Silvia e le nascite di Giorgia e Marco

Ti racconto il mio parto: Silvia e le nascite di Giorgia e Marco

silvia e le nascite di giorgia e marco

Giorgiagiò H

5 febbraio 2006

Ore 15:55 – E’ domenica, io e il mio compagno da stamattina stiamo facendo l’inventario dell’attrezzatura del bar che abbiamo deciso di vendere dopo aver saputo che sarebbe arrivato un bebè.

La mia gravidanza è arrivata alla 40^ settimana tonda tonda… tra l’andirivieni di una giornata un pò pesante, ho improvvisamente sentito la sensazione di un palloncino di acqua calda esploso tra le gambe…mi si sono rotte le acque… ho guardato il mio compagno con un’aria stupita e mezzo-sorridente come se non me lo aspettassi: infatti era proprio così! Se con la gravidanza di Marco agli ultimi giorni contavo perfino le ore che mancavano al parto, con quella di Giorgia non mi ero nemmeno resa conto di aver raggiunto le 40 settimane… o meglio: me ne ero resa conto, ma avevo talmente tante cose da fare che credevo di avere ancora tempo per farle…

Passati i primi attimi di stupore e smarrimento, vado al bagno per controllare il colore delle acque e visto che il liquido è chiaro ce la prendiamo con calma. Andiamo a casa, mi faccio una doccia, prendo il borsone per l’ospedale pronto già da tempo e nel tragitto ci fermiamo anche a far benzina…

Ore 16:45 – Arriviamo in ospedale, io non ho ancora nessuna contrazione se non qualcuna di breve e poco intensa. Visita di routine e sono dilatata di appena 1 cm (pervia al dito)… Una volta fatto un tracciato e stabilito che non ci sono sofferenze fetali ci invitano a salire in reparto ostetricia per l’assegnazione del letto.

Ore 19:00 – Ceno, un pò in ritardo rispetto alle consuetudini ospedaliere visto che la cena arriva in genere alle 18, le contrazioni sono diventate leggermente più dolorose. Finito di cenare mi visitano di nuovo e sono a 3 cm di dilatazione, ancora troppo pochi e quindi via con un altro tracciato. Arrivano le 23 la situazione è ancora ferma così l’ostetrica di turno mi propone di fare una doccia rilassante, così scendiamo al piano dove si trovano le sale parto e la sala travaglio e in doccia ci sto per una mezz’ora circa… Fortuna che sono l’unica in sala travaglio e il mio compagno può starmi vicino! Dopo la doccia, non essendoci ancora degli sviluppi significativi, lui è invitato ad andare a casa e io torno in reparto aspettando che le contrazioni diventino costanti (ogni 5 min).

6 febbraio 2006

Ore 2:30 – Finalmente le contrazioni diventano intense e regolari, mi visitano e, visto che ho raggiunto i 5 cm di dilatazione mi trasferiscono in sala parto. Nel tragitto in ascensore chiamo il mio compagno che arriva dopo circa 20 minuti. Tra dolori, chiacchiere e il dolce suono del cuoricino della mia bimba che esce dalla macchina dei tracciati si decideva anche che nome avrà, o meglio si restringe il cerchio a 3 nomi…dopo 9 mesi di liste infinite! Giorgia, Giulia o Irene…

Il tempo passa, le contrazioni sembrano eterne ed io sono stremata. Ad ogni contrazione irrigidisco tutti i muscoli, mi sembra di controllare di più il dolore se spingo i piedi a terra e questo certo non aiuta a velocizzare la cosa! Sono un pò demotivata perchè mi sembra che il tempo passi ma la situazione non evolva. Fortunatamente invece dopo svariati cambi di posizione, l’ostetrica mi incita a seguire le sensazioni che sento e di spingere all’arrivo della contrazione… ma io non capisco come devo fare a spingere con quel dolore… poi provo e finalmente sento che il dolore trova un suo sfogo proprio nelle spinte!

Ore 8.44 – Dopo un pò di spinte e il quasi stritolamento delle dita del mio compagno, Giorgia decide che è arrivato il momento di nascere e lo fa “con la camicia”, ovvero portando fuori con sè il sacco amniotico… che sensazione di svuotamento!

Lo ha deciso il papà il nome alla fine, due minuti dopo nata mi ha chiesto: “allora va bene Giorgia?” e io ho risposto di sì, ma temo che avrei detto di sì anche se mi avesse proposto Asdrubale, tanto ero felicemente scioccata!

E’ nata la mia dolce Giorgia, ha un pò il faccino blu per un giro di cordone intorno al collo, me la appoggiano sul seno… è calda e piccola…non riesco a vederle il viso, le vedo la testolina e non ho il coraggio di prenderla e girarla verso di me perchè ho paura di farle male: è così piccola, delicata, indifesa!

