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Il Belly Painting by Lorenart

Oggi Essere mamme a Vicenza ha intervistato una mamma, un’amica e una bravissima artista: Lorena Farinella!

Chi ci segue da qualche tempo ha già avuto modo di conoscere la professionalità e il talento di Lorena grazie all’inimitabile truccabimbi che propone ogni anno nel nostro spazio all’interno della fiera Children and Family e grazie alle tante mamme che hanno vinto un servizio di belly painting in occasione dei nostri contest!

Ma conosciamola meglio grazie a questa intervista!

Chi è Lorena Farinella e com’è nata Lorenart?

Ciao! Sono Lorena Farinella e abito a Vicenza!

Dopo studi in restauro architettonico, mi sono dedicata al mondo della decorazione, avvicinandomi negli ultimi anni alla pittura sulla pelle.

Tutto nasce grazie alle prime festicciole dei miei due figli, dove ho iniziato a proporre il servizio di truccabimbi e in cui ho scoperto questo mondo di colori e di pennelli sulla pelle.

Lorenart è il mio nome d’arte, nato circa 6-7 anni fa, all’inizio ho proposto un sacco di servizi legati al mondo dell’arte e quindi pitture e decorazioni su qualsiasi supporto: a terra, sui soffitti, sui muri, sull’asfalto, sul legno, sui coppi, sulla stoffa, sul vetro e chi più ne ha più ne metta.

Da quando mi sono avvicinata al mondo dell pittura sulla pelle, propongo servizio di truccabimbi, face painting, trucco creativo, belly painting e body painting.

Il belly painting by Lorenart

Il body painting è un’arte in cui il modello o la modella viene completamente dipinto/a ed è utilizzato soprattutto in eventi e manifestazioni particolari oppure in concorsi a cui ho partecipato e qualcuno ho anche vinto.

Che cos’è il Belly Painting?

Il belly painting è un’arte molto antica e consiste nel dipingere la pancia di una futura mamma.

Un servizio finalizzato a realizzare un servizio fotografico un pò particolare e colorato ma anche a creare un momento di benessere, un’esperienza positiva e rilassante per la mamma e per il suo bambino.

Il belly painting è un regalo che si può fare ad un’amica, ad una sorella o ad una collega, oppure che i mariti/compagni possono fare alle mogli/compagne.

Per eseguire la decorazione utilizzo colori professionali per la pelle, pennelli e spugnette morbide.

Ci racconti un episodio particolare e simpatico?

E’ molto particolare, durante il belly painting, vedere che la tela che stai dipingendo non sta ferma, il bimbo che è nella pancia si muove, mettendo alla prova l’abilità e della pittrice!

Di sicuro l’episodio più strano, ma allo stesso tempo simpatico, è stato accontentare la richiesta di una futura mamma che ha voluto fare una sorpresa al futuro papà facendosi dipingere un trattore, la sua grande passione!

Cosa vuoi dire alle mamme?

A tutte le future mamme vorrei augurare di vivere una splendida gravidanza, senza pensieri!

E ora con il problema del Covid19?

In quest’ultimo periodo, noi belly painter, siamo “costrette” a seguire delle nome igieniche molto particolari ma io lo faccio con piacere!

Se desiderate farvi questo regalo vi aspetto nel mio studio a Vicenza o vengo io direttamente a casa vostra!

Ringrazio Essere mamme per questa intervista, vi saluto e vi mando un bacio!

Potete contattare Lorena telefonicamente al n: 340.4605383 oppure alla e-mail: farinella1975@gmail.com

Seguite i suoi lavori sulla mia pagina Facebook e sul suo sito www.lorenart.it

La fertilità al femminile

Possiamo immaginare la fertilità come una terra prospera, una terra in grado di donare frutti. La fertilità è la via attraverso cui una donna può diventare madre. Ci accompagna con la sua ciclicità per gran parte del nostro percorso e come la luna, ad ogni rivoluzione, ci offre l’opportunità di dare la vita.

essere mamma
Donna e fertilità

Nel gruppo EmaVi lo sappiamo bene, diventare mamme è stupore, meraviglia, è il miracolo della vita che ci viene messo tra le braccia.
Il nostro essere mamme è stato possibile anche grazie alla nostra fertilità.
Ma il percorso non è sempre facile, non per tutte.

Alla fertilità si contrappone il suo lato oscuro: l’infertilità.
Questa condizione possa inosservata finché non ci sfiora il pensiero di diventare madri.
Si parla di infertilità quando non avviene concepimento naturale dopo almeno un anno di tentativi.
E’ in quel momento che diventa un problema psicologico, fisico, mentale, spirituale. 

L’infertilità arriva a colpire fino al 30% della popolazione femminile, rappresentando un problema tutt’altro che secondario.
I fattori che influenzano la fertilità sono molteplici. Su alcuni di questi possiamo avere pieno controllo, su altri no. 

Alterazioni dell’apparato riproduttivo

Questo tipo di fattori possono colpire l’apparato riproduttivo a diversi livelli:

  • Se sono le ovaie a non funzionare correttamente si può avere un’ovulazione irregolare (disovulazione) o totale mancanza di ovulazione (anovulazione). Le possibili cause possono essere dovute alla sindrome dell’ovaio policistico o ad insufficienza ovarica.
  • Se è l’utero la causa dell’infertilità potrebbe essere a causa di malformazioni (fibromi, polipi) o alterazioni del muco cervicale che impediscono un corretto impianto dell’embrione.
  • Se il problema riguarda le tube, si parla di ostruzione o parziale ostruzione delle stesse causate principalmente da infezioni o infiammazioni croniche. Questo ostacola il transito dell’ovocita verso l’utero.
  • L’endometriosi è una patologia che causa la formazione di tessuto endometriale al di fuori dell’utero (es. sulle tube o sulle ovaie) impedendo il corretto funzionamento delle strutture in cui si sviluppa.Tutte queste problematiche possono essere trattate a livello medico.

Età

L’età di una donna è un fattore solo parzialmente controllabile ma rappresenta il principale problema quando si parla di fertilità.
Intorno ai 32 anni si ha un primo declino della fertilità, dopo i 37 anni questo diventa più rapido al punto che mano a mano che si avvicina l’età della menopausa le possibilità si approssimano allo zero. 

Ambiente

Una grave minaccia per la fertilità ci arriva dai fattori ambientali cui veniamo esposte in modo persistente.
Questi riguardano l’esposizione a pesticidi, metalli pesanti, residui della plastica (es. bisfenoli e pftalati), inquinanti provenienti dalle produzioni industriali, agli agenti chimici contenuti in prodotti cosmetici, per l’igiene della persona e degli ambienti (es. parabeni), nei coloranti per gli indumenti, ecc.   

Nell’insieme queste sostanze prendono il nome di distruttori endocrini perché alterano i meccanismi ormonali che regolano i processi riproduttivi, influendo anche su utero e ovaie. Possono agire in due modi: bloccando gli ormoni o sostituendosi ad essi (si dice che mimano gli ormoni).
In ogni caso il risultato è lo stesso: diminuzione della fertilità o totale infertilità.

Alcuni esempi: 

  • un effetto dei pesticidi (contenuti nei cibi) e dei parabeni (contenuti nei cosmetici) è quello di ridurre i livelli degli ormoni sessuali e anticipare l’insorgenza della menopausa; 
  • l’esposizione a metalli pesanti invece può compromettere il buon esito di una gravidanza;
  • i residui delle plastiche o delle produzioni industriali possono compromettere la funzione dell’utero, contribuire all’endometriosi e ridurre la fertilità a vari livelli.

