Scatti di crescita – allattamento

Che cosa sono e come si riconoscono gli “scatti di crescita”?

Che tu sia già mamma o lo stia per diventare, avrai di certo già sentito parlare degli “scatti di crescita”, passaggi obbligati nell’evoluzione di ogni neonato.

Lo scatto di crescita è la palese e manifesta richiesta del bambino di venire allattato più spesso. Il bambino sembra nervoso, affamato e vuole stare sempre attaccato al seno.

Questa richiesta è normale e fisiologica, è il messaggio che per crescere di più, il bambino deve mangiare di più. In genere dura tra i 2 e i 4 giorni passati i quali la routine tornerà stabile e il bambino sarà sereno e soddifatto ad ogni poppata.

Ormai tutte -o quasi- sappiamo che la produzione di latte è proporzionale alla richiesta del bambino e alla corretta suzione nel momento della poppata.

Nel periodo tra la nascita e il primo anno di vita, la crescita di nostro figlio sarà velocissima e sorprendente! Al compimento dei 6 mesi di vita circa, il suo peso di nascita raddoppia fino a triplicare intorno ai 12 mesi!

E’ logico pensare che vi sia, prima o poi in questo lasco di tempo, una maggiore richiesta di produzione di latte: ecco che, puntuale, arriva lo scatto di crescita!

C’è un’età “standard” in cui avviene?

Non esiste una tabella “standard” per tutti i neonati ma la maggiorparte di loro manifestano lo scatto di crescita tra la 2^ e la 3^ settimana di vita (15-20 giorni), tra la 5^ e la 6^ settimana di vita (40/50 giorni) e tra il 2° e il 3° mese di vita.

Tra i 6 e i 12 mesi vi sarà un’altro momento in cui il bambino sembrerà nervoso e desideroso di attaccarsi al seno soprattutto di notte: questa manifestazione non sarà imputabile ad uno scatto di crescita bensì la risposta del sistema nervoso allo sviluppo psico-motorio che non si replicherà mai più in modo così veloce come in questo momento della vita di ognuno di noi!

E’ il periodo, infatti, in cui si svezza, in cui il bambino comincia a muoversi gattonando o con i primi passi e in cui comincia ad interagire attivamente con l’ambiente che lo circonda. Le attività del giorno si riflettono spesso con un nervosismo e un’iper attività notturna che il bambino imparerà a gestire con il tempo (e la pazienza di mamma e papà!).

“Non ho più latte” (!!!)

Durante questi episodi molte mamme, vedendo un bambino improvvisamente nervoso ed insoddisfatto anche dopo la poppata, cadono nel comune errore di pensare di non avere più latte.

Cara mamma: il latte non se ne va da un giorno all’altro! Tu, il tuo corpo, il tuo seno, in coppia con il tuo bambino e le sue manifestazioni di “bisogno”, formate una coppia perfetta! Una simbiosi in cui la dipendenza del cucciolo dalla madre rappresenta la sua sopravvivenza!

Quindi lasciati scorrere addosso le frasi di chi, nella propria beata ignoranza, ti verrà a dire “hai finito il latte” o “il tuo latte non basta più”: il tuo latte è perfetto per lui; tu sei perfetta per lui! Sii consapevole e forte di questa consapevolezza!

Se hai dei dubbi o dei problemi con l’allattamento rivolgiti ad una consulente in allattamento! Esistono varie figure che possono aiutarti e sostenerti in questo momento non sempre facile.

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Articolo a cura di: Canal Silvia consulente alla pari in allattamento materno esseremammeavicenza@gmail.com

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