Sostegno allattamento materno

In questa pagina troverai la lista delle realtà presenti nel nostro territorio che potranno sostenerti  nell’allattamento.

sostegno allattamento materno

Sostegno all’allattamento materno: allattare è possibile anche quando è difficile, c’è chi può aiutarti!

L’allattamento al seno è una delle esperienze più belle che una mamma possa vivere, un gesto d’amore nei confronti del proprio figlio, un nutrimento sempre pronto, alla giusta tempertura e perfettamente bilanciato per il fabbisogno di un bambino.

A volte questa bellissima esperienza viene però oscurata da qualche problema che può creare delle difficoltà più o meno gravose alla mamma che allatta, soprattutto se al primo figlio.

Questa pagina vuole essere un posto dove trovare informazioni utili, numeri di telefono, indirizzi e, possibilmente, nomi delle persone e dei luoghi che hanno fatto del sostegno all’allattamento una passione e un lavoro.

Chi è la consulente professionale IBCLC?

La certificazione di Consulente Professionale IBCLC (International Board of Lactation Consultant) consiste in una preparazione specifica ed approfondita in materia di allattamento e lattazione umana.

Si ottiene sostenendo e superando un esame che si svolge una volta l’anno contemporaneamente in tutto il mondo, e per accedere a tale esame occorre avere dei requisiti specifici:

  • un numero elevato di ore di pratica clinica direttamente con le madri che allattano
  • almeno 90 ore di formazione specifica ed accreditata in lattazione umana entro i 5 anni precedenti la data dell’esame
  • una preparazione specifica ed approfondita in 14 materie che riguardano le scienze della salute
  • è obbligatorio aver frequentato un percorso di studi di grado superiore o universitario che certifichi il superamento degli esami in ciascuna delle seguenti materie sanitarie: biologia, anatomia, fisiologia, crescita e sviluppo infantile, introduzione alla ricerca clinica, nutrizione, psicologia, sociologia.
  • Per le rimanenti 6 materie, ovvero Basic life support (corso BLS), documentazione medica, terminologia medica, sicurezza occupazionale e sicurezza per operatori sanitari, etica per operatori sanitari, precauzioni universali e controllo delle infezioni, la formazione può essere acquisita presso istituzioni di alta formazione accreditate, oppure completando corsi accreditati per la formazione continua in medicina.

Tutte queste materie sono state sicuramente oggetto di studio all’interno delle seguenti professioni sanitarie, che per questo possono accedere all’esame presentando attestazione del titolo di studio conseguito: dentista, ostetrica, infermiera professionale, terapista occupazionale, farmacista, fisioterapista, medico, logopedista.

A chi puoi rivolgerti:

Consultorio familiare

  • Ulss 7 Bassano Del Grappa
  • Ulss 7 Alto Vicentino
  • Ulss n 8
    Presso il Consultoro Familiare è possibile effettuare visite e controlli di accompagnamento all’allattamento. Per richiedere una consulenza telefonica o informazioni, è possibile contattare le ostetriche del Consultorio Familare. Per prenotare visite e controlli è necessario contattare il Consultorio. Non è necessaria impegnativa. Possono accedere anche le donne straniere nei 40 giorni dopo la gravidanza, con tessera STP. Documenti necessari per la prenotazione: Tessera sanitaria regionale.

FAAM (Farmacie Amiche dell’Allattamento Materno):

Il progetto FAAM, sottoscritto dall’Associazione Culturale Pediatri, da IBFAN Italia e dal Comitato Italiano per l’UNICEF, rappresenta un progetto di eccellenza

L’iniziativa è così articolata:

  • Formazione dei farmacisti secondo gli standard proposti per gli operatori sanitari dall’O.M.S/Unicef (corso di 15 ore con un programma predefinito e con formatori/facilitatori appositamente preparati).
  • Allestimento nelle farmacie di un piccolo spazio nel quale la mamma che desidera allattare potrà trovare un luogo di accoglienza senza essere sottoposta a pressioni commerciali.
  • Vendita dei sostituti del latte materno solo su specifica richiesta. Latti formulati di qualsiasi tipo, altri alimenti e bevande sostitutivi del latte materno, così come biberon, ciucci e tettarelle, tutti i prodotti cioè coperti dal Codice Internazionale per la Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno, seppure disponibili nella farmacia, non saranno più sugli scaffali di libero servizio.
  • Promozione dell’immagine della madre che allatta al seno invece di quella della madre che usa il biberon.
  • Attivazione nella comunità di iniziative e progetti in rete con altri attori sociali e sanitari che tutelano l’allattamento materno.

In conformità alla Iniziativa UNICEF – “Ospedali e Comunità amici dei bambini” e alle “Linee di Indirizzo per la Protezione, la Promozione e il Sostegno dell’Allattamento al Seno del Ministero della Salute”, e al “Piano Sanitario Nazionale”, è prevista una continuità assistenziale tra i servizi ospedalieri e quelli territoriali e tra operatori territoriali che si occupano di donne in gravidanza, madri e bambini.

  • Farmacia Campedello Via Riviera Berica 167 Vicenza. Tel 0444 240288 / 0444 533715 E-mail lattematerno@farmaciacampedello.it. Prima Farmacia Amica dell’Allattamento Materno di Vicenza e la prima ad ottenere il patrocinio del Comune di Vicenza. Dal gennaio 2010 le mamme possono usufruire gratuitamente, previo appuntamento, della consulenza di Daniela Nicolin consulente IBCLC. e troveranno uno spazio dedicato dove allattare, cambiare e pesare il proprio bambino gratuitamente su bilancia regolarmente certificata.
  • Farmacia Alla Madonna Di Dutto Celina in Via Pecori Giraldi n.18 San Vito di Leguzzano, E-mail celina.dutto.vicenza@farmarete.it -Tel 0445 672455, per urgenze Cel 335-1095831 sarà disponibile per consulenze Bruna Scopel è Consuente professionale IBCLC.  la consulente si occupa di tutto quello che riguarda il dopo parto, assistenza domiciliare alle dimissioni, incontri dopo parto 0-6 mesi con le mamme, incontri mamme bimbi 6-24 mesi, acquaticità neonatale 0-5 anni, insomma quando una mamma la incontra, se ha piacere, la accompagna per un bel po’ di tempo. (Bruna Scopel Tel 320-1834612)  Inoltre la farmacia fornisce la bilancia pesa neonati gratis per il primo mese
  • La Farmacia Zanoni dott. Luca in via Mazzini 3 Arzignano Tel 0444 670174. Propone uno spazio per poter allattare con tranquillità e/o cambiare il proprio pargolo e organizza degli incontri con Daniela, Consulente Professionale in Allattamento Materno IBCLC.
  • Farmacia S. Andrea in Via A. Pizzocaro 65 Vicenza Tel. 0444511962. Propone uno spazio dove allattare e a cambiare il bambino e sostiene le mamme che desiderano allattare il loro bambino con degli incontri con l’ostetrica in uno spazio dedicato alla mamma oppure a domicilio. 
  • La Farmacia Pozzi in via Scalabrini 100 Bassano del Grappa Tel: 0424.503649 E-mail: info@farmaciapozzi.it. Con la sua adesione al progetto “Farmacia Amica dell’Allattamento Materno” si impegna a tutelare e sostenere la madre che allatta ed è un Baby Pit Stop de La Leche League Italia; in Farmacia le mamme trovano personale preparato sll’allattamento al seno, una poltrona per allattare, un fasciatoio per cambiare i piccoli mentre per i fratelli più grandicelli, una comoda scrivania con fogli, libri e colori. E’ disponibile inoltre una biblioteca sui temi dell’attamento a disposizione delle mamme. 
  • Farmacia Bezzan  Via B. Dal Maso 6, Chiampo Tel 0444.623077 – farmaciabezzan@virgilio.it tutti i farmacisti della Farmacia Bezzan sono formati per accogliere, supportare e sostenere, con la divulgazione di consigli utili per questa delicata fase della vita, sia la mamma che il suo bambino. La farmacia organizza mensilmente incontri per future e neo-mamme con una consulente professionale in allattamento materno IBCLC. All’interno della farmacia esiste uno spazio dedicato dove le mamme possono allattare, cambiare e pesare gratuitamente il loro bambino.
  • Farmacia Bartolotta Viale Regina Margherita 67, Valdagno. Tel 0445 402786 –  La mamma che allatta potrà trovare uno spazio dove è accolta, dove trova ascolto, dove può confrontarsi sulle problematiche che incontra nell’allattare il suo bambino. In questo spazio riservato, la mamma è libera di allattare e cambiare il suo bambino. Anche se è solo di passaggio!
  • Farmacia Alma via Monte Cimone 41, Spagnago, Tel: 0445 431746

CONSULENTI IBCLC

  • Bruna Scopel, consulente Professionale in Allattamento Materno IBCLC / Educatrice Perinatale. Tel 320-1834612

  • Cotelli Mariella, consulente Professionale in Allattamento Materno / Ostetrica. Tel 331-2060206. 
  • Daniela Nicolin, consulente Professionale in Allattamento Materno IBCLC / Doula

  • Paola Bortolazzo, infermiera professionale con 3 anni di esperienza alla sezione Nido dell’ospedale san Bortolo di Vicenza e consulente professionale in allattamento IBCLC. Accompagna e aiuta durante le prime settimane di vita del bambino e sostiene nel prolungamento dell’allattamento. Effettua consulenze a domicilio in libera professione Tel 393.0099381.

