di Farmacia Campedello, le mamme che allattano avranno a disposizione una consulente professionale in allattamento materno a cui rivolgere domande e chiedere consigli sull’allattamento!

I bambini da 0 a 14 anni entrano gratuitamente, le mamme in gravidanza possono usufruire dello speciale prezzo super riduzione (6€)!!!. Potrete inoltre trovate i biglietti riduzione (8€ anzichè 12€) in moltissimi locali e negozi della nostra provincia oppure richiedere la riduzione on line QUI

Orari di apertura al pubblico: Sabato 28 Ottobre: dalle ore 9:00 alle ore 20:00 – Domenica 29 Ottobre: dalle ore 9:00 alle ore 19:00

Mamme Glam: vita da spiaggia!

Non sapete cosa indossare in vacanza o anche solo per una scampagnata al mare?

 

Ciao mamme!

L’estate è alle porte e non vogliamo rinunciare a qualche giorno di mare solo perche abbiamo il pancione, vero?

Anzi, sfoggiamo con orgoglio le nostre curve sensuali e godiamoci un po’ di Vitamina D: farà bene a noi e al nostro piccolino!

Vediamo allora come affrontare mare e temperature elevate senza perdere il nostro stile.

Innanzitutto non dimenticate una buona protezione per la pelle. I raggi solari sono dannosi, quindi protezioni alte (30 o 50 SPF) almeno per le prime esposizioni al sole ed evitiamo le ore piu calde!

Non ci sono scuse! in commercio ci sono decine di creme solari a disposizione.

Eviteremo di sembrare dei peperoncini abbrustoliti e spiaggiati

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Non dimenticativi poi che l’eccessiva esposizione al sole, spesso intensifica il cloasma gravidico (anche noto come Maschera della Gravidanza): macchie chiare o scure che possono comparire in alcune zone del viso, quali fronte, naso, zigomi e l’area del labbro superiore. Quindi PROTEGGETEVI!!

Fatte le raccomandazioni d’obbligo (portate pazienza, sono mamma anch’io :-)), veniamo ai consigli per essere fashion in spiaggia, ma non solo!

  • Iniziamo dal capo: il cappello in paglia! Ce ne sono di tutti i colori e per tutti i gusti: Panama

  • o a Tesa Larga. Non solo ci aiuta a proteggerci dal sole ma dona un tocco di classe al nostro outfit, qualsiasi esso sia!

Come non rendere omaggio, a tal proposito, ad una grande icona di eleganza e di stile: la mitica Audrey Hepburn!

Audrey Hepburn

Abbinalo anche tu agli occhialoni da sole per un effetto “diva di Hollywood”!

Scegliete ovviamente le forme ed i colori che piu si addicono e valorizzano il vostro viso (scopri le caratteristiche del tuo viso attraverso l’Analisi del Volto )

  • Conquista e lasciati conquistare dalle trasparenze di un romantico long dress lungo fino ai piedi o di media lunghezza, da indossare per andare in spiaggia o stare a bordo piscina. Può essere di lino o di cotone, ma sicuramente il bianco è il mio colore preferito per questo capo!

  • Dalla tradizione medio-orientale, il caftano: una tunica ideata per uso maschile, reinterpretata e rivista in chiave femminile e moderna. Gli stilisti, da Blumarine a Pucci, da Missoni a Biagiotti l’hanno proposto in diverse versioni. Elegantissimo, da sfoggiare in spiaggia o alla sera per un aperitivo al mare!

  • In alternativa, potete optare per uno chemisier. Da indossare morbido oppure con una cintura color corda o di cuoio da legare in vita o sotto al seno, per lasciare spazio al pancione. Un bel paio di infradito, un sandalo intrecciato o espadrillas, completeranno il look.

chemisier

  • La tutina corta o pagliaccetto: per chi ha ancora un pancione moderato, anche la tuta corta è perfetta per la vita da spiaggia

pagliaccetto

  • Il Pareo: versatile, sempre attuale e di moda. In molteplici colori e tessuti, lo si può indossare in diversi modi con la duplice funzione di copricostume e di telo sul quale distendersi al sole. Comodo, pratico e…si asciuga velocemente!

ph courtesy of Google

Ma veniamo ai costumi:

  • Il bikini con il pancione è sempre sensuale e adatto a chi non vuole rinunciare all’abbronzatura

Perché non considerare anche per un costume due pezzi con lo slip a gonnellina o con ruches e volant?

  • Il tankini è una validissima alternativa al costume intero. Comodo e pratico, adatto a tutte è un’ottima soluzione in gravidanza, e non solo.

tankini

Beh, il costume intero non ha bisogno di presentazioni, giusto? Lo conosciamo tutte e sappiamo bene quando e come indossarlo

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Come vestire i nostri piedi durante il giorno? sandali, infradito, espadrillas e zeppe in corda sono l’ideale!

Non si può recarsi in spiaggia senza la borsa di paglia: colorate, ampie e capienti, color corda: adatte a tutti gli outfit da mare!

E dopo lunghe ore trascorse al sole, la giornata volge al termine, un po’ spossate dalla brezza estiva e dal calore, corriamo a prepararci per la sera!

