Acido folico: gravidanza e non solo

I folati sono un termine generico utilizzato per indicare un gruppo di vitamine solubili appartenenti al gruppo B. Sono indicate con B9, per l’esattezza.

Spesso vengono indicati come Acido Folico utilizzando questo termine come sinonimo di folati. In realtà sono due forme diverse: i folati sono la forma naturale presente all’interno degli alimenti, l’acido folico è la forma sintetica utilizzata negli integratori e nei cibi fortificati.

Vitamina B9
Spinaci e folati

Questi nutrienti possono essere facilmente assunti in quantità adeguate attraverso una dieta varia ed equilibrata. Il nostro organismo è inoltre in grado di accumularne piccole riserve nel fegato.

Il nostro fabbisogno quotidiano è di 0,4 mg al giorno, ma in alcune situazioni particolari è richiesto un maggior apporto.
Alimenti ricchi di folati sono le verdure a foglia verde, i legumi, i formaggi (soprattutto stagionati), la carne, le uova.
Ecco alcuni esempi: 100 gr di biete o spinaci ne contengono circa 0,11 mg, il tuorlo d’uovo 0,150 mg, i legumi circa 0,1 mg, il parmigiano o grana circa 0,05 mg e i cereali da 0,02 a 0,04 mg.    

A cosa serve l’acido folico?

E’ coinvolto in molte funzioni fondamentali del nostro organismo:

  1. Come cofattore per la sintesi di DNA, RNA e proteine nella formazione di nuove cellule;
  2. Maturazione dei globuli rossi;
  3. Corretto sviluppo del sistema nervoso;
  4. Prevenzione di alcune forme di neoplasia;
  5. Per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, infarti in particolare;
  6. Mantenimento e incremento delle funzioni cognitive, specialmente in età avanzata.
Acido folico e gravidanza

Come anticipato, una delle più importanti funzioni dell’acido folico è aiutare la corretta formazione del sistema nervoso. E’ una vitamina estremamente importante per le donne che stanno pianificando (o non escludendo a priori) una gravidanza in quanto aiuta a prevenire il rischio di difetti del tubo neurale, come la spina bifida.

Risulta particolarmente importante assumerlo prima del concepimento perché la chiusura del tubo neurale si verifica nelle prime 4 settimane di gravidanza, quando una donna non è ancora consapevole di essere incinta. E’ stato dimostrato inoltre che riduce il rischio di parto pre-termine. 

In caso di deficit, l’acido folico può impiegare anche 20 settimane per raggiungere i livelli ottimali, pertanto è fondamentale curare l’alimentazione e assumere gli integratori con dovuto anticipo. Alcuni studi scientifici raccomandano di iniziare l’integrazione addirittura dai 5 ai 6 mesi prima del concepimento. 

Un’adeguata assunzione di acido folico è importante anche durante l’allattamento. Nei primi mesi di vita del bambino, il latte è un alimento esclusivo e quindi l’unica fonte da cui poter ricavare questo nutriente. 

Spesso si parla anche di acido folico e fertilità: effettivamente, assieme a tutta una serie di altri nutrienti, l’acido folico contribuisce sia alla corretta maturazione degli spermatozoi che degli ovociti.
Pertanto una corretta assunzione di questa vitamina comporta maggiori possibilità che si abbia un embrione correttamente adeso e formato. 

Non solo gravidanza

Ma cosa dire dell’acido folico al di fuori di gravidanza e allattamento?

E’ presto detto: queste sostanze sono fondamentali nella formazione delle nuove cellule.
Pensate banalmente a unghie, capelli e pelle, che necessitano di continua rigenerazione. Sono infatti coinvolti nella formazione di nuovo DNA e proteine assieme alle vitamine B12 e C.

Tra i tipi di cellule che aiutano a formare ci sono anche i globuli rossi; infatti una carenza di folati può portare ad una forma particolare di anemia definita megaloblastica.
In questa patologia i globuli rossi risultano più grandi e non completamente maturi. 

Un’altra funzione dei folati è nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. In presenza di queste patologie nel nostro corpo si innalzano i livelli di una particolare sostanza chiamata omocisteina. L’acido folico è in grado di abbassarne i livelli e diminuire significativamente il rischio di infarto. 

Nelle malattie neurologiche l’acido folico, in combinazione con la vitamina B12, sembra migliorare le funzioni cognitive, specialmente ad un’età avanzata e ridurre i processi infiammatori associati a questo tipo di disturbi. Le malattie per cui sono stati dimostrati dei miglioramenti sono l’Alzheimer, disturbi dello spettro autistico ma anche la depressione. 

Al contrario dei precedenti esempi, in caso di tumori è necessario prestare attenzione agli eccessi, in quanto l’acido folico sembra stimolare la proliferazione delle cellule cancerose e addirittura interferire con alcuni tipi di chemioterapia. 

Folati in cucina

Come detto in precedenza, sono molti gli alimenti ricchi di folati, in testa a tutti le verdure a foglia verde scura. Nell’ambito di una corretta alimentazione, non sussistono motivi per sospettare una carenza di questo elemento. Tuttavia la nostra dieta spesso non riesce a far fronte al fabbisogno, perché sbilanciata e povera nell’assunzione di verdure.

La disponibilità della vitamina B9 dipende molto anche da come lavoriamo gli alimenti.
Si può avere una naturale riduzione dei folati mano a mano che le verdure perdono freschezza e con le cotture. Si può arrivare ad avere una perdita del 70% dopo 3 giorni di conservazione della verdura e fino ad un 95% con le cotture, soprattutto la bollitura.

Per avere un’assunzione adeguata posso quindi consigliarvi di assumere verdure fresche e crude, piuttosto che cotte, oppure cotte in poca acqua e per un breve tempo. Minore sarà il contatto con l’acqua e le alte temperature, minore sarà anche la perdita vitaminica. 

L’assorbimento dei folati avviene nell’intestino con un’efficienza diversa rispetto all’acido folico degli integratori. Per questo motivo in condizioni di aumentato fabbisogno, come la gravidanza, l’uso di supplementi alimentari è fortemente raccomandato.

Tuttavia è bene ricordare che gli alimenti sono molto più della somma dei loro nutrienti e quindi a fronte di un contenuto più basso di folati, rispetto agli integratori, è molto probabile che l’assorbimento sia altrettanto efficiente grazie alla compresenza di altri elementi che agiscono in sinergia. 

Fonti

https://www.crea.gov.it/home
https://sinu.it/2019/07/09/assunzione-raccomandata-per-la-popolazione-pri-e-assunzione-adeguata-ai/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17099205/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31345146/
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3375831/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17900207/

Autore

Francesca Rigon – Autrice – cura la rubrica “Una mamma per nutrizionista”

Mamma di Raffaele dal primo giorno del 2018. Mi sono laureata in Biologia Evoluzionistica a Padova nel 2009 dove ho conseguito anche un Dottorato di Ricerca in Bioscienze e Biotecnologie nel 2012 e infine un Master Internazionale in Nutrizione e Dietetica con una tesi sullo svezzamento nel 2017.