SPORTELLI E ASSOCIAZIONI

  • Associazione Essere mamme a Vicenza con sede al primo piano di Piscine di Vicenza, Viale Ferrarin 71, Vicenza. Potrete partecipare alle varie attività ed eventi (da calendario) e confrontarvi tra mamme. Referente per l’allattamento la consulente alla pari Canal Silvia E-mail: esseremammeavicenza@gmail.com
  • Presso il Centro Sport Palladio in via Cav.Vittorio Veneto a Vicenza, si trova lo sportello gratuito per l’allattamento dove le ostetriche saranno diponibili ad aiutare le mamme che allattano. Per informazioni o per contattare un’ostetrica Tel 0444-963466
  • Associazione Coccola di Mamma collabora con la pediatria dell’ospedale di Santorso ed è supportata da Bruna Scopel e dal dott Rigon, entrambi consulenti IBCLC. L’associazione si trova a Santorso di fronte alla vecchia Biblioteca Comunale, vicino al Municipio e a Piazza Aldo Moro. coccoladimamma@gmail.com
  • Presso lo Spazio Mamme di “Casa Emanuela” in via Raguia 27 ad Almisano, sono proposti incontri gratuiti per tutte le mamme che vogliono trovare del tempo per se stesse ed i loro bambini. A disposizione la consulente IBCLC Michela Lorenzoni. Tel: 333.8413350 – Email: michelalorenzoni@allattamentoibclc.it
  • L’ostetrica Elisa Guiotto segue le mamme in allattamento una volta tornate a casa dopo il parto. Tel. 340-1502255  E-mail: elisaguiotto@gmail.com Studio a Montecchio Maggiore presso MedicaGroup via da vinci 41 Montecchio e Vicenza.
  • Associazione Solaris (Stradella Soccorso Soccorsetto, 17 Vi) Mette a disposizione Consulenze professionali per l’allattamento al seno su appuntamento con Daniela Nicolin Consulente professionaIe Ibclc info al 338-2503026.
  • Etimoè, studio di counseling professionale, si occupa di sostegno alla maternità con proposte individuali e di gruppo, prima e dopo il parto. Propone tra le attività incontri di gruppo per neomamme e bambini dove dove c’è tanto spazio per il confronto, la condivisione e si affrontano temi specifici (sonno, allattamento, bisogni del bambino, come gestire le relazioni con i parenti, come cambia la coppia…), consulenze dedicate all’allattamento (anche a domicilio), percorsi individuali di sostegno a mamme in difficoltà, corsi di massaggio neonatale e molto altro. Val Venosta 15 a Zanè (vicino alla chiesa del centro). Elisa Rasotto (counselor ed educatrice prenatale e neonatale)Tel. 340 2319219, E-mail: elisa.rasotto@etimoe.it
  • LECHE LEAGUE da 65 anni queste mamme volontarie si rivolgono alle mamme che allattano rispondendo ai dubbi e risolvendo i problemi legati all’allattamento. Le consulenti sono presenti in tutta Italia e si possono contattare gratuitamente. Per un aggiornamento sulle consulenti disponibili in tempo reale accedere QUI.

Importante da sapere:

Che cos’è il “CODICE INTERNAZIONALE SULLA COMMERCIALIZZAZIONE DEI SOSTITUTI DEL LATTE MATERNO OMS/UNICEF”SEGNALA ALLA ASL CHI TI CONSIGLIA UNA MARCA DI LATTE ARTIFICIALE! 

FARMACI IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Se volete aggiungere/modificare i dati di questa pagina o segnalare professionisti, associazioni e persone che si occupano di sostegno all’allattamento scrivete a esseremammeavicenza@gmail.com

Lasciateli giocare

lasciateli giocare
Illustrazione di Beatrice Alemagna

“La funzione del bambino è di stabilire il legame, la bellezza, l’ornamento, di frantumare gli egoismi, di portare entusiasmi là dove le persone si contentano di trattare circa gli scambi. Perché al bambino, più della parola, si addice il tatto, più del discorso il percorso; egli esiste per ricordarci tutto quello che ciascuno ha sepolto e dimenticato, perduto nel ‘quanto a sé’”.

R. Schérer, G. Hocquenghem

 

Il titolo è provocatorio. Lo ammetto.  Complice la bella stagione, l’estate che avanza nelle torride giornate di luglio, mi soffermo a ricordare le biciclettate in compagnia, le corse in mezzo ai prati, le partitelle nei cortili e a tutto quella miriade di sensazioni che sfiorano la mente pensando a questo periodo dell’anno.

E’ un periodo quasi “magico” nel quale i bambini assaporano il sole, frutti nuovi, il freddo del gelato, i colori dei fiori. E mi domando: esistono ancora bambini che giocano?

Ma certo! I bambini giocano sempre anche quando non dovrebbero: nuoto il lunedì, il martedì giocano con il pianoforte, calcio il giovedì, danza il venerdì, la domenica non dimentichiamo la partita e poi il resto della settimana si gioca con i videogiochi o con le app interattive che aiutano a sviluppare una miriade di capacità.

La mia domanda successiva è questa: e se vi dicessero che le attività sopra elencate non fossero veramente di gioco libero e spontaneo?

Effettivamente quanto lasciamo ai nostri figli libera iniziativa nella scelta dei giochi, nello spazio dove muoversi per potersi esprimere? Quanto incide il nostro giudizio sulle loro azioni quando li vediamo giocare anche senza un particolare strumento o motivo, anche se le azioni che stanno svolgendo non hanno una particolare valenza nell’insegnargli per forza qualcosa? Quanto interveniamo noi genitori proponendo, zittendo, togliendo, riordinando, scomponendo ecc…durante le giornate dei nostri bambini?

Il gioco senza la spinta adultocentrica è relegato a piccoli ritagli di tempo anziché essere il fulcro dell’infanzia.

Cos’è il gioco allora? Secondo Donald Winnicott, pediatra e psicanalista britannico, nel suo libro Gioco e realtà (Armando Editore, 2005) il gioco è la culla della personalità. E’ il modo in cui nasce la psicologia dell’individuo.

Credo che le ulteriori parole della Dott.ssa Deborah MacNamara, educatrice e counseller clinico, siano illuminanti e ci aiutino a capire che oggi non ci sia compito più importante per i genitori e gli educatori di proteggere il tempo e lo spazio del gioco, andando contro anche ad aspetti culturali legati alla nostra società moderna che vede per l’appunto il gioco come un momento frivolo in cui non si produce nulla, anzi che può portare addirittura alla “fantomatica” e pericolosissima NOIA, anziché la base solida e fondante sulla quale i nostri figli svilupperanno e realizzeranno il loro pieno potenziale umano, emotivo e di crescita.

“Giocare non significa immettere informazioni nel bambino, bensì tirar fuori le sue idee, intenzioni, aspirazioni, preferenze, volontà e desideri. Il gioco permette al bambino di esprimere se stesso, a dispetto della mancanza di parole e di discernimento. E’ nel gioco che il bambino ascolta i suoi echi interiori risuonare nel mondo che lo circonda. Il gioco favorisce lo sviluppo di una propria personalità indipendente e vitale in quanto disseppellisce gli interessi, i desideri e gli obiettivi del bambino. Lo smuove dalla condizione di dipendenza dal mondo adulto, disserrando il suo desiderio di farsi avanti e avventurarsi, fare scoperte o dare senso alle proprie esperienze. Il gioco è il luogo in cui lo spirito che sostiene la crescita viene rilevato e la vitalità espressa. In breve, il gioco è l’atto della creazione di sé “[1]

Molti esperti e scienziati hanno lanciato numerosi appelli affinché si ritorni a favorire il gioco e a proteggerlo contro la predominante componente digitale e tecnologica, contro i pregiudizi e le ansie di successo nell’educazione, all’interno delle nostre scuole e nelle nostre famiglie.

Come ha affermato Nancy Carlsson-Paige, docente universitaria ed esperta in psicologia dell’età evolutiva: “Mai, neppure nei miei incubi peggiori, avrei immaginato che avremmo dovuto difendere il diritto dei bambini al gioco!”.

Illustrazione di Marina Marcolin

 

[1] Deborah MacNamara, Capire i piccoli, Il Leone Verde, Torino, 2018, pag. 69.


Sul comodino ma non solo: libri dappertutto e anche un blog

Sulla tematica del gioco vi sono una serie di pubblicazioni molto interessanti che grazie agli approfondimenti degli autori e alle bibliografie potranno fare chiarezza e darvi una solida base su cui partire con riflessioni e piccoli accorgimenti se necessari.

Lasciateli giocare, Peter Gray, Einaudi, 2015

I bambini sono esseri pensanti e pieni di risorse. Diamo loro abbastanza respiro?

La vita a scuola e nel tempo libero è gestita e organizzata dagli adulti. Oggi i bambini non hanno più tempo per giocare tra di loro. Ma solo giocando possono acquisire le abilità sociali che gli serviranno da grandi: ascoltare gli altri, essere creativi, gestire le emozioni e affrontare i pericoli. Questo libro chiarisce e spiega perché alla base di un adulto sano e felice ci debba essere il gioco.

