Metodo Suzuki. Suonare per crescere.

Ed ECCOCI!

L’anno scolastico sta di nuovo per terminare!!!!! … e devo ammettere che questa volta mi trova abbastanza emozionata.

Perchè? Perchè è stato il PRIMO della scuola materna dei miei bimbi grandi! E la prima volta, si sa, non si scorda mai, giusto? Un traguardo importante insomma! Tra qualche giorno ci sarà la festa di fine anno con tutti i compagni e le maestre e poi arriveranno le tanto sospirate vacanze al mare.

ESTATE. Finalmente! E poi? E poi si ricomincia.

Si ricomincia? E non è troppo presto per pensarci? Mancano mesi!!!!

Vero, ma qualcuno poco tempo fa mi ha fatto giustamente notare che da settembre potrei far fare qualcosa oltre la scuola ai miei bimbi. E un po’ alla volta, stirando, lavando, stendendo, correndo di qua e di là, qualche idea sulle varie opzioni da valutare, ha iniziato ad inoltrarsi nella mia testa.

Pensando pensando, mi è venuto in mente che proprio l’anno scorso, ho ricevuto un invito interessante da una mia amica musicista. Si trattava di partecipare ad un incontro informativo sul METODO SUZUKI rivolto ai genitori dei bambini dai 3 anni in su. I miei bambini, in quel momento, mi sembravano ancora un po’ troppo piccoli per aderire e ho rimandato di approfondire l’argomento. Ricordo però, che quando ho letto di cosa si trattava, immediatamente la mia memoria è tornata indietro di qualche anno. E ha ripescato alcune immagini di un sabato pomeriggio di lavoro al museo…..

Avevamo preparato la sala grande per accogliere un concerto, un’attività di routine per noi addetti ai lavori! Ma c’era qualcosa di diverso nell’aria: risate, merende, piccole voci, emozioni da prima volta, genitori ansiosi….. atmosfera giocosa, ma allo stesso tempo impegnata, seria, eccitante! Era un concerto SPECIALE con musicisti SPECIALI, ovvero i bambini del METODO SUZUKI, bambini che, con i loro minuscoli strumenti suonavano come i loro colleghi più anziani e si esibivano davanti al loro pubblico in estasi, nel loro saggio di fine anno. Al tempo, non ero ancora mamma, ma sono rimasta comunque colpita e commossa da queste piccole creature. Già custodivano il segreto della musica e si comportavano come se questa fosse una cosa assolutamente semplice e naturale.

Il METODO SUZUKI: di cosa si tratta?

Sono tornata a cercare la mia amica e le ho chiesto di aiutarmi a capire. Abbiamo parlato. Ho letto. Ho studiato. Ho trovato domande e risposte. E ho realizzato che il METODO SUZUKI non è soltanto una pratica scolastica, ma è una originale e sorprendente filosofia di vita, ideata agli inizi del ‘900 da un singolare musicista giapponese. Egli amava molto i bambini e aveva fiducia in loro e nelle loro capacità.

Ma chi era questo personaggio?

SHINIKI SUZUKI, questo il suo nome, nasce a Nagoya, una città della regione di Chubu nell’isola di Honshu in Giappone. Sono andata a sbirciare su internet. Ho trovato che questa sua città natia è un luogo dal passato importante. Infatti, fu centro politico, commerciale e culturale, capoluogo feudale e sede di importanti università. In questo incontrarsi di storia e civiltà, vive Shiniki, che proviene da una famiglia erede della cultura samurai, ed è figlio del fondatore della più importante fabbrica di violini del mondo. Cresce in un ambiente ricco di stimoli dunque, sia storici che culturali. Soprattutto cresce con l’abitudine al lavoro, al sacrificio e al senso di responsabilità e del dovere.

