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Conservazione del latte materno

conservazione del latte materno
immagine tratta da unadonna.it
Conservazione del latte materno

Esistono vari motivi per cui una mamma necessiti di conservare il proprio latte:

Potrebbe essere il caso dei bambini che non riescono ad attaccarsi al seno oppure i casi in cui la mamma non possa essere presente al momento della poppata come in vista di un’operazione, per il rientro al lavoro o per un qualsiasi motivo la allontani dal bambino.

Può accadere anche che la produzione del latte sia superiore alle necessità del bambino e venga tirato per svuotare il seno ed evitare ingorghi e altre problematiche.

Per conservare il latte materno è molto importante fare attenzione al tipo di contenitore usato che può essere in vetro o plastica per alimenti. E’ molto importante che venga lavato  con acqua calda e sapone e risciacquato accuratamente. Nel caso di bambini pretermine è necessaria la sterilizzazione.

In commercio esistono dei sacchetti  sterili monouso che non possono essere riutilizzati. Sono utili quando non c’è molto spazio adibito alla conservazione oppure se serve fare delle grandi scorte di latte.

In generale, è preferibile fare scorte con piccole quantità di latte (60-80 ml) in modo da evitare sprechi ma la dimensione del contenitore dipende molto dallo spazio che abbiamo a disposizione per il raffreddamento o il congelamento.

Per una conservazione ottimale del latte destinato al congelamento, è opportuno ricordarsi di lasciare un margine di contenitore vuoto per permettere l’aumento di volume.

E’ possibile raccogliere tutto il latte tirato della giornata in un unico contenitore, purché si trovi alla stessa temperatura prima di essere mescolato.

E’ una buona abitudine scrivere su un’etichetta la data di estrazione e rispettare i tempi di conservazione del latte materno.

Il latte congelato può essere scongelato a bagnomaria e portato ad una temperatura che  adeguata alla somministrazione (circa 35/37°C). Per non perdere alcune proprietà non deve mai essere bollito, né riscaldato nel microonde e deve essere consumato entro un’ora. Oppure può essere scongelato più lentamente, in frigorifero, e usato entro 24 ore.

Una volta riscaldato il latte, ma non utilizzato, non potrà essere offerto nuovamente al bambino. Il latte scongelato non deve mai essere ricongelato.

Il latte estratto per un bambino sano e nato a termine può essere così conservato:

conservazione del latte materno

Quanto più elevata è la temperatura, tanto meno sarà il tempo di conservazione.

Il colostro (il latte dei primi giorni di vita) si conserva  per 12 ore a temperatura ambiente (27-32 °C).

Se il latte, una volta scongelato, dovesse avere un odore aspro e rancido la colpa è della lipasi, un enzima che si trova normalmente nel latte materno e che ha la funzione di aiutare il bambino a digerire i grassi. In alcune donne il contenuto della lipasi è talmente alto, che può capitare inizi già a “digerire” i grassi, causando questo odoraccio e cambiamento di sapore tipico.
Ma questo non rappresenta un problema per la qualità del latte che non è andato a male, e può essere offerto al bambino senza problemi.

Prima di fare una scorta di latte si può fare una prova lasciandolo in frigo per 24 ore. Se si sente un odore acido, prima di congelarlo, può essere riscaldato fino a quando formerà delle bollicine ai lati della pentola, ma senza arrivare a farlo bollire. Questa operazione farà sì che la lipasi smetta di digerire il latte. A questo punto, il latte materno andrà raffreddato rapidamente e conservato in frigorifero o in congelatore.

Fonti: UPPA – AllattamentoIBCLC

 

L’impatto ambientale dell’alimentazione dei lattanti

In occasione della #SAM2020 (1-7 ottobre Settimana dell’Allattamento Materno) si terrà a Vicenza il IV convegno Berico sull’Allattamento Materno.

Un incontro aperto non solo agli addetti ai lavori ma anche a tutti i genitori coinvolti nell’allattamento materno.

Essere mamme a Vicenza sarà presente con le nostre super mamme Mariairene e Annaletizia che parleranno dell’attenzione che le mamme 4.0 rivolgono all’ambiente attraverso la promozione dell’allattamento materno e non solo.