Giocate all’aria aperta,  Angela J. Hanscom, Il Leone Verde, 2017

Il movimento e il gioco libero all’aperto sono vitali per lo sviluppo cognitivo e fisico dei nostri figli. Offrire possibilità di esplorare e di dare “sfogo” alle proprie capacità motorie sono delle preziose occasioni che dobbiamo lasciare ai bambini per imparare a conoscere il proprio corpo, testare le proprie capacità e i propri limiti mettendosi alla prova in molteplici situazioni diverse.

Capire i piccoli, Deborah MacNamara, Il Leone Verde, 2018

La Dott.ssa MacNamara dedica un sostanzioso capitolo intitolato “Preservare il gioco. Difendere l’infanzia dal mondo digitale” ponendo l’attenzione su tre caratteristiche fondamentali del gioco:

  1. Non è un lavoro;
  2. Non è per davvero;
  3. E’ espressivo ed esplorativo

Quali attività favoriscono le condizioni ideali di gioco? Leggete e scopritelo!

 

Se siete interessate a blog recenti che analizzano con occhio scientifico e preparato il mondo dell’infanzia, vi consiglio di seguire quello di Emily Mignanelli.

Maestra e pedagogista, oltre che mamma e scrittrice, nel suo blog https://hundredsofbuddhas.com/ nell’articolo “Guarda tuo figlio giocare e scoprirai chi sei” https://hundredsofbuddhas.com/2018/04/26/guarda-tuo-figlio-giocare-e-scoprirai-chi-sei/ ci offre qualche piccolo consiglio su come sostenere i nostri bambini imparando ad osservarli ed ad interferire il meno possibile nel momento più alto e splendido di espressione del loro io e della loro visione del mondo.

E come dice per l’appunto Emily: “Il gioco è una cosa seria, e se i bambini lo fanno è anche per voi”.

Illustrazione di Freya Blackwood

Mariairene Didoni – Autrice – cura la rubrica “Un mondo di cose da leggere… più vicino di quanto immagini…
Mamma di Matilde e appassionata di libri e d’arte.

Sono laureata in Storia dell’Arte e conservazione dei beni artistici e sin da piccola il mondo dei libri e dell’illustrazione mi ha sempre affascinato. Mi dedico alla pittura ad acquerello e all’organizzazione di letture condivise per bambini come volontaria presso la Biblioteca del quartiere di Anconetta, succursale della sede centrale di Vicenza della Biblioteca Civica Bertoliana.

Ho seguito diversi seminari e corsi di formazione nell’ambito della promozione della lettura per tutte le età a partire dalla primissima infanzia ma anche dalle letture al pancione durante la gravidanza.

Sono diventata “Lettore Custode” grazie alla formazione ideata e realizzata da Alessia Napoletano presso la sua Libreria per l’Infanzia “Radice-Labirinto” di Carpi (MO). La metodologia del “Lettore custode” è in via di definizione e sperimentazione e si prefigge lo scopo di infondere l’amore per le storie e la lettura.

Diventare mamma mi ha dato la possibilità di riscoprire e riassaporare le mie diverse passioni e mi ha portato a “rileggere” nel vero senso della parola una lunga lista di libri, ripartendo dagli albi illustrati e dai grandi classici della letteratura per l’infanzia e per i ragazzi, oltre ad altri libri non convenzionali.

La mia mente ha sempre fame di parole e di immagini che facciano vibrare le corde del cuore e dell’anima.

Con la rubrica “Un mondo di cose da leggere” vorrei accompagnarvi e aiutarvi a far visita al vostro “io” bambino/bambina e a condividere con tutta la vostra famiglia le potenzialità che la lettura e i libri possono offrire.

“Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo”. (Gianni Rodari)

 

Dammi tre parole: sentire, guardare, giocare!

Dammi tre parole: sentire, guardare, giocare! Guida ai prerequisiti del linguaggio e alla loro importanza

In alcune situazioni, soprattutto quando si tratta di bambini molto piccoli o immaturi, il fatto di non parlare rappresenta la classica “punta dell’iceberg”: in realtà, infatti, oltre al linguaggio espressivo, a volte possono mancare anche una serie di competenze di base, definite prerequisiti, senza le quali lo sviluppo del linguaggio può risultare particolarmente difficile.

Interazione con l’ambiente

È importante che il bambino dimostri di essere interessato agli stimoli ambientali, che possono essere di natura visiva, uditiva, tattile ecc. e che in qualche modo cerchi di riprodurre gli stimoli che gli hanno creato una sensazione piacevole (es. rumore delle palline inserite nei giochi di stoffa) mentre cercherà di allontanare, spesso col pianto, ciò che gli provoca paura o dolore.

Allo stesso tempo, il bambino ci farà capire che gli scambi comunicativi che ha con l’adulto di riferimento gli provocano piacere, ricercando l’attenzione del genitore e reagendo in maniera costante agli stimoli che gli arrivano (risata in reazione alla faccia buffa del papà).

In questo modo il bambino interagisce con l’ambiente e con le persone che lo circondano: ricordiamoci che la comunicazione è tale se avviene tra almeno due persone.

Per aiutare il bambino in questa fase, è importante non lasciarlo solo per tempi troppo lunghi, ma al contrario affiancarlo nell’esplorazione dell’ambiente, condividendo con lui oggetti ed esprimendo il proprio commento a riguardo, cercando di rendere piacevole e divertente l’interazione.

Rispetto dei turni nella conversazione

Non è necessario essere un oratore per sostenere una conversazione degna di tale nome, anzi.

Qualsiasi tipo di comunicazione si basa su alcuni punti comuni e irrinunciabili: il rispetto dell’alternanza dei turni è uno di questi.

Se il bambino (o l’adulto) non rispettano le pause necessarie ad ascoltare l’altra parte, sarà molto difficile sostenere uno scambio reciprocamente utile, perché si tratterà più di un monologo.

Questa capacità gode moltissimo del modellamento da parte dell’adulto, che dovrà per primo impegnarsi per non prevaricare sulla produzione del bambino, che, soprattutto se molto piccolo, sarà caratterizzata da scambi di sguardo o di oggetti.

Di attività per educare alla turnazione ce ne sono un’infinità: dal lancio della palla (io a te poi tu a me), alla pista per le macchinine (tu le metti io do il via), alle attività quotidiane in cui il bambino può inserirsi anche se normalmente non predisposte al turno: caricare la lavatrice un capo per ciascuno o sistemare le mollette sui fili alternandosi, ad esempio.

La parola magica per rendere tutto più bello? “ANCORA?

Gioco simbolico e di costruzione

Attraverso il gioco il bambino impara tantissimo, non solo a livello linguistico.

Il “fare finta di” è una tappa importante nello sviluppo cognitivo del bambino, che inizia ad operare ragionamenti e similitudini tra oggetti e persone. Ecco quindi che la scopa diventa un cavallo, che il bambolotto ha bisogno di cure materne per guarire dalla febbre e che dei cuscini formano le mura resistenti di una fortezza segreta.

Dal punto di vista linguistico il gioco del fare finta fornisce una quantità innumerevole di stimoli, oltre a permettere un’ottima possibilità di interazione con i pari e con gli adulti.

Dal punto di vista cognitivo ci permette di capire che il nostro bambino sta imparando ad utilizzare le informazioni salienti degli oggetti e delle situazioni per poterle poi rappresentare anche nel momento del gioco.

Se al posto del cavallo utilizza la scopa e non il tavolo, ad esempio, è perché la sua immaginazione gli ha permesso di identificare nella scopa la proprietà (teorica) della “cavalcabilità”, cosa che non potrebbe certo fare con il tavolo. Avete mai visto un bambino cullare una pentola? Direi di no. Ecco, il concetto è lo stesso.

Molto importante è anche il gioco di costruzione, di unione. Un bambino le cui attività preferite sono il distruggere, lo svuotare e il tirar via difficilmente riuscirà a costruire un linguaggio in produzione adeguato.

È quindi fondamentale il passaggio al gioco di costruzione, dalla classica torre al ponte alle costruzioni logiche, che permettono al bambino di unire i pezzi fisicamente e fare altrettanto con le sillabe e le parole.

In questo momento in genere il bambino inizia a rimanere impegnato nei suoi giochi per un tempo relativamente lungo (dai 10 minuti ai 60 e oltre) e la sua richiesta di presenza dell’adulto potrebbe via via diventare meno pressante.

Se il bambino non sembra interessato a questo genere di attività, potete cercare di inserirvi nelle sue routine di gioco e creare delle attività ad hoc sul fare finta e sull’imitazione delle costruzioni.

Imitazione

La capacità di imitare è alla base dello sviluppo del bambino.

Imparano a dire “mamma” guardandone il volto e le labbra mentre si chiudono e si aprono; imparano a mettersi le scarpe guardando il genitore che mostra come fare; imparano ad andare in macchina imitando il comportamento di chi lo sa già fare (e ovviamente lo faranno anche e soprattutto per tutto quello che non dovrebbero imparare.. ma questo è un altro paio di maniche).

Di fatto, il bambino che imita tanto è un bambino che comunica tanto.

Spesso copiano alcuni comportamenti perché ne riconoscono l’effetto sociale, cioè capiscono il collegamento tra azione e reazione, sia essa positiva o negativa: quante volte di fronte ad una nostra espressione imbronciata i bambini ripetono nuovamente l’azione appena svolta e che ha provocato in noi quella reazione? Non lo fanno perché sono dispettosi (o forse sì, ma pazienza) ma semplicemente perché vogliono essere certi che le due cose siano collegate.

