Eleonora e la nascita di Valerio

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Ti racconto il mio parto: Eleonora e la nascita di Valerio

Ciao a tutte! Non vedevo l’ora di poter raccontare la mia esperienza del parto. Cercherò di essere sintetica e al tempo stesso raccontare momento per momento quelle 24 ore.

9 marzo 2014 ore 19:00 – Ero in cucina, intenta a preparare la cena per tutti. In casa con me c’erano i miei genitori, la mia nonna e mio marito. Improvvisamente sento dei lievissimi fastidi tipici da ciclo mestruale in arrivo. Qualche secondo e poi passato tutto anche se sento la sensazione di perdite. Vado in bagno a fare pipì e trovo striature rosa….. capisco che è il momento e non dico niente a nessuno.

Esco dal bagno e continuo nelle mie cose. Inizio a guardare l’orologio, inizio a segnare su un foglietto (che tengo ben conservato) questi fastidi; arrivavano una ogni 15 min. Lo dico sottovoce a mio marito cercando di non far capire niente agli altri ma il segreto non dura molto, tuttavia nessuno perde la calma. Avviso la mia ginecologa che mi dice che in caso di perdita di tappo o di contrazioni dolorose ogni 4 minuti devo andare in ps ostetrico. Continuo imperterrita a fare le mie cose, mi faccio una doccia e mi metto a letto.

Mio marito si violentava nel mantenere la calma: a mezzanotte si alza e mi fa “vado a farmi la doccia”. All’una e mezza mi fa “quasi quasi mi faccio pure la barba”. Alle tre mi fa “vabbè mi vesto già”. Io ero morta dalle risate. Le contrazioni si facevano più vicine e un po’ più dolorosette ma tutto molto sopportabile (forse perché normalmente ho dei dolori mestruali fortissimi). Alle cinque le contrazioni erano già da un’ora ogni quattro minuti.

Con calma mi alzo, mi pettino, mi trucco, infilo i miei jeans e avviso i miei che stiamo andando in ospedale. Mia madre, tutta assonnata mi guarda e fa “ ma dove vai?” “mamma vado a partorire” “ e ci vai così? Truccata e con i jeans?” e io le rispondo “mamma, tranquilla, vado a partorire non a morire”.

Avevo fatto il corso da gestante in piscina e, non so perché, nel percorso da casa all’ospedale ho iniziato a pensare a quello, a tutte le indicazioni che ci avevano dato. Avevo la sensazione di fare qualcosa che avevo fatto sempre. Visita di controllo e sotto tracciato. Contrazioni regolari ogni 4 minuti ma dilata di 1cm.

10 marzo ore 8:00 – Il dottore mi dice che c’è la possibilità di fare il ricovero anche se non sono in travaglio. Accetto. valerioCerto che mi sarebbe piaciuto tornare a casa abitando a neanche un km dall’ospedale, ma non sarei potuta stare tranquilla con tutta la gente intorno. Avrò già scattato un trentina di foto da casa all’ospedale. Ho deciso di creare un reportage e finora ci sto riuscendo.

Vado su in camera. Vomito la cena e non riesco a mangiare neanche una caramella. Riesco a bere solo tanta acqua. La cosa non mi turba. Mi sentivo benissimo. Approfitto per dormire. Ad ogni contrazione, mantenendo gli occhi chiusi, respiro profondamente e stringo la mano a mio marito. Passo tutta la mattina così. Però la dilatazione è ancora 1cm.

Alle 14:00 arriva un angelo chiamato Silvia. Mi trova seduta sulla palla da pilates. I dolori iniziano ad essere forti. In fondo li sopportavo serenamente dalle 5 del mattino ma ora iniziava a diventare un pochino “stanchevole”. La prima cosa che le chiedo è “l’intensità dei dolori sarà sempre questa o peggiorerà?” e lei mi risponde “l’intensità resta uguale solo che saranno sempre più frequenti”. MI sta bene. Faccio un bel respiro profondo e lei mi dice “vuoi fare la doccia??” La guardo come se mi avesse chiesto di incontrare Jhonny Depp. “siiiii” la mia risposta. Sotto la doccia, seduta sulla palla da pilates, musica a palla e marito che mi bagna con il doccino. Aaaah il paradiso. Il dolore non è nemmeno più così forte. Un’ora di doccia. Ho messo le branchie.

Visita di controllo. C’è la mia ginecologa. Ti adoroooo!! Parto aperto a 5cm. Cavolo ma farla prima la doccia?!?! ?=)(/&  Vabbè. Chiedo implorando, alla mia ginecologa di fare il parto in acqua. Sarebbe il mio sogno!! Lei mi risponde “stai facendo un travaglio stupendo, stai mantenendo la calma come poche. Te lo meriti proprio!!” In quel momento mi verrebbe da dirle “Chiara ti amo”. Me ne vado in giro. Vado fuori la sala di aspetto a salutare e tranquillizzare i miei genitori. La gente mi guarda con stupore.

Ore 18:00 – Chiedo di poter fare un’altra doccia. Mi spoglio ma prima di entrare in doccia mi scappa fortissimo la pipì. Un plaf strano. Chiedo scusa e mi vergogno. Silvia mi dice “tranquilla non è quello che pensi tu. Alzati e guarda nel water…”. Guardo e vedo della roba verdastra. Si sono rotte le acque. Silvia non fa in tempo a dirmi che avrei iniziato a sentire un forte stimolo di defecare quando comincio a sentire il forte senso di spingere. Corri corri in vasca non prima di aver scattato qualche altra foto, posizionato la video camera e messo il cd con le mie musiche preferite in sala parto. La vascaaaaaaaaaa. Acqua calda, sembra di stare alle terme. Le spinte sono forti ma nella testa ho gli insegnamenti del corso gestanti quindi respiro profondamente, chiacchero con l’ostetrica, mi faccio raccontare barzellette.

Ore quasi le 19:00 – Mio marito è sempre qui con me, non mi lascia mai, è una coccola continua ed io mi sento sicura e rilassata anche per questo. Sta uscendo la testa ma Silvia si accorge che il mio bimbo ha un giro di cordone intorno al collo quindi mi tira fuori dall’acqua, mi fa fare un giro strano, un spinta e la testa è fuori. Tiro un sospiro di sollievo, è fatta, ah no, manca il resto del corpo. “Silvia tiramelo fuori tu” dico con voce quasi timida poi le dico “ricordati che quando nasce devi farlo prendere prima al suo papà”. Lei si mette a ridere e mi fa “ Ma stai facendo tutto tu, continua che stai andando alla grande”.

Mio marito, curioso, voleva guardare ma io lo tiro per un braccio e gli dico “resta qui, guardi dopo”. Un’altra spinta, Valerio è completamente fuori e io inizio a ridere come una matta. Non lo sento piangere, chiedo e lui ha due occhioni aperti e spalancati e si guarda intorno beato. Silvia dice che non piange perché è nato nel modo migliore, senza urla, senza stress e senza traumi. Il bimbo è ancora in braccio al papà. eleonoraCorri, prendi la macchinetta, immortaliamo il momento. Lucida, serena, quasi mi viene da dire “è già finito?”.

Un punto (superfluo) esterno, dimissioni anticipate, nessun tipo di problema. La dottoressa che ci segue per l’allattamento mi prende “a modello” e mi chiede se ho già altri figlio. “no è il primo”. Insomma, esperienza assolutamente positiva in tutto!!!!

PS: foto dal travaglio a quattro ore dopo il parto.

Eleonora mamma di Valerio Vicenza 10 Marzo 2014

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