Sostegno allattamento materno

In questa pagina troverai la lista delle realtà presenti nel nostro territorio che potranno sostenerti  nell’allattamento.

sostegno allattamento materno

Sostegno all’allattamento materno: allattare è possibile anche quando è difficile, c’è chi può aiutarti!

L’allattamento al seno è una delle esperienze più belle che una mamma possa vivere, un gesto d’amore nei confronti del proprio figlio, un nutrimento sempre pronto, alla giusta tempertura e perfettamente bilanciato per il fabbisogno di un bambino.

A volte questa bellissima esperienza viene però oscurata da qualche problema che può creare delle difficoltà più o meno gravose alla mamma che allatta, soprattutto se al primo figlio.

Questa pagina vuole essere un posto dove trovare informazioni utili, numeri di telefono, indirizzi e, possibilmente, nomi delle persone e dei luoghi che hanno fatto del sostegno all’allattamento una passione e un lavoro.

Chi è la consulente professionale IBCLC?

La certificazione di Consulente Professionale IBCLC (International Board of Lactation Consultant) consiste in una preparazione specifica ed approfondita in materia di allattamento e lattazione umana.

Si ottiene sostenendo e superando un esame che si svolge una volta l’anno contemporaneamente in tutto il mondo, e per accedere a tale esame occorre avere dei requisiti specifici:

  • un numero elevato di ore di pratica clinica direttamente con le madri che allattano
  • almeno 90 ore di formazione specifica ed accreditata in lattazione umana entro i 5 anni precedenti la data dell’esame
  • una preparazione specifica ed approfondita in 14 materie che riguardano le scienze della salute
  • è obbligatorio aver frequentato un percorso di studi di grado superiore o universitario che certifichi il superamento degli esami in ciascuna delle seguenti materie sanitarie: biologia, anatomia, fisiologia, crescita e sviluppo infantile, introduzione alla ricerca clinica, nutrizione, psicologia, sociologia.
  • Per le rimanenti 6 materie, ovvero Basic life support (corso BLS), documentazione medica, terminologia medica, sicurezza occupazionale e sicurezza per operatori sanitari, etica per operatori sanitari, precauzioni universali e controllo delle infezioni, la formazione può essere acquisita presso istituzioni di alta formazione accreditate, oppure completando corsi accreditati per la formazione continua in medicina.

Tutte queste materie sono state sicuramente oggetto di studio all’interno delle seguenti professioni sanitarie, che per questo possono accedere all’esame presentando attestazione del titolo di studio conseguito: dentista, ostetrica, infermiera professionale, terapista occupazionale, farmacista, fisioterapista, medico, logopedista.

A chi puoi rivolgerti:

Consultorio familiare

  • Ulss 7 Bassano Del Grappa
  • Ulss 7 Alto Vicentino
  • Ulss n 8
    Presso il Consultoro Familiare è possibile effettuare visite e controlli di accompagnamento all’allattamento. Per richiedere una consulenza telefonica o informazioni, è possibile contattare le ostetriche del Consultorio Familare. Per prenotare visite e controlli è necessario contattare il Consultorio. Non è necessaria impegnativa. Possono accedere anche le donne straniere nei 40 giorni dopo la gravidanza, con tessera STP. Documenti necessari per la prenotazione: Tessera sanitaria regionale.

FAAM (Farmacie Amiche dell’Allattamento Materno):

Il progetto FAAM, sottoscritto dall’Associazione Culturale Pediatri, da IBFAN Italia e dal Comitato Italiano per l’UNICEF, rappresenta un progetto di eccellenza

L’iniziativa è così articolata:

  • Formazione dei farmacisti secondo gli standard proposti per gli operatori sanitari dall’O.M.S/Unicef (corso di 15 ore con un programma predefinito e con formatori/facilitatori appositamente preparati).
  • Allestimento nelle farmacie di un piccolo spazio nel quale la mamma che desidera allattare potrà trovare un luogo di accoglienza senza essere sottoposta a pressioni commerciali.
  • Vendita dei sostituti del latte materno solo su specifica richiesta. Latti formulati di qualsiasi tipo, altri alimenti e bevande sostitutivi del latte materno, così come biberon, ciucci e tettarelle, tutti i prodotti cioè coperti dal Codice Internazionale per la Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno, seppure disponibili nella farmacia, non saranno più sugli scaffali di libero servizio.
  • Promozione dell’immagine della madre che allatta al seno invece di quella della madre che usa il biberon.
  • Attivazione nella comunità di iniziative e progetti in rete con altri attori sociali e sanitari che tutelano l’allattamento materno.

In conformità alla Iniziativa UNICEF – “Ospedali e Comunità amici dei bambini” e alle “Linee di Indirizzo per la Protezione, la Promozione e il Sostegno dell’Allattamento al Seno del Ministero della Salute”, e al “Piano Sanitario Nazionale”, è prevista una continuità assistenziale tra i servizi ospedalieri e quelli territoriali e tra operatori territoriali che si occupano di donne in gravidanza, madri e bambini.

  • Farmacia Campedello Via Riviera Berica 167 Vicenza. Tel 0444 240288 / 0444 533715 E-mail lattematerno@farmaciacampedello.it. Prima Farmacia Amica dell’Allattamento Materno di Vicenza e la prima ad ottenere il patrocinio del Comune di Vicenza. Dal gennaio 2010 le mamme possono usufruire gratuitamente, previo appuntamento, della consulenza di Daniela Nicolin consulente IBCLC. e troveranno uno spazio dedicato dove allattare, cambiare e pesare il proprio bambino gratuitamente su bilancia regolarmente certificata.
  • Farmacia Alla Madonna Di Dutto Celina in Via Pecori Giraldi n.18 San Vito di Leguzzano, E-mail celina.dutto.vicenza@farmarete.it -Tel 0445 672455, per urgenze Cel 335-1095831 sarà disponibile per consulenze Bruna Scopel è Consuente professionale IBCLC.  la consulente si occupa di tutto quello che riguarda il dopo parto, assistenza domiciliare alle dimissioni, incontri dopo parto 0-6 mesi con le mamme, incontri mamme bimbi 6-24 mesi, acquaticità neonatale 0-5 anni, insomma quando una mamma la incontra, se ha piacere, la accompagna per un bel po’ di tempo. (Bruna Scopel Tel 320-1834612)  Inoltre la farmacia fornisce la bilancia pesa neonati gratis per il primo mese
  • La Farmacia Zanoni dott. Luca in via Mazzini 3 Arzignano Tel 0444 670174. Propone uno spazio per poter allattare con tranquillità e/o cambiare il proprio pargolo e organizza degli incontri con Daniela, Consulente Professionale in Allattamento Materno IBCLC.
  • Farmacia S. Andrea in Via A. Pizzocaro 65 Vicenza Tel. 0444511962. Propone uno spazio dove allattare e a cambiare il bambino e sostiene le mamme che desiderano allattare il loro bambino con degli incontri con l’ostetrica in uno spazio dedicato alla mamma oppure a domicilio. 
  • La Farmacia Pozzi in via Scalabrini 100 Bassano del Grappa Tel: 0424.503649 E-mail: info@farmaciapozzi.it. Con la sua adesione al progetto “Farmacia Amica dell’Allattamento Materno” si impegna a tutelare e sostenere la madre che allatta ed è un Baby Pit Stop de La Leche League Italia; in Farmacia le mamme trovano personale preparato sll’allattamento al seno, una poltrona per allattare, un fasciatoio per cambiare i piccoli mentre per i fratelli più grandicelli, una comoda scrivania con fogli, libri e colori. E’ disponibile inoltre una biblioteca sui temi dell’attamento a disposizione delle mamme. 
  • Farmacia Bezzan  Via B. Dal Maso 6, Chiampo Tel 0444.623077 – farmaciabezzan@virgilio.it tutti i farmacisti della Farmacia Bezzan sono formati per accogliere, supportare e sostenere, con la divulgazione di consigli utili per questa delicata fase della vita, sia la mamma che il suo bambino. La farmacia organizza mensilmente incontri per future e neo-mamme con una consulente professionale in allattamento materno IBCLC. All’interno della farmacia esiste uno spazio dedicato dove le mamme possono allattare, cambiare e pesare gratuitamente il loro bambino.
  • Farmacia Bartolotta Viale Regina Margherita 67, Valdagno. Tel 0445 402786 –  La mamma che allatta potrà trovare uno spazio dove è accolta, dove trova ascolto, dove può confrontarsi sulle problematiche che incontra nell’allattare il suo bambino. In questo spazio riservato, la mamma è libera di allattare e cambiare il suo bambino. Anche se è solo di passaggio!
  • Farmacia Alma via Monte Cimone 41, Spagnago, Tel: 0445 431746

CONSULENTI IBCLC

  • Bruna Scopel, consulente Professionale in Allattamento Materno IBCLC / Educatrice Perinatale. Tel 320-1834612

  • Cotelli Mariella, consulente Professionale in Allattamento Materno / Ostetrica. Tel 331-2060206. 
  • Daniela Nicolin, consulente Professionale in Allattamento Materno IBCLC / Doula

  • Paola Bortolazzo, infermiera professionale con 3 anni di esperienza alla sezione Nido dell’ospedale san Bortolo di Vicenza e consulente professionale in allattamento IBCLC. Accompagna e aiuta durante le prime settimane di vita del bambino e sostiene nel prolungamento dell’allattamento. Effettua consulenze a domicilio in libera professione Tel 393.0099381.