Ideale per una cena l’ abito stile impero lungo (ve ne ho già parlato nel mio precedente articolo Mamme Glam: Cerimonia in vista…AAA vestito cercasi!!) o un bel maxi dress:

maxi dress

Una gonna lunga e dritta con elastico in vita, può trasformarsi in un originale miniabito se indossato morbido o con una cintura o un nastro che cinge il torso sotto al seno.

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Quando l’addome è piuttosto pronunciati, è importante bilanciare la figura quanto più possibile.

In questo caso, per rendere proporzionata ed armonica la figura, dobbiamo cercare di allargare le spalle.

Via libera dunque a maniche a sbuffo, scolli a barchetta, righe mariniere nella parte alta del busto

scollo a barchetta

 

mariniere

Se avete un abito con le spalle scoperte, portate con voi una stola per coprirvi nelle ore serali più fresche. Il colore è fondamentale: sarà accostata al viso, quindi è basilare che contenga i colori a voi “amici”, che vi esaltano e valorizzano. (vuoi scoprire quali sono i tuoi colori? Sottoponiti ad un’ Analisi del Colore)

Ecco quattro doversi modi di indossarla:

  1. Appoggiata su entrambe le spalle
  2. Appoggiata su una spalla sola e lasciata cadere morbidamente lungo il corpo
  3. Appoggiata sulle spalle a annodata dietro
  4. Avvolta sul davanti

E le scarpe?

sandali gioiello e, perche no?  tacchi per la sera

L’abbronzatura d’estate dona colore al nostro viso e spesso il make up è superfluo. Tuttavia, in presenza di discromie o macchie solari, un leggero tocco di fondotinta può aiutare a rendere omogeneo il colorito.

Osate con un bel rossetto colorato per esaltare una bella bocca o applicate un semplice gloss per labbra più carnose.

Oppure puntate sul colore dell’ombretto se invece il vostro punto forte sono gli occhi.

Spesso, è sufficiente un tocco di mascara ed eye liner per avere uno sguardo sensuale e penetrante.

Se di giorno in spiaggia l’uso di gioielli e accessori è sconsigliato, la sera è il momento giusto per indossarli.

Per evitare di portare in viaggio gioielli preziosi, puntate sulle cromie e l’originalità.

Ne fanno di pelle, di plastica, di metallo, di perline… trovate la vostra collana colorata e abbinatela agli orecchini.

Certo, cosa mettere in valigia dipende molto dalla destinazione, dal periodo, dal tipo di vacanza e, soprattutto, dal vostro stile.

Se volete saperne di più o se desiderate una consulenza personalizzata, contattatemi anche attraverso la mia Pagina Facebook !

Ciao, alla prossima!

Elena Beaupain

Image Consultant

www.ebimageconsultant.com

molte immagini presenti in questo articolo sono gentile concessione di Google

 

Arte e bambini: didattica museale

Un pomeriggio dello scorso febbraio, mio figlio Agostino, poco più che treenne, mi ha indicato il cielo e con lo sguardo concentrato e un po’ sognante mi ha detto: “Mamma! le nuvole sono bianche, ma anche viola, azzurre, grigie, arancioni e blu”. Io l’ho guardato ammirata e non ho potuto far altro che dirgli che aveva perfettamente ragione. E tra me e me ho pensato “E’ un genio, come ha fatto a capirlo lui, quando io mi sono ritrovata a studiarlo sui libri di scuola!”.

Già, perché una delle teorie fondamentali della tecnica impressionista è proprio quella di considerare il colore, che noi percepiamo quando osserviamo qualcosa, come una sintesi della sovrapposizione di più colori. Non esiste il bianco, non esiste il nero, solo colore.

Renoir, uno dei maestri indiscussi del metodo impressionista, infatti diceva che «in natura il bianco non esiste: devi riconoscere che sopra la neve hai un cielo. Questo cielo è azzurro, questo azzurro deve rispecchiarsi nella neve; al mattino in cielo ci sono verde e giallo … alla sera rosso e giallo dovrebbero apparire nella neve».

Insomma, mio figlio così piccolo e senza studiare aveva già capito quello che grandi artisti avevano teorizzato e portato avanti con le loro opere nell’800!

Quindi arte e bambini … si può!

Sapevo che doveva essere così e ne ho avuto la piena conferma con questo episodio domestico!

In fondo l’arte, se tralasciamo i paroloni dei grandi critici e le definizioni complicate dei manuali più raffinati, è squisitamente semplice. E come potrebbe non esserlo? Nasce da un bisogno interiore di esprimere qualcosa. Ancora prima della parola si comunica con un colore, una forma, una materia e … la vista e il tatto, non sono forse i primi sensi che impara a sviluppare un bambino sin dalla più tenera età?

Pablo Picasso sosteneva che tutti i bambini sono degli artisti. E forse aveva ragione.

I bambini sono immediati, creativi, sognatori e tutto ciò li avvicina molto al processo di realizzazione di un’opera d’arte. Avete mai osservato un bambino al museo? Io ho guardato i miei figli a Palazzo Leoni Montanari e in Basilica Palladiana a Vicenza, a Palazzo Reale a Milano e a Palazzo The a Mantova: vagano per le sale, ascoltano l’eco della loro voce, si fermano davanti ai quadri e indicano ciò che è loro famigliare come i colori, le barche, i treni, il mare, e appoggiano le loro manine sulle diverse superfici che incontrano tra cui statue di pietra, pavimenti di marmo, cornici di legno.