Per incentivare l’imitazione non esiste attività migliore delle smorfie!

Uso del gesto

Al pari dell’imitazione, l’uso del gesto rappresenta un requisito di fondamentale importanza.

Il bambino che usa il gesto è un bambino che trova il modo di comunicare prima di saper parlare. L’indicare, il fare “ciao” con la manina, il protendere la mano per ricevere qualcosa.. sono tutti esempi di comunicazione!

Fin da piccolissimi i bambini tendono ad allungare gli oggetti verso il genitore, quasi a volerlo donare, salvo poi ritirarlo se l’adulto prova a prenderlo dalle loro mani: questo perché l’intento del bambino non è quello di dare l’oggetto ma piuttosto quello di richiedere informazioni a riguardo.

Non è un caso se, di solito, tra i primi insegnamenti che vengono dati ai genitori in fase di valutazione logopedica c’è proprio quello di inserire il gesto “dammi”. Naturalmente, per usare i gesti il bambino deve saper imitare quello che vede.

Uno tra i gesti più significativi è l’indicare: quando un bambino indica tanto e trova un genitore collaborante ha grandissime possibilità di sviluppare un linguaggio migliore rispetto a chi non usa questo gesto.

È importante però rispondere bene di fronte all’indicazione.

Il bambino che indica il cielo perché vede un aereo vorrà sapere come chiamare quell’oggetto la prossima volta che lo vede, quindi dovrà sentire prima la parola “aereo” e poi, in caso, tutto il resto delle informazioni che riteniamo di volergli dare.

È un discorso semplice da spiegare: se sto cercando di imparare una lingua straniera e mostro al mio interlocutore la tazzina del caffè è perché ho bisogno di sapere che nella sua lingua “caffè” si dice “coffee”, ma se inizia a dirmi “oh yes this is a coffee cup, if you want one you have to….” mi sarò già perso tra il mare di parole e non avrò capito come fare per ordinarmi un caffè la prossima volta (cosa, peraltro, piuttosto pericolosa nel mio caso specifico!).

Comprensione del messaggio

È un fatto naturale che la comprensione preceda la produzione, ma molte volte anche questo ambito risulta poco sviluppato nei bambini che tardano ad iniziare a parlare.

La quasi totalità dei genitori riferisce che il proprio bambino capisce tutto quello che gli si dice, ma va tenuto presente che molto spesso i messaggi che vengono dati ai bambini sono circondati da un contesto molto favorevole: dall’indicazione (vai di là, indicando la stanza) all’accento posto su determinate parole, alla semplificazione estrema del messaggio.

Oltretutto, sempre più spesso, le interazioni tra genitori e figli sono caratterizzate da comportamenti direttivi dei primi nei confronti dei secondi, che non vengono considerati come parti attive nella comunicazione.

Provate a pensare all’ultima frase che avete rivolto ai vostri figli: molto probabilmente si sarà trattato di un ordine a fare o non fare qualcosa – “Dai mettiti le scarpe”, “Veloce mangia quel biscotto”, “Non toccare quello che ti fai male”. Questo tipo di scambi ha impoverito moltissimo le interazioni, riducendo anche l’abitudine dei figli di ascoltare e capire il messaggio se non viene posto nelle modalità “standard”.

Ecco quindi che anche in questo caso l’approccio del genitore è di fondamentale importanza. Perché, se educato a farlo, il bambino comprende bene e meglio se viene incluso nel messaggio.

“Cosa ti manca da indossare?” vale quanto un “mettiti le scarpe”, ma comunica molto di più.


Silvia De Cao – Autrice – cura la rubrica “Parola alla logopedista
Laureata all’Università degli Studi di Verona nel 2008, ho seguito un corso di formazione annuale post-laurea sulla valutazione e il trattamento dei disturbi del linguaggio e delle difficoltà dell’apprendimento della lettoscrittura.
Ho collaborato negli anni con Fondazioni e Associazioni per attività di screening precoce delle difficoltà di apprendimento.
Sono responsabile di progetti di screening per i disturbi specifici del linguaggio e di potenziamento delle abilità metafonologiche in diverse scuole materne e di laboratori per favorire lo sviluppo linguistico negli asili nido.
Sono l’ideatrice dello spazio “La logopedista risponde” sulla mia pagina Facebook, dove è possibile porre domande e ricevere una risposta gratuitamente.

Polpette tonno e ceci

Polpette tonno e ceci, una ricetta by Zeudorela

polpette ceci

 

Ricetta:

Ingredienti :
  • 700 gr di ceci cotti
  • 2 scatole da 120 gr tonno
  • 1 uovo
  • 3-4 cucchiai di pangrattato
  • sale e pepe q.b.
  • Curry a piacere
Procedimento :

Cuocere i ceci (in alternativa potete usare quelli precotti).

Versate i ceci in un mixer insieme al tonno e frullate tutto fino ad ottenere un composto omogeneo.

Versate in un recipiente capiente e unite l’uovo e il pangrattato. Amalgamate beneun cucchiaio di legno.

Formate le polpette prelevando 30 gr di impasto e sistemate nel mezzo un cubetto di formaggio, poi arrotolare e formare la polpetta.

Procedere cosi fino ad impasto terminato.

Mettere le polpettine in freezer per almeno 1 ora.

Nel frattempo rompete le uova in una ciotola e sbattetele insieme ad un po’ di latte. In un’ altra ciotola versate il pangrattato.

Scaldate l’olio e cominciate a passare le polpette prima nell’ uovo e poi nel pangrattato per poi procedere con la frittura.

Le polpette saranno pronte quando risulteranno dorate. Scolatele su un panno carta e servite.

Buon appetito!

 


Sidorela Shaqiri Autrice cura la rubrica “Le ricette di Zeudorela” insieme a Zeudi Rota Conti

Ciao a tutte io sono Sidorela, originaria dell’Albania, operaia e mamma di Redis ed Eglis.
Sono appassionata di fotografia, libri e cucina. Cucino da sempre, venuta in Italia ho rivoluzionato tutta la mia alimentazione e imparato a cucinare e mangiare in modo sano ed equilibrato il più possibile…. il mio moto è cucinare senza limite e mangiare con cautela, metto la salute sopra ogni cosa.
Spero di riuscire a trasmettere positività e allegria oltre che piatti e ricette sfioziosi!

Zeudi Rota Conti Autricecura la rubrica “Le ricette di Zeudorela” insieme a Sidorela Shaqiri

Ciao sono Zeudi, mamma di Noemi, originaria di un paesino di Bergamo dove cultura e tradizione si tramandano da generazioni. Appassionata di cucina: passione tramandata da mio papa’, il mio maestro. Per me la cucina e’ passione, un momento di svago, cucinare e’ un modo per “dare”.

Mi trovate anche sulla pagina Facebook “L’amore x la cucina di Zeudi” oppure sul mio blog zeudiamoreincucina.blogspot.com

Contatto Pelle a Pelle e Allattamento

In occasione della settimana mondiale dell’allattamento materno, Essere mamme a Vicenza propone a tutte le mamme un imperdibile evento pensato per creare una rete di conoscenza e collaborazione sul tema dell’allattamento materno e dell’importantissima pratica del contatto Pelle a Pelle.

EVENTO GRATUITO
PER MOTIVI ORGANIZZATIVI E’ GRADITA ISCRIZIONE ALLA MAIL EMAVIAPS@GMAIL.COM

(Specificando nella mail se parteciperete sole o accompagnate da marito/compagno e/o figli)

QUANDO E DOVE?

1 agosto dalle ore 15:00
presso Acquapark via Cavour 83 Altavilla Vic.na

CHI?
  • OSTETRICHE: VICINE ALLE DONNE PRIMA, DURANTE E DOPO IL PARTO A cura delle ostetriche Mirella Rossi e Assunta Palmieri del reparto di ostetricia dell’ospedale San Bortolo di Vicenza
  • ALLATTANDOVI: BANCA DEL ALTTE UMANO DONATO A cura della Coordinatrice Barbara Gasparin e della referente BLUD Nicoletta Danese del reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale San Bortolo di Vicenza
  • ASSISTENZA NEONATALE: LA MARSUPIOTERAPIA A cura delle infermiere Giovanna Brusamolin e Jennifer Zucchetti dell’Assistenza Neonatale dell’ospedale San Bortolo di Vicenza
  • PORTARE I PICCOLI: UN ALTO CONTATTO RICCO DI SIGNIFICATI A cura di Mara Bertoldo istruttrice dell’associazione Portare i Piccoli
  • IL VALORE DEL CONTATTO PELLE A PELLE A cura dell’ostetrica e consulente IBCLC dell’associazione Il Melograno
  • FAAM: FARMACIA AMICA DELL’ALLATTAMENTO MATERNO A cura della dott.ssa Marisa Rappo della FAAM Campedello di Vicenza e del dott. Enrico Traballi della FAAM Alla Madonna di San Vito di Leguzzano
  • CONSULENTE PROFESSIONALE IN ALLATTAMENTO MATERNO IBCLC A cura del dott. Luca Rigon medico neonatologo e consulente IBCLC
  • PAVIMENTO PELVICO E ALLATTAMENTO A cura dell’ostetrica Tania Albertin specializzata in rieducazione e riabilitazione del pavimento pelvico
INOLTRE…

Aperitivo per tutti gli iscritti all’evento e merenda per tutti i bimbi presenti!!!

