Oggi il tempo è di pioggia

 

Illustrazione di Marta Wendelin

Scendon le gocce della prima pioggia
che sui selciato ancor timida batte,
mentre settembre lietamente sfoggia
l’ardore delle sue bacche scarlatte.
E le foglie chiacchierine
parlano dell’autunno che ritorna
e che sotto la pioggia fine fine
di pampini e di bacche agile s’adorna.

Marino Moretti – La prima pioggia

 

 

L’autunno è arrivato con il suo carico di foglie.

Scricchiolano i nostri piedi, mentre si passeggia nelle strade e nei parchi. Il vento si alza con più forza nelle giornate che si accorciano e il sole sempre più pallido e malinconico lascia spesso l’amica pioggia, portata dalle nuvole, bagnare la terra che sembra più scura e “meno” brulicante.

A volte però la pioggia ci disturba quando sembra rovinare i nostri piani, quando prevediamo un’uscita nel fine settimana, una bella gita con gli amici e i bambini, oppure semplicemente quando vogliamo un pò di sole per non incupirci in casa.

I nostri ricordi tornano sui banchi di scuola, a quella poesia imparata a memoria Pioggia nel pineto di Gabriele D’Annunzio. Come non ricordare le sue parole con il loro potere di evocare i suoni, i rumori, il profumo e l’umidità dell’acqua che a piccole gocce scende e si posa….sulle foglie, sui tronchi degli alberi, sui sassi, sulla terra e sulle nostre giornate frenetiche.

 Ascolta. Piove dalle nuvole sparse

Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
né il ciel cinerino.                              

E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.

La pioggia è un fenomeno pieno di contraddizioni per noi, nel bene e nel male. Bella ma allo stesso tempo può essere tremenda.

Come scrive Paola Cosolo Marangon nel suo libro Fai della natura la tua maestra[1]:

Poche cose come la pioggia vedono l’interazione con le nostre vite. D’estate la imploriamo, vorremmo averne per rinfrescarci, per baganre i campi e i giardini e d’inverno non la vorremmo più, perchè ci piace il tepore del sole. Mai contenti! […]

La pioggia ristora, rinfranca, diverte. Non dimentichiamo che le pozzanghere sono generate dalla pioggia: c’è qualcosa di più divertente dello sguazzare nelle pozzanghere?

Proprie in queste giornate in cui il tempo è di pioggia e si ritorna magari da qualche passeggiata con gli stivali di gomma, zuppi sotto l’impermeabile ma felici, con i nasini rossi e le guance fredde, con gli occhiali appannati e una voglia matta di cioccolata calda, i libri ci chiamano.

La giornata non finisce…anzi anche con il brutto tempo è possibile passare momenti di qualità insieme, senza ricorrere a video, tablet, smartphone o televisori.


[1] Vedi articolo precedente “Da lontano era un’isola

 

Sul comodino ma non solo: libri dappertutto e anche quando piove

Sono stati scritti e illustrati tantissimi libri sul tema delle foglie, dell’autunno, degli alberi e sull’arrivo dell’inverno. C’è l’imbarazzo della scelta.

E sulla pioggia?

Eccone alcuni…

Ciao Cielo di Dianne White e Beth Krommes (Il Castoro, 2016 – traduzione di Bruno Tognolini)

La storia di una giornata in una fattoria. Il cielo è limpido, una mamma stende i panni al sole e i bambini giocano in un prato dal verde acceso. Ma ecco che all’improvviso grossi nuvoloni si fanno minacciosi e arrivano a “disturbare” la quiete casalinga. Il tempo cambia. Il cielo si anima, arriva il vento, cambiano i colori e quasi si fa buio. Tuoni, lampi…La pioggia arriva e grazie ad essa si ha il pretesto di visitare la fattoria, la stalla, il porcile e la rimessa del trattore. Ci si gode la vitale esuberanza di un fenomeno naturale…con la voglia di stare sotto le lenzuola nel lettone.

Il sabato è come un palloncino rosso di Ricardo Liniers (Nuova Frontiera Junior, 2015).

Un fumetto con due protagoniste: due bambine Tina e Matilda che progettano un bel sabato ricco di avventure…un pic-nic, i fiori, gli alberi, una bella camminata.

“ll sabato la colazione è più buona” SLURP! GLU! GLU! “Vedi, è la stessa, ma ha un sapore più buono. Ed è perché oggi è SABATO!”.

Ma… piove! Oh no! Che disdetta…che peccato! Non è giusto! Penseremmo noi in preda allo sconforto per l’ennesimo fuori programma e invece…

“Non preoccuparti! La pioggia è DIVERTENTE” pensa Matilda.

Le bimbe si vestono ed escono fuori sotto la pioggia. Perchè la pioggia è fatta apposta per bagnare, per scivolare dentro il cappuccio e farci venire i brividi lungo la schiena, per essere assaggiata sulla punta del naso, per essere schizzata dagli stivaletti. Il timore sparisce e le due piccole si lanciano all’avventura alla scoperta della loro giornata piovosa.

Una splendida giornata, Richard Jackson con le illustrazioni Suzy Lee (Terre di Mezzo, 2017)

Ci sono giornate che iniziano con un tempo grigio che poi diventa nero e carico di pioggia. Questa storia comincia con una strana noia che pervade le prime pagine. I bambini sono spenti e annoiati…ma ecco che con un clic si accende la radio e una melodia pervade le pagine con una scia azzurro che le attraversa e ci conduce insieme ai tre fratellini protagonisti a vestirsi di tutto punto per uscire: quindi forza! Cappelli, ombrelli e stivali…si parte alla conquista di un “fuori”. Il ritmo aumenta, l’azzurro continua a fare da filo conduttore e lo si ritrova nelle pozzanghere, nel giardino trasformandosi in verde, giallo, rosso, rossa ed è allora che inizia la corsa! Un’euforia ci fa ridere nel vedere quei bambini che lanciano in aria gli ombrelli. Il temporale è andato via…le nuvole si diradono e il cielo torna sereno. Ecco com’è una splendida giornata.

Ma se con i libri si potesse imparare anche a costruire un castello con del cartone oppure con un paio di calzini vecchi realizzare un coccodrillo dall’aria curiosa e simpatica?

E’ vero internet è pieno di progetti e non occorre certo un libro per stuzzicare la creatività…ma pensate al calore che il libro trasmette quando lo tenete tra le mani. Immaginate quando con i vostri bambini e le vostre bambine sceglierete dall’indice il nome del progetto più assurdo e fuori dal comune che possiate aver mai realizzato. Quando leggerete insieme le istruzioni e guarderete le immagini. Quando sorriderete per la confusione che avrete lasciato e dovrete insieme mettere tutto in ordine. Quando guardando la vostra opera, chiuderete il libro e riponendolo sullo scaffale direte “Alla prossima giornata di pioggia, se proprio non possiamo uscire, ci divertiremo con un altro progetto”.