Sabato 3 ottobre ore 14:30

Presso la sala 313 del Ristorante Remo di Vicenza (fino ad esaurimento posti) oppure On-line tramite la piattaforma ZOOM

La partecipazione al convegno richiede iscrizione obbligatoria inviando una mail a info@farmaciacampedello.it oppure telefonando allo 0444-240288 o mandando un messaggio WhatsApp al 375-5461197

Il costo per la partecipazione è di € 50,00 da versare su cc/iban IT77H0200811814000005615522

La partecipazione all’evento è gratuita per le mamme iscritte al Progetto Card dell’Associazione Essere mamme a Vicenza (per maggiori dettagli sull’iscrizione CLICCA QUI

impatto ambientale alimentazione lattanti

Latte di mamma. OMS e allattamento

Latte di mamma. OMS e allattamento

A cura di Mariella Cotelli, Ostetrica e Consulente Professionale in Allattamento

L’allattamento al seno crea le migliori condizioni fisiche e psichiche per l’inizio della vita umana.

Un alimento perfetto e insostituibile per lo sviluppo, la crescita e la salute dei neonati e delle loro mamme; un nettare che la natura ci ha generosamente offerto, la norma biologica indiscutibile.

Ogni anno il solo allattamento esclusivo potrebbe salvare dalla morte quasi un milione di bambini nei paesi poveri e migliorare le condizioni di vita e di salute di molti di più.

Inoltre è ben noto che anche nei paesi ricchi l’alimentazione artificiale si associa a maggiori rischi per la salute del bambino e della madre, e rappresenta un costo evitabile per le famiglie, la società e l’ambiente.

L’importanza della pratica tradizionale dell’allattamento materno è notevolmente diminuita nella nostra epoca e in molte società e culture. L’introduzione di nuove tecnologie, nuovi stili di vita e di alcune procedure esistenziali cavalcate in molti reparti maternità, non hanno aiutato la diffusione della cultura dell’allattamento.

Facciamo degli esempi: la separazione del neonato dalla madre al momento della nascita e durante la degenza in ospedale per portarlo al “nido”, la somministrazione ingiustificata, quindi spesso non necessaria, di glucosata o sostituti del latte materno con biberon.Ultimo (ma non per importanza) ostacolo alla diffusione e alla ripresa dell’allattamento materno, è sicuramente la mancanza di sostegno alle madri che hanno da poco partorito da parte dei servizi sanitari territoriali e ospedalieri.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e l’Unicef nel 1989 hanno formulato una Dichiarazione congiunta nella quale compaiono dieci passi preziosi che qualunque struttura sanitaria che è in contatto con le madri e i loro bambini, dovrebbe tenere in considerazione e cercare di applicare.

Attraverso questa dichiarazione l’OMS cerca di ripristinare la cultura dell’allattamento materno che deve essere visto come “la norma”, non come un’alternativa, in quanto scientificamente riconosciuto come il miglior alimento che garantisce una sana crescita e un sano sviluppo dei neonati, generando salute anche nella madre, un impegno costante nel mondo a favore di una corretta alimentazione di neonati e bambini per migliorare il loro stato di salute (1990).

Questo progetto continua fino ai giorni nostri, consapevoli che i rischi più alti di malattie metaboliche, quali malnutrizione e obesità, li corrono i nostri figli entro l’anno di vita se non allattati al seno.

Da tempo la comunità scientifica riconosce la superiorità del latte materno e la promozione dell’allattamento è una priorità di salute pubblica tanto che l’Unicef la ribadisce nell’art. 24 della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia.

L’OMS sostiene l’importanza di allattare i bambini esclusivamente al seno per i primi sei mesi di vita. Da quel momento si possono introdurre cibi solidi (alimentazione complementare) proseguendo con l’allattamento al seno fino a due anni e oltre se mamma e bambino lo desiderano.

Ecco allora qui elencati i DIECI PASSI che dovrebbero caratterizzare la politica aziendale di ogni servizio sanitario che si interfaccia con la diade mamma/bambino nei primissimi anni di vita:

  1. Definire un protocollo scritto per la promozione dell’allattamento al seno da far conoscere a tutto il personale sanitario;
  2. Addestrare il personale sanitario affinchè possa mettere in pratica tale protocollo;
  3. Informare le donne già durante la gravidanza sui vantaggi e sulla conduzione dell’allattamento al seno;
  4. Aiutare le madri affinchè inizino ad allattare al seno entro mezz’ora dal parto;
  5. Mostrare alle madri come allattare e come mantenere la produzione di latte anche in caso di separazione dal neonato;
  6. Non somministrare ai neonati alimenti o liquidi diversi dal latte materno, salvo diverse indicazioni mediche;
  7. Praticare il rooming-in, permettere cioè a madre e bambino di restare insieme 24 ore su 24 durante la permanenza in ospedale.
  8. Incoraggiare l’allattamento al seno su richiesta;
  9. Non dare tettarelle artificiali o succhiotti durante il periodo dell’allattemento;
  10. Favorire lo stabilirsi di gruppi di sostegno all’allattamento al seno ai quali le madri possano rivolgersi dopo la dimissione dall’ospedale o dalla clinica.