Nelle sue memorie, racconta che ancora bambino, nei periodo di vacanza dalla scuola, impara a lavorare a fianco agli operai del padre. Impara ad alzarsi presto e con i suoi fratelli, non approfitta della sua posizione privilegiata, ma si pone in un atteggiamento umile di continuo apprendimento dal prossimo. I suoi studi sono finalizzati a succedere al padre nella guida dell’azienda famigliare, ma la sua passione è la MUSICA, a cui si dedica dai 17 anni nel tempo libero. Quando rientra a casa dalle sue incombenze, adora dedicarsi ai BAMBINI del vicinato. E’ affascinato dalla loro GIOIA, dalla loro SERENITA‘, dalla loro SPENSIERATEZZA e GRATITUDINE nei confronti della vita.

Leggendo la storia di Shiniki, ho la conferma di come il DESTINO di una persona, non sia soltanto dipeso dal caso o dalla fortuna, ma sia plasmato dalle reazioni che ogni singolo individuo ha nei confronti delle occasioni. Shiniki stesso, dice, che la sua fortuna è stata quella di aver saputo sfruttare tutte le opportunità che gli si sono presentate davanti, senza timore, di aver saputo rischiare e di aver saputo credere nelle sue capacità e nei suoi desideri. Come quello di potersi dedicare alla musica e di scoprire cos’è l’arte. E quando un noto industriale, amico del padre, gli propone un viaggio in Europa per approfondire lo studio del violino, affronta il padre e senza indugi parte!

Qui vive a Vienna, a Berlino e viene a contatto con maestri e pensatori prestigiosi. La sua mente è sempre aperta e accoglie con gioia ogni singolo insegnamento. E’ davvero istruttivo leggere, di come fosse euforico di ogni nuova esperienza che poteva affrontare e di ogni nuova persona che incontrava. Nessun giudizio negativo, nessuna critica, nessun commento sarcastico nelle sue parole, solo ENTUSIAMO e ARDORE nel vivere ogni attimo che gli era concesso!

Tornato dall’Europa, Shiniki si dedica allo studio e all’insegnamento del VIOLINO e acquisisce una nuova maturità personale dovuta purtroppo al verificarsi della seconda guerra mondiale, che colpisce anche la sua città, la sua azienda, la sua famiglia. Che lo costringe a trasferirsi, a reinventarsi, a trovare soluzioni per sfamare la famiglia e gli operai. Nonostante tutte le difficoltà, non dimentica mai i suoi studenti, cui si dedica con amore incondizionato. Ed è in questi anni che elabora il suo metodo di insegnamento, un metodo dedicato ai bambini e cucito addosso alla loro esigenza di crescere e imparare.

Il METODO SUZUKI: In cosa consiste?