Far conoscere la pittura, la scultura, l’architettura e i grandi maestri del passato ai bambini dunque non è impossibile. Basta utilizzare strumenti e linguaggi adeguati, che mettano in comunicazione due entità, opera e bambino, che hanno approcci simili e legami già abbozzati per natura. E questo è quello che cerca di fare la didattica museale che è rivolta a tutti, adulti compresi, ma che è uno dei sistemi migliori per mettere in contatto i nostri figli con il mondo dell’arte.

Esempi di didattica museale ne troviamo in molte città d’Italia. Offrono progetti rivolti alle scuole nei più importanti e caratteristici siti artistici e storici del nostro paese. Spaziano tra diverse epoche storiche, linguaggi, ambienti, contesti, religioni e offrono, attraverso la capacità di un operatore preparato, la possibilità di approfondire la conoscenza dell’arte e della storia locale, con uno sguardo rivolto anche, più in generale all’Italia e a Paesi e culture lontani.

Esisterebbe però anche una didattica museale scollegata dall’ambito scolastico e rivolta alle famiglie, che consentirebbe ai più o meno piccoli di esplorare il mondo dell’arte insieme a fratelli, genitori, nonni e di condividere insieme un’esperienza insolita, divertente e affascinante.

Anche a Vicenza abbiamo esempi di questo tipo? La risposta è si!!!

Ho curiosato nei siti web dei nostri musei e dei nostri bellissimi palazzi e ho parlato con gli operatori didattici che si occupano di gestirli. Ho appurato che oltre alla didattica rivolta alle scuole, molto ricca e allettante, ci sono diverse proposte anche per i nuclei famigliari. Ho raccolto i dati e li ho riassunti qui per voi.

Il panorama delle offerte è davvero vasto e sarebbe un peccato non approfittarne per fare qualcosa insieme ai nostri figli una delle prossime domeniche di bella stagione, qualcosa di diverso ma nel contempo utile e stimolante!

Buona scelta!

  • A Villa Valmarana ai Nani la didattica è affidata a tre professioniste Paola Bonugli, Federica Pilastro e Paola Rossi. Alle scuole propongono, a seconda dell’età scolastica, percorsi narrativi o artistici che, attraverso l’analisi dell’architettura, delle pitture e della storia della villa, viaggiano nel passato offrendo agli alunni un originale approccio allo studio della storia dell’arte comprendendo le trasformazioni avvenute nel tempo nei luoghi che li circondano. Al momento non sono previste offerte didattiche per la famiglia, ma c’è comunque la possibilità di chiamare e accordarsi per un percorso studiato appositamente. E’ inoltre viva anche l’intenzione di sviluppare una vera e propria didattica per famiglie a partire dal prossimo settembre ,che comprenda non solo gli ambienti della Villa, ma anche i giardini e gli spazi esterni.

Per info e contatti: telefono e fax 0444 321803 – Email info@villavalmarana.com – sito www.villavalmarana.com

  • La didattica a Palazzo Thiene, alla chiesa di Santa Corona, alla pinacoteca di Palazzo Chiericati, al Museo del Risorgimento e della Resistenza, al Museo Archeologico e alla Villa Rotonda è gestita dall’associazione culturale Ardea. Le proposte rivolte alle scuole sono tantissime. Anche in questo caso si diversificano per età, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria, e per tematiche. Oltre all’approfondimento della conoscenza del patrimonio culturale vicentino, poi Ardea propone anche itinerari didattici volti alla scoperta dei grandi maestri dell’arte moderna come Chagall, Matisse, Van Gogh. Moltissime di queste attività didattiche sono aperte anche alle famiglie, attraverso prenotazione di un operatore, per un gruppo di minimo 10 e massimo 25 persone. Infine, Ardea organizza durante l’anno alcune giornate evento con attività rivolte esclusivamente alle famiglie, ma per conoscerle bisognerà aspettare ormai il prossimo autunno.

Per info e contatti: telefono 346 5933662 – Email pinacoteca@associazione-ardea.it – sito www.associazione-ardea.it

  • A Palazzo Leoni Montanari la didattica è gestita dallo staff di Civita Tre Venezie e coordinata da Agata Keran. Propone alle scuole diversi percorsi, tutti gratuiti, che spaziano dalle collezioni permanenti del museo alle mostre temporanee. Presenta inoltre un calendario molto fitto di eventi rivolti alle famiglie. Per il mese in corso, in occasione della mostra “Ritratto di città” ci saranno: Domenica 7 maggio alle ore 11.00 Domenica 14 maggio alle ore 16.30, Domenica 21 maggio alle 16.00 e Domenica 28 maggio alle 16.00 degli itinerari con laboratori creativi volti a scoprire l’arte dello Zuccarelli e il suo legame con la figura di Palladio e la nostra città. Tutte le proposte sono prenotabili e a pagamento: 5 euro a persona per l’attività più 5 euro di ingresso al museo. I bambini entrano gratuitamente.