Noi però abbiamo la possibilità di controllare l’esposizione ad alcuni di questi distruttori endocrini.
Come? Effettuando scelte consapevoli riguardo ai prodotti che acquistiamo (cibi non trattati, cosmetici che non contengono sostanze pericolose, indumenti con tessuti e coloranti naturali, ecc.).

Nel nostro gruppo EmaVi for Future, molte mamme attente ed informate possono aiutarvi in queste scelte dandovi preziosi suggerimenti. 
Per altri fattori purtroppo non possiamo fare molto in quanto vengono sistematicamente riversati nel nostro ambiente che ne risulta altamente contaminato. In questo caso la battaglia da condurre è molto complessa, ma va fatta per il bene collettivo.   

Stile di vita e dieta

Se uno stile di vita disordinato e un’alimentazione errata possono peggiorare la nostra fertilità, al contrario, delle buone abitudini possono migliorarla notevolmente.
Eccovi alcuni esempi.

Fumo, abuso di alcol e caffè: possono ridurre la riserva ovarica ossia il nostro stock di ovuli, le cartucce che ci possiamo giocare per diventare mamme, diminuendo le chance di concepire e di portare a termine una gravidanza. 

Eccessiva attività fisica: comporta alterazioni del ciclo mestruale, fino alla sospensione completa dell’ovulazione per l’eccessiva produzione di alcune sostanze, come il cortisolo.

Stress: un’altra componente che, quando si accompagna ad ansia e depressione, può alterare la maturazione degli ovuli portando ad irregolarità del ciclo mestruale. Chi non ha mai sperimentato un evento del genere?
Purtroppo quasi tutte abbiamo avuto a che fare con periodi difficili e le ripercussioni sul nostro ciclo mestruale sono quasi immediatamente evidenti.

Dieta: è necessario prestare attenzione sia al peso eccessivo che a quello ridotto, perché rappresentano un altro grande problema per il concepimento.
Se essere sottopeso comporta disfunzioni a livello ovulatorio (ciclo mestruale irregolare o amenorrea), il sovrappeso e l’obesità possono alterare la maturazione degli ovociti, ma anche compromettere lo sviluppo e l’impianto dell’embrione. 

A questo possiamo aggiungere il rischio di sviluppare, durante la gravidanza, il diabete gestazionale, l’ipertensione e avere un parto prematuro.

Una dieta equilibrata e sana può sicuramente migliorare la fertilità, aumentare le probabilità di concepimento, riducendo i rischi per la gravidanza.

Cosa fare in concreto?

  1. Tieni sotto controllo il peso: è fondamentale! Iniziare una gravidanza in sovrappeso o in stato di obesità, oltre ai problemi citati precedentemente, può comportare eccessivo accumulo di peso e difficoltà a smaltirlo successivamente. 
  2. Assumi carboidrati buoni, ricchi di fibra, da cereali integrali riducendo tutti gli zuccheri semplici.
  3. Alterna le proteine di origine animale (carne, pesce, uova, latticini) con quelle di origine vegetale (legumi).
  4. Scegli bene i tuoi grassi: non è momento di fare una dieta low-fat, è invece il momento di evitare l’assunzione di troppi grassi saturi e grassi del tipo trans. Privilegia i grassi monoinsaturi (olio extravergine di oliva) e polinsaturi (pesce e frutta oleosa). 
  5. Assumi tutte le vitamine di cui hai bisogno da verdura e frutta, che vanno consumate in abbondanza.
  6. Ricordati di assumere acido folico. Questo non aumenterà la tua fertilità ma certamente aiuta il corretto sviluppo del tubo neurale, che da origine al cervello e al midollo spinale, nelle primissime settimane di gravidanza.
  7. Assumi un’adeguata quantità di ferro: nei vegetali ce n’è molto di più che non nella carne, solo che è più difficile assimilarlo. Per superare questo problema è necessario assumere anche Vitamina C. Come fare? Torna al punto 5!
  8. Se non sei sicura di avere una dieta equilibrata, parla con il tuo medico di fiducia che ti aiuti a scegliere un multivitaminico adatto a te.

Affrontare la gravidanza con consapevolezza di ciò che è bene per te e il tuo bambino, ti aiuterà a vivere al meglio questo periodo così delicato e unico della tua vita. Che tu stia pensando ad una gravidanza o che lo sia già, se hai dubbi sulla tua alimentazione, non esitare a rivolgerti ad uno specialista di fiducia che sappia guidarti nel percorso più adatto a te.

Fonti

http://www.salute.gov.it/portale/fertility/dettaglioContenutiFertility.jsp?lingua=italiano&id=4553&area=fertilita&menu=fisiologia

http://www.salute.gov.it/portale/fertility/dettaglioContenutiFertility.jsp?lingua=italiano&id=4556&area=fertilita&menu=stilivita

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6568019/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5479690/

Autore

Francesca Rigon – Autrice – cura la rubrica “Una mamma per nutrizionista”

Mamma di Raffaele dal primo giorno del 2018. Mi sono laureata in Biologia Evoluzionistica a Padova nel 2009 dove ho conseguito anche un Dottorato di Ricerca in Bioscienze e Biotecnologie nel 2012 e infine un Master Internazionale in Nutrizione e Dietetica con una tesi sullo svezzamento nel 2017.

Il mio interesse per la nutrizione si concretizza con la scoperta dell’esistenza di Raffaele, anche se le sue radici sono ben più profonde.

Quindi mi sono chiesta: perché non unire due grandi mondi, l’essere mamma e l’essere nutrizionista, in un’unica realtà da condividere con altre mamme?

Da qui il nome della rubrica “Una mamma per nutrizionista

Certa che sarà un’avventura che mi permetterà di crescere assieme a molte di voi, sono orgogliosa e lieta di potermi occupare di questo spazio.

Covid-19: Gravidanza e post parto durante l’emergenza

Covid-19: Gravidanza e post parto durante l’emergenza

Scritto da Mariella Cotelli, ostetrica, IBCLC L-107274 (IBCLC, Consulenti Professionali in Allattamento).

Titolo originale “Emergenza Corona virus, gravidanza e post parto, facciamo chiarezza”.

Corona virus, come incide su gravidanza e parto. Facciamo un punto ad oggi, gli studi scientifici in corso sono in continua evoluzione.

Il nuovo Corona virus è stato identificato per la prima volta in Cina, precisamente nella provincia di Hubei, alla fine del 2019.

Fa parte della famiglia dei Corona virus i quali si trasmettono da una persona infetta all’altra attraverso la saliva, tossendo e starnutendo; toccando occhi, naso e bocca con le mani contaminate cioè non ancora lavate. Si stima che il periodo di incubazione possa  variare da 2 a  14 giorni.

Questo virus provoca una sindrome respiratoria chiamata COVID-19, diffusasi anche in Italia con un numero molto elevato di casi clinici.

Vista la rapidità con cui il virus  si diffonde, l’11 Marzo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha dichiarato lo stato di pandemia.

Teniamo comunque presente che è un virus nuovo, quindi gli studi scientifici in corso sono in continua evoluzione, le indicazioni potrebbero cambiare seguendo le evidenze di casistiche più ampie.

Particolare attenzione vorrei porre alla salute delle donne che aspettano un bambino, che hanno appena partorito, che stanno allattando.