Ore 10:15 – Mi portano Giorgia dopo il bagnetto fatto con il papà, pulita e profumata per la prima poppata…è stata un sucessone! Il giorno dopo l’ostetrica l’ha soprannominata “la rana dalla bocca larga” per la sua abitudine a spalancare la bocca a “O” appena la prendevi in braccio…

Febbraio 2016 – Sono passati 10 anni, o meglio: sono VOLATI 10 anni e adesso quando la osservo, e vedo quanto è cresciuta, mi sembra impossibile che quel piccolo fagottino caldo fosse davvero lei! Sono stati 10 anni meravigliosi, Giorgia è una ragazzina vivace, intelligente e tanto dolce! Ringrazio il cielo di avermela mandata, ringrazio che sia così bella e sana e di volerle bene esponenzialmente ogni giorno, ogni ora di più!

Marcomarco H

Domenica 31 ottobre 2010

Ore 6.00 – Sono stata tutta la notte a fare la spola tra il bagno e il divano dopo una meravigliosa indigestione di marroni abbrustoliti… era così tanto tempo che mi facevano voglia!!!

Sono esausta, non ho dormito e sento dolorini in ogni parte del mio corpo.  La Dpp è passata da 3 giorni, mi sembra di sentire qualche leggera contrazione ma non la prendo in considerazione perchè uguale a quelle che ho già, ormai inutilmente, da una settimana… e poi non sarebbe proprio il momento conciata come sono…se il parto dovesse durare 19 ore come il primo, chi ci arriverebbe alle spinte in queste condizioni?

Ore 10:15 – Sono ancora sdraiata sul divano in stato comatoso, cerco di mettere insieme un pò di energia perchè le contrazioni continuano anche se leggere. E’ domenica mattina e mia figlia Giorgia è a casa da scuola; mi coccola e mi carezza la schiena, vede che non sto bene e si preoccupa per me. Cambio posizione perchè la schiena mi fa male e sento una familiare sensazione di “caldo bagnato” tra le gambe… Mi alzo per andare al bagno e mentre mi abbasso gli slip sento delle gocce di acqua scendermi sulle gambe… chiudo gli occhi e con estrema calma realizzo che è arrivato il momento! Mi si son chiaramente rotte le acque!

Chiamo il mio compagno e gli dico di portare Giorgia dalla nonna, saluto la mia bambina e le dò un bacio: le ho già spiegato in questi ultimi giorni appena passati cosa sarebbe successo quando mamma sarebbe andata in ospedale per far nascere il fratellino e collabora con me e il papà vestendosi e preparandosi da sola e in gran velocità per essere portata da mia suocera… Prima di andare mi mette in mano un suo peluche a forma di anatroccolo dicendomi che mi porterà fortuna…Io ero molto tranquilla, mi veniva da piangere perchè sapevo che non l’avrei più rivista con gli stessi occhi dopo la nascita di Marco, la mia dolcissima Giorgia stava per diventare la sorella maggiore!

Giogia e papà se ne vanno e, attendendo il ritorno del mio compagno a casa per poi andare all’ospedale, decido di fare una doccia, e sistemare le ultimissime cose nella valigia già pronta da più di un mese. La doccia è molto piacevole, le contrazioni sono un pò più dolorose ma comunque lontane dall’essere quelle serie… Quando mi trovo davanti alla valigia comincio ad agitarmi: mi sento strana, come se la mia vita stesse cambiando radicalmente e quelli fossero gli ultimi attimi per dire addio a quella che avevo vissuto fino a quel momento… Sapevo già che sarebbe stato proprio così! Perchè l’arrivo di un bambino, che sia il primo o meno, sconvolge tutto!

In quel momento decido di fare qualche telefonata a parenti e amici per avvisare di quanto stava accadendo e quando sono al telefono con mia madre mi si rompe la voce dal pianto: è il suo compleanno, diventerà nonna-bis il giorno del suo 52° compleanno! Sono emozionata e fiera di farle un dono così grande!

Ore 11:00 – Il mio compagno arriva e partiamo in direzione dell’ospedale. Durante i 10 minuti che impeghiamo per arrivare al parcheggio mi metto a calcolare ipoteticamente a che ora sarebbe potuto nascere Marco, prendendo come riferimento la durata del mio primo parto e la media di quanto durano, in genere, i secondi parti. Calcolo che, se tutto va super veloce e senza complicanze, Marco dovrebbe nascere alle 14:30, alle 19:00 se va per le lunghe ma senza complicanze. Oltre se si verificano degli imprevisti! Sono pronta a tutto, ho addiruttura preparato i cambi per i cinque giorni che dovrei trascorrere in ospedale se dovessero malauguratamente farmi un cesareo! La stanchezza della terribile notte appena trascorsa me la son completamente scordata, un’incredibile energia mi invade e non vedo l’ora di vedere il visetto del mio cucciolo.