Provare per credere. Eccovi alcuni di questi fantastici libri della casa editrice Terre di Mezzo, facilmente reperibili nelle librerie e/o presso le biblioteche: oggi il tempo è di pioggia ma noi ci divertiamo lo stesso.

Potete scoprire ulteriori titoli visitando il sito http://libri.terre.it/libri/collana/29/

La stampa fatta in casa, Elena Campa 

Laboratorio creativo per bambini di tutte le età. Tante tecniche spiegate passo passo, con materiali facili da trovare: dai timbri alla serigrafia, dalla collografia allo stencil, dalle mascherine alla litografia.

 

 

Grandi giochi di cartone, Angels Navarro

Dalla cucina all’aeroplano, facili progetti per costruire con il cartone e scoprire il piacere di creare con le proprie mani, usando materiali di recupero.

 

 

Calzarughe e Bodyfanti, Silvia Bonanni

Come realizzare dei simpatici pupazzi a partire da un vecchio maglione peloso o da una calzamaglia che non si usa più e trascorrere dei pomeriggi divertenti con mamma e papà, o con i tuoi amici.

 

Facciamo i colori, Helena Arendt

Dal rosso dei gerani al blu dei mirtilli, dal verde dell’ortica al rosa della malva… la natura è un’immensa tavolozza da cui tutti possiamo attingere: basta saperla usare! Un libro con tante semplici “ricette” per dipingere e giocare con i colori naturali.

 

 


Mariairene Didoni – Autrice –

Mamma di Matilde e appassionata di libri e d’arte.

Sono laureata in Storia dell’Arte e conservazione dei beni artistici e sin da piccola il mondo dei libri e dell’illustrazione mi ha sempre affascinato. Mi dedico alla pittura ad acquerello e all’organizzazione di letture condivise per bambini come volontaria presso la Biblioteca del quartiere di Anconetta, succursale della sede centrale di Vicenza della Biblioteca Civica Bertoliana.

Ho seguito diversi seminari e corsi di formazione nell’ambito della promozione della lettura per tutte le età a partire dalla primissima infanzia ma anche dalle letture al pancione durante la gravidanza.

Sono diventata “Lettore Custode” grazie alla formazione ideata e realizzata da Alessia Napoletano presso la sua Libreria per l’Infanzia “Radice-Labirinto” di Carpi (MO). La metodologia del “Lettore custode” è in via di definizione e sperimentazione e si prefigge lo scopo di infondere l’amore per le storie e la lettura.

Diventare mamma mi ha dato la possibilità di riscoprire e riassaporare le mie diverse passioni e mi ha portato a “rileggere” nel vero senso della parola una lunga lista di libri, ripartendo dagli albi illustrati e dai grandi classici della letteratura per l’infanzia e per i ragazzi, oltre ad altri libri non convenzionali.

La mia mente ha sempre fame di parole e di immagini che facciano vibrare le corde del cuore e dell’anima.

Con la rubrica “Un mondo di cose da leggere” vorrei accompagnarvi e aiutarvi a far visita al vostro “io” bambino/bambina e a condividere con tutta la vostra famiglia le potenzialità che la lettura e i libri possono offrire.

“Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo”. (Gianni Rodari)

Pannolini lavabili: incontro informativo gratuito

Sabato 17 novembre alle ore 10:00, Essere mamme a Vicenza vi invita ad un incontro informativo, gratuito e aperto a tutti, sull’uso dei pannolini lavabili.

  • Come sono fatti?
  • Come funzionano?
  • Come si usano?
  • Come si lavano?

Per saperlo vi aspettiamo presso la nostra sede in Viale Ferrarin 71 a Vicenza (sala riunioni Piscine di Vicenza)

Gradita iscrizione alla mail emaviaps@gmail.com

Per maggiori informazioni: Letizia 3478276985

Febbre: come gestirla?

Il bambino ha la febbre: come affrontarla correttamente

febbre

 

La maggior parte dei genitori è ansiosa di abbassare rapidamente la febbre nel bambino (fever phobia) non sapendo che nella maggioranza dei casi sarebbe preferibile semplicemente monitorare la temperatura lasciando che faccia il suo corso.

La febbre NON rappresenta una malattia ma una reazione di difesa naturale dell’organismo con stimolazione delle difese immunitarie: è al tempo stesso il campanello che annuncia la malattia e il primo e più elementare meccanismo di difesa.

Si intende febbre una temperatura rettale superiore a 38 gradi o ascellare superiore a 37.5° gradi. Misurando la febbre per via rettale o auricolare, sottrarre sempre mezzo grado dalla temperatura ottenuta per ottenere quella corretta.

Le cause principali della febbre sono le infezioni da virus e batteri. Più raramente è il sintomo di altre malattie.

La febbre va misurata, ed eventualmente abbassata, solo per alleviare un fastidio, non per scongiurare un pericolo! Non ha nessun senso abbassare a tutti i costi la temperatura procurando un fastidio maggiore al bambino (per esempio irritargli il culetto a furia di infilare il termometro, oppure svegliarlo in piena notte).

Quando è opportuno abbassare la febbre nei bambini?

  • Quando il bambino è in stato di disagio o sofferente, indipendentemente dalla temperatura segnata dal termometro. Se il bimbo ha febbre alta e non è per niente a disagio (ma al contrario mangia a sufficienza, riposa tranquillo, ha momenti in cui sorride e gioca) probabilmente non ha bisogno di alcun farmaco antipiretico!
  • Quando la temperatura supera i 40,5 gradi rettali (40 gradi ascellari).
  • Quando il bambino ha storia di convulsioni febbrili o altre patologie croniche per le quali il pediatra vi ha consigliato di non far salire troppo la febbre

Fanno più danni i farmaci di cui spesso si vuole rimpizzare il bambino pur di far scendere la febbre,a volte senza neanche rispettare le pause tra le somministrazioni, piuttosto che la febbre stessa!

Farmaci antipiretici comunemente usati:

Sulla base delle recenti indicazioni della Società Italiana di Pediatria (SIP), i farmaci antipiretici dovrebbero essere impiegati nel bambino solo quando alla febbre si associano sintomi di malessere generale o dolore localizzato, invece la norma vede spesso l’uso dell’antipiretico quando la temperatura corporea supera i 38,5°C.

Abitualmente vengono utilizzati due prodotti antipiretici: il paracetamolo (Tachipirina) e l’ibuprofene (Nurofen). Entrambi i farmaci possono dare, se usati in modo inappropriato, effetti tossici acuti da sovradosaggio in particolare a livello renale. E’ sconsigliato l’uso alternato o combinato dei due farmaci per un maggior rischio di effetti collaterali. Va sottolineato che i farmaci antipiretici non modificano il decorso della malattia alla base della febbre. PER APPROFONDIRE

E’ importante far notare che non tutte le febbri sono uguali e non tutti i bambini rispondono ai farmaci allo stesso modo, perciò aspettarsi che la medicina elimini la febbre è un’illusione. A volte succede davvero, altre volte invece il farmaco impedisce semplicemente che la febbre salga di più e la mantiene alla stessa temperatura. Ma visto che la febbre non fa male, non ha senso insistere con i farmaci.