Mamma  in gravidanza

I dati oggi disponibili riguardo la suscettibilità delle donne in gravidanza sono confortanti: il rischio che possono correre è sovrapponibile a quello della popolazione generale. Inoltre non è stata rilevata la presenza del Corona virus nel liquido amniotico o nel sangue del bambino prelevato dal cordone ombelicale: per ora nessun bambino nato da madre infetta è risultato positivo.

Questi dati ci permettono di concludere che non vi è trasmissione del virus dalla mamma al bambino durante la gravidanza. Ciò non toglie l’importanza di rispettare le raccomandazioni generali preventive quali: evitare il contatto con soggetti con infezione certa o sospetta e il lavaggio accurato e frequente delle mani.

… dopo il parto…

Le evidenze scientifiche presenti attualmente ci confortano anche nel periodo che segue alla nascita del bambino: infatti i pochi casi neonatali positivi per il Corona virus, descritti durante l’epidemia di Wuhan, hanno manifestato una sintomatologia non grave e con esito favorevole. Sulla base dei dati presenti in letteratura, l’infezione da corona virus in età pediatrica ha quindi un decorso e una prognosi migliore rispetto agli adulti e i decessi sono estremamente rari.

Mamma  con  Covid-19

Una  neo-mamma con Covid- 19, dovrebbe attuare tutte le precauzioni possibili per ridurre il rischio di trasmissione del virus al suo bambino: usare la mascherina, lavare accuratamente le mani, avere qualcuno vicino che possa gestire il bambino quando non lo sta allattando, nei momenti di riposo garantire il distanziamento tra mamma e bambino allontanando la culletta per circa due metri dal letto materno.

Parto

In caso di infezione da Corona virus non è indicato il taglio cesareo, la donna può partorire spontaneamente.

Allattamento

La mamma  malata può allattare il suo bambino, perché nel latte materno, non è mai stata trovata traccia di Corona virus.

L’allattamento non è controindicato: infatti, le più autorevoli società scientifiche (OMS, ROYAL COLLEGE, ISS),  lo raccomandano, sottolineando l’effetto protettivo del latte materno, grazie alla presenza degli anticorpi, aspetto non trascurabile.

Ogni singola situazione clinica andrà poi valutata tenendo conto del desiderio della famiglia di non separasi dal proprio bambino, dello stato di salute della mamma e della situazione epidemiologica locale.

L’OMS afferma inoltre che nelle prime ore dopo il parto, quando possibile, bisognerebbe permettere alla mamma e al suo bambino di stare insieme praticando il rooming in (stare nella stessa stanza di ospedale 24 ore su 24) ed effettuare il pelle a pelle per facilitare l’avvio dell’allattamento e rafforzare il legame mamma-bambino. La Royal College sostiene che l’allattamento andrebbe raccomandato in quanto i benefici che ne trae il neonato sono superiori ai rischi relativi alla vicinanza con la madre infetta.

Spremitura manuale  Qualora si ritenesse necessaria la separazione e quindi l’allattamento non potesse avvenire direttamente al seno, la mamma dovrebbe essere incoraggiata e sostenuta nella pratica della spremitura manuale per mantenere la lattazione e per garantire al suo bambino l’assunzione di latte materno. Il latte spremuto non richiede la pastorizzazione. L’ideale sarebbe avere una persona adulta che si prenda cura del piccolo o che lo nutra con il latte materno tirato.

Anche durante questa pratica le norme igieniche sono fondamentali: lavare le mani prima e dopo la sessione di spremitura del seno; durante la somministrazione del latte spremuto al bambino, indossare la mascherina, al termine dell’operazione  lavarsi  nuovamente le mani.

Rooming in  Qualora mamma e bambino condividano la stanza (sia in ospedale che a casa), bisognerebbe distanziare la culla almeno a 2 metri dalla madre, areare la stanza frequentemente.

Terapia

I farmaci attualmente disponibili – il Lopinavi, Ritonavir e Idrossiclorochina – sono compatibili con gravidanza e allattamento.

Ultima indicazione, ma non meno importante, è quella di “tenere lontani” parenti e amici quando si è in gravidanza o si ha appena partorito: evitiamo i contatti se non necessari per ridurre al minimo il rischio dei contagi.

La puerpera oltre a gestire lo stress e le difficoltà di essere diventata mamma, ha addosso anche tutto il peso dell’epidemia in corso, quindi aiutiamola riducendo i contatti diretti per non sottoporla a inutili rischi. Il neonato ha bisogno delle braccia della sua mamma e del suo papà, più avanti ci sarà l’opportunità di trasmettergli coccole in tutta sicurezza.


Bibliografia

SIN (Società italiana di neonatologia); EPICENTRO (Istituto Superiore di Sanità); OMS (Organizzazione Mondiale di Sanità); UPPA (Un  pediatra per amico, Bambini e Covid).


In collaborazione con:

L’educazione

Periodico trimestrale di pedagogia e cultura a divulgazione gratuita

A cura di Mariella Cotelli, Ostetrica e Consulente Professionale in Allattamento

 

Allattare al seno: un investimento per la vita

Allattare al seno: un investimento per la vita

Essere mamme a Vicenza sostiene l’allattamento al seno e le buone pratiche per un allattamento consapevole.

Oggi vi proponiamo le linee guida dell’OMS (Organo Mondiale della Sanità) e dell’Unicef 2018, promosse dal Ministero della Salute e divulgate attraverso un opuscolo chiaro e di facile consultazione (cliccate sul link sottostante):

Linee guida allattamento al seno Ministero della Salute

All’interno dell’opuscolo troverete tante informazioni utili per tutto il periodo che va dalla gravidanza al rientro al lavoro e al proseguimento dell’allattamento oltre i 2 anni di vita del bambino.
L’indice cita le seguenti voci:
L’IMPORTANZA DELL’ALLATTAMENTO
  • Un modo per comprendere e soddisfare
  • i bisogni del tuo bambino
  • Naturalmente mamma
  • Allattamento: unico ed ineguagliabile
  • Allattare è un diritto
  • Si parte!
  • Il contatto pelle a pelle
IN QUALE MODO ALLATTARE
  • Posizioni ed attacco
  • Attacco al seno guidato dal bambino o posizione semi-reclinata
  • Come capisco che è attaccato in maniera adeguata?
  • Sentirò dolore?
  • Sarò capace?
  • Come faccio a capire che ha fame?
ALLATTAMENTO A RICHIESTA e prevenzione dei problemi del seno
  • Quando allattare? Quante volte?
  • Il latte viene allattando
  • Quanto dura una poppata?
  • Uno o entrambi i seni per ciascuna poppata?
  • Ma ho abbastanza latte?
  • Come prevenire i problemi al seno?
  • Le ragadi
  • L’ingorgo mammario
  • La mastite
I PRIMI GIORNI
  • Allattare da subito
  • Travaglio e parto
  • In sala parto
  • Ma quando arriva il latte?
  • L’UNICEF e gli Ospedali Amici dei Bambini
  • I 10 passi degli Ospedali Amici dei Bambini
  • Codice etico sostituti del latte materno
ALLATTARE E LAVORARE si può!
  • Informazioni utili a decidere
  • Riposo lavorativo per allattamento
  • Congedo parentale
  • Spremitura del latte
  • Cosa fare prima di iniziare la spremitura
  • Spremitura manuale
  • Il tiralatte
  • A) Tiralatte manuali
  • B) Tiralatte elettrici
  • Se usi un tiralatte elettrico
  • Come conservare il latte materno
  • I contenitori
  • La donazione del latte (Per Vicenza: AllattandoVI)
ALLATTAMENTO, SOCIETÀ e sostegno alla donna
  • Per allattare serve una dieta speciale?
  • L’allattamento è compatibile con uno stile di vita moderno
  • Fino a quando allattare?
  • Sostegno familiare, del partner e degli amici
  • Il ritorno a casa: a chi rivolgersi?
  • Risorse web e informazioni sull’allattamento

 

FONTE: http://www.salute.gov.it/portale/home.html

Ritrova forza e serenità con la Chromoson terapia

La vita è un percorso di gioia e di tristezza.