EVENTO PROMOSSO DALL’APS ESSERE MAMME A VICENZA
SPONSORIZZATO DALLA FAAM CAMPEDELLO DI VICENZA
PATROCINATO DA ULSS8 BERICA E DAL COMUNE DI ALTAVILLA VICENTINA


MAMME IN GRAVIDANZA: ABBIAMO PENSATO A VOI!!!

Partecipa al contest promosso da “Lorenart”: Potresti essere una delle due fortunate vincitrici di un magico bellypainting. (*)

CHI E’ LORENART?

Lorena Farinella è una mamma del gruppo che collabora da anni con Essere mamme a Vicenza proponendo alle mamme del gruppo truccabimbi, bellypainting e bodypainting oltre che a mille altre “esplosioni d’arte”. Potete vedere i suoi lavori qui: www.lorenart.it

REGOLAMENTO

1. La partecipante dovrà assicurare la sua presenza in data 1 agosto 2018 dalle ore 15:00 alle ore 18:00 presso l’Acquapark di Altavilla Vicentina.
2. La partecipante dovrà essere in stato di gravidanza, in età gestionale non inferiore al 7° mese (in data 1 agosto 2018).
3. La partecipante dovrà acconsentire alla pittura della propria pancia con un soggetto stabilito dall’artista Lorena Farinella (in arte Lorenart)
4. La partecipante acconsentirà alla compilazione della liberatoria per foto e video che verranno fatte in occasione dell’evento e che verranno pubblicate sui canali web di Essere mamme a Vicenza e di Lorenart.

SONO UNA MAMMA IN GRAVIDANZA, HO LETTO I PUNTI DI CUI SOPRA, COME PARTECIPO?

– La partecipante dovrà essere un membro del gruppo Facebook “Essere mamme a Vicenza”.

– La partecipante dovrà accedere all’evento “Vinci il bellypainting by Lorenart” e raccontare tramite la pubblicazione di un post come ha messo a conoscenza dell’arrivo del bebè il futuro papà o i futuri nonni e/o parenti e amici.

– Il post potrà contenere solo testo oppure testo + immagine (massimo 1 a partecipante).

COME VERRANNO STABILITE LE 2 VINCITRICI?

– I racconti delle partecipanti potranno essere votati (cliccando “mi piace”), entro la mezzanotte di mercoledì 25 luglio dai membri del gruppo Facebook “Essere mamme a Vicenza”.
– Le due mamme con più “mi piace” saranno le fortunate vincitrici del contest.

(*) Contest rivolto alle mamme iscritte al gruppo Facebook “Essere mamme a Vicenza

 

Neonati: solo libri cartonati?

Neonati: solo libri cartonati?

Ci preoccupiamo di ciò che un bambino diventerà domani,  ma ci dimentichiamo che lui è qualcuno oggi.

Stacia Tauscher

 L’aspetto ludico del libro cartonato e dei suoi numerosi derivati è diventato l’ago della bilancia nella scelta di quali pubblicazioni proporre ai nostri piccoli. Ma le storie? La ricchezza delle parole? La qualità delle immagini? Che fine fanno?Libri cartonati, libri tattili, libri con le alette a sorpresa, libri di stoffa, libri con sonagli, libri con i buchi, libri con le finestrelle, libri per il bagnetto, libri per la culla, libri da viaggio ecc…la lista potrebbe essere ancora lunga e le mamme lo sanno. Sanno che quando si entra in una libreria con un neonato si viene subito spediti verso lo scaffale dedicato. Il libro cartonato regna sovrano e ormai il mercato editoriale, a partire dagli anni Settanta, ha creato decine di “modelli” riempiendo i negozi e di conseguenza le nostre case.

Il libro cartonato diventa così un giocattolo e la sua funzione di “LIBRO” perde gran parte del suo significato.

Sembra proprio che i libri cartonati e i suoi “fratelli” libri-gioco non possano contenere una storia, una trama ricca di suoni e di testo, anzi più è essenziale e privo di parole più sarà gestibile. Ma per chi? Per noi o per il bambino?

I neonati, nella loro infinita passione per la ricerca e la comprensione dell’ambiente, sono spinti ad esplorare con la bocca, le mani, il corpo e tutti i sensi. Prima dei 14/15 mesi raramente un bambino sfoglierà diligentemente un libro pagina per pagina, ma non per questo non è in grado di apprezzare le storie, la voce della mamma e del papà o dei fratelli.

Beatrice Alemagna (scrittrice e illustratrice) nel suo libro “Che cos’è un bambino?” (Topipittori editore) ci dona delle brevi ed intense riflessioni sulla loro bellezza e il loro essere delle persone fin dalla nascita:

” Un bambino è una persona piccola,
E’ piccolo solo per un po’, poi diventa grande.
Cresce senza neanche farci caso.
Piano piano e in silenzio, il suo corpo si allunga.
Un bambino non è un bambino per sempre.
Un bel giorno cambia.

Un bambino ha piccole mani, piccoli
piedi e piccole orecchie, ma non per questo
ha idee piccole.
Le idee dei bambini a volte sono grandissime,
divertono i grandi, fanno loro spalancare
la bocca e dire “Ah!”.”

I bambini posseggono delle cose piccole,
proprio come loro: un piccolo letto, piccoli libri
colorati, un piccolo ombrello, una piccola sedia.
Però vivono in un mondo grandissimo; talmente
grande che le città non esistono, gli autobus
salgono su nello spazio e le scale non finiscono mai.

I bambini vogliono essere ascoltati con gli occhi spalancati.

Ogni bambino è una persona piccola.
Ora, per addormentarsi , ha bisogno di occhi gentili.
E di una lucina vicino al letto.”

L’esperienza offerta da un libro tattile o da un libro-gioco non può essere paragonata a quella data da un libro nella quale un racconto e una storia  trovano il loro posto naturale. Ed ecco perché dovremmo scegliere libri cartonati e non solo di qualità. Certo libri cartonati che possano incuriosire e stupire i loro piccoli occhi e le loro piccole mani ma dovremmo mettere a disposizione anche libri più complessi per scoprire l’ambiente, la realtà e il mondo che li circonda.

Trovo che le parole di Alessia Napolitano[1] (libraia proprietaria della libreria Radice-Labirinto di Carpi) siano emblematiche e ci possano aiutare a rompere la “tradizione” e la consuetudine con le quali siamo ormai abituati a ragionare quando compriamo o regaliamo un libro ad un neonato:

“Lasciamo dunque che il tuttotondo di stampo più disneyano si affianchi a segni grafici e pittorici che riescano a cogliere altri aspetti del quotidiano perché i bambini amano sì le cose dolci, ma sanno anche leggere la poesia laddove l’adulto, già indottrinato, vede solo confusione e trascuratezza.

Cerchiamo di non imbrigliare un libro in una fascia di età precisa perché rischiamo di depauperare un bambino di una complessità vitale alla sua crescita e al suo sviluppo.
Permettiamo ai nostri bambini di affinare il loro senso critico leggendogli la poesia fin da piccini anche se pare non ci ascoltino.

Diamo a bambini esplosivi libri altrettanto spumeggianti capaci di entrare in sintonia con il loro essere e la loro sensibilità, e ai sognatori e ai timidi libri senza parole dove sono le immagini a costruire ogni volta una storia diversa, oppure facciamo esattamente viceversa e stiamo a vedere cosa succede […].Non priviamo i nostri bambini di suoni belli, di parole armoniose, di trame complesse, di spunti di gioco interessanti: essi prenderanno della narrazione solo ciò che possono, ma non importa; noi gliela offriamo comunque su un piatto d’argento, luccicante e splendente in tutta la sua raffinatezza, poesia, magia.

Amiamo noi per primi i testi che proponiamo ai nostri bambini e il nostro entusiasmo sarà per loro contagioso”.

 

Diamo l’esempio: i libri sono oggetti preziosi. Se ci vedranno maneggiarli con cura, tenerli in ordine (la frase “Ogni cosa al suo posto, un posto per ogni cosa” non è così scontata), riporli in luoghi dedicati anche loro impareranno a rispettarli.

Possiamo creare un angolo dedicato, dove a rotazione esporre i libri. Può essere la mensola più bassa di uno scaffale, oppure una mensolina ad altezza “bimbi” dove riporre i volumi con la copertina esposta. Costruire piccole librerie con materiale riciclato (vedi le cassette di legno della frutta e della verdura) o convertire quelle già esistenti è un’ottima soluzione anche per risparmiare. Il web è pieno di idee fai da te di facile realizzazione (hacks). Aggiungete un tappeto e qualche cuscino per stare comodi seduti insieme, per fare spazio alle storie, alla voce e al contatto.

Per i bambini anche i più piccolini diventerà un punto di riferimento visivo dove potersi rasserenare in braccio alla mamma o al papà. Persino il bambino o la bambina più vivace un giorno troverà interessante le storie e le fiabe raccontate. Offrirgli solo ed esclusivamente libri-gioco non farà altro che posticipare il momento della lettura condivisa e lascerà poco spazio alle innumerevoli occasioni di dialogo profondo che potrete avere con lui o con lei di fronte alle illustrazioni e alle parole di un “BUON LIBRO”.