SPORTELLI E ASSOCIAZIONI

  • Associazione Essere mamme a Vicenza con sede al primo piano di Piscine di Vicenza, Viale Ferrarin 71, Vicenza. Potrete partecipare alle varie attività ed eventi (da calendario) e confrontarvi tra mamme. Referente per l’allattamento la consulente alla pari Canal Silvia E-mail: esseremammeavicenza@gmail.com
  • Presso il Centro Sport Palladio in via Cav.Vittorio Veneto a Vicenza, si trova lo sportello gratuito per l’allattamento dove le ostetriche saranno diponibili ad aiutare le mamme che allattano. Per informazioni o per contattare un’ostetrica Tel 0444-963466
  • Associazione Coccola di Mamma collabora con la pediatria dell’ospedale di Santorso ed è supportata da Bruna Scopel e dal dott Rigon, entrambi consulenti IBCLC. L’associazione si trova a Santorso di fronte alla vecchia Biblioteca Comunale, vicino al Municipio e a Piazza Aldo Moro. coccoladimamma@gmail.com
  • Presso lo Spazio Mamme di “Casa Emanuela” in via Raguia 27 ad Almisano, sono proposti incontri gratuiti per tutte le mamme che vogliono trovare del tempo per se stesse ed i loro bambini. A disposizione la consulente IBCLC Michela Lorenzoni. Tel: 333.8413350 – Email: michelalorenzoni@allattamentoibclc.it
  • L’ostetrica Elisa Guiotto segue le mamme in allattamento una volta tornate a casa dopo il parto. Tel. 340-1502255  E-mail: elisaguiotto@gmail.com Studio a Montecchio Maggiore presso MedicaGroup via da vinci 41 Montecchio e Vicenza.
  • Associazione Solaris (Stradella Soccorso Soccorsetto, 17 Vi) Mette a disposizione Consulenze professionali per l’allattamento al seno su appuntamento con Daniela Nicolin Consulente professionaIe Ibclc info al 338-2503026.
  • Etimoè, studio di counseling professionale, si occupa di sostegno alla maternità con proposte individuali e di gruppo, prima e dopo il parto. Propone tra le attività incontri di gruppo per neomamme e bambini dove dove c’è tanto spazio per il confronto, la condivisione e si affrontano temi specifici (sonno, allattamento, bisogni del bambino, come gestire le relazioni con i parenti, come cambia la coppia…), consulenze dedicate all’allattamento (anche a domicilio), percorsi individuali di sostegno a mamme in difficoltà, corsi di massaggio neonatale e molto altro. Val Venosta 15 a Zanè (vicino alla chiesa del centro). Elisa Rasotto (counselor ed educatrice prenatale e neonatale)Tel. 340 2319219, E-mail: elisa.rasotto@etimoe.it
  • LECHE LEAGUE da 65 anni queste mamme volontarie si rivolgono alle mamme che allattano rispondendo ai dubbi e risolvendo i problemi legati all’allattamento. Le consulenti sono presenti in tutta Italia e si possono contattare gratuitamente. Per un aggiornamento sulle consulenti disponibili in tempo reale accedere QUI.

Importante da sapere:

Che cos’è il “CODICE INTERNAZIONALE SULLA COMMERCIALIZZAZIONE DEI SOSTITUTI DEL LATTE MATERNO OMS/UNICEF”SEGNALA ALLA ASL CHI TI CONSIGLIA UNA MARCA DI LATTE ARTIFICIALE! 

FARMACI IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Se volete aggiungere/modificare i dati di questa pagina o segnalare professionisti, associazioni e persone che si occupano di sostegno all’allattamento scrivete a esseremammeavicenza@gmail.com

Neonati: solo libri cartonati?

Neonati: solo libri cartonati?

Ci preoccupiamo di ciò che un bambino diventerà domani,  ma ci dimentichiamo che lui è qualcuno oggi.

Stacia Tauscher

 L’aspetto ludico del libro cartonato e dei suoi numerosi derivati è diventato l’ago della bilancia nella scelta di quali pubblicazioni proporre ai nostri piccoli. Ma le storie? La ricchezza delle parole? La qualità delle immagini? Che fine fanno?Libri cartonati, libri tattili, libri con le alette a sorpresa, libri di stoffa, libri con sonagli, libri con i buchi, libri con le finestrelle, libri per il bagnetto, libri per la culla, libri da viaggio ecc…la lista potrebbe essere ancora lunga e le mamme lo sanno. Sanno che quando si entra in una libreria con un neonato si viene subito spediti verso lo scaffale dedicato. Il libro cartonato regna sovrano e ormai il mercato editoriale, a partire dagli anni Settanta, ha creato decine di “modelli” riempiendo i negozi e di conseguenza le nostre case.

Il libro cartonato diventa così un giocattolo e la sua funzione di “LIBRO” perde gran parte del suo significato.

Sembra proprio che i libri cartonati e i suoi “fratelli” libri-gioco non possano contenere una storia, una trama ricca di suoni e di testo, anzi più è essenziale e privo di parole più sarà gestibile. Ma per chi? Per noi o per il bambino?

I neonati, nella loro infinita passione per la ricerca e la comprensione dell’ambiente, sono spinti ad esplorare con la bocca, le mani, il corpo e tutti i sensi. Prima dei 14/15 mesi raramente un bambino sfoglierà diligentemente un libro pagina per pagina, ma non per questo non è in grado di apprezzare le storie, la voce della mamma e del papà o dei fratelli.

Beatrice Alemagna (scrittrice e illustratrice) nel suo libro “Che cos’è un bambino?” (Topipittori editore) ci dona delle brevi ed intense riflessioni sulla loro bellezza e il loro essere delle persone fin dalla nascita:

” Un bambino è una persona piccola,
E’ piccolo solo per un po’, poi diventa grande.
Cresce senza neanche farci caso.
Piano piano e in silenzio, il suo corpo si allunga.
Un bambino non è un bambino per sempre.
Un bel giorno cambia.

Un bambino ha piccole mani, piccoli
piedi e piccole orecchie, ma non per questo
ha idee piccole.
Le idee dei bambini a volte sono grandissime,
divertono i grandi, fanno loro spalancare
la bocca e dire “Ah!”.”

I bambini posseggono delle cose piccole,
proprio come loro: un piccolo letto, piccoli libri
colorati, un piccolo ombrello, una piccola sedia.
Però vivono in un mondo grandissimo; talmente
grande che le città non esistono, gli autobus
salgono su nello spazio e le scale non finiscono mai.

I bambini vogliono essere ascoltati con gli occhi spalancati.

Ogni bambino è una persona piccola.
Ora, per addormentarsi , ha bisogno di occhi gentili.
E di una lucina vicino al letto.”

L’esperienza offerta da un libro tattile o da un libro-gioco non può essere paragonata a quella data da un libro nella quale un racconto e una storia  trovano il loro posto naturale. Ed ecco perché dovremmo scegliere libri cartonati e non solo di qualità. Certo libri cartonati che possano incuriosire e stupire i loro piccoli occhi e le loro piccole mani ma dovremmo mettere a disposizione anche libri più complessi per scoprire l’ambiente, la realtà e il mondo che li circonda.

Trovo che le parole di Alessia Napolitano[1] (libraia proprietaria della libreria Radice-Labirinto di Carpi) siano emblematiche e ci possano aiutare a rompere la “tradizione” e la consuetudine con le quali siamo ormai abituati a ragionare quando compriamo o regaliamo un libro ad un neonato:

“Lasciamo dunque che il tuttotondo di stampo più disneyano si affianchi a segni grafici e pittorici che riescano a cogliere altri aspetti del quotidiano perché i bambini amano sì le cose dolci, ma sanno anche leggere la poesia laddove l’adulto, già indottrinato, vede solo confusione e trascuratezza.

Cerchiamo di non imbrigliare un libro in una fascia di età precisa perché rischiamo di depauperare un bambino di una complessità vitale alla sua crescita e al suo sviluppo.
Permettiamo ai nostri bambini di affinare il loro senso critico leggendogli la poesia fin da piccini anche se pare non ci ascoltino.

Diamo a bambini esplosivi libri altrettanto spumeggianti capaci di entrare in sintonia con il loro essere e la loro sensibilità, e ai sognatori e ai timidi libri senza parole dove sono le immagini a costruire ogni volta una storia diversa, oppure facciamo esattamente viceversa e stiamo a vedere cosa succede […].Non priviamo i nostri bambini di suoni belli, di parole armoniose, di trame complesse, di spunti di gioco interessanti: essi prenderanno della narrazione solo ciò che possono, ma non importa; noi gliela offriamo comunque su un piatto d’argento, luccicante e splendente in tutta la sua raffinatezza, poesia, magia.

Amiamo noi per primi i testi che proponiamo ai nostri bambini e il nostro entusiasmo sarà per loro contagioso”.

 

Diamo l’esempio: i libri sono oggetti preziosi. Se ci vedranno maneggiarli con cura, tenerli in ordine (la frase “Ogni cosa al suo posto, un posto per ogni cosa” non è così scontata), riporli in luoghi dedicati anche loro impareranno a rispettarli.

Possiamo creare un angolo dedicato, dove a rotazione esporre i libri. Può essere la mensola più bassa di uno scaffale, oppure una mensolina ad altezza “bimbi” dove riporre i volumi con la copertina esposta. Costruire piccole librerie con materiale riciclato (vedi le cassette di legno della frutta e della verdura) o convertire quelle già esistenti è un’ottima soluzione anche per risparmiare. Il web è pieno di idee fai da te di facile realizzazione (hacks). Aggiungete un tappeto e qualche cuscino per stare comodi seduti insieme, per fare spazio alle storie, alla voce e al contatto.