Imparare a riconoscere le emozioni più intime e accettarle, ci aiuta a rendere migliore la qualità della nostra vita. La connessione tra emozioni – corpo -mente è molto intensa, influenza i nostri pensieri modificando l’atteggiamento con cui percepiamo la vita (pensiero positivo/negativo).

La Chromoson terapia ci aiuta a capire, accettare ed evolvere le nostre emozioni attraverso il “Chromoson Perpetuum Robur”, un apparecchio meccanico che capta i suoni, i colori e le vibrazioni provenienti dal nostro sistema solare.

Questo particolare strumento permette di fornire un significativo apporto di energia vitale tale da rigenerare il corpo ed il sistema nervoso andando ad influire positivamente sulle nostre emozioni.

La maternità è un periodo molto intenso nella vita di una donna. La continua tempesta e variazione ormonale scatena alternarsi di emozioni positive e negative scombussolando la serenità psico-fisica della neo mamma.

Le notti insonni, la stanchezza, a volte lo stress legato al non sentirsi all’altezza del nascituro mettono a dura prova ogni mamma.

La Chromoson terapia permetterà di ritrovare la gioia della maternità restituendo equilibrio emotivo e la serenità necessaria nella vita quotidiana in famiglia.


Lo studio Arc-en-ciel (per info: Enrico 349-7454670) e lo studio Le Soleil (per info: Elisa 329-5613606) propongono a Vicenza la Chromoson terapia a tutte le persone interessate a scoprire questo metodo di cura delle emozioni. Studi riconosciuti dall’ EIEHT (European Institute for Education in Holistic Terapy).

Per tutte le mamme di Essere mamme a Vicenza, il primo trattamento (di 60 minuti) è gratuito!

Per maggiori informazioni STUDIO ARC-EN-CIEL

 

 

 

Una fiera con i fiocchi! EmaVi a Children and family 2019

  1. Appuntamento imperdibile sabato 26 e domenica 27 ottobre con CHILDREN AND FAMILY, fiera del bambino e della famiglia alla sua 6^ edizione!

L’evento, interamente dedicato al mondo dei bambini e della famiglia, si svolge in due giorni di manifestazione dove gli espositori avranno modo di presentare i propri prodotti e servizi suddivisi in più aree tematiche all’interno dei 22.000 mq espositivi dei padiglioni della Fiera di Vicenza.

Chiedi QUI la riduzione compilando il modulo on line!!!

Le donne in gravidanza usufruiscono di uno speciale prezzo di ingresso!!!


Essere mamme a Vicenza sarà presente, come ogni anno, al padiglione 1 (vedi mappa).

Non farete fatica a trovarci: appena entrati, siamo perfettamente di fronte a voi (tra il colonnato al centro del padiglione 1)!

Se sei una mamma EmaVi, porta con te il nostro segno di riconoscimento:

IL FIOCCO ROSSO!

E’ sufficiente legare un nastrino rosso alla borsa o al passeggino e ci riconosceremo ancor prima di presentarci!

Essere mamme a Vicenza  vi attende con grandi novità che, siamo sicure, vi piaceranno un sacco:

  • IL CALENDARIO DELLE MAMME!!!

Avrete la possibilità di scattare una foto nel nostro specialissimo “set fotografico” che, con la professionale collaborazione de “La Tecnica“, esercente che aderisce al Progetto Card EmaVi, trasformeremo in un bellissimo calendario da appendere in casa o da regalare ai famigliari (tra un pò è Natale eh!!!)

(Per le mamme iscritte al nostro gruppo su Facebook: Avete capito a cosa serviranno i disegni dei vostri bimbi??? No?!?! Allora non vi resta che venire a scoprirlo!)

  • EMAVI FOR FUTURE: Presentiamo alle famiglie il nuovo progetto di Essere mamme a Vicenza! Una comunity per le mamme che desiderano portare l’ eco-sostenibilità nel proprio quotidiano.Potrete conoscere e toccare con meno i Pannolini Lavabili, scoprire cos’è e come funziona una stoviglioteca, grazie alla collaborazione con l’associazione Il Melograno Vicenza (ex Coccola di mamma), e molto altro!

Come ogni anno, potrai associarti alla NOSTRA ASSOCIAZIONE !

Perchè approfittare dei due giorni di fiera? Perchè l’iscrizione avrà validità non di 3 nè di 12, bensì di 15 mesi, ovvero fino al 31 dicembre 2020!


BLUD: LA GOCCIA CHE FA LA DIFFERENZA

Essere mamme a Vicenza da sempre a fianco del progetto AllattandoVi e della BLUD (Banca del Latte Umano Donato) Perchè una goccia fa davvero la differenza!

Allo stand EmaVi potrai Acquistare il miele le caramelle che aiuteranno i piccoli guerrieri ricoverati in TIN (Terapia Intensiva Neonatale) dell’ospedale San Bortolo di Vicenza.


OSTETRICHE VICINE ALLE DONNE

Anche per questa edizione saranno compagne di viaggiodi EmaVi le Ostetriche dell’Ospedale San Bortolo di Vicenza con il loro prezioso bagaglio di conoscenza.

Care mamme e future mamme, potrete rivolgervi a loro per tutte le vostre domande e curiosità oltre che avere materiale informativo sulla sala parto, l’ostetricia, l’allattamento e molto altro!


PILLOLE SALVAVITA CON OUTSPHERA FOR LIFE

Una collaborazione che va avanti da molti anni quella tra EmaVi e l’associazione Outsphera For Life.

Sabato 26 venite a conoscere l’indispensabile realtà delle manovre salvavita! Potrete ascoltare e vedere preziose pillole di pochi minuti sulle manovre di disostruzione delle vie aeree e sul primo soccorso pediatrico!

Per conoscere i dettagli sui corsi QUI


PRONTO? MAMMA CHIAMA MAMMA

Nel pomeriggio di domenica 27, sarà nostra ospite l’associazione Convivium che presenterà il progetto “Pronto? Mamma chiama mamma “.

Un prezioso supporto telefonico gratuito proposto alle donne in gravidanza e alle neo mamme a cura di mamme volontarie.


PORTI CON TE IL TUO BIMBO O LA TUA BIMBA?

Con noi, per entrambe le giornate di Children and family, ci sarà la superlativa Lorena Farinella, in arte Lorenart, che proporrà a tutti i bimbi il bellissimo truccabimbi!

Lorena inoltre ci stupirà con un particolare “attacco d’arte per sole mamme”!

(SCOPRI I DETTAGLI QUI)


A rendere FAVOLOSO lo stand EMAVI sarà con noi PEPPER AND SUGAR con un mondo di palloncini colorati!!!


ATTENZIONE!!!

Sarà allestita all’interno del padiglione 1, non lontano dallo stand EmaVi, la saletta allattamento e nursery, con le collaborazioni di:

  • Farmacia Campedello che ringraziamo per il prezioso materiale informativo e per mettere a disposizione delle mamme (SABATO 26 DALLE 15:00 ALLE 18:00) la consulente professionale in allattamento materno (con certificazione IBCLC) Daniela Nicolin!