Il mio interesse per la nutrizione si concretizza con la scoperta dell’esistenza di Raffaele, anche se le sue radici sono ben più profonde.

Quindi mi sono chiesta: perché non unire due grandi mondi, l’essere mamma e l’essere nutrizionista, in un’unica realtà da condividere con altre mamme?

Da qui il nome della rubrica “Una mamma per nutrizionista

Certa che sarà un’avventura che mi permetterà di crescere assieme a molte di voi, sono orgogliosa e lieta di potermi occupare di questo spazio.

 

Atelier impertinente: materia e colore

ATELIER IMPERTINENTE: materia e colore

Per bambini curiosi dai 2 ai 99 anni

Alzi la mano chi in casa non ha rossetti, matite per gli occhi, cosmetici di ogni genere fermi da anni, pronti
per essere cestinati ma che non abbiamo il coraggio di buttare!

Bene è arrivato il momento di dargli una seconda possibilità!

Io ho pensato di fare così e di affidarli alle mani della mia piccola Anna e il gioco è stato molto apprezzato!

Ai bambini infatti piace tanto utilizzare strumenti e oggetti che solitamente utilizzano gli adulti e quando li si
dà la possibilità di poterli sperimentare sono felicissimi.
Disponi i trucchi (rossetti, rimmel, matite, ombretti, quello che hai a disposizione) in un contenitore, senza
tappi e con le punte delle matite temperate.

Metti a diposizione fogli di carta anche colorate su cui il bambino potrà fare più prove di segno (se hai il
rotolo di carta dell’ikea MALA meglio).

Lascia “libero” il bambino di sperimentare sul foglio, ma soprattutto di giocare con i materiali che ha a
disposizione per poter scoprire il magico mondo dei materiali di cui sono fatti i cosmetici.
Atelier impertinente: materia e colore
Nasceranno così dei bellissimi disegni molto materici fatti di segni, tracce, impronte, texture tutti nati da gesti
liberi e casuali in cui si manifesta il piacere della scoperta.
I trucchi in generale sono fatti di materiali straordinari, hanno colori brillanti, consistenze pastose, una resa
molto materica, si sfumano facilmente con il dito e creano effetti plastici tridimensionali sul foglio e ogni
strumento ha una sua peculiarità.

Tutte queste caratteristiche io e Anna le abbiamo scoperte sperimentando questi strumenti sulla carta.
Per i bambini diventa quindi un gioco divertente con cui sperimentare nuovi strumenti e conoscere nuove
consistenze materiche.

Cosa si fa poi con i fogli colorati?
Assolutamente nulla…si cestinano!

Lo scopo di questo tipo di attività è quello di stimolare il bambino all’atto creativo di generare segni e disegni
in modo intuitivo, lasciando che la fantasia e l’immaginazione trovino terreno fertile su cui poter sbocciare.
Ma soprattutto, conoscere gli oggetti quotidiani sotto altri punti di vista e usarli in modo impertinente per
sviluppare una mente aperta e curiosa e scoprire che tutti gli strumenti possono nascondere delle sorprese
inaspettate.

Non c’è museificazione di disegni ma solo il piacere di fare un’esperienza pratica su strumenti, materiali e
gestualità senza generare quindi un prodotto finito…un lavoretto!

E intanto noi mamma ci siamo liberate di un bel pò di vecchi trucchi e cosmetici che erano conservati nel dimenticatoio, quel posto speciale ricco di reperti archeologici casalinghi.

E ora …provateci anche voi!
Buon divertimento


Rubrica a cura di:

Nadia Fusco  – Autrice – cura la rubrica “Creattività

Ideatrice della rubrica “Voilà Atelier Creativo…esplora, crea, gioca”

Mamma di Anna e appassionata del fare con le mani, di artigianato, di arte e di Bruno Munari

Immaginate una bambina curiosa che passa il suo tempo a creare, esplorare la natura, a fare e disfare. Quella bambina sono io e quello era il mio modo per stare bene ieri ed è quello che mi fa felice oggi. Ho studiato arte alle superiori, design all’università e per 11 anni ho lavorato come designer di gioielli, nel frattempo mi sono specializzata come atelierista per bambini 0-6 anni e con la didattica de La Scuola del fare. Avevo un sogno nel cassetto, portare la magia della creatività dove serviva e oggi lo faccio con il mio progetto Voilà Atelier Creativo.

Cos’è Voilà Atelier Creativo?

Voilà Atelier Creativo è il tocco di una bacchetta che – come per magia – dà forma a laboratori e workshop creativi per bambini, ragazzi e adulti convinti che il gioco sia una cosa seria. Voilà è uno spazio errante: entra nelle case e nelle scuole, prende posto nelle piazze e nei parchi. Dove c’è bisogno di creatività, fantasia e sperimentazione, Voilà arriva. La magia prende ispirazione dalle idee di Bruno Munari e dal metodo Montessori. Per questo in ogni proposta c’è il piacere di usare mani ed immaginazione, l’utilizzo di materiali diversi – carta, stoffe, argilla, inchiostro, lana, pasta, tappi – e la convinzione che l’arte sia per tutti.

Con il progetto Voilà atelier creativo mi piacerebbe far riscoprire la poesia del fare con le mani, stimolare la creatività per sentirsi liberi di creare e sperimentare.

Voilà atelier creativo è anche party e gift ma per saperne di più visitate la pagina facebook o istagram Voilà Atelier creativo

Con questa rubrica vorrei condividere la mia passione nello sporcarmi le mani e insieme esplorare, creare e giocare.

Dimenticavo, adoro gli albi illustrati e ora che ho Anna, ho un motivo in più per comprarli, questa passione la condivido con i bambini durante le letture come volontaria presso la biblioteca di Villaggio del Sole, Vicenza.

Giocare e’ una cosa seria! I bambini di oggi sono gli adulti di domani, aiutiamoli a crescere liberi da stereotipi, aiutiamoli a sviluppare tutti i sensi, aiutiamoli a diventare piu’ sensibili.

Un bambino creativo e’ un bambino felice!

Bruno Munari – 1986

Ballerine riciclo creativo

Ciao mamme belle!

Ci sono un milione di bellissimi progetti creativi che potete fare con i vostri bambini, uno tra questi sono le ballerine riciclo creativo!

Semplicissime da realizzare ma qui si da davvero spazio alla creativita’, ecco cosa vi servira’:

Ballerine riciclo creativo

Pennarelli colorati, colla a caldo, colla stick, pirottini muffin colorati, penna nera, corda, spago o nastro, stecchini di legno da ceretta (o abbassalingua) e stecchini da ghiaccioli.

La procedura e’ facilissima, vi linko il video tutorial e la sequenza fotografica, ma miraccomando, taggatemi e taggate essere mamme a vicenza con le vostre creazioni!! sono curiosissima, sbizzarritevi con i colori e fantasie

Ora vi mostro le mie versioni, comunque vi chiederete a cosa servono corda e colla a caldo, allora con la corda fate un bel festone di ballerine che poi potete mettere come addobbo nella camera dei vostri cuccioli!! e la colla a caldo sempre appunto per incollare “le braccia” alla ballerina e incollare la stessa sulla corda.