Cosa possono fare (o non fare) i genitori per gestire la febbre:

  • Scoprire il bambino: un bambino con febbre va coperto solo quando la temperatura sta salendo (cioè finchè ha mani fredde e i brividi). Una volta che la febbre  è alta si può facilitare la riduzione della temperatura lasciandolo scoperto!
  • Far bere abbondantemente il bambino: una buona idratazione è fondamentale per abbassare la febbre e per limitare possibili danni renali dovuti a farmaci antifebbrili.
  • Non forzare il bambino a mangiare a qualsiasi costo, piuttosto concedergli piccoli pasti facilmente digeribili.
  • Non costringere il bambino a letto se è abbastanza in forze per alzarsi e giocare.

Quando rivolgersi al pediatra:

  • Se il bambino ha meno di 6 mesi
  • Se il bambino ha un aspetto sofferente, sonnolenza, irritabilità, pianto flebile.
  • Se il bambino lamenta forte mal di testa
  • Se il bambino lamenta forte mal di pancia
  • Se la temperatura supera i 40,5 gradi rettali
  • Se il bambino fatica a muovere testa e collo
  • Se il bambino manifesta una difficoltà respiratoria
  • Se il bambino ha le convulsioni
  • Se il bambino è affetto da malattia cronica (cardiopatie, diabete, deficit immunitari, etc.),
  • Se in associazione alla febbre, il bambino manifesta altri sintomi (vomito, diarrea, eruzione cutanea, etc.),
  • Se la febbre persiste oltre le 48 ore

Quando è perchè diventa necessario somministrare l’antibiotico:

L’antibiotico non ha effetto diretto sulla febbre bensì agisce tramite l’eliminazione dell’agente infettante responsabile della malattia. Di conseguenza, nel giro di qualche giorno anche la febbre sparisce. Quando il responsabile della malattia è un virus, come avviene nella maggior parte delle malattie febbrili dei bambini, non si avrà la scomparsa della febbre finché l’organismo non se ne sia liberato autonomamente.

La maggior parte dei medici, dopo aver visitato il bimbo ed aver escluso la possibilità di infezioni batteriche gravi, preferisce attendere 3-4 giorni prima somministrare un antibiotico. Questo perchè la maggior parte delle infezioni virali (cioè quelle in cui l’antibiotico non serve) sono spesso indistinguibili nei primissimi giorni dalle infezioni batteriche (dove invece l’antibiotico serve).

Fonti: Società Italiana di Pediatria (SIP), Ospedale Bambino Gesù, Padiatra dott. Raffaele Troiano, Un Pediatra Per Amico (Uppa), Associazione Italiana Pediatri (AIC).

BISCOTTI DI PASTA FROLLA BICOLORE

Ricetta

Ingredienti :

  • 370 di farina
  • 200 di burro a pezzi freddo
  • 100 gr di zucchero a velo
  • 1 uovo
  • 1 pizzico di sale
  • 2 cucchiaiidi cacao in polvere
  • buccia di limone o vaniglia

Procedimento:

In una ciotola setacciare la farina, aggiungere il burro freddo a cubetti e lavorare con una frusta elettrica a scatti per ottenere un sablè.

Aggiungere zucchero, uovo e lavorare velocemente a mano per assemblare il tutto.

Dividere il composto in due parti uguali: in una aggiungere il cacao setacciato e nell’altra un cucchiaio di farina.

Lavorare le due frolle separatamente, avvolgerle in pellicola trasparente e porre in frigo a raffreddare per almeno 30′.

Trascorso questo tempo, riprendere le frolle per assemblare la forma prescelta.

Per la girella: stendere le frolle, sovrapporle una sull’altra ed arrotolare semplicemente.

Avvolgere con la pellicola il cilindro ottenuto e porre a raffreddare in frigo

Una volta raffreddate, estrarre le forme di frolla e tagliarle a fette spesse meno di 1 cm. Disporre i biscotti distanziati tra di loro su una placca rivestita di carta forno e cuocere in forno preriscaldato a 180° per 10-12′

Buon appetito!!!


Zeudi Rota Conti Autricecura la rubrica “Le ricette di Zeudorela” insieme a Sidorela Shaqiri

Ciao sono Zeudi, mamma di Noemi, originaria di un paesino di Bergamo dove cultura e tradizione si tramandano da generazioni. Appassionata di cucina: passione tramandata da mio papa’, il mio maestro. Per me la cucina e’ passione, un momento di svago, cucinare e’ un modo per “dare”.

Mi trovate anche sulla pagina Facebook “L’amore x la cucina di Zeudi” oppure sul mio blog zeudiamoreincucina.blogspot.com


Sidorela Shaqiri Autrice cura la rubrica “Le ricette di Zeudorela” insieme a Zeudi Rota Conti

Ciao a tutte io sono Sidorela, originaria dell’Albania, operaia e mamma di Redis ed Eglis.
Sono appassionata di fotografia, libri e cucina. Cucino da sempre, venuta in Italia ho rivoluzionato tutta la mia alimentazione e imparato a cucinare e mangiare in modo sano ed equilibrato il più possibile…. il mio moto è cucinare senza limite e mangiare con cautela, metto la salute sopra ogni cosa.
Spero di riuscire a trasmettere positività e allegria oltre che piatti e ricette sfioziosi!

Portare i Piccoli – Inconto informativo

Essere mamme a Vicenza in collaborazione con l’associazione PiP, vi invita all’incontro informativo sul portare in fascia/marsupio

Ogni ultimo giovedì del mese alle ore 10:00 presso la sala riunioni del palazzetto del nuoto in Viale Ferrarin 71 a Vicenza

A cura di Mara Bertoldo istruttrice Portare i Piccoli


Per capirne un po’ di più di fasce e marsupi, di fisiologia e relazione, di vizi e bisogni.
Per avere risposta ai vari dubbi e vedere con cosa portare il vostro bambino.

Incontro aperto a neo o futuri genitori.
Gradita prenotazione.

“Mamma mi leggi una storia?”

“Mamma mi leggi una storia?”

L’importanza della lettura condivisa per lo sviluppo del linguaggio

Tutti noi sappiamo quanto sia importante la lettura ad alta voce per i bambini, ce lo sentiamo dire da sempre e il più delle volte ci limitiamo a prendere un libro a caso e leggerlo. Semplice no? Ma quello che spesso non facciamo è fermarci a pensare al perché leggere sia così importante e quali implicazioni questa abitudine possa avere nello sviluppo del bambino. E non parlo soltanto dello sviluppo linguistico, ma di moltissime altre sfumature dello sviluppo.