La sala nursery e allattamento sarà indicata sulla mappa che vi verrà consegnata all’ingresso in fiera e se non la trovate… passate allo stand di Essere mamme a Vicenza che vi accompagneremo molto volentieri!

 

 

 

 

 

Il bellypainting fa capolino a Children and Family 2019 con Lorenart

Domenica 27 ottobre presso lo stand di Essere mamme a Vicenza alla fiera del bambino e della famiglia “Children and Family” (maggiori informazioni…in aggiornamento), potrete assistere ad una speciale arte “per sole mamme”: il BELLYPAINTING!

 

Cos’è il BELLYPAINTING?

E’ l’ARTE di dipingere il pancione di una donna in dolce attesa.
Proprio così! Lorena Farinella, in arte Lorenart, dipinge le pance!!!

Dopo aver dipinto su ogni tipo di supporto, (a terra, sui soffitti, sui muri, sull’asfalto, sul legno, sui coppi, sulla stoffa, sul vetro e chi più ne ha più ne metta) ora tocca alla pancia!

Lorena utilizza colori professionali per la pelle, assolutamente atossici e completamente rimovibili con acqua e sapone.

PERCHè IL BELLYPAINTING?

Lo scopo del Bellypainting è generalmente quello di fare un servizio fotografico un po’ particolare col pancione dipinto.

Lorena ci lascia questa speciale testimonianza vissuta durante l’esecuzione del bellypainting:

“Ogni volta che dipingo una pancia, la gestante si rilassa molto durante la pittura, che diventa una specie di massaggio, una coccola… di conseguenza anche il bambino si rilassa molto e, dopo un inizio “movimentato”, rallenta i movimenti fino a fermarsi del tutto e ad addormentarsi.
Insomma, ho scoperto che il Bellypainting dona alla futura mamma e al bambino una forma di benessere!”.


PARTECIPA AL CONTEST, PUOI VINCERE UNO SPECIALE BELLYPAINTING DOMENICA 27 OTTOBRE ALL’INTERNO DELLA MANIFESTAZIONE CHILDREN AND FAMILY!

Cosa devi fare?

Chiedi iscrizione al gruppo Facebook “Essere mamme a Vicenza”, cerca l’album dedicato al contest e pubblica la foto del tuo pancione entro domenica 20 ottobre. La foto con più “Like” sarà la fortunata vincitrice del bellypainting!

Ti chiediamo di partecipare SOLO se:

  • Sarai disponibile a recarti in fiera domenica 27 ottobre tra le ore 10.00 e le ore 13.00 presso lo stand di Essere mamme a Vicenza;,
  • Sarai tra l’ottavo e il nono mese di gestazione in data 27 ottobre 2019;
  • Sarai disposta a mostrarsi in fiera durante l’esecuzione del bellypaining;
  • Sarai disposta a dare il nulla osta per scattare delle foto che poi potranno essere pubblicate sui canali di EmaVi e di Lorenart;
  • Sarai d’accordo sul tema floreale che l’artista adatterà a seconda del sesso del nascituro;

Ti verrà richiesto di firmare una liberatoria per le condizioni qui sopra descritte.


LORENART: UNA VITA PER L’ARTE

“Disegno e dipingo fin da quando ero piccola.

Corsi di pittura a parte, mi sono perfezionata nel tempo con l’aiuto del mio spirito di osservazione della realtà che mi circonda e mi aiuta la tecnica dei “grandi maestri” ammirata nelle mostre che abitualmente visito.

Non mi considero un’artista, ma una “Persona Creativa”. Mi piace creare cose nuove ed inusuali, usare differenti supporti sui quali utilizzare le varie tecniche di pittura e decorazione acquisite negli anni.

Adoro i colori vivaci e i diversi accostamenti che essi formano.
Mi diverto tanto quando creo!

Dal 2014 mi dedico anche alla pittura del pancione delle donne incinte, il Bellypainting.

Dal 2016 mi sono avvicinata al mondo del face painting e body painting”.

 

17 novembre una giornata per far conoscere la prematurità

17 novembre: in tutto il mondo, da 10 anni, è la giornata dedicata alla conoscenza, sensibilizzazione e sostegno della prematurità!

 

Quando una nascita si dice prematura?

I bambini prematuri sono quei neonati che vengono alla luce prima del completamento della 37^ settimana di gestazione.

Si “classificano” in base all’età gestazionale alla nascita che stabilisce il raggiungimento di uno sviluppo sostanzialmente differente.  A questo sono legate patologie e aspettative di sopravvivenza differenti.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità si distinguono tre gradi di prematurità: prematurità leggera per i nati dalla 32ma alla 37ma settimana; prematurità media dalla 28^ alla 32^ settimana, e la prematurità grave per i nati prima delle 28 settimane.

I parti che terminano con una nascita prematura sono il 10% del totale (1 su 10): per questo la Fondazione Europea per l’Assistenza dei Neonati  (EFCNI – European Foundation for the Care of Newborn Infants) organizza la giornata mondiale dedicata ai bambini nati pretermine.

In Italia l’iniziativa è promossa da EFONI e da Vivere Onlus, il coordinamento nazionale delle associazioni per la neonatologia, che realizza ogni anno manifestazioni ed eventi di solidarietà e aderisce all’iniziativa di illuminare di viola i principali monumenti e luoghi storici in molte città del mondo.

Nel 2015, grazie alla collaborazione tra Essere mamme a Vicenza, la Terapia intensiva Neonatale e la Fondazione San Bortolo, anche Vicenza ha aderito a questo progetto illuminando di viola la Basilica di Monte Berico.

Basilica di Monte Berico 17 novembre 2015

Nello stesso giorno la nostra città festeggiava la nascita di AllattandoVi, la Banca del Latte Umano Donato, che da tre anni raccoglie il latte donato per aiutare i piccoli guerrieri ricoverati in TIN.

Il tema scelto da EFONI per il 2018 è la collaborazione con le famiglie; Essere mamme a Vicenza ha pensato di raccogliere alcune tra le tantissime storie vissute di prima persona e trasformarle in un motore per far nascere la speranza in chi vive, proprio in questi momenti, la prematurità.

Ringraziamo con tutto il cuore le mamme che con coraggio e spirito di solidarietà si sono prestate a mettere su carta i ricordi e le emozioni di quei momenti presentandoci i loro meravigliosi bimbi piuma!

GRAZIE alle mamme leonesse Cinzia, Irene, Paola Carla, Giulia e Nadia!


Mamma Cinzia e il piccolo Bryan

Bryan in incubatrice

Tutto comincia il 6 giugno 2018 alle 20:57 all’ospedale San Bortolo di Vicenza.

Nasce mio figlio Bryan: un bambino molto prematuro, nato a 23 settimane+4 con un peso di 600 grammi.

Dopo la nascita abbiamo conosciuto la vita in TIN e la nostra avventura non è stata affatto facile.

Appena nato ci hanno dato le 72 ore famose ma lui nelle prime 24 ha avuto un’emorragia cerebrale che fortunatamente il giorno dopo è passata. Poi ha avuto i ventricoli della testina che si sono aperti e hanno dato un bel po’ di problemini. Ringrazio Dio che anche questo problema il giorno dopo si è stabilizzato.