Per info e contatti: telefono 800 578875 – fax 0444 991280 – Email info@palazzomontanari.com – sito www.gallerieditalia.com

  • Al Palladio Museum, oltre all’offerta didattica rivolta alle scuole, è attualmente in corso “Un architetto in famiglia”, ovvero un programma di incontri domenicali per i bambini con i loro genitori ideato in collaborazione con The Playroom che ha come obiettivo il far esplorare e comprendere il fascino dell’arte dell’architettura anche ai più piccoli. I prossimi laboratori si svolgeranno Domenica 14 maggio alle 10.30 e Sabato 20 maggio alle ore 20.30 in occasione della Notte dei Musei. Ingresso al museo e laboratorio sono gratuiti per tutti i bambini. La prenotazione è obbligatoria.

Per info e contatti: telefono 0444 323014 – Email didattica@palladiomuseum.org – sito www.palladiomuseum.org

  • Il Museo Diocesano ogni anno propone una serie di appuntamenti pomeridiani domenicali rivolti alle famiglie che generalmente prevedono una parte di visita alle collezioni permanenti e un laboratorio a cura di professionisti quali artisti, fotografi o attori. Il prossimo, dal titolo “Gocciolo, un rubinetto e la sua allergia”, racconto sulla diversità, animato di e con Franco Mastrovita, sarà Domenica 14 maggio alle ore 15.00 e alle ore 16.30. L’attività gratuita e su prenotazione.

Per info e contatti: telefono 0444 226400 – Email museo@vicenzachiesacattolica.it – sito www.museodiocesanovicenza.it


“Devi tenere vivo il bambino che è in te: senza di lui non si può creare.” Joni Mitchell


Elena PiazzaElena PiazzaAutrice cura la rubrica “Bambini a regola d’arte

Mamma di Cesare, Agostino e Letizia

Adoro tutto ciò che è arte, musica e letteratura. E sin da piccolina ho iniziato a esplorare questi mondi, che piano piano sono diventati i miei strumenti necessari per esprimermi.

Dai tre anni il disegno è diventata la mia passione. Ho continuato scegliendo di studiare arte e laureandomi in Archeologia. Ho fondato e gestito un’associazione culturale e ho trovato lavoro in un museo, dove svolgo diverse mansioni tra cui anche quella di operatrice didattica e guida. E’ un lavoro impegnativo che però mi permette di stare a contatto con persone di tutte le età, di tenermi allenata con lo studio, di approfondire continuamente diversi aspetti del mondo dell’arte e di tenermi aggiornata su tutto ciò che accade in città!

Figlia e sorella di musicisti ho masticato note e pentagrammi da quando sono nata. In particolare prediligo il canto che ho sempre esercitato facendo parte di vari cori e sperimentando generi diversi.

Diventata mamma (tris da pochissimo!!!) non ho rinunciato alle mie passioni e inclinazioni e cerco sempre di trovare un modo per conciliarle con la famiglia. Ed eccomi qui a provare a raccontare il mio mondo!

Un figlio? No meglio due. O No?  

Quando nasce un bimbo nasce una mamma. Ma con il secondo figlio cosa cambia?

Essere o non essere questo è il problema. Ma avere il secondo figlio è, sicuramente, un dilemma per molte mamme.

Quindi essere o no una mamma bis?

Perché a tutte prima o poi passa per la testa se avere o no il secondo cucciolo.

O per lo meno l’idea ha sfiorato l’emisfero destro.

Ma io la mia scelta l’ho fatta. E ve la racconto.

La prima marmocchia diciamo che è un po’ figlia del famosissimo sport olimpico “salto della quaglia”.

Risultato: medaglia d’oro.

Nasce una bella bimba dalla folta chioma nera. Ovviamente il parto al limite di una tragedia greca. Rottura alta del sacco, cazziata dal medico di turno perché ho aspettato troppo e conseguente induzione. Ore e ore di dolori con in sottofondo la frase “non si è mosso niente” ecc…

Ma poi come si dice da noi “l’è un mae desmentegon” e per me devo dire è stato così.

Quindi ci si immerge nel magico mondo della mamma a tempo pieno. Vai di cacca, vomito, allattamento, fascia porta bebè, libri vari: González, Balsamo, Montessori e compagnia varia. Insomma il quadretto bucolico della mamma 2.0.

Occhi da paperetta innamorata e vai con la richiesta: facciamo il secondo figlio?

Fratelli è bello

Zababum e zababam, al primo colpo il Clearblue segna “sei incinta”. Eccomi lì mamma bis 2.0. Mentre il mio paperò si vanta di essere “inseminator the sterminator”, io rimpiango la mia prima gravidanza indolore, per questa seconda basata sul malefico “mal di sciatica” fino alla fine.

Ma quello che volevo raccontarvi è il cambiamento avvenuto in me. Se la prima gravidanza era tutto “ocio qua, ocio là”. La seconda era: “ma si dai, cosa vuoi che sia”.

L’attenzione per la toxo? Un ricordo lontano. La curva glicemica? Manco fatta. Acido folico? Quando mi ricordavo.

Si perché mi ero trasformata. Se con la prima figlia tutto era frutto di un attento esame, riflessione, lettura di: 15 libri, 7 blog, 18mila articoli di giornale, 101 post.

La seconda è stata decisamente figlia del “ma vaffan…”.

Forse perché mi sono accorta delle tante ansie inutili o forse perché ho conosciuto me stessa e la vocina dire: YES, YOU CAN!