Per i bambini anche i più piccolini diventerà un punto di riferimento visivo dove potersi rasserenare in braccio alla mamma o al papà. Persino il bambino o la bambina più vivace un giorno troverà interessante le storie e le fiabe raccontate. Offrirgli solo ed esclusivamente libri-gioco non farà altro che posticipare il momento della lettura condivisa e lascerà poco spazio alle innumerevoli occasioni di dialogo profondo che potrete avere con lui o con lei di fronte alle illustrazioni e alle parole di un “BUON LIBRO”.

Come già accennato negli articoli precedenti riportando le riflessioni dello scrittore Bruno Tognolini, un libro può aiutarvi a trovare le parole dopo una giornata frenetica di lavoro o altro. Un libro può essere un punto di partenza verso la quiete e il riposo della notte, oppure l’inizio di un bel pomeriggio anche se fuori piove. E se invece fuori c’è il sole può essere un momento di ulteriore condivisione all’aperto, cullati ed accompagnati dai rumori tenui della Natura.

Concludo con una frase di Maria Montessori, l’ho incorniciata e appesa in soggiorno perché ci ricordi ogni giorno qual è la nostra missione di genitori:


[1] Vi consiglio di iscrivervi alla Newsletter sul sito http://www.radicelabirinto.it/. Nel blog Alessia Napolitano approfondisce numerose tematiche legate alla letteratura per l’infanzia, recensioni di libri e pubblicazioni per bambini e ragazzi.


Sul comodino ma non solo: libri dappertutto

Per la sezione dei consigli di oggi partiamo da alcuni…libri cartonati.

Vi segnalo la trilogia della scrittrice Giovanna Zoboli e dell’illustratore Philip Giordano.

  • Sul prato e sotto il prato
  • Nel cielo e nel mare
  • Quando il sole si sveglia

Editi dalla casa editrice Topipittori, i protagonisti di questi libri sono gli elementi naturali, il tempo e gli spazi.

Affinità e differenze si alternano e ciascuno racconta con frasi minime, essenziali ma cariche di significato i fenomeni della natura e offrono al bambino la possibilità di osservare i piccoli mutamenti e allo stesso tempo la sottile stabilità delle diverse creature raffigurate. Microcosmi che si amplificano racchiusi in illustrazioni raffinate e delicate.

Per proseguire con la tematica del mondo naturale e i suoi mutamenti, ecco uno dei miei albi illustrati non cartonato preferito: Le quattro stagioni di un ramo di melo di Anne Crausaz (editore L’Ippocampo).

Un anno, cinquantadue settimane. In primissimo piano vi è un ramo di un albero di melo. Il tempo scorre voltando le pagine. Un nuovo uccello si posa sul ramo e ci resta quel tanto che basta per farci scoprire i particolari del suo piumaggio, il suono del suo canto, il colore dei fiori e delle foglie, il freddo della neve e il caldo del sole primaverile.

Che noia direte voi…e invece scoprirete insieme al vostro bambino quanta vita accoglie un semplice ramo:  un luogo di rifugio per insetti e uccelli, un posto sicuro per cercare cibo e per riposarsi dopo il lungo viaggio migratorio. Un altro curioso microcosmo!

Altro libro non convenzionale è Cecino di Olalla Gonzalez con le illustrazioni di Marc Taeger (editore Kalandraka). Ciò che di primo impatto colpisce è il segno grafico. Sembra quasi disegnato proprio da un bambino. Le illustrazioni sembrano quasi “ingenue”, quasi infantili, stridono un poco con l’immaginario che  abbiamo noi adulti di quel che dovrebbe essere una illustrazione adatta ad essere pubblicata in un libro, ma creano un perfetto equilibrio con la storia narrata. Cecino è un moderno pollicino, un bambino piccolo di statura. Ed è proprio la sua statura la causa delle sue “piccole” disavventure. Un libro esilarante che racchiude nel testo una certa musicalità e per questo adatto alla lettura ad alta voce. La storia narrata lascia anche un messaggio finale rivolto a noi grandi: anche nei bambini più piccoli occorre riporre fiducia, permettendo loro di sperimentare e di mettersi in gioco per aiutarli a crescere.

E i libri di poesia si possono leggere ai neonati o ai bambini? Certo!

Se siete amanti delle poesie ecco un piccolo volume tascabile da portare sempre con voi:

Poesie della notte, del giorno, di ogni cosa intorno di Silvia Vecchini con le illustrazioni della vicentina Marina Marcolin (editore Topipittori). E’ un libro-tesoro da leggere e rileggere all’infinito. Ogni volta si scoprono sfumature e significati nuovi.

Incanto e ricordo, memoria e semplicità dei gesti. Le parole sono ricche e abbondanti. I nostri bambini ascoltano tutto e questo è un libro anche per loro.

 

 


SPECCHIO RIFLESSO!

SPECCHIO RIFLESSO!
Quando i bambini scrivono al contrario: perché accade e cosa fare.

Chiunque abbia a che fare con bambini di 5-6 anni avrà visto o sentito parlare di scrittura speculare, cioè di numeri, lettere o intere parole scritte al contrario.

Questo potrebbe inizialmente far pensare di avere in casa un piccolo erede di Leonardo da Vinci, ma poi la sfrenata voglia di sapere e il caro “buon” Google potrebbero far sprofondare i genitori nell’ansia: forse non è abbastanza intelligente? Sarà dislessico? Avrà difficoltà visive?

La realtà è che la scrittura a specchio è una cosa estremamente comune nei bambini tra i 5 e i 7 anni e, contrariamente a quanto si possa pensare, non esiste alcun legame tra intelligenza e scrittura a specchio.

Emisferi cerebrali e simmetrie

Secondo alcuni studi americani del secolo scorso, ogni volta che vediamo un oggetto nuovo (quindi anche una lettera dell’alfabeto), questo viene memorizzato nell’emisfero cerebrale destro; ne viene anche creata una copia speculare nell’altro emisfero sinistro, per permetterci di riconoscere le simmetrie. Non essendosi ancora stabilita nel bambino una dominanza emisferica e, conseguentemente, dovendo fare i conti con la difficoltà a distinguere le simmetrie, è alta la probabilità che venga richiamata una memoria “errata” (la lettera speculare) al posto di quella corretta. Con la progressiva maturazione del cervello, il bambino imparerà ad utilizzare l’emisfero dominante senza più “errori”, e pertanto il fenomeno della scrittura a specchio tenderà a scomparire in maniera naturale.

Lateralità manuale

Alcuni studi più recenti hanno legato il fenomeno soprattutto alla lateralità manuale (“chi scrive con la sinistra ha una maggiore tendenza alla scrittura speculare”).

Il bambino mancino sembra essere più propenso a scrivere da destra a sinistra (in modo da avere la possibilità di leggere la parola appena scritta senza coprirla con la mano), ma, studi che hanno preso in considerazione ampie popolazioni, hanno notato fenomeni di scrittura speculare anche in molti bambini che scrivono con la destra, soprattutto tra i 5 e i 7 anni, rendendo questa ipotesi poco indicativa.

Direzionalità della scrittura e orientamento delle lettere

La teoria attualmente più accreditata sostiene che il bambino con scrittura speculare farebbe fatica a capire che la direzionalità della lettera ha un valore identificativo. Così come un oggetto qualsiasi, ad esempio una scarpa, rimane tale anche se orientata diversamente o ribaltata, anche una lettera o un numero, se capovolti, dovrebbero mantenere la loro “entità”.

Questa capacità di generalizzazione è un processo molto importante che definisce un passaggio evolutivo nella sua elaborazione cognitiva di uno stimolo visivo. Arrivato a questo punto, però, il bambino deve “disimparare” questa generalizzazione quando si tratta delle lettere o dei numeri, perché una lettera scritta specularmente è considerata errata o cambia di significato. Ma perché la scrittura speculare si manifesterebbe soprattutto su certe lettere e non (o meno) su altre?

La nostra scrittura segue un orientamento sinistra-destra e la maggior parte delle lettere latine (quelle del nostro codice scritto) ha un gambo verticale e una o più appendici attaccate alla sua destra (D – B – F ecc.), così come molti numeri si sviluppano verso destra, ad esempio 3, 6 o 7. Quindi, i bambini che ricordano la forma di una lettera o di un numero ma che dimenticano il suo orientamento sinistra/destra tendono a produrre l’orientamento che hanno osservato essere il più comune, nel nostro caso quello verso destra. Ai bambini viene insegnato raramente in modo esplicito che esistano tali somiglianze visive tra le forme delle lettere, ma la loro propensione a sbagliare a favore della maggiore probabilità suggerisce che le raccolgono implicitamente.

Scrittura speculare e apprendimento

In nessuno studio recente viene indicata correlazione tra inversione e specularità nella fase iniziale dell’apprendimento della letto-scrittura e l’insorgenza di disturbi specifici dell’apprendimento nelle successive fasi. Diventa però un campanello d’allarme quando persiste anche in classi successive alla seconda elementare, dai 7/8 anni: in questo caso, soprattutto se non si presenta come unico difetto nel processo di apprendimento, potrebbe essere indicato un approfondimento diagnostico per escludere eventuali DSA.

Ma è opportuno fare qualcosa per aiutare i bambini in questa fase?

In realtà, trattandosi per lo più di una fase transitoria, l’indicazione generale è di non intervenire, onde evitare di focalizzare l’attenzione del bambino su errori che non può controllare creando inutile ansia. Piuttosto, potrebbe essere utile fornire, al bambino che inizia ad avvicinarsi al codice scritto, tutte le lettere e i numeri scritti correttamente in un supporto da cui possa attingere ogni volta che ne senta la necessità, come ad esempio un alfabetiere figurato.


BIBLIOGRAFIA

Fischer JP, Koch AM. (2016), Mirror writing in 5- to 6-year-old children: The preferred hand is not the explanation.Laterality. 21(1):34-49.