Queste “buone pratiche assistenziali” si sono rivelate essenziali per la promozione, il sostegno e la protezione dell’allattamento al seno.

Nel 1991 nasce l’iniziativa BFHI (Baby Friendly Hospital Iniziative) che controlla e valuta che i servizi sanitari accreditati all’iniziativa mettano in pratica con successo i passi citati sopra. Inoltre dà sostegno e incoraggia laddove le pratiche assistenziali abbiano bisogno di essere migliorate, ma questa è un’altra storia…


In collaborazione con:

L’educazione

Periodico trimestrale di pedagogia e cultura a divulgazione gratuita

A cura di Mariella Cotelli, Ostetrica e Consulente Professionale in Allattamento

L’abbraccio dopo il parto

 

L’abbraccio dopo il parto

Scritto da Mariella Cotelli, ostetrica, IBCLC L-107274 (IBCLC, Consulenti Professionali in Allattamento).

Alla nascita il neonato si trova in uno stato di veglia tranquilla nel quale esprime individualità e temperamento e ricerca la prossimità: bisogno biologico necessario per crescere sano e fiducioso.

Per permettere di recuperare la fatica della nascita e il crearsi della relazione, a mamma e bambino va permesso di ritrovarsi attraverso il contatto “pelle a pelle”.

Chi ha avuto la fortuna e l’occasione di assistere alla nascita di un bambino, ha potuto osservare con stupore come il cucciolo d’uomo nasca estremamente equipaggiato a livello sensoriale, è da subito in ascolto dell’ambiente circostante e le sue competenze innate gli permettono di interagire con la madre: apre gli occhi, osserva, catalizza l’attenzione dell’adulto per indurlo a prendersi cura di lui, cerca attivamente il seno e quando lo trova comincia a succhiare avidamente.

Il primo passo per permettere il manifestarsi di queste azioni e l’inizio della relazione è quello che gli inglesi chiamano “skin to skin”.

l’OMS (Organo Mondiale della Sanità) lo definisce praticamente così: “mettere i neonati in contatto pelle a pelle con la madre immediatamente dopo la nascita per almeno un’ora e incoraggiare le madri a comprendere quando il neonato è pronto per poppare, offrendo aiuto se necessario”.

Precisamente consiste, avvenuto il parto, nell’asciugare delicatamente il piccolo e appoggiarlo al seno materno, coprirlo con un telo caldo e lasciarlo a contatto con la madre per il tempo necessario ad innescare quel meccanismo biologico chiamato “bonding”, ovvero una serie di comportamenti espressi dal genitore nei confronti del figlio, e viceversa, necessari a garantire un buon accudimento.

saranno ore molto preziose: tutti i sensi del neonato sono estremamente ricettivi e disponibili al contatto, grazie anche all’adrenalina fetale che gli permette di rimanere in uno stato di allerta e di adattarsi così più facilemente alla vita extrauterina promuovendo il processo di attaccamento (bisogno primario che il bambino manifesta verso chi si occupa di lui).

Ma andiamo a dettagliare i vantaggi della pratica del pelle a pelle:

  • vi è un effetto calmante per mamme e bambino, ne riduce il pianto;
  • mantiene il neonato caldo;
  • riduce il consumo di ossigeno e di zuccheri nel sangue;
  • permette un recupero del peso del neonato più rapido;
  • riduce il cortisolo salivare (ormone dello stress);
  • facilita il bonding (il legame mamma-bambino);
  • accresce l’autostima materna in quanto stimola le sue competenze genitoriali di accudimento;
  • permette la colonizzazione dell’intestino del bambino attraverso il contatto con i batteri materni (microbiomia) quindi l’insediarsi dei primi mattoncini del sistema immunitario, pertanto aumenta le difese immunitarie;
  • facilita la prima poppata al seno e quindi fonda le basi per una buona riuscita dell’allattamento materno;
  • stimola la produzione di ossitocina, ormone che interviene in tutto il processo riproduttivo e che provoca contrazioni uterine abbassando il rischio di emorragie dopo-parto; è l’ormone che facilita il contatto madre-bambino e stimola comportamenti “materni” favorendo così la ricerca della vicinanza con il neonato.