Non ve lo so dire, ma io mi sentivo così: desiderosa di vivere senza paranoie. Senza consigli da nessuno. Solo io, lei e il mio istinto. Ora che la mia bimba grande ha quasi sei anni e la piccola 3, posso dire che ho fatto bene per me stessa a non fermarmi ad avere un solo figlio. Credo che se mi fossi fermata, non avrei conosciuto in profondità la consapevolezza di essere madre, che avevo forse perso per strada per rincorrere quel falso “mito” della mamma perfetta.

La seconda gravidanza anche se più “brutta” è stata psicologicamente più serena, senza “pippe mentali”. Quella mania che avevo del dovere: tutto pulito, tutto sano, tutto in ordine. Grazie al mio secondo figlio tutto è diventato più “easy”.

Perché?

Perché come dice il detto: “con 2 figli l’amore raddoppia, ma il tempo dimezza”. Nel mio caso il tempo non c’era più e il sonno men che meno.

E quindi?

La frutta la comperavo al Bio, ma la sera i diabolici “4 salti in pignatta” non me li toglieva nessuno. Il Bagno – se non passava mia mamma ogni tanto a pulire – era il purgatorio di Dante “venite o voi anime peccatrici” a beccarvi la peste. Prima invece la casa doveva essere in ordine perché faceva parte del pacchetto “mamma multitasking”. La pulizia personale? Ahahah… Wild Frank mi fa un baffo! La doccia in tempo di record: 12 secondi. Provate a battermi!

Cosa mi era successo con il secondo figlio?

Secondo figlio fratellini
Secondo figlio

Credo di aver preso consapevolezza dell’enorme amore che noi mamme abbiamo dentro. Anche quando credevo che “No, non posso amare nessuno come la mia prima figlia”. Per poi scoprire che il secondo figlio – e con il secondo figlio – è tutto diverso. Certo la sua crescita è fatta di mille dejavu ma so che la mia bambina mi ha dato modo di capire che dovevo fidarmi di me stessa.

Mi ha fatto capire che mi sono riempita di cose inutili. Che se la lascio piangere un po’ di più di 10 secondi non arriva Caronte a prendermi. Che non importa se a due anni mastica le chewing-gum, non dovranno tagliarla a metà per tirargliela fuori se la manda giù!

Che può mangiare il gelato al gusto che le piace e non solo un gusto vegan e che se mangia le patate fritte ogni tanto non muore di “friggitoriosi”. Che chiedere aiuto non è segno di debolezza, ma al contrario di saggezza. Che se mi trasformo in mamma isterica al limite di una crisi di nervi, non succede nulla e dopo 5 minuti è tutto dimenticato. Che non occorre fare una foto ogni 3 secondi di tuo figlio, ne bastano poche nel momento giusto.

Ma forse la cosa più importante che ho imparato grazie alla mia seconda figlia è che non esiste la mamma perfetta, ma sicuramente siamo perfette per quella nostra creaturina che ci ama incondizionatamente anche se è arrivata per seconda.

Di sicuro nessuno può dire ad un’altra persona, se è meglio avere un figlio o più.

Quello che posso dire io è che mai avrei pensato di raddoppiare la felicità. Nonostante tutte le fatiche che porta avere due bimbe piccole. Mentre scrivo le sento ridere come pazze in camera. Sono queste risate che mi fanno capire che per me è stata decisamente la scelta giusta.

VVB mamme! Al prossimo articolo e ricordate:

“Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere” by Paulo Coelho

Simonetta Pamela Cavalli

 

 

Mamme Glam: Cerimonia in vista.. AAA Vestito Cercasi!!

Hai ricevuto un invito ad un matrimonio e non sai cosa indossare?

 

Ciao mamme!

La primavera finalmente è con noi e, a parte qualche giornata grigia che vuole ricordarci che ci siamo lasciati alle spalle l’inverno solo da poche settimane, il sole comincia a splendere e a farci sentire il suo calore 🙂

E con l’arrivo della primavera, anche voi avete ricevuto l’invito di partecipazione ad un matrimonio?

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Allora pensiamo subito al vestito da indossare per l’occasione! Ma… il matrimonio sarà tra qualche settimana o tra un paio di mesi… e il mio pancione per allora sarà ancora piu grosso… cosa mi metto??!!??

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Non preoccupatevi!

Per fortuna il mondo fashion ci corre in aiuto proponendoci abiti che sono sempre di tendenza e che ci faranno sentire a nostro agio anche nelle occasioni piu importanti.

Non è possibile qui elencare le innumerevoli possibilità, anche dettate dalle varianti possibili presenti ad ogni matrimonio: location, formalità, stagione, orario di svolgimento, ecc. Ma cercherò di darvi dei suggerimenti base, che vi aiuteranno a togliervi d’impaccio.

Se siete all’inizio della gravidanza, la pancia non è ancora troppo prominente e la cerimonia non è troppo formale, possiamo ricorrere al wrap dress. Pensate, nasce nel 1973, lanciato da Diane Von Fürstemberg, ma è ancora super attuale

Il drappeggio sul davanti e la cintura in vita o sotto al seno aiutano a camuffare rotondità che preferiamo nascondere in questa fase.

I tessuti devono essere morbidi e scivolati.

Per una cerimonia che si svolge di pomeriggio, il cocktail dress con drappeggi o disegni strategici nei punti giusti, è l’ideale.

COCKTAIL DRESS

Per una cerimonia che si svolge invece in ore serali o laddove richiesto dal dress code dettato dalla sposa, potete optare per l’abito lungo.