Fischer JP (2017), Character Reversal in children: the prominent role of writing direction, Read Writ. 30:523-542

Suitner, C., & Maass, A. (2016). Spatial agency bias: Representing people in space. Advances in Experimental Social Psychology, 53, 245–301. doi: 10.1016/bs.aesp.2015.09.004.


Silvia De Cao – Autrice – cura la rubrica “Parola alla logopedista
Laureata all’Università degli Studi di Verona nel 2008, ho seguito un corso di formazione annuale post-laurea sulla valutazione e il trattamento dei disturbi del linguaggio e delle difficoltà dell’apprendimento della lettoscrittura.
Ho collaborato negli anni con Fondazioni e Associazioni per attività di screening precoce delle difficoltà di apprendimento.
Sono responsabile di progetti di screening per i disturbi specifici del linguaggio e di potenziamento delle abilità metafonologiche in diverse scuole materne e di laboratori per favorire lo sviluppo linguistico negli asili nido.
Sono l’ideatrice dello spazio “La logopedista risponde” sulla mia pagina Facebook, dove è possibile porre domande e ricevere una risposta gratuitamente.

ROTOLO AL CIOCCOLATO CON CREMA MASCARPONE E FRAGOLE

Un dolce veloce da fare e gustoso per una cena tra amici: Rotolo al cioccolato con crema mascarpone e fragole


RICETTA:

Ingredienti per il rotolo:
  • 150g di zucchero
  • 40g di farina
  • 4 uova
  • 40 cacao amaro
Procedimento

Montate i tuorli con lo zucchero e due cucchiai di acqua fino ad ottenere una crema bianca.
Setacciate insieme la farina il cacao e aggiungete le polveri alla crema di uova un cucchiaio alla volta e mescolate delicatamente con una spatola.
Montate i tuorli a neve ed incorporateli un cucchiaio per volta mescolando dal basso verso l’alto al composto.
Foderate uno stampo rettangolare con carta forno, imburrate la carta e versateci sopra il composto.
Livellate e infornate a 180° per 16 minuti circa.
A cottura ultimata capovolgete lo stampo su un foglio di carta forno, staccate la carta dalla pasta e arrotolate.
Lasciate raffreddare

Preparazione delle Fragole:
  • 250gr di fragole
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 2 cucchiai di acqua
    mettete tutto in un pentolino antiaderente su fuoco moderato a carammellare per circa 15-20 minuti poi lasciare raffreddare
Crema al mascarpone
  • 250g di mascarpone
  • 200g di panna montata
  • 60g di zucchero a velo
    in una ciotola amalgamate tutti gli ingredienti
Preparazione del dolce

Srotolate il rotolo al cacao, spalmateci sopra la crema al mascarpone poi, al centro, le fragole.
Arrotolate la pasta e trasferite il rotolo in frigo per un oretta prima di servire. Decorate a piacere.


Zeudi Rota Conti Autricecura la rubrica “Le ricette di Zeudorela” insieme a Sidorela Shaqiri

Ciao sono Zeudi, mamma di Noemi, originaria di un paesino di Bergamo dove cultura e tradizione si tramandano da generazioni. Appassionata di cucina: passione tramandata da mio papa’, il mio maestro. Per me la cucina e’ passione, un momento di svago, cucinare e’ un modo per “dare”.

Mi trovate anche sulla pagina Facebook “L’amore x la cucina di Zeudi” oppure sul mio blog zeudiamoreincucina.blogspot.com


Sidorela Shaqiri Autrice cura la rubrica “Le ricette di Zeudorela” insieme a Zeudi Rota Conti

Ciao a tutte io sono Sidorela, originaria dell’Albania, operaia e mamma di Redis ed Eglis.
Sono appassionata di fotografia, libri e cucina. Cucino da sempre, venuta in Italia ho rivoluzionato tutta la mia alimentazione e imparato a cucinare e mangiare in modo sano ed equilibrato il più possibile…. il mio moto è cucinare senza limite e mangiare con cautela, metto la salute sopra ogni cosa.
Spero di riuscire a trasmettere positività e allegria oltre che piatti e ricette sfioziosi!

Pane alla birra

Pane alla birra: il mio nuovo esperimento in cucina!

Inizialmente ero scettica ma tanto curiosa di provare il sapore di questo pane!

Con immensa gioia e sorpresa devo ammettere che è stato uno dei più buoni e più soffici che abbia mai impastato, cotto e mangiato!

Ricetta

DIFFICOLTA’: Difficile

Ingredienti :

  • 600 gr di farina integrale BIO
  • 200 gr di farina Senatore Cappelli ( grano duro rimacinato a pietra) BIO
  • 200 gr di farina manitoba BIO
  • 1 gr di lievito di birra secco
  • 1 cucchiaino di miele
  • 650 ml di birra ( io ho usato Heineken)
  • 100 ml di acqua
  • 10 gr di sale
  • un filo di olio extravergine di oliva
Procedimento :

Cominciamo a mescolare le farine: prima quella integrale con il grano duro e poi la manitoba setacciata (passaggio obbligatorio per ossigenare la farina).

Nel boccale della planetaria versare le farine e tutta la birra, azionate la macchina per non più di 2 minuti a velocità media.

Coprire con la pellicola e lasciare riposare per 1 ora.

Nel frattempo sciogliere il lievito e il miele in 100 ml di acqua e lasciare riposare per 1 ora.

Trascorsa l’ora, azionate la planetaria, unite l’acqua con il lievito e infine il sale. Lavorare tutto a velocità elevate finchè l’impasto non si stacca dalle pareti del boccale per poi unite l’olio un pò per volta.

Ungere di olio la spianatoia e versare l’impasto, lasciare riposare per 20 minuti poi cominciate a fare le pieghe (tipo stretch and fold) 1 ogni 20 minuti. In totale devono passare quasi 2 ore.

Una volta eseguito questo passaggio, trasferire l’impasto in una ciotola capiente e lasciare lievitare a temperatura ambiente per 2 ore coprendo con pellicola trasparente.

Passate le 2 ore, mettere la ciotola in frigo e lasciare lievitare per circa 14 ore.

Trascorso tutto il tempo neccessario, l’impasto avrà triplicato il suo volume.

A questo punto dividere l’impasto in 3 parti uguali e date la forma che desiderate.

Laciare lievitare per altre 2 ore in un cestino coperto con canovaccio e spolverato con tanta farina di semola.

Per la cottura questa volta ho usato la pentola di terracotta e devo dire che il risultato è stato molto soddisfacente.

E’ molto imporante preriscaldare il forno a 220 gradi. Anche la pentola dovrà essere alla temperatura del forno.

Capovolgere con delicatezza la pagnota sulla pentola bollente. Infornare accanto alla pentola con il pane, un pentolino di acqua.

Cuocere a temperatura massima per i primi 20-25 minuti (il mio forno raggiunge i 220 gradi), in seguito abbassare il forno a 180 gradi per 20 minuti. Abbassare nuovamente la temperatura a 160 gradi e cuocere altri 20 minuti. Abbassare ancora la temperatura del forno a 140 gradi e lasciare cuocere per gli ultimi 10 minuti.

Raffreddare il pane in posizione verticale per almeno 3-4 ore

Buon appetito!!!


Zeudi Rota Conti Autricecura la rubrica “Le ricette di Zeudorela” insieme a Sidorela Shaqiri

Ciao sono Zeudi, mamma di Noemi, originaria di un paesino di Bergamo dove cultura e tradizione si tramandano da generazioni. Appassionata di cucina: passione tramandata da mio papa’, il mio maestro. Per me la cucina e’ passione, un momento di svago, cucinare e’ un modo per “dare”.

Mi trovate anche sulla pagina Facebook “L’amore x la cucina di Zeudi” oppure sul mio blog zeudiamoreincucina.blogspot.com


Sidorela Shaqiri Autrice cura la rubrica “Le ricette di Zeudorela” insieme a Zeudi Rota Conti

Ciao a tutte io sono Sidorela, originaria dell’Albania, operaia e mamma di Redis ed Eglis.
Sono appassionata di fotografia, libri e cucina. Cucino da sempre, venuta in Italia ho rivoluzionato tutta la mia alimentazione e imparato a cucinare e mangiare in modo sano ed equilibrato il più possibile…. il mio moto è cucinare senza limite e mangiare con cautela, metto la salute sopra ogni cosa.
Spero di riuscire a trasmettere positività e allegria oltre che piatti e ricette sfioziosi!

Chi ha paura dell’otorino?

Chi ha paura dell’otorino?
Guida alle figure professionali che si occupano della valutazione e del trattamento dei disturbi e dei ritardi del linguaggio (ma non solo)

Quando un genitore decide di iniziare un percorso di valutazione del linguaggio per il proprio bambino si può trovare spaesato tra visite, professionisti e percorsi proposti, senza riuscire a capire bene quale sia la strada giusta da seguire.

Ecco quindi un breve scritto per cercare di mettere un po’ di ordine, fermo restando che l’ultima parola spetta all’AULSS di appartenenza.

A chi bisogna rivolgersi per una valutazione del linguaggio?

Innanzitutto occorre differenziare il percorso con l’ASL (convenzionato) da quello privato.

Nel primo caso occorre rivolgersi al CUP, dove verrà richiesta l’impegnativa da parte del pediatra per poter iniziare il percorso di valutazione.

Ogni ASL ha regole diverse (ma anche la stessa può variare le proprie direttive nel tempo) quindi è opportuno richiedere direttamente al centralino quali siano le visite da fare.