Ma perché leggere a bambini piccoli, che non sono in grado di capire una storia? E soprattutto, cosa e come leggere loro? Vediamolo insieme.

L’importanza comunicativa della lettura

Quando si legge ai bambini, il primo interesse dell’adulto lettore dovrebbe essere rivolto alla comunicazione del messaggio letto. Un bimbetto di un anno, ad esempio, non saprà trarre grandi cose da un “Cappuccetto Rosso” narrato per filo e per segno. Ne guadagnerà sicuramente di più dal nostro commento all’immagine, dal nostro “oh! Un lupo!” con espressione ad occhi sgranati, dalla nostra capacità di imitare un lupo che ulula. Ci accorgeremo presto di quanto velocemente il suo sguardo si sposti dalla pagina alla nostra faccia per rivedere ancora una volta, o due o tre, quell’espressione o sentire quel verso che tanto gli piace.

Questa si chiama comunicazione non verbale e solitamente precede quella verbale. I libri devono essere un mezzo di comunicazione interattiva tra adulto e bambino e non un esercizio di decifrazione a cui sottoporlo o, peggio ancora, un modo di fargli ripetere mille volte una parola solo per il gusto di sentirla dire.

Ecco perché i libri per bambini molto piccoli sono perfetti quando contengono prevalentemente immagini e poche parole, ancora meglio se sono legati ad esperienze quotidiane, per rendere facilmente generalizzabili le parole che via via riescono ad imparare. (Saper pronunciare ‘spinosauro’ ha ben poche speranze di tornare utile, se sei un 2enne che vive in centro città.  Ma magari saper chiedere ‘acqua’ potrebbe risparmiarti un bel po’ di fatica!). Di solito riscuotono grande successo anche i libri “interattivi”, vedi “Un libro” di Tullet, in cui il bambino diventa attore protagonista di quanto accade, o almeno è ciò che percepisce.

Il mio consiglio è quindi quello di scegliere libri interessanti proprio per il loro contenuto comunicativo, rapportando la nostra lettura alle effettive capacità comunicativo-linguistiche del bambino e rimandando il racconto vero e proprio a quando il linguaggio del bambino gli permetterà di seguirci.

L’aspetto emotivo e le implicazioni cognitive della lettura condivisa

Certamente l’aspetto a cui tutti pensiamo quando parliamo di lettura è quello relativo allo sviluppo del linguaggio: più libri leggo, più il mio bambino sentirà parole nuove e prima parlerà. In realtà l’equazione non è sempre così lineare. Perché prima che la storia, al bambino interessa la condivisione, l’aspetto quindi emotivo della lettura. Se leggere un libro significa avere del tempo esclusivo con il genitore, un momento rilassante con coccole extra..a chi non piacerebbe? Naturalmente occorre riagganciarsi a quanto detto sopra, sottolineando che è indispensabile rendere interessante la lettura per il nostro bambino per poter godere di questo momento di scambio.

La capacità di seguire un racconto, sia esso letto o narrato, va educata e sostenuta senza imposizioni, perché non si tratta di una competenza totalmente innata e ugualmente presente in tutti i bambini. Richiede infatti che il bambino possa contare su una minima capacità attentiva a livello uditivo che, a sua volta, potrà poi trovare giovamento nella lettura e potranno vedersi aumentati i tempi di attenzione.

Come leggere ai bambini?

Sappiate anzitutto che è del tutto normale che alla prima occasione il bambino utilizzi un libretto cartonato per ciucciarlo o come scalino per arrivare più in alto. Si tratta comunque di una forma di avvicinamento, di conoscenza del materiale: lasciamoglielo fare, ma mostriamogli anche quale sia il modo più consono di utilizzarlo.

Ecco qualche utile indicazione per genitori.

  1. SCEGLIERE UN LIBRO ADEGUATO.

Il che significa “adattare la proposta a quello che il bambino è in grado di accettare”. Per piccolissimi scegliete libri cartonati, con un’immagine singola per ogni pagina, meglio se relativa a parole e ambienti che può conoscere e sperimentare (casa, scuola, fare pipì ecc.). Ottimi i libri interattivi, quelli in cui “succede qualcosa”, da Tullet ai libri con le finestrelle o i buchi. L’importante è che, una volta capito come funziona, il bambino possa contare sul sapere cosa succede dopo. La previsione è utile sia per i piccoli, che imparano ad utilizzare lo sguardo per ottenere un effetto (nesso causa-effetto, ti guardo e tu fai il lupo) sia per quando iniziano a parlare e potranno essere loro a fare il lupo.

Tenete conto che è del tutto normale che alla prima occasione il bambino utilizzi un libretto cartonato per ciucciarlo o come scalino per arrivare più in alto. Si tratta comunque di una forma di avvicinamento, di conoscenza del materiale: lasciamoglielo fare, ma mostriamogli anche quale sia il modo più consono di utilizzarlo.

  1. POSIZIONE “OCCHI AD OCCHI”.

La migliore posizione per leggere ad un bambino è quella che permette di guardare in faccia il genitore e al tempo stesso di sentirsi accolto. Quindi, gambe incrociate e bambino con la schiena appoggiata ad un nostro braccio o gamba, oppure sdraiati sul letto fianco a fianco…l’importante è che il piccolo possa trovare i nostri occhi senza doversi girare di 180 gradi. Libro, ovviamente, ben visibile ad entrambi e, se ne è in grado, in mano sua.

  1. COMMENTARE INVECE CHE LEGGERE.

Soprattutto con i piccolissimi il commento alle figure risulta più interessante della lettura nel senso stretto. È probabile che al bambino interessi più girare le pagine piuttosto che ascoltare. In questo caso possiamo limitarci a fargli notare un’immagine nella pagina e poi lasciare che sperimenti in maniera libera. Sfogliandolo, probabilmente si soffermerà di nuovo sulla pagina di prima. Con i più grandicelli, invece, ben venga il racconto della storia, lasciando però libertà di interrompere per domande o pensieri: è segno che la storia li sta interessando.

  1. LASCIAR SCEGLIERE AL BAMBINO.

Frase che può essere letta anche come “preparatevi ad imparare a memoria il loro libro preferito”! È storia comune che i bambini spesso e volentieri si affezionino ad un testo e pretendano che si rilegga ogni sera lo stesso. Ciò non deve essere visto come una limitazione, anzi, è un’occasione in più per ascoltare parole e frasi conosciute e imparare a farle proprie, sapendole poi utilizzare al bisogno.

  1. FARE UN GIRO IN BIBLIOTECA.

Molti libri indicati per l’infanzia possono non incontrare il gusto del nostro bambino, quindi la biblioteca potrebbe essere un ottimo punto di partenza per capire cosa piaccia al nostro bambino senza per questo riempire la casa di libri.

