Amici fino a prova contraria

“Amici fino a prova contraria” è un paradigma innato in ognuno di noi fin dalla nascita.
Fa parte del nostro DNA, come animali sociali, partire dal presupposto che l’altro ci è amico finché non ci dimostra il contrario.

Lo confermano gli studi e le ricerche di Michael Tomasello, psicologo evoluzionista americano (per approfondimenti: Tomasello M. (2010), Altruisti nati, perché cooperiamo fin da piccoli, Bollati Boringhieri) che ha osservato e paragonato i comportamenti degli scimpanzé e dei bambini tra i 14 e i 18 mesi, evidenziando non solo che sono più intelligenti dei primati (ma questo lo sapevamo già), ma anche che i bambini sono altruisti senza sovrastrutture, inclini alla cooperazione e propensi all’aiuto in modo naturale.

Già da adolescenti, in un gran numero di casi, il paradigma cambia in “nemici fino a prova contraria”.
Che cosa è successo nel frattempo?
Una serie di eventi, esperienze, accadimenti hanno portato a mettere in atto degli allenamenti (pensieri e comportamenti reiterati nel tempo che diventano abitudini) che si traducono, nella peggiore delle ipotesi (ma non tanto rara), a dubitare dell’altro, ad essere diffidenti e a interpretare nel peggior modo possibile qualsiasi comportamento proveniente da chi non si conosce, a vivere nel terrore di essere fregati.

In altre parole, si chiudono tutti i ponti possibili al reciproco scambio e quindi alla relazione con l’altro.
In tal senso l’allenamento produce individualismo ed egoismo. Il motto per eccellenza di questo tipo di persone è “vivi e lascia vivere”.
Ma se l’essere umano è un animale sociale, come fa a essere felice se vive schivando o difendendosi dagli altri?

Proviamo a riflettere: in quali situazioni possiamo dire di essere felici?
Scommetto che c’entra sempre qualcuno (un familiare, un caro amico, ecc).

Dunque la felicità è il prodotto delle nostre relazioni benefiche.

All’interno di queste relazioni (che definiamo benefiche perché ci fanno sentire bene) possiamo esprimere al meglio le nostre potenzialità, cioè quei comportamenti che ci fanno provare emozioni positive e sentimenti gratificanti, non solo a noi, ma anche a coloro a cui i nostri comportamenti sono rivolti.

Quali sono le vostre?

E qui, su Essere mamme a Vicenza, che significato ha per ognuna di noi essere “Amiche fino a prova contraria”?

Beatrice De Filippis

 

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Beatrice De Filippis, coach umanista, partner della Scuola Italiana di Life & Corporate Coaching; formatore e consulente aziendale in ambito Risorse Umane.

Email: beatrice.defilippis@gmail.com
Facebook: https://www.facebook.com/beatrice.defilippis

 

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