Solitamente viene previsto un primo incontro con i soli genitori per aprire la cartella clinica del bambino, che verrà in seguito sottoposto a visita neuropsichiatrica, psicologica e logopedica per avere un quadro generale della situazione; non in tutte le ASL sono previste di prassi la visita foniatrica e quella otorinolaringoiatrica, anche se spesso vengono richieste e quindi svolte privatamente dalle famiglie.

Verrà quindi rilasciata una valutazione scritta e il bambino verrà inserito in lista d’attesa per essere richiamato per il trattamento (con tempi che variano da pochi mesi a 2 anni circa).

Diversa è la questione se ci si rivolge privatamente: dopo un primo incontro con la logopedista, viene deciso con la famiglia, in base alle caratteristiche del bambino, a quale professionista sia più opportuno rivolgersi per poter avere un’indicazione clinica e terapeutica.

Va precisato, infatti, che il logopedista NON PUÒ emettere alcuna diagnosi, non essendo medico, ma può stilare un progetto terapeutico in base a quanto scritto sulla diagnosi rilasciata, appunto, dal medico.

Esiste anche una terza via, in realtà: il centro privato-convenzionato. Anche in questo caso occorrerà informarsi sul percorso previsto dalla struttura contattando direttamente il centralino.

Chi è il neuropsichiatra? E in cosa consiste una sua visita?

Il nome altisonante non deve spaventare, il neuropsichiatra infantile (detto anche NPI) è un medico specializzato per la valutazione dello sviluppo psicomotorio generale e delle sue difficoltà.

È la figura professionale per eccellenza quando si tratta di valutazioni di situazioni complesse, nell’ambito logopedico viene interpellato di fronte a ritardi linguistici importanti o ritardi generali dello sviluppo o ancora quando si sospetta una co-morbilità con altre patologie.

Durante la visita npi vengono valutate le funzioni di base e i riflessi, la grosso motricità e la fine motricità, la coordinazione, il gioco.. ricorda un po’ una visita pediatrica, solo più approfondita.

Quali sono le altre visite che possono risultare utili in caso di ritardo o disturbo del linguaggio?

Come prima indagine si consiglia sempre un esame audiometrico, spesso svolto durante la visita otorinolaringoiatrica (ORL), che ha lo scopo di verificare la capacità uditiva del bambino.

In base all’età del bambino può essere effettuato in cabina con le cuffie oppure in campo libero e può prevedere il riconoscimento di parole o suoni (vocale o tonale).

Durante la visita ORL, invece, viene valutata l’integrità del distretto testa-collo (frenulo linguale, frenulo labiale, tonicità generale), dell’orecchio (udito ed equilibrio), del naso (respirazione e apnee del sonno, adenoidi) e della gola (voce e deglutizione, eventuale ipertrofia delle tonsille).

Una volta appurata la buona capacità uditiva, si può decidere di rivolgersi al foniatra, che si occupa della diagnosi e del trattamento delle patologie della comunicazione, tra le quali rientrano le turbe della parola, del linguaggio e della voce, oltre ai disturbi della deglutizione.

Quali sono le figure professionali che possono intervenire nella valutazione e nella riabilitazione dei disturbi del linguaggio?

Naturalmente, la figura deputata a tale scopo è per eccellenza quella del logopedista. Tra i suoi compiti si trovano infatti quello della prevenzione, della valutazione e della cura delle patologie e dei disturbi della voce, del linguaggio, della comunicazione, della deglutizione e dei disturbi cognitivi connessi (relativi, ad esempio, alla memoria e all’apprendimento).

Il logopedista, lavorando solitamente in équipe con altri professionisti, è in grado di redigere un percorso di riabilitazione per obiettivi e con la collaborazione della famiglia può prendere in carico anche bambini molto piccoli per i quali sia necessario lavorare già a livello di prerequisiti al linguaggio orale.

Nel caso di bambini molto piccoli, poco collaborativi o per i quali si sospetti un ritardo psicomotorio, può essere utile il consulto del terapista della neuropsicomotricità dell’età evolutiva (TNPEE), che non è un medico, ma che provvederà alla valutazione generale dello sviluppo e potrà redigere un piano di lavoro personalizzato in base agli ambiti in cui ritiene più necessario un intervento (motricità globale e fine, attenzione, coordinazione..).


Silvia De Cao – Autrice – cura la rubrica “Parola alla logopedista
Laureata all’Università degli Studi di Verona nel 2008, ho seguito un corso di formazione annuale post-laurea sulla valutazione e il trattamento dei disturbi del linguaggio e delle difficoltà dell’apprendimento della lettoscrittura.
Ho collaborato negli anni con Fondazioni e Associazioni per attività di screening precoce delle difficoltà di apprendimento.
Sono responsabile di progetti di screening per i disturbi specifici del linguaggio e di potenziamento delle abilità metafonologiche in diverse scuole materne e di laboratori per favorire lo sviluppo linguistico negli asili nido.
Sono l’ideatrice dello spazio “La logopedista risponde” sulla mia pagina Facebook, dove è possibile porre domande e ricevere una risposta gratuitamente.

American Brownies con M&M

American Brownies con M&M: l’effetto stupefacente dei colori:

Una ricetta semplice ma di sicuro impatto estetico. Ideale per utilizzare il cioccolao rimasto delle uova pasquali.

Ricetta:

DIFFICOLTA’ facile

Ingredienti:
  • 150 gr di burro
  • 200 gr di cioccolato fondente (o i residui delle uova di Pasqua)
  • 2 uova
  • 100 gr di farina
  • 180 gr di zucchero di canna
  • 10 gr di lievito x dolci
  • 20 gr di cacao
  • 100 gr di M&M
PROCEDIMENTO

Sciogliere il burro con il cioccolato e lasciare raffreddare. Unire poi il cacao e mescolare bene.
Montare le uova con lo zucchero e unire il cioccolato, la farina, il lievito e montare altri 10 minuti.
Versare il composto in uno stampo rettangolare della misura di 20×28 cm rivestito con carta forno e decorare con gli M&M.
Cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per 30 minuti.

Buon appetito!!!


Zeudi Rota Conti Autricecura la rubrica “Le ricette di Zeudorela” insieme a Sidorela Shaqiri

Ciao sono Zeudi, mamma di Noemi, originaria di un paesino di Bergamo dove cultura e tradizione si tramandano da generazioni. Appassionata di cucina: passione tramandata da mio papa’, il mio maestro. Per me la cucina e’ passione, un momento di svago, cucinare e’ un modo per “dare”.

Mi trovate anche sulla pagina Facebook “L’amore x la cucina di Zeudi” oppure sul mio blog zeudiamoreincucina.blogspot.com


Sidorela Shaqiri Autrice cura la rubrica “Le ricette di Zeudorela” insieme a Zeudi Rota Conti

Ciao a tutte io sono Sidorela, originaria dell’Albania, operaia e mamma di Redis ed Eglis.
Sono appassionata di fotografia, libri e cucina. Cucino da sempre, venuta in Italia ho rivoluzionato tutta la mia alimentazione e imparato a cucinare e mangiare in modo sano ed equilibrato il più possibile…. il mio moto è cucinare senza limite e mangiare con cautela, metto la salute sopra ogni cosa.
Spero di riuscire a trasmettere positività e allegria oltre che piatti e ricette sfioziosi!

Voci di Mamma e Papà

Voci di Mamma e Papà

E finalmente la voce. La voce materna che segna per sempre col suo marchio il bambino. Egli la conosce, questa voce, molto prima di vedere la luce. E’ come tessuto sul suo ordito, sulle sfumature, le sue inflessioni, i suoi umori.

Frédérick Leboyer

E’ con queste parole del “padre” del parto dolce che vorrei iniziare, riprendendo alcune riflessioni dell’articolo precedente sull’importanza di uno strumento semplice e scontato quanto potentissimo: la Voce. Le nostre Voci di Mamma e Papà.

E’ un essere minuscolo, non ancora del tutto percepibile. Così piccolo che misura poco più di qualche centimetro ma già in grado di poter captare suoni e sensazioni filtrate dal grembo materno.

Ed è proprio fin da questo inizio che noi mamme iniziamo a parlare con lui.Iniziamo a sussurrargli piccole frasi, parole dolci, accarezzando quella pancia che ancora non si vede ma che sappiamo essere “abitata” da quel Qualcuno che presto si farà sentire e vedere in tutto il suo splendore.

Inizia così un dialogo d’amore con la nostra creatura ben prima della nascita. La nostra voce quindi lo raggiunge e lo avvolge quotidianamente in un “bagno” di stimoli sonori.

Grazie a numerosi studi sulla tematica della vita prenatale, conosciamo nuovi particolari sulle percezioni e sullo sviluppo del bambino durante i nove mesi di gravidanza.

Il periodo dell’attesa quindi può diventare un momento esteso privilegiato per iniziare e incrementare questo dialogo unico e irripetibile, questa forma di comunicazione che ogni giorno si fa più profonda e intensa fino ad arrivare al momento della nascita in cui il bambino venendo alla luce ritrova quella voce.

E’ un ritrovarsi di nuovo insieme. Un vedersi, un riabbracciarsi, un riunirsi ancora una volta in modo diverso.

Il dialogo d’amore si completa. “E’ bello pensare”, scrive Giorgia Cozza nel suo libro “Me lo leggi?”, “che il bimbo che sta crescendo nel segreto del nostro grembo ci ascolta, si emoziona ed è felice quando sente la nostra voce. Non è mai troppo presto per parlare con lui. E’ il nostro bambino e si nutre delle nostre parole, dell’intonazione affettuosa della nostra voce1.

Anche la pediatra Elena Balsamo indica tra i desideri del bimbo che cresce nell’utero materno, quello di ascoltare la voce della sua mamma: “Parlami! Non sono troppo piccolo per capire. Raccontami le tue gioie e le tue pene. Spiegami in ogni momento che cosa sta succedendo. Mostrami la bellezza del mondo, canta per me le più dolci canzoni, raccontami una storia perché io possa sognare”2.