Come già accennato negli articoli precedenti riportando le riflessioni dello scrittore Bruno Tognolini, un libro può aiutarvi a trovare le parole dopo una giornata frenetica di lavoro o altro. Un libro può essere un punto di partenza verso la quiete e il riposo della notte, oppure l’inizio di un bel pomeriggio anche se fuori piove. E se invece fuori c’è il sole può essere un momento di ulteriore condivisione all’aperto, cullati ed accompagnati dai rumori tenui della Natura.

Concludo con una frase di Maria Montessori, l’ho incorniciata e appesa in soggiorno perché ci ricordi ogni giorno qual è la nostra missione di genitori:


[1] Vi consiglio di iscrivervi alla Newsletter sul sito http://www.radicelabirinto.it/. Nel blog Alessia Napolitano approfondisce numerose tematiche legate alla letteratura per l’infanzia, recensioni di libri e pubblicazioni per bambini e ragazzi.


Sul comodino ma non solo: libri dappertutto

Per la sezione dei consigli di oggi partiamo da alcuni…libri cartonati.

Vi segnalo la trilogia della scrittrice Giovanna Zoboli e dell’illustratore Philip Giordano.

  • Sul prato e sotto il prato
  • Nel cielo e nel mare
  • Quando il sole si sveglia

Editi dalla casa editrice Topipittori, i protagonisti di questi libri sono gli elementi naturali, il tempo e gli spazi.

Affinità e differenze si alternano e ciascuno racconta con frasi minime, essenziali ma cariche di significato i fenomeni della natura e offrono al bambino la possibilità di osservare i piccoli mutamenti e allo stesso tempo la sottile stabilità delle diverse creature raffigurate. Microcosmi che si amplificano racchiusi in illustrazioni raffinate e delicate.

Per proseguire con la tematica del mondo naturale e i suoi mutamenti, ecco uno dei miei albi illustrati non cartonato preferito: Le quattro stagioni di un ramo di melo di Anne Crausaz (editore L’Ippocampo).

Un anno, cinquantadue settimane. In primissimo piano vi è un ramo di un albero di melo. Il tempo scorre voltando le pagine. Un nuovo uccello si posa sul ramo e ci resta quel tanto che basta per farci scoprire i particolari del suo piumaggio, il suono del suo canto, il colore dei fiori e delle foglie, il freddo della neve e il caldo del sole primaverile.

Che noia direte voi…e invece scoprirete insieme al vostro bambino quanta vita accoglie un semplice ramo:  un luogo di rifugio per insetti e uccelli, un posto sicuro per cercare cibo e per riposarsi dopo il lungo viaggio migratorio. Un altro curioso microcosmo!

Altro libro non convenzionale è Cecino di Olalla Gonzalez con le illustrazioni di Marc Taeger (editore Kalandraka). Ciò che di primo impatto colpisce è il segno grafico. Sembra quasi disegnato proprio da un bambino. Le illustrazioni sembrano quasi “ingenue”, quasi infantili, stridono un poco con l’immaginario che  abbiamo noi adulti di quel che dovrebbe essere una illustrazione adatta ad essere pubblicata in un libro, ma creano un perfetto equilibrio con la storia narrata. Cecino è un moderno pollicino, un bambino piccolo di statura. Ed è proprio la sua statura la causa delle sue “piccole” disavventure. Un libro esilarante che racchiude nel testo una certa musicalità e per questo adatto alla lettura ad alta voce. La storia narrata lascia anche un messaggio finale rivolto a noi grandi: anche nei bambini più piccoli occorre riporre fiducia, permettendo loro di sperimentare e di mettersi in gioco per aiutarli a crescere.

E i libri di poesia si possono leggere ai neonati o ai bambini? Certo!

Se siete amanti delle poesie ecco un piccolo volume tascabile da portare sempre con voi:

Poesie della notte, del giorno, di ogni cosa intorno di Silvia Vecchini con le illustrazioni della vicentina Marina Marcolin (editore Topipittori). E’ un libro-tesoro da leggere e rileggere all’infinito. Ogni volta si scoprono sfumature e significati nuovi.

Incanto e ricordo, memoria e semplicità dei gesti. Le parole sono ricche e abbondanti. I nostri bambini ascoltano tutto e questo è un libro anche per loro.


Mariairene Didoni – Autrice – cura la rubrica “Un mondo di cose da leggere… più vicino di quanto immagini…

Mamma di Matilde e appassionata di libri e d’arte.

Sono laureata in Storia dell’Arte e conservazione dei beni artistici e sin da piccola il mondo dei libri e dell’illustrazione mi ha sempre affascinato. Mi dedico alla pittura ad acquerello e all’organizzazione di letture condivise per bambini come volontaria presso la Biblioteca del quartiere di Anconetta, succursale della sede centrale di Vicenza della Biblioteca Civica Bertoliana.

Ho seguito diversi seminari e corsi di formazione nell’ambito della promozione della lettura per tutte le età a partire dalla primissima infanzia ma anche dalle letture al pancione durante la gravidanza.

Sono diventata “Lettore Custode” grazie alla formazione ideata e realizzata da Alessia Napoletano presso la sua Libreria per l’Infanzia “Radice-Labirinto” di Carpi (MO). La metodologia del “Lettore custode” è in via di definizione e sperimentazione e si prefigge lo scopo di infondere l’amore per le storie e la lettura.

Diventare mamma mi ha dato la possibilità di riscoprire e riassaporare le mie diverse passioni e mi ha portato a “rileggere” nel vero senso della parola una lunga lista di libri, ripartendo dagli albi illustrati e dai grandi classici della letteratura per l’infanzia e per i ragazzi, oltre ad altri libri non convenzionali.

La mia mente ha sempre fame di parole e di immagini che facciano vibrare le corde del cuore e dell’anima.

Con la rubrica “Un mondo di cose da leggere” vorrei accompagnarvi e aiutarvi a far visita al vostro “io” bambino/bambina e a condividere con tutta la vostra famiglia le potenzialità che la lettura e i libri possono offrire.

“Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo”. (Gianni Rodari)

SPECCHIO RIFLESSO!

SPECCHIO RIFLESSO!
Quando i bambini scrivono al contrario: perché accade e cosa fare.

Chiunque abbia a che fare con bambini di 5-6 anni avrà visto o sentito parlare di scrittura speculare, cioè di numeri, lettere o intere parole scritte al contrario.

Questo potrebbe inizialmente far pensare di avere in casa un piccolo erede di Leonardo da Vinci, ma poi la sfrenata voglia di sapere e il caro “buon” Google potrebbero far sprofondare i genitori nell’ansia: forse non è abbastanza intelligente? Sarà dislessico? Avrà difficoltà visive?

La realtà è che la scrittura a specchio è una cosa estremamente comune nei bambini tra i 5 e i 7 anni e, contrariamente a quanto si possa pensare, non esiste alcun legame tra intelligenza e scrittura a specchio.

Emisferi cerebrali e simmetrie

Secondo alcuni studi americani del secolo scorso, ogni volta che vediamo un oggetto nuovo (quindi anche una lettera dell’alfabeto), questo viene memorizzato nell’emisfero cerebrale destro; ne viene anche creata una copia speculare nell’altro emisfero sinistro, per permetterci di riconoscere le simmetrie. Non essendosi ancora stabilita nel bambino una dominanza emisferica e, conseguentemente, dovendo fare i conti con la difficoltà a distinguere le simmetrie, è alta la probabilità che venga richiamata una memoria “errata” (la lettera speculare) al posto di quella corretta. Con la progressiva maturazione del cervello, il bambino imparerà ad utilizzare l’emisfero dominante senza più “errori”, e pertanto il fenomeno della scrittura a specchio tenderà a scomparire in maniera naturale.

Lateralità manuale

Alcuni studi più recenti hanno legato il fenomeno soprattutto alla lateralità manuale (“chi scrive con la sinistra ha una maggiore tendenza alla scrittura speculare”).

Il bambino mancino sembra essere più propenso a scrivere da destra a sinistra (in modo da avere la possibilità di leggere la parola appena scritta senza coprirla con la mano), ma, studi che hanno preso in considerazione ampie popolazioni, hanno notato fenomeni di scrittura speculare anche in molti bambini che scrivono con la destra, soprattutto tra i 5 e i 7 anni, rendendo questa ipotesi poco indicativa.

Direzionalità della scrittura e orientamento delle lettere

La teoria attualmente più accreditata sostiene che il bambino con scrittura speculare farebbe fatica a capire che la direzionalità della lettera ha un valore identificativo. Così come un oggetto qualsiasi, ad esempio una scarpa, rimane tale anche se orientata diversamente o ribaltata, anche una lettera o un numero, se capovolti, dovrebbero mantenere la loro “entità”.

Questa capacità di generalizzazione è un processo molto importante che definisce un passaggio evolutivo nella sua elaborazione cognitiva di uno stimolo visivo. Arrivato a questo punto, però, il bambino deve “disimparare” questa generalizzazione quando si tratta delle lettere o dei numeri, perché una lettera scritta specularmente è considerata errata o cambia di significato. Ma perché la scrittura speculare si manifesterebbe soprattutto su certe lettere e non (o meno) su altre?