Chicche: Potete anche colorarle in tinta unita e usarle per imparare i colori!! Oppure per il primo compleanno potete disegnare sulla gonna o sul body i numeri dallo 0 al 12 e sotto ogni ballerina attaccare la foto del mese corrispondere della vostra bimba/o!

La settimana prossima arrivera’ il calendario del meteo……. pronte?? fatemelo sapere nei commenti!

Un bacione

Francesca


Francesca Celetto Baker – Autrice – cura la rubrica “Creattività
Ciao a tutti, mi presento, sono Francesca mamma di Kaylee Lina.
Adoro viaggiare, leggere e cucinare ma più di tutto adoro… Creare!
Con carta, colori, glitter, colla, perline, stoffa, scotch, matite, pennelli e molto altro puoi creare tutti ciò puoi immaginare!!!
Sarà bellissimo ricreare o inventare nuovi progetti vedrai!!!
Partendo da cosine semplici per bambini per passare a qualcosa di un po più strutturato per ragazzi/e.
Pronti a divertirci? Si parte!
Good crafting everyone

 

Terme naturali della Toscana e il Salento

#mammeconlavaligia

Noi mamme di Essere mamme a Vicenza abbiamo pensato che, terminato questo periodo difficile, il nostro Paese avrà bisogno di noi e noi avremo bisogno del nostro Paese, per riscoprirlo e apprezzarne tutte le meraviglie.

Crediamo che potrebbe essere carino fare un tour nella nostra Italia per proporvi mete naturalistiche e culturali a misura di famiglia. Non sappiamo quando sarà di nuovo possibile muoverci fisicamente, ma di certo con la nostra immaginazione possiamo andare ovunque!

Quindi non ci resta che tirare fuori la Licia Colò che c’è in noi e addentrarci in questo viaggio virtuale, che speriamo possa diventare quanto prima reale! [Francesca R.]

Condividi con noi le tue mete italiane preferite! Se sei mamma (o futura mamma) puoi iscriverti alla nostra community di Facebook oppure puoi lasciare un commento a questo articolo o scriverci alla mail esseremammeavicenza@gmail.com! (Se condividi anche delle immagini dovranno essere tue o dovrai specificarne le fonti).

Oggi le mete proposte sono: Le terme naturali della Toscana e il Salento


Terme naturali della Toscana

Saturnia, Petrolio, Bagno Vignoni, Bagni San Filippo, San Casciano – Toscana

terme naturali della toscana e il salento
immagine tratta da dovesciare.it

Proposta di mamma Francesca

Ecco un nuovo paradiso tutto italiano in cui poter sognare la prossima vacanza!
Terme naturali e libere in Toscana: Saturnia, Petrolio, Bagno Vignoni, Bagni San Filippo, San Casciano.

Tra borghi medievali e città d’arte, calde acque sulfuree, nascoste in una natura incontaminata, si nascondono le incredibili terme naturali della Toscana, per una vacanza di benessere, tra coccole gratuite e paesaggi da cartolina.

Non i soliti pacchetti benessere dei costosi stabilimenti termali, ma l’occasione di rigenerare corpo e spirito a contatto con la natura, in una vacanza più eco-sostenibile e autentica… e perché no, a costo zero. [www.ecobnb.it]

Immagine tratta da ecobnb.it

Se desideri maggiori informazioni e programmare una visita alle terme naturali della Toscana, trovi tutte le informazioni utili sui seguenti siti: www.ecobnb.it www.discovertuscany.comwww.siviaggia.it


Salento – Puglia
terme naturali della toscana e il salento
immagine tratta da costedelsud.it

Proposta di mamma Silvia

Qualche anno fa ho visitato il Salento e mi è rimasto negli occhi, sulla pelle e nel cuore!

Colori e profumi meravigliosi, bellissima gente e ottima cucina!

Da Lecce in giù un posto più bello dell’altro! Sono stata ospite da amici a Maglie, nell’entroterra, circondata da ulivi e cicale!

Visitavamo ogni giorno in un posto diverso: Otranto con la sua bianchissima pietra, Gallipoli, la spiaggia dei Laghi Alimini, le stupende scogliere di S. Andrea, Torre dell’Orso, San Sebastiano e il tacco d’Italia Santa Maria di Leuca! Spero di riuscire a tornare quest’anno!!!

immagine tratta da turismo.it

Nel Salento il sole vi bacia tutto l’anno. Il fascino dell’arte, l’ottima cucina mediterranea e l’ospitalità sincera vi accolgono in un paesaggio da sogno, dalla costa adriatica con le marine di Melendugno, Santa Cesarea Terme e Otranto, allo Ionio che bagna Porto Cesareo, Portoselvaggio e Gallipoli.
Qui il Medioevo si colora d’Oriente e antiche filastrocche in “griko” risuonano nella Grecìa Salentina, come a Melpignano, dove antichi ritmi diventano musica contemporanea nella Notte della Taranta.
Siete nella penisola verde tra due mari, terra magica in cui misteriosi dolmen e menhir indicano il cammino, nascosti tra gli ulivi e i muretti a secco nelle campagne tra Giurdignano e Minervino di Lecce, dove sorgono antiche masserie oggi trasformate in affascinanti strutture ricettive. A passo di trekking, andate alla scoperta di chiese paleocristiane e frantoi ipogei e non perdete lo spettacolo naturale delle grotte marine di Castro e Santa Maria di Leuca.
Una passeggiata a Lecce è un viaggio nel barocco, tra chiese e palazzi ricamati nella pietra, cortili, giardini segreti e la sorpresa di un anfiteatro romano nel cuore della città. A Brindisi, invece, potete visitare due castelli e godervi il panorama sul lungomare Regina Margherita.
Nei borghi si svelano le botteghe artigiane di cartapesta e pietra leccese e sulla tavola stanno tutti i sapori del Salento, da accompagnare con ottimo vino locale: la “tria”, pasta fatta in casa preparata con i ceci, saporite verdure selvatiche e dolci prelibati come il “pasticciotto” dal cuore di crema e lo “spumone”, ottimo gelato artigianale. [www.viaggiareinpuglia.it]

Se desideri maggiori informazioni e programmare una visita nella Penisola Salentina, trovi tutte le informazioni utili sui seguenti siti: www.viaggiareinpuglia.it e www.salento.it

 

Il bello del latte di mamma

 

Il bello del latte di mamma

Scritto da Mariella Cotelli, ostetrica, IBCLC L-107274 (IBCLC, Consulenti Professionali in Allattamento).

Conosciamo solo circa 200 componenti del latte materno – straordinario alimento denominato in alcune culture “sangue  bianco” – e delle loro benefiche funzioni. Di tantissimi altri componenti sappiamo poco o nulla: chissà quanti vantaggi cela ancora il prezioso latte di mamma!

“Sangue bianco”. Così gli Arabi chiamano il latte materno.

Infatti altro non è che un tessuto biologico composto da innumerevoli micronutrienti, fattori protettivi che potenziano e modulano il sistema immunitario, effetto questo che non diminuisce con il passare del tempo, anzi aumenta, quindi il latte materno continua ad essere protettivo anche quando l’allattamento prosegue oltre l’anno di vita del bambino.