Tutte le altre routine assistenziali non sono necessarie nell’immediato, vanno serenamente rimandate (bagnetto, aspirazione delle vie aeree, instillazione di gocce oculari, posizionamento del bambino in termoculla) in quanto è stato provato scientificamente che l’allontanamento del bambino dalla propria madre, anche per pochi minuti, può rendere più complicato l’avvio dell’allattamento.

Non dimentichiamo che il neonato ha vissuto per nove mesi in un ambiente caldo, protetto, privo di rumori molesti, in continuo movimento, cullato dal costante ritmo del battito cardiaco materno e dalla voce materna, suoni ed esperienze che conosce bene e che può ritrovare sul petto della madre, rassicurandosi.

Importante quindi sensibilizzare i genitori a porsi in condizione di ascolto e di osservazione rispettosa, come facilitatori delle attitudini del neonato, per promuovere una relazione gratificante per garantirgli tutti i nutrienti fisici e affettivi necessari allo sviluppo neuro-sensoriale.

Questa buona pratica ha dei risvolti positivi sull’allattamento e sulla capacità del bambino di adattarsi alla sua nuova vita, un suo diritto.

BIBLIOGRAFIA: “Il tocco gentile” di Anna Marcon e Massimo Carlan Ed. La Compagnia del libro


In collaborazione con:

L’educazione

Periodico trimestrale di pedagogia e cultura a divulgazione gratuita

A cura di Mariella Cotelli, Ostetrica e Consulente Professionale in Allattamento

Terme naturali della Toscana e il Salento

#mammeconlavaligia

Noi mamme di Essere mamme a Vicenza abbiamo pensato che, terminato questo periodo difficile, il nostro Paese avrà bisogno di noi e noi avremo bisogno del nostro Paese, per riscoprirlo e apprezzarne tutte le meraviglie.

Crediamo che potrebbe essere carino fare un tour nella nostra Italia per proporvi mete naturalistiche e culturali a misura di famiglia. Non sappiamo quando sarà di nuovo possibile muoverci fisicamente, ma di certo con la nostra immaginazione possiamo andare ovunque!

Quindi non ci resta che tirare fuori la Licia Colò che c’è in noi e addentrarci in questo viaggio virtuale, che speriamo possa diventare quanto prima reale! [Francesca R.]

Condividi con noi le tue mete italiane preferite! Se sei mamma (o futura mamma) puoi iscriverti alla nostra community di Facebook oppure puoi lasciare un commento a questo articolo o scriverci alla mail esseremammeavicenza@gmail.com! (Se condividi anche delle immagini dovranno essere tue o dovrai specificarne le fonti).

Oggi le mete proposte sono: Le terme naturali della Toscana e il Salento


Terme naturali della Toscana

Saturnia, Petrolio, Bagno Vignoni, Bagni San Filippo, San Casciano – Toscana

terme naturali della toscana e il salento
immagine tratta da dovesciare.it

Proposta di mamma Francesca

Ecco un nuovo paradiso tutto italiano in cui poter sognare la prossima vacanza!
Terme naturali e libere in Toscana: Saturnia, Petrolio, Bagno Vignoni, Bagni San Filippo, San Casciano.

Tra borghi medievali e città d’arte, calde acque sulfuree, nascoste in una natura incontaminata, si nascondono le incredibili terme naturali della Toscana, per una vacanza di benessere, tra coccole gratuite e paesaggi da cartolina.

Non i soliti pacchetti benessere dei costosi stabilimenti termali, ma l’occasione di rigenerare corpo e spirito a contatto con la natura, in una vacanza più eco-sostenibile e autentica… e perché no, a costo zero. [www.ecobnb.it]

Immagine tratta da ecobnb.it

Se desideri maggiori informazioni e programmare una visita alle terme naturali della Toscana, trovi tutte le informazioni utili sui seguenti siti: www.ecobnb.it www.discovertuscany.comwww.siviaggia.it


Salento – Puglia
terme naturali della toscana e il salento
immagine tratta da costedelsud.it

Proposta di mamma Silvia

Qualche anno fa ho visitato il Salento e mi è rimasto negli occhi, sulla pelle e nel cuore!