La nostra scrittura segue un orientamento sinistra-destra e la maggior parte delle lettere latine (quelle del nostro codice scritto) ha un gambo verticale e una o più appendici attaccate alla sua destra (D – B – F ecc.), così come molti numeri si sviluppano verso destra, ad esempio 3, 6 o 7. Quindi, i bambini che ricordano la forma di una lettera o di un numero ma che dimenticano il suo orientamento sinistra/destra tendono a produrre l’orientamento che hanno osservato essere il più comune, nel nostro caso quello verso destra. Ai bambini viene insegnato raramente in modo esplicito che esistano tali somiglianze visive tra le forme delle lettere, ma la loro propensione a sbagliare a favore della maggiore probabilità suggerisce che le raccolgono implicitamente.

Scrittura speculare e apprendimento

In nessuno studio recente viene indicata correlazione tra inversione e specularità nella fase iniziale dell’apprendimento della letto-scrittura e l’insorgenza di disturbi specifici dell’apprendimento nelle successive fasi. Diventa però un campanello d’allarme quando persiste anche in classi successive alla seconda elementare, dai 7/8 anni: in questo caso, soprattutto se non si presenta come unico difetto nel processo di apprendimento, potrebbe essere indicato un approfondimento diagnostico per escludere eventuali DSA.

Ma è opportuno fare qualcosa per aiutare i bambini in questa fase?

In realtà, trattandosi per lo più di una fase transitoria, l’indicazione generale è di non intervenire, onde evitare di focalizzare l’attenzione del bambino su errori che non può controllare creando inutile ansia. Piuttosto, potrebbe essere utile fornire, al bambino che inizia ad avvicinarsi al codice scritto, tutte le lettere e i numeri scritti correttamente in un supporto da cui possa attingere ogni volta che ne senta la necessità, come ad esempio un alfabetiere figurato.


BIBLIOGRAFIA

Fischer JP, Koch AM. (2016), Mirror writing in 5- to 6-year-old children: The preferred hand is not the explanation.Laterality. 21(1):34-49.

Fischer JP (2017), Character Reversal in children: the prominent role of writing direction, Read Writ. 30:523-542

Suitner, C., & Maass, A. (2016). Spatial agency bias: Representing people in space. Advances in Experimental Social Psychology, 53, 245–301. doi: 10.1016/bs.aesp.2015.09.004.


Silvia De Cao – Autrice – cura la rubrica “Parola alla logopedista
Laureata all’Università degli Studi di Verona nel 2008, ho seguito un corso di formazione annuale post-laurea sulla valutazione e il trattamento dei disturbi del linguaggio e delle difficoltà dell’apprendimento della lettoscrittura.
Ho collaborato negli anni con Fondazioni e Associazioni per attività di screening precoce delle difficoltà di apprendimento.
Sono responsabile di progetti di screening per i disturbi specifici del linguaggio e di potenziamento delle abilità metafonologiche in diverse scuole materne e di laboratori per favorire lo sviluppo linguistico negli asili nido.
Sono l’ideatrice dello spazio “La logopedista risponde” sulla mia pagina Facebook, dove è possibile porre domande e ricevere una risposta gratuitamente.

ROTOLO AL CIOCCOLATO CON CREMA MASCARPONE E FRAGOLE

Un dolce veloce da fare e gustoso per una cena tra amici: Rotolo al cioccolato con crema mascarpone e fragole


RICETTA:

Ingredienti per il rotolo:
  • 150g di zucchero
  • 40g di farina
  • 4 uova
  • 40 cacao amaro
Procedimento

Montate i tuorli con lo zucchero e due cucchiai di acqua fino ad ottenere una crema bianca.
Setacciate insieme la farina il cacao e aggiungete le polveri alla crema di uova un cucchiaio alla volta e mescolate delicatamente con una spatola.
Montate i tuorli a neve ed incorporateli un cucchiaio per volta mescolando dal basso verso l’alto al composto.
Foderate uno stampo rettangolare con carta forno, imburrate la carta e versateci sopra il composto.
Livellate e infornate a 180° per 16 minuti circa.
A cottura ultimata capovolgete lo stampo su un foglio di carta forno, staccate la carta dalla pasta e arrotolate.
Lasciate raffreddare

Preparazione delle Fragole:
  • 250gr di fragole
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 2 cucchiai di acqua
    mettete tutto in un pentolino antiaderente su fuoco moderato a carammellare per circa 15-20 minuti poi lasciare raffreddare
Crema al mascarpone
  • 250g di mascarpone
  • 200g di panna montata
  • 60g di zucchero a velo
    in una ciotola amalgamate tutti gli ingredienti
Preparazione del dolce

Srotolate il rotolo al cacao, spalmateci sopra la crema al mascarpone poi, al centro, le fragole.
Arrotolate la pasta e trasferite il rotolo in frigo per un oretta prima di servire. Decorate a piacere.


Zeudi Rota Conti Autricecura la rubrica “Le ricette di Zeudorela” insieme a Sidorela Shaqiri

Ciao sono Zeudi, mamma di Noemi, originaria di un paesino di Bergamo dove cultura e tradizione si tramandano da generazioni. Appassionata di cucina: passione tramandata da mio papa’, il mio maestro. Per me la cucina e’ passione, un momento di svago, cucinare e’ un modo per “dare”.

Mi trovate anche sulla pagina Facebook “L’amore x la cucina di Zeudi” oppure sul mio blog zeudiamoreincucina.blogspot.com


Sidorela Shaqiri Autrice cura la rubrica “Le ricette di Zeudorela” insieme a Zeudi Rota Conti

Ciao a tutte io sono Sidorela, originaria dell’Albania, operaia e mamma di Redis ed Eglis.
Sono appassionata di fotografia, libri e cucina. Cucino da sempre, venuta in Italia ho rivoluzionato tutta la mia alimentazione e imparato a cucinare e mangiare in modo sano ed equilibrato il più possibile…. il mio moto è cucinare senza limite e mangiare con cautela, metto la salute sopra ogni cosa.
Spero di riuscire a trasmettere positività e allegria oltre che piatti e ricette sfioziosi!

Pane alla birra

Pane alla birra: il mio nuovo esperimento in cucina!

Inizialmente ero scettica ma tanto curiosa di provare il sapore di questo pane!

Con immensa gioia e sorpresa devo ammettere che è stato uno dei più buoni e più soffici che abbia mai impastato, cotto e mangiato!

Ricetta

DIFFICOLTA’: Difficile

Ingredienti :

  • 600 gr di farina integrale BIO
  • 200 gr di farina Senatore Cappelli ( grano duro rimacinato a pietra) BIO
  • 200 gr di farina manitoba BIO
  • 1 gr di lievito di birra secco
  • 1 cucchiaino di miele
  • 650 ml di birra ( io ho usato Heineken)
  • 100 ml di acqua
  • 10 gr di sale
  • un filo di olio extravergine di oliva
Procedimento :

Cominciamo a mescolare le farine: prima quella integrale con il grano duro e poi la manitoba setacciata (passaggio obbligatorio per ossigenare la farina).

Nel boccale della planetaria versare le farine e tutta la birra, azionate la macchina per non più di 2 minuti a velocità media.

Coprire con la pellicola e lasciare riposare per 1 ora.

Nel frattempo sciogliere il lievito e il miele in 100 ml di acqua e lasciare riposare per 1 ora.

Trascorsa l’ora, azionate la planetaria, unite l’acqua con il lievito e infine il sale. Lavorare tutto a velocità elevate finchè l’impasto non si stacca dalle pareti del boccale per poi unite l’olio un pò per volta.

Ungere di olio la spianatoia e versare l’impasto, lasciare riposare per 20 minuti poi cominciate a fare le pieghe (tipo stretch and fold) 1 ogni 20 minuti. In totale devono passare quasi 2 ore.

Una volta eseguito questo passaggio, trasferire l’impasto in una ciotola capiente e lasciare lievitare a temperatura ambiente per 2 ore coprendo con pellicola trasparente.

Passate le 2 ore, mettere la ciotola in frigo e lasciare lievitare per circa 14 ore.

Trascorso tutto il tempo neccessario, l’impasto avrà triplicato il suo volume.

A questo punto dividere l’impasto in 3 parti uguali e date la forma che desiderate.

Laciare lievitare per altre 2 ore in un cestino coperto con canovaccio e spolverato con tanta farina di semola.

Per la cottura questa volta ho usato la pentola di terracotta e devo dire che il risultato è stato molto soddisfacente.

E’ molto imporante preriscaldare il forno a 220 gradi. Anche la pentola dovrà essere alla temperatura del forno.

Capovolgere con delicatezza la pagnota sulla pentola bollente. Infornare accanto alla pentola con il pane, un pentolino di acqua.

Cuocere a temperatura massima per i primi 20-25 minuti (il mio forno raggiunge i 220 gradi), in seguito abbassare il forno a 180 gradi per 20 minuti. Abbassare nuovamente la temperatura a 160 gradi e cuocere altri 20 minuti. Abbassare ancora la temperatura del forno a 140 gradi e lasciare cuocere per gli ultimi 10 minuti.

Raffreddare il pane in posizione verticale per almeno 3-4 ore

Buon appetito!!!


Zeudi Rota Conti Autricecura la rubrica “Le ricette di Zeudorela” insieme a Sidorela Shaqiri

Ciao sono Zeudi, mamma di Noemi, originaria di un paesino di Bergamo dove cultura e tradizione si tramandano da generazioni. Appassionata di cucina: passione tramandata da mio papa’, il mio maestro. Per me la cucina e’ passione, un momento di svago, cucinare e’ un modo per “dare”.