Letture consigliate: consiglio vivamente la lettura del libretto “Parole in bocca”, di Bresciani, Brunetta e altri, Medea Editore. Un piccolo vademecum con tantissime indicazioni su cosa e come leggere ai bambini nella fascia 0-36 mesi

 

 

Bibliografia:

Aram, D., & Besser, S. (2009). Early literacy interventions: Which activities to include? At 10 what age to start? And who will implement them? Infancia y Aprendizaje / Journal 11 for the Study of Education and Development.

Ard, L. M., & Beverly, B. L. (2004). Preschool word learning during joint book reading: 14 Effect of adult questions and comments. Communication Disorders Quarterly.

Zoe M. Flack, Andy P. Field & Jessica S. Horst (2016). The Effects of Shared Storybook Reading on Word Learning: A Meta-Analysis. University of Sussex.
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Silvia De Cao – Autrice – cura la rubrica “Parola alla logopedista
Laureata all’Università degli Studi di Verona nel 2008, ho seguito un corso di formazione annuale post-laurea sulla valutazione e il trattamento dei disturbi del linguaggio e delle difficoltà dell’apprendimento della lettoscrittura.
Ho collaborato negli anni con Fondazioni e Associazioni per attività di screening precoce delle difficoltà di apprendimento.
Sono responsabile di progetti di screening per i disturbi specifici del linguaggio e di potenziamento delle abilità metafonologiche in diverse scuole materne e di laboratori per favorire lo sviluppo linguistico negli asili nido.
Sono l’ideatrice dello spazio “La logopedista risponde” sulla mia pagina Facebook, dove è possibile porre domande e ricevere una risposta gratuitamente.

Mamy School – Mamme alla riscossa!

Lunedì 5 novembre alle ore 20:00 presso la sala riunioni di Piscine di Vicenza, Essere mamme a Vicenza ospita “Mamy School, mamme alla riscossa

  • COS’E’ il progetto Mamy School?
  • A quale ESIGENZA risponde?
  • COME si compone e in cosa consiste il percorso?

E’ una scuola on-line con una classe di massimo 12 mamme, zie, nonne, ovvero DONNE.

La donna porta con se il cambiamento

E il cambiamento avverrà in 52 giorni di Video-lezioni (dai 10 ai 20 minuti l’una) da casa tua e quando vorrai.

In questa serata verrà esposta la struttura della scuola, gli obiettivi, le modalità di partecipazione, nonché gli sbocchi lavorativi.

La Giornalista Nicla Signorelli, ci spiegherà quali dovrebbero essere le scelte che portano ad uno stile di vita più sano rispetto alle numerose proposte senza senso e senza alcuna valenza scientifica.
Si acquisirà capacità nella gestione familiare quotidiana rendendo un’abitudine il nutrirsi in modo corretto, muoversi e gestire i propri stati emotivi.
RENDENDO LA VITA PIU’ FACILE a tutta la famiglia.

A CHI si rivolge?

Si rivolge alle mamme di oggi, alle mamme di domani e a quelle che lo sono state e che ancora si sentono pronte a cambiare. In poche parole a TUTTE LE DONNE che, sappiamo, hanno il potere di cambiare il mondo!

Si rivolge anche ai mariti se normalmente si occupano della cucina e dell’educazione dei figli!

Ingresso libero e gratuito

Presso sala riunioni Piscine di Vicenza – Viale Ferrarin 71, Vicenza

Il bambino con “Disturbo Oppositivo Provocatorio”

Il bambino con Disturbo Oppositivo Provocatorio

Tuo figlio è l’impersonificazione di “Mr. Bastiancontrario”?

La sua risposta preferita è “NO”?

Non riesci a fargli rispettare le regole e fa mille capricci?

Lunedì 19 novembre alle ore 20:30, Essere mamme a Vicenza ti invita alla serata informativa gratuita proposta da “Gocce di Memoria” per parlare del bambino con Disturbo Oppositivo Provocatorio e delle strategie da utilizzare nella vita di tutti i giorni.

  • Cos’è il “DOP” e da cosa deriva
  • Come fare per gestire il bambino con DOP : utili suggerimenti ai genitori per far rispettare regole e turni (anche con l’ausilio del nostro amato gioco)
  • Cosa propone Gocce di Memoria e perché è così importante un percorso?

L’incontro è gratuito e aperto a tutti ma è richiesta l’iscrizione alla mail emaviaps@gmail.com

Presso sala riunioni Piscine di Vicenza, Viale Ferrarin 71, Vicenza

Vi ringraziamo se vorrete farci una donazione libera per contribuire alla gestione degli incontri e delle attività proposte da Essere mamme a Vicenza!

Ottobre d’arte. Didattica a Vicenza.

Magico OTTOBRE! Ormai l’autunno è iniziato ma le giornate di sole non ci abbandonano ed ancora bello poter passare i pomeriggi al parco o organizzare una gita in bicicletta! Assorbiamo e godiamo di questo calore prolungato mentre programmiamo i prossimi mesi di freddo.

Cosa accade in Ottobre? E’ un mese molto fortunato per l’arte!

Innanzitutto c’è la Giornata ABI-INVITO A PALAZZO, Sabato 6 ottobre. Di cosa si tratta?
E’ una manifestazione annuale che prevede, ogni primo sabato di ottobre, l’apertura con visite guidate e gratuite delle sedi storiche delle banche e delle Fondazioni di origine bancaria nelle città italiane.
L’obiettivo è di dare la possibilità a decine di migliaia di cittadini, turisti e appassionati di visitare questi palazzi, generalmente chiusi perché sedi di lavoro.
Nelle più recenti edizioni, la giornata di apertura è stata estesa alle sedi bancarie che operano in edifici moderni di particolare valore architettonico.

Segue poi la Giornata del Contemporaneo, Sabato 13 ottobre. Di cosa si tratta? E’ un grande evento che AMACI (Associazione dei musei d’arte contemporanea italiani) dedica all’arte contemporanea e al suo pubblico. I musei associati ad AMACI o tutti quelli che liberamente aderiscono all’iniziativa aprono gratuitamente le loro porte e offrono mostre, laboratori, visite guidate…. Per conoscere da vicino l’arte di oggi.

Infine, ecco le Giornata F@mu, la Giornata delle famiglie al Museo, Domenica 14 ottobre. I musei di tutta Italia aprono le loro porte alle famiglie e offorno loro variegate attività. Titolo della Giornata 2018 è “Piccolo ma prezioso” ed è un omaggio a tutti i piccoli musei, strettamente legati al territorio, che ogni anno partecipano all’iniziativa “Famiglie al museo”, ma anche ai bambini destinatari dell’iniziativa.

Quindi Ottobre mese d’arte. Perché non approfittarne? Scopriamo insieme cosa offre in questo periodo la città ai nostri piccoli e a noi famiglie!