Il bello del latte materno quindi è che…

… è nutriente, digeribile, specie-specifico (cioè perfetto per il cucciolo d’uomo);

… è ecologico: non c’è necessità di sterilizzare biberon di plastica consumando energia elettrica nè di dover smaltire il biberon stesso;

… è economico: il latte materno non ha costi;

Il colostro (il latte che viene prodotto nei primi giorni di vita del bambino) è lassativo quindi abbassa il rischio di ittero (accumulo di bilirubina nel sangue che provoca la colorazione giallastra della cute nel neonato e delle sclere oculari, evento che richiede l’utilizzo della fototerapia, pratica che inevitabilmente porta all’allontanamento del bambino dalla sua mammaper qualche ora, a volte giorni).

Il colostro facilita la maturazione dell’intestino del neonato ricoprendo tutto l’apparato gastro-intestinale come fosse una vernice, proteggendolo da eventuali microrganismi e allergeni. Stimola e rinforza il sistema immunitario grazie a batteri “buoni” che impediscono la crescita dei patogeni. Il colostro viene prodotto in piccole quantità quindi adatto alle dimensioni dello stomaco del neonato.

Il bello del latte materno è che…

… migliora lo sviluppo intellettivo grazie alla presenza degli acidi grassi a catena lunga;

… previene malattie metaboliche come diabete, obesità e celiachia;

… riduce il rischio di sviluppare allergie;

La mamma che allatta è protetta maggiormente dal rischio di tumore al seno, alle ovaie e all’utero.

Il bello del latte materno è che…

… facilita l’involuzione uterina riducendo le perdite ematiche del post-parto. Le mamme che allattano recuperano più rapidamente il peso pre-gravidico;

… protegge le mamme dalla depressione post-partum, infatti il legame mamma-bambino si rafforza aumentando il gradi di soddisfazione materno e l’autostima;


In collaborazione con:

L’educazione

Periodico trimestrale di pedagogia e cultura a divulgazione gratuita

A cura di Mariella Cotelli, Ostetrica e Consulente Professionale in Allattamento

 

 

Piccoli Naturalisti Osservatori: lo stupore e la meraviglia

La scuola è si è conclusa. Quest’anno scolastico è stato un ciclone di accadimenti e vicessitudini che nessuno di noi poteva immaginare. La situazione di emergenza sanitaria ha scosso la nostra quotidianità e le nostre abitudini.  Abbiamo dovuto inventare nuovi modi per proseguire. Alcuni di questi ci sono stati imposti, altri li abbiamo potuti scegliere…

La didattica a distanza ha sicuramente avuto il pregio di poter evitare uno strappo improvviso e di poter “avvicinare” dal punto di vista virtuale gli insegnanti, i bambini e i ragazzi. Molti altri sono stati i difetti che tutti conosciamo e che sono stati già più volte ripresi e rimarcati da pedagostici, insegnanti, educatori, studiosi e scienziati.

La velocità con la quale tutto è accaduto ci ha spiazzato, soprattutto noi genitori che ci siamo trovati a dover affrontare un’importante sfida…quella di mantenere vivo lo stupore e la meraviglia del piacere dell’imparare, dell’osservare, del capire con i pochi strumenti che avevamo in casa. Abbiamo potuto constatare con mano che a questo stupore e a questa meraviglia non bastano un motore di ricerca e una bella presentazione power point.

Non bastano i lavoretti e le ricerchine di 3 paginette per far passare il tempo e per far comprendere la complessità del mondo che ci circonda…ma serve la realtà: quella fisica, quella vera, quella naturale che il non uscire ci ha costretto a mendicare in cucina, in camera da letto, in bagno, nel giardino di casa o nel terrazzo.

L’estate è alle porte, con le sue belle giornate in arrivo. I bambini e i ragazzi scalpitano dalla voglia di uscire, di rivedere parenti e amici, tornare ad andare in bicicletta, a frequentare parchi e luoghi familiari. Insomma desiderano tornare ad esplorare quello che li circonda.Piccoli esploratori naturalisti: meraviglia e stupore

Alimentare e favorire questo desiderio è importante ed è per questo che la casa editrice Topipittori ha dedicato una intera collana all’osservazione di quello che vive intorno a noi e al piacere della scoperta della bellezza della natura. Anche e soprattutto quella presente nelle nostre città.

La collana dal titolo PINO – Piccoli Naturalisti Osservatori https://www.topipittori.it/it/collana/pino  è composta da 8 libri che trattano diverse tematiche raccontate da scienziati, scrittori e artisti.

Ogni libro è una guida pratica che insegna a guardare, analizzare, comprendere e conoscere quell’ambiente vasto e variegato che ci circonda. Ci aiutano a comprendere la bellezza e la delicatezza degli ecosistemi, degli animali e delle piante che ci vivono. Sono una sorta di eserciziario dove prendere appunti e disegnare, proprio come i taccuini dei primi naturalisti del Novecento.

Questa collana non è solo dedicata alla Natura ma anche al concetto di MERAVIGLIA.

Ecco cosa scrive il direttore della casa editrice Topipittori, Paolo Canton, a proposito:

La meraviglia è fondamentale per lo sviluppo della scienza, ma forse meglio sarebbe dire dell’intelletto: se il mondo fosse brutto, se la natura disgustasse, se non ci fosse fascinazione e meraviglia, se non ci fosse «ricreazione dell’occhio e della mente» a nessuno verrebbe in mente di fare dell’osservazione e dell’indagine un impegno quotidiano, un mestiere. Questo esercizio dell’osservare per meravigliarsi acuisce l’ingegno, insegna la pazienza, aiuta a individuare e sviluppare inclinazioni e talenti.

Insomma esercitare la meraviglia serve, soprattutto ai nostri bambini.

Avete in casa un piccolo ornitologo o un piccolo entomologo in erba? Bene! Questi libri fanno al caso vostro.

Siete alla ricerca di un libro che descriva la botanica e il mondo degli alberi? Ecco che la collana mette a disposizione alcune tra le pubblicazioni più originali dedicate a tale tema.

Vediamo insieme i titoli della collana:

1. Prendere il volo

Merli, cince, passeri, balestrucci, ghiandaie, rondoni, taccole. Ecco i nomi degli uccelli protagonisti con i quali potrete imparare a distinguere le diverse specie anche dalla forma del nido, dalle piume e dalle uova. Il libro contiene anche consigli e informazioni su come salvare e nutrire un eventuale uccellino in difficoltà.

2. Plasticus Maritimus

Ogni ora, mille tonnellate di plastica – l’equivalente di un camion pieno di plastica al minuto – si riversano negli oceani. Un libro per capire che delegare e ignorare un problema, che riguarda non solo il nostro presente ma soprattutto il futuro delle generazioni che verranno, può avere conseguenze gravissime.

3. Naturalisti in cucina

I bambini che vivono in città hanno poche occasioni per studiare da vicino la natura. Pochi sanno, tuttavia, di avere a disposizione un intero laboratorio per poterlo fare: la cucina di casa.
Ed ecco una piccola guida che ci porta alla scoperta delle verdure e della frutta che comunemente fanno parte della nostra alimentazione, ma che possono rivelare curiosità e segreti.