  • IMITAZIONE: Sostanzialmente Shiniki Suzuki sostiene che OGNI cosa può essere imparata da OGNI bambino. Ovvero, così come ogni bambino impara dalla madre e dalla famiglia a parlare, così può imparare anche la musica, può imparare a suonare. Quando un bambino nasce viene seguito dai genitori che ogni giorno lo stimolano perchè impari a comunicare con le parole. E questo avviene in ogni angolo del mondo, con ogni lingua del pianeta. E tutti i bambini IMITANDO le persone che lo circondano, apprendono e con pazienza ed esercizio arrivano a parlare. Quindi perchè ciò non può avvenire anche con uno strumento musicale? Shiniki crede in questa intuizione e basa tutto il suo metodo di insegnamento su di essa. Secondo lui, se un bambino viene seguito costantemente e quotidianamente nello studio, se viene accompagnato e stimolato nell’apprendere, se viene esercitato e pazientemente abituato, può raggiungere traguardi importanti in qualsiasi ambito. La cosa illuminante di questo metodo è che il punto focale non è diventare un musicista di successo, ma diventare una persona migliore, una persona umile, semplice, grata e nobile d’animo, qualità che solo lo studio in generale, e lo studio della musica in particolare, è in grado di regalare.
  • COLLETTIVITA’ E RIPETIZIONE: Suzuki, suggerisce di introdurre lo studio e la pratica di uno strumento come fosse un gioco, un GIOCO COLLETTIVO che poi avrà anche un profondo significato sociale. Le prime lezioni, infatti, sono di gruppo. Lo stesso esercizio viene ripetuto alternativamente da questo o quello studente e anche chi non è direttamente coinvolto continua comunque ad ascoltare. I GENITORI sono presenti a lezione così da essere partecipi e consapevoli del percorso che il figlio sta facendo e che loro dovranno continuare a stimolare a casa. A casa infatti, il bambino avrà il compito di riprodurre quanto fatto a scuola esercitandosi con COSTANZA e RIPETIZIONE fino a migliorarsi.
  • EDUCAZIONE AL TALENTO: In un momento come il nostro in cui siamo bombardati di programmi e progetti televisivi alla ricerca del talento e del successo rapido, il pensiero di Shiniki Suzuki è assolutamente contro corrente. Sostiene che non esistono bambini più dotati di altri, che non esiste il talento innato o ereditario. I bambini vengono al mondo come dei fogli bianchi su cui a scrivere sono la società che li circonda, l’ambiente che la famiglia costruisce per loro, il mondo in cui vengono fatti crescere. Per Shiniki ogni bambino ha le stesse POTENZIALITÀ di tutti gli altri, basta aiutarlo a rafforzarle e in questo i genitori hanno un ruolo cruciale. In che modo? Inizialmente ai bambini più piccoli non è permesso suonare subito uno strumento. Invece, si insegna alla MAMMA a suonare un brano, in modo che possa essere lei un buon maestro a casa. Il bambino ascolterà il brano molte volte fino a che non gli diverrà famigliare e fino a che da solo non svilupperà il desiderio di provare a suonarlo anche lui. E questo sicuramente accade!!!! Basta creare l’ambiente giusto!
  • I GENITORI IMPARANO INSIEME: I genitori devono aiutare il bambino a compiere una sorta di RITUALE quotidiano, che permetterà di apprendere come suonare. Un impegno non da poco per una mamma o un papà! L’importante è trovare un angolino ogni giorno, ritagliato tra i mille impegni di lavoro, scuola, sport, famiglia per dedicarsi unicamente all’abitudine alla musica!

Il METODO SUZUKI: Obiezioni

Parlando con la mia amica musicista scopro che l’obiezione che più viene mossa a sfavore di questa pratica è che un bambino di 3-4 anni difficilmente è così maturo da studiare volentieri e senza remore uno strumento ogni giorno. E’ faticoso e forse noioso nei primi tempi. Quindi capita di dovere INSISTERE, forzarlo, obbligarlo, ma perchè? Forse non gli piace, forse non è portato, forse non fa per lui….. ma se ci pensiamo un attimo non dobbiamo insistere anche per insegnare ai nostri bambini a mangiare tutto quello che hanno nel piatto, a obbedire ai genitori, ad essere educati e bravi a scuola? E perchè non farlo con la musica? Perchè la musica è meno importante, meno essenziale. Forse.

Ma studiare musica, esercitarsi in gruppo e imparare a padroneggiare uno strumento permettono di APRIRE LA MENTE, di imparare un METODO applicabile in ogni ambito, di assumere un atteggiamento UMILE, di sentirsi parte di un insieme di cui si è RESPONSABILI, di ragionare non come un singolo ma come un facente parte di un GRUPPO, di ingentilire il proprio animo e accogliere l’arte, di abituarsi al SACRIFICIO, alla FATICA e all’IMPEGNO senza paura. E tutto questo non è forse INDISPENSABILE? Io direi proprio di si!

Il METODO SUZUKI: dove?

Studiare con il metodo Suzuki è possibile anche a Vicenza!!!! Dove? Al Conservatorio Pedrollo! Dopo un primo anno dedicato alla ritmica, gli strumenti che i nostri figli potranno scegliere sono violino, violoncello, pianoforte e contrabbasso. Il prossimo Autunno sarà fatto un nuovo incontro informativo per l’anno 2017-2018. Basta tenere sotto controllo il sito della scuola o chiedere delucidazioni agli insegnanti.

Per info:

Conservatorio di musica di Vicenza Arrigo Pedrollo

sito: www.consvi.it

e-mail: conservatoriovicenza@legalmail.it

tel 0444 50755- 0444 507551

Valentina Zocca

e-mail: valecello@hotmail.it

Fonti:

Crescere suonando, l’educazione al Metodo Suzuki, di Domenico Cutrì 2012

Crescere con la musica, di Shiniki Suzuki 1983

www.metodosuzuki.it

Ogni albero vivo germoglia: su ogni ramo sbocciano bellissimi fiori. E’ lo splendido corso della Natura. Io credo che l’uomo dovrebbe seguire la Natura e produrre dei frutti.