TUTTI I GIORNI (ESCLUSO LUNEDI)
BASILICA PALLADIANA
PASSEGGIATA DIDATTICA ore 11.00 e ore 17.30
Tutti i possessori del biglietto di ingresso alla Basilica avranno la possibilità di essere accompagnati dalle esperte di didattica museale di Ardea alla scoperta del gioiello palladiano. Dopo una breve introduzione sull’origine e collocazione dei primitivi palazzi comunali, verrà infatti trattato il significato storico e artistico della loro trasformazione nel Palazzo della Ragione, con l’annessione delle prime logge “Formenton” sostituite poi da quelle palladiane. Le visite didattiche proseguiranno poi al primo piano, dove verrà posta particolare attenzione, dal portale d’ingresso, al salone e al loggiato, lungo il quale sarà esposto materiale strutturato che aiuterà a visualizzare i passaggi della spiegazione. L’ascesa alla terrazza, l’osservazione dell’originario paramento bicromo, il corredo statuario e la grande volta carenata concluderanno la visita. Ingresso gratuito. La guida offrirà il servizio anche per un solo visitatore fino ad un massimo di 25 persone

6 OTTOBRE 2018
PALAZZO LEONI MONTANARI (Tutte le attività sono gratuite in occasione della giornata ABI)

ore 10.00-17.00 FAMILY LAB: RITROVARSI IN UN’IMMAGINE…
Dal selfie alla risata, dalla curiosità alla narrazione: quattro opere da scoprire, giocando con il proprio smartphone, per comporre un fantasioso puzzle di immagini.
Percorso ludico, da svolgere in autonomia.
Età consigliata 4/12 anni.

Ore 10.30 e ore 15.00 UNO SPAZIO PER FAMIGLIE. UN VASO RACCONTA … RACCONTO ANIMATO
Laboratorio espressivo 45 min
Tante storie e curiosità contenute nell’immagine ideata da un importante artista del passato, abilissimo ma perfettamente sconosciuto. Proviamo a immaginare il suo volto, ascoltando con gli occhi il misterioso racconto del suo disegno, tracciato a pennello sul corpo di un prezioso vaso in ceramica.
Età consigliata da 4 a 12 anni.

7 OTTOBRE 2018
PALAZZO LEONI MONTANARI

ore 10.00-17.00 FAMILY LAB: RITROVARSI IN UN’IMMAGINE…
Dal selfie alla risata, dalla curiosità alla narrazione: quattro opere da scoprire, giocando con il proprio smartphone, per comporre un fantasioso puzzle di immagini.
Percorso ludico, da svolgere in autonomia.
Età consigliata 4/12 anni. Costo: 3 euro a bambino + biglietto d’ingresso per accompagnatore.

MUSEO NATURALISTICO ARCHEOLOGICO

Ore 15.00 ORSI E UOMINI: A CACCIA NEL PALEOLITICO
Attività gratuita per famiglie nell’ambito della mostra “Orsi & uomini. Una preistoria dei colli Berici”. Breve visita alla mostra approfondendo il tema ella caccia nelle preistoria. Segue un minilaboratorio dedicato all’uso della pelle e dei colori nella preistoria. Prenotazione consigliata.

13 OTTOBRE 2018

PALAZZO LEONI MONTANARI

ore 10.00-17.00 FAMILY LAB: RITROVARSI IN UN’IMMAGINE…
Dal selfie alla risata, dalla curiosità alla narrazione: quattro opere da scoprire, giocando con il proprio smartphone, per comporre un fantasioso puzzle di immagini.
Percorso ludico, da svolgere in autonomia.
Età consigliata 4/12 anni. Costo: 3 euro a bambino + biglietto d’ingresso per accompagnatore

14 OTTOBRE 2018

PALAZZO LEONI MONTANARI

ore 10.00-17.00 FAMILY LAB: RITROVARSI IN UN’IMMAGINE…
Dal selfie alla risata, dalla curiosità alla narrazione: quattro opere da scoprire, giocando con il proprio smartphone, per comporre un fantasioso puzzle di immagini.
Percorso ludico, da svolgere in autonomia.
Età consigliata 4/12 anni. Costo: 3 euro a bambino + biglietto d’ingresso per accompagnatore.

Ore 16.00 UNO SPAZIO PER LE FAMIGLIE. LA MAGICA MELA
Laboratorio espressivo 90 min.
Tantissimo tempo fa, in un luogo dove il sole ama tuffarsi nel mare, nacque una bimba davvero speciale, vestita di raggi dorati… Ascoltare con orecchie, occhi e altri sensi una storia fantastica, ispirata ai preziosi vasi greci. Attività creativa: realizzare di un curioso libretto illustrato.
Età consigliata da 4 a 12 anni. Ingresso gratuito, in occasione della Giornata F@Mu Famiglie al Museo.
Prenotazione obbligatoria.

PALLADIO MUSEUM

10.30-12.00 PICCOLO MA PREZIOSO
Laboratorio creativo 90 min.
Forse non tutti sanno che… Andrea Palladio, oltre a costruire oggetti grandissimi come case, palazzi, chiese, ponti, ne realizzò di molto più piccoli e maneggevoli: libri. Nel 1554 pubblica due guide ai monumenti di Roma in un formato tascabile, più o meno la dimensione di una cartolina. Sedici anni dopo dà alle stampe un volume un po’ più grande, all’incirca come un foglio A4, uno dei libri di architettura più influenti della cultura occidentale. Sulle orme del grande architetto del Rinascimento, ogni giovane partecipante a questo laboratorio creativo costruirà il proprio libro di architettura, piccolo ma prezioso! Prenotazione obbligatoria. Costi: intero per bambini e adulti € 6,00 (ingresso al museo + lab), ridotto per chi possiede la tessera Palladio Museum Kids € 2,00 (ingresso al museo + lab).

20 OTTOBRE 2018

PALAZZO LEONI MONTANARI
ore 10.00-17.00 FAMILY LAB: RITROVARSI IN UN’IMMAGINE…
Dal selfie alla risata, dalla curiosità alla narrazione: quattro opere da scoprire, giocando con il proprio smartphone, per comporre un fantasioso puzzle di immagini.
Percorso ludico, da svolgere in autonomia.
Età consigliata 4/12 anni. Costo: 3 euro a bambino + biglietto d’ingresso per accompagnatore.

PALLADIO MUSEUM
Ore 11.00 e 16.00 LO SPAZIO NELLA MENTE DEI BAMBINI
Laboratorio percettivo-costruttivo
Sappiamo come vedono il mondo i cani, i gatti, le api… e i nostri bambini? Vi aspettiamo con un divertente gioco sensoriale-architettonico per scoprire cosa passa nella mente dei bambini quando entrano in relazione con un nuovo ambiente e per dare forma agli spazi della loro immaginazione.
Prenotazione obbligatoria. Attività gratuita in collaborazione con Fondazione Zoé, nell’ambito del programma Vivere sani, Vivere bene

21 OTTOBRE 2018

PALAZZO LEONI MONTANARI
ore 10.00-17.00 FAMILY LAB: RITROVARSI IN UN’IMMAGINE…
Dal selfie alla risata, dalla curiosità alla narrazione: quattro opere da scoprire, giocando con il proprio smartphone, per comporre un fantasioso puzzle di immagini.
Percorso ludico, da svolgere in autonomia.
Età consigliata 4/12 anni. Costo: 3 euro a bambino + biglietto d’ingresso per accompagnatore.