La lettura è una preziosa occasione per trovare tempo e spazio da dedicare al benessere di entrambi. Nella frenesia delle giornate, dove la fretta regna sovrana e molto spesso si arriva a lavorare fino all’ultimo mese di gravidanza (per non dire fino ai giorni precedenti la data presunta del parto in alcuni casi), fermarsi per un po’, rallentare insieme anche al papà e ritagliarsi un momento di tranquillità con un buon libro può aiutare a ricaricarsi di energie positive, di gioia, di serenità e di emozioni profonde.

Bastano pochi elementi: un luogo tranquillo della casa, una postazione comoda come un divano, uno sdraio o il letto dove potersi distendere, un sottofondo musicale se necessario (in armonia e a volume non troppo alto).

Può diventare un appuntamento quotidiano, oppure quando ne sentiamo maggiore esigenza, dove mettere da parte gli impegni incombenti, i mille pensieri o le preoccupazioni per rilassarsi senza che questo diventi un obbligo o uno sforzo.

Può diventare anche un modo per riscoprire libri dimenticati, ripetere filastrocche, poesie e canzoni che ci ricordano la nostra infanzia, rileggere storie e racconti passati, il nostro romanzo preferito o libri totalmente nuovi che mai avremmo immaginato di leggere prima.

Anche la voce del papà, di un fratellino o di una sorellina può aiutare mamma e bambino a rilassarsi e perché no anche a trovare quiete e a riposare meglio, diventando per loro un buon allenamento in vista delle future letture.

Ricordatevi che non ci sono regole fisse. Ogni donna è diversa, ogni papà è diverso. Ogni futura famiglia trova il proprio modo di rapportarsi uno all’altro. La lettura ad alta voce può rappresentare uno dei tanti strumenti per sviluppare la nostra relazione insieme prima e dopo la nascita.

“Oggi il mio cuore canta il tuo cuore

Canta in silenzio un canto interiore

Canta la vita e canta l’attesa

La meraviglia e la sorpresa

Battito ascolto, battito voce

Cuore raccolto, cuore veloce

Cuore risponde a cuore che chiama

Canto si fonde, battito ama.

Canto del primo battito”

Canti dell’Attesa, Sabrina Giarratana


1 Giorgia Cozza, Me lo leggi? Racconti, fiabe e filastrocche per un dialogo d’amore con il nostro bambino, Torino, Il Leone Verde, 2012, pag. 39.

2 Elena Balsamo, Libertà e amore, Torino, Il leone verde, 2010, pag. 191.


Sul comodino ma non solo: libri dappertutto!

Oggi, in questa sezione di consigli per la lettura, troverete alcuni libri che potrete leggere al pancione o far leggere ai futuri papà, sorelle e fratelli maggiori. Sono libri che potrete sfogliare tutti insieme e dedicare al vostro bambino. Ovviamente tutti da rileggere anche dopo la nascita.

Ad integrazione della breve proposta qui di seguito, potrete spaziare nelle numerose pubblicazioni che più vi piacciono: dalle storie della tradizione italiana (vedi le pubblicazioni di Italo Calvino e di Gianni Rodari) alle fiabe di altri paesi del mondo, dalle raccolte di ninne nanne a quelle di filastrocche e poesie.

Canti dell’attesa, testi di Sabrina Giarratana, illustrazioni di Sonia Maria Luce Possentini, Torino, Il leone verde, 2015.

Un libro di poesie da dedicare al proprio bambino. Dal primo battito fino al suo arrivo dopo la tempesta.

Le magnifiche illustrazioni di Sonia Maria Luce Possentini (Premio Andersen 2017) fanno da cornice ai versi che evocano paesaggi fatti di alberi e vento, di acqua e di quiete.


Prima di me,  Luisa Mattia e Mook, Topipittori, Milano, 2016.

La voce di una vita che sta per iniziare. E la domanda più grande: cosa c’era prima di me? Un universo che prendeva forma, uno spazio fatto di terra, acqua, luce, fuoco e di tutti gli elementi. Un libro che fa riflettere sulle nostre origini e sulla creatura che siamo stati e che portiamo dentro di noi in grembo.


Che cos’è un bambino, Beatrice Alemagna, Topipittori, Milano, 2008

Un bambino ha piccole mani, piccoli piedi e piccole orecchie, ma non per questo ha idee piccole. Un inno al bambino e alla sua unicità. Commovente nella sua semplicità che ci fa riflettere sui mille pregiudizi che noi adulti abbiamo su di loro. Un libro che aiuta e che fa sorridere. Da rileggere ancora quando abbracceremo il nostro bambino.


Casa albero, Ilya Green, Il leone verde, Torino, 2015.

“Il mio albero era qui molto prima di me. […] Il mio bozzolo lì cresceva. Eccomi qui!”.

In questo libro viene raccontato il viaggio della nascita di un bambino ma anche della sua mamma. La metafora dell’inizio della vita come quella di una gemma di un albero ci accompagna nella ricerca del bambino di uno spazio tutto suo dove stare bene, fino ad arrivare nelle braccia della mamma stessa da dove inizia tutto, il simbolo per eccellenza dell’accoglienza dei bisogni primari del neonato. Le bellissime illustrazioni di Ilya Green, una via di mezzo tra il collage e il disegno, creano così un’armonia di colori e di segni non scontati.


Tutte le pance del mondo, Lucia Scuderi, Donzelli Editore, 2016.

Hai un cucciolo nella pancia?

E’ la domanda con la quale si inizia questo libro, dove vengono illustrate 24 mamme del mondo animale, dai mammiferi ai rettili, dagli uccelli ai pesci. Divertente e ironico con il suo approccio giocoso ci porta alla scoperta della Natura facendoci sorridere sulle gravidanze altrui e con le alette a sorpresa è adatto anche alla lettura con i fratelli o le sorelle più grandi.


E per le mamme e i papà adottivi?

Anche loro stanno vivendo un tempo dell’attesa insieme alle loro famiglie. I loro bambini vengono da lontano, a volte dall’altra parte del mondo. Anche le mamme adottive hanno il loro travaglio carico di speranza di poter abbracciare quel figlio tanto desiderato.

Recentemente è stato pubblicato il libro Dove nasce l’amore di Lorenzo Tozzi ed illustrato da Sonia Maria Luce Possentini, (Curci Editore, Milano, 2018), che con il suo linguaggio poetico e universale, abbinato al canto, tenta di dar voce a tutte quelle sensazioni ed emozioni che imprimono il viaggio dei genitori adottivi, ma anche di quei figli alla ricerca di una mamma e di un papà. Il viaggio bellissimo e intenso che è quello del desiderio di creare ed avere una famiglia.


Mariairene Didoni – Autrice – cura la rubrica “Un mondo di cose da leggere… più vicino di quanto immagini…
Mamma di Matilde e appassionata di libri e d’arte.

Sono laureata in Storia dell’Arte e conservazione dei beni artistici e sin da piccola il mondo dei libri e dell’illustrazione mi ha sempre affascinato. Mi dedico alla pittura ad acquerello e all’organizzazione di letture condivise per bambini come volontaria presso la Biblioteca del quartiere di Anconetta, succursale della sede centrale di Vicenza della Biblioteca Civica Bertoliana.

Ho seguito diversi seminari e corsi di formazione nell’ambito della promozione della lettura per tutte le età a partire dalla primissima infanzia ma anche dalle letture al pancione durante la gravidanza.

Sono diventata “Lettore Custode” grazie alla formazione ideata e realizzata da Alessia Napoletano presso la sua Libreria per l’Infanzia “Radice-Labirinto” di Carpi (MO). La metodologia del “Lettore custode” è in via di definizione e sperimentazione e si prefigge lo scopo di infondere l’amore per le storie e la lettura.

Diventare mamma mi ha dato la possibilità di riscoprire e riassaporare le mie diverse passioni e mi ha portato a “rileggere” nel vero senso della parola una lunga lista di libri, ripartendo dagli albi illustrati e dai grandi classici della letteratura per l’infanzia e per i ragazzi, oltre ad altri libri non convenzionali.

La mia mente ha sempre fame di parole e di immagini che facciano vibrare le corde del cuore e dell’anima.

Con la rubrica “Un mondo di cose da leggere” vorrei accompagnarvi e aiutarvi a far visita al vostro “io” bambino/bambina e a condividere con tutta la vostra famiglia le potenzialità che la lettura e i libri possono offrire.

“Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo”. (Gianni Rodari)

TIRAMISU’ ALLE FRAGOLE

Tiramisù alle fragole: tradizione e freschezza in un unico dolce

Tiramisù alle fragole

Ricetta

DIFFICOLTA’: facile

Ingredienti:
  • 300 gr di Savoiardi
  • 400g di fragole più 100g per decorare
  • 100 gr di zucchero
  • limoncello (facoltativo)

Per la crema al mascarpone pastorizzata :

  • 500 mascarpone
  • 6 uova
  • 120g di zucchero

Per la salsa alle fragole:

  • 450g di fragole
  • 100g di zucchero
  • Un cucchiaio di limoncello (facoltativo)
  • Latte q.b. o acqua
Procedimento:

Sgusciate le uova e separate i tuorli dagli albumi.

Versate i tuorli in una ciotola e lavorateli a crema con le fruste elettriche aggiungendo 40 g di zucchero semolato.

Nel frattempo versate 40 g di zucchero e 4 cucchiai di acqua in un pentolino e cuocete lo sciroppo fino al raggiungimento di 121°C o comunque finchè non si formeranno delle bollicine (circa 3 minuti).