Anche per le gravidanze più avanzate l’abito stile impero è perfetto!

Fantasie floreali e colori pastello per il pomeriggio e colori piu intensi man mano che si avvicina la sera, fino al verde intenso, blu notte e al viola.

Non solo si adatta perfettamente alle forme del nostro corpo, ma ci permette di celare sotto il vestito scarpe comode che ci regalano maggior comfort per le gambe ed i nostri piedi.

Un’ottima soluzione sia per il giorno che per la sera, è la Jumpsuit! La jumpsuit può essere indossata nella vita di tutti i giorni nelle sue versioni piu sportive, ma è adatta anche ad una cerimonia, con il pantalone largo e tessuti scivolati

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E gli accessori?

  • Per il giorno va bene una borsa di grandezza media, per la sera invece meglio optare per una pochette o una clutch.
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  • Le scarpe chiuse o aperte? Dipende dal luogo in cui si svolge la cerimonia e dalla formalità o dal dress code richiesto. In generale andrebbero chiuse, ma oggi i matrimoni sono meno formali e si può optare anche per scarpe aperte o addirittura sandali gioiello se si svolge al mattino. Non dimenticate che siete incinta, le temperature saranno piuttosto elevate e le nostre estremità tenderanno a gonfiarsi.
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  • I gioielli dovrebbero essere piu discreti per eventi che si svolgono al mattino. Sono ammessi gioielli piu importanti alla sera. Ovviamente, ricordiamoci che gli abbinamenti devono essere bilanciati: se indossiamo un abito ricco di motivi o già adorno di dettagli, meglio non esagerare con vistosi orecchini o collane sgargianti
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In generale:

  1. evitiamo tutto ciò che attira l’attenzione sul punto vita, come fibbie o orli che finiscono proprio sulla pancia.
  2. Ricordate che l’attenzione dell’occhio cade sempre dove ci sono punti di stacco.
  3. Cerchiamo di indossare abiti con linee e drappeggi diagonali, possibilmente che partano da sotto il seno
  4. I colori dell’abito che indosseremo dipendono dalla formalità della cerimonia, ma in generale saranno colori pastello per la cerimonia al mattino e si intensificheranno verso sera. I motivi floreali e gli abiti fantasia vanno bene, ma sono meno formali.
  5. Le spalle, in caso di cerimonia in chiesa, vanno coperte. Quindi non dimenticate di portarvi una stola, un coprispalle o una giacca, a seconda dell’outfit che avrete scelto. Super consigliata anche se l’evento si svolge di sera, quando la temperatura comincia a scendere.

Bene! Anche per questa volta è tutto!

Se volete approfondire o avete bisogno di suggerimenti personalizzati, non esitate a contattarmi!

Alla prossima!

Elena Beaupain

Image Consultant

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Remmy, un’idea che può salvare tuo figlio!

Remmy, il dispositivo che ti avvisa della presenza del tuo bambino sul seggiolino in auto.

Corre l’anno 2013, è estate e il telegiornale parla, di nuovo, di un bambino dimenticato in auto nel parcheggio del posto di lavoro di papà e morto per ipertermia.

Carlo e Michele, colleghi che lavorano per una società di consulenza direzionale di Bologna, si incontrano al lavoro, sono sconvolti dalla notizia ed increduli che un fatto simile possa accadere ad un genitore: dimenticare in auto la cosa più cara al mondo, come può essere? Come può succedere? Come poter evitare casi che sembrano continuare a ripetersi di anno in anno?

“L’immagine di una persona che, arrivando trafelata al lavoro, spegne la macchina e il dispositivo emette un avviso sonoro ricordandogli che il figlio è a bordo, mentre doveva lasciarlo all’asilo. Nella fretta invece si è trovato nel parcheggio dell’ufficio. E’ come se Carlo e Michele stessero guardando un film. Vedono questa persona che si gira verso i sedili posteriori e vede il bimbo, un angioletto addormentato serenamente nel suo seggiolino. Lo guarda sorridendo e gli sussurra “Cucciolo, scusami, devo pensare di piu a te”. Poi guarda il semplice dispositivo che ha nell’accendisigari e pensa “Grazie, chiunque tu sia che hai inventato uno strumento simile. Grazie di cuore.” E una lacrima timidamente gli scende sulla guancia.”

Questo pensiero è il motore che fa nascere la scintilla grazie alla quale oggi esiste Remmy Car Baby Allert, acquistabile sul sito www.remmy.it o, ad un prezzo speciale per le mamme iscritte, nel gruppo di acquisto solidale Essere mamme a Vicenza presente su Facebook

A me non può succedere:

“A me non può capitare! Viaggiamo sempre in due in auto, se lo dimentico io lo ricorda il papà…” oppure “Sono un papà super apprensivo e ho in mente sempre e solo il mio bambino…”

Questi sono pensieri con i quali molti genitori pensano di assicurare la salute e la salvaguardia del proprio bambino di fronte a casi come quelli che, purtroppo, ogni anno tornano a far parlare i telegiornali.

Gli esperti assicurano invece che può capitare davvero a chiunque. Fattori di stress dovuti a sovraccarico di impegni, preoccupazioni di lavoro e familiari, oppure la mancanza di sonno, possono facilitarne l’insorgere. I fatti di cronaca dimostrano, però, che il black out (più precisamente detto amnesia dissociativa transitoria) può verificarsi anche in situazioni di apparente tranquillità e senza un reale preavviso.