Ore 16.00 UNO SPAZIO PER LE FAMIGLIE. CHE STILE! LABORATORIO D’ARTE
Laboratorio espressivo 90 min.
Passeggiando tra le fotografie dei divi del cinema, scoprire alcuni oggetti misteriosi del passato. Curiosi occhiali, borsette, cappelli, orologi e gioielli capaci di ispirare la nostra fantasia. Laboratorio d’arte: realizzare gli occhiali delle meraviglie con cui ornare in modo originale il proprio volto.
Età consigliata da 4 a 12 anni. Costo: 5 euro a bambino + biglietto d’ingresso ridotto per accompagnatore.
Prenotazione obbligatoria.

27 OTTOBRE 2018

PALAZZO LEONI MONTANARI

ore 10.00-17.00 FAMILY LAB: RITROVARSI IN UN’IMMAGINE…
Dal selfie alla risata, dalla curiosità alla narrazione: quattro opere da scoprire, giocando con il proprio smartphone, per comporre un fantasioso puzzle di immagini.
Percorso ludico, da svolgere in autonomia.
Età consigliata 4/12 anni. Costo: 3 euro a bambino + biglietto d’ingresso per accompagnatore.

28 OTTOBRE 2018

PALAZZO LEONI MONTANARI
ore 10.00-17.00 FAMILY LAB: RITROVARSI IN UN’IMMAGINE…
Dal selfie alla risata, dalla curiosità alla narrazione: quattro opere da scoprire, giocando con il proprio smartphone, per comporre un fantasioso puzzle di immagini.
Percorso ludico, da svolgere in autonomia.
Età consigliata 4/12 anni. Costo: 3 euro a bambino + biglietto d’ingresso per accompagnatore.

Passeggiate in Basilica Palladiana:
Info e prenotazioni cell 346 5933662 – Email ass.ardea@gmail.com – Pagina Fb Ardea Associazione per la didattica museale

Palazzo Leoni Montanari:
Per partecipare ai racconti animati, alla caccia al dettaglio e ai laboratori è consigliata la prenotazione al numero di telefono 800 578875. Per info e contatti: Email info@palazzomontanari.com – sito www.gallerieditalia.com

Palladio Museum:
Per info e contatti: telefono 0444 323014 – Email didattica@palladiomuseum.org – sito www.palladiomuseum.org – Pagina Fb Palladio Museum

Museo Naturalistico Archeologico:
Per info e contatti: telefono 349 1364173 – Email scatolacultura@gmail.com

Autosvezzamento vs svezzamento tradizionale: and the winner is..

L’argomento svezzamento può essere particolarmente scottante.
Quando le mamme si confrontano possono dare origine a dibattimenti anche molto accesi riguardo all’argomento.

Autosvezzamento o svezzamento tradizionale: cos’è meglio per i nostri bambini? Premesso che nessuna mamma deve sentirsi di serie A o di serie B rispetto alle altre, andiamo a vedere nel dettaglio di cosa stiamo parlando.

Il termine “svezzamento” definisce un momento nella fase dello sviluppo in cui il bambino passa da un’alimentazione esclusivamente lattea a un’alimentazione simile a quella di un adulto.

Generalmente inizia intorno al 6° mese di vita (secondo le raccomandazioni dell’OMS) e si conclude intorno al 2° anno, con la cessazione dell’allattamento.

Sempre secondo l’OMS le regole d’oro dello svezzamento (indipendentemente dal metodo seguito) devono tenere conto di alcuni punti fondamentali:

  • L’alimentazione complementare deve essere SICURA;
  • Deve RISPETTARE I TEMPI del bambino;
  • Deve essere ADEGUATA.

Lo svezzamento è un periodo cruciale sotto molti punti di vista: cambiano le esigenze nutrizionali, si sviluppano le preferenze per l’uno o l’altro cibo, si sviluppa un’educazione alimentare e si pongono le basi per un corretto (si spera!) peso corporeo.

Fino a 10-15 anni fa il primo approccio allo svezzamento prevedeva l’apprendimento all’uso del cucchiaio per alimentarsi con cibi dalle consistenze morbide (tipiche delle puree) per poi gradualmente raggiungere l’alimentazione definitiva.

Successivamente dal Regno Unito e dalla Nuova Zelanda si è fatto largo un nuovo modo di approcciarsi all’alimentazione complementare che va sotto il nome di “Autosvezzamento”. Il termine è stato coniato nel 2005 da Gill Rapley, una ricercatrice che si è occupata di svezzamento, ispirata dai suoi due figli.

L’autosvezzamento consiste nello stimolare il bambino ad alimentarsi da solo rendendolo partecipe durante i pasti e offrendogli ciò che anche i genitori stanno mangiando in quel momento.
Il principio cardine si basa sulle capacità autoregolative del bambino: il genitore offre un alimento, sarà poi a discrezione del bambino scegliere cosa mangiare, in che quantità e quanto velocemente.

Un’altra importante differenza tra autosvezzamento e svezzamento tradizionale consiste nell’educazione ai sapori: spesso in quest’ultimo caso vengono mescolati assieme più ingredienti nella stessa pappa che non sempre sono ben distinguibili. Al contrario, con l’autosvezzamento viene proposto un tipo di alimento per volta in modo da offrire la possibilità al bambino di conoscere il sapore sviluppando anche un migliore senso di sazietà.

L’autosvezzamento suscita sempre qualche perplessità da parte dei pediatri o dei genitori perché ne viene messa in discussione l’adeguatezza dell’apporto energetico e di nutrienti, Ferro in particolare.
Inoltre preoccupa il rischio di soffocamento.

In uno studio recente è stata raccolta tutta la letteratura scientifica riguardante i metodi di svezzamento dal 2000 ad oggi. Grazie a questo lavoro è finalmente possibile fare delle considerazioni oggettive, che vanno al di là delle opinioni o delle esperienze personali.

  1. E’ vero che con l’autosvezzamento c’è un rischio maggiore di soffocamento?

NO. Attualmente non esistono studi che suggeriscano questa correlazione, pertanto il rischio di soffocamento è paragonabile nei due metodi di svezzamento.

  1. L’autosvezzamento determina un maggior rischio di avere un apporto energetico inadeguato con conseguenze negative sulla crescita? 