Quando lo sciroppo di zucchero ha raggiunto la giusta temperatura, versatelo a filo nella crema di tuorli montati, continuando a mescolare con le fruste per altri 2-3 minuti.

Quando la crema di tuorli è ben montata aggiungete il mascarpone e continuate a lavorare con le fruste finchè il composto risulta ben omogeneo.

A questo punto montate gli albumi a neve ben ferma, aggiungendo un pizzico di sale per favorire l’operazione, e preparate un altro sciroppo facendo cuocere i restanti 40 g di zucchero con la restante acqua.

Quando lo sciroppo raggiunge i 121°C versatelo a filo sugli albumi e continuate a mescolare con le fruste.

Unite gli albumi montati alla crema di mascarpone e uova avendo cura di mescolare lentamente e dal basso verso l’alto per evitare di far smontare il composto.

Preparare la salsa alle fragole: mettere in un pentolino 450g di fragole con 100g di zucchero e un cucchiaio di limoncello (facoltativo).

Portare a ebollizione e lasciare bollire per 5/6 min. Frullare col minipimer e lasciare intiepidire.

Tagliare a pezzetti 400g di fragole e condirle con due cucchiai di zucchero e due cucchiai di limoncello.o del succo di limone.

Allungare la salsa alle fragole con acqua e latte a piacere e bagnare i savoiardi pochi alla volta.

Fare in una teglia, possibilmente trasparente, uno strato di savoiardi, uno strato di crema al mascarpone e cospargere con le fragole a pezzetti. Continuare ancora uno strato di savoiardi, crema di mascarpone e fragole.

Terminare con uno strato di crema al mascarpone e decorare a piacere
Si possono fare anche delle coppette singole.

NB : La crema al mascarpone l’ho pastorizzata perchè c’erano bimbi. Se volete voi la potete fare con il metodo tradizionale!

Buon appetito!!!


Zeudi Rota Conti Autricecura la rubrica “Le ricette di Zeudorela” insieme a Sidorela Shaqiri

Ciao sono Zeudi, mamma di Noemi, originaria di un paesino di Bergamo dove cultura e tradizione si tramandano da generazioni. Appassionata di cucina: passione tramandata da mio papa’, il mio maestro. Per me la cucina e’ passione, un momento di svago, cucinare e’ un modo per “dare”.

Mi trovate anche sulla pagina Facebook “L’amore x la cucina di Zeudi” oppure sul mio blog zeudiamoreincucina.blogspot.com


Sidorela Shaqiri Autrice cura la rubrica “Le ricette di Zeudorela” insieme a Zeudi Rota Conti

Ciao a tutte io sono Sidorela, originaria dell’Albania, operaia e mamma di Redis ed Eglis.
Sono appassionata di fotografia, libri e cucina. Cucino da sempre, venuta in Italia ho rivoluzionato tutta la mia alimentazione e imparato a cucinare e mangiare in modo sano ed equilibrato il più possibile…. il mio moto è cucinare senza limite e mangiare con cautela, metto la salute sopra ogni cosa.
Spero di riuscire a trasmettere positività e allegria oltre che piatti e ricette sfioziosi!

Primavera di Maggio: didattica a Vicenza

Ed eccoci a Maggio, il mese della piena Primavera!

Mentre scrivo guardo fuori, finestra aperta, il verde degli alberi e della siepe mi riempie gli occhi e mi rinfranca. Un cielo terso sopra la testa e un bel venticello che scaccia ogni pensiero negativo e ogni problema da risolvere. MI concedo una pausa. Almeno per questo attimo sospeso nel vuoto tutto sorride, rigenera. La forza della terra mi invade e mi scuote. Poi mi risveglio e riparto. Pronta!
Il nome stesso lo dice: Maggio, dal latino Maius, che ricorda la dea romana Maia, dea della terra, nonchè della fertilità e dell’abbondanza.

La didattica di Maggio si apre a queste meravigliose giornate e ci concede di concepirla non solo negli spazi chiusi dellle pareti di stupendi palazzi ma anche tra le vie, i cortili e le piazze cittadine. Come sempre le proposte sono disparate e numerose e ricordano la festa dei lavoratori, il 1 maggio, la festa della mamma e la notte dei musei, il 19 maggio (da ricordare perchè comporterà diverse sorprese i città!).

Scopriamo quella più curiosa e adatta a noi!

1 MAGGIO 2018

PALAZZO LEONI MONTANARI – L’UOVO DEL MONDO ore 16.00:
Racconto animato e attività creativa 90 min.
Come nascono gli dei? Da neonati stanno in culla o crescono subito a dismisura? Quali sono i loro giochi preferiti? Una caccia al dettaglio per scoprire alcuni miti presenti sugli affreschi del Palazzo e su alcuni vasi, partendo dal racconto dell’infanzia dei loro illustri protagonisti. Attività creativa: realizzare un’immagine in pop-up. Età consigliata 4-11 anni. Prenotazione consigliata.

6 MAGGIO 2018

PALAZZO LEONI MONTANARI – A VOYAGE INTO A CAPRICCIO: DISCOVERING AN IMAGINARY VICENZA ore 16.00:
Itinerario in lingua inglese 60-75 min.
E’ possibile imparare l’inglese esplorando un quadro al museo? Un’opera d’arte offre infinite possibilità di utilizzare la lingua in modo laboratoriale, autentico e creativo. Il museo offre uno spazio di apprendimento dove è più facile mettersi in gioco e collaborare insieme alla scoperta di un’opera. Età consigliata 4-11 anni. Prenotazione consigliata.

12 MAGGIO 2018

PALLADIO MUSEUM – MAMMA MIA!!! Ore 16.00:
Laboratorio espressivo 90 min.
L’architettura è maschio o femmina? Stavolta facciamo che sia femmina e partiamo da un esempio antico: le Cariatidi. Se avete voglia di inventare una donna-colonna, di costruirla e di vestirla dalla testa ai piedi, questo è il laboratorio che fa per voi. Noi ci mettiamo i materiali, la fantasia portatela voi! Attività gratuita e aperta a un massimo di 20 partecipanti dai 5 ai 12 anni. Prenotazione obbligatoria. I genitori dei bambini che hanno la tessera Palladio Museum Kids hanno diritto al biglietto d’ingresso ridotto al museo e alle mostre (6,00 €) e a uno sconto del 15% sull’acquisto degli articoli per bambini disponibili al bookshop.

CENTRO ZONA3 DI SAN PIO X (via Toaldo 9, Vi) – PALLADIO ABBATTE I MURI/CANTIERE IN LIBERTA’ ore 16.00:
Laboratorio espressivo 90 min.
Il Palladio Museum in collaborazione con Cooperativa sociale Aster Tre: Un nuovo, allegro cantiere si apre in città. Bambine e bambini saranno i progettisti e gli artefici di una costruzione più grande di loro: potranno far crescere la propria architettura in altezza, larghezza, lunghezza, o le tre cose insieme. Per mattoni i giovani architetti avranno a disposizione grandi fogli di cartone assemblabili ad incastro su qualsiasi lato; tempere e pennarelli faranno da intonaco. Attività gratuita e aperta a un massimo di 20 partecipanti dai 5 ai 12 anni. Prenotazione obbligatoria. I genitori dei bambini che hanno la tessera Palladio Museum Kids hanno diritto al biglietto d’ingresso ridotto al museo e alle mostre (6,00 €) e a uno sconto del 15% sull’acquisto degli articoli per bambini disponibili al bookshop.

13 MAGGIO 2018

PALAZZO LEONI MONTANARI – CON MAMMA AL MUSEO ore 11.00 e ore 16.00:
Racconto animato 40 min.
Una giornata particolare per passeggiare assieme tra i dipinti ispirati ad alcune mamme speciali l passato e i loro pargoli a volte un po’ birichini. In occasione della festa della mamma. Età consigliata 4-11 anni. Prenotazione consigliata.

PIAZZA DELLE ERBE – LA PIAZZA IN SCENA ore 15.00, 16.00 e 17.00:
Laboratorio espressivo 60 min.
Non ho l’età – Mercato Antiquariato Collezionismo & Vintage, in concomitanza del mercato dell’antiquariato, collezionismo & vintage, propone il laboratorio didattico “La piazza in scena” a cura di Ardea associazione per la didattica museale.
Il laboratorio per bambini è finalizzato alla scoperta della Piazza dei Signori di Vicenza, con il mercato e i mestieri di una volta. A partire dall’osservazione di un’opera pittorica che rappresenta la Piazza nell’Ottocento e dalla sua interpretazione attraverso l’utilizzo di materiale strutturato, i bambini saranno guidati alla creazione de “La piazza in scena” ornata dagli edifici palladiani e animata, ieri come oggi, dalla gente del mercato. Per bambini dai 5 agli 11 anni. È necessaria la presenza di un adulto. Max 20 bambini per ognuno dei tre turni. Ingresso libero – attività interamente sostenuta da Non ho l’età – Mercato Antiquariato Collezionismo & Vintage

MUSEO DIOCESANO – LA MAMMA è Più BUONA DEL CIOCCOLATO ore 16.00:
Attività e laboratorio 120 min. Con l’attrice Stefania Carlesso

LA LOCOMOTIVA DEI FERROVIERI (via Rismondo 2, Vi) – PALLADIO ABBATTE I MURI/ HULA HOOP ore11.00:
Laboratorio espressivo 90 min.
Il Palladio Museum in collaborazione con Cooperativa La Casetta, Associazione genitori “Insieme con le scuole”, Non ho l’età: Per la storica rivista VOGUE moda e architettura hanno qualcosa in comune, «intercettano il cambiamento delle città e lo mostrano: l’una lo fa abitando corpi, l’altra vestendo i luoghi». In questo laboratorio bambini e bambine realizzeranno il più chiacchierato – e secondo noi il più architettonico – accessorio delle collezioni primavera/estate 2013. Saranno in grado di superare l’originale? Attività gratuita e aperta a un massimo di 20 partecipanti dai 5 ai 12 anni. Prenotazione obbligatoria. I genitori dei bambini che hanno la tessera Palladio Museum Kids hanno diritto al biglietto d’ingresso ridotto al museo e alle mostre (6,00 €) e a uno sconto del 15% sull’acquisto degli articoli per bambini disponibili al bookshop.

