Pannolino bye bye!

pannolino bye bye

L’arrivo del terzo compleanno e l’inizio della scuola materna rappresenta per la maggior parte dei bambini, il momento di passaggio per lo “spannolinamento“.

Se prendiamo la faccenda da un punto di vista prettamente biologico, il periodo in cui un bambino comincia a controllare lo stimolo si aggira tra i 18 mesi e i 3 anni d’età. In realtà i tempi sono diversi da bambino a bambino e nella maggioranza dei casi i primi segnali, che arrivano dal bambino stesso, li possiamo notare intorno ai 24 mesi. In qualsiasi caso, è necessario non mettere fretta e ansia al bambino.

In genere le femminucce si dimostrano più precoci di 6-8 mesi rispetto ai maschietti e questo perchè i maschi hanno uno sviluppo neurologico più lento.

Ma… in pratica? Come possiamo aitare il bambino in questo importante passaggio?

Per alcuni bambini ci vorrà tempo, costanza e pazienza, per altri il passaggio risulterà più semplice e naturale ma una cosa è certa: prima o poi l’impresa riuscità con grande soddisfazione, sia per mamma e papà, che del bambino!

Per reggiungere con successo l’obbiettivo è fondamentale rispettare i tempi e riconoscere i segnali che il nostro bambino ci manda: se si accorge di essere bagnato e ce lo dice o se manifesta la volontà di fare i bisognini “come i grandi” oppure se chiede chiaramente di voler togliere il pannolino, non è il caso di rimandare ma di assecondare il desiderio di indipendenza di nostro figlio!

I genitori possono chiaramente riconoscere che il bambino è in grado di trattenere la pipì quando il pannolino rimane asciutto per periodi di tempo di 3-4 ore.
Un discorso a parte va fatto per la notte; Infatti, mentre dorme, il bambino non controlla gli stimoli consciamente quindi è necessario aspettare finchè si trova, al risveglio, il pannolino asciutto per 3-4 giorni consecutivi.

Quando i segnali ci dicono che è il momento, ci si arma di pazienza, entusiasmo e ci si adopera perchè questo importante passaggio venga vissuto dal bambino in modo sereno. Sarebbe ideale che ciò accadesse in corrispondenza dei mesi più caldi (per ovvi motivi di praticità) ma non sempre è possibile!

Mettiamo in previsione qualche incidente di percorso soprattutto nei primi tempi! Il bambino si deve esercitare più volte prima di riuscire a capire il meccanismo, potrà quindi capitare che scappi un po’ di pipì nei pantaloni e in questo caso non bisogna umiliare il piccolo ma fargli notare l’errore con qualche commento allegro come potrebbe essere per esempio :”questa pipì biricchina che scappa sempre nel momento sbagliato” oppure “dobbiamo insegnare a questa pipì come si fa”.

Un ottimo aiuto per evitare incidenti di percorso, potrebbe essere quello di accompagnare il bambino al bagno ad intervalli di tempo regolari, ogni 1-2 ore, proponendolo con il tipico entusiasmo da “spannolinamento”… il che significa sfoggiare un raggiante sorriso e dire allegramente saltellando sul posto: “andiamo a fare un pò di pipì!!!” (ingegnatevi, un genitore è capace di tutto!!) e ancora meglio creare una routine giornaliera in determinati momenti del giorno: appena svegliato al mattino, prima di sedersi a tavola per il pranzo o prima della merenda! Questo “rituale” un pò alla volta diventerà un’abitudine anche per il bambino che a lungo andare lo ricorderà e lo eseguirà da solo.

Importante!!! Una volta tolto il pannolino, non tornare sui propri passi rimettendolo, ma perseverare con pazienza e determinazione!

Riduttore per wc o vasino?

E’ fondamentale che sia il bimbo stesso a scegliere “dove”; se preferisce il classico vasino oppure il riduttore (in commercio ne esistono di vari modelli forme e colori), o semplicemente la tazza del wc così com’è. Entrambi i miei figli, per esempio, hanno scelto quest’ultima soluzione; il riduttore infastidiva perchè pizzicava la pelle e si muoveva. Onestamente il vasino non l’ho molto proposto perchè, a mio avviso, il passaggio vasino-wc rappresenterebbe un’altro scoglio da superare.

Alcuni bambini preferiscono “stare con i piedi per terra”, altri temono di “farla nel vuoto” e il vasino in questi casi diventa l’unica soluzione.
Se si opta per proporre vasino o riduttore, è consigliabile far comparire l’oggetto qualche giorno prima del tentativo di “spannolinamento” in modo che il bambino ci prenda confidenza prima di usarlo.

Altro suggerimento è quello di rendere l’ambiente più gradevole possibile magari permettendo al bambino di portare con sè un libretto o un giochino che lo aiuti ad “ingannare il tempo” quando il bisognino non arriva subito. Ci sono bambini che vogliono la mamma al loro fianco per avere compagnia e sostegno altri invece che preferiscono rimanere soli e non avere distrazioni. Mia figlia ha sempre chiuso la porta!

E’ molto importante da tener presente, che per un bambino “fare la cacca” ha un significato profondo: è la dimostrazione di essere capaci di creare qualcosa ma al tempo stesso vedono e sentono che perdono una parte di sé. E’ necessario porre attenzione quando si usa lo sciacquone: alcuni bambini si divertono a “salutare” la cacca che se ne va, altri invece si spaventano. E’ importantissimo non farlo quando sono ancora seduti, potrebbero aver paura di essere risucchiati insieme al bisognino stesso!

Sottolineo che ai primi successi di nostro figlio in questa impresa, è d’obbligo esternare il nostro orgoglio con complimenti e lodi anche esagerando la cosa tanto da far vedere il “prodotto” al papà o alla nonna… Così sarà motivato nel ripetere l’esperienza e acquisterà sicurezza nelle proprie capacità.

Cari genitori, questo è senza dubbio uno dei passaggi fondamentali nella crescita dei nostri cuccioli, anche se a noi sempra “banale”, per i bambini non lo è. Per un bambino rappresenta uno dei primi veri passi per diventare adulti indipendenti e autonomi!

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