Non esiste un profilo-tipo del genitore che dimentica il figlio in macchina: capita a gente solitamente distratta come anche ai maniaci dell’organizzazione e del tutto-sotto-controllo, a persone molto colte e a persone con bassi livelli di istruzione. Tra i genitori incorsi in questa disgrazia negli ultimi anni ci sono: una dentista, un postino, un assistente sociale, un poliziotto, un commercialista, un soldato, un rabbino, un’infermiera, una veterinaria, un ingeniere, un docente universitario e una pediatra.

Ogni volta l’incidente si ripete secondo una successione di eventi molto simile: un genitore particolarmente stanco, stressato o agitato per qualche cambiamento imprevisto nella routine quotidiana, dimentica di lasciare il figlio da qualche parte (di solito all’asilo nido, ai nonni o alla baby sitter) e prosegue la giornata come se lo avesse fatto. Poi – dopo poche o molte ore, ma sempre troppo tardi – arriva un momento in cui un qualche segnale ricorda al genitore l’irreparabile disattenzione, di solito una telefonata del coniuge, dei nonni o della baby sitter o qualsiasi cosa che rievochi il pensiero del figlio. Segue una disperata corsa verso la macchina parcheggiata sotto il sole e la scoperta, tragica. Ma ci sono anche casi di genitori che tornano in macchina e – senza accorgersi del corpo sul seggiolino sul sedile posteriore – non si rendono conto di quel che è successo finché non tornano all’asilo nido per riprendere il figlio che non hanno mai lasciato lì.

La storia di Bryce raccontata dalla mamma Lyn che lo dimenticò in auto QUI

Nel Giugno del 2015 a Vicenza, Gioia, di appena 17 mesi, è morta dimenticata in auto. I genitori, insieme alla bimba e ad altri due figli, erano usciti in auto per andare a messa e a fare dei giri in centro. Tornati a casa, hanno parcheggiato la vettura nel parcheggio vicino all’abitazione e sono scesi tutti dall’auto. Forse distratti per essersi messi a conversare con un vicino, i due non si sono resi conto che, mentre gli altri due figli erano scesi dall’auto, Gioia era rimasta sul seggiolino. Solo alcune ore dopo, la coppia si è accorta che la piccola non era in casa. Inutile la corsa all’auto parcheggiata e l’allarme al 118

Nel luglio del 1998 a Catania un ingegnere, 37 anni, parte da casa verso le 8 di mattina con il figlio più piccolo(ha altri due gemelli di quattro anni) legato sul seggiolino per bambini nel sedile posteriore. Lo deve lasciare all’asilo per poi andare al lavoro. Andrea, due anni, si addormenta e il padre si dimentica di lui, invece di lasciarlo a scuola tira dritto e parcheggia l’auto davanti allo stabilimento dell’azienda in cui lavora. La moglie, avvocato, verso le 14 chiama il marito che, solo a quel punto, si rende conto di ciò che ha fatto. Corre all’auto, che nel frattempo è diventata la tomba rovente di Andrea, morto ustionato e asfissiato.

Il 30 maggio del 2008 a Merate(Lecco) la piccola Maria compie due anni. La mamma, un’insegnate, deve andare al lavoro, la festa è rimandata alla sera quando con il marito, astronomo, e gli altri due figli si ritroveranno a casa. La donna parte in auto con la bimba per portarla a casa della baby sitter. Invece arriva direttamente a scuola e lascia Maria in auto. Quando alle 13 la baby sitter chiama la donna per sapere come mai non le è stata portata Maria la madre si rende conto che la bimba è rimasta in auto e la trova agonizzante. Morirà poco dopo.

È il 23 maggio del 2011 e la scena si ripete, questa volta a Teramo. Il padre di Elena, 22 mesi, docente universitario alla facoltà di veterinaria di Teramo invece di portare la figlia all’asilo la dimentica in auto. La ritrova alle 13 già senza conoscenza, la bambina morirà dopo tre giorni di coma in terapia intensiva. La donazione dei suoi organi ha aiutato a vivere altri tre bambini.

Il 18 maggio del 2011 a Teramo muore Elena Petrizzi, 22 mesi, lasciata per 5 ore in auto dal padre che va a lavorare convinto di aver già accompagnato la piccola alla scuola materna. I genitori, dopo giorni di strazio, danno il via libera per l’espianto degli organi. Quello che è successo a Lucio, dice la moglie Chiara Sciarrini, incinta all’ottavo mese, «può capitare ad ognuno di noi, perché non ci si ferma mai». Pochi giorni dopo, un’altra tragedia. Jacopo, 11 mesi, muore sotto il sole di fronte al club velico del Trasimeno. I genitori pensavano che non fosse lì.

Altri casi di cronaca QUI

Come può succedere:

Nel cervello umano alcune strutture evolutivamente più recenti e raffinate, cui corrisponde la nostra mente cosciente, sovrastano altri tipi di strutture primordiali a cui affidiamo le nostre azioni abitudinarie e automatiche, come per esempio guidare da un punto A a un punto B senza averne alcuna consapevolezza, e senza poi neppure ricordare che strada abbiamo preso.