SI e NO. Alcuni studi hanno evidenziato che con lo svezzamento tradizionale l’apporto energetico è maggiore e più adeguato rispetto all’autosvezzamento. Tuttavia a un minor apporto di cibo solido solitamente corrisponde un maggior numero di pasti lattei di compensazione.

Secondo altri studi con l’autosvezzamento i bambini assumerebbero cibi più carichi, soprattutto di grassi saturi.
Alla fine quindi non ci sarebbero tutte queste grandi differenze di apporto energetico.

  1. L’autosvezzamento causa un inadeguato apporto di Ferro? 

SI e NO. Il Fe è uno dei micronutrienti che dopo i 6 mesi deve necessariamente essere integrato attraverso l’alimentazione complementare poiché il latte materno non è più sufficiente a soddisfarne il fabbisogno.

Se consideriamo lo svezzamento tradizionale, in cui si fa uso di farine di cereali fortificate e di omogeneizzati di carne è chiaramente più difficile che vi sia un deficit.

Con l’autosvezzamento al bambino dovrebbe essere proposta essenzialmente la carne in pezzetti, spesso non adeguata alle sue capacità masticatorie, e questo determina facilmente un minor apporto di Fe.
Tuttavia alimenti alternativi come i legumi possono tranquillamente essere inseriti fin dalle prime settimane di svezzamento, andando a risolvere questa problematica.  

  1. Quali sono gli effetti del tipo di svezzamento sul peso del bambino?

Secondo alcuni studi l’autosvezzamento porta ad avere bambini con peso inferiore rispetto al metodo tradizionale.
Detta così sembra una brutta cosa: in realtà lo svezzamento tradizionale spesso porta ad avere bambini obesi.

L’autosvezzamento più che determinare un peso minore, conduce verso il “normopeso”. Tuttavia dai 12 mesi in poi i bambini autosvezzati o svezzati tradizionalmente mostrano pesi molto simili.

  1. Quali conseguenze ha l’autosvezzamento rispetto alla qualità della dieta e le preferenze dei cibi?

Ecco qui il punto chiave della questione, la risposta è: DIPENDE.
Se nello svezzamento tradizionale vengono offerti cibi con determinate proprietà (privi di zuccheri, di sale, di insaporitori, ecc..) lo stesso non si può dire per l’autosvezzamento.

Qui il ruolo dei genitori e della loro alimentazione è fondamentale. Se la famiglia possiede una buona educazione alimentare, il bambino non avrà grossi problemi. Anzi, molto probabilmente imparerà ad accettare più facilmente un’ampia varietà di cibi risultando meno choosy (termine molto in voga tempo addietro). Diversamente, la dieta del bambino svezzato in modo tradizionale risulta più facilmente monotona.

Ma cosa succede se in famiglia si è abituati a mangiare male?
Per male si intende cibi molto insaporiti, eccessivamente lavorati, pasti poco bilanciati.
Beh, in questo caso purtroppo il bambino svilupperà delle preferenze non propriamente salutari.

  1. Che effetti ha l’autosvezzamento sulle madri?

Diciamo che le madri che optano per l’autosvezzamento solitamente si pongono con un atteggiamento sereno che viene trasmesso anche al bambino. Le madri più ansiose invece sembrano più favorevoli ad adottare lo svezzamento tradizionale perché sentono di camminare su un terreno più controllabile.

Quindi, a chi va l’Oscar per il miglior modo di svezzare?
La scienza a questo punto si defila e dice che sono necessari ulteriori studi per capire cosa effettivamente sia meglio.

Dal mio punto di vista c’è un terzo metodo che potrebbe godere (tra i due “litiganti”) e uscirne abbastanza bene: quello dello svezzamento naturale.
Una pacifica via di mezzo tra i due che unisce la qualità del cibo alla prudenza tipica delle mamme “ansiose”. Non si usano infatti i babyfood ma al bambino viene offerto lo stesso cibo che consuma il resto della famiglia. Si parte da alimenti che si adattano molto bene alla modalità purea per poi aumentare le consistenze in base alle capacità masticatorie del bimbo.

Chi svezza in questo modo non ha il problema di pesare gli ingredienti e di nutrire il bimbo sulla base di grammi e orari da tabella.
Se il bimbo non vuol mangiare non va forzato e mal che vada può ripiegare sul latte.
Non si deve impazzire con vasi e vasetti, farine e omogeneizzati. Semplicemente basterà aprire la dispensa (che sarà ben fornita e variegata) e usare la fantasia per creare un piatto sano e bilanciato per tutti.

A te cara Mamma dico: non importa che metodo di svezzamento deciderai di usare per il tuo bimbo, non importa se verrai etichettata madre di serie A o di serie B, se sei ansiosa o “scialla”, se farai autosvezzamento soltanto nei mesi pari oppure svezzamento tradizionale a settimane alterne.
Sappi che puoi disorientare le tue amiche scegliendo di essere anche una madre di serie C, mischiando i due metodi e fregandotene di tutte le discussioni.   

Non so se vincerai mai un oscar per il miglior svezzamento dell’anno, ma sono certa che farai il possibile per dare il meglio al tuo bambino. Avrai comunque la cucina immersa nel casino e la pappa sparsa dalla punta dei capelli a quella dei piedi.

Usa sempre il buonsenso e dai retta al tuo istinto.
Buono svezzamento a tutte!

Fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5934812/

D’Auria E, Bergamini M, Staiano A, et al. Baby-led weaning: what a systematic review of the literature adds on. Italian Journal of Pediatrics. 2018;44:49. doi:10.1186/s13052-018-0487-8.

Francesca Rigon – Autrice – cura la rubrica “Una mamma per nutrizionista”

Mamma di Raffaele dal primo giorno del 2018. Mi sono laureata in Biologia Evoluzionistica a Padova nel 2009, dove ho conseguito anche un Dottorato di Ricerca in Bioscienze e Biotecnologie. Nel 2012 ho frequentato un Master Internazionale in Nutrizione e Dietetica con una tesi sullo svezzamento nel 2017 presso l’Università Politecnica delle Marche.

Mi occupo di nutrizione da circa 3 anni. L’interesse per l’alimentazione nei più piccoli è una passione relativamente recente che fonda le sue radici nella scoperta dell’esistenza di Raffaele. Quindi perché non unire due grandi mondi, l’essere mamma e l’essere nutrizionista, in un’unica realtà da condividere con altre mamme?

Gestisco un gruppo chiuso su Facebook “NUNA: Nutrirsi Naturalmente”, dove le persone possono porre domande in totale riservatezza. Ho aperto l’omonimo BLOG dove approfondisco temi di alimentazione e riporto i dati dei più recenti studi pubblicati nelle riviste scientifiche, dando concretezza e fondamento ad ogni informazione riportata o discussa.

Certa che sarà un’avventura che mi permetterà di crescere assieme a molte persone, sono lieta di potermi occupare di questa rubrica e di poter mettere a disposizione un po’ del mio sapere.