Qual’è in fondo lo scopo della vita? Andare alla ricerca dell’amore, della verità, della virtù, della bellezza. Questo vale per voi, per me, per chiunque” Shiniki Suzuki


Elena PiazzaElena PiazzaAutrice cura la rubrica “Bambini a regola d’arte

Mamma di Cesare, Agostino e Letizia

Adoro tutto ciò che è arte, musica e letteratura. E sin da piccolina ho iniziato a esplorare questi mondi, che piano piano sono diventati i miei strumenti necessari per esprimermi.

Dai tre anni il disegno è diventata la mia passione. Ho continuato scegliendo di studiare arte e laureandomi in Archeologia. Ho fondato e gestito un’associazione culturale e ho trovato lavoro in un museo, dove svolgo diverse mansioni tra cui anche quella di operatrice didattica e guida. E’ un lavoro impegnativo che però mi permette di stare a contatto con persone di tutte le età, di tenermi allenata con lo studio, di approfondire continuamente diversi aspetti del mondo dell’arte e di tenermi aggiornata su tutto ciò che accade in città!

Figlia e sorella di musicisti ho masticato note e pentagrammi da quando sono nata. In particolare prediligo il canto che ho sempre esercitato facendo parte di vari cori e sperimentando generi diversi.

Diventata mamma (tris da pochissimo!!!) non ho rinunciato alle mie passioni e inclinazioni e cerco sempre di trovare un modo per conciliarle con la famiglia. Ed eccomi qui a provare a raccontare il mio mondo!

Arte e bambini: didattica museale

Un pomeriggio dello scorso febbraio, mio figlio Agostino, poco più che treenne, mi ha indicato il cielo e con lo sguardo concentrato e un po’ sognante mi ha detto: “Mamma! le nuvole sono bianche, ma anche viola, azzurre, grigie, arancioni e blu”. Io l’ho guardato ammirata e non ho potuto far altro che dirgli che aveva perfettamente ragione. E tra me e me ho pensato “E’ un genio, come ha fatto a capirlo lui, quando io mi sono ritrovata a studiarlo sui libri di scuola!”.

Già, perché una delle teorie fondamentali della tecnica impressionista è proprio quella di considerare il colore, che noi percepiamo quando osserviamo qualcosa, come una sintesi della sovrapposizione di più colori. Non esiste il bianco, non esiste il nero, solo colore.

Renoir, uno dei maestri indiscussi del metodo impressionista, infatti diceva che «in natura il bianco non esiste: devi riconoscere che sopra la neve hai un cielo. Questo cielo è azzurro, questo azzurro deve rispecchiarsi nella neve; al mattino in cielo ci sono verde e giallo … alla sera rosso e giallo dovrebbero apparire nella neve».

Insomma, mio figlio così piccolo e senza studiare aveva già capito quello che grandi artisti avevano teorizzato e portato avanti con le loro opere nell’800!

Quindi arte e bambini … si può!

Sapevo che doveva essere così e ne ho avuto la piena conferma con questo episodio domestico!

In fondo l’arte, se tralasciamo i paroloni dei grandi critici e le definizioni complicate dei manuali più raffinati, è squisitamente semplice. E come potrebbe non esserlo? Nasce da un bisogno interiore di esprimere qualcosa. Ancora prima della parola si comunica con un colore, una forma, una materia e … la vista e il tatto, non sono forse i primi sensi che impara a sviluppare un bambino sin dalla più tenera età?

Pablo Picasso sosteneva che tutti i bambini sono degli artisti. E forse aveva ragione.

I bambini sono immediati, creativi, sognatori e tutto ciò li avvicina molto al processo di realizzazione di un’opera d’arte. Avete mai osservato un bambino al museo? Io ho guardato i miei figli a Palazzo Leoni Montanari e in Basilica Palladiana a Vicenza, a Palazzo Reale a Milano e a Palazzo The a Mantova: vagano per le sale, ascoltano l’eco della loro voce, si fermano davanti ai quadri e indicano ciò che è loro famigliare come i colori, le barche, i treni, il mare, e appoggiano le loro manine sulle diverse superfici che incontrano tra cui statue di pietra, pavimenti di marmo, cornici di legno.