4.  Che cos’è un fiume?

Una nonna racconta alla sua nipotina uno dei luoghi più emblematici di sempre. E’ un fiume che non ha un nome ma allo stesso tempo ne possiede centinaia, come centinaia sono le leggende, le storie e le tradizioni che hanno visto scorrere la sua acqua.

5. Il trasloco del giardino

Un giardino può essere fatto anche di una sola pianta in un vaso.
Le piante hanno bisogno di acqua, sole, ma anche di mani e di occhi che se ne prendino cura. Un libro che imparare a conoscere i segreti della semina e per progettare un piccolo giardino.

6. L’albero

Alla scoperta della vita vegetale con tutti i suoi piccoli e grandi segreti: foglie, frutti, radici, semi, tronchi, cortecce. Per imparare giocare a riconoscere le diverse specie vegetali negli ambienti che si visitano.

7. Vagabonde!

Una guida pratica per piccoli esploratori botanici, per apprezzare la straordinaria forza delle piante anche quelle più piccole che popolano i nostri parchi, le nostre aiuole e i muriccioli dietro casa.

8. Sei zampe e poco più

Il mondo degli insetti è affascinante ma allo stesso tempo alla maggior parte degli adulti incute paura e disprezzo. Per i bambini è diverso. Gli insetti sono creature quasi al limite della fantasia. Con le loro antenne, le zampe, i loro occhi, le loro ali sono tutti da disegnare e da osservare.  Dove vivono? Come si nutrono? Scoprirlo insieme è un’avventura entusiasmante.

Mariairene Didoni – Autrice – cura la rubrica “Un mondo di cose da leggere… più vicino di quanto immagini…
Mamma di Matilde e appassionata di libri e d’arte.

Sono laureata in Storia dell’Arte e conservazione dei beni artistici e sin da piccola il mondo dei libri e dell’illustrazione mi ha sempre affascinato. Mi dedico alla pittura ad acquerello e all’organizzazione di letture condivise per bambini come volontaria presso la Biblioteca del quartiere di Anconetta, succursale della sede centrale di Vicenza della Biblioteca Civica Bertoliana.

Ho seguito diversi seminari e corsi di formazione nell’ambito della promozione della lettura per tutte le età a partire dalla primissima infanzia ma anche dalle letture al pancione durante la gravidanza.

Sono diventata “Lettore Custode” grazie alla formazione ideata e realizzata da Alessia Napoletano presso la sua Libreria per l’Infanzia “Radice-Labirinto” di Carpi (MO). La metodologia del “Lettore custode” è in via di definizione e sperimentazione e si prefigge lo scopo di infondere l’amore per le storie e la lettura.

Diventare mamma mi ha dato la possibilità di riscoprire e riassaporare le mie diverse passioni e mi ha portato a “rileggere” nel vero senso della parola una lunga lista di libri, ripartendo dagli albi illustrati e dai grandi classici della letteratura per l’infanzia e per i ragazzi, oltre ad altri libri non convenzionali.

La mia mente ha sempre fame di parole e di immagini che facciano vibrare le corde del cuore e dell’anima.

Con la rubrica “Un mondo di cose da leggere” vorrei accompagnarvi e aiutarvi a far visita al vostro “io” bambino/bambina e a condividere con tutta la vostra famiglia le potenzialità che la lettura e i libri possono offrire.

“Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo”. (Gianni Rodari)

C’era una volta… Villa Valmarana ai Nani

C’era una volta …. oggi iniziamo così!  Con una fiaba! Perché a tutti piacciono le fiabe, ai grandi e ai piccini! Io le adoro, e non perdo occasione per scovarne di nuove con i miei bambini! Basta guardarsi intorno per scoprirle. Quindi, gambe in spalla, e partiamo!

Oggi andiamo a visitare la bellissima Villa Valmarana ai Nani, culla di arte mista a favolosi racconti e leggende. Si trova appena sopra Villa Rotonda ed è una meta consigliatissima per le famiglie con bimbi di tutte le età!

Perché?

Intanto perché anche solo il luogo in cui sorge è una meraviglia per gli occhi: un palazzo immerso nel verde che sorge in un bellissimo punto panoramico della nostra amata Vicenza. Inoltre, si può raggiungere in auto, ma anche a piedi e la PASSEGGIATA è un incanto.
Si parte dalla verde Valletta del Silenzio e, superata la già menzionata Villa di Palladio, si prosegue per una stradina di ciottoli che sale sul colle. Dieci minuti di suggestiva camminata e si apre un piazzale scenografico che reca l’accesso alla villa. Per i bimbi è come entrare in un luogo magico, circondato da alberi e silenzio: uno spazio senza tempo pronto a svelare i suoi misteri. E arrivati davanti al cancello, rimangono a bocca aperta:

“Mamma, che bello qui!”.

Il muro di cinta che custodisce la villa, poi, è già una curiosità da scoprire. Tanti nanetti di pietra che guardano dall’alto i nuovi arrivati. Tutti diversi tra loro. Ed iniziano le domande:

“Mamma, ecco perché la villa si chiama così! Ma come mai sono stati messi questi nanetti?”.

Ed ecco la prima storia!
Si narra infatti che una volta in questa magnifica dimora vivesse una dama, una principessa, una giovane signora, piccolissima di statura. Una nanetta graziosa e dolce. Il suo nome era LAYANA e i suoi genitori, preoccupati che lei potesse soffrire per la sua altezza e sentirsi diversa, decisero di tenerla sempre chiusa all’interno della villa e dei suoi giardini. Poi, la circondarono di una servitù composta solo da nanetti come lei, in modo che non potesse mai accorgersi che le persone fuori fossero differenti. E fu così che la fanciulla visse in questa sua bolla di sapone, protetta da una bugia raccontata per renderla felice. Un giorno però si scontrò con la verità. Il suo mondo si ruppe in un istante e il dolore fu molto molto grande.
Poi si attraversa finalmente l’ingresso e ci si incammina nel bellissimo viale per avviarsi verso la Palazzina o verso la Foresteria.

Mamma, ma chi abitava qui?”

La villa è stata costruita nel lontano 1669 dall’avvocato vicentino Giovanni Maria Bertolo. Lasciata in eredità alla figlia monaca, fu poi acquistata nel 1715 da Giustino Valmarana che la amplia e la fa affrescare dall’artista più famoso dell’epoca e dal suo talentuoso figlio, ovvero da Giambattista e Giandomenico TIEPOLO. Padre e figlio hanno riempito la villa di racconti e storie, usando ognuno il suo particolare tratto e il suo personale stile in perfetta armonia. Una affettuosa perfetta riuscita collaborazione famigliare che ha reso questa villa unica al mondo.

Mamma, ma quali  storie hanno raccontato i due Tiepolo?