Colori e profumi meravigliosi, bellissima gente e ottima cucina!

Da Lecce in giù un posto più bello dell’altro! Sono stata ospite da amici a Maglie, nell’entroterra, circondata da ulivi e cicale!

Visitavamo ogni giorno in un posto diverso: Otranto con la sua bianchissima pietra, Gallipoli, la spiaggia dei Laghi Alimini, le stupende scogliere di S. Andrea, Torre dell’Orso, San Sebastiano e il tacco d’Italia Santa Maria di Leuca! Spero di riuscire a tornare quest’anno!!!

immagine tratta da turismo.it

Nel Salento il sole vi bacia tutto l’anno. Il fascino dell’arte, l’ottima cucina mediterranea e l’ospitalità sincera vi accolgono in un paesaggio da sogno, dalla costa adriatica con le marine di Melendugno, Santa Cesarea Terme e Otranto, allo Ionio che bagna Porto Cesareo, Portoselvaggio e Gallipoli.
Qui il Medioevo si colora d’Oriente e antiche filastrocche in “griko” risuonano nella Grecìa Salentina, come a Melpignano, dove antichi ritmi diventano musica contemporanea nella Notte della Taranta.
Siete nella penisola verde tra due mari, terra magica in cui misteriosi dolmen e menhir indicano il cammino, nascosti tra gli ulivi e i muretti a secco nelle campagne tra Giurdignano e Minervino di Lecce, dove sorgono antiche masserie oggi trasformate in affascinanti strutture ricettive. A passo di trekking, andate alla scoperta di chiese paleocristiane e frantoi ipogei e non perdete lo spettacolo naturale delle grotte marine di Castro e Santa Maria di Leuca.
Una passeggiata a Lecce è un viaggio nel barocco, tra chiese e palazzi ricamati nella pietra, cortili, giardini segreti e la sorpresa di un anfiteatro romano nel cuore della città. A Brindisi, invece, potete visitare due castelli e godervi il panorama sul lungomare Regina Margherita.
Nei borghi si svelano le botteghe artigiane di cartapesta e pietra leccese e sulla tavola stanno tutti i sapori del Salento, da accompagnare con ottimo vino locale: la “tria”, pasta fatta in casa preparata con i ceci, saporite verdure selvatiche e dolci prelibati come il “pasticciotto” dal cuore di crema e lo “spumone”, ottimo gelato artigianale. [www.viaggiareinpuglia.it]

Se desideri maggiori informazioni e programmare una visita nella Penisola Salentina, trovi tutte le informazioni utili sui seguenti siti: www.viaggiareinpuglia.it e www.salento.it

 

Il bello del latte di mamma

 

Il bello del latte di mamma

Scritto da Mariella Cotelli, ostetrica, IBCLC L-107274 (IBCLC, Consulenti Professionali in Allattamento).

Conosciamo solo circa 200 componenti del latte materno – straordinario alimento denominato in alcune culture “sangue  bianco” – e delle loro benefiche funzioni. Di tantissimi altri componenti sappiamo poco o nulla: chissà quanti vantaggi cela ancora il prezioso latte di mamma!

“Sangue bianco”. Così gli Arabi chiamano il latte materno.

Infatti altro non è che un tessuto biologico composto da innumerevoli micronutrienti, fattori protettivi che potenziano e modulano il sistema immunitario, effetto questo che non diminuisce con il passare del tempo, anzi aumenta, quindi il latte materno continua ad essere protettivo anche quando l’allattamento prosegue oltre l’anno di vita del bambino.

Il bello del latte materno quindi è che…

… è nutriente, digeribile, specie-specifico (cioè perfetto per il cucciolo d’uomo);

… è ecologico: non c’è necessità di sterilizzare biberon di plastica consumando energia elettrica nè di dover smaltire il biberon stesso;

… è economico: il latte materno non ha costi;

Il colostro (il latte che viene prodotto nei primi giorni di vita del bambino) è lassativo quindi abbassa il rischio di ittero (accumulo di bilirubina nel sangue che provoca la colorazione giallastra della cute nel neonato e delle sclere oculari, evento che richiede l’utilizzo della fototerapia, pratica che inevitabilmente porta all’allontanamento del bambino dalla sua mammaper qualche ora, a volte giorni).