A cinque giorni di vita, mentre io ero ancora ricoverata in ospedale, i dottori ci dicono che Bryan non sta bene, che è andato in apnea e che il suo pancino si è gonfiato. Era in pericolo di vita per la perforazione dell’intestino, non c’era tempo, dovevano decidere cosa fare. Io e il mio compagno abbiamo acconsentito perchè lo operassero. Ho affidato la vita di mio figlio al signore e dopo un’ora e mezza i dottori sono usciti dalla sala operatoria dicendoci che l’intervento era riuscito e che sarebbe stato necessario aspettare perchè Bryan si stabilizzasse.

Era intubato e noi osservavamo questo piccolo scricciolo: la mia mano era più grande di lui ma la sua voglia di lottare come un leone, per andare avanti e non arrendersi, era grande!

Nel frattempo i medici si accorgono di un’infezione spinale che ha rischiesto una terapia con 20 giorni di antibiotico per 4 volte al giorno. L’infezione l’ha presa per ben due volte e poi ci ha regalato una settimana in cui è stato benissimo.

Dopo questa settimana di pausa l’infezione è tornata aggiungendosi al quadro anche la meningite. Eravamo tutti preoccupati perché i medici non sapevano cosa stesse succedendo e che danni avrebbe potuto causare. Bryan ha dovuto prendere antibiotici per altri 26 giorni e il farmaco contro le crisi epilettiche per 30 giorni.

Passate queste infezioni il mio piccolo ometto ha cominciato a stare bene ma sono sorti problemi con le piastrine. I medici hanno deciso di fare una risonanza per vedere se il problema era la testina. E’ stato così che ha avuto un’ emorragia celebrale, fatto una mezza trombosi e ha dovuto fare per un bel po’ di iniezioni di Eparina per sciogliere il sangue che si era depositato nel cervello. Dopo 2 mesi e 15 giorni è stato operato di nuovo allo stomaco.

Non sono stati momenti facili per noi genitori: abbiamo conosciuto e vissuto sulla nostra pelle cose che le persone non possono capire se non ci sono passate! Non si può immaginare il dolore che si prova a vedere il proprio figlio lottare così per vivere, andare a casa e lasciare un pezzo del tuo cuore lì da solo!

Fortunatamente dopo 129 giorni trascorsi in TIN, il 19 ottobre siamo stati trasferiti in pediatria e qui comincia una nuova fase della nostra vita e della mia vita di mamma.

Oggi Bryan pesa 3.870 Kg, è un bimbo bellissimo io dico che è un dono del cielo, un bimbo speciale!

Bryan pochi giorni prima delle dimissioni

Voglio dire alle mamme che vivono questi momenti di non arrendersi mai, di andare avanti e lottare fino in fondo come abbiamo fatto noi!

Mi è bastato guardare in faccia mio figlio per avere la forza di superare tutto quello che abbiamo passato e che dovremo ancora passare.

Non è finita, lo sappiamo! Il nostro sarà un percorso molto lungo anche dopo le dimissioni, ma abbiamo scavalcato l’Everest e di sicuro il dopo non ci fa paura!


Mamma Irene e il piccolo Tobia

Mamma Irene e Tobia

Era il 29 agosto 2017.

Mi ricordo perfettamente ogni istante di quella giornata, perché è stato il giorno in cui il mio mondo è crollato.

Ero incinta di 23 settimane esatte.

Mio marito ed io cercavamo quella gravidanza da tanti anni e, come spesso accade, nel momento in cui avevamo smesso di sperarci, un test fatto per scrupolo ci aveva rivelato questa sorpresa incredibile.

Eravamo felicissimi, specialmente perché arrivavamo dalla perdita devastante dei nostri padri, avvenuta a tre mesi di distanza l’uno dall’altro. Entrambi pensavamo che questo bambino fosse il loro regalo per permetterci di sopportare la loro morte.

Quel giorno avevo portato mia mamma in ospedale per una visita e una brutta sensazione mi aveva accompagnata per tutto il tempo. Mi sentivo strana, irritabile, continuavo a toccarmi la pancia, ma avevo collegato questo nervosismo allo stato di salute sempre più delicato di mia mamma e alla sofferenza che ne derivava.

Alla sera, andando a letto, ho notato delle strane perdite, mai viste. Erano liquide, trasparenti, diverse da altre che mi era capitato di avere.
Inconsciamente mi sono rifiutata di capire cosa stava accadendo, ma poi, nel cuore della notte, mi sono svegliata completamente bagnata. Avevo rotto le acque, a sole 23 settimane.

In ospedale a Valdagno, dove siamo corsi, abbiamo capito la gravità di quello che mi era accaduto. Il mio bambino, secondo i medici, sarebbe nato di lì a poco, e le speranze che sopravvivesse erano scarse, se non nulle.

Mi hanno trasferita a Vicenza in ambulanza e i medici che mi hanno visitata una volta arrivata in ospedale non sono stati positivi. C’era poco liquido amniotico, il bimbo era podalico, se fossero partite le contrazioni mi avrebbero dovuto fare un cesareo, e questa era una complicazione in più per i suoi polmoni immaturi.

Ma io volevo farcela assolutamente, volevo resistere più a lungo possibile!

Da lì è iniziata la mia avventura. Immobile a letto, nella stanza numero 1 del reparto di ostetricia, alzandomi soltanto per andare in bagno. Ho tenuto sempre chiusa la porta perché ero invidiosa delle mamme col pancione e non volevo sentire piangere i neonati, visto che non sapevo se avrei mai potuto sentire il pianto del mio bambino.

In reparto sono stati tutti magnifici. Hanno dimostrato una sensibilità incredibile e ho subito percepito che facevano il tifo per me.

Dovevo sottopormi ai loro controlli ogni sei ore, giorno e notte, e poi, arrivata alla ventiseiesima settimana, ai tracciati.

Sì, perché grazie a loro, alla mia famiglia e anche alla mia volontà di ferro (e ad una certa dose di fortuna) la mia gravidanza è proseguita!

Sapevo che mio figlio sarebbe comunque nato prematuro perché, arrivata alla 34ma settimana, mi avrebbero indotto il parto, e infatti così è stato: il 14 novembre mi sono sottoposta all’induzione e il 15 novembre, con un parto che definire meraviglioso è poco, è nato Tobia, il mio meraviglioso bambino.

Ero preparata alla prematurità, avevo avuto modo di parlare con altri genitori di bimbi nati prima del termine e conoscevo i rischi e le possibili problematiche. Inoltre mio marito era stato portato a visitare la Terapia Intensiva Neonatale proprio perché potessimo essere pronti ad affrontare i giorni che sarebbero seguiti.

Mentirei se dicessi che vedere Tobia in Tin è stato piacevole: il buio, i macchinari che suonavano in continuazione, l’incubatrice dentro cui dormiva mi hanno fatto venire voglia di uscire al più presto da là. Eppure ho subito capito che mio figlio era in ottime mani e mi sa che anche lui l’ha percepito, visto che ci è voluto restare per 21 giorni.

Noi siamo stati immensamente fortunati. Tobia non ha avuto grossi problemi, soltanto qualche difficoltà ad alimentarsi e un po’ di ittero.

I giorni trascorsi là dentro mi hanno insegnato quanto possono essere forti i genitori che lottano e quanta voglia di vivere hanno i piccoli guerrieri che

Mamma Irene e Tobia

trascorrono anche lunghi periodi in Tin.

Sarò per sempre grata a tutto il personale per come si è preso cura di mio figlio, ma anche di noi neo genitori spaventati e ansiosi.

Grazie di cuore!


Mamma Paola Carla e le piccole Clelia e Celeste

Mamma Irene e le sue gemelline

Sono la mamma di due gemelline nate premature a 23+2. Clelia pesava 595gr e Celeste 580gr.