E’ difficile riassumerle in breve. Ogni stanza della Palazzina, capolavoro del padre, e ogni ambiente della Foresteria, in cui emerge l’inventiva del figlio, sono ricche di personaggi e dettagli. Il filo conduttore della Palazzina è l’amore, mentre quello della Foresteria, la vita dell’epoca. Due temi diversi che riflettono anche le diverse inclinazioni dei due artisti.
Le storie amorose della PALAZZINA, narrano le vicende di dei ed eroi della classicità e dei grandi poemi: Ifigenia e Calcante, Briseide e Achille, Angelica e Medoro, Enea e Didone. L’ultimo episodio raccontato è quello preferito dai miei bimbi: La maga Armida, bellissima e spietata regina degli incantesimi, addormenta il cavaliere Rinaldo e lo porta nella sua dimora fatata per farlo innamorare di lei e non farlo proseguire per la guerra. Un giorno, quando arrivano a cercarlo i compagni Carlo e Ubaldo, Rinaldo si specchia in uno scudo incantato e sprezza la magia di Armida. Nonostante lei tenti di convincerlo a restare, lui fedele ai propri doveri, riprende la strada per la guerra.

Nella FORESTERIA gli affreschi ci presentano la vita di tutti i giorni della Venezia del 1700: le dame, riccamente vestite, la passione per spezie e stoffe provenienti dall’Oriente, il Carnevale, le attività contadine. Senza scordare le onnipresenti divinità dell’Olimpo, che sempre ci guardano dall’alto e che rappresentano nel bene e nel male tutte le caratteristiche dell’essere umano che pur cambiando tempi e luoghi, rimangono intatte.
Usciti infine di nuovo all’aperto ci si può concedere la scoperta dei giardini.

Mamma, cosa c’è là in fondo? E là?”

Per i bimbi è tutta una corsa! Guardare i colori delle rose e sentire il profumo degli alberi sul davanti, per poi addentrarsi nei tunnel verdi delle carpinate e raggiungere il ninfeo con un tritone e infine trovare il teatrino nascosto nel giardino all’italiana. Angoli deliziosi a cui dedicare attenzione che rimangono nel cuore e incorniciano perfettamente la visita.

Villa Valmarana ai nani è gestita con cura e attenzione ancora oggi dalla famiglia ed è aperta al pubblico tutti i giorni con orario 10.00-18.00

Per informazioni

https://www.villavalmarana.com/


Elena PiazzaElena Piazza – Autrice – cura la rubrica “Bambini a regola d’arte

Mamma di Cesare, Agostino e Letizia

Adoro tutto ciò che è arte, musica e letteratura. E sin da piccolina ho iniziato a esplorare questi mondi, che piano piano sono diventati i miei strumenti necessari per esprimermi.

Dai tre anni il disegno è diventata la mia passione. Ho continuato scegliendo di studiare arte e laureandomi in Archeologia. Ho fondato e gestito un’associazione culturale e ho trovato lavoro in un museo, dove svolgo diverse mansioni tra cui anche quella di operatrice didattica e guida. E’ un lavoro impegnativo che però mi permette di stare a contatto con persone di tutte le età, di tenermi allenata con lo studio, di approfondire continuamente diversi aspetti del mondo dell’arte e di tenermi aggiornata su tutto ciò che accade in città!

Figlia e sorella di musicisti ho masticato note e pentagrammi da quando sono nata. In particolare prediligo il canto che ho sempre esercitato facendo parte di vari cori e sperimentando generi diversi.

Diventata mamma (tris da pochissimo!!!) non ho rinunciato alle mie passioni e inclinazioni e cerco sempre di trovare un modo per conciliarle con la famiglia. Ed eccomi qui a provare a raccontare il mio mondo!

Sciacca e la Val di Non

#mammeconlavaligia

Noi mamme di Essere mamme a Vicenza abbiamo pensato che, terminato questo periodo difficile, il nostro Paese avrà bisogno di noi e noi avremo bisogno del nostro Paese, per riscoprirlo e apprezzarne tutte le meraviglie.

Crediamo che potrebbe essere carino fare un tour nella nostra Italia per proporvi mete naturalistiche e culturali a misura di famiglia. Non sappiamo quando sarà di nuovo possibile muoverci fisicamente, ma di certo con la nostra immaginazione possiamo andare ovunque!

Quindi non ci resta che tirare fuori la Licia Colò che c’è in noi e addentrarci in questo viaggio virtuale, che speriamo possa diventare quanto prima reale! [Francesca R.]

Condividi con noi le tue mete italiane preferite! Se sei mamma (o futura mamma) puoi iscriverti alla nostra community di Facebook oppure puoi lasciare un commento a questo articolo o scriverci alla mail esseremammeavicenza@gmail.com! (Se condividi anche delle immagini dovranno essere tue o dovrai specificarne le fonti).

Oggi le mete proposte sono: Sciacca e la Val di Non (Tn)


SCIACCA

 Agrigento – Sicilia

sciacca e la val di non

Proposta di mamma Francesca

Oggi sono un po’ giù di corda e allora in questi casi è necessario attingere a pensieri e ricordi positivi per capovolgere le cose.

E allora cosa c’è di meglio che ripensare ad un viaggio indimenticabile?

Vicenza-San Giorgio (Sciacca – Agrigento).

Siamo partiti in 3, in auto, 21 ore di viaggio all’andata lungo tutto lo stivale.

In 18 ore l’eroico marito ci ha riportato a Vicenza… in 4 (adozione in regola) …con 25 cannoli e un vassoio di paste di mandorle


Ps: le foto sono mie, no filtri

Sciacca è una città marinara, turistica e termale, ricca di monumenti e chiese, è il comune più popoloso della provincia dopo il capoluogo. È nota per il suo storico carnevale, per la sua ceramica ma soprattutto per il suo splendido mare e i suoi lidi [cit.Wikipedia]

Se desideri programmare una visita ad Agrigento, trovi tutte le informazioni utili sul sito www.sciacca.it


Val di Non

Trento – Trentino Alto Adige

Proposta di mamma Giada

Io vi consiglio la Val di Non, in particolare il paese di Cavareno, minuscolo ma affacciato su una bellissima ciclabile/pedonale facile e pianeggiante, adatta a tutta la famiglia, sia in bici che col passeggino.

Ha una minuscola gelateria che è una meraviglia!

Noi ci siamo stati sempre in inverno o inizio primavera, il progetto per questo 2020 era di tornarci in estate con i bimbi di 4 e 1 anno.

C’è un ranch dove anche i bambini possono fare passeggiate coi pony (dai 3 anni in su) o anche coi cavalli grandi.

Ci sono ottimi hotel che spesso fanno offerte a prezzi ottimi e dove si mangia bene a prezzi corretti.

In zona c’è anche il santuario ed il Sentiero Panoramico San Romedio ed il Lago Smeraldo, tutti nel giro di pochi chilometri.

immagine tratta dalla pagina Facebook “Sentiero Panoramico San Romedio”

Se desideri programmare una visita nella Val di Non, trovi tutte le informazioni utili sul sito www.ilovevaldinon.it

Polpettine di Salmone

Buongiorno mamme! Non sapete cosa cucinare oggi ai vostri bimbi?

Gradite anche ai “grandi”, semplici e gustose: le polpettine di salmone!