Il colostro facilita la maturazione dell’intestino del neonato ricoprendo tutto l’apparato gastro-intestinale come fosse una vernice, proteggendolo da eventuali microrganismi e allergeni. Stimola e rinforza il sistema immunitario grazie a batteri “buoni” che impediscono la crescita dei patogeni. Il colostro viene prodotto in piccole quantità quindi adatto alle dimensioni dello stomaco del neonato.

Il bello del latte materno è che…

… migliora lo sviluppo intellettivo grazie alla presenza degli acidi grassi a catena lunga;

… previene malattie metaboliche come diabete, obesità e celiachia;

… riduce il rischio di sviluppare allergie;

La mamma che allatta è protetta maggiormente dal rischio di tumore al seno, alle ovaie e all’utero.

Il bello del latte materno è che…

… facilita l’involuzione uterina riducendo le perdite ematiche del post-parto. Le mamme che allattano recuperano più rapidamente il peso pre-gravidico;

… protegge le mamme dalla depressione post-partum, infatti il legame mamma-bambino si rafforza aumentando il gradi di soddisfazione materno e l’autostima;


In collaborazione con:

L’educazione

Periodico trimestrale di pedagogia e cultura a divulgazione gratuita

A cura di Mariella Cotelli, Ostetrica e Consulente Professionale in Allattamento

 

 

Sciacca e la Val di Non

#mammeconlavaligia

Noi mamme di Essere mamme a Vicenza abbiamo pensato che, terminato questo periodo difficile, il nostro Paese avrà bisogno di noi e noi avremo bisogno del nostro Paese, per riscoprirlo e apprezzarne tutte le meraviglie.

Crediamo che potrebbe essere carino fare un tour nella nostra Italia per proporvi mete naturalistiche e culturali a misura di famiglia. Non sappiamo quando sarà di nuovo possibile muoverci fisicamente, ma di certo con la nostra immaginazione possiamo andare ovunque!

Quindi non ci resta che tirare fuori la Licia Colò che c’è in noi e addentrarci in questo viaggio virtuale, che speriamo possa diventare quanto prima reale! [Francesca R.]

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Oggi le mete proposte sono: Sciacca e la Val di Non (Tn)


SCIACCA

 Agrigento – Sicilia

sciacca e la val di non

Proposta di mamma Francesca

Oggi sono un po’ giù di corda e allora in questi casi è necessario attingere a pensieri e ricordi positivi per capovolgere le cose.

E allora cosa c’è di meglio che ripensare ad un viaggio indimenticabile?

Vicenza-San Giorgio (Sciacca – Agrigento).

Siamo partiti in 3, in auto, 21 ore di viaggio all’andata lungo tutto lo stivale.

In 18 ore l’eroico marito ci ha riportato a Vicenza… in 4 (adozione in regola) …con 25 cannoli e un vassoio di paste di mandorle


Ps: le foto sono mie, no filtri

Sciacca è una città marinara, turistica e termale, ricca di monumenti e chiese, è il comune più popoloso della provincia dopo il capoluogo. È nota per il suo storico carnevale, per la sua ceramica ma soprattutto per il suo splendido mare e i suoi lidi [cit.Wikipedia]

Se desideri programmare una visita ad Agrigento, trovi tutte le informazioni utili sul sito www.sciacca.it


Val di Non

Trento – Trentino Alto Adige

Proposta di mamma Giada

Io vi consiglio la Val di Non, in particolare il paese di Cavareno, minuscolo ma affacciato su una bellissima ciclabile/pedonale facile e pianeggiante, adatta a tutta la famiglia, sia in bici che col passeggino.

Ha una minuscola gelateria che è una meraviglia!

Noi ci siamo stati sempre in inverno o inizio primavera, il progetto per questo 2020 era di tornarci in estate con i bimbi di 4 e 1 anno.

C’è un ranch dove anche i bambini possono fare passeggiate coi pony (dai 3 anni in su) o anche coi cavalli grandi.

Ci sono ottimi hotel che spesso fanno offerte a prezzi ottimi e dove si mangia bene a prezzi corretti.

In zona c’è anche il santuario ed il Sentiero Panoramico San Romedio ed il Lago Smeraldo, tutti nel giro di pochi chilometri.

immagine tratta dalla pagina Facebook “Sentiero Panoramico San Romedio”

Se desideri programmare una visita nella Val di Non, trovi tutte le informazioni utili sul sito www.ilovevaldinon.it

Polpettine di Salmone

Buongiorno mamme! Non sapete cosa cucinare oggi ai vostri bimbi?