Ore 11:15 – Dopo aver parcheggiato e percorso a piedi la strada che dal parcheggio porta all’ospedale (con qualche “pausa contazione”, che nel frattempo cominciano a diventare dolorose…come si deve) arriviamo in reparto. Subito visita ginecologica, sono dilatata 2 cm: bene, sono già il doppio paragonando la stessa visita al parto di 5 anni prima… Poi mi mettono sotto tracciato per circa mezzoretta; il tempo di pensare, di realizzare perchè sto facendo questo tracciato in questo momento, lo stesso tracciato che avrei dovuto comunque fare alle 14:30, perchè prenotato avendo oltrepassato la Dpp, se non fossi li ora! Le contazioni sono belle toste adesso ma non sono ancora quelle “cattive”! Nel frattempo, in sala tracciati con me, trovo una mamma panciuta che avevo conosciuto alla visita per la valutazione del liquido amniotico (AFI) qualche giorno prima. Lei è li per il tracciato prenotato, non ha sintomi… solo il giorno dopo scoprirò che ha partorito la sua bambina anche lei il giorno di Halloween e che , tra l’altro, abita vicino a casa mia!

Ore 11:50 –  Mi fanno spostare in sala travaglio, mi sdraio sul lettino e prendo in mano l’anatroccolo peluche della mia principessa… pochi minuti dopo ringrazio il cielo che me lo abbia dato e mi riprometto di darle mille baci per questo! Grazie all’anatroccolo riesco a scaricare parte del dolore delle contazioni, che intanto stanno via via diventando sempre più cattive, schiaccandolo fortissimo. Rimango sdraiata li forse una ventina di minuti poi l’ostetrica di turno (giovane, simpatica e bravissima!!!) mi propone una doccia tiepida. Rimango sotto il getto d’acqua un’altra mezzoretta e ho l’ipressione che le contrazioni si indeboliscano, siano meno frequenti… chiedo all’osterìtrica e lei mi risponde che di solito la doccia può far rallentare le contrazioni, oppure farle accelerare… mi prende un pò di sconforto, avrei voluto fare un pò più presto stavolta… ma mi rassegno e dopo essermi asciugata mi dirigo nuovamente verso il lettino della sala tracciati. Proprio in questo istante tutta la stanchezza di una notte in bianco alle spalle mi assale, mi travolge a tal punto che il mio unico desiderio è quello di dormire e quasi quasi tra una contrazione e l’altra quasi ce la faccio.. ma il dolore delle contrazioni è troppo forte e troppo continuo per poter riuscirci davvero… L’ostetrica mi chiede se sento l’istinto di fare la cacca e dopo un mio sì deciso decide di farmi un’altra visita. Con mio grande stupore mi annuncia che è ora di spostarsi in sala parto: sono ad 8 centimetri di dilatazione!

Per passare dal centimetro di dilatazione agli 8 con Giorgia ci impiegai un’intera notte… ecco il motivo del mio stupore,ero in ospedale da nemmeno due ore…

Ore 13:15 – Piano piano mi sposto in sala parto: saranno stati 5 metri di corridoio a separarla dalla sala travaglio, ma avrò impiegato almeno 10 minuti, tra una contrazione e l’altra, a raggiungerla! Il mio compagno era li a sorreggermi! E’ stato con me dal primo momento fino all’ultimo a sostenermi in silenzio… Una presenza fondamentale per la prova che stavo affrontando!

Arrivata in sala parto mi sdraio sul lettino e le contrazioni sono talmente vicine da sembrare una soltanto che si protrae all’infinito! L’ostetrica mi propone di cambiare posizione e, anche se l’idea non mi piace, mi giro da un lato, poi dall’altro, mi metto carponi ma non mi sento comoda, mi rimetto sdraiata… l’ostetrica mi continua a incoraggiare e mi dice che ora posso asseccondare il mio corpo e se mi sento di dover spingere lo posso fare… nel mio cervello il tempo si ferma: ma come??? come può essere??? Ho un flash-back di quando mi dissero la stessa frase qualche anno prima e il ricordo della stanchezza che sentivo dopo più di 17 ore di travaglio… adesso ho l’impressione di aver saltato qualche passaggio… come posso essere già arrivata alle spinte?… Comunque sia questa è stata la frase magica entrambe le volte! In entrambe le esperienze, per un motivo o per un’altro, sono arrivata alle spinte con una gran stanchezza e queste poche parole hanno cancellato stanchezza e paura, regalandomi una determinazione che non si può spiegare! Ho cominciato a spingere forte! Ad ogni contrazione alzavo il collo verso il petto (Grazie amica Jessica del consiglio, è stato utilissimo!!!) e spingevo con tutte le mie forze! A differenza della volta scorsa sento anche il dolore della lacerazione, ma lo ignoro e dopo solo 7 spinte sento che Marco esce!