Ricetta:

DIFFICOLTA’ medio-facile

Ingredienti:

  • 260g di filetto di salmone fresco
  • 3 cucchiai di pane grattuggiato
  • 1/2 limone
  • prezzemolo,menta e salvia q.b
  • olio evo q.b
  • sale, pepe pane grattuggiato q.b
  • olio x friggere

Procedimento:

Sfilettate il salmone se ha la pelle, accertatevi che non ci siano lische e se ci sono levatele con una pinzetta.

Tagliate il salmone a pezzetti, conditelo con olio, sale, pepe e il succo del limone.

Mettetelo a cuocere in forno a 180 C° per 15 minuti. Lasciatelo raffreddare e ponetelo in una ciotola.

A questo punto tritate le erbe aromatiche ed aggiungetele al salmone.

Frullate il tutto con un frullatore ad immersione aggiungendo anche del pane grattuggiato e l’uovo.

Impastate con le mani e formate delle palline che passerete nel pane grattuggiato.

A questo punto non vi resta che friggerle in olio ben caldo.

Sono perfette servite con una salsa alla menta a base di yogurt greco o salsa tartara.

Come variante, al posto del salmone, potete utillizzare del merluzzo oppure metà merluzzo e metà salmone.

Buon appetito!!!

 


Zeudi Rota Conti Autricecura la rubrica “Le ricette di Zeudorela” insieme a Sidorela Shaqiri

Ciao sono Zeudi, mamma di Noemi, originaria di un paesino di Bergamo dove cultura e tradizione si tramandano da generazioni. Appassionata di cucina: passione tramandata da mio papa’, il mio maestro. Per me la cucina e’ passione, un momento di svago, cucinare e’ un modo per “dare”.

Mi trovate anche sulla pagina Facebook “L’amore x la cucina di Zeudi” oppure sul mio blog zeudiamoreincucina.blogspot.com

Allattamento: vademecum

Perchè il latte di mamma è così importante?

Il latte materno è “specie specifico” il che significa che la natura lo ha studiato in modo che sia perfetto per il nostro bambino.

Nessun alimento risulta altrettanto adatto, a livello nutrizionale, del latte della mamma: apporta il perfetto numero di nutrienti, andando a modificare le sue caratteristiche con la crescita del bambino.

Il latte materno è un alimento “vivo” che contiene anticorpi indispensabili per combattere germi e batteri e rafforzare il sistema immunitario del bambino.

I numerosi studi scientifici fatti negli ultimi decenni hanno evidenziato come i bambini allattati con latte materno, rispetto a quelli allattati artificialmente, siano meno soggetti a malattie respiratorie, gastroenteriti otiti e siano meno inclini a sviluppare allergie ed intolleranze alimentari a lungo termine (quindi anche in età adulta). Inoltre è un’ottima arma contro il sempre più crescente problema dell’obesità infantile.

Cosa dovrebbero sapere le neomamme sull’allattamento al seno:

Non molte mamme sanno che lo stomaco del neonato ha dimensioni davvero piccolissime:

dimensioni-stomaco-e-fabbisogno-neonato

Il primo giorno è grande come una ciliegia, il terzo come una noce, dopo una settimana come un’albicocca e dopo un mese come un uovo.

Questa informazione ci permette di capire come la produzione di colostro nei primi giorni dopo la nascita, rappresenti esattamente la quantità di latte necessaria al neonato.

Il bambino non piange solo per “fame”:

9 mesi nel ventre materno, unico universo conosciuto da un neonato.

Diversa la temperatura, diversi i suoni e la percezione della luce, diversa la sensazione di sicurezza e protezione che la pancia della mamma regala.

Cosa può fare il neonato per manifestare il suo disagio di fronte a tutto ciò?

Piange!

Riuscire a comprendere il linguaggio del pianto di nostro figlio richiede tempo, “abitudine” e una buona  dose di pazienza e serenità da parte di tutta la famiglia.

Per il neonato, il seno della mamma non è solamente “cibo” ma, grazie allo stretto contatto che viene a crearsi durante la poppata, rappresenta sicurezza, consolazione, coccole…

La montata lattea

Rappresenta l’inizio della produzione di latte successivo alla produzione di colostro e determinato dallo stimolo del capezzolo da parte del neonato.

Quanto più precocemente sarà offerto il seno dopo la nascita, prima avverrà la “montata lattea”. In linea generale avviene tra il 2° e il 7° giorno post parto.

Il meccanismo biologico che la determina viene attivato dall’abbassamento della concentrazione di progesterone – ormone tipico della gravidanza – che si verifica subito dopo il parto. Il progesterone, tra i suoi ruoli, ha quello di inibire la produzione di latte svolta dalla prolattina, ormone dell’allattamento prodotto dall’ipofisi.

Come avviene la produzione di latte?

La produzione del latte è dovuto alla suzione del capezzolo da parte del neonato che consente all’ipofisi di produrre elevate quantità di prolattina.

La prolattina è l’ormone che stimola la produzione del latte nella ghiandola mammaria così da attivare la produzione di ossitocina.

L’ossitocina è l’ormone che provoca la contrazione delle cellule muscolari nella ghiandola mammaria (oltre che di quelle dell’utero) e la dilatazione dei dotti galattofori attraverso cui il latte scorre fino al capezzolo.

Tradotto in parole semplici: se al bambino viene proposto il seno ad ogni sua richiesta, la produzione di latte si adeguerà alle sue esigenze.

Nel dubbio che il bambino non si nutra a sufficienza le mamme spesso cadono nella tentazione di dare una piccola aggiunta di latte artificiale e questo rappresenta una “mancata opportunità” del seno di produrre il latte in quantità adeguata. E’ un pò un serpente che si morde la coda…

Nel primo periodo dopo la nascita è molto probabile che il bambino chieda di poppare molto spesso dando a volte la sensazione che abbia completamente svuotato il seno e che non ci sia più latte disponibile.

E’ utile sapere che il latte viene costantemente prodotto negli alveoli quindi il seno non è mai completamente vuoto. E’ comunque importante che i seni vengano alternati tra una poppata e l’altra in modo che il bambino svuoti il più possibile la mammella. Quando gli alveoli sono vuoti rispondono producendo più in fretta il latte.

Recenti ricerche sostengono che una speciale proteina nel latte umano, chiamata Feedback di Inibizione della Lattazione (FIL), regola la produzione di latte. Quando c’è molto latte nel seno, la FIL inibisce gli alveoli dal produrne di più. Quando il latte viene rimosso dal seno – e la FIL non è là a fermare la produzione di latte – gli alveoli producono più latte.

Dopo qualche settimana dal parto, accade che il seno dia la sensazione di essere “sgonfio”: se il bambino cresce bene, non solo non rappresenta un problema, ma è anzi un buon segno! Significa che la mamma produce esattamente la quantità di latte necessaria al proprio piccolo e il meccanismo domanda-offerta funziona perfettamente.

Gli scatti di crescita

Il bambino è nato, sono passati i primi 40 giorni in cui poco per volta stiamo conoscendo il nostro bambino stabilendo dei nuovi ritmi quando all’improvviso sembra attaccarsi al seno più voracemente del solito e piangere più spesso.