Far conoscere la pittura, la scultura, l’architettura e i grandi maestri del passato ai bambini dunque non è impossibile. Basta utilizzare strumenti e linguaggi adeguati, che mettano in comunicazione due entità, opera e bambino, che hanno approcci simili e legami già abbozzati per natura. E questo è quello che cerca di fare la didattica museale che è rivolta a tutti, adulti compresi, ma che è uno dei sistemi migliori per mettere in contatto i nostri figli con il mondo dell’arte.

Esempi di didattica museale ne troviamo in molte città d’Italia. Offrono progetti rivolti alle scuole nei più importanti e caratteristici siti artistici e storici del nostro paese. Spaziano tra diverse epoche storiche, linguaggi, ambienti, contesti, religioni e offrono, attraverso la capacità di un operatore preparato, la possibilità di approfondire la conoscenza dell’arte e della storia locale, con uno sguardo rivolto anche, più in generale all’Italia e a Paesi e culture lontani.

Esisterebbe però anche una didattica museale scollegata dall’ambito scolastico e rivolta alle famiglie, che consentirebbe ai più o meno piccoli di esplorare il mondo dell’arte insieme a fratelli, genitori, nonni e di condividere insieme un’esperienza insolita, divertente e affascinante.

Anche a Vicenza abbiamo esempi di questo tipo? La risposta è si!!!

Ho curiosato nei siti web dei nostri musei e dei nostri bellissimi palazzi e ho parlato con gli operatori didattici che si occupano di gestirli. Ho appurato che oltre alla didattica rivolta alle scuole, molto ricca e allettante, ci sono diverse proposte anche per i nuclei famigliari. Ho raccolto i dati e li ho riassunti qui per voi.

Il panorama delle offerte è davvero vasto e sarebbe un peccato non approfittarne per fare qualcosa insieme ai nostri figli una delle prossime domeniche di bella stagione, qualcosa di diverso ma nel contempo utile e stimolante!

Buona scelta!

  • A Villa Valmarana ai Nani la didattica è affidata a tre professioniste Paola Bonugli, Federica Pilastro e Paola Rossi. Alle scuole propongono, a seconda dell’età scolastica, percorsi narrativi o artistici che, attraverso l’analisi dell’architettura, delle pitture e della storia della villa, viaggiano nel passato offrendo agli alunni un originale approccio allo studio della storia dell’arte comprendendo le trasformazioni avvenute nel tempo nei luoghi che li circondano. Al momento non sono previste offerte didattiche per la famiglia, ma c’è comunque la possibilità di chiamare e accordarsi per un percorso studiato appositamente. E’ inoltre viva anche l’intenzione di sviluppare una vera e propria didattica per famiglie a partire dal prossimo settembre ,che comprenda non solo gli ambienti della Villa, ma anche i giardini e gli spazi esterni.

Per info e contatti: telefono e fax 0444 321803 – Email info@villavalmarana.com – sito www.villavalmarana.com

  • La didattica a Palazzo Thiene, alla chiesa di Santa Corona, alla pinacoteca di Palazzo Chiericati, al Museo del Risorgimento e della Resistenza, al Museo Archeologico e alla Villa Rotonda è gestita dall’associazione culturale Ardea. Le proposte rivolte alle scuole sono tantissime. Anche in questo caso si diversificano per età, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria, e per tematiche. Oltre all’approfondimento della conoscenza del patrimonio culturale vicentino, poi Ardea propone anche itinerari didattici volti alla scoperta dei grandi maestri dell’arte moderna come Chagall, Matisse, Van Gogh. Moltissime di queste attività didattiche sono aperte anche alle famiglie, attraverso prenotazione di un operatore, per un gruppo di minimo 10 e massimo 25 persone. Infine, Ardea organizza durante l’anno alcune giornate evento con attività rivolte esclusivamente alle famiglie, ma per conoscerle bisognerà aspettare ormai il prossimo autunno.