Mi trovate anche sulla pagina Facebook “L’amore x la cucina di Zeudi” oppure sul mio blog zeudiamoreincucina.blogspot.com


Sidorela Shaqiri Autrice cura la rubrica “Le ricette di Zeudorela” insieme a Zeudi Rota Conti

Ciao a tutte io sono Sidorela, originaria dell’Albania, operaia e mamma di Redis ed Eglis.
Sono appassionata di fotografia, libri e cucina. Cucino da sempre, venuta in Italia ho rivoluzionato tutta la mia alimentazione e imparato a cucinare e mangiare in modo sano ed equilibrato il più possibile…. il mio moto è cucinare senza limite e mangiare con cautela, metto la salute sopra ogni cosa.
Spero di riuscire a trasmettere positività e allegria oltre che piatti e ricette sfioziosi!

Chi ha paura dell’otorino?

Chi ha paura dell’otorino?
Guida alle figure professionali che si occupano della valutazione e del trattamento dei disturbi e dei ritardi del linguaggio (ma non solo)

Quando un genitore decide di iniziare un percorso di valutazione del linguaggio per il proprio bambino si può trovare spaesato tra visite, professionisti e percorsi proposti, senza riuscire a capire bene quale sia la strada giusta da seguire.

Ecco quindi un breve scritto per cercare di mettere un po’ di ordine, fermo restando che l’ultima parola spetta all’AULSS di appartenenza.

A chi bisogna rivolgersi per una valutazione del linguaggio?

Innanzitutto occorre differenziare il percorso con l’ASL (convenzionato) da quello privato.

Nel primo caso occorre rivolgersi al CUP, dove verrà richiesta l’impegnativa da parte del pediatra per poter iniziare il percorso di valutazione.

Ogni ASL ha regole diverse (ma anche la stessa può variare le proprie direttive nel tempo) quindi è opportuno richiedere direttamente al centralino quali siano le visite da fare.

Solitamente viene previsto un primo incontro con i soli genitori per aprire la cartella clinica del bambino, che verrà in seguito sottoposto a visita neuropsichiatrica, psicologica e logopedica per avere un quadro generale della situazione; non in tutte le ASL sono previste di prassi la visita foniatrica e quella otorinolaringoiatrica, anche se spesso vengono richieste e quindi svolte privatamente dalle famiglie.

Verrà quindi rilasciata una valutazione scritta e il bambino verrà inserito in lista d’attesa per essere richiamato per il trattamento (con tempi che variano da pochi mesi a 2 anni circa).

Diversa è la questione se ci si rivolge privatamente: dopo un primo incontro con la logopedista, viene deciso con la famiglia, in base alle caratteristiche del bambino, a quale professionista sia più opportuno rivolgersi per poter avere un’indicazione clinica e terapeutica.

Va precisato, infatti, che il logopedista NON PUÒ emettere alcuna diagnosi, non essendo medico, ma può stilare un progetto terapeutico in base a quanto scritto sulla diagnosi rilasciata, appunto, dal medico.

Esiste anche una terza via, in realtà: il centro privato-convenzionato. Anche in questo caso occorrerà informarsi sul percorso previsto dalla struttura contattando direttamente il centralino.

Chi è il neuropsichiatra? E in cosa consiste una sua visita?

Il nome altisonante non deve spaventare, il neuropsichiatra infantile (detto anche NPI) è un medico specializzato per la valutazione dello sviluppo psicomotorio generale e delle sue difficoltà.

È la figura professionale per eccellenza quando si tratta di valutazioni di situazioni complesse, nell’ambito logopedico viene interpellato di fronte a ritardi linguistici importanti o ritardi generali dello sviluppo o ancora quando si sospetta una co-morbilità con altre patologie.

Durante la visita npi vengono valutate le funzioni di base e i riflessi, la grosso motricità e la fine motricità, la coordinazione, il gioco.. ricorda un po’ una visita pediatrica, solo più approfondita.

Quali sono le altre visite che possono risultare utili in caso di ritardo o disturbo del linguaggio?

Come prima indagine si consiglia sempre un esame audiometrico, spesso svolto durante la visita otorinolaringoiatrica (ORL), che ha lo scopo di verificare la capacità uditiva del bambino.

In base all’età del bambino può essere effettuato in cabina con le cuffie oppure in campo libero e può prevedere il riconoscimento di parole o suoni (vocale o tonale).

Durante la visita ORL, invece, viene valutata l’integrità del distretto testa-collo (frenulo linguale, frenulo labiale, tonicità generale), dell’orecchio (udito ed equilibrio), del naso (respirazione e apnee del sonno, adenoidi) e della gola (voce e deglutizione, eventuale ipertrofia delle tonsille).

Una volta appurata la buona capacità uditiva, si può decidere di rivolgersi al foniatra, che si occupa della diagnosi e del trattamento delle patologie della comunicazione, tra le quali rientrano le turbe della parola, del linguaggio e della voce, oltre ai disturbi della deglutizione.

Quali sono le figure professionali che possono intervenire nella valutazione e nella riabilitazione dei disturbi del linguaggio?

Naturalmente, la figura deputata a tale scopo è per eccellenza quella del logopedista. Tra i suoi compiti si trovano infatti quello della prevenzione, della valutazione e della cura delle patologie e dei disturbi della voce, del linguaggio, della comunicazione, della deglutizione e dei disturbi cognitivi connessi (relativi, ad esempio, alla memoria e all’apprendimento).

Il logopedista, lavorando solitamente in équipe con altri professionisti, è in grado di redigere un percorso di riabilitazione per obiettivi e con la collaborazione della famiglia può prendere in carico anche bambini molto piccoli per i quali sia necessario lavorare già a livello di prerequisiti al linguaggio orale.

Nel caso di bambini molto piccoli, poco collaborativi o per i quali si sospetti un ritardo psicomotorio, può essere utile il consulto del terapista della neuropsicomotricità dell’età evolutiva (TNPEE), che non è un medico, ma che provvederà alla valutazione generale dello sviluppo e potrà redigere un piano di lavoro personalizzato in base agli ambiti in cui ritiene più necessario un intervento (motricità globale e fine, attenzione, coordinazione..).


Silvia De Cao – Autrice – cura la rubrica “Parola alla logopedista
Laureata all’Università degli Studi di Verona nel 2008, ho seguito un corso di formazione annuale post-laurea sulla valutazione e il trattamento dei disturbi del linguaggio e delle difficoltà dell’apprendimento della lettoscrittura.
Ho collaborato negli anni con Fondazioni e Associazioni per attività di screening precoce delle difficoltà di apprendimento.
Sono responsabile di progetti di screening per i disturbi specifici del linguaggio e di potenziamento delle abilità metafonologiche in diverse scuole materne e di laboratori per favorire lo sviluppo linguistico negli asili nido.
Sono l’ideatrice dello spazio “La logopedista risponde” sulla mia pagina Facebook, dove è possibile porre domande e ricevere una risposta gratuitamente.

American Brownies con M&M

American Brownies con M&M: l’effetto stupefacente dei colori:

Una ricetta semplice ma di sicuro impatto estetico. Ideale per utilizzare il cioccolao rimasto delle uova pasquali.

Ricetta:

DIFFICOLTA’ facile

Ingredienti:
  • 150 gr di burro
  • 200 gr di cioccolato fondente (o i residui delle uova di Pasqua)
  • 2 uova
  • 100 gr di farina
  • 180 gr di zucchero di canna
  • 10 gr di lievito x dolci
  • 20 gr di cacao
  • 100 gr di M&M
PROCEDIMENTO

Sciogliere il burro con il cioccolato e lasciare raffreddare. Unire poi il cacao e mescolare bene.
Montare le uova con lo zucchero e unire il cioccolato, la farina, il lievito e montare altri 10 minuti.
Versare il composto in uno stampo rettangolare della misura di 20×28 cm rivestito con carta forno e decorare con gli M&M.
Cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per 30 minuti.

Buon appetito!!!


Zeudi Rota Conti Autricecura la rubrica “Le ricette di Zeudorela” insieme a Sidorela Shaqiri

Ciao sono Zeudi, mamma di Noemi, originaria di un paesino di Bergamo dove cultura e tradizione si tramandano da generazioni. Appassionata di cucina: passione tramandata da mio papa’, il mio maestro. Per me la cucina e’ passione, un momento di svago, cucinare e’ un modo per “dare”.

Mi trovate anche sulla pagina Facebook “L’amore x la cucina di Zeudi” oppure sul mio blog zeudiamoreincucina.blogspot.com


Sidorela Shaqiri Autrice cura la rubrica “Le ricette di Zeudorela” insieme a Zeudi Rota Conti

Ciao a tutte io sono Sidorela, originaria dell’Albania, operaia e mamma di Redis ed Eglis.
Sono appassionata di fotografia, libri e cucina. Cucino da sempre, venuta in Italia ho rivoluzionato tutta la mia alimentazione e imparato a cucinare e mangiare in modo sano ed equilibrato il più possibile…. il mio moto è cucinare senza limite e mangiare con cautela, metto la salute sopra ogni cosa.
Spero di riuscire a trasmettere positività e allegria oltre che piatti e ricette sfioziosi!