In condizioni di particolare stress a volte capita che queste strutture inferiori prendano il sopravvento su quelle superiori, e che i circuiti della memoria vengano letteralmente sovrascritti, finché non arriva un segnale a riavviare il sistema (il pianto del bambino, una battuta o una telefonata di qualcuno che chiede di lui).

La memoria è una macchina, e non è infallibile. La nostra mente cosciente decide la priorità delle cose in base all’importanza, ma a livello cellulare la memoria non funziona così.

In poche parole se sei capace di dimenticare il tuo telefono, sei potenzialmente capace di dimenticare tuo figlio.

Dal 1998 a oggi sono stati segnalati 600 bambini nel mondo morti per colpo di calore perché lasciati chiusi in auto. Circa il 90% di età inferiore ai tre anni. L’ipertermia grave da colpo di calore può verificarsi anche in 20 minuti, e la morte entro 2 ore. La temperatura all’interno di una macchina al sole può salire di 10 o 15 °C ogni quarto d’ora, fino a raggiungere i 50 °C anche con una temperatura esterna di soli 25 °C. Nei bambini la temperatura corporea sale più rapidamente di quella di un adulto.

Consigli pratici per evitare la dimenticanza:

Può essere utile abituarsi a mettere sotto o vicino al seggiolino chiavi, portafoglio, cellulare o comunque oggetti di cui non potremmo fare a meno.

Altra soluzione, ancora più sicura, è l’acquisto del dispositivo che segnala se il bambino è ancora in auto.

NON SOTTOVALUTARE IL PROBLEMA E NON SOPRAVVALUTARTI: BASTA UNA VOLTA, UN SOLO ERRORE!

Se sei un membro del “Gruppo di acquisto solidale Essere mamme a Vicenza” potrai acquistare il dispositivo ad un prezzo vantaggioso: dispositivo singolo ad € 50 + € 2 di spese di spedizione e il dispositivo doppio (con unico attacco nell’accendisigari ) ad € 70 + € 2 di spese di spedizione.

Per maggiori informazioni chiedi iscrizione al Gas di Essere mamme a Vicenza! (Per richiedere iscrizione è necessario essere membri del gruppo Essere mamme a Vicenza, gruppo rivolto a sole mamme -o aspiranti tale- di Vicenza e provincia).

Nella foto Edward Hynes disperato accanto al seggiolino in cui è morta sua figlia Mackenzee di tre mesi e mezzo dopo essere stata lasciata in auto in un parcheggio in Florida nel 2004

Fonti: www.remmy.it – www.ilpost.it – www.ilgiornale.it

 

Amici fino a prova contraria

“Amici fino a prova contraria” è un paradigma innato in ognuno di noi fin dalla nascita.
Fa parte del nostro DNA, come animali sociali, partire dal presupposto che l’altro ci è amico finché non ci dimostra il contrario.

Lo confermano gli studi e le ricerche di Michael Tomasello, psicologo evoluzionista americano (per approfondimenti: Tomasello M. (2010), Altruisti nati, perché cooperiamo fin da piccoli, Bollati Boringhieri) che ha osservato e paragonato i comportamenti degli scimpanzé e dei bambini tra i 14 e i 18 mesi, evidenziando non solo che sono più intelligenti dei primati (ma questo lo sapevamo già), ma anche che i bambini sono altruisti senza sovrastrutture, inclini alla cooperazione e propensi all’aiuto in modo naturale.

Già da adolescenti, in un gran numero di casi, il paradigma cambia in “nemici fino a prova contraria”.
Che cosa è successo nel frattempo?
Una serie di eventi, esperienze, accadimenti hanno portato a mettere in atto degli allenamenti (pensieri e comportamenti reiterati nel tempo che diventano abitudini) che si traducono, nella peggiore delle ipotesi (ma non tanto rara), a dubitare dell’altro, ad essere diffidenti e a interpretare nel peggior modo possibile qualsiasi comportamento proveniente da chi non si conosce, a vivere nel terrore di essere fregati.

In altre parole, si chiudono tutti i ponti possibili al reciproco scambio e quindi alla relazione con l’altro.
In tal senso l’allenamento produce individualismo ed egoismo. Il motto per eccellenza di questo tipo di persone è “vivi e lascia vivere”.
Ma se l’essere umano è un animale sociale, come fa a essere felice se vive schivando o difendendosi dagli altri?

Proviamo a riflettere: in quali situazioni possiamo dire di essere felici?
Scommetto che c’entra sempre qualcuno (un familiare, un caro amico, ecc).

Dunque la felicità è il prodotto delle nostre relazioni benefiche.

All’interno di queste relazioni (che definiamo benefiche perché ci fanno sentire bene) possiamo esprimere al meglio le nostre potenzialità, cioè quei comportamenti che ci fanno provare emozioni positive e sentimenti gratificanti, non solo a noi, ma anche a coloro a cui i nostri comportamenti sono rivolti.

Quali sono le vostre?

E qui, su Essere mamme a Vicenza, che significato ha per ognuna di noi essere “Amiche fino a prova contraria”?

Beatrice De Filippis

 

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Beatrice De Filippis, coach umanista, partner della Scuola Italiana di Life & Corporate Coaching; formatore e consulente aziendale in ambito Risorse Umane.

Email: beatrice.defilippis@gmail.com
Facebook: https://www.facebook.com/beatrice.defilippis