Per info e contatti: telefono 346 5933662 – Email pinacoteca@associazione-ardea.it – sito www.associazione-ardea.it

  • A Palazzo Leoni Montanari la didattica è gestita dallo staff di Civita Tre Venezie e coordinata da Agata Keran. Propone alle scuole diversi percorsi, tutti gratuiti, che spaziano dalle collezioni permanenti del museo alle mostre temporanee. Presenta inoltre un calendario molto fitto di eventi rivolti alle famiglie. Per il mese in corso, in occasione della mostra “Ritratto di città” ci saranno: Domenica 7 maggio alle ore 11.00 Domenica 14 maggio alle ore 16.30, Domenica 21 maggio alle 16.00 e Domenica 28 maggio alle 16.00 degli itinerari con laboratori creativi volti a scoprire l’arte dello Zuccarelli e il suo legame con la figura di Palladio e la nostra città. Tutte le proposte sono prenotabili e a pagamento: 5 euro a persona per l’attività più 5 euro di ingresso al museo. I bambini entrano gratuitamente.

Per info e contatti: telefono 800 578875 – fax 0444 991280 – Email info@palazzomontanari.com – sito www.gallerieditalia.com

  • Al Palladio Museum, oltre all’offerta didattica rivolta alle scuole, è attualmente in corso “Un architetto in famiglia”, ovvero un programma di incontri domenicali per i bambini con i loro genitori ideato in collaborazione con The Playroom che ha come obiettivo il far esplorare e comprendere il fascino dell’arte dell’architettura anche ai più piccoli. I prossimi laboratori si svolgeranno Domenica 14 maggio alle 10.30 e Sabato 20 maggio alle ore 20.30 in occasione della Notte dei Musei. Ingresso al museo e laboratorio sono gratuiti per tutti i bambini. La prenotazione è obbligatoria.

Per info e contatti: telefono 0444 323014 – Email didattica@palladiomuseum.org – sito www.palladiomuseum.org

  • Il Museo Diocesano ogni anno propone una serie di appuntamenti pomeridiani domenicali rivolti alle famiglie che generalmente prevedono una parte di visita alle collezioni permanenti e un laboratorio a cura di professionisti quali artisti, fotografi o attori. Il prossimo, dal titolo “Gocciolo, un rubinetto e la sua allergia”, racconto sulla diversità, animato di e con Franco Mastrovita, sarà Domenica 14 maggio alle ore 15.00 e alle ore 16.30. L’attività gratuita e su prenotazione.

Per info e contatti: telefono 0444 226400 – Email museo@vicenzachiesacattolica.it – sito www.museodiocesanovicenza.it


“Devi tenere vivo il bambino che è in te: senza di lui non si può creare.” Joni Mitchell


Elena PiazzaElena PiazzaAutrice cura la rubrica “Bambini a regola d’arte

Mamma di Cesare, Agostino e Letizia

Adoro tutto ciò che è arte, musica e letteratura. E sin da piccolina ho iniziato a esplorare questi mondi, che piano piano sono diventati i miei strumenti necessari per esprimermi.

Dai tre anni il disegno è diventata la mia passione. Ho continuato scegliendo di studiare arte e laureandomi in Archeologia. Ho fondato e gestito un’associazione culturale e ho trovato lavoro in un museo, dove svolgo diverse mansioni tra cui anche quella di operatrice didattica e guida. E’ un lavoro impegnativo che però mi permette di stare a contatto con persone di tutte le età, di tenermi allenata con lo studio, di approfondire continuamente diversi aspetti del mondo dell’arte e di tenermi aggiornata su tutto ciò che accade in città!

Figlia e sorella di musicisti ho masticato note e pentagrammi da quando sono nata. In particolare prediligo il canto che ho sempre esercitato facendo parte di vari cori e sperimentando generi diversi.

Diventata mamma (tris da pochissimo!!!) non ho rinunciato alle mie passioni e inclinazioni e cerco sempre di trovare un modo per conciliarle con la famiglia. Ed eccomi qui a provare a raccontare il mio mondo!