Gradite anche ai “grandi”, semplici e gustose: le polpettine di salmone!

Ricetta:

DIFFICOLTA’ medio-facile

Ingredienti:

  • 260g di filetto di salmone fresco
  • 3 cucchiai di pane grattuggiato
  • 1/2 limone
  • prezzemolo,menta e salvia q.b
  • olio evo q.b
  • sale, pepe pane grattuggiato q.b
  • olio x friggere

Procedimento:

Sfilettate il salmone se ha la pelle, accertatevi che non ci siano lische e se ci sono levatele con una pinzetta.

Tagliate il salmone a pezzetti, conditelo con olio, sale, pepe e il succo del limone.

Mettetelo a cuocere in forno a 180 C° per 15 minuti. Lasciatelo raffreddare e ponetelo in una ciotola.

A questo punto tritate le erbe aromatiche ed aggiungetele al salmone.

Frullate il tutto con un frullatore ad immersione aggiungendo anche del pane grattuggiato e l’uovo.

Impastate con le mani e formate delle palline che passerete nel pane grattuggiato.

A questo punto non vi resta che friggerle in olio ben caldo.

Sono perfette servite con una salsa alla menta a base di yogurt greco o salsa tartara.

Come variante, al posto del salmone, potete utillizzare del merluzzo oppure metà merluzzo e metà salmone.

Buon appetito!!!

 


Zeudi Rota Conti Autricecura la rubrica “Le ricette di Zeudorela” insieme a Sidorela Shaqiri

Ciao sono Zeudi, mamma di Noemi, originaria di un paesino di Bergamo dove cultura e tradizione si tramandano da generazioni. Appassionata di cucina: passione tramandata da mio papa’, il mio maestro. Per me la cucina e’ passione, un momento di svago, cucinare e’ un modo per “dare”.

Mi trovate anche sulla pagina Facebook “L’amore x la cucina di Zeudi” oppure sul mio blog zeudiamoreincucina.blogspot.com

Latte artificiale

L’OMS raccomanda, come misura di salute pubblica, un allattamento al seno esclusivo fino a 6 mesi compiuti e il proseguimento dell’allattamento fino a 2 anni e oltre.

Laddove la mamma non possa o non voglia allattare al seno, per nutrire il proprio bambino dovrà avvalersi del latte artificiale. Ne esistono di varie marche e di due tipi: in polvere o liquidi.

E’ importante sapere che i latti artificiali sono tutti “uguali”: la composizione del latte artificiale è stabilita per legge a livello europeo, sulla base di quanto stabilito dalla Codex Alimentarius Commission, una commissione mondiale che stabilisce le norme e gli standard di produzione e sicurezza dei prodotti alimentari, latte artificiale compreso.

Quindi ogni latte deve avere una composizione compresa nei limiti stabiliti dalla legge. (Approfondimento su Il bambino naturale)

Se il latte artificiale liquido pronto per l’uso è sterile fino a quando non viene aperta la confezione non è così per quello in polvere!

Il latte artificiale in polvere, infatti, NON è STERILE!

Il batterio Enterobac Sakazakii , che si trova normalmente nell’ambiente, può contaminare il latte in polvere nel momento della preparazione e confezionamento nelle fabbriche oppure nel momento della preparazione per l’uso a casa nostra o negli ospedali, arrivando nei casi peggiori a causare setticemia, meningite, diarrea, enterocolitenecrotizzante, infezione delle vie urinarie.

Di conseguenza serve seguire il processo di sterilizzazione aggiungendo il latte in polvere all’acqua solo quando quest’ultima sarà ad una temperatura di non meno di 70 C°.

Vediamo nel dettaglio come preparare un pasto di latte artificiale in polvere:

  • Lavarsi e asciugarsi bene le mani;
  • Versare l’acqua in un pentolino pulito e farla bollire;
  • Mettere la quantità di acqua necessaria in un biberon precedentemente sterilizzato.
  • Aggiungere nel biberon l’esatta quantità di latte in polvere indicata nella confezione. Attenzione!!! Per sterilizzare il latte in polvere aggiungerlo all’acqua solo quando la sua temperatura sarà scesa a non meno di 70 C° (sarà sufficiente coprire il pentolino con l’acqua appena bollita per non più di 30 minuti) .
  • Chiudere bene il biberon e agitare bene.
  • Raffreddare rapidamente il latte immergendo  il biberon in un contenitore con acqua molto fredda. (E’ importante che questo processo avvenga in modo rapido perchè i batteri si moltiplicano rapidamente tra i 7 e i 65 C° quindi più a lungo il latte si trova a questa temperatura, maggiore saranno le probabilità di aumentarne la carica batterica rendendolo potenzialmente pericoloso per il bambino).
  • Misurare la temperatura del latte facendone cadere qualche goccia sul polso o sul dorso della mano. Sarà adeguata quando sentiremo che il latte è tiepido.