Una mamma di fronte a questi improvvisi comportamenti del bambino va letteralmente in panico e il primo pensiero è: “non ho più latte!!”.

Non è così: il latte non se ne và da un giorno all’altro!

Se succedono episodi come sopra descritto, quasi certamente si tratta di uno “scatto di crescita”. Il bambino, crescendo, ha un aumento del fabbisogno di latte di conseguenza richiede di poppare al seno più spesso.

In genere lo scatto di crescita si risolve in qualche giorno. Conseguentemente il bimbo tornerà ad avere una routine e sarà più sereno.

Nei primi 6 mesi di vita lo scatto di crescita può presentarsi con regolarità ogni 20/40 giorni.

Mamme… armatevi di pazienza e consapevolezza!

Decidere di allattare al seno

Sì: “decidere” di allattare al seno! Perchè non è poi così ovvio che una mamma scelga di allattare il figlio.

In altri momenti storici per la nostra specie, questa decisione avrebbe portato alla non sopravvivenza del cucciolo o alla necessità di affidarlo ad una madre sostitutiva.

In tempi moderni, invece, avere la possibilità di allattare artificialmente diventa una soluzione così semplice e socialmente accettata da pesare sulla capacità delle madri di scovare dentro di sè le risorse per allattare con successo.

Allattare non è sempre semplice e non è bello per tutte, anche se questo non viene quasi mai detto ad una futura mamma!

Circondata da immagini romantiche proposte dai media dove si vedono mamme che allattano con i capelli in ordine e nessun segno di fatica, la neomamma crea dentro sè delle aspettative non sempre vicine alla realtà: allattare è spesso sacrificio!

Una mamma informata sarà di certo molto più motivata a non desistere al primo ostacolo oltre che facilitata nell’atto stesso di allattare.

Sarà fondamentale per lei conoscere la fisiologia dell’allattamento, le posizioni per le poppate, come si formano ragadi, mastiti o altre problematiche che sorgono soprattutto nel primo post parto, ovvero quando una donna si ritrova in un vortice di nuove sensazioni, con abitudini e priorità completamente diverse da prima del parto!

Esistono mamme che decidono di non allattare per motivi che per alcuni possono considerarsi futili, come il lato estetico del proprio seno o l’incapacità di gestire le nottate in bianco.

Ci sono invece mamme che vorrebbero allattare presentando purtroppo problematiche che rendono incompatibile l’allattamento al seno (ipogalattia, agalattia o altre patologie), patologie che si manifestano molto raramente.

Ma di mamme che non allattano ce ne sono tante, troppe! Ci siamo mai chieste come mai?

“Negli anni 90 massicce campagne pubblicitarie delle aziende produttrici di latte in polvere per neonati lo reclamizzarono come più sicuro dell’allattamento al seno, convincendo così molte mamme a rinunciare all’allattamento naturale con ripercussioni sanitarie sullo sviluppo dei bambini legate al costo della nutrizione artificiale e, in alcuni paesi, alla problematica disponibilità di acqua pura dal punto di vista microbiologico e alla difficoltà di dover garantire la sterilità dei biberon. Ciò ha portato le legislazioni di molti paesi a introdurre il divieto della pubblicità dei latti in polvere per neonati al fine di raggiungere, entro il 2025, l’obbiettivo del 50% di allattamento al seno fissato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per i lattanti fino a sei mesi. Nel 2014, la percentuale registrata è stata del 38% dei bambini di età fino a 6 mesi, mentre, secondo gli stessi dati, la percentuale di paesi che hanno adeguato la propria legislazione in materia era ancora ferma al 20%” [ tratto da: “Oms, regole su latte artificiale rispettate solo dal 20% dei Paesi” 21/11/2014 ]

Ho un problema legato all’allattamento: a chi mi devo rivolgere?

E’ nata una figura professionale competente in allattamento materno che ancora pochi conoscono e a cui poche mamme sanno di potersi rivolgere: la consulente professionale IBCLC, acronimo che sta per International Board of Lactation Consultant.

La certificazione di Consulente Professionale IBCLC consiste in una preparazione specifica ed approfondita in materia di allattamento e lattazione umana.

Si ottiene sostenendo e superando un esame che si svolge una volta l’anno contemporaneamente in tutto il mondo, e per accedere a tale esame occorre avere dei requisiti specifici:

  • un numero elevato di ore di pratica clinica direttamente con le madri che allattano
  • almeno 90 ore di formazione specifica ed accreditata in lattazione umana entro i 5 anni precedenti la data dell’esame
  • una preparazione specifica ed approfondita in 14 materie che riguardano le scienze della salute
  • è obbligatorio aver frequentato un percorso di studi di grado superiore o universitario che certifichi il superamento degli esami in ciascuna delle seguenti materie sanitarie: biologia, anatomia, fisiologia, crescita e sviluppo infantile, introduzione alla ricerca clinica, nutrizione, psicologia, sociologia.
  • Per le rimanenti 6 materie, ovvero Basic life support (corso BLS), documentazione medica, terminologia medica, sicurezza occupazionale e sicurezza per operatori sanitari, etica per operatori sanitari, precauzioni universali e controllo delle infezioni, la formazione può essere acquisita presso istituzioni di alta formazione accreditate, oppure completando corsi accreditati per la formazione continua in medicina.

Tutte queste materie sono state sicuramente oggetto di studio all’interno delle seguenti professioni sanitarie, che per questo possono accedere all’esame presentando attestazione del titolo di studio conseguito: dentista, ostetrica, infermiera professionale, terapista occupazionale, farmacista, fisioterapista, medico, logopedista.

Personalmente mi sento sempre di suggerire la consulenza di una persona competente per il problema specifico. In questo caso la consulente IBCLC rappresenta per l’allattamento ciò che rappresenta un ortopedico per un problema alle gambe o un dentista per un problema ai denti.

Molte mamme si rivolgono giustamente al proprio pediatra all’insorgere di qualsiasi problematica legata al neonato ma è giusto siano consapevoli del fatto che il medico pediatra, se non specializzato in materia, ha una conoscenza generica di allattamento e alimentazione.

Troviamo spesso infatti pediatri che al primo ostacolo con l’allattamento suggeriscono l’introduzione delle “aggiunte” o il passaggio al latte artificiale, rovinando senza evidenti ragioni mediche un allattamento potenzialmente di successo.

Esattamente come ci si rivolge ad uno specialista per un altro tipo di problema, è normale rivolgersi al giusto specialista anche in quanto ad allattamento.

Validi supporti possono essere dati anche dall’ ostetrica (possibilmente facente parte dello staff di un “ospedale amico del bambino”) e dalle mamme “peer counselor”, ovvero mamme che hanno seguito una formazione e che aiutano altre mamme nell’allattamento al seno.

QUI trovi molti contatti per la provincia di Vicenza.

Articolo a cura di: Canal Silvia peer counselor in allattamento materno esseremammeavicenza@gmail.com

 

Fonti: www.salute.gov.it, ibfan italia, La Leache League