Giada e la nascita di Aurora

Per la rubrica “Ti racconto il mio parto”, mamma Giada ci parla della nascita di Aurora.

giada e aurora

Avevo scoperto da poche settimane di essere incinta , ero alla 6^ settimana e tutta emozionata insieme a mio marito ci prepariamo alla prima eco .

Ero pronta a vedere chissà cosa, invece la mia ginecologa dice che non si vede nulla, solo il sacco vitellino, che poteva essere presto e di rivederci tra 1 settimana. Inutile dire che non appena sono uscita dall’ospedale ho iniziato a piangere disperata, mio marito mi rassicurava  dicendomi che tutto sarebbe andato bene.

Passa  un’interminabile settimana e di nuovo l’ eco, io avevo il cuore  in gola, la ginecologa dopo qualche minuto esclama “ecco il tuo fagiolino!” capivo a malapena che quella macchiolina era mio figlio ma l’amore e la felicità che provavo era indescrivibile! La felicità  dopo poco svanisce alle parole “signora non c’è  battito, torni la settimana prossima  per un ulteriore controllo e poi decideremo ” … Qui nonostante  mio marito mi dicesse che sarebbe andato tutto bene, vedo  nei suoi occhi la tristezza …

Passa un’altra settimana e, piuttosto rassegnati, facciamo la terza eco e non appena appoggia l’ ecografo il suono del suo cuore rimbomba nel mio cuore … che felicità! Pensai che finalmente avrei potuto godermi a pieno questa avventura…

Il giorno dopo mi alzo, vado in bagno e noto parecchio sangue. Chiamo mio marito che si precipita da me, corriamo in Pronto Soccorso, mi fanno qualche puntura e flebo, avevo delle minacce e dovevo stare a riposo. Ho avuto perdite di sangue fino a 10 settimane poi finalmente mi sono goduta questo meraviglioso dono.

Al sesto mese, in seguito ad un malore per il troppo caldo, mi ritrovo di nuovo in ospedale con utero accorciato e contrazioni. La mia cagnolina sembrava stare male assieme a me, non mangiava più nulla così mio marito decise di portarci tutti al mare, grazie a questa vacanza iniziammo tutti a riprenderci.

Arriva settembre, 2 giorni prima della ddp perdo il tappo. Non ne potevo più  volevo stringere la mia piccola! Passo la ddp, arriva il primo tracciato ed anche il secondo. Ormai ero rassegnata, la mia bimba stava troppo bene li.

Poi finalmente a 40+4, la notte del 22 settembre, all’ 1 mi sveglio  di scatto con un forte dolore alla pancia, corro in bagno e dopo poco passa. Presa dal sonno torno a letto ma dopo 5 minuti il tutto si ripete. Corro nuovamente in bagno e li capisco che sono contrazioni.

Tutta emozionata ma silenziosamente, vado in cucina con foglio e penna alla mano mi metto a segnare le contrazioni da subito regolari ogni 4 minuti e mezzo della durata di 1 minuto.

Alle 3 decido di svegliare mio marito per accompagnarmi a fare la doccia visto che abbiamo la vasca e avevo paura di scivolare. Mi asseconda anche se addormentato. Dopo mezz’ora di doccia gli dico di tornare a letto che quando era ora l’avrei chiamato.

Sono le 4 e 30, le contrazioni iniziano ad avvicinarsi, così lo sveglio dicendo che avremmo dovuto andare in ospedale. Lui mi guarda assonnato e mi dice ” sei sicura sia ora? No perchè anche al corso pre parto dicono di non correre subito in ospedale. Io lo guardo con aria di sfida “sicura? Come faccio a essere sicura? Non ho mai partorito! E poi non stiamo correndo, ho contrazioni dall’ una!!!”

Molto lentamente si alza e se ne esce con un’ altra perla “ok andiamo, però  la valigia lasciamola a casa tanto non serve” Io lo guardo con sguardo minaccioso, e così la carica in macchina.

Arriviamo in ospedale. Il tragitto da casa era stato tutto un “va piano, ma no più  forte”… parcheggiamo in pronto soccorso,  lui scende e fa per entrare, lo chiamo indietro chiedendogli se può portarmi la valigia… arriviamo in accettazione, mi mettono sotto tracciato e mi dicono che non ho la faccia da travaglio e di chiamare se avevo bisogno.

Arrivano le 7, incazzata chiamo perchè dalle 5 alle 7 mai nessuno era venuto a guardarmi. Arrivano tirocinante e ginecologa e guarandomi esclamano “Non devi essere incazzata,  il tracciato è quasi piatto e non hai la faccia da travaglio, cmq ti visitiamo e torni a casa”

Demoralizzata mi faccio visitare, la ginecologa sbianca, dice di preparare la sala parto che ero dilatata di 6 cm… avrei voluto strozzarla, ma ho lasciato  perdere.

Mi fanno una flebo, arriviamo in sala parto, vedo la vasca  e dico che avrei voluto partorire in acqua ma mi dicono che è rotta. Al che a mio marito viene un idea “vuoi che vada  dal tabacchino qua sotto e compro una piscina gonfiabile? Ci facciamo dare l’ acqua calda” incredula lo guardo ma sto zitta

Il travaglio procede tranquillamente, bevevo molto, 3 flebi, stimolo di far pipì ma non esce nulla. Mi dicono che ho uno stimolo psicologico…

Alle 9 e mezza decidono di rompermi le acque per vederne il colore, li le contrazioni si fanno più  dolorose, mi danno la palla per raddrizzare la testina della bambina e istruiscono il marito a farmi massaggi nella schiena quando arriva la contrazione.

Arrivano le 10 e la dilatazione è completa. Testina dritta, mi dicono che posso spingere io però non sento nulla. Mi mettono il monitor davanti e ad ogni “curva alta” mi accovaccio x spingere. Dopo 40 spinte prego di buttarmi su un letto e mi accontentano. Dopo un’ora di spinte inizio a essere stanca e rassegnata. Non sentivo cambiare nulla e decido di prendere forza e iniziare a spingere sempre e non solo sotto contrazione. Dopo 10 minuti è nata Aurora 3450 gr per 51 cm d’amore dagli occhi grandi e profondi con una chioma foltissima di capelli castanigiada e aurora 2 … in poche parole una vera opera d’arte!

Risultato finale: il mio stimolo “psicologico” di fare pipì era reale, visti i 2 litri estratti dal catetere qualche minuto dopo, a causa dell’ enorme vescica la bimba faticava ad uscire, infine spingendo a caso mi sono provocata una lacerazione di terzo grado fino all’ ano. Moltissimi punti e rinforzi muscolari, tanto da mettermi paura che ci sarebbe potuta essere la probabilità di rimanere incontinente a vita … fortunatamente non fu così!

Comunque  il dolore non lo sentivo nemmeno perchè io mi sentivo un super eroe ad aver dato alla luce il mio meraviglioso capolavoro, la mia gioia più grande, che si era fatta parecchio attendere!

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