19 MAGGIO 2018

PALAZZO LEONI MONTANARI – LA NOTTE NEL BOSCO INCANTATO dalle 20.00 alle 23.00:
Caccia al dettaglio per scoprire i segreti dei fantastici animali che animano le stanze del palazzo barocco. In occasione della Notte dei Musei. Attività a pagamento: 1 euro.

26 MAGGIO 2018

PALLADIO MUSEUM – ALLA CARLONA SI VUOL MANGIARE ore 16.00:
Laboratorio espressivo 90 min.
In collaborazione con Il mondo di Bu: La cucina, oggi come nel Cinquecento, è il cuore della casa. Dove l’aveva posizionata Palladio nel palazzo dei Barbarano? Che cosa conteneva e quali piatti vi si preparavano? L’ultimo, divertente laboratorio è dedicato alla cucina come ambiente architettonico, ma anche come cibo e come rito. Grazie alla speciale collaborazione con Il mondo di Bu, lo scopriremo cucinando insieme! ! Attività gratuita e aperta a un massimo di 20 partecipanti dai 5 ai 12 anni. Prenotazione obbligatoria. I genitori dei bambini che hanno la tessera Palladio Museum Kids hanno diritto al biglietto d’ingresso ridotto al museo e alle mostre (6,00 €) e a uno sconto del 15% sull’acquisto degli articoli per bambini disponibili al bookshop.

27 MAGGIO 2018

PALAZZO LEONI MONTANARI – LA MAGICA MELA ore 16.00:
Laboratorio espressivo 120 min.
Tantissimo tempo fà, in un luogo dove il sole ama tuffarsi nel mare, nacque una bimba davvero speciale, vestita di raggi dorati…. Ascoltare con orecchie, occhi e altri sensi una storia fantastica, ispirata ai preziosi vasi greci. Attività creativa: realizzare un curioso libretto illustrato. Ingresso a pagamento per gli adulti e attività a pagamento per i bambini. Età consigliata 4-12 anni.

CONTATTI

Evento “La piazza in scena”:
Tel. 349 6410654 e-mail: info@antiquariatovicenza.it e-mail: nonholetaeventi@gmail.com

Palazzo Leoni Montanari:
Per partecipare ai racconti animati, alla caccia al dettaglio e ai laboratori è consigliata la prenotazione al numero di telefono 800 578875. Per info e contatti: Email info@palazzomontanari.com – sito www.gallerieditalia.com

Palladio Museum:
Per info e contatti: telefono 0444 323014 – Email didattica@palladiomuseum.org – sito www.palladiomuseum.org

Museo Diocesano:
Per info e contatti: telefono 0444 226400 – Email museo@vicenzachiesacattolica.it – sito www.museodiocesanovicenza.it

Aiuto! Il mio bambino non parla!

Aiuto! Il mio bambino non parla! Cosa fare quando le parole si fanno attendere.

Molto spesso le mamme di bambini “parlatori tardivi” (o late talkers) che si rivolgono al pediatra in cerca di supporto per capire come poter aiutare il proprio bambino a parlare si sentono rispondere che “è presto, aspettiamo l’asilo che magari si sblocca!”

Vediamo insieme i motivi per cui non sempre aspettare così tanto può essere positivo.

IL BAMBINO NON E’ UNA CASSAFORTE.

Di conseguenza, nessun bambino si può “sbloccare”.

Il linguaggio è una funzione specifica e che segue delle tappe di sviluppo, in maniera solitamente fluida e senza troppi impicci, ma può capitare che in alcuni momenti questo sviluppo rallenti o sembri addirittura arrestarsi.

L’importante è che, nonostante un linguaggio poco utile, il bambino mantenga la volontà comunicativa (sguardo, indicazione, vocalizzo..).

Il motivo per cui molto spesso viene consigliato di aspettare l’inizio della scuola dell’infanzia, prima di rivolgersi ad uno specialista, sta nel fatto che molti bambini vengono affidati alle cure di famigliari o asili nido fin da piccolissimi, riuscendo a creare una comunicazione comprensibile alle figure di riferimento che fungono spesso da traduttori e non rendendo quindi necessario un miglioramento della produzione linguistica.

Il passaggio ad un’altra realtà potrebbe favorire uno sviluppo del linguaggio proprio perché il contesto diverso mette il bambino nella condizione di dover trovare nuove tecniche per farsi capire dalle insegnanti.

Questo però non significa che automaticamente, varcata la soglia della scuola, il bambino imparerà a parlare bene ma solamente che, nel giro di qualche mese, potreste assistere ad un’evoluzione del linguaggio a cui non eravate preparati.

IL RISVOLTO EMOTIVO

Se è vero che spesso con l’inizio della scuola dell’infanzia molti bambini migliorano moltissimo il loro linguaggio, è altrettanto da considerare l’aspetto emotivo del “non parlare”.

Molti bambini che non riescono a spiegarsi sono infatti spesso etichettati come “chiusi, introversi” o, al contrario, come “maneschi e violenti”. Ma non sono né una né l’altra cosa, probabilmente: sono semplicemente dei bambini che non sanno spiegare a parole quello che vorrebbero e passano quindi, nella maggioranza dei casi, alla comunicazione primordiale (ed universalmente compresa), cioè quella con le mani.

“Se non riesco a spiegarti che quel gioco non me lo devi portare via, ti mordo la mano e lo capisci”

“Se ho fame e sono in Russia ma non parlo russo, uso il gesto di massaggiarmi la pancia e qualcuno di sicuro mi capirà”

I due messaggi utilizzano entrambi lo stesso canale, con i dovuti filtri di cui la vita ci dota man mano che cresciamo, rendendoci capaci di capire quali gestualità siano accettate e quali invece decisamente sconvenienti (anche se non sempre ci applichiamo).

Il bambino che non riesce a spiegare quello che desidera è molte volte un bambino frustrato, che si sente impotente e spesso incompetente: non si sente un comunicatore degno di attenzione. E questo aspetto andrebbe sempre valutato, a prescindere da qualsiasi consiglio ricevuto.

QUANDO PREOCCUPARSI

Nella mia quasi decennale esperienza sono giunta ad una conclusione: è meglio sentirsi dire che “è troppo presto” piuttosto che “è troppo tardi”. Naturalmente, le due indicazioni di cui sopra dovrebbero arrivare da professionisti specializzati nel campo, non dall’amica con 15 figli che “ne sa” o dal fruttivendolo “che è stato anche lui dislessico perché non parlava”. (N.d.r.: il dislessico è chi non sa leggere, nulla ha a che fare con le difficoltà linguistiche!)

Il linguaggio orale ha alla base una catena di competenze che si sviluppano già nella vita intrauterina. Di conseguenza, se ad un bambino non bastano 3 anni per imparare a parlare la sua lingua madre, forse c’è qualcosa che glielo impedisce. Ad esempio, potrebbe non sentire bene, oppure potrebbe avere il frenulo troppo corto o le adenoidi ingrossate. Oppure ancora potrebbe non aver capito il motivo per cui dovrebbe spiegarsi a voce. Le variabili sono davvero tante e difficili da generalizzare.

In linea di massima, quando a 2 anni il bambino non parla se non per chiamare “mamma e papà”, se utilizza preferibilmente il canale gestuale, se non appare interessato alla ripetizione allora un consulto con una logopedista potrebbe essere utile.

Quando si rivolgono a me mamme di bambini sotto i 3 anni, la presa in carico è globale, si accoglie l’intera famiglia, non si lavora sul bambino direttamente ma si cerca di modellare le modalità comunicative dei genitori, che imparano “come si fa” a stimolare il linguaggio del loro bambino e diventano i veri protagonisti di tutte le nuove acquisizioni del loro bambino.

Se invece il vostro bambino dice qualche parolina e volete ascoltare il consiglio del pediatra, rimandando il consulto logopedico a dopo l’inizio della scuola dell’infanzia, prestate attenzione all’evoluzione linguistica del vostro bambino: già a Natale dovreste assistere ad un incremento tangibile sia qualitativo che quantitativo delle parole e frasi prodotte. Se così non fosse, forse è arrivato il momento di rivolgersi allo specialista.

“Quando il tempo passato a non parlare è poco e la presa in carico è precoce, i tempi (e i costi) di recupero sono minori come migliori sono i risultati!”


Silvia De Cao – Autrice – cura la rubrica “Parola alla logopedista
Laureata all’Università degli Studi di Verona nel 2008, ho seguito un corso di formazione annuale post-laurea sulla valutazione e il trattamento dei disturbi del linguaggio e delle difficoltà dell’apprendimento della lettoscrittura.
Ho collaborato negli anni con Fondazioni e Associazioni per attività di screening precoce delle difficoltà di apprendimento.
Sono responsabile di progetti di screening per i disturbi specifici del linguaggio e di potenziamento delle abilità metafonologiche in diverse scuole materne e di laboratori per favorire lo sviluppo linguistico negli asili nido.
Sono l’ideatrice dello spazio “La logopedista risponde” sulla mia pagina Facebook, dove è possibile porre domande e ricevere una risposta gratuitamente.