Se il bambino non beve tutto il latte preparato, è possibile riproporlo entro e non oltre le 2 ore dalla sua preparazione. Altrimenti deve essere buttato via.

Fonte: Quaderni acp, Il bambino naturale

Il Belly Painting by Lorenart

Oggi Essere mamme a Vicenza ha intervistato una mamma, un’amica e una bravissima artista: Lorena Farinella!

Chi ci segue da qualche tempo ha già avuto modo di conoscere la professionalità e il talento di Lorena grazie all’inimitabile truccabimbi che propone ogni anno nel nostro spazio all’interno della fiera Children and Family e grazie alle tante mamme che hanno vinto un servizio di belly painting in occasione dei nostri contest!

Ma conosciamola meglio grazie a questa intervista!

Chi è Lorena Farinella e com’è nata Lorenart?

Ciao! Sono Lorena Farinella e abito a Vicenza!

Dopo studi in restauro architettonico, mi sono dedicata al mondo della decorazione, avvicinandomi negli ultimi anni alla pittura sulla pelle.

Tutto nasce grazie alle prime festicciole dei miei due figli, dove ho iniziato a proporre il servizio di truccabimbi e in cui ho scoperto questo mondo di colori e di pennelli sulla pelle.

Lorenart è il mio nome d’arte, nato circa 6-7 anni fa, all’inizio ho proposto un sacco di servizi legati al mondo dell’arte e quindi pitture e decorazioni su qualsiasi supporto: a terra, sui soffitti, sui muri, sull’asfalto, sul legno, sui coppi, sulla stoffa, sul vetro e chi più ne ha più ne metta.

Da quando mi sono avvicinata al mondo dell pittura sulla pelle, propongo servizio di truccabimbi, face painting, trucco creativo, belly painting e body painting.

Il belly painting by Lorenart

Il body painting è un’arte in cui il modello o la modella viene completamente dipinto/a ed è utilizzato soprattutto in eventi e manifestazioni particolari oppure in concorsi a cui ho partecipato e qualcuno ho anche vinto.

Che cos’è il Belly Painting?

Il belly painting è un’arte molto antica e consiste nel dipingere la pancia di una futura mamma.

Un servizio finalizzato a realizzare un servizio fotografico un pò particolare e colorato ma anche a creare un momento di benessere, un’esperienza positiva e rilassante per la mamma e per il suo bambino.

Il belly painting è un regalo che si può fare ad un’amica, ad una sorella o ad una collega, oppure che i mariti/compagni possono fare alle mogli/compagne.

Per eseguire la decorazione utilizzo colori professionali per la pelle, pennelli e spugnette morbide.

Ci racconti un episodio particolare e simpatico?

E’ molto particolare, durante il belly painting, vedere che la tela che stai dipingendo non sta ferma, il bimbo che è nella pancia si muove, mettendo alla prova l’abilità e della pittrice!

Di sicuro l’episodio più strano, ma allo stesso tempo simpatico, è stato accontentare la richiesta di una futura mamma che ha voluto fare una sorpresa al futuro papà facendosi dipingere un trattore, la sua grande passione!

Cosa vuoi dire alle mamme?

A tutte le future mamme vorrei augurare di vivere una splendida gravidanza, senza pensieri!

E ora con il problema del Covid19?

In quest’ultimo periodo, noi belly painter, siamo “costrette” a seguire delle nome igieniche molto particolari ma io lo faccio con piacere!

Se desiderate farvi questo regalo vi aspetto nel mio studio a Vicenza o vengo io direttamente a casa vostra!

Ringrazio Essere mamme per questa intervista, vi saluto e vi mando un bacio!

Potete contattare Lorena telefonicamente al n: 340.4605383 oppure alla e-mail: farinella1975@gmail.com

Seguite i suoi lavori sulla mia pagina Facebook e sul suo sito www.lorenart.it