Sono venute a casa con noi dopo 134 gg in TIN. In questo periodo sono state intubate circa 20 giorni.

Clelia ha avuto una infezione che fortunatamente si è risolta con gli antibiotici e Celeste ha avuto un pneumotorace risolto con drenaggio.

Sono venute a casa senza ossigeno, cosa che davamo per scontato, e non abbiamo ancora iniziato fisioterapia dato che non se ne è presentato il bisogno.

Tutto sommato il nostro percorso è andato bene, siamo ancora sotto controllo con il follow up, ma le visite stanno andando bene.

Clelia, Celeste, mamma e papà

E’ stata dura, ma fortunatamente mi sono appoggiata ad una buona psicologa che mi sta aiutando a superare questa esperienza.

 

Preziose sono state le infermiere e le OSS che ci hanno supportato ogni giorno, così come le altre mamme che ho conosciuto.

Riuscire a condividere con chi realmente capisce cosa stai vivendo è stato per me fondamentale.


Mamma Giulia e il piccolo Geremia

Geremia in TIN

Sono mamma di un meraviglioso guerriero di nome Geremia, nato il 31/03/17 in 30+6 settimane, kg1,575 x 40cm.

Aveva proprio una gran fretta di nascere!

Ho rotto le acque la sera del giorno in cui è avvenuta l’ecografia del terzo trimestre (nella quale era tutto in ordine e la ginecologa scherzando disse: è in posizione pronto per nascere!).

Nonostante i tentativi di ritardare il travaglio non c’è stato niente da fare e Geremia è nato 4 giorni dopo.

La sensazione di inadeguatezza e di smarrimento è indescrivibile…

Per fortuna Geremia si è dimostrato da subito combattivo! Non ha mai avuto bisogno dell’ossigeno e non ha avuto grosse complicazioni.

I momenti peggiori sono stati quando gli tolsero il sondino per poter mangiare col biberon perché lì iniziarono le desaturazioni causate dalla scarsa maturità… il

Geremia oggi

suono degli allarmi della Tin a volte mi rimbomba ancora in testa..

È tornato a casa dopo quaranta giorni e pesava già 2.600 Kg.

Oggi Geremia è un bambino super vivace e super felice!

Grazie perché attraverso queste testimonianze riuscite a far conoscere questo mondo ancora fin troppo sconosciuto..


Mamma Nadia e il piccolo Mattia

Mattia

Il mio nome è Nadia e sono la mamma di Mattia. Questa è la nostra storia.

Mattia nasce a 25 settimane con un peso di 700gr a Vicenza il 19 novembre 2014.

Ero ricoverata già da 5 settimane per aver rotto il sacco a causa di una infezione. Sapevamo sarebbe nato prima non c’erano possibilità di arrivare alle 40 settimane, ma si sperava di riuscire ad aggiungerne sempre una in più. Ma alla fine la notte della 25esima settimana l’attesa è stata interrotta.

Mattia è nato con un parto naturale, una spinta e lui è nato. È riuscito perfino a fare qualche gemito prima di essere intubato, ma io quella notte ho interrotto ogni comunicazione e non riuscivo a sentire più nulla se non me stessa e le carezze dell’infermiera. Ora non dipendeva più da me , ora era nelle mani esperte dei medici.

Rientro in camera e mi addormento subito come a voler recuperare le forze per il giorno dopo in cui avrei finalmente visto il mio bambino. Quando però entro in TIN mi ritrovo catapultata in un mondo sconosciuto in cui ogni cosa diventa altro.

Il mio bambino è tutto fuorché un bambino, è  un minuscolo esserino rosso solo pelle e ossa che con uno sforzo immenso cerca di respirare e di far battere quel cuoricino. Da ogni braccio e da ogni piedino parte almeno un filo. Sul torace gli elettrodi e dal naso un tubo e dalla bocca un altro tubicino. Un macchinario dietro monitora le sue funzioni vitali. Imparerò a conoscere ogni filo, ogni tubo e il significato di ogni numero scritto su quel monitor. Da quel giorno inizia una routine scandita dal  ritmo del tiralatte, dal pip del monitor, dai minuti che impieghi a lavarti, a disinfettarti e a vestirti, dal saliscendi della saturazione, dai millilitri di latte bevuti, dal numero delle trasfusioni di sangue, dall’aumento del peso, dalle ore trascorse in corriera, o da quelle passate di fronte alla porta della sala operatoria.

Tutto si ripete ogni giorno per 150 giorni, quando finalmente ci dicono: “Oggi dimettiamo Mattia”.

Non c’è modo di immaginare e nemmeno di capire cosa succede in TIN se non ci si è mai entrati.

Quando finalmente si riesce a uscire con il proprio bambino tra le braccia la vita diventa altro perché colui che hai di fronte a te e che stai portando a casa è un guerriero della vita.

Da solo nel buio della notte senza la sua mamma e il suo papà lui ha combattuto dure battaglie e ha vinto!

Oggi Mattia ha quasi 4 anni ed è un inno alla vita!


La premaurità deVe essere conosciuta da tutte le mamme e future mamme! Passate parola, condividete gli eventi e le iniziative di sensibilizzazione sui vostri profili social, parlatene alle amiche, parlatene!!!

Conoscere il problema ed informarsi su come affrontarlo, conoscere l’esistenza delle TIN (Terapia Intensiva Neonatale) saranno risorse importanti per i genitori che piomberanno dall’oggi al domani nella realtà del parto pretermine!


INIZIATIVE 2018

ACQUISTA LE DOLCEZZE DELLA BLUD!

Tutto il ricavato viene devoluto al progetto AllattandoVi, la Banca del Latte Umano Donato di Vicenza!

Maggiori informazioni QUI


#GMP2018 si canta!

Abbiamo bisogno di voi. La storia è bella, una mamma prematura Barbara Melotto con un bellissima voce, canta una canzone stupenda che un amico Federico Spagnoli MUSIC (autore importante) le ha regalato. Hanno deciso di donarla a tutti noi perché sia un prezioso aiuto nella campagna di sensibilizzazione sulla nascita prematura.

Quindi….imparatela, cantatela, fate un breve video e taggate Vivere Onlus. Potete farlo tutti, genitori, famiglie, nonni, zii. Ma aspettiamo anche gli operatori, i cori, le rock band, le versioni acustiche….insomma, chiunque abbia voglia di aiutarci.

Sotto trovate due link, la versione di Barbara Melotto e la versione Karaoke. creata per l’occasione per noi da Federico Spagnoli. Ringraziamo Barbara e Federico per il dono e la collaborazione.

Chi posterà il primo video? Chi farà il video più bello? Chi quello più commovente?…….. Chi quello più simpatico? Chi farà quello più originale? FONTE


 

 

Una IBCLC per (DD)*mag “Allattamento al seno: tutto ciò che c’è da sapere”

Una IBCLC per (DD)*mag.

Leggi l’intervista integrale QUI

 

Mi chiamo Paola e sono mamma di quattro ragazzi di 10, 14 e 16 anni; sono infermiera e per 10 anni ho lavorato presso l’ULSS 8 Vicenza come dipendente. Attualmente seguo la mia famiglia numerosa e lavoro come libera professionista assistendo a domicilio le mamme che hanno difficoltà con l’allattamento dei loro piccoli. Per questo tipo di assistenza mi servo dell’esperienza maturata in circa tre anni di lavoro presso la sez. Nido del reparto di Pediatria

di Vicenza, oltre le competenze specifiche acquisite nel percorso necessario a sostenere l’esame per ottenere la certificazione internazionale di IBCLC – International Board of Certified Lactation Consultants.