Ore 14:48 – Marco è nato! Guardo l’orologio e non riesco a capacitarmi all’idea di aver fatto così presto! Io mi ero preparata al peggio, invece il mio “pistacchietto urlante” era già li con me! Me lo appoggiano sul petto, smette di piangere all’istante e sento il suo calore, il suo peso…amore mio come sei piccolino, come sei bello! Sono la donna più felice del mondo e in un’ondata di emozioni continuo a ripetere mille ringraziamenti per le ostetriche (che secondo me mi han presa un pò per scema…). Dopo qualche minuto prendono Marco, lo pesano e lo portano in ostetricia per il primo bagnetto con papà! Intanto mi praticano il secondamento. Io sento freddo, tantissimo freddo, tremo come una foglia così mi coprono con vari telini. Mi “rammendano” e mi portano in una stanzetta che assomiglia tanto ad un ripostiglio… li mi riportano il mio fagottino per la prima poppata, tutto pulito e profumato, accompagnato dal papà che mi saluta e torna a casa, ci rivedremo stasera, in orario di visite!

Marco non fa nessuna fatica a trovare il capezzolo e ad avvinghiarcisi, lo accarezzo e lo guardo, non riesco a staccargli gli occhi di dosso… ha le unghiette che graffiano… e immancabilmente faccio i paragoni con i ricordi che ho di quel momento insieme a Giorgia… Com’è cresciuta in fretta, come si fa presto a dimenticare cosa si prova davvero in quei momenti… La magia si è compiuta di nuovo, il calore che regalano questi attimi nessuno li può vendere nè comperare! A distanza di 5 anni pensarci mi riempie di nostagia; so che nient’altro, per quanto eccezionale, sarà paragonabile! Rivivrei tutta la mia vita milioni di volte solo per questi momenti…

Ore 16:00 – Marco viene portato in incubatrice qualche ora in modo che la pelle si possa asciugare, io rimango ancora circa un paio d’ore in una sala apposita vicina alla sala parto, per escludere la probabilità di un’emorragia o di qualche complicazione nell’immediato post parto.

Ore 17:30 – Vengo trasportata in reparto ostetricia, mi portano alla stanza e al letto assegnato, dove il papà ha già portato la valigia e tutte le mie cosine…Rimango di nuovo basita: stanza 46 letto 3! Esattamente la stessa stanza e lo stesso letto di quando ho partorito Giorgia! Se non sapessi che sono solo coincidenze non saprei davvero cosa pensare!

Ore 18:00 – Le porte del reparto maternità si aprono ai papà (l’ospedale di Vicenza permetteva ai papà di arrivare SOLO un’ora prima dell’inizio dell’orario normale di visita) e finalmente rivedo il mio compagno e la mia bellissima Giorgia! Marco è ancora in incubatrice, mi hanno detto che me lo porteranno per un paio d’ore dopo le visite così da farlo poppare ancora un pò prima di riportarlo al nido per la notte (ma come? Non me lo posso tenere con me anche per la notte se voglio? Rispondono che la prima notte dopo il parto la mamma ha bisogno di riposare!).

Giorgia è felicissima e, visto che mi sento in gran forma, decido di scendere dal letto e percorrere il corridoio fino al nido dove, da dietro al vetro, Marco guarda in alto e agita le braccia. Giorgia lo vede per la prima volta e spalanca la bocca dicendo che è bellissimo!… E io piango dall’emozione!

Febbraio 2016 – Il mio “piccolo” Marco ha già 5 anni compiuti, è un bambino a cui non si consumano mai le batterie, è furbetto, birbante ma anche dolcissimo. Mi ha fatto vivere una maternità un pò più travagliata rispetto a quella vissuta con sua sorella (ittero, tante coliche, importante dermatite atopica e tanto altro…) ma forse proprio per questo, vivo il nostro rapporto ancora più intensamente. Vivere per la seconda volta la sensazione dell’amore incondizionato è stata una sorpresa per me, dopo Giorgia mai avrei creduto di poter ripeterlo!

Sono orgogliosa dei miei figli e felice di essere la loro mamma!

Penso spesso all’idea di avere un’altro figlio, mi piacerebbe averne ancora… purtroppo le possibilità della nostra famiglia, come quella di tante altre famiglie italiane, non ce lo permettono. Speriamo in una botta di fortuna, ho ancora qualche anno a disposizione per realizzare anche questo desiderio!

Lascia un commento