Come mai hai deciso di dedicarti a questo tipo di assistenza?

Principalmente perché ho avuto molte difficoltà con l’allattamento del mio primo figlio, oggi quasi diciassettenne, e visto il lavoro di infermiera che ho scelto di fare tanti anni fa, ho creduto servisse fare il possibile per aiutare e sostenere le mamme che allattano e sperimentano difficoltà più o meno grandi. Io mi sono ritrovata a non avere aiuti competenti che mi aiutassero a risolvere i problemi, e anche oggi non è scontato trovarli, anche se si stanno facendo molti passi in questa direzione a livello di ospedale e territorio. Ciò che manca ancora, a mio avviso, è la capacità di fare rete tra le diverse professioni e professionisti sanitari che si occupano della donna e del bambino, anche se devo dire che nella mia pratica qualche buon esempio di collaborazione con altri professionisti lo posso contare, e spero negli anni a venire possano essere sempre più numerosi perché a beneficiarne non siamo solo noi operatori sanitari, ma prima di tutto mamme e bambini. La mia speranza è anche di poter vedere tra le figure sanitarie riconosciute che prestano assistenza alla donna che allatta anche le consulenti in allattamento IBCLC, che offrono un’assistenza di tipo specialistico che andrebbe prevista tra i livelli minimi assistenziali (LEA), come avviene in altri paesi. Invece figure

come la mia sono ancora appannaggio di chi può permettersi una visita in libera professione, nella maggior parte dei casi, e non hanno un riconoscimento istituzionale ufficiale per quanto siano citate talvolta in linee guida e protocolli.

Quali sono le difficoltà che incontrano più spesso le madri durante il periodo di allattamento?

I problemi che si possono sperimentare sono più di uno, ma essenzialmente sono legati a due cause: la medicalizzazione del parto, che da un lato ha senza dubbio ridotto la mortalità di madri e neonati, ma dall’altro ha aumentato il numero di interventi sanitari che possono poi interferire, tra le possibili ricadute, con il corretto avvio dell’allattamento al seno. Si pensi solamente alla percentuale di parti con taglio cesareo, che rappresentano mediamente circa il 30% di tutti i parti. Il lavoro difficile che spetta agli operatori sanitari in ospedale è quello di riportare la normalità o quel che è “naturale” interno dell’ambiente ospedaliero e di tutte le procedure mediche che esso prevede e che inevitabilmente interferiscono con quella che dovrebbe essere la fisiologia. La cosa più difficile in

assoluto da ottenere è l’uniformità nelle informazioni e soluzioni proposte alle mamme, che spesso purtroppo risultano disomogenee o addirittura completamente divergenti, conseguenza del ritardo con cui la formazione e gli aggiornamenti giungono nel nostro paese essendo quasi esclusivamente in lingua inglese.

E l’altra causa?

L’altra causa è culturale, cioè non è più normale da tempo allattare al seno perché nella cultura occidentale in particolare ciò che oggi è considerato normale, spesso in modo inconsapevole, è dare il latte formulato al bambino con il biberon, quando va meglio il latte tirato con un mastosuttore o tiralatte. Da qui un’altra serie di problemi legati al mondo in cui i neo genitori e il bambino vivono, composto di familiari, sanitari, e datori di lavoro che sono cresciuti nella medesima culturale e senza che vi sia reale malafede ostacolano il proseguimento dell’allattamento laddove ci sono problemi, invece di aiutare a risolverli. In questo assetto culturale un ruolo importante lo giocano le istituzioni, incoraggiando e favorendo con linee guida e protocolli la pratica dell’allattamento al seno, ma si tratta di indurre un cambiamento che necessiterà di anni per ottenere risultati visibili. Per fare un esempio, provate a pensare a come fosse normale nei secoli scorsi per gli artisti ritrarre immagini di vita reale o mitologiche con figure femminili che allattavano i figli, spesso già grandicelli. Qui ho portato ad esempio l’immagine del dipinto L’origine della Via Lattea & del Tintoretto, che ho scelto come immagine profilo per la mia pagina Facebook sull’allattamento, e che nessuno definirebbe scandalosa dal momento che si tratta di un’opera d’arte esposta al pubblico. Eppure, solo poche settimane fa, una donna è stata invitata ad allontanarsi da un ufficio pubblico perché stava allattando il figlio. Non capitano così di rado episodi come questi, ma personalmente preferisco pensare agli esempi positivi, che dovrebbero essere diffusi con maggiore enfasi secondo me.

Un esempio?

Tanto per rimanere nei social che oggi rappresentano forse il canale divulgativo più importante che abbiamo, penso alle immagini delle mamme vip che si sono fatte ritrarre in pause lavorative mentre stavano allattando i figli; oppure a quella condivisa qualche tempo fa sui social da una mamma neozelandese non famosa, notizia riportata anche sui media inglesi più importanti come il Daily Mail. La foto ritrae una mamma che allatta il figlio di 8 settimane in un caffè, mentre per la prima volta dopo il parto usciva di casa da sola, e di una donna più grande che si trovava nello stesso caffè e che vedendola occupata ad allattare, si alza dal suo tavolo e le va a tagliare il cibo sul piatto perché potesse mangiare la colazione prima che si freddasse fintanto che allattava. Ecco, vorrei lasciare immagini di ieri e di oggi ad esempio e ispirazione dell’aiuto che serve ad una mamma e al suo bambino per sostenere e proteggere l’allattamento al seno, insieme ad articoli come questo che mi avete dato opportunità di scrivere e che aiutano a promuovere la pratica dell’allattamento al seno non solo come scelta individuale di ogni coppia madre e figlio, ma anche come scelta di salute pubblica.


Paola Bortolazzo – infermiera professionale e consulente IBCLC – collabora con Essere mamme a Vicenza  per la rubrica “Allattamento e dintorni

Allattamento e dintorni

Rubrica che fornisce gli strumenti per una esperienza di allattamento efficace e consapevole

LINEE GUIDA ALLATTAMENTO 2018
Una IBCLC per (DD)*mag* “Allattamento al seno: tutto ciò che c’è da sapere”
ALLATTAMENTO E DINTORNI: LA MASTITE
COVID-19: GRAVIDANZA E POST PARTO DURANTE L’EMERGENZA

In collaborazione con:

L’educazione

Periodico trimestrale di pedagogia e cultura a divulgazione gratuita.

A cura di Mariella Cotelli, Ostetrica e Consulente Professionale in Allattamento

 


Paola Bortolazzo – infermiera professionale e consulente IBCLC – collabora con Essere mamme a Vicenza  per la rubrica “Allattamento e dintorni”
“Sono mamma di quattro ragazzi di 10, 14 e 16 anni;
Sono infermiera e per 10 anni ho lavorato presso l’ULSS 8 Vicenza come dipendente.
Attualmente seguo la mia famiglia numerosa e lavoro come libera professionista assistendo a domicilio le mamme che hanno difficoltà con l’allattamento dei loro piccoli.
Per questo tipo di assistenza mi servo dell’esperienza maturata in circa tre anni di lavoro presso la sez. Nido del reparto di Pediatria
di Vicenza, oltre le competenze specifiche acquisite nel percorso necessario a sostenere l’esame per ottenere la certificazione internazionale di IBCLC – International Board of Certified Lactation Consultants.”
Tratto dall’intervista su (DD)*mag di cui abbiamo parlato QUI